Salute

Domani corriamo con Karalis30

corriamo insieme Karalis30Sul sito dedicato si trovano le informazioni utili sull’evento che si svolgerà domani domenica 15 febbraio 2015 per le principali vie di Cagliari.
La manifestazione prevede, con partenza unica alle ore 9.00 dal viale Buon Cammino di Cagliari, una corsa competitiva agonistica di 30 Km omologata FIDAL, una corsa a staffetta 3×10 Km con squadre (miste, maschili o femminili) formate da da tre concorrenti, un corsa/camminata non competitiva di 6 Km circa. - segue –

Corriamo con Karalis30

corriamo insieme Karalis30Sul sito dedicato si trovano le informazioni utili sull’evento che si svolgerà domenica 15 febbraio 2015 per le principali vie di Cagliari.
La manifestazione prevede, con partenza unica alle ore 9.00 dal viale Buon Cammino di Cagliari, una corsa competitiva agonistica di 30 Km omologata FIDAL, una corsa a staffetta 3×10 Km con squadre (miste, maschili o femminili) formate da da tre concorrenti, un corsa/camminata non competitiva di 6 Km circa. - segue –

Karalis 30

Karalis corre AserviceKaralis 30
All’interno delle sezioni del sito dedicato si trovano le informazioni utili sull’evento che si svolgerà domenica 15 febbraio 2015 per le principali vie della città di Cagliari.
La manifestazione prevede, con partenza unica alle ore 9.00 dal viale Buon Cammino di Cagliari, una corsa competitiva agonistica di 30 Km omologata FIDAL, una corsa a staffetta 3×10 Km con squadre (miste, maschili o femminili) formate da da tre concorrenti, un corsa/camminata non competitiva di 6 Km circa.

Un uomo, un libro. Gian Tomaso Marchio, venticinque anni di lotta

di Vanni Tola
Un uomo, un libro. Gian Tomaso Marchio, enticinque anni di lottaGian Tomaso, per gli amici Masino, è un uomo di grande coraggio, protagonista di una lunga lotta personale, sociale e politica. Convive da venticinque anni con una terribile malattia, la Sclerosi Multipla. Una vicenda drammatica che Masino, a differenza di molti altri, ha affrontato e affronta con coraggio e determinazione. Anziché rassegnarsi o, peggio, arrendersi alla propria condizione, Masino ha deciso di combattere, di contrastare la propria malattia denunciandone le caratteristiche, i sintomi, la condizione di chi ne soffre e svolgendo nello stesso tempo un’importante azione d’informazione sulle cause, sulle ricerche in corso, sulle nuove terapie sperimentali, sulla speranza che la ricerca possa, alla fine, trovare il modo di sconfiggere questa terribile patologia. Lo ha fatto dieci anni fa pubblicando un libro dal titolo “la mia vita con la Sclerosi Multipla”, nel quale descrive sedici anni di convivenza con tale patologia. Continuerà a farlo, ora che la sua Sclerosi Multipla compie venticinque anni, con un nuovo libro al quale sta lavorando. Un libro che raccoglierà, oltre le esperienze personali, nuove testimonianze di pazienti, notizie sulla ricerca e le nuove terapie, un quadro dettagliato e realistico della condizione di chi, con la Sclerosi Multipla, deve convivere. Il libro di Gian Tomaso Marchio può essere scaricato gratuitamente dal sito dell’Associazione Sclerosi Multipla della Sardegna della quale Masino è Presidente per la provincia di Sassari. Insieme all’invito alla lettura siamo tutti chiamati dall’autore a inviare domande, suggerimenti e considerazioni sull’argomento che andranno ad arricchire il nuovo libro in lavorazione. Il sito per scaricare il libro è il seguente : http://www.sardegnasm.it/images/documents/La%20mia%20vita%20con%20la%20Sclerosi%20Multipla.pdf

LA DOMOTICA: OUR TECHNOLOGIZED LIFE

L’AIMOS ti invita a partecipare al convegno
LA DOMOTICA: OUR TECHNOLOGIZED LIFE
Direttore Dott. Paolo Castaldi – Dott. Gianni Melis
Venerdì 14 Novembre 2014 Caesar’s Hotel, Cagliari

- Il programma

- La locandina

- La scheda d’iscrizione (iscrizione gratuita)

- Sito dedicato

Oggi giovedì 11 settembre 2014

(Riceviamo da Bomeluzo, approviamo e condividiamo). Carissimi amici, l’estate volge al termine e così le sue mode. In questo 2014 sono andate per la maggiore le secchiate d’acqua, ma visto che non sono né utili né salutari, specialmente ora che arriva l’inverno, passiamo a qualcosa di più costruttivo e utile per aiutare la ricerca e le battaglie dei malati ad alta intensità assistenziale, per esempio secchiate di soldi! Noi di bomeluzo sosteniamo Tore Usala, il Comitato 16 novembre Onlus e Viva la Vita Sardegna Onlus. L’appello è rivolto al Governo, in particolare al Presidente Matteo Renzi. “DEVI PORTARE IL FONDO DELLA NON AUTOSUFFICIENZA AD UN MILIARDO SUBITO”.
- Comitato 16 Novembre ONLUS – IBAN IT37F0335901600100000065238
- Viva la Vita Sardegna ONLUS – IBAN IT39W0335901600100000014725
Bomeluzo per Tore Usala
ape-innovativaLogo_Aladin_Pensieroaladin-lampada-di-aladinews312sardegnaeuropa-bomeluzo3-300x211Sardegna-bomeluzo22sedia-van-goghGLI-OCCHIALI-DI-PIERO1-150x1501413

GLI OCCHIALI di PIERO

Placido_Cherchi_durante_il_suo_intervento112CITAZIONE DELLA SERA
Essere homine vuol dire molte cose (…)
vuol dire sapere far fronte alle situazioni avverse, non rimangiarsi mai la parola data, mantenersi inflessibilmente al di sopra dei propri interessi, non temere mai l’impossibile, guardarsi dal sopravanzo sul debole, non fare mai ostentazione della forza che si è sicuri di possedere e non millantare mai capacità che non si hanno: prima di tutto, però, vuol dire essere sintesi equilibrata di saggezza e forza d’animo, di tempra morale e di coraggio.(Placido Cherchi)

DARWINGLI-OCCHIALI-DI-PIERO1-150x1501413Tasmania e Origine della specie. Vai ai contenuti

- Patrizio Gennari, rettore dell’università di Cagliari

La LAMPADA di ALADIN. Prevenzione, prevenzione!

- Radon, come prevenirne i possibili effetti nefasti

- Dibattito su ambiente, energia e modelli di sviluppo della Sardegna

Il tempo da compiere, in Sardegna

di Salvatore Cubeddu *

Torno indietro di una decina di giorni, cercando tematiche da proporre in editoriali, come scrivessi sulla prima pagina di un giornale quotidiano. Oggi è l’8 maggio, parlerei delle dighe da svuotare, se un terremoto fosse in vista. E titolerei: ‘sono pazzi questi italiani’. Solo ieri l’aereo ha scaricato un’altra carrettata di mafiosi per le carceri appena aperte. La settimana scorsa è stata riportata da qualcuno dei media l’intenzione di mandarci scorie nucleari insieme a qualche nuova centrale. Appunto perché siamo ambiente non sismico. Non pensano mai a noi, perciò fanno delle cappellate. Meglio: quando ci  pensano, è solo per fare i cavoli loro, assegnandoci i loro rifiuti, materiali o umani non importa. Che ci arrivano da ogni dove: carceri, industrie, impiegati pubblici, assicurazioni, persino la Chiesa con qualche suo vescovo.

Ma ieri è stato seppellito Giulio Andreotti e i grandi giornali hanno raccontato la brillantezza e le tenebre del personaggio. Vivente e lunga metafora sulle luci e sulle oscurità del potere. Nessuno si è chiesto  come potesse fare quotidianamente la comunione uno che progettava delitti, persino sanguinosi, da affidare o gestire con la mafia. Nel tanto dibattere di crisi della politica e dei compiti dei rappresentanti del popolo i commentatori insistono sul servizio alla comunità. Trascurano, però, o affettano pudore quando si tratti di entrare nel merito di uno dei connotati più specifici della politica, il potere, la faticosa e complessa battaglia per la sua conquista ed, una volta conquistato, la fatica per difenderlo e mantenerlo. E, quindi, il suo esercizio al fine, nel migliore dei casi, di fermare il malaffare attraverso le leggi e di offrire soluzioni ai problemi. Eleonora d’Arborea, nella Carta de Logu, 1392, lo diceva così: ”raffrenare e contenere la prepotenza degli uomini iniqui e malvagi acciocchè i buoni, i puri e coloro che non commettono il male possano vivere e stare sicuri tra gli iniqui …’ Eppure la conquista e il mantenimento del potere nelle pur sgangherate istituzioni sarde evidenza e spiega tante delle ‘cose impossibili’ che non si riesce a risolvere: la libertà dell’insieme della classe politica sarda, l’unità dei movimenti sardisti ed indipendentisti, la difesa del patrimonio da destinare alla sovranità alimentare e al benessere paesaggistico, la valorizzazione in proprio delle nostre risorse ….  E via elencando.

Con i monumenti aperti, la domenica 12 maggio, si conclude un ciclo di feste iniziato il 25 aprile. Feste civili e religiose, sarde e italiane, stanziali o in processione, a carattere istituzionale o a protagonismo di massa. Un formidabile concentrato di messaggi, potenziali fonti di valori per i feriali tempi della quotidianità. La libertà conquistata con il sangue e la lotta (la liberazione italiana e sa die), il  sacrificio fino al martirio nella difesa degli ideali collettivi e personali (la resistenza e S. Efisio), la conoscenza e la valorizzazione degli spazi vissuti da chi ci ha preceduto (monumenti aperti). Nessuna notizia o riflessione ex-post ci ha spiegato perché nessuno del governo regionale partecipasse al ricordo della liberazione, perché sa die sia ritornata patrimonio della sola militanza culturale, perché ci si preoccupi che sant’Efisio resti spettacolo per turisti invece che la celebrazione della speranza nella storia, anche di fronte e dopo una terribile peste.

Non si riflette. Il popolo sardo sembra allo sbando. Chi dirige e rappesenta le sue istituzione non sa, non vuole, non è interessato. Al continuo farsi della storia della Sardegna. Così come i principali media quando raccontano la quotidianità della nostra vicenda: cronaca di sfigati (incidenti stradali, sul lavoro, inquinamenti, intemperie naturali, siccità … malattie di uomini e animali, …) e/o di delinquenti (bombe contro gli amministratori, rapine in crescita, … pubblica  corruzione … e via politicizzando). Non esiste un fine, un tracciato, un popolo in cammino verso un dove. Sfruttati e/o abbandonati nella storia di altri.

Eppure abbiamo una natura speciale, qui non si danno terremoti. Una sensibilità per la cosa pubblica ha anticipato con i dieci referendum del 2012 delle decisioni istituzionali ancora da venire per lo Stato italiano. La coscienza di una nostra servitù derivata da quella dei partiti e del ceto politico si diffonde anche nelle località più lontane. I sei mesi che ci attendono rivelano capacità festive evidentemente espressioni di vitalità e di prospettiva. Non pochi tra i sardi amano la propria terra e stimano i propri concittadini. Noi tra essi.

 

Tempus de bennere, in Sardigna.  

di Salvatore Cubeddu, 8 de maju 2013

Torrande in segus de deghe dies cricaus temas chi azuent a pentzare, comente feus candu iscrideus in sas primas pazinas de unu zornale. Oe est s’8 de maju, deo ja a foeddare de su chi si cherent faghere, de imbodiare sas digas, po su perigulu de unu terremoto. Su titulu dhu tenzo prontu: “custos italanos sunt macos!”. De su restu est ariseo chi unu aeroplanu si c’adat iscarrigau unu carru de mafiosos po sas prisones chi ant apertu de nou. Chida passada eus ischipiu chi caluncunu tenet s’intenzione de ponnere in domo nostra s’aliga nucleare cun calincuna zentrale. Ischidende ca non c’at perigulu de terremoto. A nois non pentzant mai, po custu faghent fesserias, pentzant solu a issos, a sa cunbenientzia issoro, a nois lassana s’aliga, de sas cosas e de sos omines. Aliga chi arribada a nois dae totue: prisones, industrias, publicos impresos, assicuratziones, finzas sos piscamos de sa Cresia.

Ariseo c’ant interrau a G. Andreotti e totu sos medios ant contau lughes e buju de sas fainas de s’omini. Figura vivente e malaitta de su cumandu. Nemos s’est domandau coment mai unu chi fiat donnia die sa comunione andaiat a pentzare malafatìas, bogande fintzas sambene, cun sa mafia. In su mentres semus arresonande de sa politica in crisi, sighimus a narrer ca su politicu depet essere de azudu a sa zente. E non teneus s’animu de narrer s’atera cosa zusta, ca sa politica est fintzas s’arte de comandare e ca po arribare e mantennere su cumandu sa zente si gherrat e bochit, mancare penzet a su  bonu faghere e a difendere su bonu. Eleonora de Arborea – in sa Carta de Logu – dhu nariat in custu modu: … “sa superbia de sos reos e malvados hominis si infrenet e constringat, ad ciò qui sos bonos e puros et innocentes possant viviri e instari inter issos reos ad seguridadi …, premessa, 1392).

In Sardigna, sa gherra po arribare a cumandare ponnet in craru su chi non arrennesseus a faghere: a chi ponnere in sos zassos de importu zente libera, a faghere una fortza paris cun sardistas e indipendentistas, a defendere sos terrinos nostros po dhos arare e paschere in s’interessu nostru, po ndhe godire sa zente nostra e fizos nostros, cun sas bellesas e cun sos dannos.

In Casteddu, su 12 de maju, ant apertos sos monumentos, sighinde unu tempus de festa comintzadu su 25 de arbile. Festas ziviles e religiosas, sardas e italianas, bivias in logu serradu o in inghiriu, cun autoridades o a fainas de populu. Tantas ideas po bivere mezus sos tempos assutos e triballosos: sa libertade conchistada cun su sambene in sa gherras (sa liberazione italiana e sa die), su sacrifiziu e su martiriu (sa ‘resistenza’ e sa vida de sant’Efis), s’istima po sa terra chi si poderat.

A pustis de totu custu bividi, nemos at ispiegau poita non dhia fuit s’autoridade candu s’arregodaidat sa liberazione italiana, poita fuaus pagos liberos a pentzare a sa die, poita sa festa de sant’Efis paret chi srebada solu po ispantare sos turistas e non po faghere torrare s’isperu in s’istoria, a pustis de sos mares chi destruit s’omini e sa soziedade.

Non dhia pentzaus. Su populu sardu est che arbeghes chene pastore. Chie depet, non cheret, non ischet o pentzat a ateru. Sa vida de sos sardos non l’interessat. Gosinchi sos sardos sunt, po sos medios chi nos sighint, zente malafortunada o de malufaghere. Andaus faca su nudda, non b’at caminu, non teneus logu, non connoscheus sa terra chi si poderada. Isfrutados e abandonados in s’istoria de atere.

Epuru sa terra nostra non est comente sas ateras, non si movet comente cussas chi donnia tantu tenent terrmotos. S’annu passau eus votau po cambiare sas istitutziones, comente ancora non ant fatu in s’Italia. Fintzas in sas biddas prus pitias comintzant a comprendede ca sa zerachia nostra est cussa chi benit dai chie nos cumandat inoghe, zente nostra. Sa festas chi torrant narant ca seus bios e podeus essere cuntentos de bivere e comandare in terra nostra. Sa terra chi nois istimamus, impare cun sos paesanos nostros. Parte de nois. Cun totus.

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* Il tempo da compiere, in Sardegna (Salvatore Cubeddu), Cagliari 8 maggio 2013.

Il presente contributo viene pubblicato anche in altri siti/blog, nell’ambito di un accordo tra diverse persone (tutte impegnaei nel movimento culturale “In sardu”), le quali dispongono di detti spazi virtuali che mettono a disposizione  per favorire la circolazione di idee (e l’organizzazione di iniziative di carattere politico-culturale) sulle problematiche della Sardegna, senza limiti di argomenti e nel pieno rispetto delle diverse opinioni e impostazioni politiche e culturali, ovviamente nella condivisione dello spirito e dei comportamenti democratici. I contributi saranno pubblicati in italiano e/o in sardo.

Ecco i siti/blog (a cui nel tempo  se ne aggiungeranno altri, auspicabilmente) :

- aladinews

- vitobiolchiniblog

- Fondazione Sardinia

- Tramas de amistade

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Nel riquadro creazione artistica Bomeluzo

Progetto chimica verde: la trasparenza è la prima garanzia per l’ambiente e la salute

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Riprendiamo da La Nuova Sardegna di domenica 24 FEBBRAIO 2013 un interessante contributo di Sfefano Deliperi del “Gruppo d’intervento giuridico onlus”, che si pone nella stessa linea dei servizi di Aladinews, curati da Vanni Tola. In particolare l’articolo riprende l’interrogativo in merito alla possibilità che si usi come combustibile una parte dei rifiuti urbani, con tutti i problemi che ne conseguirebbero. Presto altri approfondimenti di Aladinews sull’argomento
Chimica verde e salute. Occorre trasparenza
di STEFANO DELIPERI
Il progetto di Porto Torres attende l’ok per la valutazione ambientale Tanti i punti critici, anche sul piano sociale ed economico.

XI Conferenza Internazionale su Distrofia Muscolare Duchenne e Becker

Duchenne-1-150x15011

Segui la diretta web su http://stelnet.com/parentproject/
Fermare La Duchenne
Mentre continuano i lavori della conferenza, la campagna sms è ancora in corso. C’è tempo entro oggi per sostenere la ricerca contro la distrofia di Duchenne con un SMS al 45503!

XI Conferenza Internazionale su Distrofia Muscolare Duchenne e Becker

Duchenne-1-150x15011

Segui la diretta web su http://stelnet.com/parentproject/
Fermare La Duchenne
Mentre continuano i lavori della conferenza, la campagna sms è ancora in corso. C’è tempo fino a domani per sostenere la ricerca contro la distrofia di Duchenne con un SMS al 45503!

XI Conferenza Internazionale su Distrofia Muscolare Duchenne e Becker

CONFERENZA INTERNAZIONALE SULLA DISTROFIA DUCHENNE E BECKER
Segui la diretta web su http://stelnet.com/parentproject/
Sostieni Parent Project con un tuo SMS al 45503, adesso
Fermare La Duchenne
Mentre continuano i lavori della conferenza, la campagna sms è ancora in corso. C’è tempo fino a domani per sostenere la ricerca contro la distrofia di Duchenne con un SMS al 45503!

XI Conferenza Internazionale sulla distrofia muscolare di Duchenne e Becker

Duchenne

L’XI Conferenza Internazionale sulla distrofia muscolare di Duchenne e Becker di Parent Project onlus, si svolgerà a Roma  dal 22 al 24 febbraio 2013. I maggiori esperti da tutto il mondo si riuniranno per aggiornare la comunità su ricerca scientifica e gestione clinica. Appronfondimenti e informazioni http://stelnet.com/parentproject/

Il programma

SOS-tienilo anche tu. Ha la distrofia di Duchenne


Distrofia di Duchenne