Cagliari nella memoria nel presente nel futuro

Cagliari domenica di Carnevale

Discuss cagliari SPIGOLATURE DOMENICALI
“Fortitudo totius insulae”(Coraggio di tutta l’isola)
“Cagliari insulae decor” (Cagliari bellezza dell’isola)
“Insulae clavis et portus” (Chiave e porto dell’isola)*.

Fonte: Ufficio Stampa del Comune di Cagliari http://www.ufficiostampacagliari.it/reportage.php?pagina=36&sottopagina=160
Queste scritte celebrative sui frontoni del palazzo civico di Cagliari sono molto belle, a prescindere dai momenti nella storia dell’isola che vogliono rievocare. Sono motti che ben esprimono la nostra Cagliari Città Capitale per il suo ruolo in Sardegna e per la Sardegna.

Clavis et Robur Cagliari*Per la precisione: l’ultimo motto è CLAVIS et ROBUR (chiave e fortezza). Abbiamo segnalato da tempo l’errore nelle pubblicazioni del Comune, per una opportuna correzione, ma fino ad ora senza esito.
—————————————

Ca 26 feb 17

Segnaliamo un antico libro dove sono riportate tutte le felici definizione di Cagliari:
.
.
.
.
.
.
https://books.google.it/books?id=0qBXAAAAcAAJ&printsec=frontcover&hl=it#v=onepage&q&f=false

S’avolotu

savolutu Piero Mar- La pagina fb dell’evento.

Impegnati per il NO

Renzi come l’avv. Marche?
democraziaoggiFrancesco Cocco su Democraziaoggi.

NO NO NOOOForse qualche anziano ricorda l’avvocato Marche. I suoi esilaranti comizi in Piazza Yenne, a Cagliari, non possono essere facilmente dimenticati anche se sono passati 70 anni, quanti appunto ne ha la Costituzione repubblicana che si vuol rottamare. Era la seconda metà degli anni ’40 del secolo scorso. Nel 46 si discuteva di “repubblica o monarchia”, poi nel ‘48 “del pericolo dei cosacchi in Piazza San Pietro”. Nelle mia memoria sono ancora nitide le immagini di una folla oggi impensabile presente ai comizi di De Gasperi, Togliatti, Nenni. Ma nella mia mente di fanciullo più che la partecipazione ai discorsi di quei grandi leaders politici si è impresso il ricordo del comizio dell’avvocato Marche. - segue -

Memorie

CIs 21 9 16
- Tutte le informazioni sul sito AserviceStudio.
——————
Il patrimonio documentario del Credito Industriale Sardo, con il recente conferimento all’Archivio di Stato di Cagliari, è ora a disposizione della comunità per fini di studio, di ricerca, di conoscenza e di comunicazione a supporto di progetti di sviluppo locale.
-
- segue –

Riparliamo di Santa Igia

Santa Igia Libro 3-5 nov 1983Nell’incontro su San Giorgio Vescovo, tenutosi lunedì scorso nel contesto della Festa patronale di Sant’Anna del quartiere Stampace, il prof. Marco Cadinu ha parlato della Cagliari medievale e, in particolare, della relazione tra l’antica città giudicale di Santa Igia e la città pisana con i suoi quartieri, primo tra tutti Stampace. All’epoca in cui visse San Giorgio (anno 1000 e succ.) Stampace non esisteva come quartiere ben definito (i pisani si stabiliscono dal 1200 in poi) anche se dovevano esistere abitazioni probabilmente in continuità con la vicina città giudicale. Tanto è che Marco proponeva San Giorgio di Santa Igia, come nativo e in qualche modo precursore di quello che sarebbe più tardi diventato il quartiere di Stampace. Che i primi abitanti di quella parte di territorio che poi sarebbe diventata “Stampace” provenissero proprio da Santa Igia o comunque fossero in rapporto diretto con essa è un’ipotesi suggestiva, da approfondire in tutti i diversi aspetti con l’aiuto degli esperti (Università in primis). Ovviamente queste argomentazioni richiamano la necessità di approfondire tutta la vicenda della città giudicale e del suo periodo, allo stato poco studiato o perlomeno approfondito in studi sconosciuti ai più. Bisogna riprendere in mano la questione, sicuramente con la complessità che in poche parole delineò il compianto Ferruccio Barreca, come più avanti raccontiamo.
—————————–
Una legge speciale della Regione Autonoma della Sardegna per finanziare le ricerche sulla città giudicale di Santa Igia.
Dal 3 al 5 novembre 1983 si tenne a Cagliari un convegno di studi su “Santa Igia, Capitale giudicale”, promosso dall’Università di Cagliari (Istituto di Storia Mediolevale) e sponsorizzato dal CIS e dalla SIACA (gli atti furono raccolti in un volume, curato da Barbara Fois, del quale riproduciamo la copertina). Tra i molti studiosi e personaggi politici, partecipò Ferruccio Barreca (per vent’anni fu Soprintendente ai Beni Archeologici per le Province di Cagliari e Oristano, Direttore del Museo Archeologico Nazionale di Cagliari e docente di archeologia fenicio-punica nell’Università di Cagliari), con un breve intervento di cui pubblichiamo la conclusione, con un’interessante proposta, che vale la pena rilanciare oggi.
santa Igia F Barraca

Su sindigu

su sindigu Bacaredda 1
- i moti del maggio 1906.
- L’edizione 2015 dell’Atlante demografico di Cagliari.

Caro Sindaco ti scrivo

Cagliari da colle san michele 7 7 16(…) La Cagliari d’oggi (…) Soprattutto richiede l’elaborazione di una nuova cultura. Che contenga in sé dei concetti assai più vasti di quelli fisico-spaziali assai cari a certi urbanisti o di quelli tecnico-funzionali di taluni ingegneri fanatici della mobilità lenta. Perché la Città di questo nuovo secolo è ben altra cosa che un insieme ben ordinato di metri-cubi o di invitanti rotonde: ha soprattutto bisogno d’essere sempre più civitas che solo urbs, come ha sostenuto autorevolmente Bernardo Secchi; è prima di tutto una comunità di famiglie, di uomini e donne che la vivono o la usano. A cui occorre saper dare un ordinamento urbano, fisico e virtuale, che sia rispettoso delle esigenze d’una modalità di vita che non è più quella di mezzo secolo or sono. (…)
—————————————–
Sindaco Zedda, auguri. Ma ora dovete progettare la Città Nuova
di Paolo Fadda, su SardiniaPost, 10 luglio 2016 (Pronto intervento)

Paolo Fadda sulla cittàCredo sia molto giusto che tutti i cagliaritani accolgano la seconda amministrazione cagliaritana guidata dal riconfermato Sindaco Massimo Zedda. con un cordiale e sentito augurio di buon lavoro. Perché riesca a ridare alla città quella dignità di ruolo e quelle capacità di guida che indubbiamente dovrebbe possedere, come città capoluogo dell’isola dei sardi. Perché di problemi aperti, anche assai importanti, si stima che in città ce ne siano parecchi.

Si è infatti dell’avviso che Cagliari stia attraversando un periodo “grigio”, decisamente anodino, ed abbia quindi bisogno di ritrovare vigore, di riprendersi il suo ruolo di capitale a cui spetta il compito istituzionale di dover tracciare ed aprire la strada dell’isola verso il progresso.

Infatti, specie in questi ultimi tempi, è parsa una città demotivata, rimasta impaurita, smarrita e disarmata di fronte alle tante invidiose accuse che le sono state via via addebitate da ogni dove e per ogni pur minima causa (il cagliaricentrismo è divenuto, infatti, quasi un mantra da Palau a Calasetta). Di fronte a questi addebiti è parsa disorientata ed avvilita, incapace d’ogni reazione di fronte all’accusa d’essere il colpevole “untore” delle tante infezioni pestifere (nell’economia come nel sociale) di cui l’isola ne soffriva le pene. Non capendo, o non sapendo capire, che quelle accuse erano rivolte al suo mostrarsi più capitale parassitaria che autrice e propugnatrice di progresso.
- segue -

Oggi 29 giugno: il giorno dei Santi Pietro e Paolo, giusto per ricordare che occorre restaurare un’antica chiesa cagliaritana (Sancti Petri de Piscatori)

IMG_8064IMG_8066IMG_8068
- La chiesa di San Pietro dei pescatori, a Cagliari, in viale Trieste.SS Pietro e Paolo 2016
——————————————–
lampada aladin micromicroAPPELLO AL COMUNE e al GREMIO DEI PESCATORI:
lo riproponiamo perché la situazione rispetto a un anno fa si è aggravata, tanto che la chiesa è allo stato inagibile. Nel mentre il supermercato ha chiuso…
SAN PIETRO DEI PESCATORI: APPELLO AL COMUNE del 2015
di Alessandro Zorco -agosto 11, 2015
Il Comune di Cagliari acquisti l’area davanti alla Chiesa di San Pietro dei Pescatori in viale Trieste e vincoli quell’area destinandola ad una piazza con giardino fruibile dai cagliaritani. La proposta è stata lanciata al sindaco di Cagliari Massimo Zedda dal segretario della Confederazione sindacale sarda Giacomo Meloni che sul suo profilo facebook ha reso noto che il supermercato che attualmente sta in viale Trieste 98 starebbe per chiudere. “Probabilmente, scavando attorno all’abside della Chiesa, si potrebbero trovare antiche tombe – afferma Meloni -. Ma soprattutto Cagliari avrebbe un nuovo spazio da ammirare e godere”.

LA CHIESA DI SAN PIETRO DEI PESCATORI
- segue -

Perché bisogna tutelare il nucleo residenziale di Is Mirrionis (con l’edificio ex Scuola Popolare) progettato da Maurizio Sacripanti

is mirrioni panoramavia Is Mirrionis segue numerazioneINA-CASA
lampadadialadmicromicro1di Franco Meloni

Dalla ricerca di Antonella Sanna su “Il nucleo edilizio Is Mirrionis (1953-56)” riportata nel Itaca loghettovolume “L’architettura Ina Casa 1949-1963″ Cangemi Editore (fatta ripubblicare dal prof. Enrico Corti per i corsi del Progetto Itaca), risulta, tra l’altro: “Sacripanti [progettista dell'interno nucleo edilizio] colloca tipologie residenziali dimensionalmente molto differenziate… intorno ad uno spazio pubblico centrale… sul quale si affaccia il basso edificio del centro sociale, progettato dallo stesso architetto…” Ora è noto che Maurizio Sacripanti è stato un grande architetto italiano che ha progettato opere di grandissimo rilievo (a Cagliari, per esempio, oltre che il nucleo del quartiere di Is Mirrionis, poi realizzato, il Teatro Lirico, con un progetto di grandissimo interesse che però non vinse l’apposito concorso) e, seppure l’ex Centro sociale possa essere considerata “un’opera minore” – in verità all’interno di una più complessa e originale realizzazione – mi chiedo se potremmo richiederne la tutela come opera da salvaguardare, chiedendone il ripristino secondo il progetto originario di Sacripanti. E’ evidente che si potrebbe estendere la tutela a tutto il nucleo residenziale. Non abbiamo la competenza per approfondire gli aspetti giuridici della questione, altri nostri amici esperti lo faranno per e insieme a noi, ma deve essere chiaro che a noi interessa la sostanza, cioè il ricupero della memoria storica della vita di una comunità e, in questa vita, crediamo che la Scuola Popolare abbia avuto una sua parte significativa, posto che ancora se ne parla. Non sfugga che questa impostazione corrisponde a quanto propone e fa Renzo Piano con il suo Programma di ricucitura delle periferie. Praticamente (e riduttivamente e, se volete, strumentalmente) è un’idea che potrebbe contribuire positivamente alla nostra vertenza di ricupero del manufatto per scopi sociali, in primis scuola popolare per il quartiere e per la città.
- Di seguito un altro pezzo tratto dal saggio citato di Antonella Sanna.
SP A MONU APERTI 2016
Lo spazio pubblico attrezzato
La peculiarità del nucleo residenziale di Sacripanti consiste in misura rilevante dell’importanza attribuita agli spazi esterni, considerati una naturale prosecuzione dell’alloggio allo scopo di favorire la vita all’aperto e la socializzazione degli abitanti, con un rapporto tra superficie coperta ed area totale inferiore a 1/3. Pur nell’esigua estensione del quartiere, si prevedono ben quattro zone destinate al gioco dei bambini, un “giardino per sostare” ed addirittura un “bosco”. Se a quanto elencato si aggiunge il sistema centrale con la piccola piazza l’edificio del centro sociale, il portico, l’autorimessa ed il distributore di benzina, appare chiaro quanta importanza venisse attribuita ai servizi quale necessario completamento alla residenza. In realtà, non tutto il progetto fu realizzato, ma nonostante ciò le foto d’epoca mostrano chiaramente quale fosse la qualità della piazza centrale che il trascorrere del tempo e gli interventi recenti hanno in parte snaturato. Nell’ambito di un progetto di ristrutturazione è stato eliminato il portico in cemento armato e all’essenziale disegno geometrico originale se ne è sostituito un altro eccessivamente complesso e frammentato. L’abbandono del centro sociale, conseguente alla perdita delle sue funzioni di asilo infantile e di sede delle assistenti sociali, ne ha provocato poi il rapido degrado.

Tutela artistica e culturale sull’edificio che ospitò la Scuola Popolare dei Lavoratori di Is Mirrionis

SP A MONU APERTI 2016INA-CASADalla ricerca di Antonella Sanna su “Il nucleo edilizio Is Mirrionis (1953-56)” riportata nel Itaca loghettovolume “L’architettura Ina Casa 1949-1963″ Cangemi Editore (fatta ripubblicare dal prof. Enrico Corti per i corsi del Progetto Itaca), risulta, tra l’altro: “Sacripanti [progettista dell'interno nucleo edilizio] colloca tipologie residenziali dimensionalmente molto differenziate… intorno ad uno spazio pubblico centrale… sul quale si affaccia il basso edificio del centro sociale, progettato dallo stesso architetto…” Ora è noto che Maurizio Sacripanti è stato un grande architetto italiano che ha progettato opere di grandissimo rilievo (a Cagliari, per esempio, oltre che il nucleo del quartiere di Is Mirrionis, il Teatro Lirico) e, seppure l’ex Centro sociale possa essere considerata “un’opera minore” – in verità all’interno di una più complessa e originale realizzazione – mi chiedo se potremmo richiederne la tutela come opera da salvaguardare, rimpristinadola secondo il progetto originario di Sacripanti. E’ un’idea che potrebbe contribuire alla nostra vertenza di ricupero del manufatto per scopi sociali, in primis scuola popolare per il quartiere e per la città (Franco Meloni).

PASSEGGIATA CAGLIARITANA

Cagliari Canelles 1972
di Piero Marcialis
Vado al Poetto. A passeggiare. Coi disoccupati e i pensionati.
Che bella passeggiata, da Marina Piccola verso Quartu.
Tutto ben asfaltato e ordinato il percorso, coi bar tutti uguali.
A destra una volta c’era la spiaggia colle alte dune, adesso, dopo solo due giorni di pioggia, la spiaggia sembra una laguna.
Dicono che con le canne le dune riappariranno.
Di canne non me ne intendo, ma penso “chissà quante canne ci vogliono per vedere apparire tante belle alte dune…”
Vado avanti e arrivo all’ex-Ospedale Marino, un rudere ormai, monumento perenne dell’insipienza politica nostrana.
Di fronte, a sinistra, l’ippodromo. E’ chiuso. Strano per una città che vuol essere di richiamo turistico…
Più oltre immagino le saline, sono chiuse, e Molentargius coi suoi fenicotteri rosa, sa genti arrubia… Penso a tante cose, a progetti che richiedono coraggio e immaginazione politica. Mah…!
Sono stanco e prendo l’autobus. Nel centro tanti cantieri aperti per migliorare l’aspetto della città, alcuni hanno finito. Che bellezza! Poi arrivo alle periferie trascurate, senza bei marciapiedi, senza strade lisce asfaltate, senza giardinetti ben curati, senza lavoro, senza niente. Gente che non ha neppure casa, dorme in macchina.
Che desolazione! Vado via e vedo tante belle zone verdi, viale Buoncammino, c’era il carcere… Tante chiacchiere su cosa se ne doveva fare di questa grande struttura che non è più prigione, sarebbe tornata al popolo, alla cultura, invece no, chissà perchè!
Tanti bei spazi verdi, vanto dei sindaci che si sono succeduti negli anni del dopoguerra. C’è qualcosa di nuovo oggi nel sole?
Forse nella selva dell’orto dei cappuccini…
Cinque anni fa ho sfilato per le strade di Cagliari, si gridava “Ora tocca a noi!”, “Meglio di prima non ci basta!”
Ora c’è silenzio, lo scontro è finito, siamo silenziosi, dietro a una sinistra evanescente, poco ambientalista, poco libertaria.
Passeggiamo. Più o meno come prima è bastato? Non a me.

Avviata con successo l’attività della nuova associazione culturale Stampaxi

Sabato 16 aprile 2016, nel saloncino parrocchiale di Sant’Anna un pubblico attento di cento persone.
Stampaxi 16 4 2016 fabbriche1 foto GRuggeriLa pagina fb dell’associazione. La prossima iniziativa sabato 23 aprile 2016 alle 18.30.

Il presente ha un cuore antico. Vale anche per Cagliari

panorama-castello-da-bonariaUna rivoluzione urbana per Cagliari*
di Francesco Cocco
Ca 18 3 16 compendioCredo siano maturi i tempi per pensare realisticamente ad un programma che miri a rendere il capoluogo sardo una città più efficiente, ordinata e civile. E’ questo un obiettivo al quale pensare in una prospettiva non campanilistica perché riguarda tutta l’Isola.
Per comprendere su quali linee occorre muoversi, bisogna risalire alla città a cavallo tra ottocento e novecento, quando si attua una vera rivoluzione antropologica. Nasce una borghesia mercantile ed industriale. E’ la Cagliari di Salvatore Rossi, impegnato negli interventi edilizi, in un embrionale industria tessile e nella fondazione di istituti di credito. E’ la Cagliari dove s’impiantano le prime aziende metallurgiche: le fonderie dei Chicca-Savolini, dei Doglio che consentono di soddisfare ampiamente il mercato sardo. In questo periodo nasce l’industria molitoria con la filiera dei pastifici che Luigi Merello ftproducono sia per il mercato isolano che per l’esportazione. Sono le industrie molitorie dei Merello, dei Costa, dei Fagioli.
La borghesia a cavallo tra Ottocento e Novecento si era posta il problema del ruolo della città proiettata verso l’Africa con una forte presenza sarda in Tunisia ed Algeria. E’ significativo che a Cagliari, agli inizi del Novecento, si pubblichi un periodico in lingua araba. Anche la forma urbana della città è nelle preoccupazioni della borghesia cagliaritana. Ottone Bacaredda, al di là di certa vulgata che schematicamente lo pone su posizioni antipopolari, proietta la città verso il mare (nuovo municipio), le dà decoro urbano (la Cagliari monumentale del centro storico), pensa a soluzioni allora avveniristiche (il tunnel sotto Castello).
I moti del maggio 1906 sono il fatto storico che, accanto al conquistato ruolo mercantile ed industriale, sanziona la funzione-guida della città agli inizi del Novecento. Essa è diventata un centro urbano con una significativa presenza operaia, soprattutto nel settore metalmeccanico con oltre 500 addetti. Al censimento del 1911, oltre il 25% della popolazione attiva risulta addetto ad attività industriali. Stiamo parlando di una popolazione complessiva di 40.000 abitanti.
Nel Secondo dopoguerra muta profondamente lo spirito della borghesia cagliaritana. Sbaglieremmo a pensare semplicisticamente che il degrado della classe economica e politica cagliaritana cambi per un fatto meramente di ordine politico e culturale. Certo c’è anche questo, ma soprattutto agisce il nascere della grande industria che azzera lentamente i possibili e talvolta floridi mercati regionali. - segue -

Fiera licenziata

Si faccia un pubblico dibattito! Fiera licenziata
——————-

Le nostre storie

Piero Marcialis in fbNOSTRA SIGNORA DI BONARIA
bonaria collinaIl 25 marzo 1370, così raccontano le antiche cronache, da una nave catalana in preda alla tempesta viene gettata in mare una pesante cassa: contiene una statua in legno di carrubo che raffigura la Madonna con in braccio il Bambinello.
La cassa approda a Cagliari, davanti al colle di Bonaria.
Inutilmente alcuni popolani si sforzano di recuperarla.
Un ragazzo si fa beffe di loro e dice che solo i frati mercedari, che vivono nel vicino convento, potranno riuscire nell’impresa.
Infatti i frati riescono con facilità a recuperare la cassa e a portare al sicuro la statua. Comincia da allora il culto della Vergine di Bonaria, protettrice dei marinai Ad essa i conquistadores spagnoli dedicano la città di Buenos Aires, capitale dell’Argentina.
Il 25 marzo 1704 viene posata la prima pietra della Basilica, di fianco al Santuario risalente al 1324.
La costruzione ha però il suo progetto solo nel 1720, l’ingegnere militare piemontese Antonio Felice de Vincenti ne è l’autore, lo stile è del tipico barocco piemontese, di esso rimane il modello ligneo, realizzato a Torino ed esposto a Cagliari nel 1722.
Il progetto fu poi modificato nel 1778 da Giuseppe Viana.
La costruzione, ultimata nel 1952, non corrisponde comunque nè al progetto nè alle successive modifiche.
Dal 1907 Nostra Signora di Bonaria è Patrona della Sardegna.