Un nuovo soggetto politico-culturale nella realtà sarda, protagonista attento e critico, ma senza diretto coinvolgimento sul terreno elettorale

Comitato Cost Statut SardoMercoledì 11 gennaio riprende l’attività del “Comitato d’iniziativa Costituzionale e Statutaria”, sorto in continuità all’impegno del “Comitato per il No nel referendum costituzionale”. Nella riunione, convocata presso la sede della Confederazione Sindacale Sarda (CSS) di Cagliari, si programmeranno le prossime iniziative, che verranno compiutamente illustrate tra alcuni giorni nel corso di un’apposita conferenza stampa. Il Comitato Sardo si muoverà come sempre in piena autonomia, ma manterrà un rapporto di collaborazione con il Comitato nazionale italiano, anche partecipando attivamente al dibattito nella fase che si è aperta dopo il 4 dicembre. Al riguardo il Comitato invierà propri delegati alla riunione convocata a Roma il 21 gennaio.
Nella circostanza ci piace segnalare una riflessione di Raniero La Valle, illustre intellettuale cattolico, che in qualche modo rappresenta una delle componenti della vasta aggregazione che si è organizzata nel “Comitato per il NO nel referendum costituzionale”, al quale vanno sicuramente attribuiti importanti meriti per la strepitosa vittoria del NO, e che caratterizzerà anche il “Comitato d’iniziativa Costituzionale e Statutaria”. Ecco il link alla pagina fb del Comitato Sardo: https://www.facebook.com/comitatoperilnoreferendum/.
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Una riflessione di Raniero La Valle sul dopo referendum
In queste settimane di eventi religiosi e politici così complessi, i cattolici italiani sono stati partecipi nei modi più vari di profonde sollecitazioni interiori e pubbliche. Io ho temuto, di fronte a certe reazioni di neutralità, di opportunismo, di indifferenza, un tradimento dei cattolici italiani rispetto alla causa della Costituzione e agli stessi valori più alti della loro storia politica, o almeno ne ho temuto la caduta in una singolare fase di cecità.
C’è stato anche il caso di gruppi progressisti che si appellavano a una arcaica concezione fondamentalista della laicità, per motivare una messa a tacere del movente di fede dell’idealismo politico e rischiare così una conseguente ricaduta nella conservazione, secondo un fenomeno ben noto della trasformazione dei progressisti in archeologi.
Ma questi allarmi si sono rivelati infondati. In verità i cattolici italiani hanno dovuto pensare a cose più grandi, al di là di uno scontro politico sentito come pretestuoso e abusivo; ma dalle parrocchie, ai movimenti, alle comunità, alla molteplice presenza dei cattolici del NO, una corrente potente, carsica, ha mosso una grande quantità di credenti che, unendosi a tutti gli altri, non hanno permesso che proprio dall’Italia, più per ignoranza che per malafede, partisse il modello di una Costituzione più brutta del mondo.
Ora tutto questo è avvenuto, e il grande spavento è passato. Ma come abbiamo criticato una riforma che tendeva a spaccare l’Italia in vincitori e sconfitti e a fare della politica stessa il teatro delle vittorie e delle disfatte, così ora non vogliamo dire che noi abbiamo vinto e neanche che ha vinto la Costituzione. Ciò che è successo piuttosto è che con straordinario moto di popolo la sapienza è tornata nelle strade, ha riaperto le porte delle case, ha detto il popolo c’è, la Costituzione resiste, ma attenti a preservarne le radici che molti roditori sono intenti a divorare e distruggere. Dunque bisogna ripartire da qui. Riapriamo le case del popolo, riapriamo le case delle culture, torniamo alle 150 ore, riapriamo le scuole politiche e sindacali, attiviamo nuove comunità ed esperienze associative, interculturali, e di dialoghi tra ogni religione.
Torniamo alle ragioni dell’impegno e della speranza e, come diceva padre David Maria Turoldo, di cui ricordiamo il centenario della nascita, “torniamo ai giorni del rischio”
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Raniero La Valle
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mani per il NOIncontro nazionale dei Comitati
Come già preannunciato il Comitato nazionale ha convocato un incontro con i Comitati locali il 21 gennaio prossimo.
L’incontro di svolgerà a Roma dalle 10 alle 17 nella sede ex Inpdap, ora occupata e sede dell’Associazione Spintime Labs, in via S. Croce in Gerusalemme n 55, vicino fermata Manzoni metro A (vedasi la mappa).
All’Ordine del Giorno vi sarà la discussione riguardo il ruolo, la funzione e le scelte politiche dei Comitati nella fase che si apre dopo il voto del 4 dicembre, in particolare per discutere le proposte per costruire, come viene richiesto da diversi territori, un movimento di cittadini che vogliono continuare, dopo il successo del referendum, a sostenere la Costituzione e la sua piena applicazione e vogliono una legge elettorale in grado di dare legittimità al parlamento e di restituire piena agibilita’ alle istituzioni democratiche.
Si invitano tutti i Comitati alla più ampia partecipazione.
Cordialmente
Domenico Gallo
Alfiero Grandi
Mauro Beschi

2 Responses to Un nuovo soggetto politico-culturale nella realtà sarda, protagonista attento e critico, ma senza diretto coinvolgimento sul terreno elettorale

  1. […] campo con lo scopo di lavorare al ritorno alla razionalità istituzionale, trasformandosi così in “Comitato d’iniziativa costituzionale e statutaria“. In questa prospettiva, occorre ripartire dai fondamentali per smontare l’assurdo castello […]

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Rispondi a DIBATTITO. Riscrivere lo Statuto come nuova Carta De Logu di sovranità. Ma subito una nuova legge elettorale sarda. | Aladin Pensiero Annulla risposta

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