Sassari

La Cavalcata Sarda 2018

e9b326f7-7e86-4090-8458-e0fcc8e58c3eL’edizione 2018 -

Addio a Manlio Brigaglia

luttomanlio-brigagliaLa scomparsa di Manlio Brigaglia, un ricordo del sindaco di Sassari.
«Sono profondamente addolorato per la scomparsa del professor Manlio Brigaglia. È un lutto che colpisce non solo la città di Sassari ma l’isola tutta. Il lascito di una personalità come quella di Brigaglia, accademico, storico, giornalista, non è quantificabile. Accanto alle opere storiche, testi sui quali hanno studiato generazioni di studenti sardi, resta il peso di un pensiero profondo sulla storia della Sardegna, dei suoi partiti e movimenti politici. Una ricerca, la sua, mai paga, che è stata portata avanti sia in ambito accademico che in ambito giornalistico, e che è stata capace di dare un impulso costante al dibattito culturale.
Del professor Brigaglia ho avuto modo di apprezzare l’eleganza, l’ironia, la sagacia, lo spirito sempre pungente ma mai fuori misura. Mancherà molto alla città, una città nella quale ha avuto un ruolo attivo, impegnato. Una città alla quale ha portato lustro e che lo ricorderà, son sicuro, con rispetto e con affetto»
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lampadadialadmicromicro132Condoglianze e vicinanza alla famiglia, agli amici, alle comunità di appartenenza della città di Sassari, della Sardegna e Oltre.
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- Su La Nuova Sardegna online.
- Su L’Unione Sarda online.

Sa die de Sa Sardinia

sa-die-ras-2018(RAS) Sa die de Sa Sardigna
Domani, Sabato 28 aprile 2018, ricorre la festa di “Sa die de sa Sardigna”, istituita dal Consiglio regionale della Sardegna con Legge Regionale n. 44 del 14 settembre 1993, in ricordo della sommossa dei vespri sardi del 28 aprile 1794.
Il programma prevede la celebrazione a Palazzo Viceregio e la messa solenne in Cattedrale (piazza Palazzo) a partire dalle ore 9. Nel pomeriggio sono previste diverse attività culturali e della tradizione presso l’Exma (via San Lucifero, 71).
Scarica la locandina [file.pdf]
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“SA DIE DE SA SARDIGNA” A SASSARI: VENERDI’ 27 APRILE SPETTACOLO ITINERANTE
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A Sassari, venerdì 27 aprile, alla vigilia di Sa die de sa Sardigna e nell’ambito delle iniziative promosse per questa ricorrenza, la compagnia “Arza Teatro”, diretta da Romano Foddai, proporrà uno spettacolo itinerante che avrà inizio alle ore 18 in piazza Santa Caterina, proseguirà in piazza del Comune e si concluderà in piazza Duomo.

Elezioni. Dichiarazioni di voto. Ma, ovviamente, ciascuno decida come più crede: votare, non votare, scegliere…

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AutodetermiNatzione
img_4633 marco-meloniMarco Meloni img_4614
Voterò AUTODETERMINATZIONE
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Liberi e Uguali
img_4633 gianni-pisanu-costatleuGianni Pisanu.
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Voterò LIBERI e UGUALI
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Movimento 5 Stelle
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il-nuovo-logo-del-movimento
Pino Calledda.
Voterò Movimento 5 Stelle
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Potere al Popolo
img_4633 piero-carta-toscanoPiero Cartapap_tondo
Voterò POTERE AL POPOLO
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disperazione Aladin[Vanni Tola su fb] IO NON VOTO.
Programma di sopravvivenza per domani. Dalle 7 alle 23 si vota (si può anche non votare, io farò così). (Segue)

Che succede all’Università di Sassari?

img_4842Documentazione su una questione delicata e rilevante su cui ritorneremo
L’Unione Sarda venerdì 23 febbraio 2018 – Provincia di Sassari (Pagina 40 – Edizione CA)
SASSARI. Bufera all’Università. Il Rettore: tutto falso, ci tuteleremo
Assunti senza requisiti:
«La Commissione sapeva»

«Pensavamo di tirare un filo ed è venuto giù tutto il maglione». Così l’avvocato Gianni Loy, che descrive un sistema «fatto di arroganza e di potere», dove tutto sembra permesso, anche non rispondere alla domanda di accesso agli atti.
L’ipotesi, sostenuta dai ricercatori esclusi, è che cinque candidati su sette non avessero i requisiti: avrebbero solo «intrattenuto saltuarie relazioni scientifiche di collaborazione con istituti stranieri» o svolgevano dottorati di ricerca nell’Isola.
Un tira e molla che si è concluso con il ritiro dell’ultima tranche dei denari stanziati dalla Regione a favore dell’Università di Sassari (circa 500mila euro), per il rientro dei cervelli, procedura avviata nel 2008 per favorire il rientro in Sardegna delle sue forze migliori.
(segue)

Oggi venerdì 12 gennaio 2018 a Sassari

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Cavalcata Sarda 2017

cavalvata-sarda2017-ft-6- Gli scatti di Renato d’Ascanio Ticca, foto n. 06.

Cavalcata Sarda 2017

cavalcato-2017-foto4- Gli scatti di Renato d’Ascanio Ticca, foto 05-

Cavalcata Sarda 2017

cavalcatasarda03- Anticipazione degli scatti di Renato d’Ascanio Ticca, foto 03.

Cavalcata Sarda 2017

cavalcasarda2017-fto2Anticipazioni degli scatti di Renato d’Ascanio Ticca, foto n.2.

Cavalcata Sarda 2017

cavalcatasarda1Anticipazioni degli scatti di Renato d’Ascanio Ticca. Foto01

Cavalcata Sarda 2017

cavalcata-sarda2017-vannitola- Sassari 21 maggio 2017 Alcuni scatti di Vanni Tola.

Immigranti: “Si rendono necessari interventi qualificati per avviare processi di reale integrazione”

sedia di VannitolaLa sedia
di Vanni Tola.
sardegna-dibattito-si-fa-carico-181x300Migranti in Sardegna, cresce l’allarme per attentati e minacce agli amministratori.
La Sardegna ha accolto e ospita un numero di migranti perfino superiore e quello indicato nelle disposizioni per l’accoglienza che altre regioni stentano ad applicare. Una accoglienza ancora limitata a quella che definiamo “prima accoglienza” (alloggio, vitto e prima assistenza). Nulla a che vedere con il processo di organica integrazione, da molti auspicato, ma concretamente praticato soltanto in piccole realtà territoriali. Si avverte sempre più la mancanza di un progetto finalizzato all’inclusione dei migranti nella società sarda. Al momento una delle proposte operative che comincia a diffondersi tra gli Amministratori locali e nell’opinione pubblica è quella di destinare i migranti nelle comunità isolane dividendoli in piccoli gruppi. L’ipotesi è che l’inserimento di piccoli gruppi di migranti nelle comunità possa realizzarsi riducendo disagi, diffidenze e resistenze che, in presenza di gruppi più consistenti, talvolta si esprimono con manifestazioni di protesta e fermo rifiuto degli ospiti. Un fatto è certo. La proverbiale ospitalità dei sardi, in molte occasioni, si affievolisce quando si arriva alla prova dei fatti. Quando arrivano consistenti gruppi di persone solitamente percepite come “esterne e sconosciute” e, in conseguenza di ciò, immaginate come minacce per l’equilibrio sociale delle comunità. In Sardegna si registrano anche buone pratiche di accoglienza ma c’è pure tanto razzismo che sarebbe sbagliato non riconoscere o, in qualche modo, giustificare. I Sardi non sono esenti dalla piaga del razzismo, anche se finora ci era piaciuto credere il contrario. Tornano alla mente i famosi versi di una canzone di Giorgio Gaber a proposito del razzismo. In Virginia il signor Brown era l’uomo più antirazzista. Un giorno sua figlia sposò un uomo di colore, lui disse, bene. Ma non era di buon umore. Certamente dispiace dover constatare che l’accoglienza (che è parte del più generale concetto di ospitalità) resta tale soltanto fino a quando non ci si trova nella necessità di doverla applicare concretamente con individui provenienti da paesi lontani, in fuga da guerre, carestie e feroci dittatori. No este comente cumbidare s’istranzu in su zilleri. Minacce contro la Prefetta di Cagliari, rea di voler sistemare dei migranti in un edificio pubblico, attentato contro l’agriturismo di Buddusò che doveva accogliere un piccolo gruppo di ospiti, i fatti di Burcei, Monastir, Sassari – dove l’oggetto del contendere pare fosse l’utilizzo occasionale di un campetto da calcio da parte di gruppi di ragazzi stranieri – sono soltanto alcuni degli episodi più recenti. Tristi indicatori di un fenomeno di malcontento e violenza in preoccupante crescita. La sociologa Antonietta Mazzette, docente dell’Università di Sassari, sul quotidiano “La Nuova Sardegna”, ha evidenziato i risultati dell’ultimo report dell’Osservatorio sociale sulla criminalità promosso dall’ateneo sassarese. Dall’indagine emerge una situazione sicuramente preoccupante in termini di evoluzione della criminalità. Nei primi dieci mesi dell’anno sono stati registrati 325 atti intimidatori (a fronte dei 354 dell’intero 2015). Attività criminali che presentano segni di continuità rispetto alla pratica degli attentati nell’isola ma anche forti discontinuità e differenze per quanto riguarda le motivazioni esplicite alle quali tali atti sono riferiti. C’è una forte componente di razzismo nelle menti di chi compie queste azioni. L’intensificarsi delle forme di intimidazione violenta contro gli Amministratori locali starebbe a dimostrare, inoltre, quanto sia diffusa e consolidata tale pratica, sostanzialmente concepita come strumento di “controllo del territorio”. Si arriva perfino a considerate questi episodi delittuosi quasi come un fatto sociale normale (benché ingiustificato). Convinzione questa che talvolta è presente perfino nelle dichiarazioni pubbliche di alcuni amministratori locali che, pur condannando gli episodi, manifestano atteggiamenti, se non di giustificazione, quanto meno di “comprensione” e contestualizzazione dell’episodio che, in qualche modo, potrebbero concorrere ad attenuare la gravità dell’accaduto. Occorre affermare con forza e fermezza che gli episodi di contestazione e violenza contro gli Amministratori e le strutture pubbliche e private non sono soltanto manifestazioni del malessere sociale dell’isola ma qualcosa di molto più grave. Non è pensabile, né in alcun modo tollerabile, che eventi nuovi e straordinari quali l’arrivo di migranti in paesi e comunità del tutto impreparate ad accoglierli, si trasformino in attività violente piuttosto che in momenti di confronto finalizzati alla ricerca di soluzioni rispettose anche delle esigenze delle comunità ospitanti. Una situazione complessa e potenzialmente pericolosa che richiederebbe interventi ben definiti. Quelli suggeriti nell’analisi sviluppata dalla prof.ssa Mazzette, indicano come prioritaria l’esigenza di stroncare drasticamente l’attività di attentati alle strutture e di minacce agli Amministratori locali. Contemporaneamente però è indispensabile definire un organico progetto di accoglienza e integrazione. Si rendono necessari interventi qualificati per avviare processi di reale integrazione quali la conoscenza della lingua e della legislazione locale, la formazione professionale e l’inserimento in attività socialmente utili o in attività produttive. I Comuni devono poter disporre di strumenti e risorse adeguate per attivare un sistema di accoglienza razionale e compatibile con le sensibilità e le possibilità delle Comunità. Non farlo comporterebbe il rischio di innescare, anche nell’isola, fenomeni reattivi socialmente molto devastanti e difficilmente governabili.
- Giorgio Gaber “Un’idea”.
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Punt ‘e billetu
Lunedì 28 Novembre dalle 16:00 a Sassari, nell’Aula Magna dell’Ateneo in piazza Università 21, si terrà il seminario di studi “Criminalità violenta in Sardegna. Quali strumenti per contrastarla?”. L’iniziativa, organizzata dal Dipartimento Polcoming e dall’Osservatorio Sociale sulla Criminalità in Sardegna dell’Università di Sassari, continua la riflessione sulla criminalità in Sardegna a partire dal progetto di ricerca sul Sistema Informativo e governance delle politiche di intervento e contrasto dei fenomeni criminali, finanziato dalla Regione Sardegna (Fonte SardegnaSoprattutto).

NO nel referendum: iniziativa a Sassari con Ugo De Siervo e Paolo Fois

No a SS   4 11 6. – Comitato iovotono di Sassari. La pagina fb dell’evento.

Poca Sardegna e silenzio sull’ «Università della Sardegna» all’inaugurazione dell’anno accademico dell’Università di Sassari. Salviamoci dall’Accademia!

SardegnaIndustre-pro-Aladin--e14274429061335 facoltà aula magna unissContenuti importanti nelle relazioni dell’inaugurazione del 455° anno accademico dell’Università di Sassari. Assenti i rappresentanti della Regione Autonoma della Sardegna. Nessuna apertura all’«Università della Sardegna». Piccolo è bello? Forse, ma sicuramente perdente.
Le foto sono tratte dal servizio nel sito web di Uniss.
Uniss uno 23 se 16pubblico Uniss 23 9 16Del Zompo Uniss 23 9 16
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