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La Sardegna sequestrata dalla Nato

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[Red il manifesto sardo]

Pubblichiamo una nota del Movimento Nonviolento Sardegna, della Tavola Sarda della Pace e del Coordinamento Prepariamo la Pace che nella giornata di ieri hanno organizzato un partecipato e vivace sit-in con conferenza stampa al porto di Cagliari. Ma per tutta la questa settimana ci saranno numerose iniziative, fino allo sciopero del 20 e alla manifestazione del 22 alla base di Capo Teulada. La Sardegna, isola di pace e di natura, non vuole prestare il suo territorio alla guerra, ma affermare la pace con la pace.

Solidarietà alle giornaliste e ai giornalisti di Sardiniapost

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[Red de il manifesto sardo]

Pubblichiamo il comunicato dell’associazione della stampa sarda a sostegno delle giornaliste e dei giornalisti di Sardiniapost. Siamo vicini e solidali con le persone licenziate e loro famiglie.

Oggi lunedì 16 maggio 2022

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——————-Opinioni, Commenti e Riflessioni——————–
img_9189Oggi lunedì a Cagliari un incontro per la formazione di un Comitato contro le armi per la trattativa
16 Maggio 2022
Red Democraziaoggi.

Oggi alle 18 nella sede della CSS in via Marche n. 9 – Cagliari – si tiene una riunione aperta di pacifisti contro le armi e per la trattativa subito per verificare l’utilità e la fattibilità di un Comitato che organizzi e coordini una campagna per la pace in Sardegna. Mentre nelle maggiori città iniziano […]
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La Russia non può vincere, l’Ucraina non può perdere. Che fare? Guerra a oltranza o trattativa?
16 Maggio 2022
A.P. su Democraziaoggi.

Che la Russia non vincerà sembra sicuro. Come fa a spuntarla contro tutto l’occidente? Ha contro la forza economica prevaricante e gli armamenti più sofisticati. Gli ucraini mettono i corpi e le città in una guerra che per loro è d’indipendenza, per Usa-Nato di potenza. Questo è il gioco. La Russia, a quel che si […]
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https://ilmanifesto.it/la-lingua-biforcuta-della-guerra?fbclid=IwAR2EE6IQTiMHAAp4zRwaO_rHdealOZOJIPGtqI2kNdCaIdl28daKVzwsqDY
Marco Revelli in un lucido articolo sulla guerra in Ucraina [segnalato da Antonello Murgia, Anpi].
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Appuntamenti

Lunedì 16 maggio 2022
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Lunedì a Cagliari un incontro per la formazione di un Comitato contro le armi per la trattativa
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Martedì 17 maggio 2022
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La Guerra si presenta

33cd8fdb-c8f3-4f34-ac58-2b127f7cbd68Giochi di guerra in Sardegna e tante spiagge interdette: “Il governo gioca con le armi, Isola paradiso a rischio”
Di Jacopo Norfo 14 Maggio 2022 CAGLIARI su Casteddu online
Raid militare persino a Nora e al Poetto. Esplode la polemica sulle esercitazioni militari che stanno per accerchiare le spiagge sarde, rendendo off limits zone bellissime di Nora, Villasimius, Muravera, Teulada, per un “blitz militare immediato” che sta trasformando la Sardegna in un fortino di guerra. Ben 17 aree vietate agli abitanti. Il caso finisce oggi in Parlamento
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Oggi domenica 15 maggio 2022 contro la guerra per la Pace

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In Sardegna prove di guerra. Conferenza stampa-sit-in di protesta oggi domenica alle 10 al Molo Ichnusa
15 Maggio 2022 su Democraziaoggi.
Oggi domenica, ore 10 al Molo Ichnusa conferenza stampa di protesta indetta da “Prepariamo la pace” contro le operazioni militari in Sardegna
. Chi può faccia una passeggiata al Molo e partecipi.
Sbarco di “guerra” nel Porto di Cagliari. Aerei radar della Nato in volo sulle zone interne dell’Isola, Sardegna completamente circondata anche sul fronte aereo, così […]
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logo-anpi-nazionaleComunicato stampa dell’ANPI della Sardegna
Sbarco di “guerra” nel Porto di Cagliari
Aerei radar della Nato in volo sulle zone interne dell’Isola, Sardegna completamente circondata anche sul fronte aereo, così titola L’Unione Sarda, fotografando con preoccupazione la situazione. Un’operazione segreta, come tutte quelle militari, senza alcun preavviso. Con un’ordinanza, la Capitaneria di Porto di Cagliari dispone, «con decorrenza immediata», il divieto di immettersi nelle 17 aree indicate nel mare sardo. Il dispiegamento imponente nel Porto di Cagliari è una evidente esibizione di forza, un messaggio “guerrafondaio” nel cuore della città, da trasmettere all’Europa e al Mondo. Un messaggio di allerta che mal si concilia con le parole di Draghi dell’altro giorno e parla, coi fatti, di guerra e non di lavoro per la trattativa.
La Sardegna, “con ben 35 mila ettari di territori occupati e recintati per perenni giochi di guerra”, viene segnalata all’attenzione internazionale come bersaglio in caso di escalation della follia bellicista.
L’ANPI della Sardegna, ribadendo la propria ferma opposizione all’invio di armi in Ucraina e al generale riarmo in atto, ribadisce la propria opposizione alla politica del governo e al silenzio della Regione, in contrasto con la volontà largamente maggioritaria dei sardi e della popolazione italiana.
Cagliari 15.05.2022
Il coordinatore regionale Antonello Murgia
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img_9189Su aladinpensiero online l’elenco aggiornato delle adesioni all’appello che sarà discusso nella riunione di insediamento del Comitato contro le armi per la trattativa, lunedì 16 maggio alle ore 18 presso la sede della CSS in via Marche 9 Cagliari: http://www.aladinpensiero.it/?p=133311

Oggi domenica 15 maggio 2022

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Carbonia. I 72 giorni della “non collaborazione”. Messa sotto accusa del Consiglio di gestione. Pietro Ingrao a Carbonia, per inaugurare l’edicola de “L’Unità”
15 Maggio 2022
Gianna Lai su Democraziaoggi
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A conferma della denuncia di Velio Spano, la SMCS impone la ripresa del lavoro minacciando, nel manifesto affisso in miniera, ulteriori provvedimenti contro le maestranze; così nel documento inviato alle Commissioni interne, dopo aver specificato una riduzione del prodotto del 50%: “il rendimento operaio è molto al di sotto di quello corrispondente alla […]
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Che succede?

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PALPITI NEL “CAMPO LARGO”. IN CERCA DI UN SUD PROTAGONISTA. DEMOS A CONGRESSO. REFERENDUM GIUSTIZIA
14 Maggio 2022 su C3dem
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CINISMO TV. CINISMO D’ISRAELE. ZELENSKY DA VESPA. E INFINE FURIO COLOMBO S’ARRABBIA…
14 Maggio 2022 su C3dem
(Segue)

Charles de Foucauld

[Avvenire] Canonizzazione. La fede controcorrente, 10 nuovi santi per la Chiesa: ecco chi sono
Redazione Internet di Avvenire, sabato 14 maggio 2022
Cinque gli italiani, sacerdoti e religiose fondatori di Istituti religiosi. Tra gli stranieri, la figura di Charles de Foucauld, sulla quale ci soffermiamo, traendo le informazioni dalla pagina fb di Avvenire.
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47b6e817-d2c1-41bf-a6d8-6104155f3425Charles de Foucauld, voleva essere il fratello universale
“La figura di Charles de Foucauld è estremamente complessa. Non può essere troppo semplificata perché si rischia di banalizzarla. Ma è vero che la fraternità è centrale nella sua vita e nella sua spiritualità, questo suo desiderio di andare verso l’altro, di farsi l’altro; è una volontà folle, la sua, di divenire fratello. Fratello di tutti”. Sintetizza così, l’arcivescovo di Algeri Jean-Paul Vesco, la personalità straordinaria – proprio perché fuori dall’ordinario – di frère Charles, il santo della fraternità, che oggi viene canonizzato a Roma insieme ad altri nove nuovi santi.
“Voleva essere il fratello universale – scrive papa Francesco nella Fratelli Tutti -. Ma solo identificandosi con gli ultimi arrivò ad essere fratello di tutti”. [segue]

Per la Pace in Ucraina e nel Mondo. Nulla di intentato!

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Dalla chat whatsapp del Patto per la Sardegna, riportiamo due contributi al dibattito sulla Pace in Ucraina e nel Mondo che riteniamo di generale interesse
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[Angelo] Cari amici,
mentre sono chiuso a casa per via del Covid, rifletto sulle posizioni sull’ Ucraina: armi si, armi no, disarmo incondizionato, responsabilità della NATO, manifestazioni pacifiste, raccolta firme a sostegno del disarmo ecc. Devo confessare di essere abbastanza frastornato e confuso (e non solo per il Covid) a differenza di molti di voi che (beati voi) avete solo certezze ed abbondanza di iniziative conseguenti. Si afferma che le armi portano solo ulteriori morti e si invitano i contendenti ad una pace immediata che mi pare al momento assai poco verosimile anche col generoso sostegno di alcuni di noi.
Mi chiedo, al di là delle belle parole, che alternative concrete diamo al Popolo Ucraino, brutalmente e pretestualmente invaso: senza le “nostre” armi potrebbe certo arrendersi, ma a quali condizioni e con quali perdite di vite umane e di territori (la vicenda israelo-palestinese dovrebbe quanto meno farci riflettere) e poi, in ogni caso, è una decisione che spetta a loro, a noi nel caso resterebbe il rimorso per un pacifismo sterile che non tiene conto delle vittime e che davanti alla violenta sopraffazione “ sta a guardare “ e quindi la incoraggia o tutt’ al più indice qualche marcia o conferenza.
Certo in un mondo ideale le armi andrebbero bandite e le dispute regolate presso organismi internazionali che, se ancora esistono, sono di fatto ostaggio di veti incrociati, vuotate di ogni potere. Ma il mondo non è (ancora) affatto ideale e pieno di tagliagole.
Putin dice che la Russia si sente minacciata dalla NATO, ma la corsa dei Paesi ex Patto di Varsavia verso la NATO, anche quelli tradizionalmente neutrali, dimostra invece che sono questi paesi a sentirsi minacciati dalla Russia e loro sanno, per passate esperienze, cosa questo voglia dire.
Su queste problematiche mi piacerebbe sentire altri punti di vista “non ideologici” ma liberi e non conformisti. Chiedo troppo ? Un caro saluto.
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[Franco] Caro Angelo e cari amici e compagni. Intanto auguri di pronta guarigione a Angelo, e grazie per le sue riflessioni che portano elementi al vivace dibattito in corso in molte sedi (tra cui le nostre chat, blog e pagine fb). Dico la mia. Credo che tutti noi dobbiamo concordare sull’obbiettivo di fondo, sulla finalità, cioè la Pace tra i popoli e la scelta di sostituire sempre le trattative e i negoziati alla guerra. Pertanto attuando per quanto poco possiamo e richiedendo che si attuino le indicazioni/prescrizioni delle vigenti Carte internazionali e ovviamente ridando spazio, vitalità, potere alle Nazioni Unite. Sappiamo tutti in quale stato di debolezza si trovano l’Onu e gli altri organismi mondiali di gestione della Terra. Il nostro impegno va quindi nella direzione di rafforzarli, anche se allo stato appare un’Utopia. Ma questa Utopia, io penso, sia quanto di più realistico oggi ci possa essere e per cui dobbiamo combattere, sapendo che siamo tornati maledettamente indietro rispetto al dopoguerra. Al riguardo io ho come riferimento il movimento Costituzione della Terra, fondato da Raniero La Valle, Luigi Ferrajoli e altri (https://www.costituenteterra.it). Sulla finalità che credo debba unificarci (credenti, non credenti e altrimenti credenti, come amiamo definire la nostra aggregazione) mi sembra utile riportare alcune considerazioni di Mario Capanna sul perseguire l’abolizione della guerra, facendone un tabù, come è riuscita a fare l’Umanità per tanti altri terribili comportamenti umani (cannibalismo, incesto, schiavitù, …). A mio parere Capanna, che comunque apprezzo nel bilanciamento complessivo della sua storia e personalità, non sempre dice cose condivisibili, ma in questo caso sì, anche perchè si muove nella linea di illustri pensatori e operatori di pace (Capitini, Dolci, Moravia, Cassola, Pasolini, Sciascia, Strada…, per citare solo intellettuali italiani) [rif. Capanna: https://www.radiondadurto.org/2022/05/11/mario-capanna-vicini-a-una-sorta-di-terza-guerra-mondiale-inviare-armi-significa-piu-morti/?fbclid=IwAR2DcOYVPGCww3ydsiqlUCkOKLiqTu7b2N0ZFebdMn-Uyl4Lkbn03CvMYlA] Veniamo invece alla vexata quaestio: gli ucraini si devono difendere, dunque armi sì o armi no? Io credo che gli ucraini debbano difendersi dalla brutale e ingiustificata aggressione russa, come già fanno, e per questo vanno aiutati. Ma come? Con l’invio di armi, le più efficaci, sofisticate, micidiali possibili, come sta facendo la Nato e come stanno facendo direttamente Usa, Gb, Turchia, e i diversi paesi UE? Comunque la pensiamo – io personalmente sono contrario all’invio di armi – davanti al proseguire della guerra con spaventose distruzioni, morti e feriti (soprattutto tra i civili) e al suo allargarsi, fino al possibile conflitto nucleare mondiale, occorre imporre, per quanto possibile il CESSATE IL FUOCO e costringere le parti da subito, anche in corso di combattimenti, a sedersi intorno a un Tavolo permanente per mettere fine al conflitto armato e accordarsi su intese pacifiche e sostenibili. Le parti quali? Presto detto: Russia e Ucraina, Usa, Ue, Cina e altre eventuali (Turchia) con la presenza dell’Onu. In realtà questo Tavolo, più o meno completo, già esiste, ma il confronto avviene molto sottobanco con evidenza pubblica solo di sparate defatigatorie e/o propagandiste. Occorre invece che il Tavolo sia il più possibile formale e visibile, con il massimo di impegno a valorizzarlo, attraverso il sostegno dei grandi (i presidenti in persona e il segretario generale Onu). Tutto questo va sostenuto in tutti i modi possibili e nelle diverse forme tradizionali e/o nuove: marce, appelli, raccolta di firme, sit-in, flash mob… Non lasciamo niente di intentato. Noi dobbiamo fare la nostra parte, per quanto piccola. Come sappiamo, da sempre, il popolo, i popoli nella stragrande maggioranza delle persone vogliono la PACE. I governanti si muovono con altre priorità (spesso, per non dire quasi sempre, non nobili e inconfessabili). Non possiamo nella gran parte dei casi delegittimarli, ma far sentire la nostra voce sì, perchè si muovano positivamente di conseguenza nell’interesse dei popoli che rappresentano. Per ultimo, per noi credenti, ma anche per quanti comunque lo vogliano: dobbiamo pregare per la PACE, pregare perchè gli uomini (l’Umanità) si ritrovino ad essere e comportarsi come fratelli e sorelle e chiedano a Dio di essere aiutati a salvare se stessi e la Terra. Così ci invita a fare anche Papa Francesco, di cui ammiriamo e sosteniamo l’alto magistero. Salute e saluti!
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Manifesto Russell-Einstein
Nel 1955 il filosofo-matematico Bertrand Russell e lo scienziato Albert Einstein si fanno promotori di una importante dichiarazione in favore del disarmo nucleare e della scelta pacifista per l’umanità, sottoscritta da scienziati e intellettuali di prestigio.
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Nella tragica situazione che l’umanità si trova ad affrontare, riteniamo che gli scienziati debbano riunirsi per valutare i pericoli sorti come conseguenza dello sviluppo delle armi di distruzione di massa e per discutere una risoluzione nello spirito del documento che segue.
Non parliamo, in questa occasione, come appartenenti a questa o a quella nazione, continente o credo, bensì come esseri umani, membri del genere umano, la cui stessa sopravvivenza è ora in pericolo. Il mondo è pieno di conflitti, e su tutti i conflitti domina la titanica lotta tra comunismo
e anticomunismo. Chiunque sia dotato di una coscienza politica avrà maturato una posizione a riguardo. Tuttavia noi vi chiediamo, se vi riesce, di mettere da parte le vostre opinioni e di ragionare semplicemente in quanto membri di una specie biologica la cui evoluzione è stata sorprendente e la cui scomparsa nessuno di noi può desiderare.
Tenteremo di non utilizzare parole che facciano appello soltanto a una categoria di persone e non ad altre. Gli uomini sono tutti in pericolo, e solo se tale pericolo viene compreso vi è speranza che, tutti insieme, lo si possa scongiurare.
Dobbiamo imparare a pensare in modo nuovo. Dobbiamo imparare a domandarci non già quali misure adottare affinché il gruppo che preferiamo possa conseguire una vittoria militare, poiché tali misure ormai non sono più contemplabili; la domanda che dobbiamo porci è: “Quali misure occorre adottare per impedire un conflitto armato il cui esito sarebbe catastrofico per tutti?”
La gente comune, così come molti uomini al potere, ancora non ha ben compreso quali potrebbero essere le conseguenze di una guerra combattuta con armi nucleari. Si ragiona ancora in termini di città distrutte. Si sa, per esempio, che le nuove bombe sono più potenti delle precedenti e che se una bomba atomica è riuscita a distruggere Hiroshima, una bomba all’idrogeno potrebbe distruggere grandi città come Londra, New York e Mosca.
È fuor di dubbio che in una guerra con bombe all’idrogeno verrebbero distrutte grandi città. Ma questa non sarebbe che una delle tante catastrofi che ci troveremmo a fronteggiare, e nemmeno
la peggiore. Se le popolazioni di Londra, New York e Mosca venissero sterminate, nel giro di alcuni secoli il mondo potrebbe comunque riuscire a riprendersi dal colpo. Tuttavia ora sappiamo, soprat- tutto dopo l’esperimento di Bikini, che le bombe atomiche possono portare gradatamente alla distruzione di zone molto più vaste di quanto si fosse creduto.
Fonti autorevoli hanno dichiarato che oggi è possibile costruire una bomba 2500 volte più potente di quella che distrusse Hiroshima. Se fatta esplodere a terra o in mare, tale bomba disperde nell’atmosfera particelle radioattive che poi ridiscendono gradualmente sulla superficie sotto forma di pioggia o pulviscolo letale. È stato questo pulviscolo a contaminare i pescatori giapponesi e il loro pescato.
Nessuno sa con esattezza quanto si possono diffondere le particelle radioattive, ma tutti gli esperti sono concordi nell’affermare che una guerra con bombe all’idrogeno avrebbe un’alta probabilità di portare alla distruzione della razza umana. Si teme che l’impiego di molte bombe all’idrogeno possa portare alla morte universale – morte che sarebbe immediata solo per una minoranza, mentre alla maggior parte degli uomini toccherebbe una lenta agonia dovuta a malattie e disfacimento.
In più occasioni eminenti uomini di scienza ed esperti di strategia militare hanno lanciato l’allarme. Nessuno di loro afferma che il peggio avverrà per certo. Ciò che dicono è che il peggio può accadere e che nessuno può escluderlo. Non ci risulta, per ora, che le opinioni degli esperti in questo campo dipendano in alcuna misura dal loro orientamento politico e dai loro preconcetti. Dipendono, a quanto emerso dalle nostre ricerche, dalla misura delle loro competenze. E abbiamo riscontrato che i più esperti sono anche i più pessimisti.
Questo dunque è il problema che vi poniamo, un problema grave, terrificante, da cui non si può sfuggire: metteremo fine al genere umano, o l’umanità saprà rinunciare alla guerra? È una scelta con la quale la gente non vuole confrontarsi, poiché abolire la guerra è oltremodo difficile.
Abolire la guerra richiede sgradite limitazioni alla sovranità nazionale. Ma forse ciò che maggior- mente ci impedisce di comprendere pienamente la situazione è che la parola “umanità” suona vaga e astratta. Gli individui faticano a immaginare che a essere in pericolo sono loro stessi, i loro figli e nipoti e non solo una generica umanità. Faticano a comprendere che per essi stessi e per i loro cari esiste il pericolo immediato di una mortale agonia. E così credono che le guerre potranno continuare a esserci, a patto che vengano vietate le armi moderne.
Ma non è che un’illusione. Gli accordi conclusi in tempo di pace di non utilizzare bombe all’idrogeno non verrebbero più considerati vincolanti in tempo di guerra. Con lo scoppio di un conflitto armato entrambe le parti si metterebbero a fabbricare bombe all’idrogeno, poiché se una parte costruisse bombe e l’altra no, la parte che ha fabbricato le bombe risulterebbe inevitabilmente vittoriosa. Tuttavia, anche se un accordo alla rinuncia all’armamento nucleare nel quadro di una generale riduzione degli armamenti non costituirebbe la soluzione definitiva del problema, avrebbe nondimeno una sua utilità. In primo luogo, ogni accordo tra Oriente e Occidente è comunque positivo poiché contribuisce a diminuire la tensione internazionale. In secondo luogo, l’abolizione delle armi termonucleari, nel momento in cui ciascuna parte fosse convinta della buona fede dell’altra, diminuirebbe il timore di un attacco improvviso come quello di Pearl Harbour, timore che al momento genera in entrambe le parti uno stato di agitazione. Dunque un tale accordo andrebbe accolto con sollievo, quanto meno come un primo passo.
La maggior parte di noi non è neutrale, ma in quanto esseri umani dobbiamo tenere ben presente che affinché i contrasti tra Oriente e Occidente si risolvano in modo da dare una qualche soddisfa- zione a tutte le parti in causa, comunisti e anticomunisti, asiatici, europei e americani, bianchi e neri, tali contrasti non devono essere risolti mediante una guerra. È questo che vorremmo far capire, tanto all’Oriente quanto all’Occidente.
Ci attende, se lo vogliamo, un futuro di continuo progresso in termini di felicità, conoscenza e saggezza. Vogliamo invece scegliere la morte solo perché non siamo capaci di dimenticare le nostre contese? Ci appelliamo, in quanto esseri umani, ad altri esseri umani: ricordate la vostra umanità, e dimenticate il resto. Se ci riuscirete, si aprirà la strada verso un nuovo Paradiso; altrimenti, vi troverete davanti al rischio di un’estinzione totale.
Invitiamo questo congresso, e per suo tramite gli scienziati di tutto il mondo e la gente comune, a sottoscrivere la seguente mozione:
In considerazione del fatto che in una futura guerra mondiale verrebbero certamente impiegate armi nucleari e che tali armi sono una minaccia alla sopravvivenza del genere umano, ci appelliamo con forza a tutti i governi del mondo affinché prendano atto e riconoscano pubblicamente che i loro obbiettivi non possono essere perseguiti mediante una guerra mondiale e di conseguenza li invitiamo a trovare mezzi pacifici per la risoluzione di tutte le loro controversie.
Albert Einstein Bertrand Russell
Max Born
(Premio Nobel per la fisica)
Percy W. Bridgman
(Premio Nobel per la fisica)
Leopold Infeld
(Professore di fisica teorica)
Frédéric Joliot-Curie
(Premio Nobel per la chimica)
Herman J. Muller
(Premio Nobel per la fisiologia e medicina)
Linus Pauling
(Premio Nobel per la chimica)
Cecil F. Powell
(Premio Nobel per la fisica)
Józef Rotblat (Professore di fisica)
Hideki Yukawa
(Premio Nobel per la fisica)

Trad. it. di Aurelia Martelli
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Oggi sabato 14 maggio 2022

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FdI propone il Presidenzialismo ma è incostituzionale (e folle)
14 Maggio 2022
Alfiero Grandi su Democraziaoggi.
È incredibile che il parlamento abbia discusso della proposta di legge di Fratelli d’Italia di fare eleggere direttamente dai cittadini il Presidente della Repubblica nella disattenzione generale, mentre meritava ben altra attenzione. Bene che sia stata bocciata. Male che non ci sia stata informazione dei cittadini. Si tratta infatti della modifica più radicale della nostra […]
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Ricordando Roberto Porrà

1c218a99-f695-4f32-9553-65a02786872c[Franco Meloni] L’amicizia con Roberto risale agli inizi degli anni 70, quando ci trovammo a militare insieme nelle formazioni della cd sinistra extraparlamentare: Pdup, Democrazia Proletaria. Entrambi approdati all’impegno politico direttamente dalla spinta dei valori della cultura cattolica di cui eravamo impregnati. [segue]

Oggi venerdì 13 maggio 2022

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Lunedì a Cagliari un incontro per la formazione di un Comitato contro le armi per la trattativa
13 Maggio 2022
Appello

Non lasciare nulla di intentato
Un gruppo di docenti delle università sarde, di intellettuali e di sindacalisti indice un incontro (in presenza e via web) lunedì 16 maggio alle ore 18 nella sede della CSS – via Marche n. 9 Cagliari per costituire un Comitato contro le armi e il riarmo in favore di una Trattativa subito. […]
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La guerra è a una svolta storica
13 Maggio 2022 su Democraziaoggi.
Luciana Castellina da Sbilanciamoci

Per alimentare la riflessione, ecco un’interessante scritto dei giorni scorsi di Luciana Castellina.
Quelli che abbiamo passato sono stati tre giorni nei quali si è impennata la curva dell’escalation bellica, che comincia tuttavia a produrre qualche crepa nel fronte guerriero. Succede perché le parole del segretario generale della Nato che ha annunciato l’entrata […]
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Per la Pace. Nulla di intentato

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Lunedì a Cagliari un incontro per la formazione di un Comitato contro le armi per la trattativa
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Un gruppo di docenti delle università sarde, di intellettuali e di sindacalisti indice un incontro (in presenza e via web) lunedì16 maggio alle ore 18 nella sede della CSS – via Marche n. 9 Cagliari per costituire un Comitato contro le armi e il riarmo in favore di una Trattativa subito. Si vuole costruire uno strumento agile di coordinamento e di battaglia contro le armi e per la trattativa subito. Proprio per questo le adesioni sono individuali, si vuole evitare che la diversità di posizioni entro le associazioni rallenti la mobilitazione ormai sempre più urgente. Ognuno metterà in campo tutti i suoi contatti per rendere quanto più ampia l’azione.
In una breve nota vengono indicate le ragioni della loro iniziativa.

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Non possiamo stare a guardare. Condannare l’invasione dell’Ucraina non basta. Occorre una mobilitazione dal basso per porre fine al massacro con un’azione nonviolenta per una trattativa immediata e una soluzione diplomatica.
Le armi sono la risposta sbagliata. Il nemico più grande è la guerra, la pretesa di sconfiggere Putin con una escalation militare, scalzandolo dal potere, comporta innumerevoli morti, sofferenze atroci tra i civili e un futuro di miseria per una moltitudine di persone, anche in Europa, Italia e Sardegna.
Più di tutto ci preoccupa il possibile impiego di armi nucleari, che rappresentano una minaccia per l’insieme della vita sulla terra .
L’informazione non esprime la varietà di posizioni presenti tra l’opinione pubblica. La maggioranza degli italiani, contraria all’invio di armi, viene sistematicamente ignorata, anche dal governo e dal parlamento italiani.
Per questo intendiamo avviare una campagna in Sardegna, a cui tutti coloro che condividono l’obiettivo possono aderire e partecipare.
Questa iniziativa non intende sovrapporsi o sostituirsi alle altre che varie associazioni stanno meritoriamente organizzando, vuole soltanto tentare di portare nei territori una discussione e una mobilitazione che ora inizia a proporsi solo nei centri più importanti.

A lunedì.

Prime adesioni:

Che succede?

c3dem_banner_04LA SPINTA AL DIALOGO DA DRAGHI E MACRON
12 Maggio 2022 by Giampiero Forcesi | su C3dem
(Segue)