Internazionale
Prima Loro – Le riflessioni di Raniero La Valle
Cari amici,
stiamo vivendo una svolta storica, carica di simboli e presagi, che nell’ultima settimana ha raggiunto probabilmente il punto di caduta più vicino all’abisso. Noi però abbiamo l’impressione che la fase stia cambiando e che forse nei prossimi mesi comincerà la risalita e torneremo a vedere la luce.
Nell’incontro per la pace nella cattedrale di Bamenda in Camerun, papa Leone ha fatto un discorso in cui ha denunciato (in inglese) che il mondo è devastato da una manciata di tiranni (nelle altre lingue tradotto però in “dominateurs”, “dominatori”, “oppressori”, “signori della guerra”, come se “a handful of tyrans” fosse detto solo per qualcuno che parla in inglese) discorso che è stato considerato come una svolta del pontificato.
Other news. Oltre l’anti-imperialismo / Sudan, la guerra sanguinosa e lontana che sembra non preoccupare nessuno, tranne quando si parla di immigrazione
Oltre l’anti-imperialismo
Di Francine S. R. Mestrum* – Meer
Come resistere al populismo di destra e al fascismo?
L’elezione di José Antonio Kast in Cile conferma l’avanzata della destra radicale in America Latina e nel mondo, in un contesto di malcontento sociale, crisi di rappresentanza e promesse di ordine di fronte all’incertezza
L’elezione di José Antonio Kast in Cile è stata uno shock. Ciò risulta sorprendente, poiché certamente non è il primo presidente di estrema destra in America Latina né nel mondo. Forse la sorpresa è dovuta al suo legame diretto con il fascismo del secolo scorso. Il padre di Kast era membro del NSDAP tedesco, il partito nazista, e fuggì in Cile dopo la Seconda guerra mondiale. I suoi figli collaborarono con il regime di Pinochet e continuano a sostenere senza riserve la sua ideologia ancora oggi.
Se guardiamo alla mappa mondiale, vediamo una forte svolta a destra. In America Latina, Milei in Argentina e Kast in Cile stanno già facendo scalpore. Ci sono anche Noboa in Ecuador, Paz in Bolivia, Jerí in Perù, Bukele in El Salvador e Asfura in Honduras.
Oggi martedì 15 aprile 2026
Il trionfo della morte
14 Aprile 2026
L’operazione “oscurità eterna”, ha celebrato un altro successo, ha ristabilito la sovranità della morte, che in Israele viene celebrata con giubilo, come dimostrano le immagini di Ben Gvir che festeggia la pena di morte.
di Domenico Gallo su Democraziaoggi.
Appena è scattata la tregua con l’Iran, dopo che Donald Trump aveva minacciato di cancellare dalla storia un’intera civiltà, Netanyahu è […]
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Che disastro la situazione internazionale fondata sulla forza! Occorre imboccare la strada opposta
13 Aprile 2026 – Andrea Pubusa su Democraziaoggi
Confesso che ho sempre una maggiore difficoltà ad orientarmi nelle grandi questioni internazionali. Per esempio, sono senza dubbio contro il regime degli ayatollah iraniani, eppure la loro ferma difesa contro l’attacco USA-Israele mi sembra sacrosanta. Non altrettanto condivido Zelensky, pure lui attaccato, ma strumento di un disegno occidentale a guida Biden contro Mosca, verso […]
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… un buon risveglio!
I nuovi fatti di Ungheria
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La penso come Enrico Rossi (su fb); trovo molte affinità con i compagni Tonino Dessì e Nicolò Migheli (su fb). Qualche dissenso sull’atteggiamento rispetto alla Russia, che dobbiamo considerare un paese europeo, seppure non candidato all’Unione Europea, che è altra cosa, per fortuna e nonostante tutto! E, soprattutto: pensiamo a un programma comune del centro sinistra-campo largo-opposizione attuale, testardamente unitari, prima di indicare il candidato premier (di cui nessuno ci vieta di parlare, ma non è allo stato la priorità) [fm]
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Meloni e Matteo Salvini hanno sostenuto attivamente Orbán, comparendo persino in uno spot elettorale internazionale a suo favore. In questo video, i leader della destra italiana hanno celebrato l’Ungheria come un modello di difesa della sovranità nazionale e delle radici cristiane contro il “centralismo di Bruxelles”.
La realtà è che Orbán ha lasciato un Paese isolato in Europa a causa dello smantellamento dello Stato di diritto, del controllo ferreo sui media e del blocco dei fondi UE (circa 20 miliardi di euro) per corruzione e violazioni dei diritti; compresi i diritti sociali con leggi che consentono abusi e sfruttamento inumano dei lavoratori.
Péter Magyar cosa ha promesso per vincere?
Oggi sabato 11 aprile 2026 – OTHER NEWS. Grandi potenze, interesse nazionale e diplomazia / Quando una società si radicalizza: il pericoloso percorso di Israele verso l’isolamento
Grandi potenze, interesse nazionale e diplomazia
Di Fernando Ayala* – Treccani
Che cos’è l’interesse nazionale, chi lo definisce e in che modo? Sono molte le domande che sorgono in seguito alla revisione delle posizioni di diversi Paesi alla luce dell’ultima Strategia di sicurezza nazionale (NSS, National Security Strategy) degli Stati Uniti, resa nota dal presidente Donald Trump lo scorso novembre. L’interesse nazionale, come definito dagli autori classici, mira a garantire la sicurezza dello Stato, a proteggere la sua sovranità, i confini, gli abitanti, la cultura e le tradizioni, identificando al contempo le minacce e proiettando la propria influenza in un mondo internazionale spesso descritto come anarchico. Ciò è dovuto all’assenza di un governo centrale globale che faccia rispettare il diritto internazionale. Oggi, siamo testimoni di questo disordine globale in cui il diritto internazionale e la Carta delle Nazioni Unite non vengono rispettati, i trattati vengono violati e l’uso della forza viene imposto per cambiare i governi, sottomettere i Paesi, assassinare autorità o rapire i capi di Stato.
Appuntamento per la Pace

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Per partecipare è gradita l’iscrizione.
https://forms.gle/Ma5BYJgvKtuxT7DL7
A due passi dall’inferno c’è tutto il mondo per “questi due pazzi che giocano a fare Dio”

Trump e Netanyahu: due pazzi che giocano a fare Dio.
Jeffrey D. Sachs | 6 aprile 2026 | Sogni comuni
Quando dei leader squilibrati invocano la catastrofe divina come strumento politico, non sono solo i loro nemici a esserne travolti. Se non vengono fermati, saremo tutti vittime di questi due psicopatici.
Ecco il messaggio di Pasqua di Donald Trump al mondo:
Martedì in Iran sarà la Giornata della Centrale Elettrica e la Giornata del Ponte, tutto in uno. Non ci sarà niente di simile!!! Aprite il maledetto Stretto, pazzi bastardi, o vivrete all’inferno – VEDRETE! Sia lode ad Allah. Presidente DONALD J. TRUMP
Other. La legge israeliana sulla pena di morte segna una nuova fase nella disumanizzazione dei palestinesi / La guerra tra Iran, Stati Uniti e Israele e la fine del momento unipolare.
La legge israeliana sulla pena di morte segna una nuova fase nella disumanizzazione dei palestinesi
di Yuli Novak* – The Guardian
Un governo che abbraccia apertamente la violenza contro i palestinesi ha ora sancito per legge una politica di uso della forza letale.
Questa settimana, Israele ha approvato una legge che istituzionalizza l’esecuzione dei palestinesi. I tribunali del paese possono ora infliggere la pena di morte ai palestinesi “condannati per attacchi mortali”, ampliando un sistema giuridico progettato per prenderli di mira, privarli dei diritti, sottoporli ad abusi sistematici e, in ultima analisi, proteggere i responsabili israeliani di crimini contro i palestinesi dall’assunzione di responsabilità. Sebbene questa legislazione non crei una realtà completamente nuova, segna l’inizio di una nuova e preoccupante fase dell’oppressione israeliana dei palestinesi, sancendo per legge una politica di lunga data di uso della forza letale contro di loro. È inquietante che questa realtà sia già normalizzata in Israele.
Other News. Il momento di Pechino / Lo “Scudo delle Americhe” non aiuta l’America Latina
Il momento di Pechino
di Leon Hadar* – Global Zetgeist Substack
Perché la Cina detiene la chiave per porre fine all’ultima disavventura di Washington in Medio Oriente.
C’è una certa ironia amara nel vedere Washington scoprire ancora una volta — dopo che i cadaveri si sono accumulati e il tesoro è stato dissanguato — che la guerra che ha iniziato non può essere vinta sul campo di battaglia. Il conflitto degli Stati Uniti con l’Iran, come molti dei suoi predecessori nella regione, è stato lanciato con la retorica inebriante della forza decisiva e del cambio di regime, e da allora si è insediato nel familiare pantano di costi crescenti, deriva strategica e un nemico che si rifiuta di seguire il copione del Pentagono.
In questo caos entra in scena un potenziale mediatore inaspettato – e, per molti a Washington, sgradito: la Repubblica Popolare Cinese.
Internazionale (Other News): L’Impero vacilla/L’acqua come arma di guerra nell’era della crisi idrica
INTERNAZIONALE
L’Impero vacilla
Di Fabian Scheidler* – La Marea
Come la guerra contro l’Iran potrebbe porre fine all’egemonia statunitense nel Golfo Persico.
A più di due settimane dall’inizio della guerra di aggressione contro l’Iran, gli Stati Uniti e Israele non hanno ancora raggiunto il loro obiettivo bellico di provocare un cambio di regime, ed è improbabile che ci riescano in questo modo. La storia dimostra che i bombardamenti aerei da soli raramente portano alla vittoria, e tanto meno al rovesciamento dei governi. Al contrario, chi viene attaccato tende a serrare i ranghi attorno ai propri leader, specialmente quando l’aggressore, come in questo caso, bombarda scuole e ospedali.
Menzogne a gogo’: Dichiarazione G7 sul sostegno ai partner in Medio Oriente
Sul sito del Ministero degli esteri… Da leggere.
Abbiano superato la soglia della vergogna?
Dichiarazione G7 sul sostegno ai partner in Medio Oriente
Data pubblicazione: 21 Marzo 2026 Tipologia: Comunicati
Noi, Ministri degli Esteri del G7 di Canada, Francia, Germania, Italia, Giappone, Regno Unito e Stati Uniti d’America, nonché l’Alto rappresentante dell’Unione europea, esprimiamo il nostro sostegno ai partner nella regione di fronte agli ingiustificabili attacchi compiuti dalla Repubblica Islamica dell’Iran e dai suoi alleati.
Condanniamo con la massima fermezza gli irresponsabili attacchi del regime contro i civili e le infrastrutture civili, incluse le infrastrutture energetiche, in Bahrein, Kuwait, Oman, Qatar, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Giordania e Iraq, in linea con la risoluzione 2817 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. Gli attacchi ingiustificabili del regime iraniano contro questi Stati minacciano anche la sicurezza regionale e globale. Chiediamo la cessazione immediata e incondizionata di tutti gli attacchi da parte del regime iraniano. Riaffermiamo l’importanza di salvaguardare le rotte marittime e la sicurezza della navigazione, anche nello Stretto di Hormuz e in tutte le vie navigabili critiche mi associate, nonché la sicurezza delle catene di approvvigionamento e la stabilità dei mercati energetici.
Siamo pronti ad adottare le misure necessarie per sostenere l’approvvigionamento energetico globale, come il rilascio delle scorte deciso dall’Agenzia Internazionale per l’Energia l’11 marzo. Il G7 ha affermato a più riprese che l’Iran non deve dotarsi di armi nucleari e che deve interrompere il suo programma di missili balistici, porre fine alle sue attività destabilizzanti nella regione e in tutto il mondo e cessare le atroci violenze e la repressione contro il suo stesso popolo.
Sosteniamo il diritto dei paesi vittime degli ingiustificati attacchi da parte dell’Iran o dei suoi alleati a difendere i propri territori e a proteggere i propri cittadini. Ribadiamo il nostro sostegno incondizionato alla loro sicurezza, sovranità e integrità territoriale. Condanniamo gli efferati attacchi compiuti in Iraq dall’Iran e dalle sue milizie contro strutture diplomatiche e infrastrutture energetiche, in particolare nella regione del Kurdistan iracheno, nonché contro le forze statunitensi e della coalizione contro l’ISIS e il popolo iracheno.
Oggi sabato 21 marzo 2026. E’ Primavera, benedetta Primavera!

L’argine della Magistratura
21 Marzo 2026 su Democraziaoggi.
La Costituzione italiana rappresenta l’unica garanzia contro i marosi dei poteri selvaggi, e un’autorità giudiziaria realmente indipendente rappresenta l’unico strumento che può tenere in piedi l’argine della Costituzione.
di Domenico Gallo
Ci aspettano tempi difficili. L’attacco proditorio di Israele e Stati Uniti a una potenza regionale come l’Iran apre uno scenario infernale di morte, di distruzione ambientale, di […]
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L’Iran sta vincendo / L’impatto umanitario della guerra in Medio Oriente
L’Iran sta vincendo
Di Rafael Poch* – Contexto y Acción (CTXT)
Questa guerra è asimmetrica perché la superiorità tecnologica e la capacità militare di una delle parti sono schiaccianti, ma né gli israeliani né gli statunitensi sopporterebbero un tale livello di distruzione senza subire uno sconvolgimento politico.
Non c’è dubbio che la popolazione iraniana stia soffrendo la guerra molto più di qualsiasi altra parte coinvolta, sia in Israele che nei paesi del Golfo o negli Stati Uniti, dove non si registra alcun danno. Ma a giudicare da quanto si vede, c’è una differenza nella capacità di resistenza: né gli israeliani, né gli statunitensi, né gli abitanti dei paesi del Golfo sopporterebbero il livello di distruzione di infrastrutture, ospedali, scuole e centri amministrativi, per non parlare dell’eliminazione di un’intera schiera di figure di spicco della leadership politica, militare e religiosa, senza subire un terremoto politico e sociale. L’Iran si fa carico di tutti quei danni che i suoi avversari non possono sopportare.







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