Impegnati per il lavoro in nome di Giuseppe Toniolo

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toniolo-4-aprile-2018
Anticipazione resoconti dell’evento.
- Noi, ragazzi della Toniolo. Editoriale di Franco Meloni su Aladinews.
- La Toniolo. Schema dell’intervento di Paolo Matta

TONIOLO
paolo-matta-4-4-2017-stampace-2di Paolo Matta
La mia non sarà una relazione, piuttosto una riflessione a metà fra la memoria storica (poca in verità) e la personale testimonianza.

Della Toniolo (rigorosamente al femminile, in quanto associazione, sede…) ho sempre sentito parlare intanto in famiglia, dai miei genitori, direi soprattutto da mio padre che ricordava soprattutto le gesta della filodrammatica.

Fu monsignor Paolo Carta, che volle presiedere al funerale di mio padre, a ricordare proprio le sue doti recitative e la bravura, diremmo oggi la professionalità di tutta quella compagnia teatrale.

Era solo una delle tante attività che si portavano avanti in quella storica associazione, assieme – naturalmente – alla formazione umana, cristiana ed ecclesiale dei soci, alle attività caritative senza trascurare quelle ludiche, culturali, sociali, politiche e sportive.

Da una relazione che risale a primi anni ’50, oggi preziosa nota storica, si apprende che la G.I.A.C. – Gioventù Italiana di Azione cattolica, nasce a Sant’Anna nel 1914. Ha quindi appena compiuto il suo primo secolo di vita.
Divisa in seniores, junioner e aspiranti, teneva la sue riunioni nella sala-teatro di via Fara, 4 storica sede della Toniolo.
In quel verbale vi si legge che «oltre le comuni attività, l’Associazione cura il canto sacro, e ogni domenica ragazzi e giovani in Parrocchia cantano il Vespro».

Mi piace qui sottolineare come, da cent’anni a questa parte, fino a quando le è stato concesso, la Toniolo (quindi l’Azione cattolica), la Parrocchia di sant’Anna e il quartiere di Stampace siano stati una cosa sola. Anzi, in alcune epoche storiche, l’Associazione è stata motore, laboratorio, cuore appassionato e pulsante di parrocchia e quartiere, in spirito di servizio totale, sincero, competente, costruttivo.

È lì, possiamo dire, che sono nate e cresciute generazioni di un laicato preparato, moderno, formato, intelligente, spesso chiamato a ricoprire incarichi, anche apicali, a livello diocesano, interdiocesano quando non nazionale.

Ma non solo.
Sempre da quella relazione – siamo negli anni ’50, lo ricordo – vi si legge che dalla Toniolo sono usciti una quindicina di sacerdoti e religiosi. Troviamo i nomi di dr. Mario Floris, padre Filippo da Cagliari (Provinciale dei Cappuccini – che ho ritrovato tra le fonti di un mio lavoro su fra Nicola da Gesturi), don Francesco Pala (direttore Ufficio catechistico e poi vescovo a Cassano all’Ionio), padre Luigi Arba, missionario salesiano, don Antonio Severino, don Roberto Atzeni. E, mi permetto di aggiungere (spero di non dimenticare proprio nessuno) in epoche più recenti don Mario Ledda e don Franco Matta, mio fratello.

Un legame indissolubile, dunque, fra parrocchia-Toniolo-quartiere ma direi anche Cagliari tutta. Dal momento che l’associazione ha espresso, lungo tutti i suoi anni, anche figure che hanno garantito linfa vitale alla vita politica cittadina. E qui mi piace ricordare soprattutto Lino Lai, stampacino autentico, sindaco di Cagliari agli inizi degli anni ’70.

Vorrei concludere con alcune brevissime, quasi didascaliche annotazioni storiche, che ci fanno comprendere e compenetrare sempre più a fondo in questa realta toniolina che oggi stiamo ricordando.

- Gli uomini di AC, associazione che nasce nel 1929, tenevano le loro riunioni nel Salone confraternale di sant’Efisio, testimonianza come – nonostante leggende metropolitane tuttora vivide – nessuna rivalità vi era fra parrocchia, Azione cattolica, Arciconfraternita;

- Le donne di AC si riunivano nella sede della Toniolo per le loro riunioni: da qui partono l’iniziativa dell’Ufficio di assistenza ai bisognosi e l’Armadio del povero, una sorta di primordiale Caritas parrocchiale;

- e poi come dimenticare la GIOC, la scuola serale ai lavoratori, i corsi di preparazione alla Cresima, la filodrammatica già ricordata, le prime forme a Cagliari di teatro popolare, di cabaret, tutto fra queste mura oggi restituite alla comunità cittadina.

Ma ancora, all’interno di questo grande incubatore ecclesiale che era la Toniolo – e vado a concludere – troviamo anche una Congregazione del Santissimo Sacramento, istituita nel 1700, che curava in modo particolare la devozione e la pia pratica delle Quarant’ore; una Società del Sacro Cuore, nata a metà dell’800 allo scopo di curare questo particolare culto e devozione; e una Società del Corpus Domini con il compito di curare e solennizzare la festa eucaristica.

L’incontro di oggi – questo uno dei tanti auspici – ci aiuti a non disperdere tutto questo patrimonio perché, sapientemente rinfrescato e rinvigorito, si trasmette alle prossime generazioni. Grazie.

4 Responses to Impegnati per il lavoro in nome di Giuseppe Toniolo

  1. […] Cos’altro ha fatto, in tutta la sua vita, a parte gli scherzi, se non dedicarsi altri? Sacrificandosi, persino rischiando, per aiutare chiunque, nella sua cerchia, avesse bisogno. Una cerchia che, partendo dalla famiglia, si è progressivamente allargata, sino a spingerlo a prendersi cura dei ragazzi, assumendo un ruolo che solo in apparenza era quello dell’allenatore, del dirigente, ma che in realtà era quello dell’educatore, preoccupato della formazione della persona assai più che del successo sportivo. Anche in questo caso, si trattava di una sorta di ritorno storico, ispirato all’entusiasmante esperienza giovanile nella “Toniolo” di S. Anna. […]

  2. […] Cos’altro ha fatto, in tutta la sua vita, a parte gli scherzi, se non dedicarsi altri? Sacrificandosi, persino rischiando, per aiutare chiunque, nella sua cerchia, avesse bisogno. Una cerchia che, partendo dalla famiglia, si è progressivamente allargata, sino a spingerlo a prendersi cura dei ragazzi, assumendo un ruolo che solo in apparenza era quello dell’allenatore, del dirigente, ma che in realtà era quello dell’educatore, preoccupato della formazione della persona assai più che del successo sportivo. Anche in questo caso, si trattava di una sorta di ritorno storico, ispirato all’entusiasmante esperienza giovanile nella “Toniolo” di S. Anna. […]

  3. […] Cos’altro ha fatto, in tutta la sua vita, a parte gli scherzi, se non dedicarsi altri? Sacrificandosi, persino rischiando, per aiutare chiunque, nella sua cerchia, avesse bisogno. Una cerchia che, partendo dalla famiglia, si è progressivamente allargata, sino a spingerlo a prendersi cura dei ragazzi, assumendo un ruolo che solo in apparenza era quello dell’allenatore, del dirigente, ma che in realtà era quello dell’educatore, preoccupato della formazione della persona assai più che del successo sportivo. Anche in questo caso, si trattava di una sorta di ritorno storico, ispirato all’entusiasmante esperienza giovanile nella “Toniolo” di S. Anna. […]

  4. […] ha lasciato Efisio. In lutto con la sua famiglia la comunità dell’associazione Giuseppe Toniolo della Parrocchia di Sant’Anna, di cui Efisio fu stimato socio negli anni 60. Gli ex soci della […]

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