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	<title>Commenti a: All&#8217;ONU. Il discorso di Lula e quello di Trump</title>
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	<description>Pensiero e rappresentazioni</description>
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		<title>Di: admin</title>
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		<dc:creator>admin</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Sep 2026 15:28:56 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Marco Sini
1 h SU FB
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TRUMP/GUTERRES: Una differenza abissale!
Lo hanno fatto altri e sento il dovere di farlo anch’io. 
Riporto i passaggi fondamentali del discorso del Segretario Generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres all’Assemblea Plenaria dell’ONU per marcare la profonda differenza di toni e di contenuti rispetto al discorso pronunciato ieri da Trump. 
Lo riporto perché profondamente alternativo rispetto al discorso guerrafondaio, infarcito di bullismo narcisista, suprematista e trasgressivo del diritto internazionale, e anche molto patetico e di infantile autoesaltazione personale e nazionale, pronunciato da Donald Trump all&#039;ONU. 
Guterres ha svolto un intervento da vero statista universale in un&#039;era piena di tante guerre, grandi e note ma anche sconosciute e ignorate, e di grandi criticità (cambiamenti climatici, fame, migrazioni) che mettono in sofferenza l&#039;intera umanità. 
Il Segretario Generale Guterres, ha chiesto esplicitamente agli stati del mondo di avere una visione diversa da quella regressiva e da giungla, dove vince il più forte e non la ragione, prospettata da Trump.
Guterres ha detto che “Stiamo assistendo a uno straordinario trasferimento di potere dai governi a un pugno di corporazioni e individui privati”, il cui “raggio d&#039;azione si estende ormai alla politica, all&#039;economia, ai flussi informativi, allo sviluppo tecnologico e allo spazio civico da cui dipendono le società”.
Ha aggiunto che “Proprio nel momento in cui l&#039;umanità si trova ad affrontare una convergenza di minacce senza precedenti, i nostri meccanismi di azione collettiva sono sottoposti a una pressione crescente”.
Ancora “Ci sono due strade davanti a noi. O il mondo si frammenterà nel «’transazionalismo»’, con “tensioni crescenti e una sempre più profonda sfiducia, mercati fratturati e istituzioni indebolite, sempre meno cooperazione e calcoli a somma zero, oppure si muoverà verso una ‘multipolarità di rete’, un mondo basato sull&#039;interdipendenza - e sostenuto da una fitta rete di connessioni economiche, politiche, sociali e tecnologiche. Un mondo in cui molteplici centri di influenza coesistono all&#039;interno di un quadro comune di diritto internazionale e regole condivise”.
Sullo sfondo si intravede sia il pantano della Russia in Ucraina e sia il pantano degli Stati Uniti in Iran, e perciò Guterres fa notare che le superpotenze mondiali stanno scoprendo che “il loro potere non è poi così &#039;super&#039;. Che il loro potere ha dei limiti”.
“La supremazia del diritto internazionale. La difesa della dignità umana. E la ricerca della giustizia in tutte le sue dimensioni” li ha evocati con fermezza.
“Agiremo per garantire che il potere sia governato dalla legge o dalla forza? Dalla cooperazione o dalla coercizione?”.
Ha denunciato la guerra in Iran e i conflitti in Medio Oriente; l&#039;assalto di Israele ai palestinesi a Gaza “con una scala di uccisioni e distruzioni diversa da qualsiasi cosa io abbia visto in tutti i miei anni da Segretario Generale”; “la violenza, gli sfollamenti e l&#039;espansione degli insediamenti da parte di Israele nella Cisgiordania occupata”; l&#039;invasione su vasta scala dell&#039;Ucraina da parte della Russia in violazione della Carta dell&#039;ONU; la guerra contro i civili in Sudan, con milioni di sfollati; e l&#039;escalation della violenza in Myanmar.
Ha concluso che “L&#039;uguaglianza non è un sogno, è una decisione”.
“La sfida che abbiamo di fronte a noi è se il potere sarà esercitato attraverso la legge - o al di là di essa”.
“Di fronte a una catastrofe globale più di 80 anni fa, le Nazioni Unite sono state create come un atto di sfida. La sfida di persone che si rifiutano di consegnare il futuro alla paura. La sfida contro l&#039;idea perdente che la forza crei il diritto. La sfida di paesi che sanno che i nostri destini sono legati a doppio filo. La sfida della speranza”.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Marco Sini<br />
1 h SU FB<br />
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TRUMP/GUTERRES: Una differenza abissale!<br />
Lo hanno fatto altri e sento il dovere di farlo anch’io.<br />
Riporto i passaggi fondamentali del discorso del Segretario Generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres all’Assemblea Plenaria dell’ONU per marcare la profonda differenza di toni e di contenuti rispetto al discorso pronunciato ieri da Trump.<br />
Lo riporto perché profondamente alternativo rispetto al discorso guerrafondaio, infarcito di bullismo narcisista, suprematista e trasgressivo del diritto internazionale, e anche molto patetico e di infantile autoesaltazione personale e nazionale, pronunciato da Donald Trump all&#8217;ONU.<br />
Guterres ha svolto un intervento da vero statista universale in un&#8217;era piena di tante guerre, grandi e note ma anche sconosciute e ignorate, e di grandi criticità (cambiamenti climatici, fame, migrazioni) che mettono in sofferenza l&#8217;intera umanità.<br />
Il Segretario Generale Guterres, ha chiesto esplicitamente agli stati del mondo di avere una visione diversa da quella regressiva e da giungla, dove vince il più forte e non la ragione, prospettata da Trump.<br />
Guterres ha detto che “Stiamo assistendo a uno straordinario trasferimento di potere dai governi a un pugno di corporazioni e individui privati”, il cui “raggio d&#8217;azione si estende ormai alla politica, all&#8217;economia, ai flussi informativi, allo sviluppo tecnologico e allo spazio civico da cui dipendono le società”.<br />
Ha aggiunto che “Proprio nel momento in cui l&#8217;umanità si trova ad affrontare una convergenza di minacce senza precedenti, i nostri meccanismi di azione collettiva sono sottoposti a una pressione crescente”.<br />
Ancora “Ci sono due strade davanti a noi. O il mondo si frammenterà nel «’transazionalismo»’, con “tensioni crescenti e una sempre più profonda sfiducia, mercati fratturati e istituzioni indebolite, sempre meno cooperazione e calcoli a somma zero, oppure si muoverà verso una ‘multipolarità di rete’, un mondo basato sull&#8217;interdipendenza &#8211; e sostenuto da una fitta rete di connessioni economiche, politiche, sociali e tecnologiche. Un mondo in cui molteplici centri di influenza coesistono all&#8217;interno di un quadro comune di diritto internazionale e regole condivise”.<br />
Sullo sfondo si intravede sia il pantano della Russia in Ucraina e sia il pantano degli Stati Uniti in Iran, e perciò Guterres fa notare che le superpotenze mondiali stanno scoprendo che “il loro potere non è poi così &#8216;super&#8217;. Che il loro potere ha dei limiti”.<br />
“La supremazia del diritto internazionale. La difesa della dignità umana. E la ricerca della giustizia in tutte le sue dimensioni” li ha evocati con fermezza.<br />
“Agiremo per garantire che il potere sia governato dalla legge o dalla forza? Dalla cooperazione o dalla coercizione?”.<br />
Ha denunciato la guerra in Iran e i conflitti in Medio Oriente; l&#8217;assalto di Israele ai palestinesi a Gaza “con una scala di uccisioni e distruzioni diversa da qualsiasi cosa io abbia visto in tutti i miei anni da Segretario Generale”; “la violenza, gli sfollamenti e l&#8217;espansione degli insediamenti da parte di Israele nella Cisgiordania occupata”; l&#8217;invasione su vasta scala dell&#8217;Ucraina da parte della Russia in violazione della Carta dell&#8217;ONU; la guerra contro i civili in Sudan, con milioni di sfollati; e l&#8217;escalation della violenza in Myanmar.<br />
Ha concluso che “L&#8217;uguaglianza non è un sogno, è una decisione”.<br />
“La sfida che abbiamo di fronte a noi è se il potere sarà esercitato attraverso la legge &#8211; o al di là di essa”.<br />
“Di fronte a una catastrofe globale più di 80 anni fa, le Nazioni Unite sono state create come un atto di sfida. La sfida di persone che si rifiutano di consegnare il futuro alla paura. La sfida contro l&#8217;idea perdente che la forza crei il diritto. La sfida di paesi che sanno che i nostri destini sono legati a doppio filo. La sfida della speranza”.</p>
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