Monthly Archives: febbraio 2015

Un incubatore atipico: Meridies business development company

meridies-logoIntervista a Luigi Filippini – CEO e fondatore di Meridies
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di Alessandro Ligas, trasferimentotec

Alle startup serve far parte di un ecosistema dove ci si può confrontare e lavorare insieme in un contesto molto avanzato (Luigi Filippini)

Cagliari è la città del sole. Una città dai tanti volti, caratterizzata per la bellezza dei suoi scorci, dal mare e dalla sua storia.
aristeoLo scrittore latino del III secolo Gaio Giulio Solino narra, nella sua opera “De Mirabilus Mundi”, che la città di Caralis venne fondata dall’eroe greco Aristeo, figlio del dio Apollo e della ninfa Cirene, giunto in Sardegna dalla Beozia. Mentre nel “De Bello Gildonico” il poeta Claudiano dice che il capoluogo della Sardegna, Krly, è stato fondato (nel VII sec. A C) dai fenici di Tyros, città dell’attuale Libano. I ritrovamenti degli archeologi però retrodatano al neolitico (6000-3000 A.C.) i primi insediamenti dove sorge l’odierna città di Cagliari e risalgono all’età del Rame (2700 – 2400 A.C.) i ritrovamenti nel colle settentrionale Monte Claro, che testimoniano come Cagliari fosse vissuta ancor prima della dominazione fenicio punica e romana. Cagliari, però, diventa un’autentica città soltanto grazie ai dominatori fenicio-punici, che ne sfruttano la favorevole posizione geografica al centro del Mediterraneo, per renderla un trafficato porto commerciale.
Storie poco note che danno la possibilità di scoprire una città che offre, oltre le sue piazze, i suoi bastioni e la vicinanza a bellissime località balneari, un continuo variare di punti di vista, panorami suggestivi conditi da vicende ed avvenimenti che regalano approcci diversi e stimolanti ai palazzi in stile liberty che disegnano il centro storico.
Cagliari, però, non è soltanto un luogo di vacanze, ma è anche un luogo dove tutti coloro che hanno immaginazione, creatività e voglia di fare hanno le opportunità ed i giusti stimoli per provare a mettere in pratica le loro idee.
Una città che offre un ecosistema dell’innovazione forte in grado di mettere nelle giuste condizioni le idee d’impresa che nascono sia dalla ricerca universitaria sia dalle ricerche ed idee dei singoli. Un luogo che offre spazi di coworking altamente contaminanti e coinvolgenti, opportunità di networking e condivisione di idee e prospettive. Spazi dedicati ai makers ed agli artigiani digitali, ma anche formazione e ricerca di alto livello. Un’isola felice dove vivere, lavorare e stare in relax si sovrappongono.
Unioncamere recentemente ha inserito Cagliari nella top ten delle province che registrano le migliori performance in ambito di startup innovative. 72 sono le nuove aziende iscritte nel registro delle startup innovative a pari merito con Padova. Milano è la provincia più innovativa con 470 giovani aziende che rappresentano il 14,7% di tutte le startup innovative italiane.
Nel territorio Sardo, emerge una nuova voglia quella di fare impresa che parla un linguaggio diverso rispetto al passato: ipertecnologico e dinamico.

filippiniAbbiamo incontrato Luigi Filippini CEO e fondatore della business development company Meridies che ha contribuito a portare in Sardegna questa nuova mentalità imprenditoriale.

- segue –

Mary Tudor

Mary Tudor LLRitratto di Mary Tudor, figlia di Enrico VIII e Caterina D’Aragona, (1516-1556), regina d’ Inghilterra. Colta, intelligente, dotata di indubbie capacità politiche le fu fatale il matrimonio con Filippo II di Spagna che lei volle a tutti i costi, mentre il Consiglio, la Corte e il Popolo erano contrari. Della serie: Le donne intelligenti si “fregano” da sole. Non l’ aiutò certo, inoltre, il desiderio di “riconvertire” l’ Inghilterra al Cattolicesimo, anche se aveva capito che la “cosa” andava fatta con un certo “tatto”. Dopo di lei, Elisabetta I, che capì perfettamente la lezione, aderì apertamente alla “Riforma” religiosa introdotta dal suo papà Enrico e, soprattutto, evitò accuratamente di sposarsi, soprattutto con qualcuno che non fosse Inglese.
Sintesi di licialisei del libro di Carolly Erickson: “Maria la Sanuinaria” (miserie e grandezze alla corte dei Tudor), Oscar Mondadori.

con gli occhiali di Piero…

GLI-OCCHIALI-DI-PIERO1-150x15014131- Un anno fa, il 28 febbraio 2014, su Aladinpensiero.
Bomeluzo-Australia-bis—————–
Le lettere del sardoaustraliano di un anno fa su Aladinpensiero.

Oggi sabato 28 febbraio 2015

aladinewsGli eventi di oggi segnalati da Aladinpensiero sul blog Aladinews agorà. PUNT ‘E BILLETTU: Lunedì 2 marzo “Alla ricerca della storia perduta”
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ape-innovativaLogo_Aladin_Pensieroaladin-lampada-di-aladinews312sardegnaeuropa-bomeluzo3-300x211Sardegna-bomeluzo22sedia-van-goghGLI-OCCHIALI-DI-PIERO1-150x1501413

Max Ernst e Maestro della Tela Jeans

Ernst Edipo LLIl Mito di Edipo: Max Ernst, “Edipo Re” 1922. L’Artista interpreta uno degli archetipi fondamentali della psiche umana. Nel dipinto, assai misterioso, appare da una apertura architettonica una mano che regge, forse, una noce; una coppia di strani uccelli , dai grandi occhi , emerge dalla parte bassa della costruzione; la mano è trafitta con dei grossi ami e punteruoli, insomma, una visione decisamente onirica. Gli uccelli, in particolare, hanno un ruolo interessantissimo nella pittura di Ernst: da bambino visse un dramma molto intenso perchè il giorno in cui nacque sua sorella morì il suo adorato pappagallino ed egli pensò che l’anima dell’uccello fosse trasmigrata nella sorella…
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Woman Sewing with Two ChildrenMaestro della Tela Jeans“, Donna che cuce e due bambini (Woman Sewing with Two Children), fine XVII sec., Parigi, Gallerie Galasso, olio su tela, 100 x 181 cm

Giunta Pigliaru: un anno è passato. Il bilancio?

cavalcata saarJannacci docet: anche per fare il presidente della Regione ci vuole orecchio
Perché ci vuole orecchio!
di Vito Biolchini *

Nessuno ha fatto il bilancio del primo anno di Francesco Pigliaru in viale Trento. Non della sua giunta dunque, ma della sua presidenza. Se la Sardegna è stanca, la sua opinione pubblica (quel poco che c’è) è stremata: perché di questi tempi ragionare sul futuro è un lusso che pochi si possono permettere, e perché in fin dei conti predicare nel deserto non piace a nessuno.

Un anno, dunque; ma se ci volgiamo indietro sembra molto di più. Tutto pesa maledettamente sulle nostre spalle, e ad ogni giorno che passa lo scenario si complica ulteriormente. La realtà appare simile ad è un puzzle infinito in cui ogni ora qualcuno si diverte a buttare sul tavolo diecimila tessere in più. Sono le famose “emergenze” nelle quali affoga l’azione politica, una nebbia che ci impedisce di vedere l’orizzonte.

Bisognerebbe volare alto, come amano spesso dire i professionisti del rasoterra, decidere dove posare lo sguardo e dove no, per capire che cos’è la Sardegna oggi e cosa dovrebbe diventare, per ipotizzare quale processo storico vogliamo innescare e con quali forze sociali protagoniste.

Ci vorrebbe insomma un punto di partenza e un punto di arrivo. Ce li ha Pigliaru? Probabilmente sì: ma non sono i miei. Questo per dire che l’analisi dovrebbe concentrarsi innanzitutto sul tema della coerenza, per capire se il presidente sta facendo ciò che ha promesso e non tanto se ha soddisfatto le cangianti attese del singolo elettore che lo ha votato o partito che lo ha sostenuto.

Pigliaru aveva promesso una giunta composta da persone le cui capacità avrebbero prevalso sulle appartenenze. È andata così? Temo di no. Le appartenenze hanno sopraffatto le competenze in maniera clamorosa; e infatti i modesti risultati ottenuti da gran parte degli assessorati ne sono la riprova. La Sardegna non solo è ancora in mezzo al guado, ma non sa proprio dove andare: esattamente come certi assessori scelti da Pigliaru.

C’è chi dice che contro l’imposizione dei partiti non si poteva fare nulla, che i nomi quelli erano, prendere o lasciare, e forse le regole del gioco sono proprio queste. Sta di fatto però che il presidente aveva comunque una pur certa dose di discrezionalità, e a mio avviso l’ha giocata male. Che alcuni avrebbero deluso lo si sapeva da subito, perché è vero che se la politica non è una scienza esatta non può essere neanche però un gratta e vinci milionario trovato per strada.

Dunque dopo un anno di presidenza che valutazione si può dare della capacità del presidente di scegliere la propria squadra di lavoro? A non funzionare è lo schema o i giocatori scelti? O, drammaticamente, tutt’e due?

Il presidente aveva inoltre promesso una valutazione severa riguardo il raggiungimento degli obiettivi indicati dal programma. Dopo un anno è lecito aspettarsi i primi risultati di questa valutazione. A dire il vero, visto che in un periodo di crisi come quello che stiamo attraversando il fattore “tempo” è fondamentale, essendo il tempo la più scarsa tra tutte le risorse a disposizione, forse la valutazione andava già fatta qualche mese fa. Perché un assessore sbagliato più va avanti più fa danni (l’esperienza insegna che in situazioni simili non ci sono sensibili margini di miglioramento).

La situazione, seppur complessa, impone celerità, Pigliaru invece spesso e volentieri temporeggia. Come mai? Semplice inesperienza politica? Eccesso di zelo? Volontà di padroneggiare l’impadroneggiabile? Paura di sbagliare (e chi non ne avrebbe)? Incapacità di riconoscere i pesci da prendere?

Il risultato è che diverse sue decisioni sembrano essere arrivate non fuori tempo massimo ma semplicemente fuori tempo. Il concetto di “procedimento euristico” (cioè quel “metodo di approccio alla soluzione dei problemi che non segue un chiaro percorso, ma che si affida all’intuito e allo stato temporaneo delle circostanze”, Wikipedia) forse gli è sconosciuto. E così finisce fuori tempo lui e con lui l’orchestra, il pubblico, la critica: tutti.

Fare il presidente della Regione non è facile ed uno dei problemi della Sardegna è che l’opinione pubblica di questa difficoltà non ne ha la minima consapevolezza. Però, come diceva Enzo Jannacci in una sua canzone, “per fare certe cose ci vuole orecchio”. A prescindere dallo spartito che sta suonando, ce l’ha Pigliaru questo orecchio? Lo sta esercitando? Lo sta affinando?

In quanto presidente della Regione, ha il potere di incidere direttamente sui processi di cambiamento più di chiunque altro. Può fare errori, ma non quello di non affrontare i problemi secondo una gerarchia precisa e senza troppe contraddizioni, questo proprio no. Perché alla confusione generata dai partiti si unisce allora altra confusione, e a quel punto neanche volare alto basta più.

Però una cosa va detta: difficilmente Pigliaru nel corso del suo mandato incontrerà Flavio Carboni, si renderà ridicolo su Facebook o finirà sotto processo per avere evaso tasse per milioni di euro. Coi tempi che corrono, non può essere considerata una cosa di poco conto.

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Sardegna-bomeluzo22
* L’articolo di Vito Biolchini viene pubblicato anche sui siti di FondazioneSardinia, Vitobiolchini, Tramasdeamistade, Madrigopolis, Sportello Formaparis, Tottusinpari e sui blog EnricoLobina e RobertoSerra, SardegnaSoprattutto.

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Agenzia-sarda-delle-entrate VBAGENZIA SARDA delle ENTRATE
di Piero Marcialis
uovofrittoIL MEGLIO E’ NEMICO DEL BUONO

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Così disse colui che, morendo di fame, desiderava un uovo fritto per rimettersi il piedi a chi gli assicurava che il tacchino che sarebbe derivato dall’uovo era molto meglio.
“Quando il tacchino sarà pronto io sarò già morto”.
Ora dicono che l’Agenzia Sarda delle Entrate si farà, ma non subito, più avanti, con una bella legge organica e perfetta.
A prescindere dal citato proverbio, che al meglio incerto di domani bisogna preferire il buono certo di oggi, chi dice che bisogna aspettare una bella legge organica lo dice soltanto come alibi. Infatti sa bene, che tanto ne abbiamo parlato, come a Roma si prepara il funerale dell’autonomia regionale e che il diritto di mantenere in terra sarda il gettito fiscale dei sardi, oggi delegato allo Stato italiano, sarà sepolto per sempre. Allora della bella e perfetta legge organica resterà forse qualcosa di organico, ma non sarà materia giuridica.
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- La fotocomposizione è tratta da un articolo sull’Agenzia Sarda Entrate pubblicato sul blog di Vito Biolchini.

DEDICATO AGLI ABOMINEVOLI CRIMINALI CHE DISTRUGGONO LE OPERE D’ARTE

Michelangelo il genio della vittoria

Questo è il Genio della Vittoria che distrugge la barbarie, l’inciviltà, la ferocia, l’efferatezza, la crudeltà, l’ignoranza. Così sia per noi e per voi.

Michelangelo Buonarroti

Turner

Bill Turner Stormy Sea with BlazingA proposito di Bill Turner (Londra, 23 aprile 1775 – Chelsea, 19 dicembre 1851): “Stormy Sea with Blazing Wreck”.
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- Turner su Aladinews
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Turne bis Licia 27 2 15
Bill Turner: Il mare tempestoso, sconvolto dal vento, con relitti di navi… è la ricorrente, magnifica ossessione dell’Artista… (grande, grande, grande !)

con gli occhiali di Piero…

GLI-OCCHIALI-DI-PIERO1-150x15014131- Un anno fa, il 27 febbraio 2014, su Aladinpensiero.
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uovofrittoIL MEGLIO E’ NEMICO DEL BUONO
Così disse colui che, morendo di fame, desiderava un uovo fritto per rimettersi il piedi a chi gli assicurava che il tacchino che sarebbe derivato dall’uovo era molto meglio.
“Quando il tacchino sarà pronto io sarò già morto”.
Ora dicono che l’Agenzia Sarda delle Entrate si farà, ma non subito, più avanti, con una bella legge organica e perfetta.
A prescindere dal citato proverbio, che al meglio incerto di domani bisogna preferire il buono certo di oggi, chi dice che bisogna aspettare una bella legge organica lo dice soltanto come alibi. Infatti sa bene, che tanto ne abbiamo parlato, come a Roma si prepara il funerale dell’autonomia regionale e che il diritto di mantenere in terra sarda il gettito fiscale dei sardi, oggi delegato allo Stato italiano, sarà sepolto per sempre. Allora della bella e perfetta legge organica resterà forse qualcosa di organico, ma non sarà materia giuridica.

Oggi venerdì 27 febbraio 2015

Infor e 3 sett
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aladinewsGli eventi di oggi segnalati da Aladinpensiero sul blog Aladinews agorà. PUNT ‘E BILLETTU: Comunicazione e Terzo Settore. Conoscersi per aumentare gli spazi della partecipazione. Convegno oggi venerdì 27 febbraio alla Facoltà Teologica.
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ape-innovativaLogo_Aladin_Pensieroaladin-lampada-di-aladinews312sardegnaeuropa-bomeluzo3-300x211Sardegna-bomeluzo22sedia-van-goghGLI-OCCHIALI-DI-PIERO1-150x1501413

in giro a Bruxelles con la lampada di aladin…

F Leger a Bruxelleslampada aladin micromicro
Tra cibo e arte: Fernand Léger a Bruxelles
di Franco Meloni
Se vi capita di andare a Bruxelles non mancate di pranzare o cenare presso il ristorante NUET Nigenough 25 Rue de Lombard (ecco il sito web). Potrete bere una buona birra belga, scegliendo tra le molte proposte e mangiare ottimi cibi della cucina belga (perlopiù cucinati con la birra). Il tutto a prezzi decisamente contenuti tenendo conto del rapporto qualità-prezzo e nel confronto con altri ristoranti di buona reputazione della città. Il locale è piccolo e non si accettano prenotazioni. Se avete un po’ di pazienza il normale turn over vi consente un’attesa accettabile (+ o - 20 min). Decisamente piacevole sia la palazzina in stile Liberty che l’arredamento interno con alle pareti quadri d’autore. E’ stata per me una piacevole sorpresa riconoscere i quadri di Fernand Léger, pittore francese “scoperto” casualmente alcuni anni fa per la scelta della copertina di una pubblicazione della Direzione Dirinnova dell’università di Cagliari, fatta insieme al collega Stefano Cocumelli. I quadri di F. Leger sono firmati e datati (1913 e 1914) dall’autore. Proprio di quegli anni e precisamente dell’anno 1914 è scritto quanto segue sullo spazio Wikipedia “Nell’agosto 1914, allo scoppio della prima guerra mondiale, Léger è richiamato alle armi. Rimane intossicato dai gas nella Verdun. Durante la convalescenza rinnova le sue forme cubiste e si interessa al mondo popolare delle industrie e del lavoro: l’artista si trasforma in una sorta di “costruttore”, il cui obiettivo non è di realizzare un motore che funzioni, ma che obbedisca a leggi plastiche ed estetiche. In queste opere la presenza umana lascia spazio alle macchine, frutto del lavoro dell’uomo e della tecnologia e simbolo della civiltà del nuovo secolo…”
- Approfondimenti
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Università della Sardegna: verso la scelta del nuovo rettore dell’Università di Cagliari

Candidati Rettori Unica
(Da UnicaNews, Cagliari, 26 febbraio 2015) – Oggi giovedì 26 febbraio alle 10 nell’Aula Magna del Corpo aggiunto del Polo di Sa Duchessa (Facoltà di Studi umanistici), si è svolta l’assemblea per tutto il personale dell’Ateneo di Cagliari con i candidati alla carica di Rettore, che hanno risposto ad alcune domande preventivamente rese note, e ad altri quesiti posti direttamente durante l’incontro, trasmesso in diretta streaming sul sito dell’Ateneo grazie alla collaborazione di UnitelSardegna. Un vero fuoco di fila di domande terminato soltanto nella tardissima mattinata. L’assemblea era organizzata da tutte le sigle sindacali e dalla RSU e aperta a tutte le componenti dell’Ateneo, ed è stata moderata da Sergio Nuvoli, giornalista dell’Ufficio stampa dell’Università di Cagliari.
studenti di bologna- VAI AL SERVIZIO DI UNICANEWS.
- VAI ALLA RASSEGNA STAMPA.

Jobs act e ordinaria manipolazione

Houdini Gonariodi Gonario Francesco Sedda

«Il governo valuta che le riforme del lavoro contenute nel jobs act produrranno un effetto positivo sul Pil dello 0,9% nel 2020 mentre, nel lungo termine, l’impatto sul Pil sarà dell’1,6%. È quanto si legge in uno dei documenti inviati alla Ue in vista della valutazione definitiva della Legge di Stabilità 2015, attesa nelle prossime settimane. Il governo italiano stima che le riforme avviate potranno produrre un impatto complessivo sulla crescita del 3,6% nel 2020». Così l’ANSA, il 21 febbraio 2015; così (rilanciando quasi con le stesse parole) La Stampa, il Corriere della sera, La Repubblica e altri giornali cartacei e/o online; così anche i notiziari delle radio e TV pubbliche e private. Nessuna domanda e nessun commento. Che agli esaminatori della Ue non arrivi neppure l’eco di qualsivoglia riserva!. Tutti speranzosi e ottimisti dietro l’energico pifferaio Matteo Renzi.

Ma i documenti inviati alla Ue dal Ministero dell’economia e delle finanze [2014: A turning point for Italy, e in particolare la parte riguardante “The impact of structural reforms in Italy”] sono la riproposizione della quotidiana e cinguettante propaganda renziana alla quale viene giustapposta la pretesa di darle un fondamento “scientifico” utilizzando modelli matematici, predittivi delle conseguenze delle decisioni politiche. Il fatto è che raramente questo tipo di previsioni si avverano con approssimazione accettabile. Sia il Ministero dell’economia e delle finanze (Mef) e altri centri di studio in Italia sia il Fondo monetario internazionale (FMI), l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE) e altri centri di studio nel mondo sbagliano quasi sempre o molto spesso nelle loro previsioni, persino quando riguardano l’arco temporale di un anno. Come mai si continua a far ricorso a previsioni che sono inefficaci (non si avverano) e inefficienti (spreco di risorse per la loro messa a punto)? Il fatto è che sono molto utili come strumento (misterioso, accessibile a pochi nella sue procedure di messa a punto, intimidatorio) per orientare la politica, per alimentare la propaganda ideologica in chiave egemonica, per far crescere la fiducia attorno a un determinato governo o al contrario per creare un clima generale di insicurezza e di terrore: con le buone o con le cattive maniere occorre obbedire a chi comanda.

Torniamo ai dati. L’estrazione che ne ha fatto l’ANSA è discutibile. Infatti il documento del Mef fa riferimento a due scenari che danno risultati diversi: uno scenario che considera i provvedimenti che sono diventati legge e vengono pienamente applicati (Trend scenario) e uno scenario che considera, in aggiunta a tutti i provvedimenti diventati legge e applicati, anche i provvedimenti che non sono ancora diventati legge, ma che il governo ha in programma di far approvare dal Parlamento in un futuro vicino (Policy o Planned scenario). I numeri del secondo scenario (Planned scenario) sono più grandi di quelli del primo (Trend scenario).

Prima dell’approvazione dei decreti attuativi del Jobs Act, l’effetto positivo sul Pil della riforma del mercato del lavoro previsto per il 2020 era dello 0,4% e nel lungo periodo dell’1,4%.
Dopo l’approvazione dei decreti attuativi del Jobs Act, l’effetto positivo sul Pil della riforma del mercato del lavoro previsto per il 2020 dovrebbe essere (Planned scenario) dello 0,9% e nel lungo periodo dell’1,6%.
Dunque l’effetto positivo del solo Jobs Act è dato dalla differenza tra il secondo scenario e il primo, cioè 0,5% per il 2020 e 0,2% nel lungo periodo.
I valori degli scenari si riferiscono all’effetto dell’intera riforma del mercato del lavoro (Labour market): nel primo scenario l’effetto del Jobs Act non c’è perché i decreti attuativi non erano stati approvati al momento dell’elaborazione, ma c’è l’effetto di altri provvedimenti diventati legge (infatti il valore è 0,4 e non zero); nel secondo scenario l’effetto del Jobs Act c’è perché l’approvazione dei decreti attuativi era già stata programmata e si aggiunge all’effetto dei provvedimenti già diventati legge.
Ma perché per l’effetto dell’intera riforma del mercato del lavoro i riferimenti nel tempo sono il 2020 e il lungo periodo? Mancano forse altri dati? No, i dati ci sono. Solo che quelli del 2020 e del lungo periodo fanno una qualche impressione e dunque fanno più propaganda, gli altri invece meno.
PRIMO SCENARIO: 0,1% nel 2015; 0,2% nel 2016; 0,3% nel 2017; 0,3% nel 2018; 0,4% nel 2019.
SECONDO SCENARIO: 0,1% nel 2015; 0,3% nel 2016; 0,5% nel 2017; 0,6% nel 2018; 0,8% nel 2019.
Per differenza l’effetto previsto del Jobs Act sul Pil risulta: 0,0% nel 2015; 0,1% nel 2016; 0,2% nel 2017; 0,3% nel 2018; 0,4% nel 2019. Sarebbero queste le previsioni così esaltanti da spingere M. Renzi a vantarsi con spavalda sfacciataggine di aver rottamato l’art. 18 e manomesso lo Statuto dei lavoratori?
Infine, che affidabilità può avere una previsione sul lungo periodo con un solo dato … senza data?! È una previsione fino al 2030 o fino al 2040 o oltre? E dove sarà finito il pifferaio M. Renzi nel 2030 o nel 2040 o oltre? Il fatto è che anche un “indeterminato” lungo periodo con un effetto del 1,6% di crescita del Pil dovuto a “tutti” i provvedimenti di riforma del mercato del lavoro (Planned scenario) serve a far colpo e propaganda “nel breve periodo”: in vista di probabili elezioni nella primavera del 2016 o della normale scadenza elettorale del 2018. Nascondendo che il contributo del Jobs Act rispetto agli altri provvedimenti di riforma del mercato del lavoro è solo di 0,2% nel lungo periodo, appunto la differenza tra il valore del secondo scenario (1,6%, Planned scenario) e il primo scenario (1,4%, Trend scenario). E così M. Renzi, il molesto e cinguettante dispensatore di fiducia, può continuare a imperversare.
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*anche su Democraziaoggi
- Nell’illustrazione Poster spettacolo di Harry Houdini, illusionista
- Renzi Houdini.
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Agenzia-sarda-delle-entrate VBAGENZIA SARDA delle ENTRATE
di Piero Marcialis
Il primo segnale della volontà di indipendenza di un popolo viene dato storicamente dal rifiuto di pagare le imposte a uno Stato oppressore.
E’ ridicolo versare soldi a uno Stato come l’Italia che deve ai sardi miliardi di euro.
Il primo segnale della volontà di indipendenza delle colonie americane dall’Inghilterra fu il rifiuto di pagare le imposte.
Il primo segnale della volontà di indipendenza del popolo irlandese fu il rifiuto di pagare tributi all’Inghilterra e di costituire una cassa irlandese dove versare le imposte.
Il primo segnale della volontà di indipendenza dell’India fu il rifiuto di pagare tributi all’Inghilterra.
I sardi sopportano uno Stato debitore che occupa e inquina il loro territorio senza alcuna contropartita, ma hanno un governo regionale che si contenta della restituzione di briciole ed è fedele al PD del signor Renzi, che ha rifiutato qualsiasi aiuto ai disastrati di Olbia e altri paesi e che sta per eliminare persino la possibilità statutaria di una agenzia delle entrate sarda. Coraggiosamente i valorosi governanti sardi hanno anticipato la mossa e si sono essi stessi rifiutati di avere una propria agenzia. Di questo governo regionale fanno parte forze che si richiamano al sardismo, al sovranismo e all’indipendentismo. Complimenti.
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- La fotocomposizione è tratta da un articolo sull’Agenzia Sarda Entrate pubblicato sul blog di Vito Biolchini.

Domani

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Infor e 3 settInformazione e Terzo settore
Conoscersi per aumentare gli spazi della partecipazione
Venerdì 27 febbraio 2015, ore 17,30.
“Aula Magna” Pontificia Facoltà Teologica – Via Sanjust – Cagliari

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” Informazione e terzo settore” è il tema del convegno organizzato dall’UCSI Sardegna in programma venerdì 27 febbraio, ore 17,30, nell’aula magna della Pontificia Facoltà teologica della Sardegna. Relatore Edoardo Patriarca, uno dei massimi esperti italiani del settore.
Il non profit conta sul contributo lavorativo di 4,7 milioni di volontari, 681 mila dipendenti, 270 mila lavoratori esterni e 5 mila lavoratori temporanei. Sono inoltre presenti altre tipologie di risorse umane che prestano a vario titolo la loro attività nelle istituzioni rilevate: 19 mila lavoratori comandati/distaccati; 40 mila religiosi e 18 mila giovani del servizio civile. - segue -

con gli occhiali di Piero…

GLI-OCCHIALI-DI-PIERO1-150x15014131- C’è posta per noi. Su Aladinpensiero il 26 febbraio 2014.
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Buffalo Bill 2BUFFALO BILL
Il 26 febbraio 1846 a Le Claire (Iowa) nasce William Frederick Cody, noto Buffalo Bill.
Ne abbiamo parlato su Aladinpensiero, 10 gennaio 2014.
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Agenzia-sarda-delle-entrate VBAGENZIA SARDA delle ENTRATE
Il primo segnale della volontà di indipendenza di un popolo viene dato storicamente dal rifiuto di pagare le imposte a uno Stato oppressore.
E’ ridicolo versare soldi a uno Stato come l’Italia che deve ai sardi miliardi di euro.
Il primo segnale della volontà di indipendenza delle colonie americane dall’Inghilterra fu il rifiuto di pagare le imposte.
Il primo segnale della volontà di indipendenza del popolo irlandese fu il rifiuto di pagare tributi all’Inghilterra e di costituire una cassa irlandese dove versare le imposte.
Il primo segnale della volontà di indipendenza dell’India fu il rifiuto di pagare tributi all’Inghilterra.
I sardi sopportano uno Stato debitore che occupa e inquina il loro territorio senza alcuna contropartita, ma hanno un governo regionale che si contenta della restituzione di briciole ed è fedele al PD del signor Renzi, che ha rifiutato qualsiasi aiuto ai disastrati di Olbia e altri paesi e che sta per eliminare persino la possibilità statutaria di una agenzia delle entrate sarda. Coraggiosamente i valorosi governanti sardi hanno anticipato la mossa e si sono essi stessi rifiutati di avere una propria agenzia. Di questo governo regionale fanno parte forze che si richiamano al sardismo, al sovranismo e all’indipendentismo. Complimenti.