Cagliari Sardegna 2019

Elezioni Cagliari 2016. Avanti per l’unità delle liste alternative. Chiediamo l’impossibile? Forse, ma, come diceva qualcuno: nella Storia “chi si è limitato al possibile non ha mai fatto un passo avanti”

CAG palazzo BacL’Unione Sarda
Gli intellettuali: «Sì a un’unica terza forza caparbia e vincente»

«Cari amici, con l’avvicinarsi della prossima scadenza elettorale, il quadro è ormai chiaro. Gli schieramenti che fanno riferimento a Zedda ed a Massidda hanno finito per attrarre formazioni minori che, come spesso capita, hanno l’ambizione di schierarsi con un possibile vincitore. Il movimento 5 stelle, dal canto suo, ha deciso di essere presente con una propria lista in solitaria. Nel prenderne atto, non rinunciamo a chiedere, anche a questi amici, di riflettere sul significato politico, potenzialmente vincente, di un’unica “terza forza” caparbia ed unita». A scriverlo ai candidati sindaci della coalizione Cagliari Città Capitale Enrico Lobina, della Lista La Quinta A Paolo Matta, della coalizione Insieme onestamente per Cagliari Paolo Casu e del Movimento 5 stelle Antonietta Martinez sono i promotori e primi firmatari di un appello Mario Argiolas (editore), Fernando Codonesu (ingegnere, libero professionista), Gianni Loy (docente universitario), Franco Meloni (giornalista), Roberto Paracchini, (giornalista scientifico), Gisella Trincas (impegnata nel campo dei diritti umani) e Claudia Zuncheddu (medico). «Il quadro attuale», è scritto nell’appello, «essenzialmente caratterizzato da tatticismi, lascia in ombra soprattutto la politica e non offre alcuna risposta a quanti individuano il principale bisogno della città nella partecipazione dei cittadini e nella loro capacità di rispondere alle necessità, sostanziali e non solo estetiche, della civitas. Sono molti gli scontenti, quelli che tanto non c’è niente da fare, quelli che magari saltiamo un turno, quelli che continueranno a tapparsi il naso, quelli che si organizzano per riprovare. In quest’ultima categoria rientrano le proposte, in principio condivisibili, che hanno portato alla indicazione, da parte vostra, di un candidato sindaco sostenuto da liste ispirate proprio alla partecipazione».
I motivi dell’appello: «Siamo certi, del resto, che le vostre aggregazioni, ove se ne presentassero le condizioni, troverebbero un solido accordo per un comune programma di governo. Se così non fosse, non avremmo neppure motivo di proporre questo appello. Perché, quindi, non esprimere sin d’ora questa capacità di sintesi, all’interno di una proposta capace di attrarre anche tanti di quei possibili elettori tra i quali prevalgono la delusione o la rassegnazione? Perché non considerare il valore aggiunto che potrebbe derivare da una scelta, saggia e coraggiosa, in grado di dare un diverso senso alla imminente campagna elettorale? Perché non offrire un’alternativa di riaggregazione anche ai tanti militanti dell’area sardista ed identitaria rimasti delusi dalle scelte del Partito Sardo d’Azione? Vi chiediamo di presentarvi alle prossime elezioni per il rinnovo del Consiglio comunale di Cagliari all’interno di un’unica coalizione con un unico candidato sindaco».
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Fonte: L’Unione Sarda 4 aprile 2016
VOTO 2016. Ai candidati civici
(ripreso da ComuneCagliariNews).

Salviamo la Fiera di Cagliari. Ripensata, risanata e rilanciata nella gestione. Portata a mare e non buttata a mare! Funzionale a strategie di sviluppo della Sardegna nel Mediterraneo

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Cagliari Città Capitale esprime netta contrarietà alla messa in liquidazione della Fiera Internazionale della Sardegna, attualmente Azienda speciale della Camera di Commercio di Cagliari. I problemi della Fiera non sono certo recenti, risalgono invece a molti anni fa, almeno dall’anno 2000, allorquando non si imboccò la strada del suo adeguamento alle nuove esigenze dei tempi, permanendo sostanzialmente ancorata a modelli superati, che pur si erano dimostrati validi dalla sua costituzione (1949) per ben cinquant’anni. E tutto ciò nonostante la storia fiera ca 50consapevolezza dei decisori camerali che occorresse “ripensare” profondamente la Fiera, seguendo gli esempi di realtà fieristiche di successo nel panorama nazionale ed internazionale, come dimostrano i contenuti del libro “Storia di una fiera(1).
Nel tempo si è preferito apportare solo aggiustamenti che non sono riusciti ad arrestare il progressivo declino della Fiera, fino alla situazione fallimentare delle ultime edizioni. Le presenze di visitatori in Fiera nel periodo della sua apertura non hanno subito nel tempo significative contrazioni, ma la funzione innovativa della Fiera è venuta a mancare insieme con la diminuzione del numero degli espositori, del giro d’affari e con il venire meno della funzione di diffusione dell’innovazione… circostanze che hanno segnato negativamente soprattutto le ultime edizioni, nonché determinato l’accumulo di perdite economiche (ogni anno ripianate dai trasferimenti camerali). Le manifestazioni collaterali (Turisport, Fiori e Spose, Fiera Natale, etc) e gli altri eventi specifici, come pure le attività convegnistiche, pur importanti, non sono servite a compensare la progressiva crisi complessiva della Fiera, che la crisi economica generale giustifica solo in parte. Ciò che si segnala è soprattutto l’incapacità di capire i cambiamenti dei tempi e l’incapacità di modificare la propria missione e la propria organizzazione per affrontare le nuove situazioni. Responsabile di tutto ciò in primo luogo la dirigenza politica camerale degli ultimi quindici anni, anche nella misura in cui non ha saputo esprimere un management adeguato. Altra causa delle crescenti difficoltà è il sostanziale isolamento nella gestione della Camera di Commercio e della sua Azienda Fiera, praticato dalla dirigenza politica camerale, frutto della scellerata modalità dei “compartimenti stagni“, per la quale le altre Istituzioni coinvolte nella politica economica della città e della sua area vasta – particolarmente la Regione e il Comune – sono rimaste colpevolmente estranee alle vicende camerali. Comportamenti che hanno determinato e continuano a provocare ingenti danni all’economia dei territori dei Sud Sardegna. Occorre invertire la rotta, evitando la chiusura della Fiera, come condizione prima della sua auspicata riorganizzazione complessiva. Non sottovalutando il fatto che la chiusura della Fiera darebbe la stura a mai sopiti appetiti speculativi sulle preziose aree che la ospitano. - segue -

SARDEGNA dibattito a partire dal “cagliaricentrismo”

la barcaccia regionale affondaI sardi rifiutano la cultura urbana?
di Nicolò Migheli

By sardegnasoprattutto/ 30 gennaio 2016/ Società & Politica/

“Ma quale Cagliaricentrismo! Il problema sono i sardi che rifiutano la cultura urbana.” Lo scrive Vito Biolchini nel suo sito, portando un ulteriore mattone alla polemica che da anni anima le scelte territoriali in Sardegna. Cagliari, capoluogo, nell’ultimo cinquantennio avrebbe sottratto capitale umano e finanziamenti al resto dell’isola. “Il problema della Sardegna non è dunque Cagliari ma il pervicace rifiuto di parte della nostra classe intellettuale e dirigente nei confronti della cultura urbana, osteggiata come se fosse causa principale del nostro sottosviluppo. La Sardegna avrebbe invece bisogno di più cultura urbana diffusa, non di tanti paesoni senza identità.” Sottolinea Biolchini.

Aldilà delle considerazioni su come cinquant’anni di politiche abbiano operato affinché migliaia di persone lasciassero le aree rurali per trasferirsi nelle coste e nelle città, il nucleo centrale del ragionamento resta l’affermazione del rifiuto della cultura urbana. Intanto bisognerebbe essere d’accordo cosa quella espressione significhi. Sappiamo che non vi è né giudizio né definizione unanime. Perché senza volerlo, Vito riprende una classificazione del termine cultura vissuta in senso positivo o negativo.

Negativa sarebbe la ruralità, positivo invece l’ammassarsi nelle città. Ragionamento che riprende lo scontro secolare tra città e campagna, tra il civile e l’agreste. Se volessimo considerare la definizione di cultura, così come usata convenzionalmente nelle scienze sociali, la definiremmo come insieme dei modi di pensare, sentire e agire, appresi e condivisi da molte persone.
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Al di là della grande illusione della Zona franca integrale perché non si realizzano le (consentite e auspicabili) Zone franche urbane e i punti franchi doganali?

Cagliari ft Quinta Aape-innovativaAl di là della grande illusione della zona franca integrale esiste quanto si può fare e non si fa: le zone franche urbane e i punti franchi doganali (Cagliari in primis, punto franco che potrebbe essere realizzato da 15 anni). Il perché di questa situazione esige un dibattito pubblico e una chiamata di responsabilità delle Istituzioni ed Enti coinvolti (Regione, Comuni e in particolare quello di Cagliari, Camera di commercio, Università, Cacip…). L’argomento trattato sinteticamente da Roberto Mirasola è oggetto di studio e intervento politico del Gruppo di lavoro sulle Zone franche della coalizione Cagliari Città Capitale
Che fine hanno fatto le zone franche urbane?.
16 gennaio 2016
di Roberto Mirasola, su il manifesto sardo
Le elezioni amministrative di Cagliari sono ormai prossime ma ciò che a tutt’oggi emerge dalla campagna elettorale è sopratutto il gossip. La stampa sembra interessata al numero dei candidati sindaci dimostrando scarsa attenzione su quello che è il loro progetto di città.
Del resto alcuni candidati non sono esenti da colpe, promettono pagine di programma o numeri spropositati di liste, ma al momento non emerge niente. Nessuna visione di città. Eppure i dati che emergono, ad esempio sul fronte del lavoro sono preoccupanti e meriterebbero ben altro approfondimento.
E’ importante capire cosa si vuol fare per contrastare l’aumento della disoccupazione ma anche la fuga dei giovani verso altre mete, che consentono loro un miglior tenore di vita. Come più volte ribadito, l’amministrazione comunale non è un ufficio di collocamento ma può e deve consentire le condizioni di sviluppo che siano capaci di attrarre investimenti e di conseguenza creare occupazione.
E’ curioso constatare come nell’ultima campagna elettorale per le regionali si sia straparlato della Zona Franca Integrale, che va detto per inciso non è realizzabile, e niente si dice oggi sulla possibilità di istituire Zone Franche Urbane in città. Tale strumento favorirebbe la nascita di micro imprese che potrebbero operare nei primi cinque anni di attività in regime di esenzione dalle imposte sui redditi, Irap, Iuc e contributive. Se consideriamo che la pressione fiscale oggi si attesta al 43,2% possiamo ben dire che si tratta di una proposta interessante. Tutto questo è realizzabile? Certo che si.
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CAGLIARI 2016. Dibattito su/per la città alla vigilia delle elezioni comunali.

fuoco 1
Cagliari: e se il vero candidato della destra fosse Zedda?. Andrea Pubusa su Democraziaoggi.
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Lobina: “Massidda, hai già governato con Berlusconi: fatti da parte” - Su Casteddu online.
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Il 2016 della politica. Per il centrosinistra (e Zedda) il test delle Comunali
Alessandra Carta su SARDINIA POST.
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Le sfide di Massimo Zedda. Tra di esse assenti il lavoro, la casa, la partecipazione popolare… Su L’Unione Sarda di sabato 2 gennaio 2016.
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AladinDibattito-CAbisCaro Massimo, ora giochi al trasformismo!?
democraziaoggi loghettoAmsicora su Democraziaoggi

Caro Massimo,
ora proprio mi hai rotto, a che gioco stai giocando? Cinque anni fa ti sei presentato ai cagliaritani come il protagonista di una nuova stagione, collettiva e alternativa al vecchio modo di amministrare della destra e della sinistra moderata. Avevi anche lanciato lo slogan ”Ora tocca tocca a noi“, e noi avevamo inteso che quei ”noi” eravamo proprio noi movimenti, organizzazioni, associazioni stanchi della piatta gestione dei Delogu, dei Floris, sensibili agli interessi forti più che alle esigenze dei ceti popolari. E invece? E invece, ahinoi!, abbiamo scoperto che quel “noi” si riferiva a “voi“, alla cricchetta dei tuoi compagnucci di SEL, sintonizzati sui piccoli e grandi vantaggi del potere (incarichi istituzionali o da portaborse, poco importa) più che ai problemi della gente. Questi bisogni sono stati sempre estranei al vostro orizzonte e “noi” anziché essere chiamati a dare una mano per trasformare la città e l’amministrazione siamo rimasti fuori dalla porta, chiusa in faccia rumorosamente. Ora, completi il percorso all’insegna dello strappo dalle decisioni di SEL nazionale, che si è sciolta per confluire in Sinistra italiana, per confermare l’alleanza col PD. E così, mentre “Sinistra italiana” rompe col PD e si pone come alternativa a Renzi, tu, insieme a Uras, ed ad una parte di SEL sarda rompi con Vendola e ti allei con Renzi. Non è un caso che Renzi ti abbia citato nella conferenza di fine anno: un sindaco di SEL che si mantiene in posizione subalterna al PD, pur di rimanere al potere, è un esempio da mostrare alla sinistra, come Alfano e Verdini lo sono per la destra. Prende forma il “Partito nazionale”, un aggregato degli opportunisti di tutte le bandiere agli ordini di Renzi. E tu sei lì anziché con “noi”. - segue -

Elezioni Cagliari 2016: Gianni Loy, la partecipazione e il titolo di Defensor Karalis

AladinDibattito-CA_2_2La Libertà, non è uno spazio libero
La libertà è partecipazione
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(Giorgio Gaber)
ape-innovativaCome già detto nell’ospitare altri interventi sulle elezioni comunali del 2016, vogliamo anche noi fornire un terreno di confronto che consenta ai cittadini elettori di farsi un’opinione di programmi e persone che li rappresentano, misurandone la credibilità. Altrimenti c’è la sfiducia e la conseguente diserzione delle urne, che, badate bene, fa premio a una classe politica il cui motto è diventato “meno siamo (gli elettori), meglio stiamo (gli eletti)”. Noi pratichiamo una linea virtuosa, quella della partecipazione popolare – che coincide con il concetto di pratica della libertà - per la città di tutti. Ecco perchè pensando alle elezioni comunali di Cagliari del prossimo anno, prendendo atto che la campagna elettorale è entrata da alcuni mesi nel vivo, diamo spazio a un dibattito vero e non meramente propagandistico sulla città, senza limiti e pregiudizi o rispetto reverenziale per chicchessia. Con queste motivazioni abbiamo pubblicato una serie di interventi che ci sono sembrati particolarmente “utili alla causa” e continueremo nel tempo a pubblicarne di nuovi. Chiaramente la nostra è una scelta “arbitraria” che vuole esplicitamente portare acqua al mulino del rinnovamento nei programmi e nelle persone che vorremmo al governo della nostra città, obiettivo che per le elezioni di Cagliari ci vede precisamente schierati nel sostegno alla Coalizione Cagliari Città Capitale. Scelta che non costituisce alcun vincolo per nessuno, considerato che non siamo un partito politico. Ci impegniamo perchè cammin facendo la proposta politica ed elettorale di Cagliari Città Capitale abbia lo spazio che merita, prendendo atto che i media cittadini allo stato non la favoriscono. Per quanto poco contiamo ci battiamo per (e pratichiamo) un riequilibrio che consenta alla proposta di questa Coalizione di crescere come merita nei consensi dei cittadini e delle organizzazioni espressione della democrazia di base. Sicuramente ne avremo tutti un vantaggio. Nell’intervento che segue Gianni Loy dichiara che le uniche proposte politiche sul campo che mettono al primo posto la partecipazione popolare, praticandola nei comportamenti quotidiani e come metodologia di lavoro politico e con l’impegno programmatico di ampliarla, sono allo stato tre aggregazioni: Cagliari Città Capitale (rappresentata da Enrico Lobina), Quinta A (rappresentata da Paolo Matta) e Insieme per Pirri (coordinata da Maurizio Megna). Gianni auspica un allargamento di questo costituendo polo, per esempio all’area sardista, e la convergenza in un unico candidato Sindaco, che potrebbe essere individuato in uno dei rappresentanti delle attuali formazioni o “in altri o altre che possano ben rappresentare questo spirito”. Che dire? Siamo totalmente d’accordo con Gianni Loy e sul suo appello “per noi e per la città nostra”, tanto che pensiamo che se gli riuscisse l’impresa meriterebbe la candidatura al titolo di “Defensor Karalis”, che non so se sia ancora attivo. Certo è che fu un riconoscimento prestigioso dal momento che se ne fregiarono illustri cagliaritani come (andando a memoria) Francesco Alziator, Giovanni Lilliu e Antonio Romagnino. A proposito di Antonio Romagnino, recentemente il nostro Editore Aservice ha messo in rete un suo intervento “elettorale”, datato 23 aprile 2001, tutto incentrato sul concetto di partecipazione. Guardatelo a molti anni di distanza è ancora attuale: https://www.youtube.com/watch?v=Cza4k3Pzhe8 .

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“Cagliari, per l’alternativa a Zedda si può ricominciare da tre”
di Gianni Loy*

Gianni-Loy-1Se il buon giorno si vede dal mattino, la vigilia del Natale 2015 si annuncia sotto buoni auspici. Il 16 incomincia la Novena di Natale. Nei solchi di una tradizione lontana e recente nello stesso tempo, il “Regem venturum dominum” e “Tu scendi dalle stelle”, o meglio “Tui calas de su celu”, continuerà ad essere cantato in lingua sarda in alcune chiese dell’isola. Sicuramente a Serdiana, dove don Mario Cugusi rinverdisce la tradizione proprio da lui rilanciata ormai diversi anni orsono a Sant’Eulalia, quando reggeva la storica parrocchia di Marina. Sicuramente nella chiesetta romanica dei santi Lorenzo e Pancrazio, a Cagliari in Buoncammino alle sette della sera, dove don Mario Ledda, del Capitolo Metropolitano, officerà Sa novena ‘e paschixedda, accompagnandola con alcune brevi catechesi sul tema “Voci femminili del Natale”.

Quasi in coincidenza con l’inizio della Novena di Natale, entra nel vivo anche la campagna elettorale per il rinnovo del Consiglio comunale della città di Cagliari. Una campagna, stavolta, più lunga del solito. Molti outsider, con o senza primarie, sono già in corsa. Mancano conferme per le due formazioni maggiori. Il Pd sembra impegnato in alchimie con un pezzo di Sel alla ricerca di una formula che, si dice, possa portare alla ricandidatura del sindaco uscente Massimo Zedda, prospettiva che, per la verità, provoca qualche mal di pancia anche all’interno sia del Pd locale che di quello nazionale. Forza Italia, in mancanza dell’uomo forte che, un tempo, era capace di imporre un candidato (come sembrano lontani quei tempi!) sembra davvero brancolare nel buio.

La novità che più ci interessa, o almeno che più mi appassiona, è l’emergere di alcune proposte di partecipazione aventi una comune ispirazione di fondo, quella della diretta partecipazione dei cittadini, della ricerca di risposte concrete ai bisogni delle persone, della valorizzazione della pratica dell’autonomia e dell’autogoverno.

La novità, se mi è consentito questo termine, è costituita soprattutto dalla limpidezza di queste proposte. Si tratta di tre progetti, per essere più chiari.

Il primo ha scelto il nome ben augurante di Cagliari Città Capitale ed è rappresentata dal consigliere comunale Enrico Lobina, ha forti radici nel mondo progressista e nell’area dell’autogoverno, ricca di contributi che spaziano dall’autonomismo all’indipendentismo, attenta alle esigenze delle fasce più deboli della città, preoccupata per i gravi ritardi in materia ambientale. Come dar loro torto, visto che all’amministrazione uscente non è bastata un’intera legislatura per rinnovare l’appalto per la raccolta dei rifiuti e con un preoccupante indice di inquinamento?

Una seconda area, rappresentata dal giornalista Paolo Matta, è ispirata, chiaramente e senza infingimenti, all’area del cattolicesimo progressista, per aver intercettato il formidabile messaggio sociale di papa Francesco e lamenta la perdita delle istituzioni intermedie che, se ben gestite, agevolano la partecipazione dei cittadini alla cosa pubblica. Ha scelto come nome: “La quinta A”. Qualcuno ha proposto che la quinta A significhi proprio “Appartenenza”, anche per segnare una rottura con recenti politiche, interpretate soprattutto dal centro destra, che immaginano la città in funzione di “altri” a partire dal turismo, e non, come dev’essere, dei suoi abitanti. Cagliari è prima di tutto la città dei cagliaritani, che possiedono, tra le loro virtù, anche quella dell’Accoglienza (un’altra “A”!) .

Infine, proprio mercoledì 16 dicembre alle ore 17.30 nell’Ex Vetreria, potrebbe venire alla luce un terzo progetto, “Insieme per Pirri”, il cui contenuto è ben rappresentato dal nome stesso, che ancora una volta richiama l’appartenenza, posto che anche quella del vecchio Comune che, a parte le possibili rivendicazioni di autogoverno con la Municipalità, è stato sicuramente trascurato quando si è trattato di risanare le aree più degradate o immaginare abbellimenti della città che ha il mare ma anche un retroterra dalle grandi tradizioni.

Credo che siamo davvero in presenza di buoni auspici. L’idea di ricominciare da zero non mi è mai piaciuta. Ripartiamo da tre, da tre idee chiare, apprezzabili, distinte l’una dall’altra ma il cui retrogusto è comune.

Così si costruisce un polo. Basta riconoscersi reciprocamente, non avere secondi fini, guardare avanti, cercare un accordo, un’idea, in grado di rappresentare il messaggio comprensivo e sintetico di queste speranze. Credo che anche altre istanze, che in città non mancano, possano trovare posto. Penso alle diverse anime dell’ambientalismo, alle controverse altre voci di una galassia “sardista” che deve trovare il coraggio di trovare almeno momenti di dialogo, a movimenti radicati nelle rivendicazioni sociali.

Da questo incontro deve nascere la scelta dell’unico candidato sindaco del polo, tra i nomi di chi attualmente rappresenta le liste o anche di altri o altre che possano ben rappresentare questo spirito.

Sarebbe bello ed utile, per noi e per la città nostra.
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*Gianni Loy, anche su vitobiolchini.it

Dibattito sulla Sardegna e su Cagliari in Sardegna

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- CAGLIARI “CITTÀ METROPOLITANA” MENTRE LA SARDEGNA CORRE VERSO IL SUICIDIO DEMOGRAFICO: QUALI ALTERNATIVE? di Federico Francioni, su Fondazione Sardinia.
- A PROPOSITO DELLA LEGGE sugli ENTI LOCALI: “Io penso e dirò perché, ci sia bisogno di una tregua, di una pausa di discussione, di un approfondimento, di un confronto…”, di Pietro Soddu, su Fondazione Sardinia.

La Coalizione Cagliari Città Capitale si presenta ai cittadini cagliaritani

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La Coalizione Cagliari Città Capitale si presenta ai cittadini cagliaritani
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Cagliari: il mare come strategia di sviluppo per sbloccare e liberare la città. Ogni occasione è buona se va verso questa direzione

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Domani, martedì 15 settembre, il Consiglio comunale di Cagliari discuterà e, speriamo, approverà una mozione presentata da diversi consiglieri comunali (Dore e altri) per proporre Cagliari come luogo per lo svolgimento di competizioni olimpiche sul mare, in occasione delle Olimpiadi 2014, nel caso auspicato di accettazione della candidatura dell’Italia e, specificamente, di Roma. E’una bella proposta, totalmente condivisibile, la cui validità prescinde dalla stessa opportunità che l’ha generata. Nel senso che il mare di Cagliari, per le sue pregevoli caratteristiche si può proporre, più di quanto abbia saputo fare fino ad adesso, come sede ottimale delle molte competizioni sportive marinaresche. Ma andiamo oltre, molto oltre, nel momento in cui inquadriamo queste iniziative in una vera e propria strategia per lo sviluppo della città, così come l’avevamo rilanciata in una nostra riflessione sull’argomento, pubblicata su Aladinews l’11 novembre 2013 e su altri siti dell’editoria di base, ripresa poi sullo stesso Aladinews (19 aprile 2015)
F-Figari-cantiere-navale-3 CCIAA-Cavela olimpica LobinaMozione per proporre la città di Cagliari quale località nella quale potrebbero svolgersi le competizioni velistiche ed eventuali altre discipline nell’ambito della candidatura dell’Italia e la città di Roma ai Giochi Olimpici e Paralimpici del 2024 presentata dai Conss. Dore, Secchi, Carta, Lobina e più – (prot. n. 211 del 10.09.2015);

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A Cagliari il mare come strategia di sviluppo per sbloccare e liberare la città. Ma occorre una diversa classe dirigente
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di Franco Meloni

La locomotiva Sardegna ferma al binario morto…

La locomotiva sul binario morto (metafora della Giunta regionale).
IL TRENO E’ FERMO DA 400 GIORNI.

I treni veloci restano al palo: a rischio un investimento da 80 milioni di euro

Oggi su L’Unione Sarda on line

Il giorno della presentazione del nuovo treno: era il luglio del 2014 (foto L’Unione Sarda) - La notizia su Aladinews del 25 luglio 2014. - Informazioni sul sito RAS.
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Che fine hanno fatto gli otto treni veloci in Sardegna? Sono parcheggiati in attesa che la situazione, arenata ormai da 400 giorni, si sblocchi. Quasi ottanta milioni di euro di investimento da parte della Regione che rischiano di portare a un nulla di fatto. I sindacati denunciano una condizione al limite del paradosso che corre su due questioni distinte. Da un lato ancora non è stato firmato il contratto di servizio con Trenitalia per la gestione del trasporto su rotaia. Dall’altro si aggiunge una condizione della linea che non permette l’abbattimento dei tempi di percorrenza da Cagliari a Sassari perché in alcune zone non ci sono le condizioni di sicurezza (Matteo Sau su L’unione Sarda).
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- Il treno veloce Cagliari-Sassari-Cagliari su Aladinews.

Racconto semi (o tremendamente) serio

necropoli_di_tuvixeddu__sito comuneCA“La Necropoli di Tuvixeddu”
SardusPaterBabai 2di Sardus Pater

Era li a due passi, seminascosta. Tutti nella zona la conoscevano e se ne approfittavano. Lei era impotente. Nessuna protezione le era stata affidata. Quando il Comune pensò di porre riparo a questa anomalia incominciarono a insidiarla ancor di più eliminando sistematicamente tutto ciò che si frapponeva tra la sua bellezza e le altre persone. Alla fine però in quartiere dovette cedere e lei per l’occasione si rifece il look. Ormai però aveva subito troppe violenze e molti dei suoi oggetti preziosi erano andati perduti. Molti degli uomini ed amici che erano venuti da lei per riposare avevano subito la stessa sorte. Eppure le cose più preziose erano state nascoste bene, talvolta sepolte cercando di scavare quella roccia abbastanza compatta da fungere da riparo. Quando la sua dimora fu insidiata dall’impresa locale che utilizzava la roccia di quelle parti per la produzione di calce ed altri materiali, le venne a mancare il sostegno. Depredata di diversi spazi, accusò il colpo. Era conosciuta in tutto il Mediterraneo e considerata tra le più importanti. Insomma, non riusciva a riposare in pace. Anche i romani ci si misero quando assettati vollero rifornire le loro acque passando le loro condotte nei suoi terreni e senza alcun risarcimento. Che rabbia. Quando poi l’impresa abbandonò la zona, il calvario non ebbe termine. Si pensò di cementificare quei pochi terreni che ancora le appartenevano e le transenne adiacenti alla propria “dimora” non lasciavano riposare il suo corpo in pace. La comunità ad un certo punto pensò di venirle incontro. Bloccò gli altri progetti non ancora attuati, come la costruzione di una strada scavata sulla roccia che doveva poi attraversare un bellissimo canyon artificiale, spesso Villa Mulas Mameli Tuvixeddufrequentato dai rapaci. Il suo dirimpettaio, di nobili origini, possedeva una bellissima villa che dominava tutta la collina circostante con uno stupendo colpo d’occhio sulla laguna di Santa Gilla. Era sorvegliata da un guardiano che solerte impediva ai ragazzini di avventurarsi in quel territorio quasi selvaggio. Ancora oggi la gente si ricorda di me e viene a trovarmi sapendo che la ospito volentieri. Non ho però più spazio per far passare la notte ai viandanti. Soffro ancora la solitudine ma almeno la mia zona è silenziosa non essendo un luogo di passaggio obbligato. Il mio è diventato un caso internazionale di cui si discute e si discuterà a lungo. Nonostante la mia vasta cultura non ho più libri che mi aiutino a passare le fredde notti invernali. Anche far legna è diventato impossibile. Dovrò cedere piano piano tutti i miei ori che metteranno in un museo. Penso però che ormai l’amministrazione abbia imparato la lezione e prima di mettersi di nuovo contro di me ci penseranno due volte. E allora a tutti i miei attuali concittadini dico… LASCIATEMI IN PACE.
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APPUNTI. Dalla sfida perduta un grande stimolo per ripensare Cagliari e il suo ruolo nella Sardegna e in Europa

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A cura di Aladin

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Hanno ragione quanti, pur dispiaciuti per la mancata nomina di Cagliari a “Capitale europea della cultura per il 2019″, apprezzano il lavoro che ha condotto l’amministrazione comunale, sindaco Zedda e assessore Puggioni in testa, insieme con molti altri, a ottenere comunque un ottimo risultato (essere tra le sei finaliste) e ritengono che occorra ripartire da qui, intanto per cercare di fare quanto ci si era proposti in caso di vittoria, certo con minori mezzi a disposizione; poi si tratta di migliorare il programma da attuare, correggendo gli errori, modificando impostazioni sbagliate o ricercando altre iniziative. A questo punto occorre avviare (anzi riprendere con più vigore) un grande dibattito che, a nostro parere, non può che muoversi per rispondere a questo interrogativo: “Quale è il ruolo di Cagliari rispetto alla Sardegna e, insieme ad essa, all’Europa?” Questo dibattito non può che svilupparsi nella logica del cambiamento. Cioè: “Come deve cambiare Cagliari per giocare un ruolo in e per una Sardegna che deve cambiare per rispondere agli interessi dei sardi. Noi diciamo che questa Sardegna nuova e possibile non possa che realizzarsi come regione d’Europa, di un’Europa che noi vogliamo evidentemente diversa e che pertanto ci impegniamo a cambiare.
Ecco allora una serie di (pochi) appunti per continuare a riflettere e, speriamo, che le idee, le buone idee, si trasformino almeno in buona parte in opere.
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Appunti
Il ruolo di Cagliari per una possibile nuova Europa*
Cagliari ha in Sardegna un ruolo decisivo, una funzione fondamentale di guida dell’intera regione, di peso paragonabile a quello dell’Istituzione Regione. Come capita a tutte le capitali di questo mondo, per esercitare questa funzione dispone di risorse specifiche, che al di là delle critiche universalmente rivolte a tutte le capitali del mondo, deve congruamente restituire in benefici non solo ai suoi abitanti ma a tutti i cittadini che gliele hanno affidate. Nel caso di Cagliari a tutti i sardi. La Sardegna e i sardi abbiamo bisogno di praticare nuove politiche di sviluppo attraverso la realizzazione di nuovi modelli sociali ed economici. Siamo proprio in questa fase. Al riguardo è richiesto sopratutto a Cagliari – ovviamente insieme alla Regione e agli altri Enti locali, in modo speciale insieme alle altre città della Sardegna e, pertanto, in primo luogo ai Sindaci di queste città – di cimentarsi in una sfida epocale. Ci sono tanti modi per farlo concretamente. Io credo che la stella polare della ricerca di nuove strade sia l’Europa. Certo non si tratta di accontentarsi dell’attuale Europa, peraltro in crisi perchè troppo chiusa nella cura dei mercati e degli interessi dei mercanti, quanto invece di una nuova Europa che dobbiamo costruire: l’Europa dei popoli. In questo ritornando al passato, alle origini, quando, all’indomani della seconda guerra mondiale, i padri fondatori dell’Europa comunitaria misero le basi della cooperazione economica pensando e preconfigurando come un sogno l’integrazione politica europea. Purtroppo tuttora, dopo tanti decenni, l’integrazione dell’Europa attraverso una vera e propria Confederazione di Stati è solo un sogno, e l’integrazione politica è attuata solo in piccola parte, carenza che costituisce la principale causa dei guai attuali dell’Unione Europea.
Allora Cagliari deve essere città sarda e insieme europea, in grado di tracciare nuove strade per se stessa, per la Sardegna e per l’Europa. Un’impostazione di questo tipo, appena qui tratteggiata, ha moltissimi risvolti pratici, concretizzandosi pertanto anche nelle scelte del quotidiano amministrare. In questo quadro, appena delineato, la stesse “opzione indipendentista” (comunque la vogliamo nominare) per la Sardegna può essere praticata con condivisione maggioritaria, non quindi come concezione separatista minoritaria o scelta estremista, proprio in quanto si può sviluppare con piena cittadinanza e dignità nell’ambito europeo, nella costruzione della possibile nuova Europa che abbiamo prospettato.
* Tratto da un editoriale di Aladinews del 12 marzo 2012
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Matera 2019
Tonino Dessì su fb
Diciamoci la verità. Era, quella di Cagliari, un’impresa improvvisata, nella quale pochi cagliaritani sono stati coinvolti e della quale alla più parte dei sardi poco importava. Ora non cominciamo col vittimismo. In un largo immaginario mediatico (e non solo) certi riconoscimenti si conquistano se si è, per storia passata o almeno per vicende recenti, assunti come un simbolo, come qualcosa di emblematico. Piaccia o meno, Matera e i suoi Sassi sono uno degli emblemi del passato dolente del Sud Italia intero e ogni suo progresso un simbolo di un possibile futuro per l’Italia suo insieme. Non possiamo coltivare differenza e alterità senza sapere che si paga un prezzo.
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Nicolò Migheli su fb
Matera ha vinto perché è da anni che lavora per questo risultato. Ha avuto come sponsor Radio 3 con una trasmissione dedicata come Materadio. Ha vinto perché evidentemente aveva il miglior progetto. Cerchiamo di essere un po’ sportivi, non guasta.
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Ferdinando Secchi su fb
A mente fredda, abbiamo partecipato ad una competizione di straordinaria importanza e siamo arrivati ad un passo dalla vittoria. Abbiamo iniziato per ultimi questo percorso mentre Matera ha programmato la sfida nel 2007. Nella prima fase la nostra idea ha battuto cittá di cultura come Aosta, Bergamo, Caserta, Valle di Diano e Cilento con la Campania e il Mezzogiorno, Erice, Grosseto-Maremma, L’Aquila, Mantova, Palermo, Pisa, Reggio Calabria, Siracusa, Taranto-Sudest, Urbino e Venezia-Nordest. “La cosa più importante della sfida vinta da Matera è la straordinaria capacità progettuale d’insieme che hanno messo in campo le 6 città della short list. Il presidente della Commissione Green ieri ha affermato che nessun’altra competizione è mai stata di questo livello qualitativo”. Il ministro dei beni e delle attività culturale e del turismo, Dario Franceschini. Ha dichiarato “Per questo sono importantissime le due norme approvate dal parlamento con decreto Art Bonus. La prima è il programma Europa 2019 che prevede di sostenere la realizzazione del lavoro progettuale anche delle città che non hanno vinto. La seconda è l’introduzione dal 2015 della Capitale Italiana della cultura e sará una opportunità di competizione virtuosa a tutte le città italiane grandi e piccole, in grado di far scattare gli stessi meccanismi positivi e straordinari in termine di progettazione unitaria e creatività che abbiamo visto ora tra le sei città finaliste”. Mi dispiace per le cugurre e i detrattori ad ogni costo, ma Cagliari ha fatto un lavoro stupendo e otterrà lo stesso grandi risultati e poi come dice Francesco Frisco Abate siamo sempre, ogni anno, la Capitale del Piricocco!
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Cagliari2019 continua
Francesca Ghirra su fb
È stata una sfida bella ed emozionante che ci ha restituito la fiducia e la possibilità di sognare. Sappiamo che uniti siamo capaci di grandi cose. Continuiamo a costruire insieme un futuro migliore per noi e la nostra città. Ce lo meritiamo! ‪#‎cicreu‬ ‪#‎Cagliari2019‬
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L'UnioneSarda testata
- Rimane da vincere la sfida di sempre. Leader vera della Sardegna.. Gianni Filippini su L’Unione Sarda.

Peccato, peccato davvero! Sarebbe stata una gran bella occasione per tirar su la testa e mostrare quell’orgoglio di appartenenza che troppo spesso affoga nel grigiore della quotidianità. Avere il titolo di “Capitale europea della cultura”, poterlo vantare davanti al mondo, sarebbe stata infatti una carta con buone probabilità di essere vincente. E anche un irresistibile e vantaggioso richiamo per milioni di turisti. Di certo avrebbe funzionato da frustino per confermati impegni, rinnovate energie e coinvolgimenti convinti. E più nitida e stimolante sarebbe stata l’apertura di prospettive esaltanti per una crescita socioeconomica promossa e trainata dalla cultura, il potente motore così spesso maltrattato, in generale, da guidatori miopi e da meccanici impreparati. Anche senza il riconoscimento ufficiale, Cagliari può però proporsi – a buon diritto – come città dalle molte, singolari bellezze. Tutte caratteristiche, fra l’altro, che un clima di invidiata mitezza sa esaltare e tradurre in forte attrazione.
I progetti ci sono, bisogna comunque attuarli. Per tentare di vincere la difficile sfida, le cose, bisogna dire, erano state fatte con appassionata determinazione. Le carte presentate dal Comune restano di ottimo livello. Pur con qualche colpevole esclusione, una pattuglia politica e amministrativa ( sindaco Zedda e assessore Puggioni in testa) – con il contributo di qualificati esperti – aveva sottoposto all’esame della giuria un robusto e articolato dossier di idee creative, di buoni programmi, persino di qualche sogno. Insomma, poco o nulla era stato tralasciato per ottenere il prestigioso titolo. Quindi, il verdetto che nega a Cagliari la particolarissima chance non è il frutto di un impegno inadeguato. Perciò, un condivisibile filo di delusione non può prevalere sulla consapevolezza di aver fatto – persino con risorse limitate – il possibile.
Grave e imperdonabile errore sarebbe adesso il progressivo affievolirsi dell’apprezzato entusiasmo. Senza prospettive Cagliari ripiomberebbe nella fastidiosa routine di città che volta le spalle alla propria straordinaria ricchezza per vivere la soffocante normalità di tante piccole e grandi emergenze. La tensione deve invece restare alta, ogni energia va trasferita sulla sfida di sempre: saper essere veramente la capitale della Sardegna.
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Chiasteddu Onlài
17/10/14
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La Chiapitale della Cultura è Mattera: ma noi tanto ci riproviamo l’anno prossimo

Alla fine no ce l’abbiamo fatta, nonostante ghe no c’è più Ciellino ma Giuliano alla fine il Chiagliari non è la capitale Europea della cultura. Stitzia si coddidi.
Alla fine su youtub hanno deciso ched’è Mattera, sempre ched’esiste e molti già urlano al gomblotto.

Cosa c’è a Mattera alla fine? I sassi, ma là ghe forse non hanno capito che di perdigoni ce n’abbiamo talmente tanti anche noi ghe Calamosca e Calafighera Massi li aveva chiusi a marolla appunto ghe erano fisso arrumbullonando perdigoni sopra la gente.

Dispiaciutissimo Massi ghe però assicura ghe anche se il Cagliari non è diventato Capitale Europea della Cultura gli aperitivini tattici promessi già si faranno l’ostesso, tanto l’ordinanza anticasini della Marina è finita e quindi Mattera ghe la marina manco cel’ha può tranquillamente cagarsi in mano e prendersi a schchiaffi.

Alla fine l’occhialino tattico di Massi non è bastato ad arrettare i livelli di cultura a Chiagliari, ghe comunque rimane sempre la Chiapittale del Mediterranio e quindi tutte le altre possono tranquille tirare in casino.

Ma poi, la verità? La-verità-la-verità? A sfreggio noi ci ritentiamo l’anno prossimo!
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- Per correlazione. Intervento di Franco Meloni su Cagliari e nuove strategie di sviluppo

in giro con la lampada di aladin…

passu passuProgetto Passu Passu.
Ecco l’itinerario di oggi sabato 4 ottobre:
http://passupassu.wordpress.com/le-camminate/cittabucata/
Incontro: ore 10 al Mercato di Via Quirra
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Alle 10.30 saremo davanti alla biblioteca popolare “L’albero del riccio” di via Doberdò per ascoltarne la storia e appendere insieme un testo di A.Gramsci, da li ripartiremo al massimo per le 11.30 per andare verso la Scuola Popolare di Is Mirrionis
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Approfondimenti sul progetto delle Camminate per Cagliari.
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ape-innovativaUna pertinente correlazione
C’è una diversità nella percezione dell’ambiente da parte degli uomini e delle donne? Per esempio nella scelta dei percorsi urbani le donne privilegiano l’osservare e godere dei particolari , allungando i percorsi, rispetto agli uomini che spesso “tirano dritti”. Approfondisce questa problematica, con competenza scientifica, la professoressa Anna Maria Nenci in un intervento nel “Seminario Pari Opportunità: città e politiche di genere” organizzato nell’ambito del progetto formativo Itaca, tenutosi a Cagliari il 26 settembre 2008. Ecco il video, ricuperato da Sardinia Digital Library: http://www.sardegnadigitallibrary.it/index.php?xsl=626&id=202495
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microlamapadaaladinPer uscire dall’immane crisi, serve una nuova classe dirigente. Giorgio Asuni su L’Unione Sarda.

Oggi giovedì 10 luglio 2014 – Cagliari Sardegna 2019

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Cagliari-Sardegna 2019
Cosa succede

Giovedì 10 luglio a Cagliari, in Piazza Palazzo. - segue -
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Vito-Biolchin-occhialinii- DISSONANZE BENEFICHE. Ma c’è anche chi non vuole accodarsi acriticamente… La cultura non c’entra niente: ecco come Cagliari spera di diventare capitale europea della cultura. Vito Biolchini su vitobiolchini.it
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