Risultato della ricerca: Marino de Medici

America, America

biden-marinoIL SOCIALISMO AMERICAN STYLE
di Marino de Medici

La Camera dei Rappresentanti americana ha approvato il piano di soccorso post Covid per l’economia, uno stupefacente stanziamento di 1,9 trilioni di dollari. Il pacchetto finanziario era precedentemente stato approvato dal Senato. Alla Camera è passato con 220 voti a favore contro 211 contrari. Non un solo repubblicano ha votato a favore. Di fatto, non si tratta soltanto della prima grossa vittoria del presidente Joseph Biden ma dell’apparizione a lungo auspicata del Socialismo American Style. Il programma legislativo segna un momento assai importante per la nazione anche perchè giunge in concomitanza con buone notizie sulla ripresa economica e con l’attenuarsi delle infezioni del Covid 19. In aggiunta, non vi sono segnali di un aumento dell’inflazione e l’aspettativa degli esperti è che man mano che gli americani vengono vaccinati ed i “lockdown”, ossia i confinamenti, cessano, la ripresa economica registrerà una decisa accelerazione. Quanto ai vaccini, il presidente ha assicurato che ce ne sarà per tutti gli americani entro la fine di Maggio.
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America, America

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Trump. L’ultima parola, chissà.
di Marino de Medici
c3ec4e92-03ef-42a7-9354-5811bfbdbce5In un giorno che è stato giustamente definito “di infamia”, il senato americano non raggiunto la maggioranza necessaria a giudicare l’ex presidente Trump colpevole di aver istigato una “insurrezione” contro lo stato. Il voto è stato di con 57 voti a favore e 43 contrari. Per condannare il presidente alla estromissione dal mandato ne occorrevano 67. Dinanzi alla storia, 43 senatori repubblicani si sono macchiati di codardia assolvendo Donald Trump e il suo criminoso incitamento ad una marmaglia di estremisti che ha invaso il Campidoglio americano nell’intento di arrestare l’omologazione dell’esito delle elezioni presidenziali. La sessione finale di impeachment ha comunque riservato due sorprese che passeranno alla storia. [segue]

America, America

ca00dafd-c9d5-443e-96a5-4dc78fc72f64 IL PROCESSO A TRUMP, UN INSULTO ALLA COSTITUZIONE
di Marino de Medici

Mai prima d’oggi una pietra miliare della costituzione americana, il Primo Emendamento, era stato invocato con una causale tanto assurda quanto quella che il presidente Trump aveva il diritto, in base a quell’emendamento, di denunciare l’esito delle elezioni e di sollecitare i suoi sostenitori a protestare contro i presunti brogli elettorali. I fatti sono ben noti. In un discorso dinanzi alla Casa Bianca, Trump aveva affermato che l’elezione di Biden era la conseguenza di “un furto” ed aveva incitato i dimostranti a marciare sul Campidoglio dove era in corso la certificazione finale del risultato elettorale. [segue]

America, America

51e657db-7694-4533-8ce6-d3d80fcb3bd4UNA PALLA AL PIEDE DEI REPUBBLICANI
di Marino de Medici
E’ un fatto indiscusso che l’elezione di Donald Trump fu propiziata dalla pubblicità gratuita che ricevette dai media abilmente strumentalizzati dal suo narcisismo e dall’irriverenza verso istituzioni e codici di comportamento politico. Quando i media si accorsero di essere conniventi nell’ascesa di Trump presso l’opinione pubblica, era già troppo tardi. Fast forward ai giorni nostri e stampa e televisione sono chiamati a non ripetere gli errori del 2016 dando un risalto tanto eccessivo quanto assurdo ad una figura psicologicamente instabile e moralmente perversa come la neo eletta Congresswoman Majorie Taylor Greene della Georgia, instantaneamente divenuta una pesante palla al piede dei frastornati repubblicani. La Greene è la paladina delle teorie di complotto che mirano ad alterare la realtà dei fatti e ad irretire le capacità di discernimento degli americani. [segue]

America, America

51e657db-7694-4533-8ce6-d3d80fcb3bd4IL NEMICO DENTRO CASA
di Marino de Medici

Il fenomeno che ormai imperversa in America risponde a questa definizione: il nemico dentro casa. Gli americani lo hanno scoperto, con forte ritardo, il 6 Gennaio quando l’assembramento di attivisti trumpiani, manipoli di facinorosi seguaci di QAnon, i Proud Boys, i Three Percenters e milizie assortite hanno preso d’assalto e messo in pericolo il vice presidente
degli Stati Uniti, senatori e Rappresentanti che partecipavano ad una sessione speciale convocata per certificare l’elezione di Joseph Biden a presidente. Gli esperti hanno individuato la matrice di questo fenomeno nel nazionalismo cristiano bianco. La strategia non è dissimile da quella che animò le Brigate Rosse negli anni settanta, ed il loro attacco al cuore dello stato. Ma mentre in Italia lo scontro politico e sociale era scevro di connotazioni religiose, ben altro è il ruolo della religione nel conflitto che ormai divampa in America. Di fatto, l’insurrezione esplosa con l’invasione del Campidoglio americano ha il suo punto di partenza nella convergenza
di simbolismi religiosi, nazionalisti, cristiani e razzisti che segnalano l’emergere di un’altra America, attratta da una narrazione storica e politica che stravolge le tradizionali regole religiose e morali della società americana. Interpreti ed esecutori di questa narrazione sono da tempo gli evangelici americani, che rappresentano circa un quarto della popolazione. [segue]

America America

dcad525f-8154-4e8a-9220-5ea696124ef5BIDEN E UN NUOVO MODO DI GOVERNARE
di Marino de Medici

L’amministrazione democratica di Joseph Biden è partita con il piede giusto, quello dei rinnovamento e dell’unità, ma il compito di governare l’America resta in parte compromesso da Donald Trump. Governare il Paese in una congiuntura politica per molti versi drammatica sarà arduo, per molti versi paragonabile al mandato di Abraham Lincoln agli albori della guerra civile e di Franklin Delano Roosevelt alle prese con la Grande Depressione. Con tutta la buona volontà e il senso di equilibrio di Joe Biden, ci vorrà tempo e una fortunato dinamismo per governare una nazione disastrata da un pandemia che ha fatto 400.000 morti e sconvolta dalle violenze scatenate da una presidenza che ha fatto scempio di norme costituzionali e tradizioni politiche di lunga data.
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America, America

be79578f-a618-4d22-859b-e6df06fa6028IL TRAPASSO DEI POTERI NELLA TREGENDA
di Marino de Medici
Un’America profondamente divisa, sconvolta dal tentativo di insurrezione e dal micidiale diffondersi della pandemia, si appresta a dare un timido benvenuto al suo presidente piu’ anziano e un good-bye a denti stretti ad un presidente che ha spaccato il paese. Allo scadere di un tumultuoso quadriennio, Donald Trump ha trascorso i suoi ultimi giorni alla Casa Bianca nel completo silenzio, dovuto in gran parte alla perdita del suo megafono presidenziale di Twitter. Per la prima volta nella sua storia, la capitale Washington non ha assistito alla cerimonia di trapasso dei poteri in uno dei portici del Campidoglio fortificato e protetto da uno schieramento di soldati superiore a quello che gli Stati Uniti mantengono nell’Afghanistan, Siria e Irak. Prima di lasciare la Casa Bianca, il presidente uscente emanerà una raffica di “pardons” a parenti, amici e correligionari della grande menzogna sull’esito delle elezioni. In parole povere, si tratterà di una vera cornucopia a beneficio di criminali.
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America, America

be79578f-a618-4d22-859b-e6df06fa6028UNA INAUGURAZIONE FORTIFICATA
di Marino de Medici

La capitale degli Stati Uniti Washington è una città in stato di assedio.
Venticinquemila soldati armati della Guardia Nazionale sono dislocati nel Campidoglio e nella grande “mall” ai suoi piedi, completamente chiusa al pubblico da una lunga rete di protezione alta due metri e sovrastata da filo spinato in fisarmonica. Quando scoccherà l’ora fatidica di mezzogiorno per il giuramento del nuovo presidente Joe Biden, Donald Trump non ci sarà. Durante la mattinata, avrà lasciato la base aerea di Andrews con l’ultima dimostrazione del suo vile narcisismo con cui ha predisposto una cerimonia di addio con tanto di drappello d’onore in alta uniforme, una bordata di ventuno colpi di cannone ed uno schieramento di militari rappresentanti i servizi delle forze armate. La cerimonia di saluto di colui che passerà alla storia con il peggiore presidente degli Stati Uniti d’America avrà carattere militare perché a poche ore dal tanto atteso mezzogiorno Trump sarà ancora tecnicamente presidente in carica. [segue]

America, America

669e352d-9cf9-41db-ba05-8f6dc98830ad LA FINE DELLA “CARNEFICINA” AMERICANA
di Marino de Medici

“La carneficina americana si ferma qui e si ferma adesso”, dichiarò il neo presidente degli Stati Uniti Donald Trump nel suo discorso inaugurale del 20 Gennaio 1917. La vera “carneficina”, purtroppo, cominciava proprio quel giorno e non si fermava per quattro anni, finché l’insurrezione incitata dal presidente Trump non spingeva gli Stati Uniti verso il baratro di uno sfacelo della democrazia americana. L’assalto al Campidoglio di migliaia di facinorosi trumpiani era più che la goccia che fa traboccare il vaso. [segue]

America, povera America. Ma la notte passerà.

ff194999-aa50-446d-93b5-ac5cd15d8564 DONALD TRUMP E L’INCITAMENTO ALL’INSURREZIONE
di Marino de Medici
Donald Trump ha giocato la sua ultima carta, quella di una insurrezione che ha sconvolto il Campidoglio di Washington, occupato da una fitta plebaglia di dimostranti trumpiani, incitati alla rivolta dal presidente. Quando la violenza ha stravolto la sessione convocata per omologare l’elezione di Joseph Biden, il presidente ha assistito alla rivolta dinanzi alla televisione, senza intervenire per convincere i suoi sostenitori ad abbandonare il Campidoglio ne’ tanto meno per ordinare alle forze dell’ordine di usare metodi duri ma necessari per salvaguardare il vice presidente, senatori e deputati minacciati dall’invasione dei due palazzi del Congresso. [segue]

America, America

whitehouse_north-casa-bBUON ANNO! Happy New Year!
di Marino de Medici
Per l’ultima volta, il presidente perdente Donald Trump si è sparato sui piedi.
Lo show trumpiano di non firmare per diversi giorni il pacchetto di 900 miliardi di sussidi anti-Covid 19 è durato fino a domenica notte, quando il presidente ha firmato per l’attuazione della legge che soccorre milioni di americani e scongiura lo shutdown del governo. Non meno importante, la legge reintegra la moratoria degli sfratti, assicurando un tetto e aiuti finanziari a centinaia di americani privi di risorse finanziarie. L’America ha vissuto un dramma che non aveva ragione di esistere. Non erano passate infatti ventiquattro ore dall’approvazione del pacchetto finanziario che Trump mandava tutto all’aria con lo specioso argomento che le misure adottate erano una “vergogna” disseminata di sprechi che andavano eliminati. Sopra tutto, Trump chiedeva al congresso di portare il sussidio per persona dai 600 dollari concordati a 2.000. I democratici, che sin dagli inizi chiedevano sussidi personali più alti, dichiaravano di essere favorevoli al maggiore importo assistenziale. I repubblicani invece si opponevano, come avevano già fatto per proposte di sussidi più elevate durante gli interminabili negoziati.
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America, America

d7d8dc81-ae85-42ec-93cf-6fc420c7712cL’ULTIMO SFACELO DI UN PERDENTE
di Marino de Medici

A meno di trenta giorni dalla sua uscita dalla Casa Bianca (potrebbe essere forzosa..) Donald Trump intensifica la sua folle campagna diretta a seminare il caos al Congresso ed a lacerare il più possibile le norme e le tradizioni politiche di una grande nazione ormai ridotta allo sfascio. Con un ultimo insulto alla decenza nell’esercizio dei poteri presidenziali, Trump ha emanato
ventisei provvedimenti di clemenza a favore di criminali e alleati corrotti, vicini al presidente e alla sua famiglia. Un tale spettacolo di abuso dei provvedimenti di clemenza non ha precedentI nella storia americana. Tra coloro che hanno ricevuto il “pardon” presidenziale figurano personaggi che è poco definire loschi, tra cui l’ex capo della campagna elettorale di Trump, Paul Manaford, ed il fedele scudiero Roger Stone, entrambi incriminati dal Procuratore Speciale Mueller, giudicati e condannati per vari crimini. Un altro “perdonato” è un membro di famiglia, Charles Kushner, padre di Jared, genero del presidente e consigliere presidenziale. Vale la pena di ricordare che Mr. Kushner fu rinviato a giudizio dall’allora procuratore di stato del New
Jersey, Chris Christie, per frode fiscale, subornazione di testimoni e contributi elettorali illegali.
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America, America

d7d8dc81-ae85-42ec-93cf-6fc420c7712c​IL TENTATIVO FALLITO DI SEDIZIONE DEI REPUBBLICANI
di Marino de Medici

Alla fine, ha vinto la costituzione americana, una delle più vecchie al mondo ma ancora fonte di ispirazione per le democrazie, parlamentari o presidenziali che siano. La Corte Suprema ha emanato un breve comunicato in cui respinge l’incostituzionale richiesta dell’Attorney General del Texas alla corte di attribuire al presidente uscente Trump i voti elettorali di quattro stati: Wisconsin, Pennsylvania, Michigan e Georgia. Si trattava, come tutti sanno, di un tentativo di ribaltare l’esito delle elezioni. Ma quel che è più grave, sfortunatamente sottaciuto dai media, è che l’azione di quell’Attorney General rappresentava il preludio ad una vera e propria sedizione. Trump ed i suoi scherani al Congresso avevano messo in atto un’offensiva contro la democrazia americana esacerbando una tradizione del partito repubblicano quale massa d’urto reazionaria e anti-maggioritaria. Questa è ormai l’essenza del movimento conservatore americano che fa del partito repubblicano non già un partito di minoranza – che non è lontanamente paragonabile a quella che in un contesto democratico è nota come “l’opposizione leale” – ma uno schieramento politico che mira a conquistare il potere al servizio dei suoi interessi partigiani e ideologici. Tutto ci si può aspettare da questo schieramento, privo di qualsiasi impegno nei confronti della democrazia elettorale.
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Il Premio Amerigo XII Edizione assegnato a Marino de Medici

fc52b9c0-193f-4f58-bf5b-9fde2aa4cf1d Il Premio Speciale della XII edizione del “Premio giornalistico internazionale Amerigo”, patrocinato dal Consolato degli Stati Uniti d’America a Firenze e istituito a cura del Chapter di Firenze dell’Associazione Amerigo, è stato assegnato a Marino de Medici.
Marino de Medici è romano, giornalista professionista. Decano dei giornalisti italiani in America, oggi ottantasettenne, vive negli USA da 60 anni. E’ stato Corrispondente da Washington dell’Agenzia ANSA e Corrispondente dagli Stati Uniti per il quotidiano Il Tempo. Ha intervistato Presidenti, Segretari di Stato e della Difesa americani, Presidenti di vari Paesi in America Latina e Asia. La sua produzione giornalistica ha spaziato dalla guerra nel Vietnam, ai colpi di stato nel Cile e in Argentina, a quaranta anni di avvenimenti negli Stati Uniti e nel mondo. Ha anche insegnato giornalismo e comunicazioni in Italia e negli Stati Uniti. Non ha ancora finito di viaggiare e di scrivere dei luoghi che visita. Finora è stato in 121 Paesi e conta di visitarne altri.
lampadadialadmicromicro13Auguri e Complimenti a Marino de Medici da Aladinpensiero online, che si onora da qualche mese di averlo come editorialista, particolarmente a commento delle vicende statunitensi. I suoi articoli per i contenuti e per la chiarezza espositiva, sono fortemente apprezzati dai lettori della nostra News.
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Il discorso di Marino de Medici in occasione della premiazione.
Gentili membri della Associazione Amerigo, Console Ragini Gupta, Presidente Andrea Gubina, Rappresentante Massimo Cugusi, Coordinatore Michele Ricceri e gentili ospiti di questa celebrazione della dodicesima edizione del Premio Amerigo,
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