Risultato della ricerca: scuola popolare di is mirrionis

Punta de billete

ScuolaPopolareIsmirrionisMartedì a Is Mirrionis
CONVOCAZIONE. Il comitato casa del quartiere is mirrionis si riunisce martedì 5 dicembre alle ore 18.00 presso i locali del Centro di quartiere di via Brianza n.3, ex scuola di fronte al mercato di via Quirra, col seguente O.d.G.:
1- RECUPERO DELL’EDIFICIO DELLA SCUOLA POPOLARE DI VIA IS MIRRIONIS “uno spazio per il quartiere”, incontro con l’ing. GIANVALERIO SANNA, dirigente di Area;
2- INIZIATIVE E PROPOSTE.
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- STRUTTURA. Documentazione pertinente.
- GESTIONE. Dossier per l’adozione del Regolamento comunale per la gestione dei beni comuni.

Oggi

ScuolaPopolareIsmirrionisOggi a Is Mirrionis
CONVOCAZIONE. Il comitato casa del quartiere is mirrionis si riunisce oggi lunedi 27 novembre alle ore 18.00 presso i locali della parrocchia di Sant’Eusebio col seguente O.d.G.:
1- RECUPERO DELL’EDIFICIO DELLA SCUOLA POPOLARE DI VIA IS MIRRIONIS “uno spazio per il quartiere”, incontro con l’ing. GIANVALERIO SANNA, dirigente di Area;
2- INIZIATIVE E PROPOSTE.
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- STRUTTURA. Documentazione pertinente.
- GESTIONE. Dossier per l’adozione del Regolamento comunale per la gestione dei beni comuni.

Emilio Lussu, riferimento fondamentale della Scuola Popolare dei Lavoratori del Quartiere di Is Mirrionis

emilio-lussu-comizioQUARTIERE DI IS MIRRIONIS. ASSEMBLEA DELLA SCUOLA POPOLARE. 11.05.1975

lampadadialadmicromicro13L’11 maggio 1975, a due mesi dalla morte di Emilio Lussu (Roma 5 marzo 1975) la Scuola Popolare e il Circolo culturale di quartiere di Is Mirrionis organizzarono un’assemblea popolare per onorare il Grande Sardo. La relazione introduttiva venne tenuta da Giuseppe Caboni, uno dei massimi studiosi della vita e dell’opera di Emilio Lussu, nonché personale amico, sia pure considerando la grande differenza di età tra i due. Ringraziamo il nostro amico Giuseppe per averci ricordato quell’importante iniziativa, trasmettendoci il testo della sua relazione, che, come abbiamo riconosciuto, mantiene una straordinaria inalterata validità, oggi come allora. Tutto ciò anche a testimonianza della preziosa presenza politico-culturale della Scuola Popolare e del Centro Culturale nel quartiere di Is Mirrionis, nella città ed oltre.
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Ricordando Emilio Lussu, il suo esempio e i suoi attualissimi insegnamenti
di Giuseppe Caboni

Chi lavora comanda. È questa una delle indicazioni morali fondamentali che Emilio Lussu trasse dalla sua vita col padre. Era attorno ai 10 anni quando la prepotenza con un mezzadro gli costò, per l’intervento del padre appunto, una settimana al suo servizio, a lavorare la terra.
Da questa e da altri simili esperienze sosteneva di aver acquisito la prima apertura alla democrazia sostanziale, al senso dell’uguaglianza (in un breve saggio del 1952, “Nascita di uomini democratici”).
Lo spirito d’indipendenza, l’apprezzamento del coraggio come dote primaria, la lealtà e la socialità: anche queste sono state qualità di Lussu che lui stesso riportava ai valori propri della società pastorale di Armungia, il paese dove era nato nel 1890. L’ha definita – nel racconto “il cinghiale del diavolo”- una società senza classi e senza stato, all’interno della quale la distinzione tra patrizi e plebei, fra pastori da una parte e commercianti o scribacchini dall’altra, era “morale”, e non sociale. A questo modo di sentire, assorbito intensamente sin dall’infanzia, Lussu riportava sempre il suo radicale, irriducibile antifascismo, la sua avversione profonda alla ripartizione in classi della società capitalista, in cui quelli che lavoravano più duramente e produttivamente – contadini, pastori, operai – non esercitano affatto il potere, ma subiscono quello di strati privilegiati, autoritari e parassitari, e sono – in modo sempre più violento – vittime dello sfruttamento e del bisogno materiale.
Il primo grande scontro con la logica della società classista Lussu lo ebbe nelle trincee della prima guerra mondiale, a cui partecipava come interventista, ma di cui imparò presto a comprendere le contraddizioni. Le pagine di “Un anno sull’altopiano” descrivono con sobrietà il processo psicologico che portò il tenente sardo a capire come i veri “nemici” fossero i generali e i profittatori di guerra – e dietro l’intera struttura di potere della grande borghesia italiana ed europea – e a fraternizzare con i formidabili soldati della brigata Sassari, per il 95% pastori e contadini, e per il resto, operai, minatori ed artigiani.
Sul fronte Lussu divenne un capo leggendario. Al rientro in Sardegna le intuizioni che riuscì progressivamente a inserire nelle rivendicazioni degli ex combattenti, sino al 1920, e poi nel Partito Sardo d’Azione, muovevano in direzione del socialismo, di un socialismo originale, basato – allora – sull’autogestione, sull’antiburocratismo, sullo spirito di iniziativa e d’indipendenza. (segue)

Emilio Lussu, riferimento fondamentale della Scuola Popolare dei Lavoratori del Quartiere di Is Mirrionis

foisofois-emiliolussuQUARTIERE DI IS MIRRIONIS. ASSEMBLEA DELLA SCUOLA POPOLARE. 11.05.1975

lampadadialadmicromicro13 L’11 maggio 1975, a due mesi dalla morte di Emilio Lussu (Roma 5 marzo 1975) la Scuola Popolare e il Circolo culturale di quartiere di Is Mirrionis organizzarono un’assemblea popolare per onorare il Grande Sardo. La relazione introduttiva venne tenuta da Giuseppe Caboni, uno dei massimi studiosi della vita e dell’opera di Emilio Lussu, nonché personale amico, sia pure considerando la grande differenza di età tra i due. Ricordando quella circostanza ringraziamo il nostro amico Giuseppe per averla puntualmente documentata, trasmettendoci il testo della sua relazione, che, come abbiamo riconosciuto, mantiene inalterata validità oggi come allora. Tutto ciò anche a testimonianza della preziosa presenza politico-culturale della Scuola Popolare e del Centro Culturale nel quartiere di Is Mirrionis, nella città ed oltre.
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Ricordando Emilio Lussu, il suo esempio e i suoi attualissimi insegnamenti
di Giuseppe Caboni

Chi lavora comanda. È questa una delle indicazioni morali fondamentali che Emilio Lussu trasse dalla sua vita col padre. Era attorno ai 10 anni quando la prepotenza con un mezzadro gli costò, per l’intervento del padre appunto, una settimana al suo servizio, a lavorare la terra.
Da questa e da altri simili esperienze sosteneva di aver acquisito la prima apertura alla democrazia sostanziale, al senso dell’uguaglianza (in un breve saggio del 1952, “Nascita di uomini democratici”).
Lo spirito d’indipendenza, l’apprezzamento del coraggio come dote primaria, la lealtà e la socialità: anche queste sono state qualità di Lussu che lui stesso riportava ai valori propri della società pastorale di Armungia, il paese dove era nato nel 1890. L’ha definita – nel racconto “il cinghiale del diavolo”- una società senza classi e senza stato, all’interno della quale la distinzione tra patrizi e plebei, fra pastori da una parte e commercianti o scribacchini dall’altra, era “morale”, e non sociale. A questo modo di sentire, assorbito intensamente sin dall’infanzia, Lussu riportava sempre il suo radicale, irriducibile antifascismo, la sua avversione profonda alla ripartizione in classi della società capitalista, in cui quelli che lavoravano più duramente e produttivamente – contadini, pastori, operai – non esercitano affatto il potere, ma subiscono quello di strati privilegiati, autoritari e parassitari, e sono – in modo sempre più violento – vittime dello sfruttamento e del bisogno materiale.
Il primo grande scontro con la logica della società classista Lussu lo ebbe nelle trincee della prima guerra mondiale, a cui partecipava come interventista, ma di cui imparò presto a comprendere le contraddizioni. Le pagine di “Un anno sull’altopiano” descrivono con sobrietà il processo psicologico che portò il tenente sardo a capire come i veri “nemici” fossero i generali e i profittatori di guerra – e dietro l’intera struttura di potere della grande borghesia italiana ed europea – e a fraternizzare con i formidabili soldati della brigata Sassari, per il 95% pastori e contadini, e per il resto, operai, minatori ed artigiani.
Sul fronte Lussu divenne un capo leggendario. Al rientro in Sardegna le intuizioni che riuscì progressivamente a inserire nelle rivendicazioni degli ex combattenti, sino al 1920, e poi nel Partito Sardo d’Azione, muovevano in direzione del socialismo, di un socialismo originale, basato – allora – sull’autogestione, sull’antiburocratismo, sullo spirito di iniziativa e d’indipendenza. (segue)

“Raccontando Is Mirrionis: ieri, oggi… e domani?”

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Domenica 29 ottobre 2017 ore 17.30-21.30 presso il Teatro TSE Sant’Eusebio, via Quintino Sella Cagliari, il Comitato Casa del Quartiere Is Mirrionis presenta la manifestazione “Raccontando Is Mirrionis Ieri, oggi… e domani?” il Comitato in collaborazione con il Circolo ACLI “A. Lattuca-Is Mirrionis, il Teatro del Segno, la Parrocchia Sant’Eusebio, Co-Mete società cooperativa sociale. (segue)

Oggi sabato 28 ottobre 2017

democraziaoggisardegnaeuropa-bomeluzo3-300x211Sardegna-bomeluzo22sedia-van-goghGLI-OCCHIALI-DI-PIERO1-150x1501413filippo-figari-sardegna-industre-2
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democraziaoggi loghettoOggi a S. Basilio apre la sede ANPI “Bella Ciao”, un presidio di lotta democratica in Trexenta
28 Ottobre 2017
Andrea Pubusa su Democraziaoggi.
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Domenica 29 ottobre 2017 ore 17.30-21.30 presso il Teatro TSE Sant’Eusebio, via Quintino Sella Cagliari, il Comitato Casa del Quartiere Is Mirrionis presenta la manifestazione “Raccontando Is Mirrionis Ieri, oggi… e domani?” il Comitato in collaborazione con il Circolo ACLI “A. Lattuca-Is Mirrionis, il Teatro del Segno, la Parrocchia Sant’Eusebio, Co-Mete società cooperativa sociale. (segue)

Opportunità per il ricupero dell’ex centro sociale che ospitò la Scuola Popolare di Is Mirrionis

scpopo-oggi-13-set-17Opportunità per il ricupero dell’ex centro sociale che ospitò la Scuola Popolare di Is Mirrionis nel Codice del Terzo settore (Decreto legislativo, 03/07/2017 n° 117, G.U. 02/08/2017). Precisamente quanto previsto dall’art. 71, riportato di seguito.
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Vincenzo Urracci

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Libro SP Is Mirrionis cafullsizerender-37-2
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In ricordo di Vincenzo Urracci
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img_3792-bisIl 28 agosto 2017 è venuto a mancare, a 75 anni, Vincenzo Urracci, uno degli studenti – lavoratori che prese parte all’esperienza di Scuola Popolare (S.P.) ad Is Mirrionis. Con Vincenzo, ci hanno già lasciato negli anni Claudio Pilleri, Luigi Cuomo, Aldo Laconi, Franca Piredda: ognuno di essi, in modalità diverse, ha contribuito a costruire nella S.P. un’esperienza unica, fatta di ricerca di sapere, di condivisione, di crescita culturale e umana.
Di Vincenzo, che ha affrontato con grande dignità la sua dolorosa fine, mi piace ricordare la sua umiltà, la sua umanità, la sua sete di giustizia, il suo senso dell’umorismo, le sue capacità organizzative, il suo anteporre sempre gli altri a se stesso. Sempre col sorriso sulle labbra, per molti anni ha partecipato alle Feste dell’Unità cucinando montagne di salsicce o di maialetti a beneficio dei compagni. Così come quando cucinava in cene fra di noi ed era sempre preoccupato di far star bene gli altri prima che se stesso.
Quando giunse, all’età di 31 anni, alla Scuola Popolare di Is Mirrionis, faceva il ciabattino e aveva già l’idea di mettere su una cooperativa di calzolai (che di lì a poco avrebbe realizzato a Quartu raggiungendo ottimi risultati), né era particolarmente interessato al “pezzo di carta” così come per altri lavoratori per i quali il raggiungimento di tale obiettivo avrebbe permesso inserimenti lavorativi. Vincenzo aveva fame di cultura, voleva migliorarsi sviluppando uno spirito critico, maggiori capacità di ragionamento, di confronto, di solidarietà. Qualità che mantenne e rafforzò, dopo la Scuola Popolare, impegnandosi all’interno della sezione del PCI di Monserrato.
Ma credo sia più utile ascoltare direttamente le sue parole registrate all’interno di una sua testimonianza tratta dalla pag. 126 del libro sulla Scuola Popolare redatto nel 2015/16 e per la cui stesura diede, ancora una volta, un contributo decisivo.
“La scuola mi servì soprattutto per migliorare la mia comprensione del mondo, per migliorare le mie conoscenze, la mia cultura. Il mio interesse non era tanto per la licenza media quanto per gli incontri, le discussioni, il confronto, lo studiare senza dover pensare al voto, lo studiare per la vita. Anche quando ho dato l’esame ho utilizzato questo modo di conoscere e studiare perché scelsi un metodo interdisciplinare….Alla prima domanda ho risposto svolgendo un mio ragionamento, collegando fra loro vari temi che mi interessavano e continuai così anche dopo la seconda domanda. Sono passato così da una materia all’altra. Quando mi sono fermato, tutti i commissari dissero che per loro andava bene. Tranne quella di Francese, alla quale risposi che, anche se mi faceva una domanda, io non avrei risposto perché per il mio lavoro e per la mia vita il francese non mi serviva a niente. Mi girai per cercare lo sguardo di Virginia, che insegnava francese nella Scuola Popolare, e non la trovai forse perché per la vergogna si era nascosta sotto il banco. Allora il commissario di francese cambiò registro e mi chiese se conoscevo il nome del presidente della Repubblica. Io risposi Giscard d’Estaing. Qualcos’altro di politica… Al di là della licenza –che comunque ottenni con il giudizio di Ottimo- quello che mi interessava era dimostrare che come lavoratore ero in grado di reggere un confronto su temi importanti”.
Ecco, Vincenzo era questo: capace di ascoltare, determinato nell’apprendere, nel difendere le sue idee di comunista convinto e coerente, sempre rispettoso degli altrui convincimenti. Il tutto fatto con leggerezza, umiltà, un sorriso dolce, uno sguardo trasparente così come il suo animo che rimangono nel ricordo di tutte le persone che hanno avuto la fortuna di conoscerlo. Da credente, posso affermare convintamente che ha amato gli uomini in misura tale da acquisire un prioritario “lasciapassare” per il Paradiso.
Grazie per tutto quello che sei stato e che ci hai insegnato, amico nostro carissimo.
E che la terra ti sia lieve.
giorgio seguro

C’è qualcosa di nuovo, anzi d’antico… a Is Mirrionis

is-mirrionis-ai-tempi-della-sp-71-76Riflessioni
di Terenzio Calledda*
casa-q-is-mirr…mentre perdura un’immagine negativa del quartiere a causa del disagio sociale ed economico di molti dei suoi abitanti, contemporaneamente a Is Mirrionis si respira un nuovo clima e c’è voglia di incontrarsi e di fare progetti e iniziative, un nuovo dinamismo vede partecipi anche alcune attività economiche, anche giovani e studenti restano in quartiere a fare le ore piccole al pari di altri quartieri, vogliamo partecipare e condividere questo risveglio con tutti i cittadini giovani, artisti, pensionati, lavoratori, ma anche disoccupati e tutti quelli che soffrono disagi, esclusioni e povertà.
A questo fermento culturale il nostro Comitato per la Casa del Quartiere di Is Mirrionis sta cercando di contribuire, accanto all’attività giornaliera delle Parrocchie e alle iniziative delle tante associazioni che animano la vita del quartiere, ed è bene ricordare le Associazioni storiche che con continuità in questi anni passati, hanno svolto attività culturali sociali e sportive, e non va dimenticato anche il lavoro svolto nel passato dalla Circoscrizione e dai Consiglieri.
Certamente possiamo dire che il ns Comitato, con le associazioni e le singole persone aderenti, sta dando un buon contributo anche ad animare il dibattito che coinvolge il passato, il presente ed il futuro del quartiere ma probabilmente anche quello dell’intera città.
Senza dimenticare le Scuole, l’Università, ecc. ci rivolgiamo alle Istituzioni tutte per chiedere attenzione e un impegno concreto in termini di risorse e strutture, idee e progettualità, ma soprattutto vogliamo partecipare e condividere le scelte future per il nostro Quartiere: “Vogliamo trasformare il Quartiere di Is Mirrionis e la Città con la partecipazione dei Cittadini”.
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Oggi martedì 27 giugno 2017 Estate con noi

democraziaoggisardegnaeuropa-bomeluzo3-300x211Sardegna-bomeluzo22sedia-van-goghGLI-OCCHIALI-DI-PIERO1-150x1501413filippo-figari-sardegna-industre-2
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unknownLa nostra news non prende ferie. Tuttavia vi accompagnerà fino a metà settembre con ritmi più lenti, senza obblighi di scadenze quotidiane. Godetevi e godiamoci un periodo di rallentamento, di tempi lenti, per quanto ci è possibile. Buona estate a tutti noi e non perdiamoci di vista!
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SOCIETÀ E POLITICA » GIORNALI DEL GIORNO » ARTICOLI DEL 2017
Portogallo, c’è sinistra ad ovest di Bruxelles
di ELENA MARISOL BRANDOLINI
«Il Paese devastato dagli incendi e reduce da una pesantissima crisi economica è da un anno e mezzo un laboratorio di ricette opposte al neoliberismo». il Fatto Quotidiano, ripreso da eddyburg, 26 giugno 2017 (p.d.)
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democraziaoggiNoi del NO ripartiamo col Comitato per la democrazia costituzionale
Alfiero Grandi su Democraziaoggi.
Si è tenuta il 24 a Roma un’assemblea dei comitati per il NO che ha deciso di proseguire l’attività col nome originario di Comitato per la democrazia costituzionale (CDC). Ecco una sintesi estrema della lungra relazione di Alfiero Grandi.
La vittoria del No il 4 dicembre non ci mette al riparo per sempre […]

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casa-quartiere-is-mirrionis-caGiovedì 29 settembre, con inizio alle ore 16.30 sala ex Circoscrizione, via Montevecchio: Assemblea del Quartiere di Is Mirrionis, promossa dall’Associazione Casa del Quartiere – Is Mirrionis, Cagliari. scuola-popolare-ism-oggi
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28-6-17-ism

La sfida di don Milani. Annotazioni sul Convegno odierno.

don-milani-20-6-17Don Milani riempie le sale. Significa che il suo messaggio riesce a parlarci e a darci ancora indicazioni. Ne abbiamo bisogno.milani1La sfida di don Milani. Stasera alla Facoltà teologica. I relatori, Bruno Terlizzo. e Felice Nuvoli, con il coordinatore Mario Girau. milani2Conclusioni non di circostanza del Vescovo Arrigo Miglio. Della visita odierna di Papa Francesco ai luoghi delle missioni di Primo Mazzolari e Lorenzo Milani sottolinea il forte messaggio alla Chiesa italiana, che aveva tentato di emarginare i due grandi uomini e suoi sacerdoti.milani3
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ape-innovativaChe i cattolici rivendichino orgogliosamente l’appartenenza di don Primo Mazzolari, come di don Lorenzo Milani e di tanti altri “preti scomodi” alla Chiesa, che pur li aveva nel loro tempo decisamente contrastati, con atti precisi delle gerarchie ecclesiali, non può che fare piacere. Non può che fare piacere che questo riconoscimento sia corale (o almeno sufficientemente condiviso) da tutta la Chiesa cattolica italiana – spinta a tale comportamento dal magnifico gesto odierno di Papa Francesco – che così ricostruisce una comunione al suo interno, con i molti cattolici che si sono sempre ispirati ai due grandi pensatori, uomini e sacerdoti, che li hanno sempre amati e che hanno seguito, sebbene “profeti disarmati”, o proprio per tale 153652493-1a16a155-6c2d-4542-965d-9b39dbf4cf65qualità.
I cattolici tutti devono essere orgogliosi che questi personaggi siano stati e continuino ad essere riferimento per tanti cattolici e, a maggior ragione, per tanti non cattolici, credenti, non credenti, diversamente credenti. Parlando di don Milani, siamo in molti, tantissimi, ben contenti di averlo conosciuto, attraverso i suoi scritti, in modo particolare “Lettera a una professoressa”, che ha ispirato una giusta radicale critica alla “scuola borghese”, diventando un testo fondamentale per i movimenti studenteschi (anche operai, se solo pensiamo alle 150 ore) delle lotte degli anni 68, 69 e seguenti. Negli anni 70, a distanza di alcuni anni dalla morte di don Milani, fiorirono in tutta Italia le Scuola Popolari, per il diritto all’istruzione delle masse popolari, che riconoscevano nella Scuola di Barbiana un modello da ricalcare. Non importa (e non sarebbe neppure utile) misurare le differenze tra le nostre esperienze di scuola popolare (molte in Sardegna, ma per noi è facile citare, per esperienza vissuta, quella di Is Mirrionis). Ci basta riconoscere che per noi, per proporre e fare quelle esperienze ci è stato luce e guida don Lorenzo Milani, che noi abbiamo messo insieme ad altri grandi pensatori e non importa se Lorenzo Milani probabilmente non avrebbe gradito tutti o alcuni di tali accostamenti. Eravamo felicemente eclettici. Di questa benedetta ecletticità dà conto una “presentazione” dell’esperienza della Scuola Popolare, che riportiamo di seguito. Lo facciamo anche per unirci, a nostro modo, al ricordo fecondo che oggi ne ha fatto Papa Francesco nella visita alla tomba di don Lorenzo Milani e ai luoghi della sua missione a Barbiana.
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riprendiamoci la scuola popolare giu15Cagliari, quartiere di Is Mirrionis: dal ricupero della memoria di una Scuola Popolare operante negli anni 70 e dell’edificio che la ospitò, una formidabile spinta per riattivare processi di partecipazione attiva dei cittadini alla vita sociale e alla gestione dei beni comuni.

di Franco Meloni

Dal 1971 per cinque anni operò nel quartiere più popoloso di Cagliari, Is Mirrionis, una vivace scuola popolare, organizzata da giovani volontari (studenti universitari e laureati), che anticipò le “150 ore” e l’intervento dello Stato per l’istruzione degli adulti, riuscendo a far conseguire le licenze elementare e (nella quasi totalità) media a oltre 300 discenti (adulti occupati e disoccupati).
I giovani docenti erano di diversa estrazione ideologica, in prevalenza cattolici e di varia collocazione politica del campo della sinistra. Divisi nelle scelte contingenti, ma tuttavia uniti nel perseguire l’obbiettivo della realizzazione del diritto allo studio per tutti, con specifico impegno per i ceti popolari. I loro fondamentali riferimenti ideali davano conto di una certa ecletticità: don Lorenzo Milani con la Scuola di Barbiana, Paulo Freire con la Pedagogia degli oppressi, Antonio Gramsci con la concezione del ruolo degli intellettuali, Emilio Lussu con l’impegno per il riscatto del popolo sardo… tanto per citare i più amati. L’esperienza, iscritta esplicitamente nel “grande movimento di liberazione delle masse popolari di tutto il pianeta” – come si sosteneva allora con convinzione – non perdeva di vista i vissuti umani e professionali di ciascuno (docente o discente) e l’interesse per le vicende del quartiere, inserite negli stessi programmi didattici.
L’ex centro sociale che ospitava la scuola popolare, concesso formalmente dopo un’occupazione tollerata da parte dell’Istituto Autonomo delle Case Popolari (IACP) che ne era proprietario, divenne un simbolo della “democrazia di base”, della “partecipazione dei cittadini”, principi ispiratori, a volte influenzati da ingenue teorie dei contropoteri, tanto da non rendere particolarmente facili, anzi spesso conflittuali, i rapporti con le Istituzioni – Chiesa e partiti compresi – dei quali si faceva tranquillamente a meno, sostenuti da un rigoroso autofinanziamento.
Esaurita la fase della Scuola Popolare, l’attività proseguì con un Circolo culturale e con il Comitato di quartiere, fino al 2000, anche se dal 1979 in locali diversi dall’ex centro sociale, in quell’anno occupato da alcune famiglie di senza tetto, spinte a questa scelta dagli stessi ambienti dell’amministrazione comunale. A nulla valsero gli appelli del Circolo culturale e del Comitato di quartiere perché non si mettesse in contrapposizione il diritto alla casa con quello agli spazi della partecipazione popolare, rappresentati esemplarmente dall’ex centro sociale. Le istituzioni e tutti i partiti rimasero sordi. In fondo le iniziative che vi si svolgevano non erano esattamente controllabili e perfino “disturbavano” la politica del palazzo. Dopo alcuni anni le famiglie furono sistemate in alloggi adeguati e l’ex centro sociale fu murato e reso del tutto inagibile con la sfondatura del tetto. Così è rimasto da oltre trent’anni: uno squallido rudere, monumento all’inefficienza delle Amministrazioni interessate, a partire dall’azienda regionale Area (subentrata allo IACP), che ne è tuttora proprietaria.
Scuola Popolare ex centro soc Is Mirr
Il rudere dell’ex centro sociale che ospitò negli anni 70 la Scuola Popolare di Is Mirrionis

Ma da quasi tre anni si combatte perché la musica cambi. Infatti l’associazione culturale Antonio Gramsci e altri organismi operanti in quartiere, unitamente a ex docenti ed ex alunni della Scuola Popolare, hanno promosso una serie di iniziative per recuperare la memoria della scuola e delle altre attività che si svolsero nell’ex centro sociale, rivendicando il ripristino dello stabile in favore della cittadinanza. Assemblee popolari e approfondimenti sulla storia del nucleo edilizio con al centro il nostro edificio, che fu progettato da Maurizio Sacripanti, illustre architetto della Scuola romana del Novecento, autorizzano ad essere ottimisti sull’esito positivo della vertenza. Intanto Area non ha dato corso a una sua deliberazione di abbattere l’ex centro sociale per realizzare al suo posto case di abitazione per portatori di handicap, peraltro non richieste dai potenziali destinatari.

L’esperienza della Scuola popolare è stata anche oggetto di un libro, presentato con successo in città e in regione. Questo fermento ha portato alla costituzione di una associazione di cittadini, denominata “Casa del quartiere di Is Mirrionis”, che intende lavorare a 360 gradi, promuovendo la partecipazione popolare e la gestione dei beni comuni urbani da parte dei cittadini. Ed è proprio l’iscrizione dell’edificio dell’ex centro sociale alla categoria dei “beni comuni” che costituisce un’ulteriore garanzia rispetto all’esito delle rivendicazioni in atto. Per conseguire tale finalità la nuova associazione ha anche aderito all’Osservatorio dei beni comuni della Sardegna, impegnato particolarmente a richiedere al Comune di Cagliari l’adozione del “regolamento sulla collaborazione dei cittadini per la gestione condivisa e la rigenerazione dei beni comuni urbani”

Oggi martedì 13 giugno 2017

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La pagina fb dell’evento. ******* Su il manifesto sardo.
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sardegnaeuropa-bomeluzo3-300x211Sardegna-bomeluzo22sedia-van-goghdemocraziaoggiGLI-OCCHIALI-DI-PIERO1-150x1501413filippo-figari-sardegna-industre-2
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democraziaoggiLa tecnologia e la irreversibilità delle strutture dei moderni sistemi economici
13 Giugno 2017
di Gianfranco Sabattini, su Democraziaoggi.
Giuseppe Berta, in “Post-global: economia politica della nostalgia” (Il Mulino 2/2017), svolge interessanti considerazioni sul ruolo della tecnologia nella formulazione delle politiche utili a rimediare a molti guasti provocati dalla globalizzazione, sorretta dal funzionamento di un mercato senza regole. […]
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Cagliari città Capitale 1Agricoltura urbana, iniziative dal basso, una vera transizione.
di Enrico Lobina su Cagliari Città Capitale.
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LAVOROOggi martedì 13 giugno alle ore 18.30 presso la CSS riunione del Gruppo di Lavoro per il Lavoro Lavoro al Quadrato, in preparazione del Convegno “Lavorare meno, Lavorare meglio, Lavorare tutti. Il Lavoro fondamento della democrazia” (previsto a Cagliari nei giorni 22 e 23 settembre 2017).
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casa-quartiere-is-mirrionis-caMartedì 4 luglio, con inizio alle ore 16.30 sala ex Circoscrizione, via Montevecchio: Assemblea del Quartiere di Is Mirrionis, promossa dall’Associazione Casa del Quartiere – Is Mirrionis, Cagliari. scuola-popolare-ism-oggi
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Oggi venerdì 14 aprile 2017

croce-lampedusaVENERDI’ SANTO Liturgia della croce
di Enzo Bianchi, Monastero di Bose.

Giovanni 18,1-19,37
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sardegnaeuropa-bomeluzo3-300x211Sardegna-bomeluzo22sedia-van-goghdemocraziaoggiGLI-OCCHIALI-DI-PIERO1-150x1501413
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arkimastria-logoScuola Popolare di Is Mirrionis. Comunicazione di servizio. Giovedì 13 aprile 2017, alla scadenza prevista del Bando Culturability, l’Associazione Arkimastria dell’Università della Sardegna – Università di Sassari, Dipartimento di Architettura di Alghero, ha presentato il progetto “Sineddoche” per la rigenerazione spazi da condividere, con riferimento al “Nucleo edilizio di Is Mirrionis, realizzato negli anni 50 su progettazione del grande architetto Maurizio Sacripanti. Presto una scheda del progetto presentato.
culturability_2017_webnucleo-sacripanti6
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linkiesta logoManifattura Milano è l’idea politica più ambiziosa che c’è oggi in Italia
Far tornare la manifattura – digitale e artigiana – in città. Questo il progetto del capoluogo lombardo. Un piano che travalica la sfera economica e che punta a ridefinire identità e tessuto urbano milanese. E a cambiare il destino del Paese.
di Francesco Cancellato, su Linkiesta.
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L’Italia è una repubblica fondata sul lavoro. A termine
I dipendenti a termine sono aumentati del 38%. Né la riforma del Jobs Act né quella pensionistica hanno invertito questo trend. Complici la crisi internazionale e la velocità dell’innovazione tecnologica, sta di fatto che ha rimetterci sono giovani e precari.
di Gianni Balduzzi su Linkiesta.
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CONFERENZA  REGIONI e PROVINCE AUTONOMEReddito d’inclusione: il testo del memorandum
Documento siglato il 14 aprile dal presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni. Su Regioni.it.

L’Osservatorio Beni Comuni incontra il Comune di Cagliari

Resoconto dell’incontro del 5 aprile 2017
In data 5 aprile (dalle 12 alle 13.30) presso gli uffici dell’assessorato comunale all’Urbanistica e Pianificazione strategica, l’assessora Francesca Ghirra e il presidente della commissione Urbanistica Matteo Lecis Cocco Ortu hanno ricevuto una delegazione dell’Osservatorio Beni Comuni della Sardegna (sezione di Cagliari) composta da Maria Teresa Arba, Paolo Erasmo, Franco Meloni, Stefano Meloni, Gianni Pisanu. L’incontro verteva principalmente sul “Regolamento amministrazione condivisa beni comuni urbani” di cui la nostra città è allo stato priva. Come era ovvio l’incontro si è esteso a una serie di altre problematiche connesse.
Di tutto diamo conto nel presente comunicato stampa.
Preliminarmente segnaliamo il clima di cordialità dell’incontro e la disponibilità da parte dell’assessora Ghirra e del presidente Lecis Cocco Ortu, i quali, impegnandosi per la loro parte istituzionale, hanno sottolineato come l’argomento ricade per competenza sull’intero Consiglio comunale e anche su altri assessorati (Patrimonio, Cultura, Servizi sociali…). E’ pertanto necessario che a questo primo incontro ne seguano altri con i soggetti titolari ai diversi livelli e specificità della problematica che sinteticamente riconduciamo alla “partecipazione popolare, in applicazione dell’art. 118 della Costituzione della Repubblica”. Il primo appuntamento sarà con la Commissione consiliare per lo Statuto e i regolamenti che sta discutendo della redazione del “Regolamento quadro degli istituti di partecipazione” che dovrà essere sottoposto all’approvazione del Consiglio comunale.
Di seguito ulteriori dettagli delle questioni affrontate nell’incontro. - segue -

Oggi domenica 2 aprile 2017

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