DIBATTITO

Antonio Dessì 28/11/2025 su fb
Non ho aderito al PD e ormai, dopo quasi vent’anni dall’ultima esperienza attiva, non avverto come indispensabile, per me, aderire ad alcun partito.
Ma come ho scritto altre volte, le vicende del maggior partito democratico-progressista italiano non mi sono indifferenti.
Poi, certo, sul piano sardo, la valutazione va calibrata non solo sulla coerenza con quelle vicende, quanto piuttosto sulla concretezza di assetti e di comportamenti, più ancora sull’adeguatezza, non solo del PD sardo, rispetto alle nostre specificità e specialità storiche e contemporanee. Ma questo è un altro aspetto della complessità delle questioni politiche che ci troviamo, ciascuno di noi, ad affrontare.
Elly Schlein comunque ha riportato il PD al centro di ogni ipotesi di coalizione italiana alternativa alla destra. Quando ha vinto le primarie “aperte” per la Segreteria, aveva più consenso esterno di quanto ne avesse all’interno. Ancora oggi non è del tutto certo se il suo consenso nella rete interna dei gruppi dirigenti sia solido.
A me pare che sarebbe preferibile, piuttosto che vivere una vita interna di diffidenze componentizie, una dinamica di concorso plurale nella definizione di una linea programmatica da offrire al grande elettorato. E ovviamente tale da orientare anche il programma e l’immagine della coalizione che intende competere per un’alternativa di governo.
Leggo oggi questa intervista a Pier Luigi Bersani, le cui argomentazioni mi sembrano lineari e ragionevoli. Un ragionamento di contenuti e di metodo utile per un comune denominatore non al ribasso, ma proiettato in avanti.
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