A Trump il Premio Nobel che merita (beccati questa!). Sarebbe Alternativo. Che ne pensate?
Proposta per un Premio Nobel Alternativo a Trump
di Roberto Savio
Caro lettore di Other News,
la situazione attuale di generale vassallaggio nei confronti di Trump, un personaggio irrazionale, narcisistico, dichiarato nemico delle leggi, campione dei conflitti di interesse, picconatore della democrazia e dell’etica, fautore di conflitti senza strategie, e diffusore di sue immagini dove incarna il Papa, un Re, Superman ed altri personaggi di fantasia, ripeto, questo vassallaggio mi appare grave, pericoloso ed irrazionale. Che uomini e donne di grande responsabilità ricorrano all’adulazione come protocollo di dialogo mi sembra scandaloso. Anche perché, ad un attento esame nel tempo lungo, Trump ha ottenuto esattamente l’opposto di quello che voleva.
Mi è venuta quindi un’idea molto semplice: attribuire a Trump un Premio Nobel Alternativo, per il suo contributo alla coscienza mondiale sulla Pace, sulla Democrazia e sulla Cooperazione Internazionale.
Presento alcuni dei motivi del Premio, che potrebbe limitarsi ad alcuni o presentare una lista completa.
1. Ha contribuito come nessun leader politico a rendere evidente la necessità di abbandonare la dipendenza dai combustibili fossili, spingendo molti Paesi a studiare piani di energia eolica e solare per diventare indipendenti dai mercati fossili.
2. Ha contribuito in modo decisivo a dimostrare l’inutilità delle guerre, con un conflitto che è costato ai cittadini americani 22 miliardi di dollari, e che ha inciso pesantemente sul costo della vita dei cittadini di tutto il mondo, senza ottenere nessun vantaggio identificabile.
3. È riuscito a risvegliare un dibattito sopito nella coscienza di molti cittadini americani e no, sull’importanza dei checks and balances nella democrazia, anche grazie alla sua dichiarata intenzione di intervenire in altri Paesi per rafforzare le forze politiche più vicine alla sua agenda.
4. Ha obbligato l’Europa a prendere atto della sua marginalità nella scacchiera internazionale, del ruolo della NATO per un Occidente ormai sfaldato, e ha mostrato ai Paesi tradizionalmente alleati che, se gli interessi sono la base delle relazioni internazionali, il concetto di alleanza cambia radicalmente.
5. Ha dato coscienza che il diritto internazionale, basato su valori comuni condivisi, è il solo cammino possibile per un mondo di pace e di sviluppo, perché il solo agire in base alla forza e agli interessi porta ad un mondo senza pace.
Potremmo continuare con altri punti. Sicuramente, se tu rifletti, ne troverai altri da proporre (ad esempio, è riuscito a dare al Papa una leadership morale e mondiale, che certamente non aveva prima dei suoi confusi attacchi). Ma con questo punto credo di averti dato sufficienti elementi per comprendere le motivazioni del Premio.
Questo premio avrebbe tre risultati evidenti.
Il primo: far capire alla gente che Trump non è il gigante che sembra, ma una persona di basso livello intellettuale e politico, che ha approfittato della forza oggettiva degli Stati Uniti per imporre un’agenda imperialista, basata sul timore, ma che non è sostenibile.
Il secondo: un impatto mediatico, e quindi di contributo al dibattito politico in corso. Ovviamente, il Premio impatta anche sugli alleati politici di Trump. Andrebbe consegnato nel mese di ottobre, prima delle elezioni di midterm americane. I motivi del Premio coalizzano diverse posizioni, da quelle delle energie rinnovabili a quelle della difesa della democrazia, fornendo una tenda sufficientemente pluralista per non essere liquidata come espressione di uno schieramento politico.
Il terzo: è possibilmente una mia vendetta personale, dopo innumerevoli momenti di stupita rabbia, ma che credo molti, ed in particolare tu, condividerai volentieri: il prevedibile quarto d’ora di irritazione di Trump. Lui non ammette essere preso in giro, soprattutto per errori che per principio non può ammettere. Nulla lo fa infuriare come essere criticato per incapace o inefficiente. “Nobody knows as much on this issue as me”…
Ovviamente, questo Premio deve risolvere almeno tre problemi.
Il primo: chi lo assegna? La paura farà sì che molti si congratuleranno con l’idea, ma non vorranno essere compromessi. Ed esistono due forme:
a) Un comitato di un numero limitato di giurati. Ma dovrebbero essere persone di un certo livello di prestigio. Più sono di prestigio, meno vorranno rischiarlo.
b) Una coalizione rappresentativa della società civile. Ad esempio, cento organizzazioni o istituzioni dei cinque continenti. La dizione del Premio comincerebbe allora così: “We, one hundred organisations of civil society, from all over the world, have decided to assign…”
Il secondo: è essenziale avere almeno una decina di firmatari americani. Possiamo essere sicuri che, di fronte alla diffusione mediatica, l’ovvia reazione dell’Amministrazione sarà presentare il Premio come un’iniziativa antiamericana. In realtà è un’iniziativa per vedere l’America che conoscevamo. Questo è un tema di importanza fondamentale.
Il terzo: occorre creare un segretariato di interamente volontari, per evitare di dover fare fundraising, che potrebbe rivelarsi un tallone d’Achille, perché collegherebbe il Premio alle intenzioni politiche dei donatori, mentre questo premio va tenuto il più neutro possibile. Il Premio si basa su dei fatti, non su opinioni.
Caro lettore, mi scuso per questo lungo messaggio ma tengo molto alla tua reazione e nel caso volessi rispondi direttamente a questa mail: newsletter@other-news.org
Ti chiedo quindi in concreto:
a) un tuo commento sulla validità dell’iniziativa, con relative critiche e contributi;
b) potresti indicare organizzazioni o istituzioni che saresti ragionevolmente sicuro accetterebbero di far parte del Premio?
c) conosci qualcuno che accetterebbe di far parte del segretariato? Si tratterà di scrivere per chiedere adesioni, aprire poi un dibattito per la formulazione dei motivi del premio, ed aiutare nella campagna stampa che dovremo aprire in concomitanza con l’assegnazione del Premio.
La mia idea è che sia una bella targa di metallo, montata su base di legno, il cui costo è modesto (posso sostenere io stesso), anche perché non credo avrà lunga vita. Ovviamente, cambierebbe se fosse in oro, conoscendo i gusti del premiato…
Grazie della tua attenzione.
Questa è una mail scritta a titolo personale: non coinvolge nessuna delle organizzazioni di cui faccio parte. Mi riservo il diritto di avere anche una vita privata. Ed allora, tanti saluti personali dal tuo amico provocatore…
Roberto Savio
OtherNews
Via Panisperna 207, Roma – Italy
www.other-news.info





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