Risultato della ricerca: ma quello non è il padrone?

Salviamo la nostra Università. Tutti uniti! Tutti insieme! Ma scusa, quello non è il Governo? Protesta insieme a noi contro se stesso?

UNIV-SARDEGNA-SISTEMA-LOGOape-innovativaSacrosanta le protesta dell’Università di Cagliari e di quella di Sassari (occorre, non ci stanchiamo di dirlo, una vera federazione, l’Università della Sardegna, che riproponiamo con un logo improvvisato, ma efficace). E’ una protesta che vede unite tutte le Università prese di mira dalle scellerate politiche governative (non solo odierne, che vengono da lontano, e soprattutto dalla pessima legge Gelmini) e che penalizzano in modo odioso particolarmente le Università del Sud, doppiamente, in relazione alla situazione di depressione economica del loro ambiente di primo riferimento e al sistema di finanziamenti/incentivazioni deciso dal governo Renzi. Nel merito rimandiamo ai servizi di informazione (in primis a quello di UnicaNews) e allo studio della Fondazione Res, da noi apprezzato e opportunamente segnalato. Veramente encomiabile l’impegno dei Rettori sardi Maria Del Zompo e Massimo Carpinelli e di tutto il mondo accademico sardo, ma, ci chiediamo: la politica di vessazione nel confronti dell’Università da dove viene? Chi ne è responsabile? Non ha certo provenienze divine! Le responsabilità sono prevalentemente governative, con qualche corresponsabilità dei Rettori e degli apparati accademici, soprattutto di un recente passato (il tempo della Gelmini) e il Governo ha oggi un preciso responsabile: Matteo Renzi. E, allora, parafrasando una celebre pièce teatrale di Dario Fo e Franca Rame: Tutti uniti! Tutti insieme! Ma scusa, quello non è il padrone? Più precisamente diciamo: ma quello non è il Governo? E nel “Governo” mettiamoci pure i nostri politici renziani (Pigliaru e Zedda, per primi). Cari Rettori e cari professori pensate bene nel portare avanti la vertenza a queste “contraddizioni” e non trascurate gli anticorpi che possono evitarne l’insuccesso. Il primo antidoto alla deriva catastrofica è proprio dare la priorità dell’alleanza con il popolo, per noi: con il popolo sardo. Questi consigli non sono rivolti certo agli studenti, i quali soli hanno cercato di difendere l’Università pubblica dalla pessima “riforma” della Gelmini. All’epoca, ricordiamolo, la ministra arrivò perfino a “comprare” i Rettori in carica, garantendo loro un antidemocratico prolungamento “ope legis” del loro mandato! (f.m.).
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seduta Unica 6feb16
studenti di bolognaUNIVERSITA’ DELLA SARDEGNA
MOBILITAZIONE PER UNA VALUTAZIONE BASATA SU PARAMETRI EQUI
Fronte comune con il mondo politico: contestati i criteri di ripartizione dei fondi alle Università. “Non è un problema solo nostro – ha chiarito il Rettore – Presto la mobilitazione coinvolgerà tutti gli Atenei”. Presenti alla seduta comune di Cda e Senato anche il Presidente della Regione, il sindaco di Cagliari, europarlamentari, numerosi parlamentari, assessori regionali e comunali, consiglieri regionali e comunali
- Un esauriente servizio sull’evento e sulla problematica che lo ha generato a cita dell’ufficio stampa dell’Ateneo e di UnicaNews (responsabile Sergio Nuvoli).
“(…) Alla fine della lunga serata di lavori, l’unanimità si è registrata anche sul documento proposto, con cui gli organi collegiali hanno dato mandato al Rettore di porre in essere una serie di azioni. Prima tra tutte, l’attivazione di un gruppo di lavoro per la formulazione di proposte di revisione delle voci di calcolo del costo standard di formazione per studente, definite con Decreto Interministeriale n. 893/2014, e la determinazione di indicatori più equi, che facciano risaltare i progressi dei singoli Atenei nella didattica e nella ricerca e che tengano conto della condizione di insularità e della situazione socio-economica della Regione Sardegna, con la raccomandazione di sostenere le modifiche proposte in sede politica regionale e nazionale.
Quindi la costituzione di un tavolo tecnico per il diritto allo studio, formato da rappresentanti dell’Ateneo e della Regione Sardegna, dal quale emergano proposte atte a modificare i criteri attualmente in uso per la definizione del finanziamento statale e regionale delle borse di studio, da sottoporre all’attenzione degli organi nazionali competenti in materia, affinché tutti gli studenti idonei possano usufruire di una borsa di studio” (Da UnicaNews).
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- Salviamo la nostra Università. Tutti uniti, tutti insieme, ma, scusa, quello non è il Governo? Protesta insieme a noi contro se stesso?
Tuti uniti... Dario Fo
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