Elezioni Rettore Unica

Università della Sardegna. Intervista di SardegnaOggi a Giorgio Massacci, candidato a Rettore Unica

studenti di bologna- SardegnaOggi intervista Giorgio Massacci, candidato a Rettore di Unica

Università della Sardegna. Si confrontano i candidati a Rettore Unica

L’Unione Sarda
Cronaca di Cagliari (Pagina 14 – Edizione CA)
Aspiranti rettori, ecco il confronto
Ieri mattina il forum dei cinque candidati con i cronisti nella sede de L’Unione Sarda
I cinque candidati alla carica di rettore dell’Università di Cagliari ieri mattina hanno partecipato a un forum nella sede de L’Unione Sarda. Maria del Zompo, Paola Piras, Giacomo Cao, Luigi Raffo e Giorgio Massacci hanno risposto alle domande di Maria Francesca Chiappe, Paolo Carta e Marco Noce.
Il primo turno di elezioni è fissato per il 9 marzo, venerdì 20 il secondo, eventuale ballottaggio il 25 marzo.
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Giorgio Massacci presenta ii suo Progetto d’Ateneo

studenti di bolognaL’UNIONE SARDA
Cronaca di Cagliari (Pagina 17 – Edizione CA)
«Ateneo aperto al mondo»
Giorgio Massacci: lauree che abbiano un vero sbocco
UNIVERSITÀ. L’ex preside d’Ingegneria corre per aggiudicarsi la carica di rettore

Due isole possono essere un arcipelago. Almeno, così la vede Giorgio Massacci, uno dei cinque candidati alla carica di rettore dell’Ateneo cagliaritano: «Vero, in Sardegna ci sono due università, ma dal mio punto di vista c’è l’Università: gli Atenei devono fare sistema, giocare insieme la partita per ottenere finanziamenti e mantenere la buona qualità dell’offerta formativa, contando anche sulla grande attenzione della Giunta regionale per lo studio universitario». Massacci in teoria sarebbe uomo di numeri, ma assicura: «Sono un ingegnere umanista, anche se la migliore definizione di me l’ha data una laureata in filosofia. – segue –

Paola Piras presenta il suo Progetto d’Ateneo

STUDENTI antica universita' di BolognaPaola Piras ft2L’UNIONE SARDA di venerdì 20 febbraio 2015 / Cronaca di Cagliari (Pagina 14 – Edizione CA)
UNIVERSITÀ. La docente di Diritto amministrativo in corsa per diventare rettore
«DARÒ PASSIONE ALL’ATENEO»
I progetti di
Paola Piras: ci rivolgeremo ai nativi digitali

In campo per la corsa al rettorato c’è anche Paola Piras, docente di Diritto amministrativo, ex preside di Scienze politiche ed ex vicesindaco di Cagliari. Si propone con «entusiasmo, passione e voglia di cambiare». – segue –

Maria Del Zompo presenta il suo Progetto Unica

Università della Sardegna. Spazio ai candidati a Rettore dell’Università di CagliariSTUDENTI antica universita' di BolognaMaria Del Zompo Programma 16 2 15Progetto UNICA

Un forte senso di appartenenza e la voglia di far continuare a crescere la nostra Università mi spinge, con rinnovato impegno, a scegliere di proporre, per la seconda volta, la mia candidatura alla carica di Rettore.

E’ stata una scelta difficile, sulla quale ho riflettuto a lungo, giacché molte cose sono cambiate, rispetto a cinque anni fa, sia nel contesto sociale che culturale. Sono consapevole, come tutti noi, del difficile momento storico che sta vivendo il nostro Paese – e l’Europa tutta – che si riflette pesantemente nell’Università Italiana e non di meno nel nostro Ateneo. - segue -

Università della Sardegna. Spazio ai candidati a Rettore dell’Università di Cagliari

STUDENTI antica universita' di BolognaL’UNIONE SARDA
Cronaca di Cagliari (Pagina 20 – Edizione CA)
Un professore alla conquista di Marte
È un ingegnere chimico, Giacomo Cao, docente di piazza D’Armi, ricercatore dal 1990 e professore ordinario di Principi di Ingegneria chimica dal 2001. Due anni di esperienza negli Usa all’“University of Notre Dame”, a Cagliari coordina un gruppo di ricerca all’avanguardia nello sviluppo di tecnologie per l’esplorazione robotica e umana dello spazio, oltre ad occuparsi di temi legati ai processi chimici, alla produzione di materiali innovativi e alla medicina rigenerativa. Dal 2013 è presidente del Distretto aerospaziale della Sardegna: «Le tecnologie per l’esplorazione umana dello spazio hanno ricadute importanti sulla terra», spiega Cao, convinto che «l’Università deve saper rappresentare al territorio visioni di futuro, come ad esempio l’aerospazio e la chimica verde, in grado di sostenere l’economia di questa terra».
Altri incarichi compaiono nel curriculum, tra cui quello di responsabile del programma di Bioingegneria del Crs4 e altri in strutture (come consorzi e società) non solo universitarie.
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California dreamin’

UC panorama
Un futuro possibile per la città di Nuoro è diventare la sede dell’Università della Sardegna
di Salvatore Cubeddu
Un giorno dopo l’altro, le notizie si sovrappongono, una più allarmata dell’altra. 4 febbraio: Antonietta Mazzette, sociologa, da Sassari giustamente si preoccupa che … “l’Ateneo di Sassari si sta avvicinando pericolosamente alla soglia dei 10mila iscritti, soglia che comporterebbe il passaggio da media a piccola università. Questo significherebbe automaticamente contrazione dei finanziamenti, dei corsi di laurea e dell’alta formazione”. Noi sappiamo dall’articolo di Franco Meloni di qualche giorno fa che l’ateneo di Sassari è obbligato da disposizioni governative a federarsi/fondersi con l’università di Cagliari.
Due giorni dopo: il 6 febbraio. Sul futuro della zona industriale e della città di Nuoro si autoconvocano i 7 consiglieri regionali della provincia e insistono con l’assessore all’industria Piras che … “Il Nuorese, come il Sulcis, deve essere inserito nel programma nazionale di rilancio delle aree di crisi». Commento del giornalista (La Nuova Sardegna): “È questa la formula magica che, secondo i sette consiglieri regionali del Nuorese, darebbe una nuova opportunità di riscatto alla Sardegna centrale, in ginocchio dopo la fine del sogno industriale)”. Stesso giorno, diverso il giornale (L’Unione Sarda), riporta che “il Sulcis è tra le province sarde quella che ha speso meno risorse dai fondi Por Fesr (cofinanziamento regionale e comunitario) e dal Piano di azione e coesione. Una torta che vale 93 milioni di euro, per 152 progetti presentati da enti locali, istituti scolastici, Regione, imprese. Nella provincia più povera d’Italia però il 63 per cento dei fondi assegnati non è stato ancora speso, il dato peggiore tra le diverse aree della Sardegna. Quasi 35 milioni sono stati già utilizzati, ma ben 58 milioni devono ancora essere spesi …”.
In questo stato di cose resta da dire che le dirigenze delle due università sarde – oltre ad aver traslocato parte dei loro massimi esponenti a governare la Regione sarda – trascurano i dettati della legge di risparmio per le università italiane e vorrebbero dalle casse della Regione (o, tramite essa, dall’UE, che se ne è lamentata) quello che invece devono avere dallo Stato. Intanto fanno finta di non sapere che avrebbero già dovuto fondersi tra loro, Sassari e Cagliari.
Le tre informazioni possono, allora, meglio sintetizzarsi nei termini seguenti: anche le università sarde, come i comuni e le province, vivono una stagione di riforma istituzionale; nel piatto della crisi istituzionale, quindi, insieme ai paesi e ai capoluoghi di provincia, bisogna inserire anche le università delle quattro sedi (Cagliari e Sassari sono decentrate anche ad Oristano e Nuoro); tutte queste istituzioni bussano per i soldi alla Regione, prescindendo (nel caso dell’università) dalle sue competenze. Ma non sempre i soldi sono la soluzione, come nella ex-provincia più povera d’Italia (Sulcis) e, presumibilmente, in quella che viene subito dopo (Nuoro).
Dunque, nel mazzo delle riforme istituzionali bisogna mettere: i comuni, le province e le università. Nel complesso delle loro dimensioni: servizi ai cittadini, occupazione, disponibilità finanziaria. Mancherebbe la Regione, il cui Consiglio è chiamato a decidere. Come? La logica della cieca subordinazione alle indicazioni romane e l’unicità del parametro economico stanno portando inesorabilmente le istituzioni della Sardegna verso un loro generale declassamento. A vantaggio di chi? Neanche dei cagliaritani, nonostante le apparenze, in quanto che, nella loro generalità, questi cittadini non sono consapevoli di quel che sta succedendo; e poi: non saprebbero né potrebbero reggere le proteste e l’aggressività di una Sardegna umiliata da decisioni distruttive degli storici ruoli e compiti degli altri comuni e città.
Prendiamo ora il caso di Nuoro. Sta per perdere la provincia, la camera di commercio ed altri uffici ad essi connessi. Il sogno dell’industria non potrà mai realizzarsi se non tramite imprenditori locali, ma non se ne vedono tanti all’orizzonte. Il suo futuro sembra segnato da quanto già vivono Iglesias e Ozieri, con l’ospedale e il vescovo (fino a quando, in quelle due cittadine?) quali uniche istituzioni di rilievo territoriale.
Nuoro deve il suo ruolo di città al fatto di essere capoluogo di provincia. La provincia di Nuoro fu preferita alla più legittimata, storicamente ed economicamente, sede di Oristano, per permettere al Governo il controllo dell’ordine pubblico in Barbagia. Una preoccupazione che, evidentemente, è venuta meno.
Ma con essa il destino della città è sospesa nel limbo della disponibilità altrui. Difatti, nessuno ne risolverà i problemi se la sua dirigenza non individuerà le soluzioni e si batterà per costruirle.
I Nuoresi si lamentano, si vittimizzano, invocano presso di sé la presenza della Giunta regionale. Fanno in piccolo, verso Cagliari, quello che tutti i sardi spesso fanno nei confronti di Roma. Ma non propongono una vera e convincente idea sul futuro della propria città. Magari un futuro da costruire nei decenni, da confrontare con le altre città della Sardegna che, anch’esse, si domandano cosa sarà di loro dopo la chiusura della provincia. Nuoro, come Sassari, come Oristano o Olbia, non hanno niente da pietire alla Regione. Sono esse stesse componenti chiamate a decidere il futuro delle istituzioni della Sardegna. Ogni comune, iniziando dal più piccolo, non deve sentirsi portato a elemosinare la propria esistenza sulla base dei semplici rapporti di forza. Tutte attendono scelte di cambiamento, persino dolorose, ma che almeno abbiano un senso, siano equamente con – divise, vengano inserite in un’idea generale della Sardegna dei prossimi decenni.
Nuoro dovrebbe organizzarsi per divenire da subito (nella decisione) la sede della Università della Sardegna, chiedendo per sé la costruzione delle nuove case dello studente in progetto a Sassari e Cagliari, iniziando con il potenziamento delle facoltà esistenti e con lo spostamento di nuove facilmente trasferibili. Tutta la nuova urbanistica cittadina dovrebbe relazionarsi alla prevedibile e futura presenza di 20/30 mila studenti universitari (con il corpo docente ed i relativi servizi) distribuiti nei campus che dalla città si distenderanno nel verde dei boschi. Più agili e veloci collegamenti sarebbero inevitabilmente indispensabili con gli aeroporti di Olbia ed Oristano. Evidentemente l’autorità cittadina accompagnerebbe la dirigenza accademica nelle scelte connesse al nuovo ruolo che la Sardegna assegna alla sua città più interna. Nel mondo è continua, e da secoli, sia l’individuazione che la costruzione di campus e di città universitarie. Le positive ricadute culturali ed economiche sono facilmente individuabili. Insieme alla permanenza della grande provincia del Nord–Sardegna, e alla ri-costruzione di Olbia, l’operazione rappresenterebbe per decenni un volano di investimenti pubblici di qualità. Parte di quel new deal attraverso il quale lanciare nel futuro la Sardegna che vogliamo e che suppone una nuova attribuzione di funzioni ai nostri paesi e alle nostre città.
Altrimenti: che cosa vuole essere, Nuoro? E, se non ora, quando?
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Salvatore Cubeddu. Cagliari, 15 febbraio 2015 (2. continua: il primo articolo è uscito il 18 gennaio).
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Sardegna-bomeluzo22
* L’articolo di Salvatore Cubeddu viene pubblicato anche sui siti di FondazioneSardinia, Vitobiolchini, Tramasdeamistade, Madrigopolis, Sportello Formaparis, Tottusinpari e sui blog EnricoLobina e RobertoSerra, SardegnaSoprattutto.
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UNIVERSITY OF CALIFORNIA logo- Università della California
UC map
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- La California
- California dreamin, The Mamas And The Papas, 1966
- Sognando la California, I dik dik, 1966
The University of Sardigna

Aneddoti accademici… o quasi

Statua togata Rettorato unicaStatua togata acefala e senza mani situata nell’atrio del rettorato dell’Università di Cagliari.
Secondo la tradizione rappresenta l’unico Rettore che si era messo in testa di riformare l’Ateneo e che a causa di questa pretesa la testa la perse. Invece per il sig. Masala Giovannino, capo bidello, la statua fu decollata e le sue mani mozzate in quanto la notte questo personaggio (che fosse o no Rettore) si permetteva scabrosi comportamenti con le altre quattro statue femmine situate poco distanti. Per essere precisi Giovannino sosteneva che la mutilazione avvenne in due tempi: prima le mani, poi, a causa dell’insistenza nei disdicevoli (sebbene non inconsueti in accademia) comportamenti (parliamo di una certa forma di linguismo), la testa intera.le 4 statue unica

Università della Sardegna. Spazio ai candidati a Rettore dell’Università di Cagliari

L’UNIONE SARDA
STUDENTI antica universita' di BolognaCronaca di Cagliari (Pagina 17 – Edizione CA)
«Destinazione Europa»
Luigi Raffo: o si cambia o saremo un ateneo-succursale
UNIVERSITÀ. L’ingegnere elettronico in campo per conquistare il rettorato
LUIGI RAFFO È UNO DEI TRE INGEGNERI IN CORSA PER IL RETTORATO. DOCENTE DEL POLO DI PIAZZA D’ARMI CHE, PER 18 ANNI, HA GOVERNATO L’ATENEO CON PASQUALE MISTRETTA, IL RETTORE DAL REGNO PIÙ LONGEVO
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Università della Sardegna. Spazio ai candidati a Rettore dell’Università di Cagliari

STUDENTI antica universita' di BolognaL’UNIONE SARDA
Cronaca di Cagliari (Pagina 17 – Edizione CA)
«L’Ateneo non è di serie B»
Maria Del Zompo si ribella: non ci sto al deserto del territorio
UNIVERSITÀ. La farmacologa ci ritenta, forte dei 349 voti della precedente sfida
LA NEUROSCIENZIATA MARIA DEL ZOMPO È UNA DEI CINQUE CANDIDATI ALLA CARICA DI RETTORE. UNA SFIDA CHE CULMINERÀ A MARZO, FORSE CON UN BALLOTTAGGIO: CHI VINCE PRENDERÀ IL POSTO DELL’USCENTE GIOVANNI MELIS.
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Università della Sardegna. Elezione Rettore dell’Università di Cagliari: i candidati

LE PRIME DICHIARAZIONI PROGRAMMATICHE DEI CANDIDATI (aggiornamento al 2 febbraio 2015, ore 15) riportate da Aladinews (in ordine di comunicazione delle candidature al personale universitario e agli studenti).

Maria Del Zompo Unica- MARIA DEL ZOMPOSito dedicato su Unica.

Luigi Raffo FT MICRO 1- LUGI RAFFO – Sito web dedicato: http://luigiraffo.it

Giacomo Cao ft micro1- GIACOMO CAO

Giorgio Massacci ft1- GIORGIO MASSACCI

Paola Piras ft2- PAOLA PIRAS

Elezioni del nuovo Rettore dell’Università di Cagliari. Facciamo uscire il dibattito dal Palazzo. Spazio ai candidati. Le proposte della candidata Paola Piras


Aladinews segue con grande interesse la campagna elettorale per l’elezione del nuovo Rettore dell’Università di Cagliari. Daremo spazio ai candidati che, lo ricordiamo, devono presentare il loro programma entro il 27 febbraio prossimo (dopo Maria Del Zompo, Luigi Raffo, Giacomo Cao, Giorgio Massacci, e oggi, l’ultima in ordine di presentazione (ma sono possibili ulteriori candidature) Paola Piras. Nei prossimi giorni proseguiremo pertanto con gli altri eventuali candidati, mano a mano che disporremo della loro documentazione). Ribadiamo che daremo ulteriore spazio a commenti, proposte, riflessioni, che ci perverranno da chiunque abbia qualcosa di interessante da dire. Percorreremo la rete per pescare informazioni, documenti, etc. utili per diffondere quanto più possibile la partecipazione al dibattito e per favorire utili sintesi. Non ci stanchiamo di ripetere (riferimenti su Aladin e su altre News): l’Università è troppo importante per essere lasciata nelle mani dei soli professori, come la guerra in quelle dei generali.
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Paola Piras ft2La LETTERA di PAOLA PIRAS

Ai Colleghi, docenti e amministrativi, alle Studentesse e agli Studenti

A ridosso delle elezioni per il rinnovo del governo dell’Ateneo è naturale guardare avanti; pensare al futuro. Chiedersi come cambiare per crescere. Senza dimenticare di guardare anche indietro, fare bilanci, ricavare esperienza dagli errori commessi.
Il futuro è qui, ad un passo. Il nostro Ateneo ha un cuore e un’anima: può contare su persone pronte a costruire e lavorare per andare avanti, a dispetto delle difficoltà imposte dalle regole che ci governano. Della paura per l’incertezza del futuro. Persone capaci di trasferire conoscenze e abilità, stimolare curiosità intellettuali, passione per la ricerca, voglia di conoscere e confrontarsi con una dimensione che va oltre il locale e si apre al mondo.
Per riacquistare il nostro ruolo dobbiamo ricominciare a guardare all’Ateneo come universitas: realtà complessa dove apparato organizzativo, ricercatori, studenti, vivono e lavorano “insieme”.
Una comunità che condivide il cammino verso la conoscenza mettendo gli studenti al centro; forte di una macchina amministrativa che, coinvolta, stimolata e incentivata costituirebbe prezioso supporto alla ricerca, alla didattica e ai servizi; convinta che l’innovazione, anche organizzativa, potrà divenire lo strumento per essere competitivi e trasferire sul territorio i prodotti del lavoro svolto. - segue -

Universidade de Sardigna Università della Sardegna University of Sardinia

Sardegna universitaria_2
di Franco Meloni
Il treno veloce Cagliari-Sassari e viceversa (auspicabilmente esteso ad altre tratte, Olbia in primis) trainerà anche la realizzazione dell’Università della Sardegna. Unica Università o federazione tra i due Atenei storici? Questo è da decidere. Allo stato risulta si propenda per la loro federazione, “al fine di salvaguardarne maggiormente la storia e la tradizione”, ma pur sempre sotto l’egida comune di Università della Sardegna. Però la federazione deve essere vera, come avverte il competente Ministero, che nel documento di programmazione 2013-2015 del sistema universitario italiano delinea le caratteristiche dei “modelli federativi di università su base regionale o macroregionale… ferme restando l’autonomia scientifica e gestionale dei federati nel quadro delle risorse attribuite”. Precisamente devono prevedersi: “a) unico Consiglio di amministrazione con unico Presidente; b) unificazione e condivisione di servizi amministrativi, informatici, bibliotecari e tecnici di supporto alla didattica e alla ricerca”. Siamo allora ben lontani dal debole patto federativo firmato dai due Atenei alcuni anni fa. Nella pratica non si va ancora in tale direzione; assistiamo invece a un atteggiamento prudente e defatigatorio. E non ne sono prove contrarie l’intensificarsi tra gli Atenei degli accordi di programmazione formativa e di collaborazione per la ricerca scientifica (peraltro sempre esistiti). Tutte cose positive, ma, al contrario, perdura l’incapacità di gestione unitaria di importanti attività, come, ad esempio, i progetti di formazione professionale di grandi dimensioni (lo fu Itaca per il paesaggio), o il consorzio per l’Università telematica della Sardegna o i Centri di competenza tecnologica: iniziative fortemente incentivate dall’Unione Europea, dallo Stato e dalla Regione, sempre più ridotte a operazioni di piccolo cabotaggio. Così non si potrà continuare perché l’unificazione (o la vera federazione) è ormai un fatto ineludibile, che la spending review governativa impone, anche attraverso progressive penalizzazioni nel trasferimento di risorse statali se non si procederà nella direzione indicata, ma come peraltro imporrebbero criteri di razionalità nella gestione complessiva delle risorse – e non solo – nell’interesse della Sardegna. Almeno così pensiamo in molti, in prevalenza fuori dall’accademia, nella quale invece prevalgono la conservazione di antichi privilegi e posizioni di potere, quando anche giustificati da nobili motivazioni. Lo riconosciamo: il discorso è complesso e il percorso per arrivare all’obbiettivo dell’unica Università della Sardegna, in una delle possibili forme, non è facile, ma, appunto per questo, occorre agire da subito vincendo la paralizzante prudenza. Qualche segnale della volontà in tal senso arriva dall’esordiente Rettore dell’Università di Sassari, Massimo Carpinelli, che in occasione dell’inaugurazione dell’anno accademico ha parlato di “un progetto capace di promuovere l’Università della Sardegna, che preservi le specificità dei due Atenei, la loro storia e la loro tradizione”, per questo appellandosi particolarmente alla Regione Sardegna “che deve dialogare con gli Atenei e i centri di ricerca [per] costruire un’unica struttura che possa far crescere la formazione, la scienza e la cultura nella nostra Regione”. E’ già qualcosa, ma occorre andare rapidamente oltre le parole e passare ai fatti, prima che qualcun altro, anche in questa circostanza, decida per la Sardegna. La Regione, chiamata giustamente in causa, deve intervenire per favorire questo processo di unificazione/federazione, smettendo di fare solo la parte di bancomat che trasferisce risorse alle Università sarde. E poi, occorre che il dibattito si allarghi, cogliendo anche l’occasione dell’ormai imminente elezione del Rettore dell’Università di Cagliari, perché, come ripetiamo spesso: l’Università è troppo importante per essere lasciata nelle mani dei soli professori, come la guerra in quelle dei generali.

- Di seguito i riferimenti citati

- Nell’illustrazione: particolare del dipinto di Filippo Figari “Sardegna universitaria”, aula magna Rettorato Università di Cagliari.
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Sardegna-bomeluzo22
* L’articolo di Franco Meloni viene pubblicato anche sui siti di FondazioneSardinia, Vitobiolchini, Tramasdeamistade, Madrigopolis, Sportello Formaparis, Tottusinpari e sui blog EnricoLobina e RobertoSerra, SardegnaSoprattutto.

L’Università bastonata. Colpa del Governo e della classe politica? Sì, ma anche del potere accademico!

ROARS Logo-Home-Page-910x1174 IL FATTO. Infilato tra le “Misure urgenti per il settore bancario e per gli investimenti“, appena approvate del Consiglio dei Ministri, c’è un comma che assegna all’Istituto Italiano di Tecnologia (IIT) la commercializzazione dei prodotti tecnologici e dei brevetti di tutte le università e di tutti gli enti di ricerca. Non appena la cosa diventa di pubblico dominio, i vertici dell’IIT pubblicano un comunicato in cui “all’unisono con il mondo della ricerca”, esprimono la loro perplessità sulla norma. È in atto il tentativo di commissariare il trasferimento tecnologico della ricerca pubblica nazionale, affidandolo in toto all’IIT, e – a dar credito ai vertici dell’IIT – ciò è accaduto “a loro insaputa”. Chi sarà stato allora? Crediamo di sapere già come andrà a finire
- Tutte le informazioni su Roars
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ape-innovativaSi tratta della solita “soluzione sbagliata a un problema vero” a cui siamo soliti assistere in Italia. La soluzione sbagliata, quella di affidare all’IIT il trasferimento tecnologico degli Atenei, è ampiamente spiegata nell’articolo di Roars; il problema vero è che l’attuale gestione del trasferimento tecnologico da parte degli Atenei è generalmente disastrosa (salvo eccezioni soprattutto riscontrabili nei Politecnici) e per colpe pesanti in capo ai Rettori e a quanti altri governano gli Atenei italiani. Le ingenti risorse messe a disposizione dall’Unione Europea, ma anche dallo Stato e dalle Regioni, non sono servite a dare al sistema universitario un’efficiente ed efficace organizzazione per la gestione della “terza missione”, spesso la ragione va ricercata nell’approccio dilettantesco a tale complessa funzione da parte dei management accademici. E’ nota la supponenza di molti accademici di piccarsi di intendersi di questioni di cui non hanno competenza alcuna, provocando di conseguenza sprechi e perdendo opportunità (il trasferimento tecnologico è fortemente incentivato dalle politiche comunitarie). Infatti per fare trasferimento tecnologico occorre avere una competenza specifica, cosa diversa da quella dei ricercatori e occorre disporre di adeguata strumentazione organizzativa, certamente non individuabile negli apparati e nelle burocrazie universitari. Non diciamo cose nuove. Al riguardo ci permettiamo ripubblicare una riflessione su “università e terza missione”, datata 23 gennaio 2013, ahimè ancora oggi attualissima! Auspichiamo intanto che il Governo ritiri gli articoli incriminati del decreto in questione e che sulla problematica che li sottende si apra un dibattito che porti a prospettare soluzioni adeguate. Pensiamo ovviamente anche al contesto del dibattito per l’elezione del nuovo Rettore dell’Università di Cagliari.

Università: per non morire di autoreferenzialità*
di Franco Meloni
Università-liaison-office2-31-150x150“Ask not what your country can do for you; ask what you can do for your country.” “Non chiederti cosa può fare il tuo paese per te, chiediti cosa puoi fare tu per il tuo paese”. E’ questa una delle frasi più famose tra quelle pronunciate da John Fitzgerald Kennedy; esattamente risale al 20 gennaio 1961, giorno del suo insediamento alla Casa Bianca come 35° presidente degli Stati Uniti d’America.

E’ una frase che mi piace e che a partire da ciascuno di noi deve riguardare tutti per orientare comportamenti virtuosi verso il bene pubblico. Ritengo che si possa riferire in modo pertinente soprattutto a quanti gestiscono la “cosa pubblica”.
Non è allora fuori luogo il fatto che mi sia venuta in mente pensando allo stato attuale delle università nel nostro paese. Cercherò di spiegarlo nel proseguo.
L’università pubblica che per definizione è al servizio del paese e dei cittadini, nonostante la sua funzione essenziale per qualsiasi traguardo di sviluppo sociale ed economico, è sottoposta da molti anni a questa parte a politiche vessatorie, fatte soprattutto di progressive restrizioni delle risorse statali, di aumento smisurato di adempimenti burocratici, di sfiancanti processi di riforma, in gran parte inefficaci.

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Scienza e Politica: una relazione da ripensare virtuosamente, superando l’attuale stato patologico…

…l’intervento di Elena Cattaneo ci offre una buona impostazione per farlo.
STUDENTI antica universita' di BolognaCerimonia di inaugurazione del 453° Anno Accademico 2014-2015 dell’Ateneo di Sassari, tenutasi martedì 20 gennaio, presso l’Aula Magna.
Elena Cattaneo ft SSProlusione della senatrice, prof.ssa Elena Cattaneo.
Youtube Cattaneo Il semplice coraggio di tornare a credere nella scienza, in Italia
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- Ulteriori approfondimenti sul sito web dell’Università di Sassari.