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Questione delle abitazioni a Cagliari (II)

018d9f35-b417-4833-ad23-234d81c9045alampada aladin micromicroNel servizio de L’Unione Sarda di oggi, ripreso in altra parte della News, specificamente nella corredata illustrazione che riporta la situazione degli “edifici occupati illecitamente” viene compreso quello della Scuola di via Flumentepido, di proprietà comunale, che sarebbe occupato da 5 nuclei familiari. Ora a noi risulta che detto edificio è stato da tempo sgomberato al fine di realizzare un apposito progetto, approvato su proposta dell’allora assessore ai LL PP Luisa Anna Marras, che prevedeva “la demolizione dell’edificio esistente e la costruzione di due stabili di quattro piani da sedici appartamenti ciascuno, per un massimo di 142 residenti”. Tra virgolette il testo della notizia stampa del 22 agosto 2012 (sono passati ben 5 anni!). Allo stato, salvo lo sgombero delle famiglie occupanti e la demolizione di porte e finestre dello stabile, al fine di evitare nuove occupazioni, nulla risulta attuato o in attuazione del progetto in questione. Almeno a noi sembra così, ma saremo ben lieti di essere smentiti. Di tutto quanto abbiamo segnalato chiediamo pertanto spiegazioni al Sindaco Massimo Zedda e all’attuale competente Assessore ai LLPP Maurizio Chessa.
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ape-innovativaSulla questione di carattere generale riteniamo tuttora valido quanto espresso in precedenti interventi. In particolare scrivevamo su Aladinews il 7 dicembre 2014.
«In generale e particolarmente per la situazione della nostra città è da contrastare ogni scelta politica che non persegua tale equilibrio [tra diritto alla casa e diritto ai servizi sociali e culturali] e pertanto va combattuta la politica dell’utilizzo di scuole e altre strutture di carattere culturale per la realizzazione di abitazioni. Le abitazioni devono essere realizzate prioritariamente con il ricupero, risanamento e riqualificazione del patrimonio edilizio abitativo esistente e solo in subordine con la costruzione di nuove abitazioni.
. scuole via flumentepido cagliariLasciata la Scuola Popolare ci siamo recati in via Flumentepido laddove abbiamo visto il complesso scolastico che fino a poco tempo fa ospitava le scuole elementari. Attualmente l’edificio – che non abbiamo potuto visitare, ma che dall’esterno ci è parso in buon stato di conservazione – è occupato abusivamente da alcune famiglie di senzatetto, che saranno presto sgombrate in quanto stanno per iniziare da parte del Comune i lavori per la demolizione dell’esistente e la realizzazione di 32 appartamenti di edilizia sovvenzionata, scelta effettuata dalla precedente Amministrazione comunale e confermata dall’attuale (1). Scelta evidentemente sbagliata in quanto mette in contrapposizione i due diritti, probabilmente sottovalutando totalmente quello sacrificato (il diritto agli spazi di aggregazione socio-culturale) per le quali le strutture esistenti avrebbero necessità di risanamento e adeguamenti a moderni standard rispetto alle funzioni di utilizzo, piuttosto che costruzioni ex novo. Ma, si obietterà: si nega la necessità di nuovi alloggi per i meno abbienti? La risposta è: niente affatto. Anzi, critichiamo i colpevoli ritardi e la dimostrata insensibilità delle Amministrazioni pubbliche verso i ceti popolari, ma le case vanno recuperate innanzitutto nel patrimonio esistente, a partire da quello pubblico (Comune, Area ex Iacp, altri Enti) e in subordine e nella misura necessaria con nuove costruzioni nelle aree di espansione reperite nell’area vasta metropolitana. Al riguardo occorre davvero dotarsi di una strategia politica che sostituisca l’attuale vuoto e la “navigazione a vista” (…)».

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(1) Da CagliariComuneNews.it del 22 agosto 2012. “(…) In via Flumentepido a febbraio la Giunta aveva destinato quasi 5 milioni al recupero dell’ex complesso scolastico, per edilizia a canone sociale. Il progetto preliminare, approvato su proposta dell’assessore Luisa Anna Marras, prevede la demolizione dell’edificio esistente e la costruzione di due stabili di quattro piani da sedici appartamenti ciascuno, per un massimo di 142 residenti (…)”.
(2) Da CagliariComuneNews.it del 22 agosto 2012 “(…) Il progetto presentato alla Regione per via Monsignor Piovella prevede la demolizione dell’edificio della scuola Lussu e la costruzione di tre palazzine di sette piani per un totale di 42 alloggi. Il tentativo è quello di utilizzare 4,3 milioni di euro del bando regionale per interventi di edilizia a “canone sostenibile” (…)”.
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- Documentazione correlata. Relazione generale al piano urbanistico comunale in adeguamento al P.T.P..
- Badas, Milesi, Sanna, Cagliari: la questione delle abitazioni.
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- Derive delle periferie urbane e responsabilità della politica. Antonietta Mazzette.