Riapre la Chiesa di San Giuseppe a Stampace come auspicio di risveglio del Quartiere e dono all’intera Città e oltre.
Riapre al culto e ad iniziative culturali e incontri comunitari la Chiesa di San Giuseppe a Stampace, inaugurata il 1° agosto 1937, totalmente finanziata dal Comm. Giovanni Sola*
Con la messa presieduta dall’Arcivescovo Giuseppe Baturi, giovedì 27 novembre 2025, alle 18.30, riapre al culto e ai pertinenti usi culturali la Chiesa di San Giuseppe a Stampace (in via San Giorgio 8).
Dopo un lungo periodo di chiusura, coinciso con l’abbandono delle Suore FdC, interrotti da periodi alterni in cui la chiesa venne officiata da padri vincenziani, la riapertura segna la conclusione dei lavori di restauro, finanziati dalla Regione Autonoma della Sardegna, fortemente voluta dall’Associazione Giuseppe Toniolo di Sant’Anna e dalla Congregazione Artieri della Chiesa di San Michele.
UN PO’ DI STORIA
Come già detto, gli ex ragazzi della “Toniolo” della parrocchia S.Anna, associazione di antichi natali (1919) in auge soprattutto negli anni 50-60, in collaborazione con i confratelli della Congregazione Artieri della chiesa di San Michele, si sono battuti da alcuni anni per la riapertura al culto della chiesa, situata all’interno del complesso dell’omonimo storico ex asilo, nella via San Giorgio. La struttura è di proprietà della Fondazione istituti riuniti di ricovero minorile (IRRM) che nel 2024 ha rinnovato gli organi di gestione. Il nuovo presidente, dott. Franco Manca, ha condiviso le richieste delle associazioni di quartiere, e si è impegnato a reperire i fondi necessari per i lavori di restauro e ricupero dell’edificio, trovando accoglimento nella Regione Autonoma della Sardegna, che ha finanziato il restauro. Intanto un po’ di storia: la chiesa di San Giuseppe fu eretta nel 1937, totalmente finanziata dal comm. Giovanni Sola, primo presidente degli Istituti Riuniti di Ricovero minorile, in virtù dei decreti regi di riforma a far data dal 1 marzo 1928. Il comm. Giovanni Sola (1882-1954), cattolicissimo e generoso benefattore delle organizzazioni benefiche, aveva dedicato la chiesa al primogenito Carlo, laureato in medicina con lode, reclutato dall’Esercito come sottotenente medico, morto all’età di 24 anni a Pordenone per un male incurabile. Giovanni Sola morì suicida nel 1954, a 72 anni, dopo la morte della moglie Gisella Arnaudo (1884-1952), oppresso da un terribile esaurimento, lasciando nel dolore le due figlie, generi, nipoti e familiari tutti, le maestranze delle sue imprese e un vuoto incolmabile negli istituti di beneficienza che aiutava con smisurata generosità. Giovanni Sola è stato un illustre cittadino cagliaritano, ingiustamente dimenticato, che meriterebbe ben altri riconoscimenti di qualche lapide che ne ricorda la munificenza: per esempio l’intitolazione di una strada o di una piazzetta o di qualche edificio pubblico dedicato ai meno abbienti. E, ancor più, sarebbe meritoria una ricerca storica sulla sua figura e sulle sue opere che dovrebbe impegnare la Fondazione IRRM, il Comune di Cagliari, l’Università di Cagliari [al riguardo vedesi l’istanza presentata al Comune dall’Associazione Toniolo].
IL PROGRAMMA DELL’EVENTO
La giornata si aprirà con la Santa Messa presieduta dall’arcivescovo di Cagliari monsignor Giuseppe Baturi seguita dai saluti del presidente della Fondazione IRRM (Fondazione Istituti Riuniti Minori), Franco Manca. Alle 19.30 è previsto un concerto di musica classica del gruppo Affabre, mentre alle 20.15 si terrà un momento conviviale comunitario curato da Lavoro Insieme – Terre Ritrovate.
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* Immagine tratta da una foto d’epoca e restaurata con l’IA [realizzata gratuitamente dal grafico Roberto Meloni, su richiesta dell'Associazione Giuseppe Toniolo di Sant'Anna, Stampace, Cagliari]






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