Risultato della ricerca: scuola popolare is mirrionis

Aladinpensiero

aladin-logoÈ un’associazione impegnata nella tutela dei cittadini e della promozione della partecipazione civica. [segue]

A Is Mirrionis-San Michele la prima “Casa Comunità” di Cagliari?

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lampadadialadmicromicro133Ne abbiamo parlato anche qui: http://www.aladinpensiero.it/?p=125039
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I soldi ci sono (ITI Is Mirrionis + Fondi Recovery Plan). Il Comune ha progettato il “contenitore”, la Casa del quartiere ha presentato un progetto per riempirlo di contenuti.
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- Cos’è la Casa di Comunità? Ecco un pertinente approfondimento.
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L’Hangar di Is Mirrionis come Sa fabrica de Sant’Anna: una storia infinita.

iti-29-06-21 logo-casa-del-quarteire-ismEvento segnalato dalla Casa del quartiere Is Mirrionis, sulla pagina fb di ITI Is Mirrionis. La STORIA INFINITA dell’Hangar di Is Mirrionis come registrata nelle pagine di Aladinpensiero online.
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- Va a finire che ristrutturano l’hangar e non hanno il regolamento per gestirlo.
- Che facciamo? Interveniamo subito o ci riserviamo il piacere di dire che l’avevamo previsto?

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- Detti cagliaritani: Sa fabbrica de Sant’Anna.

Periferie in marcia

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“Periferia sospesa tra sogno e immaginazione”: inaugurata la mostra che racconta il recupero dell’ex Scuola Popolare di Is Mirrionis. Su Radio X. La mostra rimarrà aperta fino al 21 giugno 2021.
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Andate al Parco di Monte Claro per visitare la mostra sul ricupero della Scuola Popolare di Is Mirrionis

brouchure-defLa Casa del Quartiere Is Mirrionis è lieta di presentare l’evento espositivo dal titolo “Periferia sospesa tra sogno e immaginazione” una proposta per il recupero e il riutilizzo dell’ex-Scuola Popolare di Is Mirrionis, con le tavole progettuali realizzate dagli Architetti Felice Carta e Fulvio Carta. Fu l’Architetto Maurizio Sacripanti, grande protagonista dell’Architettura del 900 italiano, a progettare l’intero “nucleo edilizio” Ina Casa di via Is Mirrionis, caratterizzato dalle case cosidette “a farfalla”, con al centro l’edificio ex asilo e centro sociale, che negli anni 70 ospitò la Scuola Popolare dei lavoratori. Detto edificio – che insieme a tutto il nucleo nel quale insiste rappresenta un Bene Comune Urbano con un valore sociale, culturale, architettonico e urbanistico da recuperare, salvaguardare e valorizzare – purtroppo oggi risulta abbandonato e in gravi condizioni di degrado. La nostra idea di un suo recupero vuole essere anche la ricerca e la ricostruzione della memoria storica di chi dagli anni ‘60 l’ha animato e vissuto con tante iniziative che hanno coinvolto l’intero quartiere e la città: un grande laboratorio ispirato all’esemplare azione pedagogica di Don Lorenzo Milani e al pensiero di altri grandi intellettuali (tra tutti: Emilio Lussu e Antonio Gramsci) nel perseguire i valori della solidarietà e partecipazione democratica alla vita della città, diventando nel tempo un laboratorio di creatività ed innovazione, uno spazio aperto per artisti, poeti, scrittori, musicisti, operatori culturali ma anche semplici cittadini. Una finestra aperta sul mondo.
La Casa del Quartiere Is Mirrionis, nel formulare una proposta di alto valore civico per recuperare l’edificio e restituirlo a una fruizione
sociale, sostiene l’interlocuzione in atto con l’Agenzia Regionale AREA (ex-IACP) che ne è proprietaria, con il Comune e la Regione, ed ha a tal fine predisposto un coerente progetto funzionale.
Il nostro impegno, nasce dal desiderio di riappropriarci di un pezzo di storia del quartiere, affinché possa diventare patrimonio dei suoi abitanti e della città, ma rappresenta anche la volontà di realizzare uno spazio/laboratorio aperto alla partecipazione dei cittadini per proporre percorsi di aggregazione e di promozione sociale e culturale,
LUOGO DI INCONTRO E DI DIALOGO, MOTORE DI CULTURA, ARTE E SPETTACOLO. [segue]

Don Ferdinando Caschili nuovo vicario generale della Diocesi di Cagliari.

Elogio di un Parroco.
di Franco Meloni.
653670ca-d4f9-4580-ad5d-5f106fa5ba42seusebio-caDon (monsignor, per la precisione) Ferdinando Caschili dal primo luglio p.v. assume la carica di vicario generale dell’Arcidiocesi di Cagliari. Insomma il numero due per importanza dopo il Vescovo metropolita mons. Giuseppe Baturi. Abbiamo già fatto a don Ferdinando, personalmente e come associazioni, in particolare come Casa del quartiere Is Mirrionis (tramite il presidente), i migliori auguri di buon lavoro per il nuovo impegno, di cui è sicuramente all’altezza, considerato la sua prestigiosa formazione civile di ingegnere e ecclesiastica di teologo, nonché la sua lunga e apprezzata esperienza di presbitero, in diverse parrocchie e in numerosi incarichi di livello diocesano e oltre. Il nuovo incarico è particolarmente gravoso, purtroppo, tanto è che il Vescovo ha precisato che dovrà essere svolto “a tempo pieno”, circostanza che comporta che don Ferdinando lasci, il 30 giugno o comunque dalla nomina del successore, la guida della parrocchia di Sant’Eusebio. [segue]

Che succede a Is Mirrionis? Oggi ne parliamo al Parco di Monte Claro.

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A Is Mirrionis. Verso il ricupero della Scuola Popolare e di tutto il nucleo edilizio Ina Casa di Sacripanti

schermata-2021-06-09-alle-19-57-06 11/06 – 21/06/2021
Parco di
Monte
Claro
Cagliari

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La Casa del Quartiere Is Mirrionis
è lieta di presentare l’evento espositivo
“Periferia sospesa tra sogno e
immaginazione”
una proposta per il
recupero e il riutilizzo dei locali
abbandonati dell’ex-Scuola Popolare
di Is Mirrionis.
Con le tavole progettuali realizzate
dagli Architetti Felice Carta e Fulvio
Carta, proponiamo la nostra idea di
recupero dell’edificio: la ricerca e la
ricostruzione della memoria storica di
chi dagli anni ’60 l’ha animato e vissuto
con tante iniziative che hanno
coinvolto l’intero quartiere e la città.
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Il Consiglio Comunale di Cagliari unito per il Risveglio del quartiere di Is Mirrionis, s’impegna per il ricupero dell’edificio della Scuola Popolare e dell’intera area che lo ricomprende

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Dichiarazioni a caldo del presidente della Casa del quartiere Is Mirrionis, Terenzio Calledda: il Consiglio comunale ha scritto ieri una bella pagina di buona politica. Un pezzo di storia importante per Is Mirrionis e per la città.
Noi stiamo costruendo la storia del quartiere, per le nuove generazioni… per noi… abbiamo buona memoria… storica… realizzata con l’impegno quotidiano di tutti/e..
La storia siamo noi, anche noi…. La storia è don Milani, è la Scuola Popolare, è l’architetto Maurizio Sacripanti con Felice…
Il nostro motto: I CARE, WE CARENOI CI SIAMO.

A Is Mirrionis – Punta de billete Save the date Prendi nota Arregordarì

brochure-sp-ism 11/06 – 21/06/2021
Parco di
Monte
Claro
Cagliari

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La Casa del Quartiere Is Mirrionis
è lieta di presentare l’evento espositivo
“Periferia sospesa tra sogno e
immaginazione”
una proposta per il
recupero e il riutilizzo dei locali
abbandonati dell’ex-Scuola Popolare
di Is Mirrionis.
Con le tavole progettuali realizzate
dagli Architetti Felice Carta e Fulvio
Carta, proponiamo la nostra idea di
recupero dell’edificio: la ricerca e la
ricostruzione della memoria storica di
chi dagli anni ’60 l’ha animato e vissuto
con tante iniziative che hanno
coinvolto l’intero quartiere e la città.
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A Is Mirrionis una nuova Mem.

Il progetto della Casa del quartiere per il recupero dell’immobile e di tutto lo spazio urbano su cui operò negli anni 70 la Scuola Popolare dei Lavoratori di Is Mirrionis.
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Festa dell’Europa 2021

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di Franco Meloni
“Ce lo chiede l’Europa”: è la frase che da alcuni anni a questa parte ci sentiamo dire per giustificare scelte politiche impopolari, quelle che si basavano sull’austerità. A pagarne le spese erano (e ancora sono) appunto i ceti popolari di tutti i paesi europei. Basta pensare alle sofferenze inflitte al popolo della Grecia. Così scelte all’insegna dell’efficientismo, come il “pareggio di bilancio”, in Italia introdotto con una riforma costituzionale, sono stati strumenti di aumento delle disuguaglianze sociali. Nel mentre nessun passo avanti sulla tutela dei diritti (anzi tolleranza dei sovranismi antidemocratici dei paesi dell’est europeo) e su una saggia politica di gestione dei flussi migratori. Sono solo alcuni esempi. Il discorso sarebbe lungo, ma è bene che si sviluppi in mille analisi, proposte e altri contributi di pensiero che molti meglio di noi sono capaci a fare e che volentieri per quanto possiamo ospitiamo anche nelle nostre pagine. Qui vogliamo rammentare che l’Europa per le generazioni post conflitto bellico ha rappresentato i valori virtuosi imprescindibili della democrazia e del vivere civile, in irriducibile contrapposizione con le impostazioni e la pratica del nazismo e del fascismo (mali assoluti), e di tutti i regimi totalitari. Per noi l’Europa era e continua ad essere, nonostante tutto (purtroppo siamo meno numerosi rispetto ai tempi dell’esordio e oltre, segnati dalle “visioni” dei grandi fondatori) un riferimento fondamentale, una meta da raggiungere. Purtroppo questa meta nel tempo anzichè avvicinarsi nel perseguimento dell’integrazione (Stati Uniti d’Europa) e dell’espansione dei diritti e per la Pace (nella logica della Costituente della Terra), si è allontanata pericolosamente. C’è voluta la terribile pandemia per un inversione di rotta, a cui diamo credito e su cui vogliamo investire. Semplificando: così come l’agenda di Draghi, anche quella di Ursula Von der Leyen, costituisce in un tutt’uno, per noi, “la nostra agenda”, ovviamente sapendo che Draghi-VdL sono espressioni di interessi prevalenti della borghesia, e che una inedita “lotta di classe” deve cercare di volgere il più possibile a favore degli interessi popolari. Mutatis mutandis, questo è ancora il modello da perseguire, che storicamente ci ha fatto crescere tutti. Il recupero del motto di don Lorenzo Milani, I care, fatto dalla presidente Ursula VdL è sicuramente un significativo faro, che illumina la nostra strada di europeisti convinti. Con questi intendimenti festeggiamo oggi l’Europa!

—-—Alle associazioni: fate come La Casa del quartiere Is Mirrionis e la CSS—————————-
51babb66-1edf-4ccc-a1aa-eb7fbc89c117166fafa3-9942-45d9-a68d-8a20f2328f81Per l’Europa che vogliamo. Iniziative encomiabili
La “Casa del quartiere Is Mirrionis” di Cagliari, sulla base dello statuto costitutivo che ne fissa la missione di intervento nel sociale a favore dei cittadini e per la promozione della più ampia partecipazione popolare alla gestione della cosa pubblica, nel riaffermare lo spirito europeista che unitamente all’orgogliosa appartenenza sarda, la permea,
ADERISCE
alla Festa dell’Europa, istituita dall’Unione Europea, che si celebra il 9 maggio di ogni anno.
SI IMPEGNA
per il successo della Conferenza sul futuro dell’Europa, che prende avvio proprio da domenica 9 maggio 2021, favorendo la partecipazione della cittadinanza del quartiere, della città e dell’intera Sardegna, in tutte le forme e combinazioni (in proprio e in collaborazione con terzi) che verranno stabilite dagli organi di gestione dell’associazione, anche promuovendo la presenza e le iniziative degli associati singoli o organizzati nelle entità aderenti alla Casa sull’apposita piattaforma online dedicata
Il Presidente Terenzio Calledda
Ecco il link
https://futureu.europa.eu/?locale=it
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css-eu
La CONFEDERAZIONE SINDACALE SARDA – CSS partecipa alla Festa dell’EUROPA di Domenica 9 maggio 2021, ricordando che i sardi vogliono una EUROPA DEI POPOLI, come l’avevano sognata i grandi sardisti Camillo Bellieni ed Antonio Simon Mossa, nella
quale la Sardegna viene riconosciuta ed opera come popolo e nazione.
La CSS è membro fondatore della Piattaforma dei Sindacati delle Nazioni senza Stato. In questo organismo internazionale sono rappresentati le delegazioni della Sardegna, della Valle d’Aosta, dei Paesi Baschi, della Galizia, della Catalogna, della Bretagna, della Corsica, della Martinica, del Guadalupe e Nuova Caledonia.
“Serbit e boleus un’Europa de is Pópulus in paxi,
de s’agiudu torrau, de sa solidariedadi umana,
no cussa de is leonis a iscórriu e gherra”
.

“Serve e vogliamo un’Europa di Popoli in pace, dell’aiuto condiviso e della solidarietà umana,
Non quella dei leoni in lotta ed in guerra“-
IL SEGRETARIO NAZIONALE DELLA CSS Dr. Giacomo Meloni
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Giuliano Pisapia, “Cambiamo l’Europa dal basso” (Corriere della sera).
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«I care» faro per tutti (una scelta da onorare)
di Francesco Gesualdi
in “Avvenire” del 7 maggio 2021
Parto da una doverosa precisazione: don Lorenzo Milani, priore di Barbiana, il motto ‘I care’ (m’importa, ho a cuore) non lo aveva scritto su un muro, ma sulla porta che separava la scuola dalla sua camera. Un particolare non secondario perché essendo il punto di ingresso nell’unico spazio in cui a sera si ritirava in privato, voleva annunciare lo spirito che aleggiava in quello spazio e quindi nella sua persona. Uno spirito di assunzione di responsabilità verso le creature che la vita gli aveva messo davanti tale da fargli dimenticare totalmente se stesso. E uno spirito di coerenza verso la verità tale da fargli accettare le conseguenze che la difesa della verità spesso comporta. Don Lorenzo non lo ricordava per narcisismo, ma come invito a noi allievi a fare altrettanto, ricordandoci che se la società è ingiusta, violenta, predatrice, la responsabilità non è solo del ‘potere’ che impartisce ordini sbagliati e scrive leggi ingiuste, ma anche di tutti coloro che quegli ordini e quelle leggi eseguono. Ha fatto bene Ursula von der Leyen a ricordare il motto ‘I care’ proprio oggi che dall’altra parte dell’Atlantico, Joe Biden ha annunciato di voler appoggiare la richiesta avanzata da Sudafrica e India di sospendere le regole internazionali a difesa dei brevetti sui vaccini e ogni altro farmaco utile a sconfiggere la pandemia. Ha fatto bene perché ciò che in Europa ci è meno noto è che la decisione di Biden non giunge come un fulmine a ciel sereno, ma come conseguenza di una forte pressione popolare organizzata negli Stati Uniti da parte delle organizzazioni umanitarie che hanno fatto arrivare a Biden milioni di messaggi a favore della sospensione. Per questo la sua decisione è la vittoria di milioni di persone che in cuor loro hanno detto ‘I care’ e hanno preso l’iniziativa di agire per manifestare il proprio pensiero e insistere finché il Presidente di tanti di loro, l’uomo più potente del mondo, ha deciso di stare dalla parte delle persone piuttosto che delle multinazionali farmaceutiche. Un’iniziativa ancor più lodevole perché non attuata a favore di se stessi, ma di persone lontane, africani, asiatici, latino americani, che rischiano di non poter essere vaccinati a causa dei costi imposti dai brevetti. Ma il vero spirito dell’I Care è proprio questo: si agisce non perché se ne trae un vantaggio, ma perché non si tollera la sofferenza, l’ingiustizia, l’umiliazione, il sopruso, il latrocinio, a chiunque sia inflitto.
Ursula VdL, allora, deve ricordarsi che avendo preso l’impegno solenne, per giunta a Firenze, di volere assumere lo spirito di ‘I Care’ a livello personale e della politica dell’Unione Europea, si è assunta una grande responsabilità. La responsabilità di agire di conseguenza, applicando il suo e nostro ‘I Care’ prima di tutto verso i migranti. Verso tutte quelle donne, quegli uomini, quei bambini che dopo essere fuggiti da zone di guerra si trovano respinti, addirittura aggrediti dai cani alla frontiera est della Ue. Verso tutti coloro che cercando di fuggire dai lager libici si mettono in mare per raggiungere la sponda Sud della Ue, ma in caso di avaria vengono lasciati annegare o sono ripescati dalla cosiddetta Guardia costiera libica che li riporta nei lager dai quali hanno cercato di fuggire. Verso tutti i cittadini meno protetti della Ue che in tempo di austerità sono stati privati di un lavoro, di cure mediche, di scuola, sacrificati di nuovo sull’altare del debito.
Un tema, quello del debito pubblico, tutt’altro che superato, perché ora che la Ue ha deciso di indebitarsi per sostenere la transizione ecologica e la ripresa sociale, sarebbe beffardo se domani, dovesse ripristinare l’austerità per ripagare il debito fatto oggi in nome del suo ‘I Care’. Finché siamo in tempo sarebbe meglio proporre di rivedere i Trattati, in particolare quelli che regolano le funzioni e i meccanismi di funzionamento della Banca centrale europea affinché la moneta, al pari dei vaccini, sia gestita come un bene comune al servizio della piena occupazione, della promozione dei servizi pubblici e della tutela della natura.
Grazie dunque alla signora Ursula VdL, per averci ricordato il valore di ‘I Care’, ma per favore l’Europa un faro per i tanti cittadini che la guardano affinché di quello spirito sia dato l’esempio migliore.
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Domenica 9 maggio Festa dell’Europa.
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Bonas noas a Is Mirrionis

spismcasa-ismSi è svolto oggi un incontro tra il Comitato Casa del quartiere Is Mirrionis e l’Azienda regionale Area (ex Iacp) sul ricupero e la riqualificazione dell’edificio ex asilo/centro sociale, che ospitò la Scuola Popolare dei lavoratori negli anni 70. Presenti per il Comitato il presidente Terenzio Calledda e Maurizio Fanzecco; per l’Azienda il commissario straordinario Adamo Pili e Gianvalerio Sanna. L’incontro, improntato alla massima cordialità, è stato positivo e produttivo rispetto alle richieste del Comitato. A breve un ampio resoconto con i contenuti dell’incontro e le ulteriori interlocuzioni con gli altri Enti coinvolti (Comune di Cagliari in primis).

Cose di Is Mirrionis: l’hangar

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- Va a finire che ristrutturano l’hangar e non hanno il regolamento per gestirlo.
- Che facciamo? Interveniamo subito e ci riserviamo il piacere di dire che l’avevamo previsto?

Comitato Casa del Quartiere Is Mirrionis

Nuovo logo del Comitato Casa del Quartiere Is Mirrionis di Cagliari, di cui Aladinpensiero online è media partner.
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Grafico Christian Tassi.