Fiera licenziata

Si faccia un pubblico dibattito! Fiera licenziata
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Fiera di Cagliari a un passo dalla chiusura: “Non lo permetteremo”
di Alberto Bertolotti, presidente Confcommercio

L’Ente Fiera presentava una drammatica situazione economica e finanziaria che avrebbe procurato pesantissime ripercussioni sulla CCIAA. Questo fatto ha reso inderogabile per la Camera l’urgenza di approvare i bilanci, pena danni irreparabili ed irreversibili all’intero sistema.
Un profondo senso di responsabilità impone senz’altro in questa fase una decisione di carattere drastico. Decisione che peraltro era stata ampiamente paventata dalla Commissaria alle Associazioni di Categoria ed all’intero CDA della Fiera, il cui atteggiamento, ad onor del vero, non ha consentito alla fine di poter esprimere oggettive considerazioni di economicità ed efficienza relativamente all’esercizio finanziario previsto per il 2016.
E’ si vero che il percorso liquidatorio proposto inizialmente dalla professoressa Piras sia stato quindi avallato da parere unanime delle Organizzazioni datoriali ma è pur anche vero però che queste hanno sottoscritto, in condivisione con la Commissaria, un documento dove si impone alla Camera, in parallelo alla “liquidazione”, di “formulare gli atti necessari per il rilancio della Fiera che consentano anche di salvaguardare gli assetti occupazionali”.
Di tutto questo, nella determinazione di “soppressione” dell’Ente, al momento non vi è traccia né alcuna garanzia. Lo stesso personale, dipendente di un Ente da ieri ufficialmente soppresso, potrebbe, per assurdo, già avere tecnicamente perso il posto di lavoro.
E’ con preoccupazione quindi che attendiamo dalla Commissaria un urgente cenno, peraltro dal sottoscritto personalmente richiestole e non ancora pervenuto, al fine di capire con chiarezza quali obbiettivi, quali intenzioni e quale scenario si prospetti e per avere la assoluta certezza che non si sia trattato di una soluzione, alla lunga, rischiosa ed incerta, di un decollo improvviso senza un piano di volo né tantomeno una pista di atterraggio individuata. Ciò non corrisponderebbe assolutamente a quanto concordato con espressione unanime delle Organizzazioni datoriali. Forse una tempestiva e chiara comunicazione sarebbe in questo momento doverosa ed opportuna.
Ciò sta a dire quindi che Confcommercio non accetterà mai che 70 anni di storia, 17 posti di lavoro ed un assetto economico così importante per l’intero territorio regionale possano andare improvvisamente in fumo con una semplice determina commissariale e senza alcuna certezza di cosa accadrà già fin dai prossimi giorni.
Di certo c’è comunque che il sistema semplicemente non può più reggere se si tratta solo di ripianare buchi di bilancio e di accollarsi gravosi oneri retributivi senza una corretta programmazione dell’impiego delle risorse. Il futuro della Fiera deve passare per un robusto e credibile piano di rilancio industriale che riguardi una profonda revisione strutturale e che non potrà più prescindere, tra le diverse variabili, anche da una responsabile e necessaria analisi delle reali competenze e necessità occupazionali.
Con la questione Fiera, ora però si impone, macroscopico, un altro tema al generale dibattito: dopo la CCIAA, la Sogaer, la SogaerDyn, la Sogaer Security ed il Centro Servizi alle Imprese, non vorremmo che anche l’Ente Fiera venga assunto sotto “l’ala protettrice” del Governo della Regione sine die. Non ci si dimentichi infatti che il governo della CCIAA e degli assetti economici da questa controllati sono, senza discussione, di stretta pertinenza del mondo delle imprese e delle Organizzazioni che le rappresentano e che queste ultime debbono pertanto essere al più presto rimesse nelle condizioni di ricostituire i legittimi organi.
E’ per questi motivi che, concetto che abbiamo già molto chiaramente espresso alla professoressa Piras, stante il perdurare del commissariamento e la contemporanea necessità di assumere in questa fase fondamentali decisioni di carattere strategico con effetti a lungo termine, sia assolutamente opportuno ed imprescindibile ad una correttezza dei rapporti istituzionali, che vanno ben al di là di umori e simpatie, un solenne riconoscimento di ruoli e responsabilità, attuali e futuri, tra ruolo commissariale ed Associazioni di categoria.
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Monumento-al-tubo-300x225Fiera, ombre dopo la soppressione dell’ente: 17 dipendenti non passeranno alla Camera di commercio
L’Unione Sarda, ieri alle 16:15 – ultimo aggiornamento alle 17:12

La Fiera è cancellata, le prime vere vittime sono i 17 dipendenti: non passano sotto la gestione della Camera di commercio, a differenza di “tutti i rapporti attivi e passivi” dell’ente di viale Diaz azzerato dalla commissaria Paola Piras. La riduzione dei loro stipendi, considerati eccessivi – costano oltre 900mila euro l’anno – era un passaggio fondamentale per risanare i conti. Tre mesi di scambi di lettere, pareri legali e bozze di bilancio poi stroncate non sono serviti.
Intollerabile, per la professoressa che governa nel Largo Carlo Felice, il buco da oltre un milione nelle casse della Fiera. Basta con le continue iniezioni di denaro: l’azienda speciale è soppressa, via il consiglio di amministrazione, la gestione passa alla Camera.
LO SCENARIO Il “come” è ancora da vedere, anche se nella delibera che ha deciso la rivoluzione si legge che sono assicurate le manifestazioni già programmate. È certo però che i dipendenti restano fuori. Salvo trattative in extremis. Ma il clima è già rovente. Per ora solo a mezza voce, ma sono annunciati ricorsi e proteste clamorose. Con la Campionaria alle porte. I nuovi modelli di trattori in bella mostra non bastano più. Strutture vecchie, impianti idrici che fanno acqua e pesano in bolletta, affitti scontati per manifestazioni di amici degli amici, iniziative che attraggono sempre meno visitatori: la gestione della Fiera «è antieconomica». Lo hanno scritto i revisori dei conti (a firma di Luigi Patitucci), è stato ribadito in comunicazioni ufficiali della Camera, che deve approvare il suo bilancio e per farlo ha bisogno di quello dell’azienda speciale. Che non è arrivato, «con grave pregiudizio per l’ente».

CONTI IN ROSSO Il nodo principale, tra gli altri, era il costo del personale. Da ridurre subito, secondo la commissaria camerale. Insostenibile anche quell’aumento «ad personam» che gonfiava le buste paga di un ente in rosso. Il 21 marzo i dipendenti hanno sottoscritto una dichiarazione d’intenti sull’accettazione di un contratto di solidarietà. Un’offerta condizionata, che i revisori non hanno avallato, con un parere redatto il giorno dopo. Addirittura «non si escludono posizioni di credito dell’ente nei confronti della comunità del personale». Giovedì scorso la delibera della Piras, che stabilisce «la soppressione dell’azienda speciale Fiera», prende atto della «cessazione del Cda e del presidente» Ignazio Schirru e assicura «di mantenere le manifestazioni» già previste con l’avvio «di un piano di rilancio». Una sfida, tra interessi incrociati e pressioni trasversali.
di Enrico Fresu
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Da Casteddu on line
Fiera in crisi, a rischio 17 posti di lavoro. L’attacco dei sindacati
Sulla vertenza Fiera a rischio chiusura, annunciato dalla commissaria Paola Piras, attaccano i sindacati: “Siamo pronti a ricorrere al TAR”

Autore: Alice Deidda il 27/03/2016 15:43 – See more at: http://www.castedduonline.it/cagliari/centro-storico/34212/fiera-in-crisi-a-rischio-17-posti-di-lavoro-l-attacco-dei-sindacati.html#sthash.yQfxvwlH.dpuf

One Response to Fiera licenziata

  1. […] giunti al redde rationem. Con la dichiarazione di Alberto Bertolptti, presidente della Confcommercio e esponente di spicco della prossima nuova dirigenza politica camerale, si apre lo scenario del […]

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