POLITICA

Oggi mercoledì 14 gennaio 2026

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vss-ferrajoli-1-88195012-deec-499f-bde1-8faf3b4cc405vss-ferrajoli-2-3a45829c-17ff-4ec4-8291-d252f45bfaf7Intervista a Luigi Ferrajoli – Voce Serafica della Sardegna n. 01/2026
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Circolo Territoriale Sardegns Costituente Terra

ScreenshotSi comunica che la riunione del Circolo Territoriale Sardegna di Costituente Terra si svolgerà martedì 20 gennaio alle ore 17 (fino max ore 19,30) in sede (c/o CSS in via Marche 9 Cagliari). All’odg: 1) Introduzione e dibattito su “Dove va il mondo? Crisi delle Istituzioni internazionali. Le proposte di Costituente Terra”; 2) Questioni organizzative; 3) Varie ed eventuali.
L’introduzione sarà a cura di Matteo Meloni. Le proposte di Costituente Terra saranno illustrate da Franco Meloni.
Salute e Saluti a tutte/i
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Oggi martedì 13 gennaio 2026

img_7165NO alla legge Nordio funzionale al premierato
12 Gennaio 2026 / Alfiero Grandi su Democraziaoggi.
Il cambiamento della Costituzione ha un rilievo politico e istituzionale evidente, su questo dovrebbe esserci convergenza tra chi sostiene il Si e chi sostiene il No. Altrimenti perché mai il governo avrebbe fatto approvare ad ogni costo queste modifiche della Costituzione? Fino a far raccogliere le firme dei parlamentari […]
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Il comitato della società civile per il NO nel Referendum costituzionale sulla giustizia sostiene la raccolta di firme digitali in corso: https://firmereferendum.giustizia.it/referendum/open

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Martedì 20 gennaio 2026
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Sabato 24 gennaio 2026
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ANPI

L’ANPI condanna la sanguinaria repressione in Iran. Intervenga l’ONU
12 Gennaio 2026 su Democraziaoggi.

Gianfranco Pagliarulo, Pres. Naz. ANPI
«Condanniamo con la massima fermezza la sanguinaria repressione che sta avvenendo in Iran da parte di un regime teocratico che in passato ha represso con la violenza il movimento Donna Vita Libertà, che sta facendo precipitare la situazione interna nel caos, che alle vittime di questi giorni intende aggiungere ulteriori stragi, […]
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Oggi lunedì 12 gennaio 2026

La NATO combatterå contro se stessa? Sopravviverà allo scontro interno?
11 Gennaio 2026 / Andrea Pubusa su Democraziaoggi
Quanta confusione sotto il cielo! Inestricabile il groviglio che sta creando Trump. Prendete la NATO. Il tycoon dice che la Groenlandia deve assere annessa agli USA o con le buone o con le cattive, cioè anche a costo di una invasione. Bene tutti prendono sul serio le sue terribili parole. L’Inghilterra e la Svezia […]
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La Cina nell’Artico: pazienza geostrategica di fronte all’uragano Trump
Di Rafael Ordóñez* e Francisco Carrión* – El Independiente

Tutte le mosse degli Stati Uniti nelle ultime settimane, dall’attacco al Venezuela alle aspirazioni sulla Groenlandia, sono interpretate come un tentativo di rafforzare il potere degli Stati Uniti di fronte alla costante espansione dell’influenza della Cina nel mondo. Trump ha inventato la bugia che in Groenlandia ci fossero truppe cinesi e russe per giustificare la necessità di impossessarsi del territorio.

Non ci sono truppe cinesi in Groenlandia, ma c’è il legittimo interesse delle aziende cinesi a investire in Groenlandia. Questa è in realtà l’arma che la Cina utilizza per espandere la sua influenza nel mondo e sta funzionando. La sua crescita economica e la dipendenza del mondo dalla Cina sono la forza con cui il Paese ha fermato, senza clamore, i dazi sproporzionati annunciati da Donald Trump.

Perché no alla riforma Nordio

ScreenshotLuigi Ferrajoli, Il senso perverso di una controriforma costituzionale

Il senso della contro-riforma costituzionale dell’ordinamento giudiziario è uno solo: un atto di ostilità e di disprezzo nei confronti dei magistrati e un primo passo verso la subordinazione dei pubblici ministeri al potere politico. La separazione delle carriere è un falso argomento, essendo già stata realizzata. Oggi i passaggi di carriera riguardano ogni anno lo 0,4% dei magistrati. Se questa fosse stata la ragione della riforma sarebbe bastato eliminare questo insignificante residuo con una legge ordinaria, senza scomodare Costituzione e popolo sovrano, mobilitato con il referendum su una simile sciocchezza.

Oggi domenica 11 gennaio 2026 – Evviva l’Europa dei Popoli

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Nei giorni 9 e 10 gennaio al Teatro Lirico di Cagliari l’Orchestra e il Coro del Teatro Lirico hanno eseguito la Sinfona n.9 in re minore per soli coro e orchestra op.125 di Ludwing van Beethoven. La stessa Sinfonia contiene il famosissimo Inno alla Gioia. Com’è noto, forse non a tutti, lo stesso costituisce l’Inno dell’Unione Europea. Nei due giorni abbiamo pertanto assistito a un OMAGGIO ALL’EUROPA. Ne abbiamo bisogno soprattutto in questo periodo di assalto all’autonomia dell’Europa, alla Democrazia e al Diritto Internazionale – di cui l’Europa è stata culla – da parte del peggior presidente degli Stati Uniti d’America della Storia, il famigerato Donald Trump. Sapevatelo.

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Trump inventa un nuovo colonialismo?
10 Gennaio 2026 – Andrea Pubusa su Democraziaoggi.
Una delle vicende più tragiche del vecchio continente e del nuovo nella versione USA è senza dubbio il colonialismo. Invasione e conquista di nuovi territori ne sono stati la caratteristica principale. Naturalmente lo sfruttamento delle risorse e l’asservimento delle popolazioni aveva un costo in danaro e in uomini, ma ne valeva la pena, sul […]
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Oggi venerdì 9 gennaio 2026

Trump, volenterosi e i valori democratici
8 Gennaio 2026 – Andrea Pubusa su Democraziaoggi.
Ogni giorno ce n’è una nuova. Per il Venezuela il tycoon dice che governerà lui e che la presidente facente funzioni Rodriguez farà quanto lui ordinerà. Poi ci saranno ĺe elezioni… manco a dirlo libere. Precisa che questa è necessario per assicurare ai venezuelani la democrazia. Questa è di là da venire, ma il […]
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I dilemmi del Venezuela e della Cina
Di Xulio Ríos* – Contexto y Acción (CTXT)

Affrontare gli Stati Uniti in questo scenario è complesso. Molto probabilmente, Pechino cercherà di salvare il salvabile, proteggere i propri investimenti e adattarsi.

C’è una differenza sostanziale tra la lunga storia degli interventi imperialisti statunitensi in America Latina e nei Caraibi e quanto accaduto di recente in Venezuela. Come accaduto anni fa a Panama e in Honduras, e come tutto sembra probabile che accada in altri contesti, a giudicare dall’invettiva di Donald Trump, queste sono manifestazioni dello stesso obiettivo strategico: espellere con la forza la Cina dalla regione.

A Pechino, la reazione ufficiale è stata di logica condanna. Descrivendo l’azione degli Stati Uniti come un “abuso egemonico”, il Ministro degli Esteri Wang Yi ha dichiarato che la Cina “non accetterà che nessun Paese si proclami giudice del mondo” e ha ribadito la sua difesa della Carta delle Nazioni Unite. Sui social media cinesi, i commenti sono più vari: da chi arrossisce per l’”incompetenza” di Maduro nel garantire la propria sicurezza a chi celebra con giubilo la sua caduta, pur lamentando l’incertezza che circonda i miliardi di dollari di prestiti in sospeso.

Renee Nicole Macklin Good, la 37enne uccisa mercoledì a Minneapolis da un agente dell’Immigration and Customs Enforcement

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A chi la Groelandia? E l’Europa scassata com’è che farà?

img_7183Screenshot Antonio Dessì su fb.
Non so come andrà a finire la storia della Groenlandia.
Mi capita di leggere qualche giornalista “alternativo” che scrive: “Ma de che? La Groenlandia è già un protettorato americano. C’è una grande base militare statunitense attiva, a Pituffik e potrebbe tranquillamente essere riattivata la grande base di Camp Century che presidiò l’isola durante tutta la Guerra Fredda”.
Insomma, verrebbe da concludere: ma allora che se la prendano. Del resto non pochi di questi giornalisti “alternativi” e “pacifisti” sono sempre stati propensi a sostenere che sia meglio lasciare che Putin si prenda quel che vuole dell’Ucraina, anzi, magari l’Ucraina tutta intera.
É presumibile che nessun europeo vorrà morire per difendere la Groenlandia dagli USA.
Non ci sarebbero nemmeno manifestazioni come quelle che vediamo indette in Italia pro-Venezuela e pro-Maduro, ci scommetto.
Trump d’altra parte potrebbe anche comprarsela, tutta compresa con i suoi appena 57mila abitanti (meno della città di Quartu Sant’Elena, che ne conta pur sempre 70mila). E premere, se il tema fosse quello del consenso, per un referendum locale che stacchi la Groenlandia dalla piccola Danimarca, della quale costituisce storicamente un (sia pur blandamente) criticato possedimento coloniale.
Epperò. Forse perché la Danimarca è troppo piccola, forse per una forma di rispetto anche verso i nativi Inuit, la grande Isola artica è stata finora preservata dallo sfruttamento distruttivo delle enormi risorse che si ritiene racchiuda il suo sottosuolo roccioso e ghiacciato.
Tutto il contrario di ciò che si potrebbe verificare se finisse totalmente nelle mani statunitensi.
Forse sarebbe il caso di essere meno cinici o meno remissivi. Almeno come atteggiamento “alternativo”, dico.
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In argomento e connessi dintorni. Personalmente mi aggrappo alla citatissima frase di Nino Gramsci, soprattutto per la parte “ottimismo della volontà” con riferimento all’Europa. Quanto a Utopie, Tonino non è da meno.
https://www.facebook.com/share/p/14SPsmTegNe/?mibextid=wwXIfr.)
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Eppure a guardar bene la strategia geopolitica americana, se era stata pianificata fin dall’inizio, ha un qualcosa di affascinante se non geniale. Prima, con Biden, obbliga l’Europa a schierarsi senza se e senza ma con la Russia, la costringe a non comprare più gas russo e, in sostituzione, ad acquistare il suo. Poi insieme a Israele (e alle monarchie petrolifere della penisola arabica) cerca di prendere il controllo sul medio e vicino oriente (manca un’ultima spallata al regime degli Ayatollah ma, probabilmente il tentativo ci sarà a breve).

Oggi 8 gennaio 2026 giovedì

img_7165La raccolta di firme dà il via alla campagna per il No al referendum, uniti a difesa dell’autonomia della magistratura
7 Gennaio 2026 – Alfiero Grandi – WWW.STRISCIAROSSA.IT – Anche su Democraziaoggi.
La raccolta delle firme per il referendum sulla legge Nordio, proposta da 15 cittadini, ha dato risultati positivi, ben oltre le previsioni. Questa raccolta firme ha reagito al tentativo del governo di anticipare la data del referendum perfino forzando le normative con l’obiettivo di non dare tempo al No di sviluppare la […]
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Il comitato della società civile per il NO nel Referendum costituzionale sulla giustizia (controriforma Nordio) sostiene la raccolta di firme digitali in corso: https://firmereferendum.giustizia.it/referendum/open
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L’Europa ignora il cimitero venezuelano / In 148 minuti sono crollati 80 anni di ordine internazionale. È arrivata l’ora dei mostri

ScreenshotL’Europa ignora il cimitero venezuelano
Di Eldar Mamedov* – Responsible Statecraft

La sua tiepida risposta all’attacco degli Stati Uniti rafforza la sua debolezza e mina la causa della difesa dell’Ucraina.

Quando la Russia ha invaso l’Ucraina, l’alto rappresentante dell’UE per gli affari esteri Kaja Kallas ha affermato che “la sovranità, l’integrità territoriale e il discredito dell’aggressione come strumento di politica statale sono principi fondamentali che devono essere sostenuti nel caso dell’Ucraina e a livello globale”.

Non si trattava di semplici parole. L’UE ha adottato ben 19 pacchetti di sanzioni contro l’aggressore, la Russia, e dal 2022 ha stanziato quasi 200 miliardi di dollari in aiuti.

Ci si aspetterebbe quindi che l’UE condannasse l’attacco unilaterale degli Stati Uniti contro il Venezuela nei primi giorni del 2026, che ha portato al rapimento del suo leader Nicolás Maduro? Eppure, non è successo nulla di tutto ciò. In realtà, l’UE ha già dimostrato il suo approccio selettivo alla legalità internazionale quando non ha condannato le violazioni a Gaza con la stessa veemenza con cui ha condannato quelle in Ucraina, distruggendo la credibilità dell’Europa nel Sud del mondo e anche tra molti cittadini europei.

Invece, la risposta dell’UE all’attacco del presidente Trump al Venezuela è stata un capolavoro di evasione. I leader europei hanno rilasciato vaghe dichiarazioni identiche in cui si impegnavano, soprattutto, a “monitorare da vicino la situazione” in Venezuela. Questo “monitoraggio collettivo” potrebbe essere la missione più grande e passiva nella storia del blocco.

Oggi mercoledì 7 gennaio 2026

Ucraina-Groenlandia e l’art. 5 NATO, che rompicapo!
6 Gennaio 2026 – Andrea Pubusa su Democraziaoggi.
Mentre in TV seguo le gesta mirabolanti di Trump, mi vengono in mente tanti stravaganti pensieri. I volenterosi vogliono garantire all’Ucraina sicurezza contro l’orso russo. E l’idea più accreditata è che si estenda a Kiev, pur non aderente alla NATO, l’art. 5 del Patto atlantico. Se qualcuno attacca l’Ucraina, scatta l’intervento armato di tutti […]
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È colonialismo, stupido!
Di Boaventura de Sousa Santos* – Articolo inviato dall’autore ad Othernews

Ciò che è accaduto nelle prime ore del 3 gennaio a Caracas ha lasciato il mondo sbalordito. Ma la cosa più sorprendente è proprio il fatto che il mondo sia rimasto sbalordito. Ciò che è accaduto era stato ampiamente previsto. Da quando? I meno informati diranno da quando Donald Trump è salito al potere e, soprattutto, dalla pubblicazione della Strategia per la Sicurezza Nazionale nel novembre 2025, che afferma che gli Stati Uniti si riservano il diritto di intervenire in qualsiasi Paese ogniqualvolta siano in gioco i propri interessi.

Che succede nel Mondo? Contributo al Dibattito di Vanni Tola

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Crisi internazionali: Rileggere il marxismo per comprendere il presente

di Vanni Tola

Di fronte a un mondo attraversato da crisi multiple – economiche, politiche, ambientali e giuridiche – emerge una domanda sempre più frequente: gli strumenti concettuali con cui abbiamo interpretato la realtà negli ultimi decenni sono ancora adeguati? La crisi delle regole del sistema capitalistico, l’indebolimento dei principi del diritto universale e la normalizzazione di guerre, disuguaglianze e stati di eccezione, pongono interrogativi radicali. In questo contesto, può avere senso tornare a leggere Marx e i marxisti, liberando però la teoria dalle esperienze storiche fallimentari del cosiddetto “comunismo reale”?

Questo articolo prova a rispondere a tale domanda, non in chiave ideologica, ma come esercizio critico di comprensione del presente.

Oggi martedì 6 gennaio 2026

La democrazia si affievolisce per mano di molti sedicenti democratici
6 Gennaio 2026 – Andrea Pubusa su Democraziaoggi.
I nostri giorni mostrano come la democrazia sia un concetto elastico. Ognuno la gira a modo suo. Trump dice che si prende il petrolio venezuelano e molti fior di democratici, predicatori infaticabili dei valori occidentali, non hanno nulla da obiettare, mostrano di credere che Maduro sia un narcotrafficante. Ce ne sono tanti in giro, […]
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