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	<title>Aladin Pensiero &#187; Giacomo Leopardi</title>
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	<description>Pensiero e rappresentazioni</description>
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		<title></title>
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		<pubDate>Fri, 06 Dec 2013 19:49:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Giacomo Leopardi]]></category>

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		<description><![CDATA[CITAZIONE DELLA SERA L&#8217;abuso e la disubbedienza alla legge, non si può impedire con nessuna legge. (Giacomo Leopardi)]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.aladinpensiero.it/wp-content/uploads/2013/12/Giacomo-Leopardi.jpg"><img src="http://www.aladinpensiero.it/wp-content/uploads/2013/12/Giacomo-Leopardi.jpg" alt="Giacomo Leopardi" width="108"  class="alignleft size-full wp-image-18507" /></a><a href="http://www.aladinpensiero.it/wp-content/uploads/2013/12/GLI-OCCHIALI-DI-PIERO1-150x1501413.jpg"><img src="http://www.aladinpensiero.it/wp-content/uploads/2013/12/GLI-OCCHIALI-DI-PIERO1-150x1501413.jpg" alt="GLI-OCCHIALI-DI-PIERO1-150x1501413" width="50" height="53" class="alignright size-full wp-image-18450" /></a><strong>CITAZIONE DELLA SERA</strong><br />
L&#8217;abuso e la disubbedienza alla legge,<br />
non si può impedire con nessuna legge.<br />
<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Giacomo_Leopardi">(Giacomo Leopardi)</a></p>
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		<title>Gli OCCHIALI di PIERO</title>
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		<pubDate>Sat, 29 Jun 2013 06:22:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Giacomo Leopardi]]></category>

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		<description><![CDATA[GIACOMO LEOPARDI Leopardi, tra i massimi della poesia in lingua italiana, lo conosciamo tutti (o tutti dovremmo conoscerlo). Tutti conosciamo, più o meno, le sue poesie. Si conosce meno invece il pensiero democratico di questo aristocratico, figlio di un conte. Nato a Recanati il 29 giugno 1798, morì a Napoli il 14 giugno 1837, non]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.aladinpensiero.it/wp-content/uploads/2013/06/Leopardi-per-aladin.jpg"><img src="http://www.aladinpensiero.it/wp-content/uploads/2013/06/Leopardi-per-aladin-287x300.jpg" alt="Leopardi per aladin" width="287" height="300" class="alignright size-medium wp-image-28221" /></a><strong>GIACOMO LEOPARDI</strong></p>
<p class="none">Leopardi, tra i massimi della poesia in lingua italiana, lo conosciamo tutti (o tutti dovremmo conoscerlo). Tutti conosciamo, più o meno, le sue poesie.<br />
Si conosce meno invece il pensiero democratico di questo aristocratico, figlio di un conte. Nato a Recanati il 29 giugno 1798, morì a Napoli il 14 giugno 1837, non aveva ancora 39 anni. Per esempio così scriveva:<br />
&#8220;Osservate come l&#8217;eloquenza vera non abbia fiorito mai se non quando ha avuto il popolo come uditore. Intendo un popolo padrone di sè, e non servo, un popolo vivo e non un popolo morto (&#8230;) appena le repubbliche e la libertà si sono spente, le assemblee, le società, i tribunali, le corti, non hanno mai sentito la vera eloquenza, non essendo uditorii capaci di suscitarla. E questo probabilmente è uno dei motivi per cui la repubblica di Venezia non ha avuto mai eloquenza, perch&#8217;era una repubblica aristocratica e non democratica&#8221;.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Giacomo Leopardi. Pessimismo cosmico</title>
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		<pubDate>Tue, 22 May 2012 12:34:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Giacomo Leopardi]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160; Giacomo Leopardi &#8211; Canti (XIX secolo) XXVIII A se stesso Or poserai per sempre, stanco mio cor. Perì l’inganno estremo, Ch’eterno io mi credei. Perì. Ben sento, In noi di cari inganni, Non che la speme, il desiderio è spento. Posa per sempre. Assai Palpitasti. Non val cosa nessuna I moti tuoi, né di]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p><em>Giacomo Leopardi &#8211; Canti (XIX secolo)<br />
XXVIII</em><br />
<strong>A se stesso</strong></p>
<p>Or poserai per sempre,<br />
stanco mio cor. Perì l’inganno estremo,<br />
Ch’eterno io mi credei. Perì. Ben sento,<br />
In noi di cari inganni,<br />
Non che la speme, il desiderio è spento.<br />
Posa per sempre. Assai<br />
Palpitasti. Non val cosa nessuna<br />
I moti tuoi, né di sospiri è degna<br />
La terra. Amaro e noia<br />
La vita, altro mai nulla; e fango è il mondo.<br />
T’acqueta omai. Dispera<br />
L’ultima volta. Al gener nostro il fato<br />
Non donò che il morire. Omai disprezza<br />
Te, la natura, il brutto<br />
Poter che, ascoso, a comun danno impera,<br />
E l’infinita vanità del tutto.</p>
<table style="width: 700px;" border="1" bgcolor="#FFCC33">
<tbody>
<tr>
<td><span id="more-2408"></span></p>
<p align="justify">
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p><span style="font-size: 12px;">Ora, o mio cuore stanco, riposerai (&#8220;poserai&#8221;) per sempre. Svanì (&#8220;perì&#8221;) l&#8217;ultima illusione (&#8220;inganno estremo&#8221;) che avevo creduto eterna (&#8220;ch&#8217;eterno io mi credei&#8221;). Svanì (&#8220;perì&#8221;). Sento profondamente (&#8220;ben sento&#8221;) che in me e in te (&#8220;in noi&#8221;) non solo la speranza ma anche il desiderio di care illusioni (&#8220;cari inganni&#8221;) è spento. Riposa (&#8220;posa&#8221;) per sempre. Troppo hai sofferto (&#8220;assai palpitasti&#8221;). Non c&#8217;è nessuna cosa che valga (&#8220;non val cosa nessuna&#8221;) i tuoi palpiti (&#8220;moti&#8221;), né il mondo è degno dei [tuoi] sospiri. La vita non è altro che amarezza (&#8220;amaro&#8221;) e noia; e spregevole (&#8220;fango&#8221;) è il mondo. Calmati (&#8220;t&#8217;acqueta&#8221;) ormai. Rinuncia definitivamente ad ogni speranza (&#8220;dispera l&#8217;ultima volta&#8221;). Agli uomini il destino donò solo la morte. Ormai [o mio cuore] disprezza te stesso, la natura, il potere perverso (&#8220;brutto&#8221;) che domina occultamente a danno di tutto &#8220;a comun danno imper&#8221;) e l&#8217;infinita vanità dell&#8217;universo (&#8220;tutto&#8221;).</span></p>
<p><span style="font-size: 12px;">v. 1 Riposerai (&#8220;poserai&#8221;): posa è più forte; rende meglio l&#8217;idea dell&#8217;abbandono ed è anche più freddo, impersonale: anche un oggetto si può posare.</span><br />
<span style="font-size: 12px;">v. 2 Svanì (&#8220;perì&#8221;): perire è più forte; è un verbo che solitamente si usa per gli uomini, per cui la morte di questa illusione provoca dolore come la morte di una persona.</span><br />
<span style="font-size: 12px;">v. 2 Illusione (&#8220;inganno&#8221;): è tipico del linguaggio leopardiano (cfr. <em>Il Risorgimento</em>, strofa 14, vv 5-6: &#8220;Proprii mi diede i palpiti, / natura, e i dolci inganni&#8221;; e <em>Le Ricordanze</em>, strofa 4, vv 1-2: &#8220;O speranze, speranze; ameni inganni / della mia prima età&#8221;.)</span><br />
<span style="font-size: 12px;">v. 3 Che avevo creduto eterna (&#8220;ch&#8217;eterno io mi credei&#8221;): qui credo sia possibile una duplice lettura. Se al &#8220;mi&#8221; si attribuisce un valore pleonastico (come accade nelle <em>Ricordanze</em>, vv 22-23: &#8220;che varcare un giorno / io mi pensava&#8221;) è chiaramente il poeta che reputa l&#8217;inganno eterno (&#8220;ch&#8217;eterno io credei&#8221;). Ma lasciando al &#8220;mi&#8221; il suo significato la lettura diventa &#8220;ch&#8217;eterno io mi credei&#8221;, cioè è il poeta stesso a creder-si eterno. In realtà questa seconda interpretazione è strettamente legata alla prima nel senso che l&#8217;io del poeta si identifica con la propria illusione.</span><br />
<span style="font-size: 12px;">vv. 6-7 Troppo hai sofferto (&#8220;assai palpitasti&#8221;): si poteva anche intendere più letteralmente &#8220;troppo battesti&#8221;, cioè &#8221; hai vissuto a lungo&#8221;, ma nel contesto è chiaro il riferimento al dolore.</span><br />
<span style="font-size: 12px;">v. 10 Spregevole (&#8220;fango&#8221;): fango ha un valore più forte perchè non è un pensiero, ma un&#8217;immagine molto concreta.</span><br />
<span style="font-size: 12px;">vv. 11-12 Rinuncia definitivamente ad ogni speranza (&#8220;dispera l&#8217;ultima volta&#8221;): disperare va inteso nel senso letterale &#8220;di-sperare&#8221;, cioè perdere, abbandonare la speranza. L&#8217;ultima volta, cioè definitivamente.</span><br />
<span style="font-size: 12px;">v. 14 Perverso (&#8220;brutto&#8221;): brutto è più forte perché rimanda ad un&#8217;immagine, a qualcosa di spaventoso.</span><br />
<span style="font-size: 12px;">v. 16 Universo (&#8220;tutto&#8221;): universo è riduttivo, perché il poeta non si riferisce solo a qualcosa di materiale, ma proprio a tutto (&#8220;illusioni, speranze&#8221;).</span></p>
<p><span style="font-size: 12px;"><strong>NOTA</strong> - <strong>Commento di Rena De Bellis.</strong></span></p>
<p><a href="http://www.aladinpensiero.it/wp-content/uploads/2012/05/Leopardi000200.png"><img class="alignleft size-full wp-image-2412" title="Leopardi000200" src="http://www.aladinpensiero.it/wp-content/uploads/2012/05/Leopardi000200.png" alt="" width="200" height="133" /></a></p>
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