Addio a Andrea, don Andrea Portas, prete operaio, parroco amato, poeta


Lo ricordiamo con affetto con le parole di un suo grande amico, don Giulio Madeddu (da fb).
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Il Signore ha accolto nella Pasqua eterna don Andrea Portas.
Avrebbe compiuto 84 anni il prossimo 28 novembre.
Don Andrea è stato una figura sacerdotale speciale, fuori dagli schemi, profondamente radicata nella realtà del popolo. Ci teneva a sottolineare di essere stato l’unico “prete lavoratore” della Sardegna ad aver compiuto per intero il percorso lavorativo fino al pensionamento. Dal 1970 al 2002 ha infatti scelto di vivere anche come prete operaio, condividendo le fatiche e le speranze del mondo del lavoro. Operò in una fabbrica, fu operatore portuale e infine impiegato presso gli allora Telefoni di Stato.
Accanto a questo cammino, non mancarono mai gli impegni pastorali. Don Andrea fu vicario presso la parrocchia di Sant’Eusebio a Cagliari tra il 1969 e il 1970, e successivamente vicario nella parrocchia di Sant’Elia, sempre a Cagliari, dal 1970 al 1975. Già in quegli anni emergevano con chiarezza la sua attenzione agli ultimi e il desiderio di un ministero incarnato nella vita quotidiana, vicino alla gente.
Dal 1981 al 2002 visse presso la Comunità di San Rocco, nel quartiere Villanova di Cagliari, animando e accompagnando quanti aderivano a questo progetto, nato anche per iniziativa di don Efisio Spettu.
Terminata l’esperienza di prete operaio, dal 2002 al 2018 si rimise pienamente in gioco nella pastorale parrocchiale, diventando guida della parrocchia Beata Vergine Immacolata ad Armungia. Anche lì lasciò un segno profondo, grazie al suo stile sobrio, al suo ascolto paziente e alla sua fede autentica.
Dopo gli anni trascorsi nel Gerrei, mise la sua esperienza a disposizione del suo fraterno amico, don Gianfranco Falchi, collaborando nella parrocchia di San Giovanni Evangelista a Quartu.
Personalmente, mi legano a lui le origini quartesi e anche un lontano legame di parentela, poiché suo padre era cugino in primo grado di mia nonna paterna. Negli anni del mio servizio regionale e diocesano per la Pastorale sociale e del lavoro, ho avuto modo di incontrarlo e conversare più volte con lui sulla sua esperienza di prete lavoratore, in particolare sul modo in cui l’aveva vissuta e interpretata alla luce di tempi complessi e carichi di tensioni come furono gli anni Settanta e Ottanta.
Era un uomo con una visione particolare, portatore di sensibilità ed esperienze forse poco valorizzate nella vita ecclesiale. La sua solida formazione intellettuale traspariva nei suoi pensieri e nelle sue parole. Nemmeno il suo linguaggio – a volte un po’ scanzonato – riusciva a nascondere la profondità della sua cultura e della sua umanità. Scelse anche di esprimersi attraverso la poesia, lasciando una traccia scritta del suo sentire e del suo cammino.
Grazie, Andrea, per la tua testimonianza forse talvolta un po’ ruvida, ma certamente autentica e genuina, più di molte altre – compresa la mia – nel nostro comune cammino di presbiteri.
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Le esequie saranno celebrate domani, mercoledì 30 luglio, presso la parrocchia di Sant’Antonio in Quartu Sant’Elena alle 16.
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Nella foto don Andrea con don Giulio Madeddu (da pag fb)
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