Risultato della ricerca: scuola popolare is mirrionis

Cittàquartiere Documenti – Progetto del Comitato Casa del quartiere Is Mirrionis: CENTRO DIURNO PER GLI ANZIANI all’interno del progetto ITI

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Sull’edificazione di UN CENTRO DIURNO PER GLI ANZIANI nel quartiere di IS MIRRIONIS all’interno del progetto ITI

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Addio a don Antonio Porcu

lutto871a4083-5ced-40be-a9c0-1f3b8a99cd19E’ morto mons. Antonio Porcu.
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[Dal direttore] Sono molto dispiaciuto: era un sacerdote combattente, che diceva chiaro ciò che pensava sempre con rispetto delle idee altrui e con la capacità di apprezzare le diversità. Anche a tarda età dimostrava la sua vivacità culturale e una grande capacità di leggere i segni dei tempi. Negli anni della Scuola popolare di Is Mirrionis, lui parroco di Sant’Eusebio, ci siamo confrontati e anche scontrati, ma sempre con una profonda stima reciproca, che abbiamo mantenuto negli anni. Bello, piacevole e utile un recente incontro per i 60 anni della parrocchia di Sant’Eusebio: il suo l’intervento migliore e carico di speranza, rivolto ai giovani e a tutti. Grazie don Porcu e grazie a Dio di avercelo dato. Condoglianze e vicinanza ai parenti e alla comunità ecclesiale personali, del Comitato Casa del quartiere Is Mirrionis e di Aladinpensiero.

Il Comitato “Casa del quartiere Is Mirrionis” propone un nuovo logo: aperta una consultazione via fb.

Il Comitato “Casa del quartiere Is Mirrionis” propone un nuovo logo, da adottare, con eventuali modifiche, in seguito a una “consultazione popolare” via fb. Che ne pensate?
Sulla pagina fb del Comitato: https://www.facebook.com/scuola.popolare70/photos/a.459106337928193/807807653058058/?type=3&theater
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Addio don Vasco

IL MIO RICORDO DI DON VASCO PARADISI. DIO LO ABBIA IN
SA SANTA GLORIA
.
di Giacomo Meloni
Addio, don Vasco.
santelia-vasco-pPer molti anni ho seguito padre Vasco – frate carmelitano – dal suo impegno pastorale nella Chiesa del Carmine a Cagliari alla sua avventura
cristiana nel Quartiere di S. Elia.
Eravamo un bel gruppo di giovani universitari, gia’ impegnati nella Scuola Popolare di Is Mirrionis e promotori dei Comitati di Quartiere di Is Mirrionis, Stampace e Marina. [segue]

L’Università di Cagliari presenta un progetto in sintonia con le esigenze della partecipazione dei cittadini alla gestione dei beni comuni urbani

is-mirr-e-colle-san-michele-25-nov19immaginedicaar1bBONAS NOAS. Rispondendo alle esigenze e accogliendo le richieste dell’associazionismo di base il Dipartimento di Ingegneria Civile, Ambientale e Architettura dell’Università degli Studi di Cagliari (DICAAR) diretto dal prof. Giorgio Massacci, ha presentato alla Fondazione di Sardegna un progetto denominato: “NeighborHub: riconoscimento, riuso e gestione condivisa dei beni comuni urbani. Un modello per la creazione di distretti socio-culturali diffusi a partire dai quartieri di edilizia popolare”. Il progetto – che prevede la realizzazione di un modello di gestione dei beni comuni urbani a partire dai quartieri di edilizia popolare e di partecipazione dei cittadini all’amministrazione del territorio – trova perfetta corrispondenza nelle linee di ricerca-azione del DICAAR, specificamente seguite dal prof. Ivan Blečić e dalla dott.ssa Valeria Saiu (referente del progetto). Il progetto inoltre è sostenuto da numerose associazioni socio-culturali; in particolare fanno parte del partenariato [segue]

Supporto all’ITI Is Mirrionis ”Azioni innovative sperimentali: Enterprise Competition”

iti-is-m-enterprise-competitionOggi presso il TSE Sant’Eusebio, alle ore 19, “incontro aperto” promosso dal Comitato Casa di quartiere di Is Mirrionis per la promozione dell’azione dell’ITI Is Mirrionis ”Azioni innovative sperimentali: Enterprise Competition” . In particolare si discuterà dell’ipotesi di pertinenti “idee di impresa” che il Comitato intende supportare a vantaggio dei giovani del quartiere e della città [segnalazione del presidente del Comitato CdQ Ism, Terenzio Calledda].

Supporto di Aladinpensiero alle azioni dell’ITI di Is Mirrionis

iti-is-m-enterprise-competitionLa pagina dedicata nel sito del Comune di Cagliari. Novità. Ieri 21 ottobre è stato pubblicato sul sito del Comune di Cagliari l’allegato 1 all’Avviso ”Azioni innovative sperimentali: Enterprise Competition” che riporta la delimitazione dell’area di intervento dell’ITI Cagliari Is Mirrionis, con la precisa perimetrazione. E’ molto importante tale delimitazione, intanto perché supporta il ritorno alla denominazione originaria dell’intervento, concordato con Regione e Unione Europea “ITI Is Mirrionis”, che era stata “allargata” a San Michele. Nessun problema per quanto riguarda tale allargamento territoriale nella misura in cui consente l’intervento sul “centro diurno per la popolazione anziana” di via Abruzzi, ma ovviamente l’area più consistente riguarda il quartiere di Is Mirrionis, come precisamente definito dalla cartografia e dalla pertinente normazione comunale. Osserviamo come il nucleo edilizio in cui insistono l’edificio e le pertinenze della Scuola Popolare vi ricade pienamente, favorendo la localizzazione dell’intervento ITI (di sue particolari azioni) anche su tale zona del quartiere (f.m.).
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—————Altre informazioni utili—————-
Riportiamo l’art.9 – Ulteriori informazioni – dell’Avviso.
Per informazioni e chiarimenti è possibile contattare la Segreteria Organizzativa al seguente indirizzo email: iticagliarimpresa@fondazionebrodolini.eu. Le risposte ai quesiti considerati di maggiore rilevanza verranno pubblicati in un’apposita sezione Faq del sito dedicato all’intervento: www.comune.cagliari.it/portale/page/it/iti.
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Cagliari al voto. Con Francesca Ghirra nel nome della Costituzione repubblicana, democratica e antifascista!

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di Franco Meloni
Nella mia vita ho sempre esercitato il diritto-dovere di votare. L’ho fatto spesso con convinzione, anche quando si trattava di “mera testimonianza“, altre volte “de mala gana” quando l’offerta politica era veramente mediocre. Perfino in questi ultimi casi, pur considerando legittima la scelta dell’astensionismo, ho preferito comunque votare, magari rifugiandomi sulla qualità della persona individuata tra quelle candidate. Ma sempre a sinistra, perché quella è la mia casa, almeno ideale: laddove sono i valori della solidarietà, dell’uguaglianza, dei diritti per tutte le persone. Che poi sono i valori della nostra Carta Costituzionale, costruita mirabilmente dalle componenti culturali e politiche affermatesi sulle rovine del fascismo e del nazismo. Domenica voterò con convinzione Francesca Ghirra come Sindaca della mia città. Francesca è giovane, soprattutto rispetto alla mia età, e fa parte dei “nuovi politici“, che come capita ormai a me e ad altri miei coetanei che pur abbiamo alle spalle molti anni di militanza politica, spesso non conosciamo personalmente, di alcuni piuttosto i loro genitori. Nel caso di Francesca conoscevo il nonno Salvatore Ghirra, politico di vaglia che potei apprezzare come mio compagno di consiliatura (1980-1985) del Consiglio comunale di Cagliari. Meglio conosco e sono da tempo immemorabile amico del padre di Francesca, Giancarlo, ottimo giornalista professionista, anche lui per un periodo – degli anni 90 – prestato alla politica come consigliere regionale. Francesca l’ho conosciuta personalmente da non molto tempo, precisamente dal 4 ottobre 2014, quando abbiamo fatto insieme, a piedi, il percorso insolito del progetto “Passu passu” che dal circolo Gramsci di via Doberdò ci portò a “via Is Mirrionis-segue numerazione”, dove si trovava e tuttora giace il rudere di un vecchio edificio -progettato da un grande architetto del Novecento italiano, Maurizio Sacripanti - per me e per tanti altri fondamentalmente noto per essere stato sede dell’esemplare esperienza della Scuola Popolare di Is Mirrionis, negli anni 70. Da lì è nata un’amicizia e una collaborazione politica e culturale, che nella rivendicazione del ricupero di quello spazio per il quartiere di Is Mirrionis e per la città continua ad avere un punto di impegno – anche simbolico per i processi partecipativi dei cittadini – ribadito da Francesca nell’assemblea del quartiere del 10 giugno scorso. Francesca Ghirra unisce alla competenza accademica e professionale quella di esponente politico e di amministratrice comunale, come consigliera della penultima consiliatura e assessore all’Urbanistica dell’ultima giunta di Massimo Zedda. Anche tenendo conto di questi ultimi profili è pienamente affidabile e senz’altro capace di ricoprire degnamente la prestigiosa carica di Sindaca del Capoluogo. Secondo me in grado di fare ancora meglio delle precedenti amministrazioni. Sapete perché? Per la sua comprovata apertura al dialogo con i cittadini e alla disponibilità a recepirne le istanze e a promuoverne la cittadinanza attiva. Le posizioni di quanti si riconoscono nella direzione della nostra rivista sono note, ma mi piace sintetizzarle in quattro grandi temi che sotto riporto. E aggiungo che per molti buoni cittadini, tra loro anche tanti cari amici e compagni tentati dall’astensionismo, vi è una ragione fondamentale, la più importante che dovrebbe portare a sostenere Francesca Ghirra, comunque. Quella che la vede misurarsi e scontrarsi con un candidato del centro destra, Paolo Truzzu, che forse non fa più preciso riferimento al fascismo, ma senza dubbio non trae convinta ispirazione dalla Carta Costituzionale, indispensabile condizione per quanto dicevo in premessa. Ecco perché al riguardo mi piace ricordare a me e a tutti i concetti cari a Piero Calamandrei, racchiusi nel Discorso sulla Costituzione, da lui fatto ai giovani il 26 gennaio 1955.
Mi sembra infine doveroso fare una annotazione sulla candidatura di Angelo Cremone, di cui ho sempre apprezzato la generosità dell’impegno per le battaglie per l’ambiente e per la pace. Mi piacerebbe che lui e la sua lista avessero un successo tale perlomeno da portarlo in Consiglio comunale, dove poter esercitare un importante ruolo tribunizio, rappresentando una voce di proposizioni radicali anche lontana dalle pur necessarie mediazioni. Ma mi auguro che questo accada senza togliere voti a Francesca Ghirra, sulle spalle della quale grava in questa circostanza uno scontro decisivo, come portatrice di un cambiamento positivo, rammentando che anche il suo diretto avversario si fa paladino del cambiamento, quello, crediamo noi, che ci porterebbe indietro, che ci farebbe pagare alti costi, soprattutto di farci perdere l’occasione per realizzare una città migliore di questa, più bella, accogliente ed inclusiva, che pur in questi anni ha fatto passi da gigante, in avanti. E avanti vogliamo continuare ad andare!
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Appunti per Francesca Ghirra e non solo

I 4 grandi temi.

LA DIGNITA’
Finalità della politica è prima di tutto il rispetto della dignità della persona umana. Ogni persona è portatrice di una inalienabile dignità che si manifesta nei diversi cicli di vita, a seconda della età, del sesso e delle condizioni personali di ciascuno.
La dignità non è retorica affermazione ideale, bensì fondamento di specifici diritti della persona ad aver garantite condizioni di vita adeguata, significa il diritto al lavoro, ad un ambiente salubre, all’assistenza in caso di necessità …
L’amministrazione pubblica è debitrice del rispetto di tali diritti e deve informare la propria azione al loro soddisfacimento.
Ciò comporta, tra l’altro, che la erogazione dei servizi fondamentali della persona, come la salute, l’acqua, i trasporti, l’istruzione …. non può essere delegata al mercato ed ai suoi movimenti speculativi, bensì garantita direttamente dall’Amministrazione pubblica.

LA PARTECIPAZIONE
Le attuali regole democratiche prevedono l’istituto della delega dei poteri, che originariamente appartiene al popolo, alle istituzioni che rappresentato i cittadini. Ciò tuttavia, non può e non deve significare cessione definitiva del diritto dei cittadini a partecipare della cosa pubblica. Partecipare significa, prima di tutto riaffermare il diritto all’autodeterminazione. I cittadini, anche, ma non solo, attraverso le istituzioni alle quali affidano l’amministrazione, conservano il diritto di decidere della propria appartenenza. Nonostante l’Amministrazione comunale non sia una sede deliberativa per molti dei diversi assetti istituzionali, tuttavia, con la sua sua azione, partecipa ad un processo di affermazione dell’autonomia. La partecipazione implica il diritto dei cittadini ad essere consultati nel momento delle scelte fondamentali che riguardano la vita della città. Implica il diritto alla creazione di organismi intermedi che consentano l’espressione della volontà popolare e, in taluni casi a realizzare forme di autogoverno compatibili con l’interesse collettivo che riguardino specifiche collettività territoriali o fondate su interessi comuni. Implica pertanto la disponibilità di strumenti (anche attraverso normazioni e pratiche innovative della sperimentata “democrazia partecipativa”), e strutture/spazi partecipativi, promossi e tutelati dall’amministrazione pubblica, che contribuiscono a renderla effettiva.

L’APPARTENENZA. SALVAGUARDIA DELLE PROPRIE CULTURE
La città, il suo territorio, la sua cultura, la sua aria, il suo mare, le sue strade, i suoi commerci appartengono ai suoi cittadini. La città evolve e si modifica, per un verso, per incontrollabili fenomeni esterni, di carattere economico, sociale, istituzionale, ma, per altro verso, come conseguenza delle scelte operate dai suoi amministratori.
Queste scelte, in grado di modificare le sembianze materiali ed immateriali della città, sono operate dai suoi amministratori. L’azione di governo della città deve essere effettuata in nome e per rispondere agli interessi dei propri cittadini e di chi la abita.
Poiché la città appartiene ai suoi cittadini, dovrà essere governata per rispondere al meglio alle loro aspirazioni collettive. Una città dove siano garantiti prima di tutto gli elementi fondamentali del vivere civile, a partire dalla qualità dell’aria, dell’igiene, della mobilità, l’istruzione, la salvaguardia della propria cultura, intese anche come volano per la creazione di opportunità che favoriscano l’attività economica ed il lavoro. Dovrà sempre essere chiaro che le politiche dell’Amministrazione dovranno sempre essere finalizzate alla edificazione non di una città da “vendere”, ma di una città da abitare.

LA SOLIDARIETA’
La città potrà vivere e svilupparsi solo se avrà capacità di aprirsi e di mostrare segni di solidarietà. Solidarietà interna, con i soggetti più deboli che richiedono maggiori attenzione e maggiori risorse nelle politiche sociali. Solidarietà territoriale, perché la città si apre all’area vasta e con essa condivide l’esigenza di fornire servizi adeguati che, non di rado, non possono essere forniti senza una forte collaborazione. Solidarietà con i nuovi cittadini, sia che arrivino dai paesi vicini che da altri Paesi, il cui contributo alla crescita, economica e culturale, della comunità è talora misconosciuto eppure essenziale e ricco di potenzialità, se ben governato e non lasciato a uno spontaneismo irresponsabile.
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Discorso sulla Costituzione
di Piero Calamandrei, 26 gennaio 1955

L’art.34 dice: “I capaci e i meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi”. Eh! E se non hanno i mezzi? Allora nella nostra costituzione c’è un articolo che è il più importante di tutta la costituzione, il più impegnativo per noi che siamo al declinare, ma soprattutto per voi giovani che avete l’avvenire davanti a voi. Dice così: ”E’ compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese”. E’ compito di rimuovere gli ostacoli che impediscono il pieno sviluppo della persona umana: quindi dare lavoro a tutti, dare una giusta retribuzione a tutti, dare una scuola a tutti, dare a tutti gli uomini dignità di uomo. Soltanto quando questo sarà raggiunto, si potrà veramente dire che la formula contenuta nell’art. primo- “L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro “- corrisponderà alla realtà. Perché fino a che non c’è questa possibilità per ogni uomo di lavorare e di studiare e di trarre con sicurezza dal proprio lavoro i mezzi per vivere da uomo, non solo la nostra Repubblica non si potrà chiamare fondata sul lavoro, ma non si potrà chiamare neanche democratica perché una democrazia in cui non ci sia questa uguaglianza di fatto, in cui ci sia soltanto una uguaglianza di diritto, è una democrazia puramente formale, non è una democrazia in cui tutti i cittadini veramente siano messi in grado di concorrere alla vita della società, di portare il loro miglior contributo, in cui tutte le forze spirituali di tutti i cittadini siano messe a contribuire a questo cammino, a questo progresso continuo di tutta la società. E allora voi capite da questo che la nostra costituzione è in parte una realtà, ma soltanto in parte è una realtà. In parte è ancora un programma, un ideale, una speranza, un impegno di lavoro da compiere. Quanto lavoro avete da compiere! Quanto lavoro vi sta dinanzi!

È stato detto giustamente che le costituzioni sono anche delle polemiche, che negli articoli delle costituzioni c’è sempre anche se dissimulata dalla formulazione fredda delle disposizioni, una polemica. Questa polemica, di solito è una polemica contro il passato, contro il passato recente, contro il regime caduto da cui è venuto fuori il nuovo regime. Se voi leggete la parte della costituzione che si riferisce ai rapporti civili politici, ai diritti di libertà, voi sentirete continuamente la polemica contro quella che era la situazione prima della Repubblica, quando tutte queste libertà, che oggi sono elencate e riaffermate solennemente, erano sistematicamente disconosciute. Quindi, polemica nella parte dei diritti dell’uomo e del cittadino contro il passato. Ma c’è una parte della nostra costituzione che è una polemica contro il presente, contro la società presente. Perché quando l’art. 3 vi dice: “È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che impediscono il pieno sviluppo della persona umana” riconosce che questi ostacoli oggi vi sono di fatto e che bisogna rimuoverli. Dà un giudizio, la costituzione, un giudizio polemico, un giudizio negativo contro l’ordinamento sociale attuale, che bisogna modificare attraverso questo strumento di legalità, di trasformazione graduale, che la costituzione ha messo a disposizione dei cittadini italiani. Ma non è una costituzione immobile che abbia fissato un punto fermo, è una costituzione che apre le vie verso l’avvenire. Non voglio dire rivoluzionaria, perché per rivoluzione nel linguaggio comune s’intende qualche cosa che sovverte violentemente, ma è una costituzione rinnovatrice, progressiva, che mira alla trasformazione di questa società n cui può accadere che, anche quando ci sono, le libertà giuridiche e politiche siano rese inutili dalle disuguaglianze economiche dall’impossibilità per molti cittadini di essere persone e di accorgersi che dentro di loro c’è una fiamma spirituale che se fosse sviluppata in un regime di perequazione economica, potrebbe anche essa contribuire al progresso della società. Quindi, polemica contro il presente in cui viviamo e impegno di fare quanto è in noi per trasformare questa situazione presente.

Però, vedete, la costituzione non è una macchina che una volta messa in moto va avanti da sé. La costituzione è un pezzo di carta: la lascio cadere e non si muove. Perché si muova bisogna ogni giorno rimetterci dentro il combustibile, bisogna metterci dentro l’impegno, lo spirito, la volontà di mantenere queste promesse, la propria responsabilità. Per questo una delle offese che si fanno alla costituzione è l’indifferenza alla politica, l’indifferentismo politico che è -non qui, per fortuna, in questo uditorio, ma spesso in larghe categorie di giovani- una malattia dei giovani. ”La politica è una brutta cosa”, “che me ne importa della politica”: quando sento fare questo discorso, mi viene sempre in mente quella vecchia storiellina,, che qualcheduno di voi conoscerà, d quei due emigranti, due contadini, che traversavano l’oceano su un piroscafo traballante. Uno di questi contadini dormiva nella stiva e l’altro stava sul ponte e si accorgeva che c’era una gran burrasca con delle onde altissime e il piroscafo oscillava: E allora questo contadino impaurito domanda a un marinaio: “Ma siamo in pericolo?”, e questo dice: “Se continua questo mare, il bastimento fra mezz’ora affonda”. Allora lui corre nella stiva svegliare il compagno e dice: “Beppe, Beppe, Beppe, se continua questo mare, il bastimento fra mezz’ora affonda!”. Quello dice: ” Che me ne importa, non è mica mio!”. Questo è l’indifferentismo alla politica.

È così bello, è così comodo: la libertà c’è. Si vive in regime di libertà, c’è altre cose da fare che interessarsi alla politica. E lo so anch’io! Il mondo è così bello, ci sono tante cose belle da vedere, da godere, oltre che occuparsi di politica. La politica non è una piacevole cosa. Però la libertà è come l’aria: ci si accorge di quanto vale quando comincia a mancare, quando si sente quel senso di asfissia che gli uomini della mia generazione hanno sentito per vent’anni, e che io auguro a voi, giovani, di non sentire mai, e vi auguro di non trovarvi mai a sentire questo senso di angoscia, in quanto vi auguro di riuscire a creare voi le condizioni perché questo senso di angoscia non lo dobbiate provare mai, ricordandovi ogni giorno che sulla libertà bisogna vigilare, dando il proprio contributo alla vita politica. La costituzione, vedete, è l’affermazione scritta in questi articoli, che dal punto di vista letterario non sono belli, ma è l’affermazione solenne della solidarietà sociale, della solidarietà umana, della sorte comune, che se va a fondo, va a fondo per tutti questo bastimento. È la carta della propria libertà, la carta per ciascuno di noi della propria dignità di uomo. Io mi ricordo le prime elezioni dopo la caduta del fascismo, il 2 giugno 1946, questo popolo che da venticinque anni non aveva goduto le libertà civili e politiche, la prima volta che andò a votare dopo un periodo di orrori- il caos, la guerra civile, le lotte le guerre, gli incendi. Ricordo- io ero a Firenze, lo stesso è capitato qui- queste file di gente disciplinata davanti alle sezioni, disciplinata e lieta perché avevano la sensazione di aver ritrovato la propria dignità, questo dare il voto, questo portare la propria opinione per contribuire a creare questa opinione della comunità, questo essere padroni di noi, del proprio paese, del nostro paese, della nostra patria, della nostra terra, disporre noi delle nostre sorti, delle sorti del nostro paese.

Quindi, voi giovani alla costituzione dovete dare il vostro spirito, la vostra gioventù, farla vivere, sentirla come cosa vostra, metterci dentro il senso civico, la coscienza civica, rendersi conto- questa è una delle gioie della vita- rendersi conto che ognuno di noi nel mondo non è solo, che siamo in più, che siamo parte di un tutto, nei limiti dell’Italia e nel mondo. Ora vedete- io ho poco altro da dirvi-, in questa costituzione, di cui sentirete fare il commento nelle prossime conferenze, c’è dentro tutta la nostra storia, tutto il nostro passato. Tutti i nostri dolori, le nostre sciagure, le nostre glorie son tutti sfociati in questi articoli. E a sapere intendere, dietro questi articoli ci si sentono delle voci lontane. Quando io leggo nell’art. 2, ”l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale”, o quando leggo, nell’art. 11, “l’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli”, la patria italiana in mezzo alle alte patrie, dico: ma questo è Mazzini; o quando io leggo, nell’art. 8, “tutte le confessioni religiose sono ugualmente libere davanti alla legge”, ma questo è Cavour; quando io leggo, nell’art. 5, “la Repubblica una e indivisibile riconosce e promuove le autonomie locali”, ma questo è Cattaneo; o quando, nell’art. 52, io leggo, a proposito delle forze armate, ”l’ordinamento delle forze armate si informa allo spirito democratico della Repubblica” esercito di popolo, ma questo è Garibaldi; e quando leggo, all’art. 27, “non è ammessa la pena di morte”, ma questo, o studenti milanesi, è Beccaria. Grandi voci lontane, grandi nomi lontani. Ma ci sono anche umili nomi, voci recenti. Quanto sangue e quanto dolore per arrivare a questa costituzione!

Dietro a ogni articolo di questa costituzione, o giovani, voi dovete vedere giovani come voi, caduti combattendo, fucilati, impiccati, torturati, morti di fame nei campi di concentramento, morti in Russia, morti in Africa, morti per le strade di Milano, per le strade di Firenze, che hanno dato la vita perché la libertà e la giustizia potessero essere scritte su questa carta. Quindi, quando vi ho detto che questa è una carta morta, no, non è una carta morta, questo è un testamento, un testamento di centomila morti. Se voi volete andare in pellegrinaggio nel luogo dove è nata la nostra costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati. Dovunque è morto un italiano per riscattare la libertà e la dignità, andate lì, o giovani, col pensiero perché lì è nata la nostra costituzione.

Piero Calamandrei, 26 gennaio 1955
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IS MIRRIONIS: Le 5 DOMANDE AI CANDIDATI ALLA CARICA DI SINDACO

img_04295 DOMANDE AI CANDIDATI ALLA CARICA DI SINDACO

Angelo CREMONE, Francesca GHIRRA, Paolo TRUZZU

IS MIRRIONIS A CHI APPARTIENE IL FUTURO
1)- Quali impegni e azioni amministrative e quali altre iniziative per migliorare la qualità della vita nel quartiere e rigenerare edifici e spazi urbani a vantaggio della cittadinanza?

TOSSICODIPENDENZA-SPACCIO-VIOLENZA
2)- I ricorrenti blitz della polizia testimoniano che il fenomeno della tossicodipendenza in quartiere è drammaticamente presente. In un’intervista, Don Carlo Follesa, dichiarò che ormai dei padri di famiglia ammettono candidamente di ricorrere allo spaccio di droga per garantire un reddito di sussistenza per la propria famiglia e in certe zone si calcola che 1 casa su 3 è un market di spaccio. Per quanto nelle sue competenze, oltre alla doverosa repressione, come intende il futuro Sindaco contrastare, questo devastante fenomeno?
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Scuola Popolare di Is Mirrionis – Documentazione

DOCUMENTAZIONE
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Deliberazione del C.d.A. n° 281/11A del 03/08/2012 avente per oggetto “Del. G.R. n. 25/22 del 12/06/2012.- art. 11 del Decr. Legge 25/06/2008, n. 112, convertito con modificazioni, dalla Legge 6/08/2008, n. 133 e art. 8, comma 1 del DPCM del 16/07/2009- Piano Nazionale di Edilizia Abitativa, linee d’intervento lett. B) ed E). – Partecipazione dell’Azienda alla manifestazione d’Interesse, approvazione degli interventi proposti dalle strutture organizzative aziendali, quote di cofinanziamento ”.

ELEZIONI AMMINISTRATIVE 2019 PER IL RINNOVO DEL CONSIGLIO COMUNALE DI CAGLIARI CONFRONTO CON I CANDIDATI ALLA CARICA DI SINDACO

42b6d617-82d5-4d15-9210-bd55521e84e5CASA DEL QUARTIERE IS MIRRIONIS
TEATRO TSE VIA QUINTINO SELLA 1 – CAGLIARI

10 GIUGNO 2019 ore 19.00
ELEZIONI AMMINISTRATIVE 2019
PER IL RINNOVO DEL CONSIGLIO COMUNALE DI CAGLIARI

CONFRONTO CON I CANDIDATI ALLA CARICA DI SINDACO

Angelo CREMONE, Francesca GHIRRA, Paolo TRUZZU

Moderatore: Franco Meloni
Introduzione: Terenzio Calledda, Presidente CASA DEL QUARTIERE IS MIRRIONIS

Oggi domenica 9 giugno 2019

democraziaoggisardegnaeuropa-bomeluzo3-300x211Sardegna-bomeluzo22sedia-van-goghGLI-OCCHIALI-DI-PIERO1-150x1501413filippo-figari-sardegna-industre-2 senza-titolo1
———————Opinioni,Commenti e Riflessioni———————————
Carbonia. Gli “amici della Miniera” ricordano Aldo Lai, sindaco negli anni della lotta per il passaggio all’Enel dei minatori di Serbariu
9 Giugno 2019
Gianna Lai su Democraziaoggi.
————————————————————Domani a Is Mirrionis

Oggi venerdì 31 maggio 2019

democraziaoggisardegnaeuropa-bomeluzo3-300x211Sardegna-bomeluzo22sedia-van-goghGLI-OCCHIALI-DI-PIERO1-150x1501413filippo-figari-sardegna-industre-2 senza-titolo1
———————Dibattito, Commenti e Riflessioni———————————
Cagliari: la “politica dei giardinetti” non basta per avere un voto di sinistra
31 Maggio 2019
Andrea Pubusa su Democraziaoggi.
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Fabrizio Barca, “Le periferie? Votano per chi le ascolta. La classe dirigente torni sul territorio” (intervista al Messaggero)
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Luoghi e spazi di vita di una città: le periferie tra sogni e identità. Is Mirrionis, a chi appartiene il suo futuro? In occasione delle elezioni comunali il comitato Casa del Quartiere, Is Mirrionis.
Lunedì 10 giugno, alle ore 18,30 a Is Mirrionis (TSE via Quintino Sella) con i tre candidati Sindaci. Organizza il comitato Casa del Quartiere di Is Mirrionis.
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La Scuola Popolare di poesia per la pace di Is Mirrionis istituisce 4 borse di studio

is-mirrionisdf0e252f-9906-4872-add0-b910b743c0eaScrive Gianni Mascia Secchi, direttore della Scuola.
Amigos, la Scuola popolare di poesia per la pace ha ricevuto una donazione che le permette di istituire quattro borse di studio per il laboratorio annuale e deve pertanto selezionare quattro persone ad hoc. Ovviamente corsie preferenziali per studenti universitari, disoccupati o parzialmentee occupati e persone che attraversano disagi esistenziali. Un occhio di riguardo agli abitanti del quartiere di Is Mirrionis. Hasta la poesia, siempre.

Beni comuni urbani: buoni progetti che speriamo diventino buone pratiche.

biancopiattiIntervenendo in un dibattito a Is Mirrionis nel quale si è parlato di Scuola Popolare ho citato una trasmissione televisiva di grande pregio nella quale si dava conto di un interessante progetto ideato e gestito dall’Università Roma Tre, per il ricupero di strutture dismesse della città da risanare e mettere a disposizione dei cittadini e delle loro associazioni di partecipazione democratica. Ho ricuperato ora i riferimenti precisi, che vi comunico. Si tratta della puntata della trasmissione Presa diretta, condotta dall’ottimo giornalista Riccardo Icona. Ecco il link dove può essere reperita e fruita: https://www.raiplay.it/video/2019/01/Presa-diretta-Poveri-noi-8d5e344f-927b-4aa7-a566-420d74034621.html?tc=2171651&fbclid=IwAR2xqwJf921bwZqsTfrp7l3GUFhu8xka7biRvSepctvr6TI3NvvrOonwD8Q (il punto preciso della registrazione on demand è 31.24). Ecco il riferimento al Progetto, denominato CIRCO, acronimo di Casa Irrinunciabile per la Ricreazione Civica e l’Ospitalità, elaborato precisamente nel Laboratorio di Progettazione Architettonica e Urbana del corso di laurea magistrale in Architettura – Progettazione Urbana dell’Università di Roma Tre: https://laboratoriocirco.wordpress.com/?fbclid=IwAR3oM9oihRWBh587KaCd98TPVZp_K3RadlUcPMNVMqZzH3fGqKIfBDVVOrk
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lampada aladin micromicroFacciamo una proposta ai nostri amici dell’Università della Sardegna, di quella di Cagliari e di quella di Sassari (Dipartimenti di Architettura, di Economia, di Sociologia…) perché propongano progetti uguali o analoghi, ai quali volentieri ci dichiariamo disponibili a collaborare. Ne possiamo parlare? Noi crediamo che uno o più progetti di questa natura e portata possa trovare accoglienza nel programma di un buon candidato Sindaco (di Cagliari e di Sassari, e anche di altre realtà urbane della Sardegna).
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Per cominciare a portarci avanti nel lavoro (pratica dell’obbiettivo), pubblicheremo su Aladinews mini servizi fotografici di volumi e spazi urbani attualmente inutilizzati (o sotto utilizzati) che meritano di essere ricuperati a vantaggio dei cittadini.