Mostre impossibili: Caravaggio a Cagliari

Caravaggio

Caravaggio OdescalchiCaravaggio poco conosciuto: “Saulo sulla via di Damasco”. Fu la prima versione del dipinto sul tema “La caduta da cavallo di S.Paolo”, conservato nella Cappella Cerasi di S.Maria del Popolo, molto più conosciuto e apprezzato. Perchè fu ritenuto “non idoneo” dal punto di vista iconografico? Per l’immagine troppo umana di Gesù discendente in volo dall’alto, sorretto da un Angelo. Oggi possiamo dire, senza paura di sbagliare, che è un capolavoro anche questo, seppure molto più teatrale e formalmente “complicato” del successivo.

Alcune informazioni dalla rete
IL CARAVAGGIO ODESCALCHI (per quanti si trovassero a Roma venerdì 17 aprile e non solo). – segue -

miracoli dell’Arte

madonna di loreto caravgagiioLa Madonna di Loreto, del Caravaggio, Chiesa di Sant’ Agostino, (Roma), 1604.
“(…) fece una Madonna di Loreto, ritratta dal naturale, con due pellegrini, uno co’ piedi fangosi e l’altra con una cuffia sdrucita e sudicia e per questo (…) dai popolani ne fu fatto estremo schiamazzo”, scrisse, qualche anno dopo la morte del pittore, il Baglione. In realtà, il committente, il nobile Ermete Cavalletti, si fece ritrarre nelle vesti del pellegrino insieme a sua madre, nelle vesti della vecchia orante, accanto a lui. Posò per la figura di Maria la cortigiana Lena, insieme a Paolino, il suo bimbo, che appare nelle “vesti” di Gesù Bambino benedicente. Il Caravaggio riesce a “mettere insieme” in uno stesso scenario sacro, una prostituta e un bambino di padre ignoto e due personaggi dell’alta società del tempo. Miracolo dell’Arte !

la tavolozza di Licia: Caravaggio scomparso

Caravaggio Natività con i SS Lorenzo e FrancescoCaravaggio scomparso. Michelangelo Merisi (Il Caravaggio): “Natività con i SS. Lorenzo e Francesco” – La grande tela, dipinta durante il soggiorno in Sicilia, per l’ Oratorio di San Lorenzo, mentre l’artista fuggiva e si nascondeva dai suoi inseguitori (La milizia pontificia e quella dei cavalieri di Malta), rappresenta la Natività con i Santi Francesco (a destra, ormai anziano e cieco) e Lorenzo, vestito con un’ ampia dalmatica, a sinistra. S.Giuseppe è di spalle e un Angelo scende dal cielo ad annunciare la nascita del Messia. L’opera fu trafugata nel 1969 dalla Mafia, per vendetta contro lo Stato italiano e mai più ritrovata. Secondo le dichiarazioni di un pentito sarebbe stata distrutta.

la lampada di Licia

Caravaggio Morte della VergineMichelangelo Merisi (Il Caravaggio, “La morte della Vergine”, ovvero, la “dormitio o transito di Maria” . L’opera, dipinta per L. Cherubini per la sua cappella funebre in S.Maria della Scala a Roma, è del 1604. E’ questo il momento di maggior celebrità del Caravaggio. Nel 1607 viene però rimossa e venduta a P.P.Rubens per conto dei Gonzaga di Mantova, a deciderlo fu il rettore della Chiesa, forse in seguito ai gravi fatti in cui il Caravaggio fu coinvolto. La vicenda si rifà ai vangeli apocrifi, secondo i quali, il corpo incorrotto di Maria sarebbe stato trasportato in cielo dagli angeli. Il Caravaggio rappresenta la scena nella povera casa di Maria: una tenda che prima la separava dagli apostoli in attesa, viene spostata da uno di essi e mostra una giovane seduta in lacrime, forse Maddalena, accanto ad un catino di rame e alcune pezzuole, con le quali ha lavato il corpo. Giovanni è in piedi sulla destra, con il volto pensoso e assorto; altri cadono in ginocchio, altri piangono; Pietro, ai piedi del catafalco, abbassa il capo . Nel momento in cui la tenda viene spostata, un raggio di luce irrompe dall’ alto e illumina la stanza di un tenue chiarore. Maria giace con la braccia disposte a forma di croce, mentre una mano è posata sul ventre ad indicare la sua maternità divina
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Madonna dei palafrenieri CaravaggioMichelangelo Merisi (il Caravaggio, 1573-1610) – “la Madonna dei palafrenieri”, Roma, Galleria Borghese. Contrariamente al solito, le figure sono a dimensione “intera” : in un ambiente buio, illuminato da una luce che proviene dall’alto a sinistra stanno Maria col Bambino e la vecchia S. Anna. Maria sorregge sotto le ascelle Gesù, protendendosi in avanti, per schiacciare la testa del serpente. E’ questa l’azione fondamentale che la caratterizza, fin dall’ antico testamento, dal peccato di Eva: i loro piedi sono sovrapposti nel compiere l’azione che porta a compimento le parole divine rivolte al serpente: “Porrò inimizia tra te e la donna…”.
S. Anna, guarda la scena, (notare che in ebraico, Anna Lisei significa appunto Grazia…). Siamo nel 1606: dopo un mese, il dipinto che era stato collocato in S.Pietro, (per motivi di opportunità legati all’assassinio di cui il Caravaggio era stato accusato e per motivi di “decenza”, legati alla scollatura di Maria e alla nudità di un Bimbo non proprio piccolissimo) venne tolto e venduto al cardinale Scipione Borghese, che lo tenne come uno dei più preziosi della sua collezione, pur avendolo pagato un miseria.
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Caravaggio La Madonna della MisericordiaMichelangelo Merisi (Il Caravaggio): La Madonna della Misericordia. La grande tela, dedicata alle “Sette opere di misericordia corporale”, viene dipinta nel 1606-1607, durante il difficile soggiorno napoletano. Il Caravaggio è in fuga da Roma, accusato di omicidio: con l’aiuto dei Colonna si nasconde a Napoli dove , preceduto dalla sua fama di artista, gli viene commissionata l’opera per la chiesa del Pio monte della Misericordia. L’ opera è complessa: emergono le capacità sceniche, retoriche e teatrali con cui si rappresentano, contemporaneamente, le azioni di carità, ponendo in pratica la regola aristotelica dell ‘unità di luogo, tempo e azione. L’ ambientazione è quella di un crocicchio di un vicolo napoletano, un luogo vero di Napoli, il vicolo della Piazzetta, in cui si trovava la locanda del Cerriglio. Sono presenti due riferimenti all’ “Antico”: il mito di Pero e Cimone (la figlia che allatta il vecchio padre in prigione); e la figura dell’ ammalato in primo piano che è ispirata al “galata morente” visto di spalle.

la tavolozza di Licia

Caravaggio 1573-1610 La cena in EmmausMichelangelo Merisi (Il Caravaggio, 1573-1610) : “La cena in Emmaus” (National Gallery, Londra). Il gesto benedicente di Gesù rivela la sua identità ai due discepoli che esprimono il loro sbalordimento, con una gestualità vistosa (e virtuosistica dal punto di vista pittorico), l’ uno a sinistra spingendo indietro la sedia, l’ altro, a destra allargando le braccia. Gesù, infatti, era stato appena crocefisso e i due non l’avevano riconosciuto, anche perchè “diverso” da come lo ricordavano. Caravaggio lo dipinge, infatti, con un viso molto giovanile e imberbe: l’ oste sta a guardare senza capire quello che accade. Notevole la “natura morta” in primo piano (la cena), e il piatto pericolosamente in bilico sul bordo della tavola imbandita….Il brano è tratto dal vangelo di Luca.
Attenzione: notare come sulla destra del canestro di frutta compaia un’ombra a forma di PESCE, simbolo di Cristo: è il famoso simbolo acrostico…

la tavolozza di Licia

Caravaggio (1573-1610) San Matteo e l' AngeloMichelangelo Merisi: Il Caravaggio (1573-1610) “San Matteo e l’ Angelo”.
L’ opera è uno dei Caravaggio perduti. Infatti venne distrutta durante i bombardamenti su Berlino del 1943. E’ la prima versione dipinta per la cappella Contarelli, sostituita quasi subito da quella attuale, per motivi di “decoro”: infatti il santo, un povero uomo del popolo, è seduto con le gambe nude incrociate, mostrando il suo piede “villano” in primo piano. Ma soprattutto Matteo pare proprio un povero contadino analfabeta, incapace di scrivere, a cui bisogna guidare la mano incerta, come infatti fa l’Angelo.
Studi attuali, su documenti, certificano che l’opera sia stata grandemente ammirata, sia dalla committenza che dagli ambienti ecclesiastici e che la decisione di sostituirla sia stata, in realtà, presa con convinzione dallo stesso Caravaggio che avrebbe trovato subito un acquirente per l’opera, come accadde per la Madonna dei Palafrenieri, giudicata ufficialmente non adatta alla basilica di S.Pietro, (alla quale era destinata) ma in realtà acquistata subito dal cardinale Borghese !
Caravaggio S Matteo e l'angelo
Michelangelo Merisi (il Caravaggio): San Matteo e l’Angelo (seconda e definitiva versione per la Cappella Contarelli), Roma, 1602. Meno originale della prima ma più consona ai dettami della Controriforma : San Matteo è proprio un santo di tutto rispetto, che scrive con le sue mani e facoltà mentre l’ Angelo che giunge in volo gli enumera gli antenati di Cristo. Il Vangelo di Matteo si apre proprio con tutto l’elenco !

la tavolozza di Licia

Caravaggio 1573-1610 La cena in EmmausMichelangelo Merisi (Il Caravaggio, 1573-1610) : “La cena in Emmaus” (National Gallery, Londra). Il gesto benedicente di Gesù rivela la sua identità ai due discepoli che esprimono il loro sbalordimento, con una gestualità vistosa (e virtuosistica dal punto di vista pittorico), l’ uno a sinistra spingendo indietro la sedia, l’ altro, a destra allargando le braccia. Gesù, infatti, era stato appena crocefisso e i due non l’avevano riconosciuto, anche perchè “diverso” da come lo ricordavano. Caravaggio lo dipinge, infatti, con un viso molto giovanile e imberbe: l’ oste sta a guardare senza capire quello che accade. Notevole la “natura morta” in primo piano (la cena), e il piatto pericolosamente in bilico sul bordo della tavola imbandita….Il brano è tratto dal vangelo di Luca.
Attenzione: notare come sulla destra del canestro di frutta compaia un’ombra a forma di PESCE, simbolo di Cristo: è il famoso simbolo acrostico…

la tavolozza di Licia

San Giovanni Battista di CaravaggConosciuto anche come “Giovane con un montone”, il “San Giovanni Battista” di Caravaggio esiste in due versioni quasi identiche, entrambe ritenute dell’artista. Una è ai Musei Capitolini: http://bit.ly/188WarL

Errore! Non si tratta di San Giovannino nel deserto ma di “Isacco salvato dal sacrificio” come si vede dalla presenza del montone e dal riso del fanciullo (Isacco infatti significa “io rido”), mentre san Giovannino non ride proprio…
Dimenticavo… naturalmente è Caravaggio!
E naturalmente, il suo modello è questo:
michelangelo mod

la tavolozza di Licia

Caravaggio La Deposizione di CristoMichelangelo Merisi (Il Caravaggio 1573-1610) – La deposizione di Cristo nel sepolcro, Roma, Pinacoteca Vaticana. La scena tragica, che si presenta sullo sfondo cupo, è occupata dal gruppo “scultoreo” di Cristo, il cui corpo grava verso il basso, sorretto da Giovanni e Nicodemo; dietro, Maria, Maddalena e Maria di Cleofa piangono e una di esse, solleva le braccia al cielo. E’ evidente l’ omaggio a Michelangelo : il corpo di Cristo è quello della Pietà Vaticana e il viso di Nicodemo è ispirato a quello del grande maestro fiorentino, l’ unico con cui il Caravaggio si vuole misurare, il suo vero Maestro.
“Michel, Angel voi siete e siete uguale/ di chi fu al mondo tale / ch’ a ciascun fu maggiore / e col nome e con l’ opre Lui sembrate (…)” scriveva il poeta Marzio Milesi.
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San Sebastiano di Guido ReniIl dipinto appare quasi un paradigma dell’arte e della religiosità di Guido Reni che dopo il soggiorno romano era ritornato definitivamente nella sua città natale, Bologna, dove rimase fino alla morte. L’artista persegue la strada di una pittura fortemente idealizzata, espressione di una visione interiore lontana dal dato quotidiano e dalla riproduzione della realtà.

San Sebastiano di Guido Reni @ Musei Capitolini: http://bit.ly/1mlxtlh

Idea: una “mostra impossibile” a Cagliari

caravaggio1 Mostra impossibile RAI
Il sito web delle mostre impossibili
Cagliari cap cult2019
lampadadialadmicromicro132Idee impossibili per mostre impossibili? Ma il motto di Aladin è “tutto ciò che immagini vividamente, ardentemente desideri, credi sinceramente e persegui con entusiasmo deve inevitabilmente verificarsi”.
Dunque: un’idea possibile per una mostra possibile anche a Cagliari! Ne avevamo parlato il 24 ottobre 2013.
- Un’idea fissa! CARAVAGGIO su Aladinews

la tavolozza di Licia per Caravaggio

Michelangelo Merisi (Il Caravaggio 1573 1610) L' incredulità di S TommasoMichelangelo Merisi (Il Caravaggio 1573-1610) – L’ incredulità di S.Tommaso (Bildergalerie, Potsdam).
Una luce vivissima, che contrasta col buio cupo dello sfondo, illumina il corpo di Cristo che prende la mano tremante di Tommaso per fargli toccare la ferita…il dito dell’ apostolo, con un realismo impressionante, penetra nella carne del costato, di fronte allo sguardo allibito e sconvolto dei tre apostoli le cui teste, accanto al capo di Gesù, formano una croce.