Per un’educazione sinodale

2b85a3c7-778b-4a57-9f62-ee35605b27e5sinodo-schermata-2021-08-23-alle-11-52-08di Tonio Dell’Olio, su Rocca
Nonostante il tema del Sinodo continui ad essere dibattuto e «frequentato» in seno alle chiese locali e ad alcune associazioni e nonostante il Consiglio permanente della Conferenza episcopale italiana si affanni a produrre linee guida, tappe e itinerari, si comprende bene come quella del Sinodo sia una mentalità estranea alla cultura ecclesiale italiana e che ci trovi tutti abbastanza impreparati. Dobbiamo ammettere che somigliamo a quei pazienti che, per forza di cose, sono rimasti immobili a letto per qualche mese e hanno bisogno ora di una riabilitazione motoria che restituisca il giusto tono ai muscoli. Diciamoci la verità: come comunità cristiana, nonostante l’insistenza conciliare sulla visione ecclesiologica della categoria del «popolo di Dio» abbiamo sottolineato e praticato con profitto solo le categorie della chiesa gerarchica. [segue] Beninteso, non c’è contraddizione tra le due, che dovrebbero piuttosto integrarsi e alimentarsi in modo complementare e comunionale, ma nei fatti è avvenuto che, al di là di un vago ruolo consultivo, anche gli organi di partecipazione ecclesiale, hanno contribuito a tenere ai margini una buona parte del popolo di Dio invece che all’interno di un vero e proprio cammino da compiere insieme. Insomma c’è bisogno di una vera e propria alfabetizzazione sinodale, di un’educazione alla partecipazione della vita ecclesiale che faccia avvertire quanto quella comunità sia parte di una comunità umana più vasta e pertanto ne assuma il grido, la festa, le speranze e i travagli. Un’educazione alla responsabilità comune rispetto alle sorti del cammino comunitario in cui anche le delegate alla pulizia dell’aula liturgica e all’addobbo della mensa, gli addetti al servizio d’ordine e quelli della manutenzione volontaria ordinaria, diventino consapevoli di essere parte di una stessa realtà che cammina tra le donne e gli uomini del proprio tempo. Non vi può essere alcun cammino sinodale concreto ed efficace se previamente non si investono energie nella riabilitazione educativa di un tessuto umano che comprenda e pratichi la comunione fraterna in pienezza. Non c’è distinzione tra manovalanza e dirigenza in una chiesa sinodale in cui tutti sono fratelli e sorelle e non ci sono subalterni chiamati solo ad obbedire e altri deputati esclusivamente a ordinare. Questo sarebbe secondo l’ordine del mondo e non in sintonia con l’insegnamento evangelico (cfr. Luca, 22,24-26). E non si tratta di aggiungere un capitolo alla catechesi ordinaria quanto piuttosto di osare strade nuova di inclusione attiva che si formi con l’esperienza e la pratica, con una mentalità nuova (o rinnovata) sul calco originario del Vangelo. Anche in questo ambito, pertanto, educare diviene un atto liberante e creativo, dinamico (nel senso che pone in cammino) e tutt’altro che individuale. Forse l’errore più macroscopico che si va commettendo in questo tempo di cantiere sinodale è di varare un processo che non può esprimere alcuna reale e concreta sinodalità semplicemente perché non siamo pronti, non ne conosciamo la grammatica, non ne comprendiamo il «senso» inteso come significato e direzione. Per camminare insieme occorrono gambe e intelligenza, oltre alla passione e alla convinzione del mettersi in cammino. Ebbene l’educazione sinodale corrisponde alla palestra e all’aula in cui si apprende e si pratica il cammino compiuto insieme.

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One Response to Per un’educazione sinodale

  1. admin scrive:

    Dalla pagina fb di Brunetto Salvarani,
    VERSO IL CAMMINO SINODALE (33)
    È un paradosso, ma una parte della Chiesa italiana sembra volersi “difendere” dal Sinodo. Come se il Sinodo possa essere un elemento di “crisi” per una Chiesa che non ne ha bisogno. Credo che questa sia una occasione storica, in cui l’effetto di “trascinamento” dell’elaborazione sinodale a livello di Chiesa universale può giovare a rivedere il passo della Chiesa italiana. Francesco lo dice apertis verbis: dobbiamo lasciarci mettere in crisi dall’ascolto.
    Andrea Grillo, intervista di R. Gumina, 27-9-2021

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