Università della Sardegna. Spazio ai candidati a Rettore dell’Università di Cagliari

L’UNIONE SARDA
STUDENTI antica universita' di BolognaCronaca di Cagliari (Pagina 17 – Edizione CA)
«Destinazione Europa»
Luigi Raffo: o si cambia o saremo un ateneo-succursale
UNIVERSITÀ. L’ingegnere elettronico in campo per conquistare il rettorato
LUIGI RAFFO È UNO DEI TRE INGEGNERI IN CORSA PER IL RETTORATO. DOCENTE DEL POLO DI PIAZZA D’ARMI CHE, PER 18 ANNI, HA GOVERNATO L’ATENEO CON PASQUALE MISTRETTA, IL RETTORE DAL REGNO PIÙ LONGEVO
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Basta un clic per conoscerlo: www.luigiraffo.it racconta tutto di lui, l’ingegnere elettronico aspirante rettore. Da lì, il professore di piazza D’Armi, si affaccia ogni mattina, in questi giorni di campagna elettorale e da lì sfodera le sue doti di comunicatore (e ascoltatore) per catturare l’attenzione (leggi voti) sulla sua candidatura. È così che Luigi Raffo, docente di Ingegneria industriale e dell’informazione, vuole farsi conoscere: ha scritto in prima persona la sua biografia («Nasco nel 1965 a Lavagna, cittadina della riviera ligure») e disegnato alcune vignette per illustrare ciò che farebbe se fosse alla guida dell’Università, da qui ai prossimi sei anni. Stesso traguardo degli altri due ingegneri (Giacomo Cao e Giorgio Massacci), in gara per le elezioni di marzo, assieme alla farmacologa Maria Del Zompo e all’ex preside di Scienze Politiche, Paola Piras.
Perché tre ingegneri?
«Perché rappresentiamo tre visioni diverse, diversi dipartimenti e diverse competenze. Io mi sono sempre occupato di computer, non potrei mai costruire una casa, crollerebbe».
Com’è arrivato a Cagliari?
«Quasi alla fine del dottorato a Genova, ho vinto uno dei posti da ricercatore banditi per far partire il corso di laurea in Ingegneria elettronica a Cagliari: ci sono arrivato il 28 febbraio ’94, per non lasciarla più».
Si dice che lei ha in mano le chiavi per aprire la cassaforte di Bruxelles…
«Dal 2012 ho la delega sui progetti europei e il mio compito è incoraggiare i colleghi capaci affinché portino finanziamenti, soldi importanti come i due milioni ottenuti dal mio gruppo di ricerca con 6 progetti. Mi batterò per essere più presente in Europa, in tutti i contesti, per capire da che parte tira il vento».
Cagliari è ancora molto debole su questo fronte?
«Possiamo fare di più e come rettore incentiverò questa strada, sebbene sia da mettere in evidenza che negli ultimi due anni c’è stata un’impennata di finanziamenti, saliti a 5 milioni nel 2013 a fronte di uno nel 2012. Adesso c’è una piccola interruzione sui bandi ma negli ultimi 5 mesi abbiamo già ottenuto più di un milione su 3 nuovi progetti».
Cos’è mancato finora?
«Aver coscienza del fatto che se continuiamo a sopravvivere, tra qualche anno l’università di Cagliari diventerà una succursale di altre università. Siamo a un bivio».
E lei dove svolterebbe?
«Dove si possa innescare un circolo virtuoso che porti il nostro ateneo a essere protagonista, credibile e attrattivo anche verso l’esterno. Se ci sono 1117 studenti sardi che si immatricolano in altre università devono esserci tanti altri disposti a venire qui (oggi sono solo 29): perciò dobbiamo identificare temi e iniziative che ci rendano interessanti e sfruttare situazioni di vantaggio per attrarre anche da fuori».
E far rientrare i cervelli?
«È anche il modo per ridare fiato all’impresa, creando nuove opportunità per chi vuole tornare nell’Isola».
Lei crede nei percorsi trasversali?
«Io voglio che ci sia un processo di progettazione che coinvolga tutti, le forze per cambiare ci sono».
Tutto questo a 50 anni, già rettore?
«L’età giusta, per un completo cambio di passo».
Carla Raggio

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