Programmazioneuropea 2014-2020

con la lampada di aladin… sul Fondi strutturali FSE e FESR

bandiera-SardegnaEuropa3(dal sito della RAS) Lavoro, Fondo sociale europeo: si rafforza la collaborazione fra Regione e Università.
Mura: “Investiamo nel capitale umano. Con il Fondo Sociale Europeo la Regione investe nell’istruzione e nella formazione, in linea con le previsioni programmatiche già delineate nel Piano regionale di sviluppo e con l’Agenda europea, anche attraverso il confronto con le altre istituzioni, innanzitutto con l’università, con la quale in questi mesi abbiamo avviato un dialogo proficuo”.

Dispersione scolastica e politiche regionali di contrasto. L’emergenza non consente la calma della Giunta. Fate subito un’unità di crisi. Come? Ispiratevi per esempio ai Magnifici Sette…

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di Franco Meloni
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Il rapporto Crenos ha ulteriormente messo in risalto il fenomeno della dispersione scolastica e universitaria, una vera e propria emergenza per la Sardegna. Come si contrasta? Le politiche messe in campo dalla Regione, con risorse statali, comunitarie e proprie negli anni passati non hanno avuto in generale esito positivo. Il trend attuale è di continuo aggravamento. La Giunta regionale ha impostato nuove politiche di contrasto, di cui diamo informazione riportando i documenti ufficiali che le descrivono. Non facciamo allo stato una disamina degli stessi, che peraltro hanno carattere di indirizzo generale, seppure con alcuni dettagli descrittivi di specifiche attività. Di primo acchito ci sembra che prevalga un approccio eccessivamente calmo, rassegnato rispetto ai tempi burocratici, considerati vincoli insormontabili, mentre il carattere di emergenza imporrebbe provvedimenti eccezionali, da realizzare in certa parte in tempi rapidi. Ad esempio l’affidamento alle procedure normali dei bandi non consente di muoversi con efficienza, rapidità ed efficacia. Ovviamente non si vogliono suggerire modalità irregolari, ma chiedere che si studino e si scelgano procedure che consentano tempi rapidi e risultati misurabili già dal momento in cui di fanno le attività.
Occorre il coinvolgimento di diversi soggetti, che il documento prevede esaustivamente (“… i diversi attori che agiscono nel sistema dell’istruzione e della formazione, in primis Assessorati regionali, USR, scuole e Università. Verranno attivati dei tavoli strategici a carattere interistituzionale tra i diversi Enti che hanno competenza e interessi nel sistema formativo sardo, composti da rappresentanti della Regione, degli EELL, dell’Ufficio scolastico regionale, delle Università, delle associazioni di categoria e dagli ulteriori stakeholders individuati sulla base di specifiche esigenze”), ma non ci si preoccupa del coordinamento operativo, che a nostro parere dovrebbe essere affidato a una task force o “unità di crisi” che dir si voglia, composta da persone competenti, motivate e disponibili, selezionate con sistemi efficaci. Come? Beh esempi interessanti possiamo trovarli in almeno tre film, per le modalità con cui si costruiscono i “gruppi di lavoro”: “I magnifici 7“, The Commitments (con questi riprendiamo una vecchia idea) e, ancora, “Gli intoccabili“. Suggeriamo a Pigliaru, Paci, Firino e soci di visionarli insieme, con predisposizione all’apprendimento…
Frequenza200-logo-IntervitaTorneremo sull’argomento, ma non vogliamo chiudere senza suggerire una rassegna di “buone pratiche” in giro in Italia e nel mondo che affrontano in modo serio la questione dispersione. Con riferimento alla dispersione scolastica (che è una parte del problema) richiamiamo ancora una volta il “Progetto Frequenza 200“, che ci sembra ben congegnato e che, allo stato, dovrebbe aver già prodotto risultati da valutare. Approfondiremo a breve.
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Delibera del 19 maggio 2015, n. 24/10 [file .pdf]
Programmazione Unitaria 2014-2020. Strategia 1 “Investire sulle Persone” – Priorità Scuola e Università.
- All. 1 24/10 [file .pdf]
- All. 2 24/10 [file .pdf]
- All. 3 24/10 [file .pdf]

Decreto di Pigliaru per la costituzione del Comitato di sorveglianza del POR FSE 2014-2020

bandiera-SardegnaEuropa1- Decreto del Presidente del 25 maggio 2015, n.55 [file.pdf]
Costituzione Comitato di sorveglianza del POR FSE 2014-2020.

RAS: insediata la Consulta regionale per la ricerca scientifica e l’innovazione tecnologica. Qualche riflessione: con l’autoreferenzialità non si aiutano le imprese ad innovare e a creare lavoro

consulta regionale ricercaape-innovativa2Riportiamo la nota informativa della Regione, apparsa sul suo sito web, sull’insediamento della Consulta regionale per la ricerca scientifica e l’innovazione tecnologica. Molto importanti e condivisibili le dichiarazioni dell’assessore Raffaele Paci, soprattutto per la parte in cui ha sottolineato l’importanza della relazione tra la ricerca scientifica e l’attività di impresa per la creazione di opportunità di lavoro. La ricerca scientifica soprattutto in Italia (e in Sardegna in misura ancor più accentuata) è svolta in massima parte dalle Università e dai centri di ricerca pubblici; infatti è pochissima la ricerca finanziata dai privati. La ricerca scientifica è tradizionalmente suddivisa in ricerca di base e ricerca applicata. Sappiamo quanto questa bipartizione sia difficilmente applicabile alla realtà, tanto che qualcuno sostiene che la vera bipartizione sia tra ricerca (scientifica) seria e ricerca falsa (o non-ricerca scientifica), ma non entriamo in questa discussione. Vero è che una parte della ricerca scientifica, quella più classificabile come “di base”, non deve avere precise applicazioni e ricadute misurate e misurabili a breve o medio termine, ma solo in tempi non definiti o definibili se non per approssimazione. Si tratta della ricerca più libera, quella che va dove vuole. Ed è giusto e bene che essa venga finanziata in modo consistente dalle risorse pubbliche, altrimenti non sopravvivrebbe, neppure per l’attività di geniali ricercatori privi di mezzi. Invece, una parte della ricerca più vicina alla definizione di “ricerca applicata” deve essere preordinata nelle sue finalità, deve rispondere a precise richieste del committente, sia esso pubblico che privato. Deve, per esempio, aiutare le imprese a innovarsi in modo permanente in tutti gli aspetti della loro attività: innovazione di prodotto, di processo e di gestione.
Università-liaison-office-3Bene, in gran parte questa è la ricerca che deve finanziare la Regione, attraverso la sua buona legge n.7 del 2007, la cosiddetta legge Gessa, che prende il nome dal suo più deciso promotore, il prof. Gianluigi Gessa, consigliere regionale all’epoca della sua approvazione. Per aiutare la Giunta regionale, che nella normalità della sua composizione non è formata da docenti universitari come nel caso sardo, detta legge ha previsto la costituzione di un apposito organismo, denominato “Consulta regionale per la ricerca scientifica e l’innovazione tecnologica”, con una precisa composizione, che potremo definire come un mix tra rappresentanti del mondo della ricerca, delle istituzioni e delle imprese. Nel caso della Consulta insediata dall’assessore Paci non ne sappiamo esattamente la composizione, perchè non abbiamo trovato in rete il decreto costitutivo, che peraltro deve essere obbligatoriamente pubblicato (eventualmente permanendo questa inadempienza chiederemo alla Regione di farlo, attraverso la procedura dell’accesso civico), ma visionando il breve filmato sul sito della Regione ci sembra prevalente la partecipazione degli accademici e dei rappresentanti dei centri di ricerca, mentre è carente la presenza del mondo delle imprese e dei lavoratori. Forse la presenza di questi due soggetti dovrebbe essere corroborata, anche con una modifica integrativa dell’art.8 della legge. Al riguardo rispetto al mondo delle imprese, sarebbe opportuno prevedere una presenza del rappresentante dell’Unioncamere regionale, istituzione che rappresenta formalmente il mondo delle imprese sarde e, ancora, dare spazio alle realtà più innovative del mondo imprenditoriale come le start up. Diciamo questo per una precisa considerazione, soprattutto pensando al ruolo dell’Università rispetto all’innovazione nelle imprese: non è possibile che questa relazione, tuttora difficile e non soddisfacente, veda il prevalere autoreferenziale dell’Università. Sta in questa anomala sproporzione uno dei principali problemi della scarso grado di innovazione delle nostre imprese. Proprio sul versante del trasferimento della ricerca scientifica alle imprese, che costituisce una delle priorità degli investimenti cofinanziati dai fondi europei, occorre una vera valutazione di come è stato gestito il programma “Innovare” (beneficiari le Università di Cagliari e di Sassari e Sardegna Ricerche, con l’esclusione delle Camere di Commercio pur presenti nei documenti progettuali), finanziato dai fondi FESR del ciclo programmatorio 2007-2013, con fondi consistenti, che peraltro non si è stati capaci di spendere del tutto, prevedendosene una parziale restituzione alla Commissione europea. Tale auspicata valutazione dovrebbe comportare decisive correzioni nella programmazione dei fondi comunitari 2014-2020, che la citata priorità degli impieghi innovativi confermano in misura prevalente rispetto ad altre finalità. E queste osservazioni valgono anche per quanto riguarda la gestione dei fondi della legge 7/2007.
Infine, solo a mo’ di punt’e billettu, in quanto contiamo di riprenderla in altri prossimi interventi, vogliamo sottolineare l’importanza dell’attività di comunicazione nella programmazione e nella realizzazione dei progetti di ricerca scientifica, spesso del tutto colpevolmente trascurata.
Come abbiamo detto in altra occasione: un modo anch’esso di combattere gli sprechi.
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(Dal sito Ras, 29 maggio 2015) Università: ricerca e innovazione, insediata la Consulta. Paci: le risorse ci sono, bisogna fare sinergia con le imprese per creare occupazione.
La Consulta, che si è insediata e riunita per la prima volta questa sera nell’assessorato della Programmazione, ha il compito di supportare la Giunta regionale nell’individuare i fabbisogni principali di ricerca e alta formazione e gli strumenti per attuarli.

La Giunta regionale ha preso atto della nuova versione del POR FESR, che ha una dotazione finanziaria di circa 931 milioni di euro per il periodo 2014-2020

sardegnaeuropa-bomeluzo2-300x211(Dalla Regione Autonoma della Sardegna) Rush finale per il POR FESR 2014-2020
Rush finale per il POR FESR 2014-2020, che verrà presentato formalmente in questi giorni alla Commissione europea, per poter avviare il negoziato conclusivo e approvare il Documento entro l’estate 2015. [Precedente informazione su Aladinews]
La Giunta regionale ha preso atto, nella Deliberazione del 12 maggio, della nuova versione del POR FESR, che ha una dotazione finanziaria di 930.979.082,00 euro per il periodo 2014-2020. Risorse che contribuiranno alla realizzazione della strategia Europa 2020 per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva. - segue -

Un po’ di autoreferenzialità: Aladin è anche un’associazione a cui poter liberamente aderire. Aderite!

Logo_Aladin_Pensiero

STATUTO DELL’ASSOCIAZIONE SOCIO-CULTURALE ALADIN

art. 1 - COSTITUZIONE

Con la denominazione “ALADIN” viene costituita una associazione ai sensi dell’art. 36 del Codice Civile. Fini e metodi dell’associazione sono quelli enunciati nel presente Statuto. (…)

art. 2 – FINALITA’

L’Associazione, senza finalità speculative, si propone i seguenti scopi:

a) promuovere e gestire, direttamente e anche indirettamente, iniziative editoriali  e di informazione in generale, di diffusione delle notizie e delle informazioni, di comunicazione privata e/o istituzionale, sia di pubblico e generale interesse, che di interesse settoriale o specialistico, attraverso la stampa e ogni altro mezzo di diffusione delle idee, compresi i mezzi tecnologicamente più avanzati;

b) promuovere e gestire iniziative complementari, studi, seminari, convegni, attività culturali e in genere, sia in connessione con le attività previste al punto a), sia con valenza propria, sui temi attinenti direttamente e indirettamente gli scopi sociali;

c) favorire e gestire anche direttamente corsi di formazione professionale, di aggiornamento, di perfezionamento, di specializzazione degli operatori comunque impegnati nelle attività di cui al punto a) o altre attività, anche con modalità e metodologie e-learning;

d) promuovere e gestire circoli culturali, centri sociali o di aggregazione sociale, librerie, centri di studio e documentazione, centri di informazione per i giovani, per le categorie sociali svantaggiate, per la promozione della cultura imprenditoriale, per la promozione e per la gestione di fondi comunitari,

e) produrre, acquistare, vendere, distribuire e diffondere pubblicazioni e audiovisivi (libri, riviste, giornali, film, documentari, cinegiornali, etc.), di interesse sociale;

f) svolgere qualunque altra attività connessa ed affine a quelle sopra elencate, nonché compiere tutti gli atti e concludere tutte le operazioni contrattuali, anche di carattere immobiliare, necessarie o attinenti, direttamente o indirettamente, agli stessi.

Con riferimento a tutte le attività sopra elencate la missione dell’associazione si indirizzerà particolarmente:

1) all’impegno per lo sviluppo sociale, culturale ed economico della Sardegna, specie per il suo ruolo attuale e rafforzato nell’ambito dell’Unione Europea e della cooperazione internazionale con specifico riferimento ai paesi del Mediterraneo;
2) a favorire le relazioni di pace e cooperazione tra i popoli, con riferimento particolare anche se non esclusivo, a quelli dei paesi mediterranei.
L’associazione curerà la promozione e l’attuazione dei programmi dell’Unione Europea, con specifico riferimento a quelli sostenuti dai fondi strutturali gestiti dalla Regione Autonoma della Sardegna e dalle altre Regioni e Amministrazioni pubbliche o da quelli di diretta gestione comunitaria. A questo scopo potrà effettuare attività di consulenza a organismi pubblici e privati e gestire direttamente e/o collaborare alla progettazione e/o gestione di programmi comunitari. Tali possibili interventi potranno riguardare anche programmi di altre Amministrazioni pubbliche e/o entità private.

Per il raggiungimento degli scopi suesposti e per la pratica realizzazione delle attività necessarie, la società potrà avvalersi della collaborazione di enti pubblici e di privati e a tali fini stipulare apposite convenzioni.
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- Lo Statuto integrale

ITI? Cosa nasconde questa nuova sigla?

bandiera-SardegnaEuropa3ape-innovativa2Nella presentazione della programmazione 2014-2020 del Fondo Sociale Europeo abbiamo conosciuto una nuova sigla, ITI, che precisamente significa Investimento Territoriale Integrato. Ci hanno spiegato che è molto importante perchè rappresenta la tipologia di interventi che la Commissione Europea prevede obbligatoriamente da parte degli Stati (e delle Regioni) su aree urbane degradate. Possiamo dire che si tratta di “progetti pilota” per i quali la programmazione dei fondi strutturali 2014-2020 deve destinare importanti risorse. Gli interventi attingono da due fondi, precisamente il Fondo Sociale Europeo (FSE) e il Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR). Il primo, riguardante il finanziamento di interventi immateriali (formazione in modo particolare) trova attuazione in Sardegna attraverso il PO (Programma Operativo) già approvato da Bruxelles e quindi effettivamente operativo, il secondo, che riguarda interventi di carattere strutturale (macchinari, edifici, etc) troverà attuazione nell’apposito PO allo stato in fase di negoziazione con la Commissione Europea (la Giunta conta entro il corrente mese). La Giunta regionale ha individuato aree di intervento nelle zone interne e nelle città di Cagliari, Olbia e Sassari. Per Cagliari si è scelto il quartiere di Is Mirrionis. Al riguardo si capisce il nostro interesse e il nostro impegno per detto quartiere, a partire dalla vertenza della Scuola Popolare dei Lavoratori e dintorni. Per completezza dell’informazione, per Sassari si è individuato il quartiere di San Donato, mentre per Olbia la c.d. “ansa sud”.
Per ora bastano queste poche righe, ma ovviamente torneremo sull’argomento, quanto prima. Di seguito riportiamo alcuni documenti di approfondimento. Buona lettura e… a presto. – approfondisci -

La Giunta regionale ha riformulato il programma FESR 2014-2020. Conta che la Commissione europea lo approvi entro maggio. Graziella Pisu nuova Autorità di Gestione.

bandiera-SardegnaEuropa3La Giunta regionale con delibera del 12 maggio ha riformulato il programma FESR 2014-2020 sulla base della negoziazione con la Commissione Europea. Dal medesimo documento risulta che si conta di concludere tale fase entro il mese di maggio. Di rilievo la riorganizzazione della governance tecnico-amministrativa del programma, e, al riguardo in particolare la nomina della dott.ssa Graziella Pisu come Autorità di Gestione. A Graziella Pisu congratulazioni per il prestigioso e oneroso incarico e auguri di buon lavoro: ne ha necessità soprattutto nell’interesse dei cittadini sardi.
DOCUMENTAZIONE
- Delibera del 12 maggio 2015, n. 23/10 [file .pdf]
Presa d’atto dello stato dell’arte nella formulazione del PO FESR 2014-2020 e individuazione delle Autorità di Gestione, Certificazione e Audit ai sensi degli articoli 125, 126 e 127 del Reg. (CE) n. 1303/2013.
- All. 23/10 [file .pdf] Articolazione del piano.

la lampada di aladin sui fondi europei… quelli da spendere nel settennio 2014-2020. Intanto, per chi non se ne fosse accorto, siamo a quasi metà anno 2015…

Festa Europa 2015 Bomeluzolampada aladin micromicro(CagliariPad) Fondi Ue: alla Sardegna 444 milioni: “Soldi per disoccupati, imprese e scuola”

Oggi [11 maggio] c’è stata la presentazione ufficiale del nuovo Programma operativo regionale Fse 2014-2020: presenti, fra gli altri, l’assessore regionale del lavoro, Virginia Mura, ed il rappresentante della commissione europea, Daniele Rossini.

in giro con la lampada di aladin… sui fondi europei

bandiera-SardegnaEuropa3lampada aladin micromicro- Paci: “Da Ue 2,7 miliardi. Programmiamo bene, spendiamo meglio”.
ape-innovativa2 Repetita iuvant - Creare nuovo lavoro. I fondi europei a questo devono prioritariamente servire. Ma ci sono alcuni ostacoli da rimuovere. Franco Meloni su Aladinews del 19 agosto 2014

Parte (lentamente) il POR (Programma Operativo Regionale) del Fondo Sociale Europeo (FSE)

La Giunta si dà una mossa.
ragazzospolveraInfatti la Giunta regionale, con propria deliberazione n. 12/21 del 27.3.2015, ha:
− preso atto del testo definitivo del Programma Operativo Regionale Sardegna del FSE per il 2014/2020 approvato dalla Commissione con Decisione Comunitaria C(2014)10096 del 17.12.2014;
− approvato la composizione del Comitato di Sorveglianza, così come indicato nelle premesse della stessa delibera;
− incaricato l’Autorità di Gestione ad acquisire le designazioni degli organismi rappresentati nel Comitato di Sorveglianza;
− autorizzato l’emanazione di un Decreto del Presidente della Regione per la costituzione del Comitato di Sorveglianza;
− stabilito di provvedere alla informazione e divulgazione della presente deliberazione, garantendo quanto richiesto dal Regolamento (UE) 1303/2013 in materia di trasparenza e informazione;
- stabilito di trasmettere la deliberazione al Consiglio regionale ai sensi dell’articolo 16, comma 3 della legge regionale 30 giugno 2010, n. 13.
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In giro con la lampada di aladin… Gestione fondi europei: la Sardegna non ne esce bene

disperazionelampada aladin micromicroFondi europei, irregolarità e sprechi. Sardegna bocciata dalla Corte dei conti
23 marzo 2015 su SardiniaPost.
- Fondi UE: all’Italia restano da spendere 7,6 miliardi di euro. Mal comune? Ma in Puglia le cose vanno meglio. Su Regioni.it.
-segue -

Come è difficile spendere…

come è difficile spendere libro PRUNA-ZURRU-BOTTAZZI-Come è difficile spendere.

in giro con la lampada di aladin…

aladin-lampada-di-aladinewsmonet ft1Alfredo Franchini su La Nuova Sardegna on line 25 gennaio 2015

Soru: «La giunta dia risposte immediate alle emergenze»
Cabina di regia per programmare le risorse in modo unitario
Fondi Ue nell’isola tra sprechi e bluff
Paci: «Ora si cambia»

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Bonas noas dae Brussela

sardegnaeuropa-bomeluzo3-300x211lampada aladin micromicro- Approvati da Bruxelles i Programmi FSE per occupazione e istruzione Italia e Sardegna.
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- La notizia sul sito web della Ras