Oggi domenica 4 dicembre 2026 – Venuezuela

img_7183 Antonio Dessì su fb.
Oggi la prevedibile fiera delle banalità dei putinisti, sulla falsariga di Marco Travaglio.
L’impressione è quella del “chiodo fisso”: come la Palestina faceva gioco per denunciare il “doppiopesismo” europeo, ma in fondo gliene fregava poco ed è rapidamente scomparsa dai loro radar dopo il “via libera” del Consiglio di sicurezza ONU al Piano Trump, grazie all’astensione di Russia e Cina, oggi il Venezuela diventa il nuovo pretesto per dire “E adesso, come la mettiamo con la questione dell’aggredito e dell’aggressore? Perchè la UE non sanziona gli USA?”.
Sono penose coglionerie, “gnè gne” di chi aveva accolto Trump come l’atteso risolutore della crisi ucraina a danno dell’Ucraina, ma a favore di Putin. Da putinisti-leninisti (peccato che Putin odi Lenin) a trumpisti-leninisti, per la nota proprietà transitiva, il passo sembrava a portata di mano.
Non è andata così.
Di simile Putin e Trump hanno l’ideologia antidemocratica e un orizzonte di “Nuovo Ordine Mondiale” in cui comanda chi ha il bastone più grosso. Di diverso c’è che Trump per disponibilità di mezzi (e al momento per una discreta dose di fortuna) il bastone lo sta usando con più efficacia e che le sue “operazioni militari speciali” (pirata anche di concetti altrui) non si sono rivelate disastrose come quella russa in Ucraina.
“E l’Europa eccetera eccetera”? Ma perché, a voi risulta che Cina e Russia stiano decidendo di sanzionare gli USA? O non vi pare che la Cina stia attentamente cercando di scansare ogni reale inasprimento delle relazioni con gli USA e che la Federazione Russa stia confidando ancora nel sostegno di Trump per costringere Kiev ad arrendersi?
Certo, l’Europa ancora una volta si trova come il vaso di coccio preso tra vasi di ferro.
E il fatto resta che il vaso più contundente ora sia il tradizionale alleato statunitense.
Sorpresa, ma fino a un certo punto.
All’Europa sono ostilissimi USA, Russia e Cina quasi in egual misura.
E le reazioni europee al colpo di mano in Venezuela rivelano un’Europa, più che timida, letteralmente spaventata.
Flebile il richiamo all’osservanza del diritto internazionale di Ursula Von der Leyen (ma ormai di cosa stiamo parlando?), significativa la posizione di Giorgia Meloni, che addirittura dichiara “legittimo” il blitz statunitense (ha mangiato la foglia, casomai non avesse già di suo una certa inclinazione: del resto analisti geopolitici insospettabili di melonismo non da oggi invitavano al realismo e suggerivano di mettersi dalla parte ineluttabilmente americana del “Nuovo Ordine” in gestazione).
Oggi, appunto, sembra la giornata delle stupidaggini.
Certo, quello che si può dire è “Che mai come oggi avremmo bisogno di Europa, mai come oggi questa Europa non c’è”.
Magra consolazione.
Ma almeno spassionatamente lucida.
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Oggi anche giornata di interrogativi più specifici.
Certo che qualcosa di anomalo in questa operazione speciale c’è.
Ogni sequestro ha necessità quantomeno di basisti, di piante topografiche, di conoscenza delle misure di sicurezza, di certezza dello stato dei luoghi.
E piombare su una Capitale con uno squadrone di elicotteri pesanti, acchiappare un Capo di Stato insieme a sua moglie nella camera da letto di una residenza ufficiale protetta, per portarli via entrambi quasi senza colpo ferire, non è un fatto ordinario.
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