In ricordo di Lulli Castaldi

b656765d-2ddc-45a4-9835-ae19a0b1581a
Amor la mosse
(In ricordo di Lulli Castaldi)

La morte ha cancellato il sorriso
della compagna già morta, tempo prima,
quando addentratasi nel banco di nebbia
l’uscita, più, non ritrovò.

Foglie ingiallite, meditabonde, oscillano nel vuoto, prima di restituirsi alla terra che le ha germogliate. Più non ritorna il bel tempo, più non si avvicendano le stagioni. I tempi
dell’autunno – la sola stagione che ci è concessa – conservano con discrezione, tuttavia, i sentori delle primavere che abbiamo attraversato, perché intensamente abbiamo vissuto e, qualche volta, persino eroi ci siamo sentiti.
Eroi di speranze gridate, e poi taciute, al cospetto di moltitudini che non capirebbero la processione, di pianti e di sorrisi, che abbiamo cantato nelle strade del mondo, nella buona e nella cattiva sorte.
Una delle cose belle che la vita mi ha regalato – e immagino abbia regalato a molti di quanti abbiamo percorso, insieme, tratti della stessa strada – è quella di aver incontrato, durante il percorso, tante belle persone. Aiuta a preparare il commiato.
Lulli è stata una di quelle belle, straordinarie, persone che ho, che abbiamo avuto la fortuna di conoscere, che ci ha accompagnato, chi più chi meno, in momenti importanti, talvolta persino esaltanti, della nostra esperienza.
Come tutti noi, aveva, anche lei anche qualche difetto. Per la verità, per quanto io ricordi, uno solo: la loquacità.
Uno solo difetto – che le ho sempre perdonato, come lei ha perdonato i miei – perché dovuta al bisogno di compensare un’esperienza infantile che l’ha costretta a vivere
momenti di solitudine, di assenza di compagnia; per altro verso, quella sua indomabile esigenza di comunicazione era espressione di generosità.
Lulli, non lo si dimentichi, si è formata all’interno di un ambiente ecclesiale tradizionalista, a volte bigotto, ha imparato a pregare in latino, ha cantato, inconsapevole, i canti del Dio imperatore; ha percorso la sua prima esperienza all’interno di un
associazionismo cattolico preoccupato di tener separati i maschi dalle femmine, impegnato nella battaglia contro il comunismo, collaterale alla Democrazia Cristiana.
Quel clima, profondamente respirato anche in ambiente familiare, non le ha impedito di accogliere, col cuore aperto, il messaggio di cambiamento simbolicamente rappresentato, per molti di noi, dall’affacciarsi sulla Piazza San Pietro di un papa di nome Giovanni.
Le prime parole di quel papa hanno annunciato che, dopo secoli di Concilio tridentino, nella Chiesa stava per aprirsi una fase di straordinarie trasformazioni. E infatti, poco dopo, è arrivato il Concilio Vaticano II. E quella trasformazione, a sua volta, avrebbe contribuito all’esplosione di una impetuosa rivoluzione sociale.
Lulli si è trovata lì, in quel momento, già profondamente impegnata nella formazione religiosa delle ragazze; al primo refolo, ha esposto la sua vela al vento nuovo.
Ed è lì, pochi anni dopo, in quella esaltante fase storica, che l’abbiamo incontrata, quando giovani in ricerca, provenienti da differenti esperienze, per lo più religiose, siamo confluiti nella via San Lucifero.
Lulli era lì, pronta ad accompagnarci, in prima linea; straordinariamente aperta ai segni dei tempi, al nuovo che avanzava, e allo stesso tempo vigile sulle dinamiche, nuove
e sconosciute, di quelle praterie.
Credo che a spingerla a gettarsi nelle lotte di liberazione che, in quegli anni, si diffondevano soprattutto tra i giovani e che abbattevano, con incredibile velocità, i recinti nei quali eravamo stati rinchiusi per tempo, sia stato l’amore. Sì, credo che “amor la mosse”.
È stato un crescendo di impegno in tutti i campi: nella scuola, in primo luogo, e poi ancora nella Chiesa, accompagnando e diffondendo le lotte esemplari di tanti profeti che, in quegli anni, riscoprivano e testimoniavano, in tutto il mondo, i valori concreti del vangelo, sia con la preghiera che con la lotta, a volte a prezzo di emarginazione e di isolamento da parte di un clericalismo arroccato nella difesa di antichi privilegi.
È stato l’amore a spingerla nei difficili sentieri della politica, a partecipare alle lotte sociali e a farle abbracciare, con passione e competenza, la causa della più grande rivoluzione che il sessantotto abbia prodotto: la rivoluzione femminista.
Durante i primi anni di quel suo impegno sociale, ha incontrato Mariano, proveniente da un’altra esperienza di cattolicesimo, quello della borghesia, che il suo Cristo se lo era andato a cercare nelle periferie più degradate e malfamate della città. Né è nata una delle coppie più belle del mondo. Coppia improbabile, perché lei non ha mai smesso di ubbidire all’imperativo categorico che le comandava impegno militante, di studio e di azione, che non consentiva ozi ed esigeva serietà; lui che, invece, non disdegnava il faceto, più incline ad un’arguzia dissacrante che consentiva di combinare la militanza con i bioritmi. Insomma, non condividevano lo stesso lo stesso senso dell’ironia. Improbabile, ma perfetta.
Non so, per ciò che conta, se la denominazione più giusta sia “Mariano e Lulli”, oppure “Lulli e Mariano”, e neppure quale dei due si sia preso cura dell’altro, o dell’altra, con maggior premura e amorevolezza. Certo è che la loro casa è diventata, per lungo tempo, un centro di accoglienza, di convivialità, di riflessione politica e culturale, un laboratorio di idee.
Poi Lulli è andata via.

Gianni Loy
31 gennaio 2026
——————————————–——-
*********************
Addio Lulli
La morte non è niente
Sono solamente passato dall’altra parte: è come fossi nascosto nella stanza accanto.
Io sono sempre io e tu sei sempre tu.
Quello che eravamo prima l’uno per l’altro lo siamo ancora.
Chiamami con il nome che mi hai sempre dato, che ti è familiare;
parlami nello stesso modo affettuoso che hai sempre usato.
Non cambiare tono di voce, non assumere un’aria solenne o triste.
Continua a ridere di quello che ci faceva ridere,
di quelle piccole cose che tanto ci piacevano quando eravamo insieme.
Prega, sorridi, pensami! Il mio nome sia sempre la parola familiare di prima:
pronuncialo senza la minima traccia d’ombra o di tristezza.
La nostra vita conserva tutto il significato che ha sempre avuto:
è la stessa di prima, c’è una continuità che non si spezza.
Perché dovrei essere fuori dai tuoi pensieri e dalla tua mente,
solo perché sono fuori dalla tua vista?
Non sono lontano, sono dall’altra parte, proprio dietro l’angolo.
Rassicurati, va tutto bene.
Ritroverai il mio cuore, ne ritroverai la tenerezza purificata.
Asciuga le tue lacrime e non piangere, se mi ami: il tuo sorriso è la mia pace.
———————————–——
Henry Scott Holland
La morte non è niente

—————————
Addio a Lulli Castaldi, esponente della sinistra sarda e della Cgil, cattolica e militante femminista

La sera del 28 gennaio 2026 nella RSA Mons. Virgilio Angioni di Flumini di Quartu è morta Lucia Maria Castaldi, per tutti Lulli.
Nata a Scano Montiferru il 16 ottobre 1943, aveva 82 anni. Da oltre otto anni soffriva della malattia di alzheimer che l’aveva lentamente ma progressivamente privata delle funzioni cognitive, seppur sempre circondata dall’affetto discreto degli amici di sempre, così come voleva e di cui instancabilmente si curava il marito Mariano Girau, fintanto che nove mesi fa è stato colpito da un ictus che lo ha atterrato e tuttora ne rende problematica una ripresa.
Molti amici, e anch’io tra questi, siamo stati sempre vicini a Lulli e Mariano, perché il declino per l’età accelerato dalla malattia non cancella i sentimenti d’amicizia, solidarietà, amore, successi e felici avvenimenti, come pure dolori, sconfitte, lutti, vissuti negli anni della vita in molta o meno parte condivisi. E mentre speriamo nonostante tutto in un qualche miglioramento per Mariano, fintanto che lo consentano la scienza e la credibile possibilità che non prevalga la sofferenza, per Lulli tutto ormai si è consumato. Ma noi vogliamo ricordare Lulli, come donna convintamente cattolica, animata da valori di amore e solidarietà propriamente cristiani che per lei si concretizzavano nell’impegno nell’Azione Cattolica (fu presidente diocesano della Gioventù femminile degli anni 60/70) come nella militanza nella politica e nel sindacato, nei Movimenti femministi, sempre comunque a sinistra. Come dimenticare la Lulli grande affabulatrice, docente di vaglia di ragioneria e tecnica bancaria negli Istituti commerciali. Il padre, avvocato Venturino Castaldi, prestigioso politico, autorevole esponente della Democrazia Cristiana, con la moglie Maria Argiolas, cattolicissimi, le avevano trasmesso insieme con la fede, i valori cristiani che Lulli, diversamente dal padre, declinava nell’impegno a sinistra.
Condoglianze e vicinanza a Mariano, ai fratelli Cocchi e Paolo, alla sorella Chicca, ai nipoti, parenti tutti, alle amiche e agli amici che l’hanno apprezzata e le hanno voluto bene. [fm]

——————————-
In questi giorni in diverse News online sono apparsi articoli per ricordare Lulli. Le elenchiamo: Aladinpensiero, CagliariNews, Casteddu online, CagliariToday, il manifesto sardo. I contenuti degli articoli sono “rimbalzati” nei social, ad esempio fb, Instagram … dove, com’è noto, si possono cliccare i “mi piace” e aggiungere commenti; fino ad oggi abbiamo contato almeno 600 connessioni registrate, incluse su diverse migliaia di letture digitali, a cui devono sommarsi quelli della carta stampata (necrologi di familiari e amici su L’Unione Sarda). Tutto dimostra quanto Lulli fosse conosciuta e stimata. Ne danno specifico conto i tanti post che la ricordano nelle diverse attività da lei svolte: da giovane catechista della Parrocchia di San Giacomo, a prestigiosa docente di Ragioneria e Tecnica bancaria negli Istituti superiori commerciali (Guspini, Senorbì, Cagliari, …); da militante politica nelle file della Sinistra, più volte candidata nelle Liste di Democrazia Proletaria, Democrazia Proletaria Sarda, consigliera circoscrizionale, militante e dirigente della CGIL, militante e leader dei movimenti femministi … si potrebbero raccogliere questi commenti in una pubblicazione. Basterebbero da soli per rivelarci la personalità della nostra Lulli: colta, preparata, appassionata, cattolica praticante, generosa, combattente per la giustizia, sempre dalla parte delle donne, dei giovani, degli ultimi.
—————
Lulli carissima, hai lottato insieme a tanti e in primo luogo con il tuo marito e compagno della vita Mariano Girau, per cieli nuovi e terra nuova, per un mondo migliore, che in questa vita non hai trovato. E neppure noi che siamo ancora vivi troveremo. Per quanti hanno la fede, come la tua, il premio arriva e arriverà. Ma, nei percorsi che insieme abbiamo fatto, come anticipazione abbiamo potuto sperimentare a tratti, cosa significa vivere una dimensione di fraternità e amore, fatta d’impegno, vittorie e sconfitte, sofferenze e lotte senza quartiere. E anche di allegria e divertimento. Ci piace definire tutto ciò una “pratica dell’obbiettivo” verso cui abbiamo indirizzato e vissuto la nostra vita. Per te, per noi che siamo qui e per molti altri, guidati dai valori cristiani del Vangelo, declinati nelle scelte politiche concrete della Sinistra. Per tutto: grazie Lulli!
[rielaborazione dell’intervento fatto a nome degli amici di Lulli, letto e in parte svolto a braccio da Franco Meloni].
————————————–
E’ seguito un intervento del fratello di Lulli, Paolo Castaldi, particolarmente di ringraziamento, in primo luogo al marito di Lulli, Mariano Girau, ai numerosi presenti e a tutti gli operatori della struttura RSA Mons. Angioni: dirigenti, medici, capo sala, infermieri, oss, collaboratori amministrativi e altri. Per ultime, ma solo nell’elencazione, le suore del Buon Pastore operanti nella Struttura. Infine, un grazie speciale al Cappellano don Ausilio Chessa, che quotidianamente ha visitato e confortato Lulli nei giorni della degenza e che ha celebrato le esequie avendo vicino come collaboratore Claudio Castaldi.
——————————————————–

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>