Mariano Girau e Lully Castaldi
Il Migliore
[Riflessioni al termine della celebrazione religiosa del funerale, 30 aprile 2026, Franco Meloni].
“Mariano era il migliore tra di noi”. Tra di noi chi?
I giovani della Congregazione mariana di San Michele, guidati da padre Maurizio Cravero, che avevano deciso di fare politica nelle fila della Democrazia Cristiana.
“Era bravo, soprattutto aveva capacità politica, che prevedibilmente lo avrebbe portato a una rapida carriera nel partito e nelle Istituzioni, se fosse rimasto con noi nella DC e non ci avesse abbandonato perché innamorato delle idee della Sinistra”.
Me lo disse nel dicembre del 1980 un autorevole consigliere del gruppo democristiano in Consiglio comunale.
Mariano quella scelta “di sinistra” l’aveva maturata da cattolico impegnato nel sociale a favore dei poveri del mondo. Concretamente nel quartiere di Sant’Elia, la dove s’impegnò con tanti amici (Franco Oliverio, Gianmario Selis… per ricordarne qualcuno).
Dall’impegno militante per i poveri e per la Chiesa conciliare, alla politica attiva il passo fu breve.
Se vogliamo fu segnato dall’ingresso, insieme con Franco Oliverio, nella Redazione del periodico Gulp, diretto da Gianni Loy, che delle lotte studentesche e di quelle per il diritto alla casa e a dignitose condizioni di vita nei luoghi di lavoro e nei quartieri, si occupava.
Mariano, dopo questo salto nei nuovi ambienti di lotte sindacali e sociali è rimasto il migliore, segnando purtroppo un progressivo distacco dal mondo ecclesiale, di cui la Chiesa istituzionale porta in certa parte responsabilità.
In quella stagione la sua vita fu segnata da una sconvolgente novità: l’incontro con Lully e lo sbocciare del loro amore. Anche Lully proveniente dal mondo cattolico, dall’Azione cattolica, dove ricopriva la presidenza diocesana della Gioventù femminile e del Movimento Studenti.
Insieme, pur nello stile di vita che prevedeva percorsi differenziati, per Lully il femminismo, l’insegnamento, il sindacato; per Mariano la professione e soprattutto la politica.
Soprattutto la politica
Dopo la rottura con la DC, in sequenza:
- il Movimento Politico dei Lavoratori (MPL) di Livio Labor;
- il Pdup di Silvano Miniati, Pino Ferraris, Vittorio Foa
con la fallita fusione con il Manifesto e la costituzione
di Democrazia Proletaria, con la specificità federalista di Democrazia Proletaria Sarda.
Grandi successi di consenso, coinvolgimento intergenerazionale, di intelligenze in campo, ma ripetuti fallimenti elettorali.
Arrivarono allora i tempi del ripiego nella dimensione privata e dell’abbandono della politica attiva.
Per Mariano la scelta fu nell’attività professionale nell’ambito della Sanità. Mariano che dopo la laurea in giurisprudenza, aveva cominciato dall’impiego nell’INAM, poi, proseguendo, fino ai più alti vertici amministrativi della Regione Sarda, come direttore generale dell’Assessorato alla Sanità.
Tanti anni nei quali Mariano manteneva viva una rete di relazioni, avendo comunque un punto di forza nel ménage coniugale e nell’amore indissolubile con Lully: due persone speciali.
Quando negli anni a noi più vicini Lully fu colpita dalla malattia che progressivamente la rendeva invalida, Mariano ne assunse la cura come assoluta priorità, la missione di marito fedele, rifiutando di isolarsi, viceversa mantenendo Lully, per quanto possibile, nella vita comunitaria, che ci ha coinvolto come amici storici in una pratica di grande famiglia, finché è stato possibile.
Mariano è stato per noi un amico fraterno e un consigliere. Anche di recente, Mariano non voleva saperne di discorsi politici. Ma era informato di tutto, era perfino iscritto a tutte le chat dei nostri variegati gruppi. E quando c’era qualche problema piccolo, che ci riguardava personalmente, o grande o grandissimo, dicevo e dicevamo: chiediamo a Mariano cosa ne pensa. Lui è stato fino alla fine un riferimento assoluto.
Non seguiva più lo sport, troppo occupato in altro. Ieri con Rosellina e Marco abbiamo chiamato il cugino, padre Enrico Deidda, gesuita, che oggi non ha potuto concelebrare perché a Rimini. Non vedeva da molto tempo Mariano, lo ricordava come un bravo giocatore di pallone, insieme nei campi della Congregazione mariana. E lo ricordava come persona dinamica e molto competente. Oggi, ci ha detto: “lo ricorderò nella mia messa”.
Le qualità straordinarie di Mariano, la sua capacità di ironia, le frasi sagaci all’improvviso, la sua generosità… sono state ben riportate nei necrologi di oggi sul quotidiano locale.
E poco fa da Valentina, amica di famiglia e da Giacomo.
Con Mariano e Lully costituivamo un’unica grande famiglia.
E nei giorni nostri il crollo di Mariano quel 17 aprile 2025, alla vigilia di Pasqua e la nostra Pasqua diversa in attesa del possibile miracolo.
Che non è arrivato.
E infine.
La sofferenza di Mariano che ha comportato la sofferenza delle sorelle Marcella e Rosellina, del fratello Marco, come di Pasquale, Rosetta, del nipote Luca… Sempre con la fraterna e competente assistenza sanitaria del cognato Paolo.
E che molti tra di noi hanno condiviso fino alla morte, come dice il poeta, la grande consolatrice.
Abbiamo oggi una convinzione: niente andrà perduto.
L’amore rimane e rimarrà.
Mariano è Lully vivono nei nostri cuori
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AService Studio
Commento di Gianmario Selis
Grazie, che nostalgia di storie, persone ,anni, sogni, che hanno dato un senso alla nostra vita. Mariano è Lully amici straordinari, per sempre.
Un abbraccio.
Gian Mario