Risultato della ricerca: scuola popolare di is mirrionis

60anni della Parrocchia di Sant’Eusebio a Is Mirrionis

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L’INFLUENZA DELLA PARROCCHIA NELLA VITA DEL QUARTIERE
franco-meloni-alla-fiera-per-sanita(Intervento agli atti di Franco Meloni)

Premessa
In questo periodo capita molto spesso che il Quartiere di Is Mirrionis salga alla ribalta della cronaca cittadina per comportamenti malavitosi, retate e arresti per possesso e spaccio di droga e così via… (Segue)

Finalmente!

Via Flumentepido: FINALMENTE!
Come abbiamo più volte argomentato sulla nostra news, “in generale e particolarmente per la situazione della nostra città è da contrastare ogni scelta politico-amministrativa che non persegua l’equilibrio tra diritto alla casa e diritto ai servizi sociali e culturali e conseguentemente va contrastata la politica dell’utilizzo di scuole e altre strutture di carattere culturale per la realizzazione di abitazioni; considerato il relativo fabbisogno, le abitazioni devono essere realizzate prioritariamente con il ricupero, risanamento e riqualificazione del patrimonio edilizio abitativo esistente e solo in subordine con la costruzione di nuovi edifici”. Tuttavia per le scelte effettuate in via Flumentepido abbiamo preso atto delle decisioni assunte da tempo, del finanziamento accordato, della pronta disponibilità dell’edificio da abbattere per le nuove costruzioni, e così via. Pertanto la nostra richiesta è stata che si procedesse con la massima urgenza, essendosi ormai cumulati ben 5 anni di ritardi rispetto alla data della decisione; richiesta ribadita con forza in un nostro intervento sulla news, indirizzato al Sindaco e agli assessori competenti. L’Assessore Maurizio Chessa ci aveva fatto sapere che l’Amministrazione contava di aprire in cantiere entro il mese di ottobre dell’anno (2018). Vabbè meno di tre mesi di ulteriore ritardo sono perdonati, stante quanto segue: siamo ben contenti dell’annuncio odierno del Sindaco Massimo Zedda, pubblicato nella sua pagina fb, che sotto riportiamo integralmente, che da informazione dell’avvio del cantiere per la realizzazione dell’intervento. Ci piace ricordare che in un incontro informale del presidente del Comitato di quartiere di Is Mirrionis, Terenzio Calledda, con i responsabili degli uffici tecnici comunali, era stata avanzata la richiesta che nell’ambito degli edifici previsti fossero previsti spazi adeguati per le attività comuni (riunioni condominiali, spazi di aggregazione). Torneremo sulla questione, per ora vogliamo esprimere, seppure stigmatizzati i colpevoli ritardi dell’Amministrazione, la nostra soddisfazione, che si unisce a quella del Comitato “Casa del quartiere di Is Mirrionis” (f.m.)
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[Dalla pagina fb del Sindaco Massimo Zedda] Trentasei nuovi appartamenti per l’edilizia residenziale pubblica in città.
Sono iniziati questa mattina i lavori nella ex scuola di via Flumentepido, nel quartiere di Is Mirrionis. Dopo gli interventi per la pulizia dello spazio, si procederà con la demolizione dell’edificio, la ricostruzione di 36 appartamenti e la riqualificazione dell’area intorno: l’associazione temporanea che si è aggiudicata l’appalto integrato è formata da imprese sarde.
Un investimento di quasi 5 milioni di euro, senza consumo di suolo, importante dal punto di vista urbanistico e sociale in un quartiere già interessato dall’Intervento Territoriale Integrato per cui sono stati stanziati 15 milioni di euro. Sono i primi appartamenti destinati all’edilizia residenziale pubblica costruiti a Cagliari secondo standard qualitativi moderni. Nello scusarci con i cittadini per il ritardo nella partenza dei lavori, il nostro ringraziamento va alle forze dell’ordine per l’aiuto, in alcune fasi non semplici, per l’avvio del cantiere.

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Su Aladinews:
- Questione delle abitazioni a Cagliari, 22 settembre 2018: http://www.aladinpensiero.it/?p=87604
- Questione delle abitazioni a Cagliari (II), 20 settembre 2018: http://www.aladinpensiero.it/?p=87512
- Questione abitativa a Cagliari e non solo (I), 20 settembre 2018: http://www.aladinpensiero.it/?p=87501

Appuntamenti letterari di impegno sociale

Storie in Trasformazione 2018: Come cambia la scuola? Con Christian Raimo e Vanessa Roghi – Sabato 24 novembre 2018 a “L’Albero del riccio”, associazione Antonio Gramsci, in via Doberdò 101, Cagliari.Layout 1raimo-giusto

[segue]

Riunione aperta del Comitato Casa del quartiere di Is Mirrionis

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Comitato Casa del Quartiere – Is Mirrionis – Cagliari
Il presidente Terenzio Calledda comunica che lunedì 21 ottobre alle ore 19 presso i locali della Parrocchia di Sant’Eusebio, si terrà una riunione aperta sul ricupero dell’edificio Scuola Popolare di Is Mirrionis per riconsegnare al quartiere e alla città una struttura di aggregazione e partecipazione civica. L’arch. Felice Carta presenterà il progetto da lui predisposto su commissione dello stesso Comitato. E’ gradita la partecipazione di tutte le persone interessate.
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Is Mirrionis per la città: verso il rilancio di una rinnovata Scuola Popolare

6df0beab-d7c6-4d20-a630-06f9c8d0b86fOggi lunedì 10 settembre 2018, Andrea Artizzu su L’Unione Sarda.
Gian Valerio Sanna (Area) “Nel giro di un anno si potrebbe aprire il cantiere”.
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Bando ReStart per la presentazione di proposte progettuali di innovazione sociale, prevenzione e contrasto al disagio giovanile

btbecome-caIl Comitato “Casa del quartiere di Is Mirrionis” ci chiede di pubblicizzare un bando di interesse per i giovani del quartiere. Lo facciamo volentieri. Ecco il bando sul sito del Comune di Cagliari: Bando ReStart per la presentazione di proposte progettuali di innovazione sociale, prevenzione e contrasto al disagio giovanile. – Avviso partecipazione progetto BE-Sogni https://www.comune.cagliari.it/portale/it/bnd_altri_dettaglio.page?contentId=BND647111
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- Il modulo di partecipazione al bando.

Chiude il Circolo Acli di Is Mirrionis

lampadadialadmicromicroRiceviamo e riteniamo utile pubblicare.
Una lettera di Giorgio Seguro al Comitato Casa del quartiere di Is Mirrionis e oltre.
sede-acli-is-mirrionisCarissimi, presa visione, ieri [mercoledì 8 agosto 2018} sull’Unione Sarda, a firma di Giuseppina Piras, che la sede Acli di is Mirrionis chiude dopo oltre 50 anni di attività, non vi nascondo lo sconcerto e la rabbia provata a fronte di un autentico pezzo di storia del quartiere che muore nel silenzio dei cittadini. Telefonando a Maurizio [presidente del Circolo], sono stato ragguagliato del perchè della chiusura per causa imputabile alla necessità di cronici costi di manutenzione strutturale molto elevati (e dopo le ultime piogge, non procrastinabili) e di difficoltà di accordi con Area, proprietaria dell’immobile, sia per l’attuale affitto sia per un’eventuale acquisizione. [segue]

Ricordando Paolo De Magistris

paolodemagistris-27-giu-18A L’Unione Sarda e in Consiglio comunale celebrata la memoria di Paolo De Magistris, il sindaco che fu… un uomo “qualunque” posto controvoglia sul moggio sociale
di Gianfranco Murtas su Fondazione Sardinia.

Nella sala “Giorgio Pisano” de L’Unione Sarda dapprima (sabato 16 giugno), in cattedrale per una messa di suffragio (giovedì 21), infine nell’aula consiliare del municipio (martedì 26) il nome e la personalità complessa e cara di Paolo De Magistris hanno campeggiato riportando all’attualità la sua colta e delicata umanità, il suo profilo morale, la sapienza amministrativa, quel tanto di cultura non soltanto civica, ma prima di tutto civica, ch’egli recò con sé e condivise però, con impagabile generosità, con i cagliaritani attraverso molti suoi libri ed innumerevoli conferenze.
[segue]

Agenda dei movimenti di base

casa-q-is-mirrLUNEDI 21 MAGGIO ore 19.30 Teatro S.Eusebio
RIUNIONE Comitato Casa del Quartiere di Is Mirrionis
1- progetto recupero locali ex-Scuola Popolare
Bando “Fondazione con il Sud”
2- Sintesi Progetto ITI Is Mirrionis
3- Codice Fiscale Associazione
4- Programmazione rassegna jazz
5- serata culturale con musica e teatro al faro di Calamosca
6- Progetto sul contrasto gioco d’azzardo
7- cucina etnica programmazione corsi.
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E’ prevista la partecipazione dell’assessora comunale Francesca Ghirra

Scuola Popolare Is Mirrionis. Ripensare l’esperienza delle scuole popolari nella realtà delle “periferie” di oggi. Cominciamo a pubblicare i contributi dei relatori dell’evento del 12 aprile 2018.

libro scuola popolare is msp-aprile12-2018-rosaria SCHEMA INTERVENTO di Franco Meloni
Non credo di “bruciare” la proposta che farà Giorgio Seguro nel corso del suo intervento, cioè di fare una nuova edizione del libro, con una serie di aggiornamenti e di integrazioni, che lui, credo, dettaglierà. Nel collegarmi a tale proposta, che ovviamente condivido, formulandone una nuova: quella di realizzare un docu-film sull’esperienza della Scuola Popolare di Is Mirrionis, che partendo dalla sua ricostruzione storica può essere sviluppato sotto diversi punti di vista, sempre pensando a quanto tale esperienza può essere utile per l’oggi. Io qui ne propongo uno, sicuramente secondario, ma per me intrigante, avendo riguardo alla riproducibilità dell’esperienza come “costruzione di un gruppo di lavoro di impegno sociale”. Ripercorrendo la mia esperienza professionale di “formatore dei lavoratori adulti in ambito organizzativo pubblico” (mi occupavo del personale universitario), ricordo che per capire meglio come si potesse costruire un gruppo di lavoro ricorremmo alla visione e alla magnificent-seven-postersuccessiva analisi di diversi film, tra i quali il mitico “I magnifici 7″. Troppo antico per essere conosciuto dai più giovani (risale al 1960), tuttavia molto importante tanto da essere considerato un capolavoro nella storia dei cinema. Ma qui del film ci interessa soprattutto la trama, per il parallelo che vi proporrò rispetto all’esperienza della Scuola Popolare, con l’individuazione di alcuni tra quelli che ritengono siano gli ingredienti fondamentali (non esclusivi) della costruzione e del successo di un gruppo di lavoro. [segue]

Oggi a Is Mirrionis Tzacca stradoni

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- L’evento in fb.

Punta de billete

ScuolaPopolareIsmirrionisMartedì a Is Mirrionis
CONVOCAZIONE. Il comitato casa del quartiere is mirrionis si riunisce martedì 5 dicembre alle ore 18.00 presso i locali del Centro di quartiere di via Brianza n.3, ex scuola di fronte al mercato di via Quirra, col seguente O.d.G.:
1- RECUPERO DELL’EDIFICIO DELLA SCUOLA POPOLARE DI VIA IS MIRRIONIS “uno spazio per il quartiere”, incontro con l’ing. GIANVALERIO SANNA, dirigente di Area;
2- INIZIATIVE E PROPOSTE.
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- STRUTTURA. Documentazione pertinente.
- GESTIONE. Dossier per l’adozione del Regolamento comunale per la gestione dei beni comuni.

Oggi

ScuolaPopolareIsmirrionisOggi a Is Mirrionis
CONVOCAZIONE. Il comitato casa del quartiere is mirrionis si riunisce oggi lunedi 27 novembre alle ore 18.00 presso i locali della parrocchia di Sant’Eusebio col seguente O.d.G.:
1- RECUPERO DELL’EDIFICIO DELLA SCUOLA POPOLARE DI VIA IS MIRRIONIS “uno spazio per il quartiere”, incontro con l’ing. GIANVALERIO SANNA, dirigente di Area;
2- INIZIATIVE E PROPOSTE.
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- STRUTTURA. Documentazione pertinente.
- GESTIONE. Dossier per l’adozione del Regolamento comunale per la gestione dei beni comuni.

Emilio Lussu, riferimento fondamentale della Scuola Popolare dei Lavoratori del Quartiere di Is Mirrionis

emilio-lussu-comizioQUARTIERE DI IS MIRRIONIS. ASSEMBLEA DELLA SCUOLA POPOLARE. 11.05.1975

lampadadialadmicromicro13L’11 maggio 1975, a due mesi dalla morte di Emilio Lussu (Roma 5 marzo 1975) la Scuola Popolare e il Circolo culturale di quartiere di Is Mirrionis organizzarono un’assemblea popolare per onorare il Grande Sardo. La relazione introduttiva venne tenuta da Giuseppe Caboni, uno dei massimi studiosi della vita e dell’opera di Emilio Lussu, nonché personale amico, sia pure considerando la grande differenza di età tra i due. Ringraziamo il nostro amico Giuseppe per averci ricordato quell’importante iniziativa, trasmettendoci il testo della sua relazione, che, come abbiamo riconosciuto, mantiene una straordinaria inalterata validità, oggi come allora. Tutto ciò anche a testimonianza della preziosa presenza politico-culturale della Scuola Popolare e del Centro Culturale nel quartiere di Is Mirrionis, nella città ed oltre.
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Ricordando Emilio Lussu, il suo esempio e i suoi attualissimi insegnamenti
di Giuseppe Caboni

Chi lavora comanda. È questa una delle indicazioni morali fondamentali che Emilio Lussu trasse dalla sua vita col padre. Era attorno ai 10 anni quando la prepotenza con un mezzadro gli costò, per l’intervento del padre appunto, una settimana al suo servizio, a lavorare la terra.
Da questa e da altri simili esperienze sosteneva di aver acquisito la prima apertura alla democrazia sostanziale, al senso dell’uguaglianza (in un breve saggio del 1952, “Nascita di uomini democratici”).
Lo spirito d’indipendenza, l’apprezzamento del coraggio come dote primaria, la lealtà e la socialità: anche queste sono state qualità di Lussu che lui stesso riportava ai valori propri della società pastorale di Armungia, il paese dove era nato nel 1890. L’ha definita – nel racconto “il cinghiale del diavolo”- una società senza classi e senza stato, all’interno della quale la distinzione tra patrizi e plebei, fra pastori da una parte e commercianti o scribacchini dall’altra, era “morale”, e non sociale. A questo modo di sentire, assorbito intensamente sin dall’infanzia, Lussu riportava sempre il suo radicale, irriducibile antifascismo, la sua avversione profonda alla ripartizione in classi della società capitalista, in cui quelli che lavoravano più duramente e produttivamente – contadini, pastori, operai – non esercitano affatto il potere, ma subiscono quello di strati privilegiati, autoritari e parassitari, e sono – in modo sempre più violento – vittime dello sfruttamento e del bisogno materiale.
Il primo grande scontro con la logica della società classista Lussu lo ebbe nelle trincee della prima guerra mondiale, a cui partecipava come interventista, ma di cui imparò presto a comprendere le contraddizioni. Le pagine di “Un anno sull’altopiano” descrivono con sobrietà il processo psicologico che portò il tenente sardo a capire come i veri “nemici” fossero i generali e i profittatori di guerra – e dietro l’intera struttura di potere della grande borghesia italiana ed europea – e a fraternizzare con i formidabili soldati della brigata Sassari, per il 95% pastori e contadini, e per il resto, operai, minatori ed artigiani.
Sul fronte Lussu divenne un capo leggendario. Al rientro in Sardegna le intuizioni che riuscì progressivamente a inserire nelle rivendicazioni degli ex combattenti, sino al 1920, e poi nel Partito Sardo d’Azione, muovevano in direzione del socialismo, di un socialismo originale, basato – allora – sull’autogestione, sull’antiburocratismo, sullo spirito di iniziativa e d’indipendenza. (segue)

Emilio Lussu, riferimento fondamentale della Scuola Popolare dei Lavoratori del Quartiere di Is Mirrionis

foisofois-emiliolussuQUARTIERE DI IS MIRRIONIS. ASSEMBLEA DELLA SCUOLA POPOLARE. 11.05.1975

lampadadialadmicromicro13 L’11 maggio 1975, a due mesi dalla morte di Emilio Lussu (Roma 5 marzo 1975) la Scuola Popolare e il Circolo culturale di quartiere di Is Mirrionis organizzarono un’assemblea popolare per onorare il Grande Sardo. La relazione introduttiva venne tenuta da Giuseppe Caboni, uno dei massimi studiosi della vita e dell’opera di Emilio Lussu, nonché personale amico, sia pure considerando la grande differenza di età tra i due. Ricordando quella circostanza ringraziamo il nostro amico Giuseppe per averla puntualmente documentata, trasmettendoci il testo della sua relazione, che, come abbiamo riconosciuto, mantiene inalterata validità oggi come allora. Tutto ciò anche a testimonianza della preziosa presenza politico-culturale della Scuola Popolare e del Centro Culturale nel quartiere di Is Mirrionis, nella città ed oltre.
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Ricordando Emilio Lussu, il suo esempio e i suoi attualissimi insegnamenti
di Giuseppe Caboni

Chi lavora comanda. È questa una delle indicazioni morali fondamentali che Emilio Lussu trasse dalla sua vita col padre. Era attorno ai 10 anni quando la prepotenza con un mezzadro gli costò, per l’intervento del padre appunto, una settimana al suo servizio, a lavorare la terra.
Da questa e da altri simili esperienze sosteneva di aver acquisito la prima apertura alla democrazia sostanziale, al senso dell’uguaglianza (in un breve saggio del 1952, “Nascita di uomini democratici”).
Lo spirito d’indipendenza, l’apprezzamento del coraggio come dote primaria, la lealtà e la socialità: anche queste sono state qualità di Lussu che lui stesso riportava ai valori propri della società pastorale di Armungia, il paese dove era nato nel 1890. L’ha definita – nel racconto “il cinghiale del diavolo”- una società senza classi e senza stato, all’interno della quale la distinzione tra patrizi e plebei, fra pastori da una parte e commercianti o scribacchini dall’altra, era “morale”, e non sociale. A questo modo di sentire, assorbito intensamente sin dall’infanzia, Lussu riportava sempre il suo radicale, irriducibile antifascismo, la sua avversione profonda alla ripartizione in classi della società capitalista, in cui quelli che lavoravano più duramente e produttivamente – contadini, pastori, operai – non esercitano affatto il potere, ma subiscono quello di strati privilegiati, autoritari e parassitari, e sono – in modo sempre più violento – vittime dello sfruttamento e del bisogno materiale.
Il primo grande scontro con la logica della società classista Lussu lo ebbe nelle trincee della prima guerra mondiale, a cui partecipava come interventista, ma di cui imparò presto a comprendere le contraddizioni. Le pagine di “Un anno sull’altopiano” descrivono con sobrietà il processo psicologico che portò il tenente sardo a capire come i veri “nemici” fossero i generali e i profittatori di guerra – e dietro l’intera struttura di potere della grande borghesia italiana ed europea – e a fraternizzare con i formidabili soldati della brigata Sassari, per il 95% pastori e contadini, e per il resto, operai, minatori ed artigiani.
Sul fronte Lussu divenne un capo leggendario. Al rientro in Sardegna le intuizioni che riuscì progressivamente a inserire nelle rivendicazioni degli ex combattenti, sino al 1920, e poi nel Partito Sardo d’Azione, muovevano in direzione del socialismo, di un socialismo originale, basato – allora – sull’autogestione, sull’antiburocratismo, sullo spirito di iniziativa e d’indipendenza. (segue)