Piero

OGGI domenica 19 marzo 2017 – La Chiesa Cattolica festeggia San Giuseppe

Giuseppe il falegname. (Aladinews 19 marzo 2015)
Oggi si ricorda S.Giuseppe. Grande simbolica figura.
Un uomo, falegname, che interpreta e mette in azione i messaggi dei suoi sogni. Prima sposa la fidanzata incinta di un figlio non suo, e la mette così al riparo dal disprezzo e da una pena spietata; poi, Piero Marcialis il vecchio e il maresecondo sogno, emigra in terra straniera per fuggire il dominio di un tiranno, e salva così il futuro del figlio. Infine, dopo averlo cresciuto e avergli dato un mestiere, si accorge che quel figlio, a dodici anni (!) è capace di confrontarsi coi presunti sapienti del paese. E si toglie di scena, perchè il suo compito è finito.
Rappresenta l’umanità più vera: quella che parla poco e fa, che lavora, che rispetta la donna, che si sottrae all’oppressione, che cresce i figli e pensa al loro futuro, che si ritira in disparte senza onori e ricompense. Ricordiamoci di loro, sono i migliori.
http://it.wikipedia.org/wiki/Riposo_durante_la_fuga_in_Egitto_(Caravaggio)
Il dipinto: Riposo durante la fuga in Egitto, di Caravaggio
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san Giuseppe GuidoReniBabbi “speciali” molto anziani con Bambini piccolini : San Giuseppe col piccolo Gesù, di Guido Reni, 1635.
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Giuseppe di Bomeluzo
San Giuseppe Bomeluzo
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eddyburgCITTÀ E TERRITORIO » SOS » BENI CULTURALI
L’armata degli alberi di Roosevelt che serve al Mezzogiorno
di Battista Sanguineto
«Il problema principale dello sviluppo, e del turismo, non è l’assenza di musei, di centri storici o di parchi archeologici, ma è la scomparsa del paesaggio, la distruzione di un sapere collettivo». il manifesto, 18 marzo 2017 (c.m.c.)
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LocandinaSettimanaSociale2017Papa Francesco: “peccato gravissimo” togliere il lavoro
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democraziaoggiL’idea di “socialismo” fra crisi e rilancio
Gianfranco Sabattini su Democraziaoggi.
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APPUNTI PER UNA DEFINIZIONE DI WELFARE CULTURALE
Pier Luigi Sacco sul Giornale delle Fondazioni.

Oggi domenica 15 gennaio 2017

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Piero Marcialis LL2017. 2a settimana. Ancora niente di nuovo.
Ci dicono dei 5stelle al Parlamento europeo, ma ancora nulla sui tre sardi eletti, neppure se a Strasburgo qualche volta (quante volte?) ci vanno, ancora meno se ci vanno a fare qualcosa (a ritirare lo stipendietto?)
Di elezioni politiche e di legge elettorale poco si sente di preciso, di legge elettorale regionale ci dicono di una proposta senza pudore (abolire le preferenze! per quanto riguarda i proponenti, stiano sereni, se le possono comunque scordare), null’altro all’orizzonte.
Di tutti i delinquenti rovinabanche che ci fanno piangere 20 miliardi di euro vengono fuori quattro o cinque nomi, niente elenchi completi, bsogna rispettare la privacy dei malfattori.
L’anno nuovo somiglia tanto al vecchio. Altrettanto dicasi del governo.
BUONA DOMENICA
(pm)
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Qualcosa di sinistra

depliant per il NOGLI-OCCHIALI-DI-PIERO1-150x15014131CHE SUCCEDE?
Se la prendono con D’Alema ora che dice qualcosa di sinistra.
Incontentabili. E Moretti che dice?
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I costi della politica, Renzi, il Pd e la fiera dell’ipocrisia.
di Francesco Casula
1.Renzi e il Pd stravolgono e devastano la Costituzione, cambiando ben 47 articoli. Per abbattere “i costi della politica” (il risparmio equivale al costo dell’aereo di Renzi stesso).
2. Senza toccare e intaccare la Costituzione – semplicemente con una legge ordinaria – i 5 stelle propongono di dimezzare gli stipendi dei parlamentari: risparmio quasi il doppio (non 40-45 milioni ma 80-85).
3. Cosa rispondono Renzi, il Pd e i voltagabbana alfaniani? Affossano la proposta.
Ma non volevano ridurre i costi della politica e i privilegi della casta?
FALSI E IPOCRITI

Vittorio Foa

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Ricordando un Maestro. VITTORIOFOAIl 20 ottobre 2008 a Formia muore Vittorio Foa.
Nato a Torino il 18 settembre 1910, aveva 98 anni.
E’ sommario riassumere in poche righe una così lunga vita di impegno.
(segue)

Gramsci

gramsci-lab-234x300GRAMSCI SULL’AMBIZIONE
Piero Marcialis LL _2di Piero Marcialis

Oggi, che sembra prendano il sopravvento le “piccole ambizioni”, mi sembra utile (almeno a chi si vuole ancora porre il compito di stare a sinistra) ricordare queste considerazioni del nostro grande sardo.
“L’ambizione ha assunto un significato deteriore e spregevole per due ragioni principali: 1) perché è stata confusa l’ambizione (grande) con le piccole ambizioni; 2) perchè l’ambizione ha troppo spesso condotto al più basso opportunismo, al tradimento dei vecchi principii e delle vecchie formazioni sociali che avevano dato all’ambizioso le condizioni per passare a servizio più lucrativo e di più pronto rendimento. In fondo, anche questo secondo motivo si può ridurre al primo: si tratta di piccole ambizioni, poichè hanno fretta e non vogliono aver da superare soverchie difficoltà o troppo grandi difficoltà…
La grande ambizione, oltre che necessaria per la lotta, non è neanche spregevole moralmente, tutt’altro: tutto sta nel vedere se l’ambizioso si eleva dopo aver fatto il deserto intorno a sè, o se il suo elevarsi è condizionato (consapevolmente) dall’elevarsi di tutto uno strato sociale e se l’ambizioso vede appunto la propria elevazione come elemento dell’elevazione generale.”

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Loc Gramsci 25 set 16
13° INTERVENTO 33 x 366 con Marco Simbola nel suo studio a Cagliari in Via San Domenico, 52, con un intervento di Giuseppe Manias. Locandina di Gigi Meli Mura

Storia sarda

Piero MIL DELITTO CAMARASSA
21 luglio 1668. Di ritorno in carrozza dalla festa del Carmine, diretto a Palazzo per la Carrer dels Cavaliers (oggi via Canelles) nel quartiere Castello, il marchese di Camarassa, vicerè di Sardegna, viene assassinato.
Il delitto avviene giusto un mese dopo l’assassinio del marchese di Laconi, Agostino di Castelvì, figura controversa, divenuto comunque esponente della nobiltà sarda in contrasto con l’autorità viceregia.
Per qualche mese si parla del delitto come esito di fatti erotici.
Il 26 dicembre giunge a Cagliari il nuovo vicerè, Francesco Tutavilla duca di S.Germano, che ristabilisce il potere della corona, intanto che accusa di congiura politica Iacopo di Castelvì, cugino di Agostino, Antonio Brondo fi Villacidro, Francesco Cao, Francesco Portoghese e Gavino Grixoni.
lapide Camarassa via Canelles

Non siam più la Comune di Parigi…

Piero Marcialis in fbLA COMUNE DI PARIGI
Barricade18March1871Parigi, 26 marzo 1871. Elezioni della Comune.
Votano 229.167 parigini. Il 28 marzo nella piazza dell’Hotel de Ville vengono proclamati gli eletti, sono 87 (dovevano essere 93, ma alcuni sono stati eletti in più collegi), si riuniscono la sera stessa, manca uno, Blanqui, che si trova in prigione. Sono operai, artigiani, professionisti, giornalisti e impiegati; età media 38 anni, i più giovani hanno 24 anni,
E’ soppresso il Parlamento.
Viene abolito l’esercito permanente e viene armato il popolo.
I membri del Consiglio e i pubblici funzionari avranno salari simili a quelli operai, vengono sospesi gli sfratti e revocato per 9 mesi il pagamento degli affitti (compresi i negozi e le botteghe artigiane), requisiti gli alloggi sfitti e assegnati ai rimasti senza casa a causa della guerra, stabilita una pensione per i feriti, le vedove e gli orfani di guerra, senza distinzione tra spose e figli legittimi o illegittimi, sancita la separazione di Stato e Chiesa, l’istruzione è laica e gratuita, i magistrati saranno elettivi, saranno liberi i sindacati e le associazioni dei lavoratori.
La bandiera della Comune è la Bandiera Rossa.
L’esperienza della Comune durò dal 18 marzo al 28 maggio 1871, alla fine fu repressa nel sangue di 20mila parigini massacrati dall’esercito, comandato da Mac-Mahon, per ordine del Governo di Adolphe Thiers.
Migliaia di parigini fuggirono all’estero, decine di migliaia furono condannati al carcere o alla deportazione.
Fu il più grande massacro della storia di Francia, davanti ad esso la strage di S.Bartolomeo e i giustiziati dalla Rivoluzione dell’89 furono poca cosa.
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- Non siam più la Comune di Parigi…

Le nostre storie

Piero Marcialis in fbNOSTRA SIGNORA DI BONARIA
bonaria collinaIl 25 marzo 1370, così raccontano le antiche cronache, da una nave catalana in preda alla tempesta viene gettata in mare una pesante cassa: contiene una statua in legno di carrubo che raffigura la Madonna con in braccio il Bambinello.
La cassa approda a Cagliari, davanti al colle di Bonaria.
Inutilmente alcuni popolani si sforzano di recuperarla.
Un ragazzo si fa beffe di loro e dice che solo i frati mercedari, che vivono nel vicino convento, potranno riuscire nell’impresa.
Infatti i frati riescono con facilità a recuperare la cassa e a portare al sicuro la statua. Comincia da allora il culto della Vergine di Bonaria, protettrice dei marinai Ad essa i conquistadores spagnoli dedicano la città di Buenos Aires, capitale dell’Argentina.
Il 25 marzo 1704 viene posata la prima pietra della Basilica, di fianco al Santuario risalente al 1324.
La costruzione ha però il suo progetto solo nel 1720, l’ingegnere militare piemontese Antonio Felice de Vincenti ne è l’autore, lo stile è del tipico barocco piemontese, di esso rimane il modello ligneo, realizzato a Torino ed esposto a Cagliari nel 1722.
Il progetto fu poi modificato nel 1778 da Giuseppe Viana.
La costruzione, ultimata nel 1952, non corrisponde comunque nè al progetto nè alle successive modifiche.
Dal 1907 Nostra Signora di Bonaria è Patrona della Sardegna.