Monthly Archives: marzo 2019

Che succede?

c3dem_banner_04CATTOSOVRANISMO
29 Marzo 2019 by Forcesi | c3dem.
Sebastiano Maffettone, “Quel passo indietro sui diritti a Verona” (Messaggero). Chiara Saraceno, “Quel che serve davvero alle famiglie” (lavoce.info). Giorgio Tonini, “No alla rissa su famiglia e sessualità” (L’Adige). Pasquale Annichino, “Il Congresso di Verona è il prodotto della critica all’ordine liberale” (Foglio). Paola Binetti, “A Verona non vado, è uno spot per Salvini” (intervista a Il Fatto). Noi Siamo Chiesa, “E’ un’operazione politica della destra”. Steve Bannon, “I gialloverdi modello Trump” (intervista al Messaggero).
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cattolici-e-impegno6Conferenza nello Studio Francescano sull’impegno in politica dei cattolici
“Cattolici e impegno in politica” è il titolo del dibattito in programma lunedì, alle 17, nello Studio Francescano, in via Principe Amedeo 20. L’iniziativa è organizzata da Ufficio diocesano per la pastorale sociale e del lavoro, Amici sardi della Cittadella di Assisi e Progetto Policoro. Il coordinamento è affidato a Mario Girau e Franco Meloni, introducono la discussione Ignazio Boi e Gianni Loy.

Documentazione ITI Is Mirrionis-San Michele

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Is Mirrionis inglesismi AFFIDAMENTO DEL SERVIZIO DI SUPPORTO ALLE IMPRESE PER L’ATTUAZIONE DELL’ITI. Aggiudicataria la RTI FONDAZIONE GIACOMO BRODOLINI Milano – PRIMAIDEA srl Cagliari.
Dettaglio Atto
Tipo: Determinazione Dirigenziale Numero e data: Numero 6205 del 05/10/2018 Data esecutività: 15/10/2018
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Oggi domenica 31 marzo 2019

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Avvenimenti&Dibattiti&Commenti&Appuntamenti—————

Verona, il Congresso omofobo spaventa pure Salvini
31 Marzo 2019 su Democraziaoggi.
Salvini col suo protagonismo rischia di fare autogol. Cavalcare il mito della famiglia tradizionale in un mondo che, accanto a quella, ne conosce molte altre e diverse, finisce per ridurre anziché ampliare il consenso. Un boomerang, in controtendenza rispetto a quanto Salvini ha fatto e ha detto finora. Non a caso, abilmente il M5S apre una […]
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Congresso di Verona: è un’operazione politica della destra che difende un’idea di famiglia e di società lontana dalla saggezza e dalla misericordia del Vangelo
di Noi Siamo Chiesa
in “www.noisiamochiesa.it” del 26 marzo 2019

Che succede?

c3dem_banner_04GIUSTIZIA FAI DA TE. E ALTRO
29 Marzo 2019 by Forcesi | su C3dem.
Luigi Ferrarella, “Il tentativo di trasformare i tribunali in spettatori” (Corriere). Massimo Luciani, “E’ incostituzionale sostenere che si può sparare sempre” (intervista a Repubblica). Mauro Cozzoli, “La giustizia fai da te, china ingiusta” (Avvenire). CITTADINANZA: Michele Ainis, “L’uguaglianza dello ius soli” (Repubblica). Alessandro Rosina, “Sulla cittadinanza meglio ripartire dalla cultura” (lavoce.info). BANCHE: Federico Fubini, “Banche, i timori del Quirinale” (Corriere). PD E SUD: Isaia Sales, “Perché il Pd o cambia al Sud o muore” (Mattino). Luigino Bruni, “Sud con risorse e non decolla” (Avvenire). Franco Monaco, “Basilicata, ultimo test” (Settimananews). Stefano Ceccanti, “Il Pd deve fare da perno del centrosinistra” (intervista a affar italiani). Ezio Mauro, “Zingaretti nel mondo x. Sopravvivere non basta” (Repubblica). Luigi Zanda, “Finanziare i partiti? Lo dice la Costituzione. Non cedo all’antipolitica” (intervista a Repubblica). LEGA: Gianfranco Brunelli, “La resistibile ascesa di Salvini” (il Regno n. 6). Claudio Ceresa, “Il cialtro-sovranismo si può vincere con l’ottimismo modello Bentivogli” (Foglio).
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Oggi sabato 30 marzo 2019

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Avvenimenti&Dibattiti&Commenti&Appuntamenti—————
«La legge sulla legittima difesa è pura propaganda, ma con effetti pericolosi»
30 Marzo 2019
[Democraziaoggi] Per stimolare la riflessione, pubblichiamo oggi due interviste di segno non identico, che rispecchiano le opinioni critiche alla legge leghista sulla legittima difesa. Personalmente sono più in sintonia con l’opinione dell’avv. Caiazza, anche se – paradossalmente – la grossolanità della disciplina, denunciata dal PM Michelozzi, è anche il suo lato debole perché rende più agevole […]
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Legittima difesa senza limiti, incostituzionale
30 Marzo 2019
Andrea Fabozzi Il Manifesto 29.3.2019, ripubblicato da Democraziaoggi.
Massimo Michelozzi. Il sostituto procuratore di Venezia: per come è formulato il nuovo comma, anche un passante che assiste all’intrusione nella casa di un altro potrebbe sparare […]
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LEGITTIMA DIFESA
Post su fb di Gian Giacomo Pisotti, magistrato. Venerdì 29 marzo 2019.
Quella di oggi è presentata come una giornata storica (“bellissima”), anche da componenti del governo con appositi cartelli, perché finalmente sarebbe consentito, per la prima volta, di difendersi dai delinquenti. Ma la realtà non è questa. Senza andare troppo indietro nel tempo, basta ricordare che il codice penale del 1931 (epoca fascista) conteneva già una norma equilibrata, consentendo la difesa con comportamenti proporzionati alla gravità dell’offesa. Nei casi di eccesso per colpa (quindi, non volontario) si commetteva un reato di lesioni colpose o di omicidio colposo, con pene lievi che ormai consentivano la concessione dei principali benefici di legge (nessuno è mai andato in carcere per i soli eccessi di quel tipo).
Nel 2006 la norma è stata resa più favorevole per chi si difendeva, poiché la proporzionalità era, in una serie di casi, presunta, senza bisogno di prova.
Con la legge odierna [segue]

Oggi a Senorbì

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Che succede?

c3dem_banner_04BUIO SUL MEDITERRANEO
29 Marzo 2019 by Forcesi | su C3dem.
Francesco, “Bloccare le navi, un’ingiustizia” (Avvenire). Marina Corradi, “Mediterraneo e coscienze, libro oscuro” (Avvenire). Flavia Perina, “Migranti nel Mediterraneo, l’ora più buia” (Linkiesta). Marta Ottaviani, “Migrazioni e antiche paure, in Europa tornano i muri” (Avvenire). Alessandra Ziniti, “Lampedusa, porto aperto d’Italia. Siamo rimasti soli” (Repubblica).
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Oggi Joyce Lussu

la-mia-casa-e-il-mondo-jl Presentazione di un volume contenente una nuova biografia di Joyce Lussu.
L’autrice è Elena Pisuttu, una giovane docente di Tissi, già assessore comunale alla cultura, che agli studi su Joyce ha dedicato un dottorato. L’incontro è previsto oggi venerdì 29 marzo, alle 17.00, nel salone all’8° piano del Banco di Sardegna, in viale Bonaria, a Cagliari.
Il volume è già disponibile nella libreria Mondadori, in via Farina 16, sempre a Cagliari.
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Anche su Democraziaoggi.

Oggi venerdì 29 marzo 2019

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Avvenimenti&Dibattiti&Commenti&Appuntamenti—————
Zingaretti fuori di testa? Dice che il sistema è bi e non tripolare, come dire che il rosso è bianco!
29 Marzo 2019
Amsicora su Democraziaoggi.
———————————————————La famiglia BALILLA——-
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Verona da oggi è nera. Le donne nell’”arena” dell’oltranzismo
Si apre nella città scaligera la tre giorni del XIII World Congress of Families che riunisce l’integralismo prolife e omofobo globale. Consegnate alla Provincia oltre 143 mila firme di cittadini di tutto il mondo contrari al raduno
Gilda Maussier
su il manifesto, EDIZIONE DEL 29.03.2019
PUBBLICATO 28.3.2019
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Cattolici e impegno in Politica

Ernesto Cardenal ernesto_cardenal_a_la_chascona_2
di Gianni Loy
Il mese scorso, il 14 di febbraio, di giovedì, il Vescovo ausiliario dell’archidiocesi di Managua, capitale del Nicaragua, si è recato al capezzale di un vecchio di 94 anni ricoverato nel locale ospedale per invocare la sua benedizione. Papa Francesco non smette mai di stupire: è in questo modo, con questa forma, che ha deciso di revocare la sospensione a divinis che, nel 1984, Giovanni Paolo II aveva inflitto ad uno straordinario sacerdote di nome Ernesto Cardenal.
La notizia mi ha fatto ripiombare in un passato che sembrava lontano e dimenticato. Ho avuto modo di conoscere da vicino l’esperienza della rivoluzione sandinista e di restare affascinato dall’esperienza di un sacerdote, un poeta, candidato al premio Nobel nel 2005, un affermato teologo che amava vivere nella natura, nel primitivismo, nel silenzio di una comunità da lui fondata, in un’isola del lago di Managua, Solentiname. Quel sacerdote era diventato il ministro (della cultura) nel governo rivoluzionario che aveva abbattuto il dittatore Somoza e che contava altri due sacerdoti tra i suoi ministri.
Mi ritorna alla mente il complicato intreccio tra fede e politica. Diceva di lui un altro straordinario poeta, Padre Davide Maria Turoldo: Quell’uomo sta facendo la rivoluzione del Nicaragua … una rivoluzione a suon di salmi, nella luce dell’antico Esodo … E sono stati questi suoi canti che hanno infiammato le coscienze, che hanno sollevato il popolo: quasi avessero i poveri udito di nuovo la Voce parlante dalle fiamme dell’antico Roveto che nel deserto continua ad ardere senza consumarsi. [segue]

Che succede?

«Non difendono le donne, vogliono solo chiuderle in casa»
Chiara Saraceno. «Oggi il linguaggio omofobo della politica autorizza chiunque a offendere il papà o la mamma di un bambino»

Carlo Lania
il manifesto, EDIZIONE DEL 26.03.2019, PUBBLICATO 25.3.2019.
[segue]

Oggi giovedì 28 marzo 2019

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Avvenimenti&Dibattiti&Commenti&Appuntamenti—————
Un risultato storico per Zedda & C. Nel rosso Sulcis Iglesiente neanche un seggio!
28 Marzo 2019
Gianna Lai su Democraziaoggi.
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04-pa-telelavoro-flyerSi parlerà di telelavoro e lavoro agile nell’iniziativa organizzata dalla Fp di Cagliari oggigiovedì 28 marzo, dalle 16 alle 19 nel salone della Camera del Lavoro Cgil in viale Monastir 17: punto di partenza del dibattito l’esperienza positiva già avviata grazie a un accordo tra sindacato e amministrazione comunale di Cagliari che sarà illustrata, per la Fp da Eugenio Meloni, per il Comune da Luisella Mereu, dirigente del Servizio sviluppo organizzativo e risorse umane, e Riccardo Castrignano, dirigente del Servizio innovazione tecnologia e sistemi informatici.

I Cattolici e l’impegno in Politica – Incontro-dibattito il primo aprile 2019

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Le ragioni dell’incontro.
L’incontro ha la finalità di suscitare una riflessione a tutto tondo sull’impegno dei cattolici in Politica nel nostro tempo. Lo facciamo partecipando – anche con questa iniziativa – al grande dibattito che si sta sviluppando nel Paese, che non può essere ridotto alla proposta di riedizione di un “partito cattolico”, che peraltro non condividiamo (1). Ma qui non vogliamo parlare solo in termini generali, perché intendiamo misurarci con la nostra realtà di primo riferimento, cioè con l’impegno che caratterizza o dovrebbe caratterizzare i cattolici nella società sarda e nella città metropolitana di Cagliari. Non vogliamo soffermarci sulle diverse esperienze positive (che pur è importante tenere presenti, riconoscendone i meriti anche nell’intento di rafforzare collegamenti e sinergie), vogliamo invece riflettere sulle carenze dell’intervento dei cattolici nel tradurre i valori evangelici nell’impegno sociale, con particolare riguardo all’intervento politico, che ne è un aspetto fondamentale. In questo ambito ci chiediamo il perché le politiche sociali a tutti i livelli (ma qui prendiamo in esame quelli a noi più vicini) siano sempre meno efficaci nel perseguire i principi: eguaglianza, pace, solidarietà, partecipazione, diritto al lavoro, diritto alla salute, diritto a vivere in un ambiente salubre, diritto alla casa, diritto all’istruzione e alla formazione.
[segue]

Verso l’incontro-dibattito “Cattolici e impegno in Politica”. Note introduttive

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Le ragioni dell’incontro.
(a cura degli organizzatori)*
L’incontro ha la finalità di suscitare una riflessione a tutto tondo sull’impegno dei cattolici in Politica nel nostro tempo. Lo facciamo partecipando – anche con questa iniziativa – al grande dibattito che si sta sviluppando nel Paese, che non può essere ridotto alla proposta di riedizione di un “partito cattolico”, che peraltro non condividiamo (1). Ma qui non vogliamo parlare solo in termini generali, perché intendiamo misurarci con la nostra realtà di primo riferimento, cioè con l’impegno che caratterizza o dovrebbe caratterizzare i cattolici nella società sarda e nella città metropolitana di Cagliari. Non vogliamo soffermarci sulle diverse esperienze positive (che pur è importante tenere presenti, riconoscendone i meriti anche nell’intento di rafforzare collegamenti e sinergie), vogliamo invece riflettere sulle carenze dell’intervento dei cattolici nel tradurre i valori evangelici nell’impegno sociale, con particolare riguardo all’intervento politico, che ne è un aspetto fondamentale. In questo ambito ci chiediamo il perché le politiche sociali a tutti i livelli (ma qui prendiamo in esame quelli a noi più vicini) siano sempre meno efficaci nel perseguire i principi: eguaglianza, pace, solidarietà, partecipazione, diritto al lavoro, diritto alla salute, diritto a vivere in un ambiente salubre, diritto alla casa, diritto all’istruzione e alla formazione.

Questi principi non sono in tutta evidenza portato esclusivo dei cattolici, quanto invece di tutte le componenti che per brevità individuiamo in quelle che dettero vita alla Carta Costituzionale italiana, nella fondazione di uno Stato democratico che traeva ispirazione dalla Resistenza e dall’antifascismo. Parliamo dei cattolici, dei comunisti, dei socialisti, degli azionisti, dei liberaldemocratici… avvertendo che l’enumerazione non rende la complessità delle diverse componenti. Basti pensare che fin da allora i cattolici militavano in differenti schieramenti politici, anche se in prevalenza si collocavano nel Partito popolare prima e successivamente nella Democrazia Cristiana.

Sarebbe interessante ripercorrere le esperienze di quel passato. Parliamo invece dell’oggi: come questi principi possono essere declinati nelle scelte politiche? Ecco, qui sta il diritto dei cattolici di differenziare le proprie opzioni rispetto alle diverse formazioni politiche, quand’anche ne facciano parte. Ma fino a un certo punto, cioè fino a quando i programmi e le concrete attuazioni degli stessi non neghino tali principi.

Proviamo a svilupparne alcuni

Le disuguaglianze e i diritti
In tutto il mondo si accentuano le disuguaglianze sociali e aumentano le povertà, mentre assistiamo a una nuova corsa al riarmo e si moltiplicano i conflitti bellici, tale da configurarsi una “guerra mondiale a pezzi”, come l’ha definita papa Francesco. La sopravvivenza dell’intera Terra è minacciata dall’inquinamento e dall’uso sconsiderato delle risorse non rinnovabili, mentre in conseguenza delle guerre e dei cambiamenti climatici masse considerevoli di persone abbandonano i luoghi d’origine e si spostano verso le zone più ricche del pianeta, con costi umani terrificanti (vicino a noi tali tragedie si verificano soprattutto nel mar Mediterraneo) e con l’incapacità dei paesi di destinazione di gestire i flussi migratori.
Nella nostra casa – in Sardegna, nelle città e nei paesi – assistiamo a un progressivo depauperamento delle risorse materiali e, ancor peggio, alla perdita di quelle più preziose: le persone, con l’aumento della disoccupazione, specie giovanile, lo spopolamento delle zone interne e l’emigrazione dei giovani verso altri paesi europei ed extraeuropei.
Questi fenomeni interpellano le coscienze delle donne e degli uomini e necessitano di risposte adeguate e convincenti, individuali e collettive, quali finora non sono state, nell’impegno politico nell’associazionismo e nelle Istituzioni. I cattolici hanno tutti gli strumenti per intervenire in questa situazione per cercare di modificarla verso positivi concreti miglioramenti. A tal fine ispirandosi agli insegnamenti evangelici e alla consolidata e aggiornata dottrina sociale della Chiesa. La presenza dei cattolici, insieme con tutte le altre persone di “buona volontà” – perciò anche con quelle non credenti o di differenti convinzioni religiose, animate da comuni valori etici – si appalesa in modo peculiare nelle diverse forme dell’impegno politico, ricordando l’insegnamento di San Paolo VI, secondo cui il servizio nella polis costituisce la più alta forma di carità (1).

La partecipazione
Il prossimo 26 maggio torneremo a votare per le Elezioni europee. Lo stesso giorno (o in un giorno del mese successivo) si voterà in molti comuni italiani; in Sardegna in 29 comuni (su 377), di cui 24 con popolazione inferiore ai 15000 e 5 con popolazione superiore (Alghero, Cagliari, Monserrato, Sassari, Sinnai).
Teniamo conto di questa circostanza perché il dibattito, anche in questo nostro incontro, deve misurarsi sia su questioni di ampia portata (rifare un partito dei cattolici e altro) sia sulle scelte concrete dell’immediato: come si comporteranno i cattolici in queste scadenze? Poiché ci troviamo a Cagliari è interessante e opportuno calare i nostri ragionamenti anche sull’amministrazione della città. E’ una proposta che facciamo a questa assemblea, con l’unica finalità di organizzare riflessioni che potranno essere riprese e ulteriormente sviluppate in altre auspicabili iniziative.
Innanzitutto il dato della partecipazione elettorale, che nelle recenti scadenze si assesta tra il 50 e poco più del 60%. A Cagliari nelle elezioni del 5 giugno 2016 l’affluenza definitiva è stata del 60,14%, mentre nel 2011 al primo turno fu del 71,44 % (elezioni vinte entrambe da Massimo Zedda). Il dato di affluenza del recente voto regionale è stato dunque inferiore (58,97%) sebbene in incremento rispetto alle elezioni regionali precedenti (53,44%) e in calo rispetto alle politiche del 2018 (68,14%, dato Camera dei deputati). A scoraggiare la partecipazione dei cittadini contribuiscono le leggi elettorali, in particolare la pessima legge elettorale sarda, costruita in modo spudoratamente autoreferenziale dai due maggiori partiti dei raggruppamenti del centro destra e del centro sinistra al fine di spartirsi i seggi senza essere troppo disturbati.
E’ questo un punto importante che vogliamo trattare: gli appelli alla partecipazione dei cittadini alle elezioni non sono credibili in presenza di leggi elettorali che la scoraggiano.
Ecco, i cattolici al riguardo dovrebbero prendere posizione, battendosi per leggi elettorali democratiche, secondo lo spirito della Costituzione. In particolare è pertinente il richiamo all’art.3, comma 2, laddove afferma che è compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli che impediscono l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica del Paese.

Quanto ai contenuti della politica non sembra che le scelte politiche neo liberiste di un’economia che uccide siano propriamente in linea con gli insegnamenti evangelici, come ben evidenzia papa Francesco nell’Esortazione apostolica Evangelii gaudium e in tanti altri documenti e dichiarazioni.
Una buona politica non può non costruire percorsi alternativi, anche se difficili, per un’economia al servizio dell’uomo.

Politica dell’accoglienza.
Praticarla oggi è sempre più arduo, eppure è quella obbligata, perfino ragionando egoisticamente, ma per i cattolici dovrebbe essere ovvia, evidentemente nelle forme più adeguate perché possa essere accettata e abbia successo. E, invece, le Amministrazioni di tutti i colori tendono a evitare possibili contrasti con un’opinione pubblica egemonizzata da un risorgente razzismo. Anche l’Amministrazione di Cagliari non è estranea a questa impostazione, considerato la difficoltà di organizzare gli Spraar, non partecipando agli appositi bandi del Ministero degli Interni, ora ridimensionati dalla gestione Salvini.
Sono politiche che non fanno prendere voti, anzi ne fanno perdere. Ma i cattolici che posizioni prendono?

Le periferie.
La città per l’opera delle ultime amministrazioni è diventata più bella e più attrattiva anche per i flussi turistici, ma non sembra che ci sia stata un’adeguata politica per le periferie. Non disconoscendo gli interventi di riassetto urbanistico operati anche nelle periferie, tuttavia si lamenta la scarsa attenzione ai problemi della qualità dell’abitare, che nelle periferie non è affatto migliorata in questi ultimi decenni. Drammatico è il venir meno di relazioni di solidarietà tra le persone, con il contrarsi delle occasioni di socialità libere da finalità di lucro o diverse da appuntamenti nei quali le persone non “partecipano”, essendo presenti quasi esclusivamente come spettatori, fruitori passivi.

Non disconosciamo il valore dei progetti di grande portata e di consistenti dotazioni finanziarie dedicati alle periferie: per Sant’Elia o per il quartiere di Sant’Avendrace (fondi governativi), o per San Michele e Is Mirrionis (ITI, fondi europei), ma lamentiamo le lungaggini attuative e le gestioni verticistiche degli stessi, senza un vero coinvolgimento delle popolazioni.

Le politiche sociali. Si ha la sensazione che vengano in parte consistente delegate alla Caritas, che pur meritoria e allo stato indispensabile, non può e non deve coprire tutte le necessità dei ceti meno abbienti.

Una politica di ispirazione cattolica può adagiarsi a questo stato di cose? In questa sede abbiamo proposto sono solo alcuni esempi come terreno concreto di discussione che deve misurarsi con le impostazioni di fondo e di più ampia portata.

Ci interroghiamo anche sullo stato di consapevolezza dei cattolici italiani sulla disponibilità all’impegno in Politica.
Lo facciamo riportando le conclusioni di un interessante sondaggio realizzato dall’Istituto Demopolis su un campione di 1200 maggiorenni cattolici, pubblicato da Famiglia Cristiana del 24 ottobre 2013 , consultabile su web (2). “Al centro dell’inchiesta se e come, in quale misura, il cattolicesimo italiano sia disponibile ad accogliere l’appello di Papa Francesco perché una nuova generazione di cattolici si impegni in politica per il bene comune. Un appello che viene recepito in blocco dal 90% degli intervistati”. In estrema sintesi il cattolico disegnato da questa indagine “mette al centro delle proprie preoccupazioni i giovani, la costruzione della famiglia, l’idea di una comunità solidale con i più deboli, aperta ai nuovi italiani e ad una trasformazione dell’Italia in una società multietnica e multiculturale. Vuole meno tasse e sa che la corruzione e la clientela distruggono le possibilità di una crescita sana e sostenibile della società e del Paese. Tuttavia ha perso di vista alcuni capisaldi della dottrina cattolica sui temi cosiddetti ‘non negoziabili’, aprendo a sperimentazioni su embrioni e all’eutanasia”.

Qualità della classe politica e impegno nella formazione delle persone.
Dedichiamo infine un passaggio alla necessità che la società disponga di una classe di politici preparati. Al riguardo nel messaggio prima delle recenti elezioni i Vescovi sardi sono stati espliciti (3): siano i cattolici “disponibili a candidarsi a far parte della classe dirigente, con sapiente valutazione delle proprie capacità e delle possibilità oggettive di impegno”. Ma, si dirà: sono molti i cattolici già impegnati in politica, in quasi tutti gli schieramenti nella rilevante differenziazione che il venire meno del “collateralismo” ha facilitato. Ciò nonostante sembra proprio che i Vescovi ritengano insufficiente tale impegno, in quantità e qualità, tanto è che sostengono: “la classe politica ha sempre più bisogno, anche al di là delle candidature proposte dai partiti, di persone competenti e preparate, di provata esperienza amministrativa, di moralità indiscussa, di spirito di servizio e di distacco da interessi personali e di casta”. Se tanto affermano è perché probabilmente intendono “stanare” una quantità, allo stato imprecisata, ma sicuramente numerosa di persone con le qualità che hanno ben evidenziato. Detto con una definizione suggestiva ritengono esista in ambito cattolico (e non solo) una sorta di “esercito di riserva della democrazia” da mettere in gioco per il bene della Sardegna. Verosimilmente tra queste persone vi sono coloro che praticano (o perlomeno non si oppongono a) quel “persistente astensionismo” che preoccupa i Vescovi, mentre, al contrario, le stesse avrebbero il “dovere morale di partecipare con responsabilità e piena consapevolezza ai prossimi appuntamenti elettorali” e, in generale, alla vita politica. Non bisogna poi fermarsi allo stato delle “risorse disponibili”, occorre creane di nuove; infatti i presuli intendono impegnarsi maggiormente nella “formazione della coscienza politica del laicato”, lasciando intravedere al riguardo il rilancio di scuole di formazione e di altre pertinenti iniziative culturali aperte e in collegamento con tutte le organizzazioni laiche democratiche.

Conclusioni?
Speriamo emergano maggiore consapevolezza dei problemi della nostra società e rinnovati impegni dei cattolici e di tutte le persone di buona volontà anche stimolati da questo nostro incontro.

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(1) Lo stato del dibattito è ben sintetizzato da un articolo di Ritanna Armeni, sul quindicinale Rocca, della Pro Civitate Christiana (articolo ripubblicato da Aladinews: http://www.aladinpensiero.it/?p=93547). (2) Su Famiglia Cristiana del 24 ottobre 2013 (ripreso da Aleteia): https://it.aleteia.org/2013/10/24/i-cattolici-pronti-ad-impegnarsi-in-politica/ (3) MESSAGGIO DELLA CONFERENZA EPISCOPALE SARDA ALLE CHIESE E ALLA SOCIETÀ DELLA SARDEGNA. «GIOVANI, LAVORO E SPERANZE PER IL FUTURO» del 29 ottobre 2018 (su Aladinews del 10 novembre 2019: http://www.aladinpensiero.it/?p=89392
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* Gli organizzatori
- Ufficio diocesano per la pastorale sociale e del lavoro;
- Associazione Amici Sardi della Cittadella di Assisi;
- Progetto Policoro.

Un mese in più per prepararsi alle elezioni comunali. Lo si spenda bene!

img-9563Dopo le Europee (26 maggio), per le elezioni amministrative si vota a giugno. Forse domenica 16.
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[su SardiniaPost] È deciso: salta ‘election day’ di maggio. Slitta a giugno il voto delle Comunali
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lampadadialadmicromicro133 Appunti
Elezioni a Cagliari. Ecco un buon programma di base per costruire l’alternativa. [segue]