Risultato della ricerca: Marino de Medici

Oggi giovedì 29 luglio 2021

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——————-Opinioni, Commenti e Riflessioni————————
Tra incendi e apparati dove va la Sardegna?
29 Luglio 2021
Andrea Pubusa su Democraziaoggi.
Scorrendo i titoli dei giornali sardi, leggere il testo è troppo doloroso, ti colpiscono alcune notizie. Questi giorni certamente la distruzione dei boschi è il fatto che colpisce. Altri, per esempio Tonino Dessì su questo blog, hanno fatto le loro analisi e hanno proposto i loro rimedi. Tonino con la speciale competenza che gli […]
———————————–Anticipazioni——————-
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America, America. Novità per Cuba?

cuba-2-348x215CINISMO E SPERANZE PER CUBA
di Marino de Medici

Le recenti manifestazioni di protesta all’Avana ed altri centri di Cuba giustificano un quesito che per mezzo secolo appariva
irrealistico: è possibile che a Cuba sia nella fase di incubazione un movimento verso un sistema politico più inclusivo, basato su una nuova base economica che non sia vittima delle imposizioni esterne, dallo sfruttamento di Cuba nel quadro geopolitico mondiale ed in modo particolare dell’embargo americano che continua a gravare sull’isola?
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America, America

4c62a1e6-4ac2-4d56-914e-669c4767af69I VACCINI E LE GUERRE CULTURALI
di Marino de Medici

Anche i vaccini ormai sono una parte integrante delle “culture wars”, le guerre culturali sulle quali fanno conto i repubblicani, ed in modo speciale la maggioranza trumpista tra di essi, per riconquistare il potere a Washington. La retorica anti-vax ha aumentato il suo volume presso le autorità elette di vari stati ed i media, soprattutto quelli “social” di estrema destra. In una congiuntura che registra un forte aumento di infezioni da Covid-19 in quegli stati dove vengono praticate poche vaccinazioni, può sembrare incredibile che i legislatori di più di quaranta stati abbiano presentato proposte per vietare i cosiddetti “vaccine passports”, e che non pochi governatori abbiano formalmente vietato tali passaporti. Ma quel che stupisce ancor più è che i governatori e funzionari preposti alla salute pubblica abbiano accampato pubblicamente i dubbi sollevati da movimenti di destra sull’efficacia e sicurezza dei vaccini quando le autorità scientifiche federali e private garantivano effetti benefici su vasta scala.
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L’America e Israele un capitolo da rivedere

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di Marino de Medici
Nessuna elezione in Paesi stranieri riceve la spasmodica attenzione che i media americani attribuiscono alle turbolenti vicende politiche di Israele che dalla data della sua fondazione ad oggi gli americani considerano caposaldo di democrazia nel bellicoso Medio Oriente. Ai nostri giorni, di fatto, è pressochè impossibile esagerare il danno che il premier israeliano Netanyahu ha arrecato alla democrazia di Israele, alle sue istituzioni civiche ed allo stato di diritto toccando l’estremo di danneggiare a fondo il rapporto tra la maggior parte degli ebrei americani e lo stato ebraico. Questo è l’esito di una politica etno-nazionalista che ha alimentato un progetto ideologico estremista ed una cultura politica fondata sui principi dell’apartheid. Netanyahu ha installato e moltiplicato una tale “cultura” attraverso la costante espansione di insediamenti proibiti dagli accordi internazionali, sabotando ogni sviluppo tale da condurre alla creazione di uno stato palestinese e delegittimando ogni tentativo di compromesso israelo-palestinese.
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America, America

republicanlogo-svgLA GUERRA CIVILE DEI REPUBBLICANI
di Marino de Medici
Una guerra civile è in atto all’interno del partito repubblicano, dove la lunga ombra dell’ex presidente Trump incombe su tutti i candidati repubblicani alle prossime elezioni, quelle congressuali del 2022 e quelle presidenziali del 2024.
E’ facile previsione che gli esponenti repubblicani al Congresso non riusciranno a liberarsi dell’ingombrante personalità di Donald Trump mentre i partiti repubblicani di quasi tutti gli stati rappresenteranno un feudo inattaccabile dell’ex presidente. Trump ha giurato vendetta nei confronti di quei senatori – sei in tutto – e di quei Congressmen che hanno votato a favore dell’impeachment. [segue]

America America

republicanlogo-svgUN PARTITO SOTTO LA TENDA DELLA GRANDE MENZOGNA
di Marino de Medici
“Siamo un partito sotto una grande tenda”, ha dichiarato il leader repubblicano della Camera Kevin McCarthy, preannunciando l’espulsione della Rappresentante del Wyoming Liz Cheney, rea di aver ripetutamente condannato la Big Lie – la Grande Menzogna – di Donald Trump circa l’esito delle elezioni presidenziali. Il pusillanime leader repubblicano è la quintessenza di un partito che vive in una tenda proprietà e regno del più grande bugiardo nella storia americana, Donald Trump. [segue]

America America

biden-medici I CENTO GIORNI DI JOE BIDEN
di Marino de Medici
A cento giorni dal suo insediamento, il presidente Biden gode di un blando quoziente di approvazione – il 52 per cento – ma di un miglior responso in fatto di misure di soccorso economico (65 per cento) e di controllo della pandemia (64 per cento). Dove l’azione di Biden non convince è nel rinnovo delle infrastrutture ed in misura più marcata nella politica immigratoria (37 per cento).
Un rilevamento però preoccupa, quello che giudica Biden “troppo liberale”, pari al 40 per cento, più alto di quello attribuito ai suoi predecessori Obama e Clinton. Ma c’è un altro sondaggio che porta acqua al molino di Joe Biden, l’aumento della percentuale (al 45 per cento) di americani che favoriscono un più ampio ruolo del governo federale e più servizi offerti dallo stesso, in linea con la politica di Biden imperniata su misure volte a sollevare un gran numero di americani da pesanti ristrettezze socio-economiche.

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America America

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L’AMERICA ABBANDONA L’AFGHANISTAN AL SUO DESTINO
di Marino de Medici

Non è il caso di dire che gli americani hanno tirato un sospiro di sollievo nell’apprendere che il prossimo 11 settembre le forze americane abbandoneranno l’Afghanistan. Dopo due decenni di costosa presenza e di perdite di uomini (2.216 caduti), il presidente Biden ha fatto quello che la massa degli americani si aspettava. Il paragone con il Vietnam regge fino ad un certo punto. Di fatto, però, la storia si ripete nel senso che ancor una volta gli Stati Uniti abbandonano un Paese al suo destino. Vero è che gli ultimi americani non usciranno a bordo di elicotteri dal
tetto dell’ambasciata americana. Il ritiro sarà ordinato ed anzi favorito dall’avversario, le forze dei talibani. Ed ancora, il futuro non replicherà l’evoluzione della storia del Vietnam che dopo aver sconfitto il massiccio intervento degli Stati Uniti, non ha perso tempo nell’allacciare rapporti di collaborazione con l’America fino a trasformarsi in un suo prezioso alleato nel confronto con la Cina nello scacchiere indo-asiatico.
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America America

dec8962f-f217-44e7-b5f6-669daa3cef85LE ARMI E LE STRAGI SENZA FINE IN AMERICA
di Marino de Medici

Le stragi quasi quotidiane in America hanno molte cause, prima fra tutte il fatto che nella nazione esistono più armi da fuoco che abitanti (per la precisione, questi sono 330 milioni). Ma c’è una radice storica che spiega l’accanimento degli americani nel possedere armi da fuoco e nel farne uso in circostanze che variano dalle alterazioni mentali alle vendette, dai suicidi al cosiddetto “road rage”, che scatena gli automobilisti inferociti dalla condotta di altri sulla strade. Quello che fa notizia sono le stragi, designazione riservata all’uccisione di almeno quattro persone, un genere di delitto plurimo predominante nelle scuole e nei luoghi di intrattenimento. E’ una fattispecie criminale in cui gli Stati Uniti eccellono, perpretata da individui armati di AR-15, un fucile semiautomatico originalmente in dotazione all’esercito statunitense.
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America, America

biden2021-03-26-alle-22-19-26BUONI VOTI PER BIDEN MA LA STRADA E’ IN SALITA
di Marino de Medici

Sono passati due mesi dall’insediamento di Joseph Biden alla Casa Bianca ed i primi voti degli americani non potrebbero essere più confortanti. Joe Biden ha un quoziente di approvazione del 59 per cento, e nel caso specifico della sua azione anti Covid-19 raggiunge il 69 per cento. Nella sua prima conferenza stampa, il presidente ha lanciato una sfida a quelli che una volta definiva “i miei amici repubblicani”. Non soltanto non sono più amici, ma politici “malati”ed “anti-americani”. Tre sono le ragioni dietro la sfida di Biden: primo, gli sforzi del partito di minoranza repubblicano di imporre una revisione delle norme elettorali degli stati “rossi” al fine di sopprimere l’accesso al voto delle minoranze. Secondo, la riscoperta repubblicana della sua radicata opposizione al forte aumento della spesa governativa, che segna il forte intendimento democratico a favore di cause sociali, dall’assistenza all’infanzia ad un più vasto programma sanitario ed a minori costi di medicinali. E terzo, una svolta della politica fiscale che ponga fine al “piumaggio dei nidi dei ricchi”, chiave di volta delle leggi finanziarie del GOP repubblicano.
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America, America

biden-marinoIL SOCIALISMO AMERICAN STYLE
di Marino de Medici

La Camera dei Rappresentanti americana ha approvato il piano di soccorso post Covid per l’economia, uno stupefacente stanziamento di 1,9 trilioni di dollari. Il pacchetto finanziario era precedentemente stato approvato dal Senato. Alla Camera è passato con 220 voti a favore contro 211 contrari. Non un solo repubblicano ha votato a favore. Di fatto, non si tratta soltanto della prima grossa vittoria del presidente Joseph Biden ma dell’apparizione a lungo auspicata del Socialismo American Style. Il programma legislativo segna un momento assai importante per la nazione anche perchè giunge in concomitanza con buone notizie sulla ripresa economica e con l’attenuarsi delle infezioni del Covid 19. In aggiunta, non vi sono segnali di un aumento dell’inflazione e l’aspettativa degli esperti è che man mano che gli americani vengono vaccinati ed i “lockdown”, ossia i confinamenti, cessano, la ripresa economica registrerà una decisa accelerazione. Quanto ai vaccini, il presidente ha assicurato che ce ne sarà per tutti gli americani entro la fine di Maggio.
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America, America

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Trump. L’ultima parola, chissà.
di Marino de Medici
c3ec4e92-03ef-42a7-9354-5811bfbdbce5In un giorno che è stato giustamente definito “di infamia”, il senato americano non raggiunto la maggioranza necessaria a giudicare l’ex presidente Trump colpevole di aver istigato una “insurrezione” contro lo stato. Il voto è stato di con 57 voti a favore e 43 contrari. Per condannare il presidente alla estromissione dal mandato ne occorrevano 67. Dinanzi alla storia, 43 senatori repubblicani si sono macchiati di codardia assolvendo Donald Trump e il suo criminoso incitamento ad una marmaglia di estremisti che ha invaso il Campidoglio americano nell’intento di arrestare l’omologazione dell’esito delle elezioni presidenziali. La sessione finale di impeachment ha comunque riservato due sorprese che passeranno alla storia. [segue]

America, America

ca00dafd-c9d5-443e-96a5-4dc78fc72f64 IL PROCESSO A TRUMP, UN INSULTO ALLA COSTITUZIONE
di Marino de Medici

Mai prima d’oggi una pietra miliare della costituzione americana, il Primo Emendamento, era stato invocato con una causale tanto assurda quanto quella che il presidente Trump aveva il diritto, in base a quell’emendamento, di denunciare l’esito delle elezioni e di sollecitare i suoi sostenitori a protestare contro i presunti brogli elettorali. I fatti sono ben noti. In un discorso dinanzi alla Casa Bianca, Trump aveva affermato che l’elezione di Biden era la conseguenza di “un furto” ed aveva incitato i dimostranti a marciare sul Campidoglio dove era in corso la certificazione finale del risultato elettorale. [segue]

America, America

51e657db-7694-4533-8ce6-d3d80fcb3bd4UNA PALLA AL PIEDE DEI REPUBBLICANI
di Marino de Medici
E’ un fatto indiscusso che l’elezione di Donald Trump fu propiziata dalla pubblicità gratuita che ricevette dai media abilmente strumentalizzati dal suo narcisismo e dall’irriverenza verso istituzioni e codici di comportamento politico. Quando i media si accorsero di essere conniventi nell’ascesa di Trump presso l’opinione pubblica, era già troppo tardi. Fast forward ai giorni nostri e stampa e televisione sono chiamati a non ripetere gli errori del 2016 dando un risalto tanto eccessivo quanto assurdo ad una figura psicologicamente instabile e moralmente perversa come la neo eletta Congresswoman Majorie Taylor Greene della Georgia, instantaneamente divenuta una pesante palla al piede dei frastornati repubblicani. La Greene è la paladina delle teorie di complotto che mirano ad alterare la realtà dei fatti e ad irretire le capacità di discernimento degli americani. [segue]

America, America

51e657db-7694-4533-8ce6-d3d80fcb3bd4IL NEMICO DENTRO CASA
di Marino de Medici

Il fenomeno che ormai imperversa in America risponde a questa definizione: il nemico dentro casa. Gli americani lo hanno scoperto, con forte ritardo, il 6 Gennaio quando l’assembramento di attivisti trumpiani, manipoli di facinorosi seguaci di QAnon, i Proud Boys, i Three Percenters e milizie assortite hanno preso d’assalto e messo in pericolo il vice presidente
degli Stati Uniti, senatori e Rappresentanti che partecipavano ad una sessione speciale convocata per certificare l’elezione di Joseph Biden a presidente. Gli esperti hanno individuato la matrice di questo fenomeno nel nazionalismo cristiano bianco. La strategia non è dissimile da quella che animò le Brigate Rosse negli anni settanta, ed il loro attacco al cuore dello stato. Ma mentre in Italia lo scontro politico e sociale era scevro di connotazioni religiose, ben altro è il ruolo della religione nel conflitto che ormai divampa in America. Di fatto, l’insurrezione esplosa con l’invasione del Campidoglio americano ha il suo punto di partenza nella convergenza
di simbolismi religiosi, nazionalisti, cristiani e razzisti che segnalano l’emergere di un’altra America, attratta da una narrazione storica e politica che stravolge le tradizionali regole religiose e morali della società americana. Interpreti ed esecutori di questa narrazione sono da tempo gli evangelici americani, che rappresentano circa un quarto della popolazione. [segue]