Risultato della ricerca: scuola popolare di is mirrionis

Is Mirrionis per la città: verso il rilancio di una rinnovata Scuola Popolare

6df0beab-d7c6-4d20-a630-06f9c8d0b86fOggi lunedì 10 settembre 2018, Andrea Artizzu su L’Unione Sarda.
Gian Valerio Sanna (Area) “Nel giro di un anno si potrebbe aprire il cantiere”.
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Bando ReStart per la presentazione di proposte progettuali di innovazione sociale, prevenzione e contrasto al disagio giovanile

btbecome-caIl Comitato “Casa del quartiere di Is Mirrionis” ci chiede di pubblicizzare un bando di interesse per i giovani del quartiere. Lo facciamo volentieri. Ecco il bando sul sito del Comune di Cagliari: Bando ReStart per la presentazione di proposte progettuali di innovazione sociale, prevenzione e contrasto al disagio giovanile. – Avviso partecipazione progetto BE-Sogni https://www.comune.cagliari.it/portale/it/bnd_altri_dettaglio.page?contentId=BND647111
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- Il modulo di partecipazione al bando.

Chiude il Circolo Acli di Is Mirrionis

lampadadialadmicromicroRiceviamo e riteniamo utile pubblicare.
Una lettera di Giorgio Seguro al Comitato Casa del quartiere di Is Mirrionis e oltre.
sede-acli-is-mirrionisCarissimi, presa visione, ieri [mercoledì 8 agosto 2018} sull’Unione Sarda, a firma di Giuseppina Piras, che la sede Acli di is Mirrionis chiude dopo oltre 50 anni di attività, non vi nascondo lo sconcerto e la rabbia provata a fronte di un autentico pezzo di storia del quartiere che muore nel silenzio dei cittadini. Telefonando a Maurizio [presidente del Circolo], sono stato ragguagliato del perchè della chiusura per causa imputabile alla necessità di cronici costi di manutenzione strutturale molto elevati (e dopo le ultime piogge, non procrastinabili) e di difficoltà di accordi con Area, proprietaria dell’immobile, sia per l’attuale affitto sia per un’eventuale acquisizione. [segue]

Ricordando Paolo De Magistris

paolodemagistris-27-giu-18A L’Unione Sarda e in Consiglio comunale celebrata la memoria di Paolo De Magistris, il sindaco che fu… un uomo “qualunque” posto controvoglia sul moggio sociale
di Gianfranco Murtas su Fondazione Sardinia.

Nella sala “Giorgio Pisano” de L’Unione Sarda dapprima (sabato 16 giugno), in cattedrale per una messa di suffragio (giovedì 21), infine nell’aula consiliare del municipio (martedì 26) il nome e la personalità complessa e cara di Paolo De Magistris hanno campeggiato riportando all’attualità la sua colta e delicata umanità, il suo profilo morale, la sapienza amministrativa, quel tanto di cultura non soltanto civica, ma prima di tutto civica, ch’egli recò con sé e condivise però, con impagabile generosità, con i cagliaritani attraverso molti suoi libri ed innumerevoli conferenze.
[segue]

Agenda dei movimenti di base

casa-q-is-mirrLUNEDI 21 MAGGIO ore 19.30 Teatro S.Eusebio
RIUNIONE Comitato Casa del Quartiere di Is Mirrionis
1- progetto recupero locali ex-Scuola Popolare
Bando “Fondazione con il Sud”
2- Sintesi Progetto ITI Is Mirrionis
3- Codice Fiscale Associazione
4- Programmazione rassegna jazz
5- serata culturale con musica e teatro al faro di Calamosca
6- Progetto sul contrasto gioco d’azzardo
7- cucina etnica programmazione corsi.
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E’ prevista la partecipazione dell’assessora comunale Francesca Ghirra

Scuola Popolare Is Mirrionis. Ripensare l’esperienza delle scuole popolari nella realtà delle “periferie” di oggi. Cominciamo a pubblicare i contributi dei relatori dell’evento del 12 aprile 2018.

libro scuola popolare is msp-aprile12-2018-rosaria SCHEMA INTERVENTO di Franco Meloni
Non credo di “bruciare” la proposta che farà Giorgio Seguro nel corso del suo intervento, cioè di fare una nuova edizione del libro, con una serie di aggiornamenti e di integrazioni, che lui, credo, dettaglierà. Nel collegarmi a tale proposta, che ovviamente condivido, formulandone una nuova: quella di realizzare un docu-film sull’esperienza della Scuola Popolare di Is Mirrionis, che partendo dalla sua ricostruzione storica può essere sviluppato sotto diversi punti di vista, sempre pensando a quanto tale esperienza può essere utile per l’oggi. Io qui ne propongo uno, sicuramente secondario, ma per me intrigante, avendo riguardo alla riproducibilità dell’esperienza come “costruzione di un gruppo di lavoro di impegno sociale”. Ripercorrendo la mia esperienza professionale di “formatore dei lavoratori adulti in ambito organizzativo pubblico” (mi occupavo del personale universitario), ricordo che per capire meglio come si potesse costruire un gruppo di lavoro ricorremmo alla visione e alla magnificent-seven-postersuccessiva analisi di diversi film, tra i quali il mitico “I magnifici 7″. Troppo antico per essere conosciuto dai più giovani (risale al 1960), tuttavia molto importante tanto da essere considerato un capolavoro nella storia dei cinema. Ma qui del film ci interessa soprattutto la trama, per il parallelo che vi proporrò rispetto all’esperienza della Scuola Popolare, con l’individuazione di alcuni tra quelli che ritengono siano gli ingredienti fondamentali (non esclusivi) della costruzione e del successo di un gruppo di lavoro. [segue]

Oggi a Is Mirrionis Tzacca stradoni

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- L’evento in fb.

Punta de billete

ScuolaPopolareIsmirrionisMartedì a Is Mirrionis
CONVOCAZIONE. Il comitato casa del quartiere is mirrionis si riunisce martedì 5 dicembre alle ore 18.00 presso i locali del Centro di quartiere di via Brianza n.3, ex scuola di fronte al mercato di via Quirra, col seguente O.d.G.:
1- RECUPERO DELL’EDIFICIO DELLA SCUOLA POPOLARE DI VIA IS MIRRIONIS “uno spazio per il quartiere”, incontro con l’ing. GIANVALERIO SANNA, dirigente di Area;
2- INIZIATIVE E PROPOSTE.
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- STRUTTURA. Documentazione pertinente.
- GESTIONE. Dossier per l’adozione del Regolamento comunale per la gestione dei beni comuni.

Oggi

ScuolaPopolareIsmirrionisOggi a Is Mirrionis
CONVOCAZIONE. Il comitato casa del quartiere is mirrionis si riunisce oggi lunedi 27 novembre alle ore 18.00 presso i locali della parrocchia di Sant’Eusebio col seguente O.d.G.:
1- RECUPERO DELL’EDIFICIO DELLA SCUOLA POPOLARE DI VIA IS MIRRIONIS “uno spazio per il quartiere”, incontro con l’ing. GIANVALERIO SANNA, dirigente di Area;
2- INIZIATIVE E PROPOSTE.
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- STRUTTURA. Documentazione pertinente.
- GESTIONE. Dossier per l’adozione del Regolamento comunale per la gestione dei beni comuni.

Emilio Lussu, riferimento fondamentale della Scuola Popolare dei Lavoratori del Quartiere di Is Mirrionis

emilio-lussu-comizioQUARTIERE DI IS MIRRIONIS. ASSEMBLEA DELLA SCUOLA POPOLARE. 11.05.1975

lampadadialadmicromicro13L’11 maggio 1975, a due mesi dalla morte di Emilio Lussu (Roma 5 marzo 1975) la Scuola Popolare e il Circolo culturale di quartiere di Is Mirrionis organizzarono un’assemblea popolare per onorare il Grande Sardo. La relazione introduttiva venne tenuta da Giuseppe Caboni, uno dei massimi studiosi della vita e dell’opera di Emilio Lussu, nonché personale amico, sia pure considerando la grande differenza di età tra i due. Ringraziamo il nostro amico Giuseppe per averci ricordato quell’importante iniziativa, trasmettendoci il testo della sua relazione, che, come abbiamo riconosciuto, mantiene una straordinaria inalterata validità, oggi come allora. Tutto ciò anche a testimonianza della preziosa presenza politico-culturale della Scuola Popolare e del Centro Culturale nel quartiere di Is Mirrionis, nella città ed oltre.
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Ricordando Emilio Lussu, il suo esempio e i suoi attualissimi insegnamenti
di Giuseppe Caboni

Chi lavora comanda. È questa una delle indicazioni morali fondamentali che Emilio Lussu trasse dalla sua vita col padre. Era attorno ai 10 anni quando la prepotenza con un mezzadro gli costò, per l’intervento del padre appunto, una settimana al suo servizio, a lavorare la terra.
Da questa e da altri simili esperienze sosteneva di aver acquisito la prima apertura alla democrazia sostanziale, al senso dell’uguaglianza (in un breve saggio del 1952, “Nascita di uomini democratici”).
Lo spirito d’indipendenza, l’apprezzamento del coraggio come dote primaria, la lealtà e la socialità: anche queste sono state qualità di Lussu che lui stesso riportava ai valori propri della società pastorale di Armungia, il paese dove era nato nel 1890. L’ha definita – nel racconto “il cinghiale del diavolo”- una società senza classi e senza stato, all’interno della quale la distinzione tra patrizi e plebei, fra pastori da una parte e commercianti o scribacchini dall’altra, era “morale”, e non sociale. A questo modo di sentire, assorbito intensamente sin dall’infanzia, Lussu riportava sempre il suo radicale, irriducibile antifascismo, la sua avversione profonda alla ripartizione in classi della società capitalista, in cui quelli che lavoravano più duramente e produttivamente – contadini, pastori, operai – non esercitano affatto il potere, ma subiscono quello di strati privilegiati, autoritari e parassitari, e sono – in modo sempre più violento – vittime dello sfruttamento e del bisogno materiale.
Il primo grande scontro con la logica della società classista Lussu lo ebbe nelle trincee della prima guerra mondiale, a cui partecipava come interventista, ma di cui imparò presto a comprendere le contraddizioni. Le pagine di “Un anno sull’altopiano” descrivono con sobrietà il processo psicologico che portò il tenente sardo a capire come i veri “nemici” fossero i generali e i profittatori di guerra – e dietro l’intera struttura di potere della grande borghesia italiana ed europea – e a fraternizzare con i formidabili soldati della brigata Sassari, per il 95% pastori e contadini, e per il resto, operai, minatori ed artigiani.
Sul fronte Lussu divenne un capo leggendario. Al rientro in Sardegna le intuizioni che riuscì progressivamente a inserire nelle rivendicazioni degli ex combattenti, sino al 1920, e poi nel Partito Sardo d’Azione, muovevano in direzione del socialismo, di un socialismo originale, basato – allora – sull’autogestione, sull’antiburocratismo, sullo spirito di iniziativa e d’indipendenza. (segue)

Emilio Lussu, riferimento fondamentale della Scuola Popolare dei Lavoratori del Quartiere di Is Mirrionis

foisofois-emiliolussuQUARTIERE DI IS MIRRIONIS. ASSEMBLEA DELLA SCUOLA POPOLARE. 11.05.1975

lampadadialadmicromicro13 L’11 maggio 1975, a due mesi dalla morte di Emilio Lussu (Roma 5 marzo 1975) la Scuola Popolare e il Circolo culturale di quartiere di Is Mirrionis organizzarono un’assemblea popolare per onorare il Grande Sardo. La relazione introduttiva venne tenuta da Giuseppe Caboni, uno dei massimi studiosi della vita e dell’opera di Emilio Lussu, nonché personale amico, sia pure considerando la grande differenza di età tra i due. Ricordando quella circostanza ringraziamo il nostro amico Giuseppe per averla puntualmente documentata, trasmettendoci il testo della sua relazione, che, come abbiamo riconosciuto, mantiene inalterata validità oggi come allora. Tutto ciò anche a testimonianza della preziosa presenza politico-culturale della Scuola Popolare e del Centro Culturale nel quartiere di Is Mirrionis, nella città ed oltre.
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Ricordando Emilio Lussu, il suo esempio e i suoi attualissimi insegnamenti
di Giuseppe Caboni

Chi lavora comanda. È questa una delle indicazioni morali fondamentali che Emilio Lussu trasse dalla sua vita col padre. Era attorno ai 10 anni quando la prepotenza con un mezzadro gli costò, per l’intervento del padre appunto, una settimana al suo servizio, a lavorare la terra.
Da questa e da altri simili esperienze sosteneva di aver acquisito la prima apertura alla democrazia sostanziale, al senso dell’uguaglianza (in un breve saggio del 1952, “Nascita di uomini democratici”).
Lo spirito d’indipendenza, l’apprezzamento del coraggio come dote primaria, la lealtà e la socialità: anche queste sono state qualità di Lussu che lui stesso riportava ai valori propri della società pastorale di Armungia, il paese dove era nato nel 1890. L’ha definita – nel racconto “il cinghiale del diavolo”- una società senza classi e senza stato, all’interno della quale la distinzione tra patrizi e plebei, fra pastori da una parte e commercianti o scribacchini dall’altra, era “morale”, e non sociale. A questo modo di sentire, assorbito intensamente sin dall’infanzia, Lussu riportava sempre il suo radicale, irriducibile antifascismo, la sua avversione profonda alla ripartizione in classi della società capitalista, in cui quelli che lavoravano più duramente e produttivamente – contadini, pastori, operai – non esercitano affatto il potere, ma subiscono quello di strati privilegiati, autoritari e parassitari, e sono – in modo sempre più violento – vittime dello sfruttamento e del bisogno materiale.
Il primo grande scontro con la logica della società classista Lussu lo ebbe nelle trincee della prima guerra mondiale, a cui partecipava come interventista, ma di cui imparò presto a comprendere le contraddizioni. Le pagine di “Un anno sull’altopiano” descrivono con sobrietà il processo psicologico che portò il tenente sardo a capire come i veri “nemici” fossero i generali e i profittatori di guerra – e dietro l’intera struttura di potere della grande borghesia italiana ed europea – e a fraternizzare con i formidabili soldati della brigata Sassari, per il 95% pastori e contadini, e per il resto, operai, minatori ed artigiani.
Sul fronte Lussu divenne un capo leggendario. Al rientro in Sardegna le intuizioni che riuscì progressivamente a inserire nelle rivendicazioni degli ex combattenti, sino al 1920, e poi nel Partito Sardo d’Azione, muovevano in direzione del socialismo, di un socialismo originale, basato – allora – sull’autogestione, sull’antiburocratismo, sullo spirito di iniziativa e d’indipendenza. (segue)

“Raccontando Is Mirrionis: ieri, oggi… e domani?”

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Domenica 29 ottobre 2017 ore 17.30-21.30 presso il Teatro TSE Sant’Eusebio, via Quintino Sella Cagliari, il Comitato Casa del Quartiere Is Mirrionis presenta la manifestazione “Raccontando Is Mirrionis Ieri, oggi… e domani?” il Comitato in collaborazione con il Circolo ACLI “A. Lattuca-Is Mirrionis, il Teatro del Segno, la Parrocchia Sant’Eusebio, Co-Mete società cooperativa sociale. (segue)

Oggi sabato 28 ottobre 2017

democraziaoggisardegnaeuropa-bomeluzo3-300x211Sardegna-bomeluzo22sedia-van-goghGLI-OCCHIALI-DI-PIERO1-150x1501413filippo-figari-sardegna-industre-2
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democraziaoggi loghettoOggi a S. Basilio apre la sede ANPI “Bella Ciao”, un presidio di lotta democratica in Trexenta
28 Ottobre 2017
Andrea Pubusa su Democraziaoggi.
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Domenica 29 ottobre 2017 ore 17.30-21.30 presso il Teatro TSE Sant’Eusebio, via Quintino Sella Cagliari, il Comitato Casa del Quartiere Is Mirrionis presenta la manifestazione “Raccontando Is Mirrionis Ieri, oggi… e domani?” il Comitato in collaborazione con il Circolo ACLI “A. Lattuca-Is Mirrionis, il Teatro del Segno, la Parrocchia Sant’Eusebio, Co-Mete società cooperativa sociale. (segue)

Opportunità per il ricupero dell’ex centro sociale che ospitò la Scuola Popolare di Is Mirrionis

scpopo-oggi-13-set-17Opportunità per il ricupero dell’ex centro sociale che ospitò la Scuola Popolare di Is Mirrionis nel Codice del Terzo settore (Decreto legislativo, 03/07/2017 n° 117, G.U. 02/08/2017). Precisamente quanto previsto dall’art. 71, riportato di seguito.
- segue –

Vincenzo Urracci

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In ricordo di Vincenzo Urracci
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img_3792-bisIl 28 agosto 2017 è venuto a mancare, a 75 anni, Vincenzo Urracci, uno degli studenti – lavoratori che prese parte all’esperienza di Scuola Popolare (S.P.) ad Is Mirrionis. Con Vincenzo, ci hanno già lasciato negli anni Claudio Pilleri, Luigi Cuomo, Aldo Laconi, Franca Piredda: ognuno di essi, in modalità diverse, ha contribuito a costruire nella S.P. un’esperienza unica, fatta di ricerca di sapere, di condivisione, di crescita culturale e umana.
Di Vincenzo, che ha affrontato con grande dignità la sua dolorosa fine, mi piace ricordare la sua umiltà, la sua umanità, la sua sete di giustizia, il suo senso dell’umorismo, le sue capacità organizzative, il suo anteporre sempre gli altri a se stesso. Sempre col sorriso sulle labbra, per molti anni ha partecipato alle Feste dell’Unità cucinando montagne di salsicce o di maialetti a beneficio dei compagni. Così come quando cucinava in cene fra di noi ed era sempre preoccupato di far star bene gli altri prima che se stesso.
Quando giunse, all’età di 31 anni, alla Scuola Popolare di Is Mirrionis, faceva il ciabattino e aveva già l’idea di mettere su una cooperativa di calzolai (che di lì a poco avrebbe realizzato a Quartu raggiungendo ottimi risultati), né era particolarmente interessato al “pezzo di carta” così come per altri lavoratori per i quali il raggiungimento di tale obiettivo avrebbe permesso inserimenti lavorativi. Vincenzo aveva fame di cultura, voleva migliorarsi sviluppando uno spirito critico, maggiori capacità di ragionamento, di confronto, di solidarietà. Qualità che mantenne e rafforzò, dopo la Scuola Popolare, impegnandosi all’interno della sezione del PCI di Monserrato.
Ma credo sia più utile ascoltare direttamente le sue parole registrate all’interno di una sua testimonianza tratta dalla pag. 126 del libro sulla Scuola Popolare redatto nel 2015/16 e per la cui stesura diede, ancora una volta, un contributo decisivo.
“La scuola mi servì soprattutto per migliorare la mia comprensione del mondo, per migliorare le mie conoscenze, la mia cultura. Il mio interesse non era tanto per la licenza media quanto per gli incontri, le discussioni, il confronto, lo studiare senza dover pensare al voto, lo studiare per la vita. Anche quando ho dato l’esame ho utilizzato questo modo di conoscere e studiare perché scelsi un metodo interdisciplinare….Alla prima domanda ho risposto svolgendo un mio ragionamento, collegando fra loro vari temi che mi interessavano e continuai così anche dopo la seconda domanda. Sono passato così da una materia all’altra. Quando mi sono fermato, tutti i commissari dissero che per loro andava bene. Tranne quella di Francese, alla quale risposi che, anche se mi faceva una domanda, io non avrei risposto perché per il mio lavoro e per la mia vita il francese non mi serviva a niente. Mi girai per cercare lo sguardo di Virginia, che insegnava francese nella Scuola Popolare, e non la trovai forse perché per la vergogna si era nascosta sotto il banco. Allora il commissario di francese cambiò registro e mi chiese se conoscevo il nome del presidente della Repubblica. Io risposi Giscard d’Estaing. Qualcos’altro di politica… Al di là della licenza –che comunque ottenni con il giudizio di Ottimo- quello che mi interessava era dimostrare che come lavoratore ero in grado di reggere un confronto su temi importanti”.
Ecco, Vincenzo era questo: capace di ascoltare, determinato nell’apprendere, nel difendere le sue idee di comunista convinto e coerente, sempre rispettoso degli altrui convincimenti. Il tutto fatto con leggerezza, umiltà, un sorriso dolce, uno sguardo trasparente così come il suo animo che rimangono nel ricordo di tutte le persone che hanno avuto la fortuna di conoscerlo. Da credente, posso affermare convintamente che ha amato gli uomini in misura tale da acquisire un prioritario “lasciapassare” per il Paradiso.
Grazie per tutto quello che sei stato e che ci hai insegnato, amico nostro carissimo.
E che la terra ti sia lieve.
giorgio seguro