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Newsletter n. 153 del 14 giugno 2019

TUTTI LEVIATANI?

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Newsletter n. 151 del 24 maggio 2019

L’ELETTA DI ALLAH

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MIRABILE ERESIA

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QUALE POTERE COSTITUENTE

Care Amiche ed Amici,
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Newsletter n. 142 del 19 marzo 2019

LO HANNO CAPITO PERFINO I RAGAZZINI

Care Amiche ed Amici,
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“CATTEDRALI DI SARDEGNA. L’ADEGUAMENTO LITURGICO DELLE CHIESE MADRI NELLA REGIONE ECCLESIASTICA SARDA”

cattedrali-di-sardegna-coverCONFERENZA EPISCOPALE SARDA
PRESENTAZIONE DEL VOLUME “CATTEDRALI DI SARDEGNA. L’ADEGUAMENTO LITURGICO DELLE CHIESE MADRI NELLA REGIONE ECCLESIASTICA SARDA”
A Cagliari sabato 16 marzo, h. 10,30, nella Sala Convegni de L’Unione Sarda, P.zza dell’Unione Sarda.
Interverranno S.E. Monsignor Arrigo Miglio, Arcivescovo di Cagliari e Presidente della Conferenza Episcopale Sarda, S.E. Monsignor Sebastiano Sanguinetti, vescovo delegato Patrimonio Ecclesiastico, don Valerio Pennasso, Direttore Ufficio Nazionale BCE ed EDC e il dott. Fabio Ardau, curatore dell’Opera.
Gli interventi saranno moderati dal giornalista Paolo Matta. [segue]

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Newsletter n. 141 del 12 marzo 2019

RATIONE SERVITUTIS?

Care amiche ed amici,
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Newsletter n. 140 del 5 marzo 2019
IL GRIDO
Care amiche ed amici, [segue]

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Newsletter 139 del 26 febbraio 2019

L’IRA DI DIO

Care amiche ed amici,
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Il bene fa bene

lampada aladin micromicroOspitiamo una presentazione della “Casa della Speranza” per i papà separati: una encomiabile iniziativa promossa dal “Centro di Accoglienza San Vincenzo De Paoli” nell’ambito delle attività volte a dare risposte alla marginalità sociale. Leggete quanto segue. E’ tutto ben spiegato. Non vi sfuggano in calce allo scritto tutte le informazioni per contribuire al finanziamento di quest’opera meritoria. Date quello che volete, quello che potete, ma date!
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1812fff6-7d60-4efa-80bc-e4df439d441fCasa della Speranza per i papà separati è un’iniziativa che s’inserisce nell’ambito delle attività del Centro di accoglienza S.Vincenzo, ne completa il raggio degli interventi che vengono così a interessare “Minori, Giovani, Donne, Uomini” bisognosi di specifici interventi di aiuto e di promozione sociale.
Casa della Speranza nasce nel 2013 con la finalità di contribuire a dare prime risposte al disagio dei padri separati “poveri e disoccupati”. Situazione che sta assurgendo a fenomeno inserito nella crisi economico–sociale della nostra Società.
L’intervento prende via via forma e definizione nel 2014. Le modalità operative che lo caratterizzano ne fanno un “laboratorio esperienziale”. Potremo parlare di ”scommessa”.
In sintesi la sua presentazione: [segue]

Che succede?

c3dem_banner_04“CHIESA REAGISCI!”
20 Gennaio 2019 by Forcesi | su C3dem
Raffaele Nogaro, “Chiesa reagisci!” (Adista Segni Nuovi). Tre interventi sul Corriere di Bologna: Giovanni Nicolini, “E’ il momento di unire i cattolici in un partito contro la paura”. Francesco Rosano, “I cattolici ripartono dalle scuole diocesane”; Olivio Romanini, “La sfida dei cattolici e la vera posta in gioco”. Su Libero un articolo di Luca Volontè, “Rifondare la Margherita non è una buona idea”. Angelo Panebianco, “I cattolici e la classe dirigente” (Corriere della sera). Sull’appello di Sturzo ai liberi e forti l’Avvenire pubblica tre interventi: Luca Diotallevi, Ernesto Preziosi e Leonardo Bianchi (“L’appello a ricucire con valori forti”). Emanuele Macaluso, “I liberi e i forti 100 anni dopo” (Il dubbio). Mario Ajello, “Assalto a Sturzo, ultima trincea di Chiesa e politica” (Messaggero). Noi Siamo Chiesa, “A 100 anni dall’Appello. No al partito cattolico”. Flavio Felice, “La lezione di Sturzo” (Il Giornale).

Papa Francesco

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LE PAROLE DI PAPA FRANCESCO SUL NATALE 2018
23 dicembre 2018 by Forcesi | su C3dem.
Il forte e severo discorso di papa Francesco alla Curia per gli auguri di Natale (21 dicembre). Il commento di Carlo Di Cicco: “Il papa controcorrente ringrazia chi denuncia gli abusi sessuali” (tiscali.it). La catechesi di Francesco sul Natale (19 dicembre): “Natale, le sorprese che piacciono a Dio”. Eugenio Scalfari, “Francesco e la Chiesa senza la paura di modernità” (Repubblica). La Stampa – Vatican Insider, “I vescovi siciliani: “Natale sarà vero solo nell’accoglienza”. Nello Scavo, “E’ nato Sam, per culla un barcone” (Avvenire). Paolo Di Paolo, “Natale, il campanello della compassione ai tempi del cinismo” (Repubblica). Sandro Lagomarsino, “Tornano i Racconti di Natale di Mazzolari” (Avvenire). Stefano Massini, “Buon Natale non buonista” (Repubblica). Francesco Peloso, “Il magistero di Bergoglio contro l’onda populista” (democratica.com). Paolo Rodari, “Allarme nella Chiesa. Stretta sul volontariato, colpiti i più deboli” (Repubblica). La chiesa di papa Francesco vista da Renato Farina: “La Chiesa se ne infischia degli italiani” (Libero). Le nuove nomine in Vaticano per la comunicazione: dichiarazioni di P. Ruffini, A. Monda e A. Tornielli (il sismografo.com).

Cattolici e Politica: il Dibattito è aperto e vivace!

logo76NON ABBIAMO BISOGNO

di Raniero La Valle*

noi non abbiamo bisogno di un partito cattolico. Noi abbiamo bisogno di un’umanità convertita. Non: “già” convertita, bensì capace di convertirsi e che, coi suoi tempi, si converta. Perché la scure è già posta alla radice dell’albero. Non ce lo dicono i profeti di sventura che annunciano eventi sempre infausti. Essi hanno torto, grandissimo torto, la vita e la storia sono piene di felicissimi eventi, per questo ci teniamo, le vorremmo salvare, tutte e due, la nostra e quella di tutti. Ma lo dicono gli scienziati, che rischiamo la fine, lo stanno dicendo da decenni, da quando nessuno ancora ci credeva e pubblicarono, su incarico del Club di Roma, un rapporto intitolato “I limiti dello sviluppo”. Adesso tutti lo sanno, l’idea di un precipizio incontrollato è entrata nel senso comune, benché oscuramente e benché, per non morirne, sia in gran parte rimossa; ma non oscuramente e senza sconti se ne è fatto eco il papa in una lettera insolitamente indirizzata a tutti gli abitanti del pianeta. E lo sanno anche coloro che sono considerati i governanti delle nazioni e i capi che le opprimono; e se non fanno niente per fermare la scure non è perché non sia vero, tant’è che fanno summit su summit per discuterne, ma perché a provvedervi non ci vedono un tornaconto e vogliono sfruttare l’albero finché sta in piedi.
Non abbiamo bisogno di un partito cattolico e abbiamo bisogno invece di un ritorno della politica, di un ritorno alla politica. Lo ha detto anche il cardinale Bassetti, da una Chiesa italiana che da tempo era in sonno, e ora forse si sveglia.
Non che qualcuno non ci pensi e non ci provi. Hanno provato a rifare la Democrazia Cristiana, hanno ottenuto dal giudice la pronuncia che la DC non era mai stata sciolta, che giuridicamente ne potevano disporre quelli che vi erano iscritti nel 1992, ne hanno recuperato il simbolo completo di scudo crociato e perfino la storica sede di piazza del Gesù, hanno convocato un congresso e ristampato le tessere. Ma non c’è niente da fare, lasciate che i morti seppelliscano i morti. Il principale promotore, Gianni Fontana, si è accorto che tra questi fantasmi prevalevano quelli che ne volevano fare la componente cristiana della destra, per contrastare i “populismi” (loro, gli ex “popolari”), e si è autosospeso dalla carica, ha dichiarato il fallimento.
Avvertiti da questa sconfitta, altri esponenti, preti e laici, tuttora ci provano, vogliono fare un partito che si chiama “Insieme”: insieme agli altri cattolici, “democratici” però. Essi pensano a una “convergenza cristiana” numero 3 (dopo la prima, che fu l’Opera dei Congressi del patto Gentiloni, dopo la seconda, che fu il Partito Popolare intransigente e la Democrazia Cristiana interclassista, questa sarebbe la terza, che dovrebbe rimediare ai guasti della seconda Repubblica, mettersi sotto il manto azzurro della Vergine Maria, restaurare la dottrina sociale cristiana e il diritto naturale e, se non oggi, vincere domani). Ma la dottrina sociale cristiana mai fu al governo, se in essa si include non solo il blando interclassismo di Leone XIII, ma la feroce critica al capitalismo finanziario che ai tempi del fascismo fece Pio XI nella “Quadragesimo Anno”.
Si capisce però che ci provino. Hanno provato i comunisti a rifare il partito comunista e, mai superando la linea del loro orizzonte, hanno fallito e falliscono. Ci provano a fare una ex DC, una Democrazia cristiana emerita, e falliscono. Provano a fare un nuovo partito “a forte ispirazione cristiana, un partito di centro protagonista della rinascita italiana ma nella discontinuità dal triste ed opaco passato ventennio”, e falliscono perché la DC, comunque rivangata non ha e non può più avere quella cosa che imparò dai comunisti ed esercitò per quarant’anni nella vita politica italiana: l’egemonia. La quale vuol dire anzitutto accorgersi degli altri, mediare con le culture e le ragioni degli altri.
Ma soprattutto non può darsi un partito cattolico, residuo della vecchia Cristianità, perché prima che l’albero caschi occorre affrontare problemi sconosciuti ad altre età, riguardo a cui un partito cattolico non ha alcun precedente, alcuna esperienza, alcun know how nei vecchi magazzini. Se i problemi di oggi, come instancabilmente avverte papa Francesco, sono i popoli frantumati, la guerra mondiale nascosta, artificialmente tenuta in piedi dalla produzione e dal commercio delle armi, se i problemi sono la società dell’esclusione, l’economia che uccide, la globalizzazione dell’indifferenza, l’ideologia dello scarto di esuberi, disoccupati, anziani, profughi, migranti, la persistente disparità tra uomo e donna e quella tra cittadino e straniero, allora ci vuole ben altro che un partito cattolico. Ci vogliono soggetti politici nuovi, non identitari, non separati, non confessionali, internazionalisti e a vocazione universale, però credenti che un mondo è possibile. Non solo che un altro mondo è possibile, ma che questo mondo è possibile, lo si può raddrizzare.
Se tutta la predicazione di papa Francesco andasse a finire nell’imbuto di un partito a ispirazione cristiana, sarebbe il suo punto di caduta più arretrato. Invano egli avrebbe parlato ai movimenti popolari esortandoli a lottare contro l’ingiustizia, per la terra la casa e il lavoro, invano avrebbe chiesto di attivare processi, non occupare spazi, invano avrebbe invitato a preferire l’unità al conflitto, il tutto alla parte, invano avrebbe esortato a stare attaccati alla realtà, non al mito, invano avrebbe chiesto conto all’Europa non delle sue radici ma del servizio da rendere nell’incontro con altri popoli e culture, invano avrebbe detto amate lo straniero, aprite le porte e i porti ai naufraghi e ai migranti, salvate la Siria, ossia ogni terra a cominciare dalla più povera e violentata. Che è poi quello che abbiamo chiamato “fare il tagliando” al nuovo millennio appena iniziato, su cui si intratterrà la prossima assemblea di “Chiesa di tutti Chiesa dei poveri”.
Questo vuol dire che l’umanità si converta. Dal più piccolo al più grande, ognuno mettendo fuori le sue risorse, le sue cassette degli attrezzi, ognuno facendo, con gli altri, la politica del mondo. Non per ricavarne un potere. La politica non è solo il potere o fatta mediante il potere. Possono esservi partiti della società, non dello Stato, che anche se maggioritari non esercitino il potere, che decidano temporanee o permanenti astensioni dal potere, per meglio ispirare e vigilare e guidare il cambiamento. Possono esservi strumenti di nuova invenzione o, come dice il cardinale Bassetti, scuole, luoghi di confronto che nascano dal basso, come ad esempio una rete di associazioni civiche in cui scambiare “buone pratiche” e valorizzare i talenti inutilizzati; insomma, assicura Bassetti rievocando precedenti infelici tentativi, nessuna “Todi 3 o 4 all’orizzonte né tanto meno il progetto di un partito di cattolici sponsorizzato dalla CEI”.
E dove andrebbe, se no, la laicità? La strada è un’altra: partire dall’agenda delle cose da fare, e vedere poi con chi si possono fare e come farle.
Non sappiamo dunque che cosa potrà esserci, nessuno lo sa quando veramente in terra ignota ci si mette in cammino, seguendo una stella. Ma occorre mettersi in cammino.
Nel sito “Chiesa di tutti Chiesa dei poveri” è pubblicato l’appello del cardinale Bassetti pubblicato sull’ “Avvenire” dell’8 dicembre scorso e l’intervista resa il 17 dicembre al “Fatto quotidiano”.

*Raniero La Valle
www.chiesadituttichiesadeipoveri.it
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Cattolici: pasta o lievito?
di Romolo Menighetti su Rocca

Si torna a parlare di un rinnovato impegno dei cattolici nella politica italiana (La Repubblica 2/12/18). È quanto afferma Gastone Simoni, Vescovo di Prato, supportato da «pezzi da novanta» del Vaticano, quali Gualtiero Bassetti, presidente della Cei, Giovanni Angelo Becciu, prefetto della Congregazione dei santi, e Pietro Parolin, segretario di Stato.
I motivi di questa riproposizione sarebbero la necessità, a fronte della solitudine entro cui vive l’uomo d’oggi, di offrirgli una rete di solidarietà concreta, che tocchi il quotidiano, a partire da principi e ideali forti, l’urgenza di «rammendare» l’organiz- zazione sociale del Paese, strappato sia moralmente sia socialmente, e il contrasto alla leadership esagerata e imperante di Lega e Cinque Stelle. Più terra terra si può ipotizzare che, considerato essere la legge elettorale con la quale si andrà al voto alle prossime elezioni politiche quasi certamente di natura proporzionale, ci sarà la possibilità per diversi partiti di recuperare elettoralmente la propria autonomia e affermare la propria identità, evitando la dispersione dei voti in liste di centro, destra e sinistra. Può perciò tornare attuale l’ipotesi della costruzione in Italia di un partito popolare d’ispirazione cristiana, che dovrebbe accogliere i cattolici ormai dispersi in tanti rivoli, tra cui l’astensione. Simoni intende ispirarsi al Partito Popolare di Luigi Sturzo, nel centenario del famoso appello «Ai liberi e forti» (18 gennaio 1919), che fu il suo atto di nascita. Giova ricordare che questo partito, per espressa volontà del suo fondatore, era interclassista, partito di cattolici ma non cattolico, ispirantesi alla dottrina sociale della Chiesa ma senza dipendere dalla gerarchia. Sturzo, infatti, diceva che i due termini, partito e cattolico, sono antitetici, perché il cattolicesimo esprime universalità, mentre il partito è per sua natura di parte. Circa la nuova e futura formazione politica finora siamo solo alle dichiarazioni d’intenti. Stiamo a vedere. Anche se alcune perplessità affiorano.
Intanto c’è il timore che nasca l’ennesimo raggruppamento con percentuale bassissima. E poi che prospettiva ha un nuovo partito quando quelli strutturati come il Pd e FI sono in profonda crisi? Inoltre qual è la figura, nel contesto di leader carismatici come l’attuale, capace di fare da contraltare a Salvini, Grillo, Renzi, Berlusconi?
Ma c’è anche e soprattutto una perplessità di fondo, che tocca il tema della laicità. Il futuro partito, anche se viene esclusa ogni ingerenza da parte dei Vescovi, vuole pur sempre essere «presenza identitaria dei cattolici in politica» (Bassetti), «qualcosa di nostro» (Simoni). Cioè si ripropone un partito a forte identità cattolica. Ora, non vorrei che, sulla base di questi input, si ritornasse alla vecchia idea del recinto «sacro», in contrapposizione al «laico». In proposito giova ricordare che con l’Incarnazione del Verbo il recinto sacro/profano è stato abbattuto, e che i cattolici impegnati in politica non sono coloro che propongono alla società civile un progetto celestialmente preconfezionato. Essi, al contrario, esercitano le loro responsabilità nella storia senza determinismi, senza pretese di onnipotenza, senza leggi immutabili. Entro questa prospettiva l’ispirazione cristiana, lungi dall’essere il braccio rasserenante che assicura comunque voti, diventa il più esigente dei parametri di giudizio. Ciò comporta un radicale cambiamento nel modo di pensare e di vivere l’impegno nella storia. Nel senso che obbliga alla ricerca di una laicità vissuta nella fede e nel confronto, escludendo ogni integralismo.
rocca-24-2018
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Il Dibattito ripreso da C3dem
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18-12-31-aladinpensiero-buone-feste
LA STELLA POLARE RESTA LA COSTITUZIONE

NewsLetter

logo76Newsletter n. 127 del 19 dicembre 2018

NON ABBIAMO BISOGNO

Care Amiche ed Amici,
[segue]

Legge “Sicurezza”. Coraggio, inizia ora la Resistenza civile!

no al razzismo 11 lug
Un lungo cammino xenofobo
Alex Zanotelli | 5 dicembre 2018 | su Comune.Info

L’approvazione del Decreto sicurezza è l’ultimo passaggio di un percorso cominciato con la Turco-Napolitano, seguito dalla Bossi-Fini, dai decreti Maroni e più recentemente dall’accordo firmato dal signor Minniti con la Libia, arrivando alla guerra contro le ONG e alla chiusura dei porti. “È grave che ora anche il presidente della Repubblica abbia firmato questo Decreto – scrive Alex Zanotelli – Non possiamo più tacere. Dobbiamo reagire, organizzare la resistenza per salvare la nostra comune umanità”. Come? Sperimentando forme di disobbedienza civile ovunque, sostenendo la possibile disobbedienza immediata dei responsabili degli Sprar e dei Cas, appoggiando istituti missionari e parrocchie disponibili a offrire asilo nelle chiese, collaborando con giuristi nelle battaglia alla Corte Europea di Strasburgo… “Coraggio, inizia ora la Resistenza civile!”

alex zanotelli fto microdi Alex Zanotelli

Il 27 novembre 2018 sarà ricordato come il Martedì Nero della Repubblica italiana perché il Parlamento ha trasformato in legge il Decreto Sicurezza che è in netta contraddizione con i principi della nostra Costituzione. E questo è avvenuto senza una discussione parlamentare e senza la possibilità di inserire emendamenti. Altro che centralità del Parlamento! È un brutto segnale per la nostra democrazia. Il Decreto Sicurezza è una legge repressiva anche nei confronti degli italiani. Rende reato, per esempio, il blocco delle strade o delle ferrovie (strategia nonviolenta attiva), proibisce l’assembramento di persone (elemento costitutivo della stessa democrazia), impone il daspo e gli sgomberi. È forse l’inizio di un sistema poliziesco guidato dall’uomo forte?

Ma la gravità di questo Decreto sta nel fatto che nega i principi di solidarietà e di uguaglianza che sono alla base della nostra Costituzione. Il Decreto prevede per i migranti l’abolizione della protezione umanitaria, il raddoppio dei tempi di trattenimento nei Centri per il Rimpatrio(CPR), lo smantellamento dei centri SPRAR (Sistema per i richiedenti asilo e rifugiati) affidati ai Comuni (un’esperienza ammirata a livello internazionale, per non parlare di Riace), la soppressione dell’iscrizione anagrafica con pesanti e concrete conseguenze, l’esclusione all’iscrizione del servizio sanitario nazionale e la revoca di cittadinanza per reati gravi. Trovo particolarmente grave il diniego del diritto d’asilo per i migranti, un diritto riconosciuto in tutte le democrazie occidentali, menzionato ben due volte nella nostra Costituzione. Questa è una legge che trasuda la ‘barbarie’ leghista e rappresenta un veleno micidiale per la nostra democrazia. Di fatto il decreto è profondamente ingiusto perché degrada la persona dei migranti e crea due classi di cittadini, rendendo lo ‘straniero’ una minaccia, un nemico e sancendo così la nascita del ‘tribalismo’ italiano, come lo definisce Gustavo Zagrebelsky. Anzi crea l’apartheid giuridica e reale…

Per di più questo Decreto si chiama “sicurezza”, ma sicurezza non offre, perché moltiplicherà il numero dei “clandestini” e degli irregolari che verranno sbattuti per strada. L’effetto è già sotto i nostri occhi: tre migranti su quattro si sono visti negare l’asilo, migliaia di titolari di un permesso di soggiorno sono stati messi alla porta, circa quarantamila usciranno dagli Sprar. E sono spesso donne con bambini che hanno attraversato l’inferno per arrivare da noi! Così entro il 2020 si prevedono oltre 130.000 irregolari per strada. E gli irregolari verranno rinchiusi nei nuovi lager, i CPR. A questi verrà ingiunto, entro sette giorni, di ritornare nei loro paesi. Ma né i migranti né il governo hanno i mezzi per farlo. Così rimarranno in Italia mano d’opera a basso prezzo per il capolarato del nord e del sud.

È questa la conclusione amara di un lungo cammino xenofobo di questo paese, iniziato con la Turco-Napolitano (i CIE!), seguito dalla Bossi-Fini, dai decreti Maroni e dalla legge Orlando-Minniti, oltre che al criminale accordo di Minniti con la Libia. Questo Razzismo di Stato è poi sfociato in una guerra contro le ONG presenti nel Mediterraneo, per salvare vite umane, e alla chiusura dei porti, in barba a leggi nazionali e internazionali! Non c’è più Legge che tenga, la legge la fa la maggioranza di turno al governo! È in ballo il diritto, la legge, la nostra stessa democrazia. È grave che ora anche il Presidente della Repubblica abbia firmato questo Decreto. Non possiamo più tacere. Dobbiamo reagire, organizzare la resistenza per salvare la nostra comune umanità.

Per questo ci appelliamo a:

– Corte Costituzionale, perché dichiari il Decreto sicurezza incostituzionale;

– Giuristi, perché portino queste violazioni dei diritti umani alla Corte Europea di Strasburgo;

– Conferenza Episcopale Italiana perché abbia il coraggio di bollare questo Decreto e la politica razzista di questo governo come antitetici al Vangelo;

– Istituti missionari, perché facciano udire con forza la loro voce, mettendo a disposizione le loro case per ‘clandestini’ come tante famiglie in Italia stanno facendo;

– Parroci, perché abbiano il coraggio di offrire l’asilo nelle chiese ai profughi destinati alla deportazione, attuando il Sanctuary Movement, praticato negli USA e in Germania;

– Responsabili degli SPRAR, CAS e altro, perché disobbediscano, trattenendo nelle strutture i migranti, soprattutto donne con bambini;

– Medici, perché continuino a offrire gratuitamente servizi sanitari ai clandestini;

– Cittadinanza attiva, perché in un momento così difficile e buio, si oppongano con coraggio a questa deriva anti-democratica, xenofoba e razzista anche con la ‘disobbedienza civile’ così ben utilizzata da Martin Luther King che affermava:

”L’individuo, che infrange una legge perché la sua coscienza la ritiene ingiusta ed è disposto ad accettare la pena del carcere per risvegliare la coscienza della comunità riguardo alla sua ingiustizia, manifesta in realtà il massimo rispetto per la legge!”

Coraggio, inizia ora la Resistenza civile!

*Missionario comboniano