Paesi che scompaiono

Per contrastare lo spopolamento dei nostri paesi, facciamo qualcosa noi. Le proposte di “riadottare Bitti” e la loro possibile diffusione

Bitti sardegnaturismoCosa fare per affrontare lo spopolamento del paese? dei paesi? “Riadottare Bitti”, e … tutti i nostri paesi: proposte in un dibattito che interessa tutti i sardi
di Salvatore Cubeddu*

E’ iniziata la settimana in cui il Consiglio regionale deciderà il futuro istituzionale dei nostri 377 comuni, tra i quali pochissime le città. Da due mesi ne parliamo. La parola l’hanno avuta quasi del tutto le classi dirigenti cittadine, i paesi hanno fatto da contorno. Eppure in Sardegna i paesi sono importanti quanto le poche città. Anche perché gran parte dei cittadini, solo da poco, hanno smesso di essere paesani.
E c’è chi se ne ricorda, ci tiene, vuole fare qualcosa, dire a chi è rimasto che in lui, dentro i propri pensieri ed emozioni c’è ancora e ci sarà sempre il proprio paese. E sarebbe felice di fare quello che può e sa, che gli è rimasto di quando c’era, insieme a quello che ha appreso nella fisica lontananza. Anche perché, con il formidabile ed incredibile accorciamento delle distanze una intensa presenza ci è sempre più concessa, possiamo restare contemporanei e conterranei pure collocati in posti diversi, anche tanto differenti. Simili convinzioni hanno spinto anche a dei rientri, a tentare imprese economiche, ad offrire disponibilità amministrative, a riprendere i contatti possibili. Nella nostalgia di ognuno che è partito – verso la città sarda o aldilà del mare – rimane il filo più o meno promettente della tenuta o della ripresa di un legame.
Riflessioni che anticipano la notizia: “riadottare Bitti!”, modello e proposta per “riadattare i nostri paesi”. A Bitti un giornale periodico locale (il MIRACOLO, anno XXI, n° 3/2015), propone di “riadottare Bitti” e lancia il dibattito. – segue –

Accogliamoli*

Claudia Crabuzza foto blogsedia di VannitolaLa sedia
di Vanni Tola
IN SARDEGNA C’E’ POSTO, C’E’ TANTO POSTO PER TANTI
Claudia Crabuzza Alghero VT
di Claudia Crabuzza, cantautrice e voce dei Chichimeca.

In Sardegna c’è posto per tante cose. C’è tanto posto, c’è posto per tanti. La Sardegna è un posto accogliente e largo, grande, con pochi abitanti e tanta terra e tante case abbandonate e interi paesi che muoiono di solitudine. Campi di cui prendersi cura, stanza da affittare, persone a cui fare compagnia. La Sardegna è una terra accogliente con chiunque, non sono la prima a dirlo, ci sarebbe ben più spazio di questo due virgola qualcosa per cento assegnato dalla conferenza Stato-Regioni, che è il numero di migranti che dobbiamo ospitare. Oltre a quelli che dobbiamo ospitare ce ne starebbero tanti in più che possiamo ospitare, e pure che vogliamo ospitare. La Sardegna non è solo Villasimius o Alghero o i tanti posti turistici in cui le case valgono molto, per la maggior parte in Sardegna le case non valgono nulla, le famiglie hanno costruito interi palazzi per figli che non ci andranno ad abitare mai (devastando la bellezza di interi paesi che sarebbero stati meglio com’erano prima). Ormai quelle case ce le abbiamo e non valgono niente e tanti sindaci sarebbero felici di ridare vita ai loro paesi con uomini e donne e bambini di passaggio, in cerca di pace, di serenità, o solo di un punto di appoggio per un momento, sino a che le incivili istituzioni europee non si accorgono che bisogna prendere misure urgenti per lasciar passare questo flusso, per smettere di vedere corpi nel mare, per non dover rimanere nella storia come i responsabili di un ulteriore genocidio contro i nostri vicini africani e mediorientali e contro chiunque pretenda una vita giusta e degna. Libera dai disastri che i nostri stessi governi provocano da secoli.
La Sardegna, come tante altre regioni italiane e europee, ha bisogno di questa onda umana, ha bisogno di figli, e ha bisogno anche di godersi la sua ricchezza, il suo benessere, il suo lusso quotidiano di avere da mangiare, da dormire, libri, telefoni, vestiti, vacanze, giochi per i bambini, mare, sole, risate estive, stufe invernali, piccole cose che tutti noi abbiamo, forse non proprio tutti ma una grandissima parte, senza sentirsi ogni giorno complice di questo schifo che è vedere chi chiede aiuto rinchiuso in un lager, o torturato o picchiato o annegato o soffocato in un camion sull’autostrada. Che cosa ci manca ancora, se un camion carico di persone viene abbandonato su un’autostrada e lì dentro finisce l’ossigeno e quelli urlano e urlano e si schiacciano per provare ad aprire portelloni che non si aprono, e le macchine, le nostre macchine, sfrecciano a pochi metri con la radio accesa e non sentono le grida di terrore e non si accorgono che ci sono umani che muoiono uno dopo l’altro sino ad arrivare a settantuno, tutti soffocati, o morti di tristezza, di abbandono e di solitudine? Dobbiamo pretendere che la nostra isola si apra, usi i suoi sempre vaghi statuti speciali e si apra, che ognuno possa decidere di accogliere in casa sua una persona o una famiglia, che ogni casa abbandonata venga affidata a una famiglia che ne ha molto bisogno, che ogni campo incolto venga lavorato dalla stessa famiglia che è sicuramente in grado di farci crescere due lattughe e due galline per non doversi sentire sempre un peso e sempre ‘senza terra’. Dobbiamo pretendere di non finire con la coscienza imbrattata ogni giorno da questo senso di colpa di corresponsabilità di silenzio indifferente, litigando se vanno pubblicate o meno le foto dei bambini annegati. Dobbiamo pretendere che le uniche foto di bambini in mare siano quelle in cui i bambini giocano.
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Accogliamoli*
* Sinonimi di “accogliere”:
accettare acconsentire adottare albergare alloggiare ammettere contenere esaudire gradire includere iniziare iscrivere ospitare prendere recepire ricevere salutare

Contrari di “accogliere”:
bocciare discriminare eliminare emarginare escludere radiare respingere ricacciare ricusare rifiutare rimettere scartare sdegnare squalificare

E’ possibile non rassegnarci allo spopolamento dei nostri paesi?

riace-il-paese-dellaccoglienza- Buone pratiche in Italia e in Europa. Su Aladinews Europa e Mediterraneo.
Sprar ft1- Lo Sprar (Il Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati -SPRAR – è costituito dalla rete degli enti locali che per la realizzazione di progetti di accoglienza integrata accedono al Fondo nazionale per le politiche e i servizi dell’asilo)
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A migrant of historical center of Riace- RIACE.
Benvenuti a Riace, dove i migranti hanno risollevato l’economia

Il servizio sul Corriere della Sera.

in giro con la lampada di aladin…

carta spopolamento Sardegnalampada aladin micromicro- Lo spopolamento della Sardegna. Gianfranca Fois sul manifesto sardo.

- Un documento dei Vescovi sardi sulle emergenze sociali, con specifico richiamo alla questione dello spopolamento.

- Approfondimenti su spopolamento e accoglienza su Aladin.

in giro con la lampada di aladin…

SEMESTENElampada aladin micromicroIDEE DA REALIZZARE PER CONTRASTARE LO SPOPOLAMENTO DEI PAESI SARDI
- dal sito di Franco Arminio .
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de-magistris-cardinale-2-300x225- Storia di un cardinale e del suo mondo. Don Luigi De Magistris di Castella prete cagliaritano, ovvero la dottrina nella carità, di Gianfranco Murtas. Oggi Luigi De Magistris è stato fatto cardinale da Papa Francesco. Nell’occasione riproponiamo un articolo di Gianfranco Murtas sul sito della Fondazione Sardinia.

in giro con la ìampada di aladin…

Borutta-300x90CNA loghettolampada aladin micromicro Presentato uno studio della CNA su dinamiche demografiche e situazione economica della Sardegna. Pierpaolo Piras e Francesco Porcu, rispettivamente presidente e segretario regionali della CNA: (…) «Il calo delle nascite e la crescita del numero dei morti sta provocando un inesorabile processo di invecchiamento della nostra struttura demografica. In appena un decennio la Sardegna ha registrato un calo del 9% della popolazione in età feconda (75mila abitanti in meno nella classe 15 e 49 anni tra 2003 e 2013) e a un incremento del 31% degli ultrasessantacinquenni (oltre 83mila in più nello stesso periodo). Questo fenomeno, determinato dall’evoluzione della struttura demografica, ha trovato in Sardegna un fattore di accelerazione nella crisi economica che ha portato a un riacutizzarsi del drammatico fenomeno dell’emigrazione: oltre al calo demografico tra il 2009 ed il 2013 sono stati infatti registrati in Sardegna oltre 11mila residenti in meno per cambio di residenza, in gran parte giovani in cerca di lavoro. Occorre che la Regione prenda finalmente atto di queste dinamiche e si adoperi per rilanciare la crescita economica e lo sviluppo, unica condizione per poter offrire ai nostri giovani opportunità di lavoro e formazione>>.
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ape-innovativa2Nella ricerca di soluzioni occorre osare di più. Ecco al riguardo una proposta del direttore .
Non credo vi sia sufficiente diffusa consapevolezza della questione “spopolamento e desertificazione” di grandi parti della Sardegna. Eppure gli studi degli esperti ne segnalano la gravità e le conseguenze disastrose proiettando i dati sui prossimi (non lontani) anni. Nella convegnistica e nei singoli interventi di intellettuali e politici (pochi) sono state avanzate proposte di intervento, assai differenziate, ma comunque serie e meritevoli di discussione e, una volta trovate quelle migliori, di traduzione operativa. Personalmente sono convinto che tra le risposte debba esserci una diversa “politica di accoglienza e integrazione”, soprattutto dei migranti del nord Africa, che non deve essere connotata come “buonista”, ma inserita in un robusto programma economico, che riguardi soprattutto l’agricoltura (in senso lato, quindi anche pastorizia, allevamento, etc). E’ una problematica complessa e delicata, tuttavia particolarmente urgente da affrontare. Una proposta che mi convince è che il Consiglio regionale affronti di petto la questione, anche attraverso un’apposita legge regionale che istituisca una commissione di indagine su detta problematica, fissando finalità, modalità e tempi precisi di svolgimento (tre mesi prorogabili a sei, per es.). Si dovrebbe cominciare, come d’obbligo, con una rilevazione dello “stato dell’arte”, già ricco di studi e proposte, per poi arrivare a concretizzare linee di intervento, sostenibili, condivise dalla maggioranza delle parti sociali e dalle istituzioni territoriali e, ovviamente, finanziabili, anche con l’utilizzo dei fondi europei (diretti e indiretti) della programmazione 2014-2020. Una legge regionale, così come proposta, costringerebbe il Consiglio a un forte coinvolgimento, come è indispensabile sia, ma la cosa più importante è che la maggioranza dei sardi venga attivamente coinvolta.

gli occhiali di Piero

GLI-OCCHIALI-DI-PIERO1-150x1501413LE RIFORME
I giovani non hanno lavoro, i giovani di ieri sono invecchiati e non hanno lavoro, i vecchi che hanno lavorato non riescono ad avere la pensione. Fabbriche chiudono, agricoltura ridotta a cardi e canne, pastori tra vaccini velenosi e repressione della polizia, famiglie non arrivano a fine mese. Quasi tutti quelli che possono rubano, cominciando da Roma e da quelli che accusano Roma ladrona. Perchè tutto ciò?Perchè la Costituzione è vecchia, il sistema elettorale è imperfetto. Però tranquilli: adesso vanno in porto le riforme… il male si è trovato, siamo tutti d’accordo, non più Senato, non più province, magari non più regioni, magari non più elezioni oppure sì, ma senza preferenze, sono odiose… non vi pare?
Così, d’ora in poi, tutto andrà meglio.

PAESI CHE SCOMPAIONO
ANELA. Il paese più antico del Goceano,fondato dai romani, un secolo avanti Cristo. Sede della Curatoria in epoca Giudicale. Anela ha perso quasi mille abitanti negli ultimi 60 anni, oggi ne conta circa seicento, quindi è nella lista dei 30 comuni sardi destinati a scomparire in breve tempo. Eppure ha un’antica storia, nel suo territorio restano testimonianze, anche nuragiche, oltre che romaniche, giudicali e bizantine, Il nome latino significa “affannosa”, ma del suo affanno nessuno si cura.

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sebastiano SattaSEBASTIANO SATTA
Avvocato, giornalista, scrittore, poeta, Sebastiano Satta nasce a Nuoro il 21 maggio 1867. Studia e si laurea a Sassari, dove scrive sul quotidiano L’Isola. Celebre la sua intervista a Tre banditi “scoop di fine secolo, il primo e forse il più grande della storia del giornalismo in Sardegna” (Ignazio Delogu).
Nel 1908 a causa di una paralisi non potè più parlare, per cui abbandonò la professione di avvocato e si dedicò esclusivamente alla poesia, fino alla morte, che giunse a soli 47 anni.
Nuoro gli ha dedicato la bella piazza realizzata da Costantino Nivola.
(Vedi su Aladin Pensiero, 16 dicembre 2013, la sua poesia I banditi).
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GLI-OCCHIALI-DI-PIERO1-150x1501413 FALSE BIOGRAFIE
GUGLIELMO TELL. Guglielmo Tell, non tutti lo sanno, era sardo.
cASTELLO DI BURGOS
Si chiamava Guglielmo Tedde. Nacque intorno al 1280, a Uri, o forse a Burgos.
Dell’infanzia, pastorello alle pendici del massiccio del Gennargentu, si sa poco, ma già da piccolo era famoso per la mira straordinaria, a mano nuda o con la fionda, come tutti i pastorelli, si sa.
Sui 20 anni si recò a Roma per il Giubileo indetto da Bonifacio VIII, là incontrò un possidente svizzero che lo assunse al suo servizio come guardiacaccia.
Primo emigrante sardo, divenuto svizzero si sposò ed ebbe un figlio, Hans, che lui chiamava Giuannicu in ricordo di suo padre.
Ignaro delle usanze del luogo, nel 1307, proprio il 18 novembre, giorno infausto per i sardi, si recò in città. Passando nella pubblica piazza non riverì, come d’uso, il cappello dell’imperatore e, ai richiami dei cittadini presenti, disse solo “Eh ba’!”
Fu arrestato e costretto dal tiranno locale, anche lui sardo, un certo Gessa che aveva cambiato il nome in Gessler, alla terribile prova di scagliare una freccia verso una mela posta sulla testa del figlio Hans. “Già che sei molto balente, vediamo come te la sbucci questa mela, o Tedde!”
Guglielmo colpì la mela, non con una freccia, come dicono, ma usando la fionda. “Fermo gioco, disse Gessa, così non vale!”
E lo fece arrestare di nuovo, ma Guglielmo scappò e fece il latitante.
Gessler gli diede la caccia, ma finì ucciso da un colpo arrivato da dietro un muretto a secco. Intanto altri sardi emigrati si erano uniti a Guglielmo: originari dei quattro Giudicati, cantavano le loro belle “cantones”, li chiamavano i Quattro cantones.
Cantavano “Procurade ‘e moderare balivos sa tirannia”, i Balivos erano i baroni di allora, proprietari delle terre protetti dall’imperatore.
Il 1° agosto 1308 i Quattro Cantoni si ribellarono e liberarono le terre dal dominio austriaco. Erano tutti federalisti e crearono la Confederazione. Per la lingua, nessun problema, ognuno parlava la sua e si capivano benissimo.
Guglielmo dicono che morì qualche anno dopo per salvare un bambino dalla furia delle acque durante un’alluvione, lo salvò, ma lui annegò, non sapeva nuotare.

PAESI CHE SCOMPAIONO
Borutta
BORUTTA. Un grande passato.Il nome antico era Gruta, nella piana di Sorres, abitata fin dal neolitico, oltre 5mila anni fa. A Borutta si trasferì la popolazione della scomparsa Sorres, rasa al suolo dagli Aragonesi nel 1388,
Borutta fu quindi sede vescovile, Nel suo territorio, su una collina a poca distanza dal paese, la bellissima ex-cattedrale di S.Pietro di Sorres, XI e XII secolo, che oggi ospita un convento di frati benedettini.
Sotto il monastero è ancora visitabile la Grotta sa Rocca Ulari, abitata nel neolitico e utilizzata anche come luogo di sepoltura, ospita una colonia di pipistrelli di cinque diverse specie. Fino ad epoca recente se ne estraeva il guano.
Il 29 giugno, S.Pietro, una processione in costume parte a cavallo dalla chiesa parrocchiale e raggiunge il monastero per la festa del santo.
Fino a un secolo fa Borutta contava oltre 700 abitanti, oggi meno di 300, in continua diminuzione. E’ quindi destinata a scomparire. Se non si fa nulla…

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Location MauritiusGLI-OCCHIALI-DI-PIERO1-150x1501413MAURITIUS
Penso alle Isole Mauritius, anzi alla Repubblica di Mauritius.
Faccio dei confronti con la Sardegna.
Mauritius è più piccola: 1.860 Kmq contro 24mila Kmq della Sardegna.
E’ meno popolata: 1.300.000 abitanti contro 1.600.000.
Per l’indipendenza, a quanto pare, non occorre avere grandi estensioni di territorio né essere milioni e milioni di abitanti.
Mauritius indipendente dal 12 marzo 1968, Sardegna “autonoma” (sì…) dal 1948.
Il 24 aprile 1968 Mauritius entra a far parte delle Nazioni Unite, la Sardegna non ha un collegio unico per mandare rappresentanti al Parlamento Europeo.
Nelle Mauritius ci sono due lingue ufficiali (francese e inglese) e una lingua creola parlata che comincia ad essere scritta dagli anni ’60, qui la lingua ufficiale è l’italiano e il sardo è tollerato, ma non insegnato.
Io ci penso e voi, amici miei, ci pensate?

AURELIO TARRONI
Aurelio Tarroni, partigiano, fu catturato insieme ad altri in un rastrellamento dei nazi-fascisti nelle campagne di Alfonsine, dove era nato nel 1907, il 23 aprile 1944, ferito a una spalla, mentre altri compagni erano stati massacrati.
Tarroni fu torturato per avere informazioni: calato in un pozzo, appeso per i piedi, la testa immersa nell’acqua; poi appeso per i polsi a un’inferriata con un fuoco acceso sotto i piedi nudi. Non parlò.
Venne fucilato a Ravenna insieme con gli altri il giorno dopo, 24 aprile.
Domani è il 25 aprile, festa partigiana.

GIAVE vedutapaese_campanile PAESI CHE SCOMPAIONO
GIAVE. Un secolo fa Giave aveva 2.041 abitanti, oggi sono meno di 600.
E’ nella lista dei paesi destinati a scomparire, se non si fa qualcosa.
Eppure Giave, nel Meilogu, è giunta fino a noi dal Neolitico, ha attraversato l’epoca dei nuraghi, l’epoca punica e romana, l’epoca giudicale che la vide florida, l’epoca spagnola e piemontese che la ridussero in miseria.
Si riprese lentamente nei primi cinquant’anni dello Stato unitario, poi declinò e il declino fu vertiginoso negli anni dell’Autonomia e della Rinascita.
Eppure Giave ha terre fertili, panorami e luoghi di straordinario interesse: Pedra Mendalza, nella Valle dei Nuraghi, domus de janas, il Nuraghe Oes; ha quattro chiese, quella dei Santi Cosma e Damiano è meta di pellegrinaggi e richiamo anche per coloro che sono andati via quando si celebra la festa del 27 settembre.
Agricoltura e pastorizia, artigianato e turismo, piccola industria di trasformazione, i giavesi sono capaci di queste cose, perchè non vengono incoraggiati?
Possibile che Giave non debba avere un domani?

gli occhiali di Piero sui Paesi che scompaiono

Panorama MartisPAESI CHE SCOMPAIONO
MARTIS. Anche Martis, come Monteleone Rocca Doria, Semestene e Padria (dei quali abbiamo parlato), è nella lista dei comuni che si prevede, restando le cose come stanno, scompaiano nei prossimi decenni.
Eppure Martis è il paese della famosa foresta pietrificata: in località Carrucana, 100 km quadrati di territorio, un parco dai tronchi silicizzati, un processo che risale a 20 milioni di anni fa, che comprende anche i comuni di Bulzi, Laerru e Perfugas.
Eppure Martis, in una cornice panoramica tutta sarda, nella regione storica dell’Anglona (giudicato di Torres), presenta la chiesa campestre di S.Pantaleo, reperti del periodo preistorico, nuragico, romano e medievale.
Contava più di 1.200 abitanti 60 anni fa e oggi ne conta poco più di 500: dove non si creano occasioni di lavoro, dove non si valorizzano le risorse che ci sono; dove Stato, Regione, istituzioni di ogni genere, non offrono mezzi, non creano infrastrutture e servizi, non “fanno rete”; dove l’iniziativa privata, individuale e societaria, si arrende al lento ritmo della burocrazia; là si muore. Non è giusto.

gli occhiali di Piero sui paesi che scompaiono…

PADRIA
PADRIA. Un altro comune nella lista dei 30 paesi destinati a scomparire nel giro di poche decine di anni, dopo Semestene e Monteleone Rocca Doria, dei quali ho già parlato nei giorni scorsi (vedi Paesi che scompaiono in Aladin pensiero), è il comune di Padria.
In 60 anni è sceso da oltre 2000 abitanti ai circa 700 attuali.
Eppure Padria ha un passato di tutto rispetto ben documentato: Villa di Padria nasce in epoca giudicale, ma ha origini che risalgono al Neolitico, domus de janas e resti di un villaggio di epoca prenuragica, resti di 40 nuraghi (Nuraghe Longu è il meglio conservato), reperti di epoca punica e resti di epoca punico-romana (cui risale l’antico villaggio di Gurulis Vetus, citato da Tolomeo, che durò fino al nostro medioevo, da cui nacque Gurulis Nova, oggi Cuglieri nel Montiferru), tre antichi ponti romani; un palazzo, su Palattu, d’epoca medievale; ha monumenti e chiese importanti; ha infine un Museo Archeologico che ha sede nell’ex- Monte Granatico.
Situato fra tre colli , una campagna attraversata del fiume Temo che va a finire a Bosa, distante poco più di 20 chilometri; uno dei suoi affluenti, Su ‘Entale, attraversa un canyon di due chilometri con caratteristiche cascate.
Dico solo che in qualunque parte del mondo (penso specialmente all’Irlanda) un paese come Padria sarebbe un centro di grande attrazione turistica.
Noi sardi invece? lo lasciamo morire?

gli occhiali di Piero

GLI-OCCHIALI-DI-PIERO1-150x1501413 ERLAAS e ROCKFELLER
Il 12 aprile 1946 nasce in Sardegna l’Erlaas, per combattere la malaria (vedi Aladin Pensiero, 12 aprile 2013), con un contributo della Fondazione Rockfeller (sulla famiglia Rockfeller vedi ALadin Pensiero, 8 luglio 2013)
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Monteleone RoccadoriaPAESI CHE SCOMPAIONO
MONTELEONE ROCCA DORIA. L’altro paese che, come Semestene, è previsto che scompaia entro 10-15 anni (se non si fa qualcosa) è Monteleone Rocca Doria.
A metà strada tra Alghero e Sassari, conta oggi poco più di 100 abitanti.
Eppure ne aveva più di 400 cent’anni fa, quasi 400 all’inizio della famosa autonomia della Sardegna, ancora più di 300 negli anni favolosi della famosa Rinascita.
Eppure da esso ebbe origine il vicino paese di Villanova Monteleone, più popolato, ma non esente dal fenomeno: da 5mila abitanti è sceso a neppure 2.500…
Nello stesso territorio fonti d’acqua, sorgenti termali, lo spettacolare vulcano spento del Monte Minerva, chiese ed edicole dedicate ai santi, panorami straordinari.
Certo, non hanno un campo da golf…

gli occhiali di Piero bis

SEMESTENESemestene-StemmaPAESI CHE SCOMPAIONO
SEMESTENE. Parlando ieri di Rebeccu, paese ormai scomparso (salvo miracoli della buona volontà), si è ovviamente citato Semestene. Questo paese, ridotto a poco più di 100 abitanti, è nella lista dei 30 comuni sardi destinati a scomparire.
Più precisamente Semestene è, con Monteleone Roccadoria, uno dei due più prossimi alla fine (vedi mio articolo “Sardegna, terra desolata, scompaiono i paesi”, sul sito di Fondazione Sardinia e su altri siti e blog di Cagliari, 26 gennaio 2014).
Eppure Semestene ha un’antica storia, comune con Rebeccu e Bonorva, a far data dal XII secolo, al centro di una rete di piccoli insediamenti agropastorali.
Ha chiese, nuraghi, pozzi sacri, resti di epoche antiche, momenti storici memorabili, quali il Trattato di pace tra Eleonora e Giovanni I d’Aragona del 24 gennaio 1388; la marcia gloriosa, guidata dal suo parroco Francesco Maria Muroni, bonorvese, coi cavalieri di Bonorva e con le schiere che seguirono Giovanni Maria Angioy nel 1796. Francesco Muroni pagò con tortura e prigione quello slancio e l’avere incitato il popolo a non pagare le tasse ai baroni.
Aveva più di 600 abitanti nel 1861 (Unità d’Italia), più di 700 nel 1951 (prima della Rinascita…) e negli ultimi cinquant’anni si è svuotata.
Semestene oggi è destinata a scomparire: una pagine di storia e di civiltà che si chiude. Non si può fare niente?

Eleonora_d'ArboreaELEONORA D’ARBOREA
Ci sarà una ragione se Eleonora, a 600 anni di distanza, ricorre tanto spesso nei discorsi dei sardi. L’11 aprile 1392 Eleonora promulga la Carta de Logu, in sardo.
Rimase in vigore fino al 1827, per oltre 400 anni non ci fu chi dicesse che quella Costituzione era roba vecchia. (Vedi anche Aladin Pensiero, 11 aprile 2013).

gli occhiali di Piero

Zapata di Diego RiveraEmiliano Zapata, dipinto da Diego Rivera
Emiliano_ ZapataGLI-OCCHIALI-DI-PIERO1-150x1501413 EMILIANO ZAPATA Il 10 aprile 1919 muore assassinato Emiliano Zapata Salazar, rivoluzionario messicano, leader della lotta armata contadina. Trionfatore a Città del Messico con Pancho Villa, gli fu offerta la poltrona presidenziale. Rifiutò: non è per questo che combatto.
Era nato da povera famiglia l’8 agosto a Anenecuilco, un piccolo centro agricolo nello Stato di Morelos. Combattè contro Madero, contro Huerta e infine contro Carranza.
Pancho_Villa_Fu Venustiano Carranza il mandante dell’omicidio, sicario il traditore Jesus Guajardo.
4 anni dopo veniva assassinato Pancho Villa (vedi Aladin Pensiero, 5 giugno 2013).
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RebeccuPAESI SCOMPARSI
REBECCU. Dal 2007 Rebeccu (frazione di Bonorva), provincia di Sassari) conta 1 solo abitante. Eppure Rebeccu nel 1300 era il centro più importante, cui erano sottoposte le ville di Bonorva e Semestene. Qui fu approvato il Trattato di pace tra Giovanni I d’Aragona ed Eleonora d’Arborea nel 1388. Il 10 aprile 1796 fa parte dei Comuni in rivolta contro i feudatari e sottoscrive con Bonorva e Semestene un atto d’unione, con giuramento, contro i baroni e la richiesta al re di riscattare i feudi.
Da fb
Oreste Pili Regioni, provìntzia, comunu, pregonàntzia…
Piero Marcialis Is primus a si movi depint essi is Comunus prus accanta, Bonorva e Semestene, ma Semestene puru est isparendisì (mancai ndi chistionu un’atra dì), sa provincia non c’est mancu prus (c’est su commissariu…), sa Sovrintendenza, sa Regioni e specialmenti ‘s’Assessorau a su Turismu e cussu a sa Cultura, iant a depi fai calincuna cosa, donendi mezzus a chi tenit voluntadi de si movi. Eus a biri.
Piero Marcialis Sparessendisì ‘olemu scriri, ma isparendisì podit essi beridadi puru…