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Nucleare: un dibattito mal (ripro)posto che ci riporta indietro. Ma oltre alla Fissione esiste la Fusione: di questa dobbiamo parlare.

nucleare-1s-aventino-duesedia di VannitolaLa sedia
di Vanni Tola
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Dibattito sul nucleare? No grazie. Non caschiamo nella trappola, l’argomento non è all’ordine del giorno. Per lo meno nei termini nei quali la questione è proposta.
Il dibattito sul nucleare che sembra accendere l’attenzione delle forze politiche e della popolazione è un dibattito virtuale, fasullo, figlio di una fake news abilmente manipolata per scopi elettorali. Tutto nasce dalla notizia fasulla e infondata che il ministro della transizione ecologica Cingolani avrebbe manifestato interesse per il nucleare. Il ministro ha spiegato più volte e con tutti i mezzi di non aver mai manifestato alcun proposito di un ritorno alla produzione di energia con la tecnologia nucleare.
Mentre esponeva i propri programmi sulla transizione energetica il ministro ha semplicemente indicato, elencando gli studi in corso, la possibilità che da tali ricerche potessero emergere nuove tecnologie utili e convenienti per la produzione pulita di energia affermando, mi pare legittimamente, che, ove ciò fosse accaduto, se ne sarebbe dovuto tenere conto in un futuro neppure tanto immediato. Questo è bastato per scatenare un acceso e violento dibattito oltre che tra i cittadini sempre pronti a partecipare a nuove battaglie, anche tra i partiti e perfino le associazioni per l’ambiente che, da qualche tempo non vanno oltre le vecchie analisi che ruotavano intorno allo slogan “No al nucleare” e “Nucleare? No grazie”. [segue]

Difendiamo la Salute

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Il Servizio sanitario nazionale è arrivato impreparato all’appuntamento con il COVID-19, penalizzato da anni di de-finanziamento, di tagli dei posti letto e del personale e da politiche che hanno inciso negativamente sulla tenuta dei servizi territoriali e di prevenzione. Ha mostrato le sue debolezze e fragilità. Rapidamente si è sviluppato un generale consenso politico sulla necessità di rafforzare il servizio sanitario nazionale. Ma passata la fase acuta della pandemia, la sanità è ben presto tornata a occupare la parte bassa della classifica delle priorità̀ del paese.
La conferma che non fosse in vista alcun rafforzamento del SSN è arrivata già lo scorso aprile quando il Governo ha reso note le previsioni di andamento della spesa sanitaria pubblica. Se dal 2017 al 2020 questa percentuale era rimasta ferma al 6,6% del PIL (tra le più̀ basse in Europa), impennandosi al 7,3% nel 2021 a causa delle spese COVID, la tendenza programmata negli anni successivi mira decisamente al ribasso: 6,7% nel 2022; 6,6% nel 2023 e addirittura 6,3% nel 2024.
Un pessimo segnale che indica il ritorno allo scenario che, a partire dal 2011, ha penalizzato il SSN, riducendo risorse umane e strutturali, tagliando l’offerta pubblica di servizi, provocando lo scandaloso allungamento delle liste d’attesa e favorendo l’espansione dell’offerta privata, trainata anche dalla diffusione di varie forme di assicurazioni integrative aziendali. La lezione della pandemia non è servita.
Diversi indizi stanno anzi a indicare che è sempre più attuale il disegno di privatizzare la sanità italiana, iniettandovi generose dosi di mercato.
Primo indizio: il personale del SSN al palo
Mentre si registra un grande attivismo per garantire ai soggetti privati l’accesso ai finanziamenti europei nessuna buona notizia arriva dal fronte del personale del SSN che nell’ultimo decennio ha subito una drastica riduzione. E non c’è alcun segnale di inversione di tendenza dati i limiti previsti nella spesa corrente e la mancata rimozione dei vincoli che limitano le assunzioni stabili. Infatti le assunzioni di medici e infermieri, effettuate in emergenza Covid, sono state tutte a tempo determinato. Ed è anche necessario un maggior impegno affinché le Università adeguino la loro offerta formativa alle esigenze della popolazione.
Nel frattempo continua la fuga all’estero del nostro personale sanitario. Nell’ultimo decennio sono 10mila i medici italiani migrati all’estero, che arrivano a rappresentare il 50% dei medici stranieri presenti in Europa. Questa è la priorità assoluta: formare ed assumere alcune migliaia di medici e infermieri nei servizi pubblici.
Secondo indizio: la lentezza nella ripresa dell’attività ordinaria
Durante la pandemia gran parte dei servizi sono stati ridotti o addirittura sospesi, con ricadute negative sulla salute delle persone. La ripresa delle attività ordinarie fatica ora a vedersi, e i pazienti si stanno abituando a evitare le strutture pubbliche, per lo più in ristrutturazione e riorganizzazione. Si ricorre quindi al privato che al contrario, avendo partecipato solo marginalmente alle attività emergenziali, non ha bisogno di grandi ricostruzioni. Il rischio è che i 500 milioni messi a disposizione per smaltire le liste di attesa siano destinati tutti al privato, anziché a rinforzare la ripresa delle attività nel SSN, indebolendo ulteriormente l’offerta pubblica e aumentando il potere di mercato di molti soggetti privati. Così come, i fondi del PNRR per l’assistenza domiciliare integrata rischiano di essere destinati a erogatori privati anziché a rafforzare la presa in carico globale e integrata da parte dei servizi pubblici.

Terzo indizio: concorrenza sleale
Nel marzo del 2021, l’Autorità̀ Garante della Concorrenza e del Mercato rivolgendosi al Presidente del Consiglio dei Ministri con la sua annuale Segnalazione di Proposte di riforma concorrenziale ha sollecitato: “… una maggiore apertura all’accesso delle strutture private all’esercizio di attività sanitarie non convenzionate grazie a … una più intensa integrazione fra pubblico e privato volta ad incentivare la libera scelta di medici, assistiti e terzo pagante”. Vi è anche l’invito a eliminare “… il vincolo della verifica del fabbisogno regionale di servizi sanitari, prevedendo che l’accesso dei privati all’esercizio di attività̀ sanitarie non convenzionate con il SSN sia svincolato dalla verifica del fabbisogno regionale di servizi sanitari”.
Ci auguriamo che il Governo respinga – come accaduto nel passato – una raccomandazione pericolosa che assimila gli ospedali alle imprese. Certamente si tratterebbe di concorrenza sleale il comportamento di un Governo che da una parte apre i rubinetti della concorrenza tra pubblico e privato e dall’altra lega le gambe al competitore pubblico.
Quarto indizio: il modello lombardo è OK
La lezione della pandemia avrebbe dovuto produrre profonde correzioni a un modello di sistema sanitario (dimostratosi fallimentare nella lotta al Covid) che aveva cancellato la rete dei servizi territoriali pubblici, affidando l’erogazione delle prestazioni domiciliari ad agenzie private, e instaurato in campo ospedaliero una concorrenza tra settore pubblico e settore privato, fortemente squilibrata a favore del secondo. Tale modello era il frutto di riforme avviate fin dal 1995 dalla presidenza Formigoni e proseguite con la riforma Maroni del 2015. Tale riforma aveva carattere sperimentale e soggetta, dopo 5 anni, alla valutazione da parte del Ministero della salute, che ha deciso di delegare tale funzione all’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali. Con una stringata lettera del 30 luglio scorso Agenas da il suo OK preventivo alla riforma, dopo che ne sono state annunciate minime, cosmetiche correzioni.
Alla vigilia della predisposizione della legge di bilancio 2022 e della annunciata legge sulla concorrenza, è indispensabile correggere questi indizi e la nostra Associazione presenterà un documento più dettagliato di analisi e proposte per intraprendere la strada giusta che permetta di rafforzare il sistema sanitario pubblico.
14 settembre 2021.
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Il documento presentato in conferenza stampa dall’associazione Salute Diritto fondamentale. Per maggiori informazioni potete utilizzare il sito: https://salutedirittofondamentale.it/.
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RIMBALZI
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Eros e Agape si fondono in Beatrice
da Il Sole 24 Ore – 12 settembre 2021 – Ripubblicato su Il Cortile dei Gentili.
di Gianfranco Ravasi
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Continuano le celebrazioni per l’anniversario dantesco, e in questo articolo il Cardinale Gianfranco Ravasi narra come nella donna di Dante avvenga il transito dal fascino erotico all’amore spirituale che la rende un simbolo della Chiesa.
Nella notte tra il 13 e il 14 settembre di settecento anni fa si spegneva a 56 anni e pochi mesi a Ravenna Dante Alighieri. Colui che aveva celebrato i massimi teologi del suo tempo come Tommaso d’Aquino, Bonaventura o Bernardo e che rivelava nei suoi versi una straordinaria attrezzatura filosofico-teologica, non poteva non stimolare anche i maggiori teologi del Novecento. Così Romano Guardini (1885-1968) componeva una serie di Studi su Dante che la Morcelliana traduceva già nel 1967. Curioso era il suo rimando autobiografico che coinvolgeva uno dei critici eminenti di allora, l’autore della celebre Mimesis: «Un giorno mi si parlò del libro di Erich Auerbach. Già il titolo era eccitante: Dante poeta del mondo terreno. Ma il suo contenuto fu ancora superiore all’aspettativa. Dante vi era designato come il poeta cristiano nel senso più profondo». E il famoso teologo tedesco lo spiegava sulla base del tema centrale cristologico dell’Incarnazione, prendendo spunto dal «laico» Auerbach.

Nel settimo centenario dantesco che stiamo celebrando la Jaca Book ha pensato di riportare sulla ribalta un altro gigante della teologia novecentesca, lo svizzero Hans Urs von Balthasar (1905-1988). Lo ha fatto stralciando dall’imponente cattedrale sistematica del suo capolavoro, i sette tomi di Gloria. Per un’estetica teologica (1961-69), un saggio intitolato Dante e la Divina Commedia, appartenente al terzo volume («Stili laicali») purtroppo con uno svarione nella quarta di copertina ove si assegna a san Bonaventura l’inno orante finale alla Vergine Madre che in realtà è intonato da san Bernardo. È, comunque, arduo riassumere il percorso proposto dal teologo di Lucerna e «il lungo studio e ’l grande amore» – per usare l’espressione che il poeta indirizzava a Virgilio (Inferno I, 83) – da lui dedicato non solo alla Commedia, ma anche al Convivio e alla Vita Nuova.

Egli identifica innanzitutto le «vie vergini» (che, con un’altra gaffe clamorosa dell’editore diventano «le mie vergini» nei titoletti del capitolo!) intraprese dal poeta con scelte originali. Infatti, «al centro dell’opera di Dante sta la sua personalità, in estrema antitesi a Tommaso d’Aquino dove la personalità è fatta intenzionalmente del tutto scomparire… È il primato dell’esistenza personale concreta sulla considerazione essenzialistica del mondo che era propria della Scolastica». Tra queste vie nuove aperte dal poeta, von Balthasar assegna un rilievo all’eros e all’agape che hanno in Beatrice il loro vessillo ma con una precisazione: in lei si compie il transito dal fascino erotico alla trasfigurazione dell’amore spirituale che la rende simbolo della Chiesa.

Non per nulla il saggio è suggellato dall’«eterno femminino», ove «la bellezza è forma espressiva del vero e del bene», la triade teologica suprema. Per questo, «l’intera Commedia è costruita organicamente, come sopra il suo perno, sull’incontro di Dante e di Beatrice in vetta al Purgatorio». E il teologo procede proprio da questo snodo ispiratore per ascendere al Paradiso: «Beatrice guarda Dio, Dante guarda Beatrice e verifica nel suo purissimo specchio il cenno di Dio». Giunto nelle nove sfere paradisiache con Beatrice, von Balthasar offre una suggestiva comparazione tra il cosmo classico-antico e quello cristiano, integrati da Dante in una unità che il teologo cerca di decifrare in pagine piuttosto complesse, mentre l’Inferno gli permette un altro parallelo di indole temporale, «tra epoche diverse».
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Oggi mercoledì 15 settembre 2021

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——————-Opinioni, Commenti e Riflessioni————————
Miracoli della libera concorrenza: chiudono i collegamenti fra la Sardegna e il Continente
15 Settembre 2021
Andrea Pubusa su Democraziaoggi.
Avete letto? La mano invisibile del mercato ha colpito: ha spezzato il collegamento via mare tra Cagliari e Civitavecchia, uno dei più antichi (istituito un secolo fa) e un tempo frequentati tra la Sardegna e la penisola. L’altra sera sono partiti gli ultimi traghetti Tirrenia e non sono previste altre corse. Una rotta che […]
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boffQuesta sera, alle 20.45, il dialogo con Leonardo Boff, alfiere della teologia della liberazione, scrittore ed eco-teologo. Ci racconterà alcuni intrecci della sua storia, dei suoi ultimi scritti sul nesso teologia e ambiente, del sinodo dell’Amazzonia e del suo rapporto con Papa Francesco.
https://www.youtube.com/channel/UCJ6F3KLjuM46P5i83Fwu0qA

Sinodo. L’impegno della Cittadella della Pro Civitate Christiana di Assisi.

sinodo-schermata-2021-08-23-alle-11-52-08pccSINODO – insieme per caminare insieme. Questo il tema del 79° Corso Studi Cristiani tenuto alla Cittadella di Assisi dal 20 al 22 agosto 2021.
“Il cammino sinodale incomincerà da ogni comunità cristiana dal basso, dal basso, dal basso fino all’alto” (papa Francesco).
Laici, presbiteri, religiosi spontaneamente hanno accolto l’invito a cercare un metodo uno stile per un vero cammino insieme alla comunità ecclesiale.

Gli interventi sono disponibili su:
https://www.youtube.com/channel/UCPzGs1NLUsG7cxdBIVFok4Q/playlists
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logo-settimanaSinodo: il documento preparatorio
14 settembre 2021/
di: Marcello Neri su SETTIMANANews.

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SINODO

c3dem_banner_04sinodo-schermata-2021-08-23-alle-11-52-08SINODO DEI VESCOVI, I PRIMI DOCUMENTI. G20 DELLE RELIGIONI. CATTOLICI E POLITICA
13 Settembre 2021 su C3dem.
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Dibattito

vinonovo-rivista-logoCATTOLICI E POLITICA: Franco Monaco, “Cattolici in politica? Il coraggio di andare controcorrente” (intervista a Vinonuovo). Gilberto Borghi, “Cattolici e politica: audaci e creativi?” (Vinonuovo).
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(…) Mantenere e sviluppare un “nesso stretto tra profezia e politica” è possibile solo se siamo consapevoli che la svolta in cui ci troviamo è radicale e richiede strade inusitate, che per un cattolico in politica sono tutte da costruire. E qui davvero siamo chiamati ad essere audaci e creativi, anche lasciando cadere quella “moderazione” che spesso ha contraddistinto il cattolico in politica, ma che molte più volte è stata fonte di compromessi tragicamente al ribasso.

Oggi martedì 14 settembre 2021

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——————-Opinioni, Commenti e Riflessioni————————
Obbligo di green pass o obbligo di vaccinazione?
14 Settembre 2021
Mariarosa Maggio su Democraziaoggi.
L’appello dei professori universitari che tanta polemica ha sollevato, mi da’ lo spunto per affrontare un tema molto importante.
Fra di loro grandi nomi, come ad esempio il prof. Barbero che accusa i politici, alla festa della Fiom, di essere ipocriti.
Alessandro Barbero, che apprezzo come storico, a mio modesto avviso, trascura che il legislatore non […]
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che succede?

c3dem_banner_04FINE VITA. CARCERE. LIBERTA’. RIFORMISMO. L’EUROPA DOPO L’11 SETTEMBRE
12 Settembre 2021 by Giampiero Forcesi | su C3dem
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Oggi lunedì 13 settembre 2021

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——————-Opinioni, Commenti e Riflessioni————————
Appello alla concessione della grazia che restituisca la liberta’ a Leonard Peltier nel ricordo delle vittime innocenti
13 Settembre 2021 su Democraziaoggi
“Centro di ricerca per la pace, i diritti umani e la difesa della biosfera” di Viterbo

In questi giorni in cui tanto si è parlato delle vittime innocenti delle torri gemelle, ci sembra utile rilanciare l’appello del Centro di ricerca per la pace di Viterbo alla liberazione di Leonard Peltier, detenuto da 45 anni, un uomo […]
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Sul Green pass si misura la fragilità politica
13 Settembre 2021 su Democraziaoggi.
Massimo Villone da il Manifesto del 10.9.2021

La politica è – del tutto fisiologicamente – teatro. Ma talvolta diventa piuttosto un teatrino, come nella conversione in legge del decreto green pass. Prima le parole apparentemente ferme di Draghi in conferenza stampa sull’obbligo vaccinale, cui ha fatto seguito Mattarella con un richiamo al dovere di vaccinarsi. Poi […]
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sinodo-schermata-2021-08-23-alle-11-52-08BENEDETTO SIA IL SINODO, MA… di Giacomo Meloni
categories Blog, Chiesa

Noi critici ma partecipi. Si vedrà… Intanto come laici ci siamo
Sul blog della Fondazione Sardinia.
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Che succede?

c3dem_banner_04ALLA RISCOPERTA DELLA SINODALITA’. BOSE. L’ECONOMIA GIUSTA. L’ADDIO A GIOVANNI AVENA
8 Settembre 2021 by Giampiero Forcesi | su C3dem.
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75bb09aa-deb7-49e9-bc35-7cc2e4dc155fFrancesco in Ungheria
Viaggio Apostolico di Sua Santità Francesco a Budapest in occasione della Santa Messa conclusiva del 52.mo Congresso Eucaristico Internazionale e in Slovacchia (12-15 settembre 2021) – Santa Messa e recita dell’Angelus, 12.09.2021
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Oggi domenica 12 settembre 2021

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——————-Opinioni, Commenti e Riflessioni————————
Carbonia. Si parla di minatori anche nei discorsi sull’autonomia di Emilio Lussu e di sardisti e socialisti. Lo spettro delle scissioni
12 Settembre 2021
Gianna Lai su Democraziaoggi
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[Democraziaoggi] Ormai son due anni, dal 1° settembre 2019, che ogni domenica pubblichiamo un post per comporre, come in un mosaico, la storia di Carbonia, momento fondamentale del movimento operaio in Sardegna.
Come fa rilevare lo storico Antonello Mattone nel suo libro dedicato a Velio Spano, il Convegno regionale dei quadri sardi di aprile 1947, […]
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c3dem_banner_04REDDITO DI CITTADINANZA: RIFARLO MEGLIO, NON ABOLIRLO
8 Settembre 2021 su C3dem.
Giovanna Vitale, “Duello sul reddito di cittadinanza. Il giudizio dell’Ocse” (Repubblica). Paolo Baroni, “L’assegno da tagliare” (La Stampa). Rosaria Amato, “Il reddito di cittadinanza: un bilancio controverso” (Repubblica). Tito Boeri e Roberto Perotti, “Il reddito va riformato separandolo dalle politiche attive per il lavoro e allargandolo a tutti i poveri” (Repubblica). Roberto Mania, “Governo: il reddito resta, ma si farà un nuovo sistema di politiche attive e di formazione” (Repubblica). Alberto Orioli, “Più spazio ai privati e meno alle regioni per le politiche attive del lavoro” (Sole 24 ore). Elsa Fornero, “Reddito, povertà e lavoro sparito” (La Stampa). GIOVANI: Francesco Riccardi, “L’aumento dei giovani italiani Neet. Uno spreco insostenibile” (Avvenire).
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Il Crocifisso. Perché? Un dibattito serio fuori dalle miserie delle contingenze politiche.

nicodemo-1Sì al crocifisso in classe
No all’insegnamento della religione

di Francesco Casula

La battaglia contro il crocifisso in classe è sbagliata e fuorviante. Il crocifisso – a sostenerlo è il teologo Vito Mancuso, solitamente poco tenero con le gerarchie ecclesiastiche – rappresenta e raffigura il dolore e appartiene al nostro patrimonio culturale collettivo. Più che a una singola confessione religiosa.
Ben altre sono le battaglie che occorre invece condurre, all’interno di una visione di una Chiesa evangelica e non costantiniana e di potere: occorre mettere radicalmente in discussione l’ora di religione a scuola. Ma non per rierigere vecchi e superati steccati o fomentare guerre di religione, bensì, da una parte per salvaguardare la laicità dello Stato e dall’altra perché l’ora di religione a scuola anche per moltissimi credenti è una ferita per la libertà religiosa e di coscienza. [segue]

Oggi sabato 11 settembre 2021

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Montanari: “Non condivido appello dei professori contro il green pass, è debole sul piano giuridico”
11 Settembre 2021 su Democraziaoggi.
A cura di Marco Billeci da Fanpage

Oltre 300 accademici hanno sottoscritto un appello contro l’uso del Green Pass. Ha suscitato particolare clamore l’adesione dello storico Alessandro Barbero. Fanpage ha chiesto l’opinione di Tomaso Montanari, storico dell’arte e prossimo rettore dell’Università per stranieri di Siena. Questa opinione ci sembra particolarmente interessante e pertanto la prendiamo da […]
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11 settembre
09d5395a-fdcd-41a6-98ba-56ecc3aa09f4 Dalla pagina fb di Tonino Dessì.
L’11 settembre 2001 in quelle torri c’erano migliaia di persone vive.
Fra le 8.48 e le 9.03, ora locale del mattino, due aerei civili United Airlines dirottati da terroristi, con a bordo in uno sessantacinque, nell’altro cinquanta persone fra passeggeri, equipaggi, dirottatori, sono scagliati ciascuno contro una torre, in sequenza, esplodendovi dentro, incendiandole e facendole crollare una dopo l’altra su se stesse.
Morirono orribilmente circa tremila persone: molte le abbiamo ancora in mente come piccoli puntini che si lanciavano da qualche finestra precipitando convulsamente nel vuoto.
L’organizzazione e l’esecuzione della strage furono inconfutabilmente rivendicate da Osama Bin Laden, saudita, capo dell’organizzazione islamista radicale Al Qaeda, formazione politico-militare ex alleata degli USA nella guerra di resistenza afghana contro l’invasione sovietica del lontano Paese asiatico.
La pietà umana oggi dovrebbe prevalere su tutti gli altri sentimenti.
Nessun inquietante spirito di rivalsa per fatti precedenti o successivi, nessun antiamericanismo culturale, ideologico o politico dovrebbe indurre a far venir meno un dolore profondo e duraturo.
Su questa ricorrenza non scrivo nulla di storico o di geopolitico, salva la considerazione etica che persino nella più accesa competizione internazionale nessuno dovrebbe mai, pur di combattere un avversario, allearsi col diavolo.
Il diavolo fa un mestiere proprio e autonomo, in un gioco nel quale ritorcersi contro chi pensa di utilizzarlo è anch’essa una regola fondamentale.

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11 settembre

26fea7b9-35cb-46f1-9b2b-e31602f000a4L’AMERICA E IL DOPO 11 SETTEMBRE
di Marino de Medici
E’ già stato scritto che Osama Bin Laden ha riportato una grande vittoria postuma sugli Stati Uniti. Di certo, l’era successiva all’11 settembre ha segnato una netta perdita di potenza dell’America, l’avvento di tumultuose divisione interne e lo scadimento del rispetto di cui godeva nel mondo. A venti anni dalla distruzione delle torri gemelle, dopo una guerra ininterrotta nell’Afghanistan, l’America ha perso il predominio che la rendeva, nelle parole di un suo Segretario di Stato, la “nazione indispensabile”. Il reale dramma degli Stati Uniti è nel fatto che la sua società, e con essa la democrazia stessa, hanno subito un processo di penosa involuzione dovuto in gran parte proprio alla risposta all’attacco di Osama Bin Laden. La reazione, per quanto giustificata, ha innescato una serie di iniziative che hanno alterato il ruolo preminente dell’America nei campi più svariati, dalla sicurezza internazionale ai diritti umani. Basti citare a questo proposito la cosiddetta Autorizzazione all’Uso della Forza Militare (AUMF) che fu approvata il 18 settembre 2001 allo scopo di conferire al presidente gli strumenti necessari per combattere al-Quaida. Quella legge è ancora in vigore e costituisce la piattaforma per il vasto utilizzo di azioni belliche condotte con droni in molti teatri di conflitto che hanno scarsa relazione con quello nell’Afghanistan. Da più parti negli Stati Uniti si sono levate grida di allarme e di protesta, collegate al fatto che la risposta al 9/11 ha prodotto più danni all’America dell’attacco originario. Un altro esempio investe la legittimità della risposta che ha generato cruenti esempi di torture autorizzate dal governo federale e l’impianto di un campo di feroce detenzione nella base di Guantanamo in base a prove incerte, che gli stessi accusatori non riescono a far valere. In questi giorni, cinque musulmani sospettati di aver participato ad azioni terroristiche sono comparsi nella corte di Guantanamo che conduce una sessione “pre-trial”, ossia propedeutica al processo dentro la base. Sono passati diciannove anni da quando la prigione di Guantanamo aprí le porte nel gennaio del 2002.
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Che succede?

c3dem_banner_04VIRUS E DISCIPLINA. DRAGHI E I SUOI DETRATTORI. LA CASSAZIONE SUL CROCIFISSO A SCUOLA
10 Settembre 2021 su C3dem
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CROCIFISSO A SCUOLA, SENTENZA DELLA CASSAZIONE: Alessandra Arachi, “La Cassazione: crocifissi nelle aule, decidano gli istituti” (Corriere). Elena Loewenthal, “Un compromesso, non una rinuncia” (La Stampa). Bruno Forte, “Il crocifisso nelle scuole: simbolo anche per chi non crede. Ma l’essenziale è spiegarne il senso” (intervista al Corriere).
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L’ETA’ DELL’INSICUREZZA
10 Settembre 2021 su C3dem
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REDDITO DI CITTADINANZA: RIFARLO MEGLIO, NON ABOLIRLO
8 Settembre 2021 su C3dem.
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IL VELENO DI KABUL
8 Settembre 2021 su C3dem.
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