Chiesa
E’ morto Enzo Bianchi, uomo di pace. Lo abbiamo sempre sentito come un fratello

- Enzo Bianchi
Enzo era un sicuro riferimento per i credenti e i non credenti. Ci mancherà, rimane comunque con noi.
https://www.ilblogdienzobianchi.it/home
————————————————————————————-
Addio a Enzo Bianchi, maestro spirituale e promotore del dialogo
di Matteo Liut su Avvenire
Giuseppe Calasanzio, il santo della scuola accanto
Il santo della scuola accanto
di Franco Meloni
Una delle esperienze più importanti della mia vita, per gli aspetti umani, sociali e professionali, è stata la Scuola popolare dei lavoratori di Is Mirrionis, della quale sono orgogliosamente uno dei fondatori (1971). Giocoforza la scoperta, per me recente, che san Giuseppe Calasanzio sia stato il fondatore (1597), della prima scuola pubblica gratuita d’Europa per i figli delle famiglie meno abbienti, me lo fa sembrare molto vicino, quasi un collega. Mi direte: esagerato! Niente affatto: trovo molte affinità tra l’esperienza della nostra Scuola popolare e quella della prima Scuola di Giuseppe Calasanzio.
Intanto l’evidenziazione di un problema prioritario: quello dell’istruzione per tutti, che oggi si chiama “diritto allo studio”; poi la consapevolezza che attraverso l’istruzione si costruisce la società degli uguali, dei “fratelli tutti”. Da qui il proporsi e riproporsi di una serie di ostacoli da parte di quanti detengono il potere in forme elitarie e non intendono mollarlo a nuovi protagonisti della sfera sociale. Nonostante queste “naturali” avversità, il giovane sacerdote Giuseppe riuscì a superarle, vincendo odiose persecuzioni. Aveva come alleati la forza del progresso sociale, basato sulla scienza e sull’amore per il prossimo. A quei tempi! Ma, mutatis mutandis, come oggi, laddove a rappresentare la volontà di progresso sta la classe lavoratrice. Nei nostri tempi, pur connotati dai diritti raggiunti dalle masse popolari, riscontriamo preoccupanti passi indietro segnalati dalla dispersione scolastica, dal riaffacciarsi dell’analfabetismo, originario o di ritorno, che comprende il deficit di conoscenze digitali o comunque legato allo sviluppo tecnologico.
Interessante il percorso fatto da Giuseppe Calasanzio nella sua lunga vita, anche e soprattutto per quanto può insegnarci per le sfide odierne della società nei tempi che viviamo e che si affacciano prepotentemente.
Cercheremo di approfondire questa ricerca, al di là di una comprensibile agiografia, che comunque deve aiutarci per affrontare i problemi odierni.
Un particolare mi piace mettere in rilievo nella vicenda umane e professionale di Giuseppe Calasanzio: la sua conoscenza, sembra anche amicizia personale, con Galileo Galilei, simbolo della ricerca scientifica slegata dai condizionamenti ideologici (tra cui quelli religiosi).
Tematiche che meriterebbero un bel Convegno, che indagasse su tutti gli aspetti della presenza in città dell’Ordine degli Scolopi fondato da Giuseppe Calasanzio. Magari un’iniziativa da tenersi proprio nella ristrutturata chiesa in Castello.
Ci lavoreremo, con l’indispensabile coinvolgimento dell’Università e della neocostituita Associazione Unica Alumni e degli intellettuali cattolici rappresentati dal MEIC (Movimento Ecclesiale di Impegno Culturale).
Avrei molto altro da dire; avremo tante altre occasioni, sperando che ce le possa offrire anche la riapertura ad attività culturali e al culto (in alcune circostanze) della chiesa di San Giuseppe Calasanzio.
In chiusura un’ultima considerazione: la Scuola popolare dei lavoratori di Is Mirrionis aveva un’impostazione rigorosamente laica, cosa che non le impediva di avere come riferimenti anche importanti figure cattoliche, tra tutte don Lorenzo Milani. Ora, il fatto che Papa Pio XII, nel 1948, ha proclamato san Giuseppe Calasanzio “Patrono universale di tutte le scuole popolari cristiane del mondo”, non riguarda “giuridicamente” la nostra Scuola laica, tuttavia la coinvolge per l’identica sostanziale missione. Ecco perché è giusto e doveroso considerare san Giuseppe Calasanzio un riferimento importante anche per i laici e a maggior ragione per i cattolici che hanno a cuore i diritti delle persone, soprattutto di quelle meno abbienti.
La sua memoria liturgica ricorre il 25 agosto pv. San Giuseppe Calasanzio sarà ricordato in tale giorno a Isili, paese di cui è patrono e a Cagliari nella Messa vespertina della Parrocchia di Sant’Eulalia.
PS. Una bellissima biografia di san Giuseppe Calasanzio: https://www.scuolagenova.it/san-giuseppe-calasanzio/
—————————————————–
San Giuseppe Calasanzio (1557–1648) è stato un sacerdote spagnolo, fondatore dell’Ordine dei Chierici Regolari Poveri della Madre di Dio delle Scuole Pie (i Padri Scolopi) e pionieristico educatore, considerato il creatore della prima scuola popolare, gratuita e aperta a tutti in Europa.
LETTERA ENCICLICA MAGNIFICA HUMANITAS DEL SANTO PADRE LEONE XIV SULLA CUSTODIA DELLA PERSONA UMANA NEL TEMPO DELL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE. [Analisi di carattere economico]
LETTERA ENCICLICA
MAGNIFICA HUMANITAS
DEL SANTO PADRE
LEONE XIV
SULLA CUSTODIA DELLA PERSONA UMANA
NEL TEMPO DELL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE(…)
Un’economia che valorizzi la dignità
157. Il mercato del lavoro è uno degli ambiti in cui i rischi delle nuove tecnologie emergono con maggiore evidenza. Per questo è necessario ricordare che la libertà economica non è assoluta e va sempre misurata sul bene comune e sulla dignità di ogni persona. L’iniziativa imprenditoriale può essere una vera vocazione, capace di generare ricchezza e migliorare la vita di tutti, a condizione che riconosca la creazione di lavoro dignitoso e di valore come parte essenziale del proprio servizio alla società e non come variabile dipendente dal solo profitto. [158]
158. Con spirito profetico, Papa Francesco ha messo in guardia da una libertà economica proclamata solo a parole, mentre le condizioni reali impediscono a molti di beneficiarne davvero. [159] I modelli economici che esaltano l’efficienza e il successo individuale tendono a considerare inutile o poco conveniente investire sulle persone che partono da situazioni di svantaggio o hanno percorsi di crescita più lenti, quasi che il loro destino dovesse dipendere esclusivamente dalla capacità di stare al passo con i vincenti. In realtà, una società giusta richiede uno Stato presente e istituzioni civili capaci di superare la sola logica dell’efficienza, orientando esplicitamente risorse, creatività e norme a favore dei più vulnerabili. [160] Invece di attendere i benefici di una crescita che “alla fine” ricadrà anche sui poveri, occorrono scelte che rendano la crescita inclusiva fin dall’inizio. Le esperienze degli ultimi decenni mostrano che, nelle crisi economiche e finanziarie, sono sempre i poveri a pagare il prezzo più alto, mentre le teorie che promettono un benessere generale automatico si rivelano spesso illusorie.
159. Si rileva la necessità di superare gli attuali parametri di misurazione del grado di sviluppo – da oltre ottant’anni ancorati al concetto di Prodotto Interno Lordo – che tralasciano quasi sistematicamente profili essenziali per il benessere complessivo delle persone e dell’ambiente. Al contempo, essi valorizzano attività che impattano nel breve o nel lungo termine sulla vita del nostro pianeta. La messa a punto di parametri e metriche complementari al PIL è decisiva per migliorare i dati di base utilizzati per effettuare analisi, assumere decisioni politiche e di politica economica e selezionare le priorità regionali, nazionali e internazionali. L’introduzione di nuovi parametri consentirà di valutare, con uno sguardo ampio e adeguato ai tempi, gli effetti delle deliberazioni legislative e regolamentari su dignità del lavoro, prosperità condivisa, riduzione delle disuguaglianze, salvaguardia dell’ambiente. Essa inciderà sul concetto stesso di sviluppo, sui processi formativi, sulla mentalità e le opinioni pubbliche, e anche sulla pace, che è vera solo se fondata sulla giustizia.
Ricordo del prof. Lorenzo Caselli, morto a Chiavari
Riprendo un post apparso questa sera su fb, scritto da tre professori universitari, tutti miei amici, che ricorda il prof. Lorenzo Caselli, recentemente scomparso. Le loro parole sono sufficienti a delineare la grandezza di questo grande intellettuale, non sardo, tuttavia legato alla Sardegna e particolarmente all’Universita’ di Cagliari, di cui, oltre che docente (come ricordato) fu preside della Facoltà di Economia e Commercio. Del prof. Caselli ricordo una circostanza: fu presidente del concorso per categoria impiegatizia bandito dall’amministrazione universitaria, che vinsi, da cui parti’ la mia carriera di “civil servant” (1974). Lo incontrai più tardi come luminare della sua materia, ad opera del prof. Giuseppe Usai, suo allievo (credo) e collega, mio professore di tesi. In tutte le occasioni (di persona e virtuali) ho avuto modo di apprezzarlo e essergli riconoscente. Condoglianze e vicinanza alla sua famiglia e alle comunità scientifiche e d’impegno sociale e culturale che l’hanno visto operare. 
Io ho avuto l’onore e il piacere di conoscerlo quando ormai era andato via da questa città, perché amico del professore con cui mi sono laureato. In più nel 2002 è stato presidente della commissione di concorso in cui ho fatto il passaggio da ricercatore a professore associato.
I suoi contributi scientifici, come si legge bene nell’articolo qui sotto,7 sono sempre st
Lettera a Papa Leone
questa volta vi scriviamo per chiedervi un consiglio. Di fronte al corso sempre più distruttivo della storia che stiamo vivendo, e ricordando una suggestione sulla salvezza possibile venuta fino a noi dal Novecento, abbiamo pensato di scrivere una lettera al Papa, che come vediamo non teme di resistere ai potenti, per suggerirgli di convocare un Concilio Vaticano III, ai fini di esortare a un cambiamento l’umanità tutta intera e liberare la figura del Dio della pace dalle contraffazioni strumentali e mondane da cui soprattutto negli ultimi tempi essa è stata sfregiata, con grave danno per credenti e non credenti. Data la delicatezza dell’assunto chiediamo però il vostro parere sulla opportunità dell’iniziativa, e vi mandiamo in via riservata la possibile stesura della lettera anche per eventuali suggerimenti e correzioni, così come per prendere nota delle eventuali firme che vi si volessero aggiungere, senza che questo voglia dire fare sul Destinatario indebite pressioni.
Pertanto qui di seguito vi trasmettiamo la bozza di tale lettera:
—
Other News
Di Boaventura De Sousa Santos* – Meer
Perché la sopravvivenza della democrazia dipende dalla capacità della sinistra di reinventarsi.
«La sinistra», al singolare, è un’espressione semplificata della diversità dei movimenti di sinistra1.
Other News
Da Correa ed Evo Morales a Milei e Fujimori: la svolta dell’America Latina verso l’estrema destra
Di Alberto Mesas* – El Salto
Nell’ultimo decennio, nella regione si sono moltiplicati governi conservatori di orientamento ultraliberista e di stampo MAGA, sostenuti dal malcontento economico, dalla polarizzazione politica e dall’indebolimento dei partiti di sinistra.
Prima è stato Nayib Bukele con la sua autocrazia carceraria del terrore in El Salvador; poi Javier Milei e la sua motosega per recidere i diritti e amputare i servizi pubblici in Argentina; poche settimane dopo, Daniel Noboa è salito al potere in Ecuador con l’idea di militarizzare il Paese con il pretesto di combattere la criminalità; Rodrigo Paz ha fatto dei tagli e delle riduzioni fiscali a favore dei ricchi e delle imprese il suo marchio di fabbrica in Bolivia; in Cile, José Antonio Kast si vanta di essere il figlio di un ufficiale nazista che nascose la propria identità per sfuggire alla giustizia e, in quanto pinochetista, intende portare a compimento la trasformazione ultraliberista dell’economia del Paese; e Nasry Asfura, oltre ad essere presidente dell’Honduras, è uno dei nomi citati nei Pandora Papers e accumula accuse di corruzione e appropriazione indebita di fondi pubblici.
Condanna per l’attentato alla moschea islamica di via del Collegio
CHIESA DI CAGLIARI – ATTENTATO INCENDIARIO AL LUOGO DI PREGHIERA DELLA COMUNITÀ ISLAMICA DI CAGLIARI, LA SOLIDARIETÀ DELL’ARCIVESCOVO GIUSEPPE BATURI
Comunicato stampa del 11-06-2026
«Ogni offesa arrecata a un luogo di culto è una ferita inferta non soltanto a una comunità di credenti, ma all’intera società». Con queste parole l’Arcivescovo di Cagliari, monsignor Giuseppe Baturi, ha espresso la propria vicinanza alla comunità islamica del capoluogo dopo l’incendio che ha colpito il luogo di preghiera cittadino.
In una lettera indirizzata ai rappresentanti delle comunità islamiche della provincia di Cagliari, l’Arcivescovo ha manifestato «profonda tristezza» per quanto accaduto, assicurando, a nome della Chiesa di Cagliari e a titolo personale, «la più sincera vicinanza e solidarietà».
«Ogni offesa arrecata a un luogo di culto è una ferita inferta non soltanto a una comunità di credenti, ma all’intera società, che trova nella libertà religiosa, nel rispetto reciproco e nella ricerca del bene comune fondamenti essenziali della propria convivenza», scrive l’Arcivescovo nella sua lettera.
















AService Studio