Vespa
Su Bruno Vespa ho scritto e confermo.
Ce lo infliggono in tutte le salse: oltre che con le sue due trasmissioni, “Porta Porta” e “5 minuti”, in importanti occasioni, come la prima della Scala, Elezioni… e così via. In Sardegna poi, pressappoco ogni domenica su L’Unione sarda, firma un editoriale, pieno di banalità con un leitmotiv: dimostrare che la destra fa tutto sommato cose di sinistra, mistificando la realtà. Fa finta di essere al di sopra delle parti, mentre invece tifa sempre e comunque per il governo dei suoi amici. Ho chiesto al direttore e all’editore de l’Unione di evitarci questa pena. Ma purtroppo proseguono, come se a Cagliari, in Sardegna e altrove non ci fossero ottimi opinionisti. Quando appare Vespa o un momento prima io spengo la Tv o cambio canale. Non posso con l’Unione, che per tradizione di famiglia compro ogni giorno: per la cronaca di Cagliari e per i morti. Dovrò rivedere questo mio comportamento nel caso l’Unione prosegua con questo contratto con Vespa. Ma perché l’uomo non si ritira, o venga costretto a farlo (né ha l’età: 81, suonati https://it.wikipedia.org/wiki/Bruno_Vespa) liberandoci dalla pena di cui non abbiamo alcuna necessità? Io insisto con questa supplica, come cittadino che paga il canone Tv, che ha diritto a un decente servizio pubblico. Vada Vespa nelle Tv (pubbliche o private) a parlare come “uomo di destra”, portando legittimamente le sue posizioni “di destra”, senza mascheramenti che ormai sono a tutti palesi. Lui è un Feltri, un Belpietro, un Sallusti… che sappiamo da che parte stanno, lui si ammanta di imparzialità e lo fa subdolamente. A mio parere. [fm]
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Ecco la verità sul rapporto contrattuale di Bruno Vespa con la Rai [elaborazione AI]
Bruno Vespa non è un dipendente della RAI nel senso tradizionale del termine (non è più un giornalista dipendente dal 2001), ma opera come collaboratore esterno attraverso un cosiddetto “contratto da artista”.
Ecco i dettagli principali dell’accordo attuale (aggiornato al 2026):
1. Tipologia di Contratto: “Prestazione Artistica”
Questa formula è fondamentale per superare il tetto massimo di 240.000 € annui previsto per i dipendenti e i dirigenti della Pubblica Amministrazione e della RAI stessa. Definendo la sua prestazione come “artistica” e non puramente giornalistica, il compenso può essere parametrato ai valori di mercato dei conduttori televisivi di punta.
2. Durata e Compenso
Il contratto in vigore è un biennale (con rinnovo recente che copre le stagioni fino al 2027/2028).
• Valore complessivo: Circa 3,3 milioni di euro a biennio.
• Compenso annuo: Circa 1,65 milioni di euro.
• Attività incluse: Questa cifra copre la conduzione e la cura dei suoi programmi principali su Rai 1: il talk show storico Porta a Porta e la striscia quotidiana Cinque Minuti.
3. Extra e Documentari
Oltre al compenso base per le trasmissioni regolari, il rapporto prevede spesso accordi separati per la realizzazione di speciali e documentari storici. Questi progetti sono solitamente pagati “a parte” (il cosiddetto “fuori sacco”), portando il suo introito complessivo annuo a superare potenzialmente i 2 milioni di euro.
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AService Studio
Anche io per tradizione di famiglia compravo., tutti i giorni l’unione Sarda. Ma da un po’ ho smesso e non ne sento la mancanza. Penso che sia l’ unica cosa che possiamo fare. Forza e coraggio.