Scuola di Educazione Civica

Voglia di mare

voglia di mare AverinVoglia di mare.
(Alexandre Averin).

Pubblicità Civile

ancora imparo Michelangelo

Elezioni regionali e legge elettorale

Elez dibattito 28 feb 14democraziaoggi loghettoDEMOCRAZIAOGGI comunica che venerdì 28, alle ore 17, presso la Sala del Banco di Sardegna in Viale Bonaria, si svolgerà un dibattito, indetto dal “Comitato 12 ottobre” e dall’Anpi-Cagliari ed altri sul tema “Elezioni regionali e legge elettorale”. In questo incontro si parlerà in dettaglio anche del ricorso al Tar per l’annullamento dell’atto di proclamazione degli eletti e dei rilievi sulla legge elettorale regionale da portare al vaglio della Corte costituzionale. Tutti siete sollecitati a partecipare.
- La legge elettorale viola innazittutto la libertà di voto. Intervento del giurista Alberto Rilla su Democraziaoggi

costituz italianaCITAZIONE DELLA SERA
L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali…
(Costituzione Italiana, art.11)

La LAMPADA di ALADIN su…

lacollinaserdianaIncontro culturale-politico
VENERDÌ 8 NOVEMBRE, ore 18.00
Presentazione del movimento culturale e politico

“TERRA DI PACE, ISTRUZIONE, LAVORO, SOLIDARIETÀ”
Le cinque parole-chiave della volontà di impegno per una politica al servizio del cittadino e non come occupazione di potere.

Introduzione di:
ECannavera microEttore Cannavera – coordinatore del gruppo costitutivo
Interventi di:
Ottavio Olita – giornalista, sul tema Terra
Ettore Cannavera – psicopedagogista, sul tema Pace
Silvano Tagliagambe – filosofo della scienza, sul tema Istruzione
Andrea Deffenu – costituzionalista, sul tema Lavoro
Giancarlo Ghirra – giornalista, sul tema Solidarietà

Gli OCCHIALI di PIERO. EDUCAZIONE ARTISTICA e CIVICA

GLI-OCCHIALI-DI-PIERO1-150x1501413CITAZIONE DELLA SERA
Se dunque il proprietario, trincerandosi nella sua autosufficienza e nel suo diritto, si rifiuta di dare lavoro all’operaio, come potrà questi sopravvivere? Egli avrà preparato un terreno eccellente, e non vi seminerà; avrà costruito una casa comoda e splendida e non vi abiterà; avrà prodotto di tutto e non godrà di nulla. (Pierre-Joseph Proudhon).

BIASI Giuseppe fotoGIUSEPPE BIASI
Si dovrebbe fare un lungo discorso su Giuseppe Biasi, una delle figure più rappresentative della stagione artistica, culturale, politica che anima la Sardegna nella prima metà del secolo scorso.
Diciamo almeno qualcosa in modo sommario.
BiasiNasce a Sassari il 23 ottobre 1885, famiglia borghese che vuole fare di lui un avvocato. La naturale vocazione lo spinge al disegno, alla caricatura.
Non si fermerà a questo. Ventenne, gira la Sardegna di paese in paese, si appropria delle radici profonde della cultura sarda, cui darà eccezionale rappresentazione nella sua pittura.
Profondamente sardo è nello stesso tempo intellettuale di respiro e cultura internazionale: “Il suo esempio e la sua forte personalità… (favoriscono) il nascere a Sassari di una leva di artisti (Mario Mossa De Murtas, Oscar David, Giuseppe Frassetto (…), Carmelo Floris, Loris Riccio, Edina Altara) che va a ingrossare le fila di un nascente movimento artistico isolano nel quale emergono Francesco Ciusa, Mario Delitala e i fratelli Melkiorre e Federico Melis” (Giuseppe Biasi, di Giuliana Altea, ed. Ilisso).
La sua avversione al fascismo gli costa l’isolamento dalle grandi mostre. Andrà in Africa alla ricerca di altre fonti di ispirazione.
Tornato in Sardegna non aderisce al Sindacato fascista delle Belle Arti, segretario Filippo Figari, contrapposto dal regime al prestigio di Biasi (su Figari, vedi Aladin pensiero, 23 settembre).
Contradditoriamente dopo la caduta del Fascismo Biasi, antifascista da sempre, aderisce alla Repubblica di Salò, adesione senza sostanza, determinata forse dal disgusto per come monarchia e governo hanno rapidamente cambiato bandiera e alleanza. La pagherà cara.
A Biella il suo successo come pittore aveva provocato invidia e ostilità nell’ambiente locale. Un’anonima denuncia, dopo la Liberazione, accusa Biasi di essere stato una spia dei tedeschi. Incarcerato, durante il trasferimento da un carcere a un altro, viene aggredito, con un colpo di pietra legata ad una cinghia, da un fanatico e rimane ucciso sul colpo.
Era il 20 maggio 1945, ad Andorno Micca, nel biellese.

Gli OCCHIALI di PIERO – SCUOLA di STORIA e di EDUCAZIONE CIVICA

maschera satiro IMG_4045CITAZIONE DELLA SERA
Venne un Demone al mio dormire e disse:
Studia. Quello che sai non basta mai.
(Piero Marcialis, 1986).

GIOVANNI DEXARTGIOVANNI DEXART
Cagliari gli ha dedicato una strada. Chi era costui?
Sarebbe facile dire che a fermare 100mila cagliaritani nessuno saprebbe rispondere. E se chiedessimo solo ai consiglieri comunali?
Oppure solo a chi insegna storia nelle scuole di Cagliari?
Sarebbe divertente…
Lo dico solo per sottolineare che nelle scuole sarde ci hanno obbligato a studiare qualunque oscuro personaggio della storia italiana e ci hanno imposto invece un assoluto silenzio sui nomi di persone che vediamo scritti, sì,sulle targhe delle strade, ma di cui niente si deve sapere.
Personaggi anche più grandi di Dexart: Angioy, Sulis, Cadeddu…
Giovanni Dexart nacque a Cagliari (sicuramente fu battezzato) il 22 ottobre 1590.
Giurista, capo consigliere di Cagliari nel 1626, autore di “Capitula sive Acta Curiarum regni Sardiniae” pubblicato a Cagliari nel 1645, citato centinaia di volte nella “Storia di Sardegna” del barone Giuseppe Manno.
Morì a Catanzaro, ove era stato mandato in missione per risolvere una delicata questione giudiziaria, il 18 dicembre 1646.GLI-OCCHIALI-DI-PIERO1-150x1501414

PeppinoMarottoPEPPINO MAROTTO (a gentile richiesta)
Nato a Orgosolo nel 1925 a Orgosolo è morto “mortu bocìu sabudu su 29 de su mes’e idas de su 2007″. Ucciso a tradimento con sei colpi di pistola in pieno giorno in una via centrale e non si può sapere il nome dell’assassino.
A vent’anni si era iscritto al Partito Comunista, presente in tutte le iniziative di lotta e di contestazione della politica dello Stato italiano.
A 29 fu chiuso in carcere per 8 anni con l’accusa di tentato omicidio della quale si è sempre dichiarato innocente. Era un poeta, un uomo mite, ma attivo nelle lotte popolari, cantore di quelle lotte, sindacalista della Cgil, in quella stessa Orgosolo che lo ha visto nascere e lo ha visto morire.
Ho avuto il piacere di conoscerlo, una sera a Oristano, presentavo un libro “Su Patriotu sardu a sos feudatarios”, poema di Francesco Ignazio Mannu, inno della rivoluzione sarda, edizioni Condaghes. Era venuto da Orgosolo, lui era uno di quelli che aveva cantato spesso “Procurade ‘e moderare”, restammo a parlare sul modo migliore di proporlo in lettura e in canto.
Chi lo ha ucciso, per dispetto o per vendetta, ha fatto un torto a tutti noi, prima di tutto ai sardi e alla gente onesta di Orgosolo.