Venezuela

L’aggressione nordamericana al Venezuela, culminata nel rapimento del presidente Nicolás Maduro, segna in modo inequivocabile la fine dell’ordine internazionale nato dai solenni “mai più” pronunciati, dopo la tragedia della seconda guerra mondiale, con la Carta delle Nazioni Unite del 1945, la Dichiarazione universale dei diritti umani del 1948 e i Patti internazionali sui diritti civili del 1966.
Questa azione di pirateria internazionale, indegna di quella che veniva impropriamente chiamata la più grande democrazia del mondo, è un colpo micidiale al diritto, ai diritti e alla democrazia e segna il crollo del diritto internazionale e del multilateralismo.
I commenti e i dibattiti che su questo intervento si svolgono sulla nostra televisione risultano, per lo più, desolanti.
Sia chi plaude, sia chi denuncia, condanna, si indigna e invoca mobilitazione, lotta e resistenza, restano ancorati all’esistente, prigionieri di un “realismo volgare” che si traduce nella mancanza di alternative.
Indignazione, denuncia e lotta non bastano, se non riescono a dar vita a una visione e a una pratica politica alternativa.
E questa alternativa esiste. È il costituzionalismo globale: unica strada in grado di scongiurare nuove catastrofi globali e di dar vita a una Federazione della Terra basata su una Costituzione rigida e garantista, frutto di una rifondazione costituzionale delle Nazioni Unite.
Un’alternativa difficile, certamente improbabile, ma non per questo impossibile, promossa da “Costituente Terra” in Italia, in Europa, in gran parte dell’America centro-meridionale e in molte altre aree del mondo.
E’ la sola alternativa realistica alla legge del più forte e alla sudditanza dell’intera umanità alla violenza delle armi, alla politica degli affari e agli interessi di pochi padroni del mondo.
Per questo Costituente Terra propone la mobilitazione a suo sostegno di tutte le forze dell’associazionismo sociale, civile, politico e democratico.
Esecutivo Costituente Terra






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