gli occhiali sardoaustraliani di Piero su…

l_uomo_di_montevecchioGIOVANNI ANTONIO SANNA
Muore a Roma il 9 febbraio 1875 il sassarese Giovanni Antonio Sanna.
La Sardegna e specialmente Sassari gli devono molto.
Nato il 19 agosto 1829, imprenditore avventuroso, operò in Francia e in Piemonte, fondatore della miniera di Monteponi e della Banca Agricola Sarda; deputato del Regno Sardo e poi del Regno d’Italia. Difese in Parlamento gli interessi della gente sarda nella battaglia sugli ademprivi, quattrocentomila ettari salvati all’uso comune.
Sassari deve a lui il Museo Archeologico ed etnografico, costruito sui suoi terreni, la cui prima dotazione, come pure quella della pinacoteca cittadina Museo Sassari Arte, si costituì grazie alla donazione della sua collezione.
I suoi resti da Roma furono traslati al cimitero monumentale di Sassari, dove oggi si trovano in un mausoleo fatto erigere dalle figlie.
[Su Giovanni Antonio Sanna ha scritto un bel libro tra biografia e storia Paolo Fadda. Il volume s'intitola "L'uomo di Montevecchio", Edizioni Carlo Delfino Sassari]

Bomeluzo-Australia 15LETTERE DALL’AUSTRALIA – N. 2
In Australia chi volesse fare del razzismo, cioè parlare di difesa della razza e di purezza genetica o di altre scempiaggini del genere, farebbe ridere o comunque non troverebbe seguaci sufficienti a riempire un autobus o un cellulare della polizia.
In questo paese, oltre agli aborigeni (2% della popolazione) gli unici che potrebbero giustamente avanzare proteste per l’invasione abusiva del loro territorio, sono presenti almeno 25 diverse nazionalità.
Le più presenti sono ovviamente quelle inglesi e irlandesi, poi vengono italiani ed europei di varia provenienza, francesi, spagnoli, greci, polacchi, eccetera, poi ancora gli asiatici, cinesi, indiani, singalesi, vietnamiti, eccetera, e infine africani e americani.
Il bello della situazione è dato proprio dalla tranquilla convivenza di tante etnie, prefigure un future mondo possibile migliore del nostro.
Un vantaggio sentire tutte le lingue, assaggiare tanti tipi di cucina: potete mangiare al ristorante italiano, a quello cinese, a quello Greco, a quello vietnamita, a quello indiano.
Consiglio un pesce tipico, il barramundi, cucinato dal cuoco vietnamita.

CECIL DE VERE
Breve e infelice vita quella di Cecil De Vere, scacchista scozzese.
Muore il 9 febbraio 1875 a Torquay, località di villeggiatura sul canale della Manica dove, grazie all’aiuto di amici, soggiornava per curarsi dalla depressione, dall’alcolismo e dalla tubercolosi. Aveva 29 anni.
Era nato a Montrose nel 1845, il giorno di San Valentino, figlio illegittimo, fu battezzato Cecil Valentine Brown e solo più tardi prese il cognome del presunto padre. A vent’anni fu in grado di misurarsi col grande Steinitz, che gli diede il vantaggio di pedone e tratto. Vinse il match, ma perse ovviamente quando, un anno dopo si misurarono senza quel vantaggio.
A 21 anni fu campione britannico, a 25 anni risultò tra i dieci più forti giocatori d’Europa. Malato di tbc, lasciò il lavoro alla Lloyd’s Bank, cadde poi in depressione per la morte della madre e finì alcolizzato.
GLI-OCCHIALI-DI-PIERO1-150x1501413Inutilmente amici e sostenitori tentarono di evitargli la morte prematura.

2 Responses to gli occhiali sardoaustraliani di Piero su…

  1. […] politico e in qualche modo editore, in quanto proprietario e fondatore di giornali, che fu Giovanni Antonio Sanna, il dominatore del panorama economico sardo nella seconda metà dell’Ottocento. Di fatto […]

  2. […] politico e in qualche modo editore, in quanto proprietario e fondatore di giornali, che fu Giovanni Antonio Sanna, il dominatore del panorama economico sardo nella seconda metà dell’Ottocento. Di fatto riuscì […]

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