Economia & Lavoro

La Scuola Popolare e i Comitati di quartiere degli anni 70 nella Storia

img_5662lampadadialadmicromicro132Ieri 19 aprile si è brillantemente laureato (laurea magistrale), con 110 e lode, in Storia e Società, Gavino Santucciu, discutendo con il prof. Luciano Marrocu (controrelatrice Valeria Deplano) una tesi di laurea sul movimento dei quartieri a Cagliari negli anni 70. Congratulazioni al dott. Santucciu che proseguirà gli studi di storia con particolari approfondimenti sul filone di ricerca della stessa tesi. Come Aladinews abbiamo partecipato alla costruzione dei materiali della tesi e ovviamente siamo interessati agli ulteriori approfondimenti.

SardegnaCheFare?

sardegna-dibattito-si-fa-carico-181x300UN NEW DEAL PER LA SARDEGNA, di Federico Francioni

EDITORIALE della DOMENICA, della Fondazione Sardinia.
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Ecco Cagliari

Cagliari continua a invecchiare, in città sempre più single
cagliari-veduta-17-18
Cagliari
fra-ulivecchio[Da L’Unione Sarda online] Cagliari, città che invecchia e che ospita sempre più single.
Questa la panoramica che emerge dall’“Atlante demografico 2017″, pubblicazione del Servizio Innovazione Tecnologica e Sistemi Informatici del Comune, che prende in esame i dati relativi ai residenti nei 31 quartieri del capoluogo sardo.

Elezioni: quale prospettiva in Sardegna? Parliamone

Comitato CoStat
18-03-07-incontro-su-risultato-elezioni

Andrea Pubusa*.

Oggi il Comitato d’iniziativa costituzionale e statutaria ha indetto, per le 17,30 all’Hostel Marina – Scalette S.Sepolcro, un confronto sul voto e sulla prospettiva in vista delle elezioni regionali dell’anno prossimo. Una discussione aperta a cui abbiamo invitato forze e movimenti politici e tutti gli uomini di buona voltà della nostra città.
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Ma il Comitato vuol cambiar pelle? Vuole intromettersi nella politica partitica? Neanche per sogno! Sarebbe la sua morte. Manteniamo ferma la nostra originaria ispirazione. Ci battiamo per l’attuazione della Costituzione e dello Statuto e ci muoviamo solo su quel terreno. Volendo far propria una distinzione ben nota ai costituzionalisti, noi ci riteniamo portatori dell’indirizzo politico costituzionale, non di quello di maggioranza. Tradotto in termini più elementari, il Comitato si muove sul piano dei principi costituzionali, sia di quelli espressi che di quelli impliciti e di correttezza. Riflettiamo e lavoriamo sugli obiettivi costituzionali e statutari, prendiamo iniziative su questi, mentre non entriamo sull’attività dei singoli partiti, verso i quali tracciamo solo una linea fra quelli difensori e attuatori della Carta e quelli anticostituzionali o a-costituzionali. Coi primi dialoghiamo, coi secondi no.
Con questo spirito salutiamo con favore la vittoria di una forza, il M5S, che ha difeso la Costituzione e predica e pratica in modo encomiabile la moralità pubblica e lo sviluppo del Paese a partire dai ceti in sofferenza. Questa ispirazione è stata compresa ed apprezzata dal corpo elettorale. Avremmo voluto un miglior risultato per LeU e per Potere al Popolo e per Autodeterminatzione, che hanno combattuto con noi nel referendum costituzionale e avanzano proposte di sviluppo democratico del Paese e della nostra Isola. Ora, a elezioni finite, auspichiamo che il PD riveda le proprie posizioni antiunitarie e a-costituzionali. Speriamo che questo partito, cambi segretario, e riprenda un percorso di responabilità democratica, abbandonato in questi anni.
sardegna-dibattito-si-fa-carico-181x300E che fare in Sardegna? E’ evidente il deficit democratico nelle leggi e nell’amministrazione. C’è un problema di sovranità popolare sul versante interno. C’è molto da fare. Anzitutto, approvare una nuova legge elettorale tendenzialmente proporzionale per dare una seria rappresentanza alle forze politiche significative, senza preclusioni, iperpremi e trucchi. C’è da metter mano al governo locale, scassato dalle leggi degli ultimi decenni. Come? Rilanciando il ruolo e il carattere democratico dei Comuni e rimettendo in piedi con serietà le province come enti rappresentativi di livello intermedio fra Regione e Comuni. Bisogna ripensare la Regione e delegare poteri al livello locale, togliendo funzioni e personale alla Regione, ormai divenuta una macchina abnorme, peggiore e più arcigna dello Stato.
C’è, nella società sarda, una forte spinta ad un nuovo rapporto con lo Stato, comprovata anche dal successo di firme per l’insularità. Ma qui bisogna dire una parola chiara. Si fa ciò che è fattibile secondo Costituzione, Statuto e legge. Niente propaganda! Di fronte ai patti fra regioni del Nord e governo quali strumenti abbiamo nelle nostre leggi? Noi possiamo rilanciare il discorso dell’art. 13 Statuto, che prevede un piano organico di sviluppo, da elaborare e attuare col concorso dello Stato. Un vero patto per lo sviluppo. E siccome è organico, lì possiamo metterci tutto ciò che ci serve oggi. Questo è programma minimo. E il programma massimo? Quali le finalità di più lungo periodo? Il rinsecchimento dell’autonomia è certamente il risultato di classi politiche indeguate, ma è anche dovuto a debolezze e limiti statutari. Una rivisitazione dello Statuto in chiave federalista è possibile e doverosa. Non partiamo da zero, possiamo riprendere l’impostazione di grandi pensatori e politici sardi come Gramsci, Lussu ed altri. Qui ci vuole molta cultura, molta fantasia, molta intelligenza.
Questo indirizzo politico-costituzionale ci porta a instaurare rapporti corretti con le forze politiche democratiche e a favorire la creazione di un movimento unitario. Con l’attuale frammentazione e l’alto tasso di conflittualità, la Sardegna non è in grado di elaborare e di realizzare alcunché. Occorre un movimento di massa con obiettivi condivisi e spinta unitaria. Ci vuole un patto fra le forze democratiche sarde e ci vuole un governo regionale espressione e riferimento di questo vasto fronte popolare. Come si vede, compiti difficili e ambiziosi, ma realistici.
Con questo spirito propositivo, accogliente ed aperto noi del Comitato andiamo al dibattito di oggi.
Partecipate tutti.
Parliamone insieme
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* Anche su Democraziaoggi.
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Elezioni. Dichiarazioni di voto. Ma, ovviamente, ciascuno decida come più crede: votare, non votare, scegliere…

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AutodetermiNatzione
img_4633 marco-meloniMarco Meloni img_4614
Voterò AUTODETERMINATZIONE
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Liberi e Uguali
img_4633 gianni-pisanu-costatleuGianni Pisanu.
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Voterò LIBERI e UGUALI
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Movimento 5 Stelle
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il-nuovo-logo-del-movimento
Pino Calledda.
Voterò Movimento 5 Stelle
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Potere al Popolo
img_4633 piero-carta-toscanoPiero Cartapap_tondo
Voterò POTERE AL POPOLO
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disperazione Aladin[Vanni Tola su fb] IO NON VOTO.
Programma di sopravvivenza per domani. Dalle 7 alle 23 si vota (si può anche non votare, io farò così). (Segue)

LETTERA APERTA AL PRESIDENTE SERGIO MATTARELLA OGGI IN VISITA A CAGLIARI PER I 70 ANNI DELLO STATUTO SARDO 26 FEBBRAIO 1948 – 26 FEBBRAIO 2018.

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LETTERA APERTA AL PRESIDENTE SERGIO MATTARELLA OGGI IN VISITA A CAGLIARI PER I 70 ANNI
DELLO STATUTO SARDO 26 FEBBRAIO 1948-26 FEBBRAIO 2018
SIG. PRESIDENTE DELLA REPPUBLICA ON. SERGIO MATTARELLA

Benibeniu, Benvenuto, Signor Presidente a Cagliari, capitale dell’Isola di Sardegna, che nell’immaginario collettivo di molti di noi sardi vorremmo capitale della Nazione Sarda dentro un contesto federale della Repubblica Italiana in una Europa dei Popoli. Vorremmo sottoporle alcune problematiche presenti nella nostra isola, di cui difficilmente sentirà parlare nei discorsi ufficiali dei Rappresentanti delle Istituzioni Regionali poiché il rigido protocollo e la brevità della Sua visita non prevede la possibilità di interventi non programmati.
1.LA SARDEGNA E’ OCCUPATA MILITARMENTE da poligoni e basi militari in una percentuale (66%) altissima di suolo pubblico vincolato a servitù militare oltre ogni misura e legalità. Ciò nuoce allo sviluppo della nostra economia in particolare al turismo, all’agricoltura ed all’allevamento. Le recenti conclusioni della Commissione Parlamentare sulla presenza dell’uranio impoverito utilizzato negli armamenti nei poligoni sardi hanno acclarato che non si può escludere un nesso di causalità sui numerosi casi di tumori verificatesi nell’arco di un lungo periodo fino ai nostri giorni sui militari e sulla popolazione civile dei territori interessati dalla presenza delle basi.
2.IN SARDEGNA VI E’ UNA FABBRICA DI BOMBE, la RWM Italia SpA di Domusnovas/Iglesias controllata al 100% dal Gruppo tedesco Rheinmetall, i cui ordigni transitano sul territorio italiano e vengono venduti all’ Arabia Saudita (21 mila bombe nel 2016 ) che li utilizza contro la popolazione inerme dello Yemen, distruggendo città e paesi dove vengono uccisi centinaia di migliaia di civili tra cui numerosissime donne e bambini. Tutto ciò in aperta violazione dell’art.11 della nostra Costituzione -“l’Italia ripudia la guerra”, mentre è al sesto posto della classifica mondiale (fonte Milocca/Milena Libera) degli stati che producono e vendono armi( nel 2016 ha raggiunto i 14,6 miliardi, una crescita dell’85,7% rispetto al 2015 ),e della Legge Italiana Nr.185 del 1990 che vieta espressamente la vendita di armi a Paesi belligeranti, prevedendo inoltre che lo Stato intervenga concretamente nella riconversione delle fabbriche d’armi, come auspicato dal Comitato sardo per la Riconversione della Fabbrica di Domusnovas, divenuto un caso nazionale ed internazionale oggetto di numerose interrogazioni parlamentari ,di una Commissione d’inchiesta del Consiglio dei diritti umani dell’ONU e di ben tre deliberazioni della Commissione Europea. La Sardegna è un’isola di Pace ed i suoi abitanti ripudiano tutte le guerre ovunque nel mondo e sono aperti all’accoglienza ed inclusione di chi fugge dalle guerre, dalle dittature e dalla miseria. La Città di Cagliari è Medaglia d’oro al valore civile e proprio nel mese di febbraio del 1943- di cui quest’anno ricorre il 75.mo anniversario – ha subito ripetuti bombardamenti dalle Forze Alleate con più di 2 mila morti e la distruzione dell’80 % delle abitazioni civili, delle chiese e dei palazzi pubblici.
3.LA SARDEGNA RISCHIA ANCORA DI ESSERE SCELTA COME IL DEPOSITO UNICO NAZIONALE DELLE SCORIE NUCLEARI. E’ ben vero che il Ministro dell’Ambiente e diverse Autorità negano che vi sia questa volontà e fanno di tutto per rassicurare la popolazione dello scampato pericolo, ma ancora non vi è un pronunciamento ufficiale che allontani definitivamente questo incubo.
4.LA SARDEGNA E’ IN FORTE E PERICOLOSO DECLINO SOCIALE ED ECONOMICO sia a causa dell’alto indice di disoccupazione, sia per lo spopolamento delle zone interne col rischio reale di estinzione di molti paesi sia per il basso tasso di natalità e per la ripresa dell’emigrazione soprattutto dei nostri giovani in cerca di lavoro.
5.LA SARDEGNA REGISTRA ANCORA AD OGGI IL 53,6 % DI DISOCCUPAZIONE GIOVANILE (Fonte Eurostat) Solo recentemente all’inizio della campagna elettorale 2018 per il rinnovamento del Parlamento e ad appena un anno prima delle elezioni regionali del 2019 la Giunta ed il Consiglio Regionale hanno recuperato 100 milioni dal vecchio Piano Sulcis e messo in Bilancio ulteriori 27 milioni da destinare a cantieri per il lavoro (LAVORAS)che assorbiranno in gran parte lavoratori in cassa integrazione a scadenza e purtroppo ancora pochi giovani di primo impiego. La Sardegna, inoltre, è ai primi posti negli indici di povertà relativa a cui si aggiunge l’aumento delle persone costrette a rinunciare alle medicine e cure mediche a causa di una folle riforma sanitaria basata esclusivamente sul fattore economico.
6.LA SARDEGNA HA FALLITO COL VECCHIO PIANO DI SVILUPPO E CHIUDE NEGATIVAMENTE LA SUA ESPERIENZA DI GOVERNI AUTONOMISTI, un piano basato su una industrializzazione di base per Poli ,energivora ed impattante sul territorio dove ha provocato gravi e ampi disastri ambientali e sanitari che non compensano i posti di lavoro creati e che oggi con la crisi ed abbandono del tessuto industriale lasciano spazio alla disoccupazione di massa ed alla cassa integrazione di lunga durata trasformata in puro assistenzialismo per chi ha perso il lavoro e purtroppo nella negazione di ogni speranza per chi cerca nuova occupazione.NE’ CI CONVINCONO LE SCELTE POLITICHE DELLA NOSTRA CLASSE DIRIGENTE DEL GOVERNO NAZIONALE E REGIONALE che guarda ancora una volta al passato, investendo ingenti risorse di denaro pubblico su Fabbriche fuori mercato e fortemente impattanti sull’ambiente come l’ALCOA nel Sulcis /Iglesiente e l’EURALLUMINA che si vuol far ripartire collegandola ad una CENTRALE A CARBONE progettata a 400 metri dall’abitato di Portoscuso e con il RADDOPPIO DELLE COLLINE E DEL LAGO DEI FANGHI ROSSI ed infine il grande imbroglio della CHIMICA VERDE nel Nord Sardegna a Portotorres ,un vero e proprio Mega-Inceneritore.
7. LA SARDEGNA HA URGENTE BISOGNO DI UN NUOVO PIANO DI RINASCITA SULLA BASE DELL’ART.13 DEL SUO STATUTO SPECIALE per progettare ed attuare UN NUOVO PIANO DI SVILUPPO che deve essere un piano ecocompatibile e sostenibile, rispettoso del territorio e del paesaggio. Esso deve prevedere UN PIANO GENERALE DI BONIFICHE col vincolo europeo di “chi inquina, paga” con cantieri aperti in tutta l’isola ormai devastata in gran parte dalla vecchia industrializzazione e dalla speculazione. Esso deve attuare grandi investimenti sulla Rete Ferroviaria in gran parte da ridisegnare e rifare per consentire ai sardi di uscire dall’isolamento interno. Un PIANO che punta alla modernizzazione e rilancio del Comparto Agroalimentare e Pastorale con industrie di trasformazione e conservazione dei prodotti. Un PIANO che favorisca l’industria turistica diffusa nel territorio e per tutto l’anno e punti su Industrie ad alta innovazione tecnologica e ricerca con investimenti consistenti nell’industria aerospaziale.
8.LA SARDEGNA NON PUO’ ESSERE LA PIATTAFORMA ENERGETICA NAZIONALE perché come isola non ha bisogno di surplus di energia da fonti fossili che già inquinano ( LA SARAS BASTA E AVANZA ) né ha necessità di reti di Gas/Metano che ci vengono imposte tecnologicamente superate e fortemente inaffidabili né tantomeno ha bisogno di RIGASSIFICATORI incredibilmente progettati nelle vicinanze dei centri abitati, come quello a 300 metri dal Villaggio dei Pescatori e a 500 metri dal centro della città di Cagliari. E’ necessario, invece, investire maggiormente sulle fonti energetiche alternative e pulite quali il sole ed il vento, di cui la Sardegna abbonda in tutto l’anno.
9.IN SARDEGNA A 70 ANNI DALLA SUA APPROVAZIONE (26 FEBBRAIO 1948 ) ABBIAMO BISOGNO DI RISCRIVERE LO STATUTO SPECIALE, adeguandolo alla visione europea ed internazionale e alle nuove esigenze delle società moderne, allargando le sue competenze primarie in primo luogo per quanto riguarda le potestà in materia fiscale ,sui beni archeologici, museali e artistici, sulla scuola e sull’insegnamento come materia curriculare della lingua storia e cultura sarda.
10.LA SARDEGNA HA DIRITTO DI ESSERE COLLEGATA E RAGGIUNGIBILE DALL’EUROPA E DAL TUTTO IL MONDO, RICONOSCIUTA E RISPETTATA COME ISOLA TOTALMENTE IN REGIME DI ZONA FRANCA NEI SUOI PORTI, AEROPORTI E TERRITORI.
LA SALUTIAMO DA SARDI CON IL NOSTRO AUGURIO “SALUDI E TRIGU”, SALUTE E ABBONDANZA DI RACCOLTO OVVERO FELICITA’ E BENESSERE ,“FORZA PARIS”, FORZA INSIEME.
Cagliari, 26/02/2018

GIACOMO MELONI SEGRETARIO NAZ. LE CONFEDERAZIONE SINDACALE SARDA-CSS
MARCO MAMELI PRESIDENTE ASSOTZIUS CONSUMADORIS SARDIGNA ONLUS
ANGELO CREMONE – ENNIO CABIDDU COORDINATORI DI SARDEGNA PULITA
RICCARDO PIRAS SEGRETARIO REGIONALE DI ALTRA AGRICOLTURA
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lampada aladin micromicrodi Aladin
Giovanni Maria Angioy Memoriale 2«Malgrado la cattiva amministrazione, l’insufficienza della popolazione e tutti gli intralci che ostacolano l’agricoltura, il commercio e l’industria, la Sardegna abbonda di tutto ciò che è necessario per il nutrimento e la sussistenza dei suoi abitanti. Se la Sardegna in uno stato di languore, senza governo, senza industria, dopo diversi secoli di disastri, possiede così grandi risorse, bisogna concludere che ben amministrata sarebbe uno degli stati più ricchi d’Europa, e che gli antichi non hanno avuto torto a rappresentarcela come un paese celebre per la sua grandezza, per la sua popolazione e per l’abbondanza della sua produzione.»

Caro Presidente

pablo-e-amiche-sardegna-150x150img_4843LETTERA APERTA AL PRESIDENTE SERGIO MATTARELLA
IN VISITA A CAGLIARI PER I 70 ANNI DELLO STATUTO SARDO
26 FEBBRAIO 1948 – 26 FEBBRAIO 2018.

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Oggi sabato 24 febbraio 2018

no-al-fascismo-24-2-18
—————————-ultimora———————
Sentite questa, Pigliaru non va alla manifestazione dell’Anpi a Roma e non dà disposizioni all’Ufficio di rappresentanza per far sfilare il gonfalone della Regione sarda
24 Febbraio 2018
Amsicora su Democraziaoggi.
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lampada aladin micromicrodemocraziaoggisardegnaeuropa-bomeluzo3-300x211Sardegna-bomeluzo22sedia-van-goghGLI-OCCHIALI-DI-PIERO1-150x1501413filippo-figari-sardegna-industre-2
—————————-commenti——————–
Sa Justitzia secondo Paolo e la giustizia della Carta
24 Febbraio 2018
Andrea Pubusa.
Su Democraziaoggi la versione “lunga” dell’intervento sulla giustiza, apparso come editoriale ieri su L’Unione sarda
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LETTERA APERTA AL PRESIDENTE SERGIO MATTARELLA IN VISITA A CAGLIARI PER I 70 ANNI DELLO STATUTO SARDO 26 FEBBRAIO 1948 – 26 FEBBRAIO 2018.

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LETTERA APERTA AL PRESIDENTE SERGIO MATTARELLA IN VISITA A CAGLIARI PER I 70 ANNI
DELLO STATUTO SARDO 26 FEBBRAIO 1948-26 FEBBRAIO 2018
SIG. PRESIDENTE DELLA REPPUBLICA ON. SERGIO MATTARELLA
Benibeniu, Benvenuto, Sig. Presidente a Cagliari, capitale dell’Isola di Sardegna, che nell’immaginario collettivo di molti di noi sardi vorremmo capitale della Nazione Sarda dentro un contesto federale della Repubblica Italiana in una Europa dei Popoli. Vorremmo sottoporle alcune problematiche presenti nella nostra isola, di cui difficilmente sentirà parlare nei discorsi ufficiali dei Rappresentanti delle Istituzioni Regionali poiché il rigido protocollo e la brevità della Sua visita non prevede la possibilità di interventi non programmati.
1.LA SARDEGNA E’ OCCUPATA MILITARMENTE da poligoni e basi militari in una percentuale (66%) altissima di suolo pubblico vincolato a servitù militare oltre ogni misura e legalità. Ciò nuoce allo sviluppo della nostra economia in particolare al turismo, all’agricoltura ed all’allevamento. Le recenti conclusioni della Commissione Parlamentare sulla presenza dell’uranio impoverito utilizzato negli armamenti nei poligoni sardi hanno acclarato che non si può escludere un nesso di causalità sui numerosi casi di tumori verificatesi nell’arco di un lungo periodo fino ai nostri giorni sui militari e sulla popolazione civile dei territori interessati dalla presenza delle basi.
2.IN SARDEGNA VI E’ UNA FABBRICA DI BOMBE, la RWM Italia SpA di Domusnovas/Iglesias controllata al 100% dal Gruppo tedesco Rheinmetall, i cui ordigni transitano sul territorio italiano e vengono venduti all’ Arabia Saudita (21 mila bombe nel 2016 ) che li utilizza contro la popolazione inerme dello Yemen, distruggendo città e paesi dove vengono uccisi centinaia di migliaia di civili tra cui numerosissime donne e bambini. Tutto ciò in aperta violazione dell’art.11 della nostra Costituzione -“l’Italia ripudia la guerra”, mentre è al sesto posto della classifica mondiale (fonte Milocca/Milena Libera) degli stati che producono e vendono armi( nel 2016 ha raggiunto i 14,6 miliardi, una crescita dell’85,7% rispetto al 2015 ),e della Legge Italiana Nr.185 del 1990 che vieta espressamente la vendita di armi a Paesi belligeranti, prevedendo inoltre che lo Stato intervenga concretamente nella riconversione delle fabbriche d’armi, come auspicato dal Comitato sardo per la Riconversione della Fabbrica di Domusnovas, divenuto un caso nazionale ed internazionale oggetto di numerose interrogazioni parlamentari ,di una Commissione d’inchiesta del Consiglio dei diritti umani dell’ONU e di ben tre deliberazioni della Commissione Europea. La Sardegna è un’isola di Pace ed i suoi abitanti ripudiano tutte le guerre ovunque nel mondo e sono aperti all’accoglienza ed inclusione di chi fugge dalle guerre, dalle dittature e dalla miseria. La Città di Cagliari è Medaglia d’oro al valore civile e proprio nel mese di febbraio del 1943- di cui quest’anno ricorre il 75.mo anniversario – ha subito ripetuti bombardamenti dalle Forze Alleate con più di 2 mila morti e la distruzione dell’80 % delle abitazioni civili, delle chiese e dei palazzi pubblici.
3.LA SARDEGNA RISCHIA ANCORA DI ESSERE SCELTA COME IL DEPOSITO UNICO NAZIONALE DELLE SCORIE NUCLEARI. E’ ben vero che il Ministro dell’Ambiente e diverse Autorità negano che vi sia questa volontà e fanno di tutto per rassicurare la popolazione dello scampato pericolo, ma ancora non vi è un pronunciamento ufficiale che allontani definitivamente questo incubo.
4.LA SARDEGNA E’ IN FORTE E PERICOLOSO DECLINO SOCIALE ED ECONOMICO sia a causa dell’alto indice di disoccupazione, sia per lo spopolamento delle zone interne col rischio reale di estinzione di molti paesi sia per il basso tasso di natalità e per la ripresa dell’emigrazione soprattutto dei nostri giovani in cerca di lavoro.
5.LA SARDEGNA REGISTRA ANCORA AD OGGI IL 53,6 % DI DISOCCUPAZIONE GIOVANILE (Fonte Eurostat) Solo recentemente all’inizio della campagna elettorale 2018 per il rinnovamento del Parlamento e ad appena un anno prima delle elezioni regionali del 2019 la Giunta ed il Consiglio Regionale hanno recuperato 100 milioni dal vecchio Piano Sulcis e messo in Bilancio ulteriori 27 milioni da destinare a cantieri per il lavoro (LAVORAS)che assorbiranno in gran parte lavoratori in cassa integrazione a scadenza e purtroppo ancora pochi giovani di primo impiego. La Sardegna, inoltre, è ai primi posti negli indici di povertà relativa a cui si aggiunge l’aumento delle persone costrette a rinunciare alle medicine e cure mediche a causa di una folle riforma sanitaria basata esclusivamente sul fattore economico.
6.LA SARDEGNA HA FALLITO COL VECCHIO PIANO DI SVILUPPO E CHIUDE NEGATIVAMENTE LA SUA ESPERIENZA DI GOVERNI AUTONOMISTI, un piano basato su una industrializzazione di base per Poli ,energivora ed impattante sul territorio dove ha provocato gravi e ampi disastri ambientali e sanitari che non compensano i posti di lavoro creati e che oggi con la crisi ed abbandono del tessuto industriale lasciano spazio alla disoccupazione di massa ed alla cassa integrazione di lunga durata trasformata in puro assistenzialismo per chi ha perso il lavoro e purtroppo nella negazione di ogni speranza per chi cerca nuova occupazione.NE’ CI CONVINCONO LE SCELTE POLITICHE DELLA NOSTRA CLASSE DIRIGENTE DEL GOVERNO NAZIONALE E REGIONALE che guarda ancora una volta al passato, investendo ingenti risorse di denaro pubblico su Fabbriche fuori mercato e fortemente impattanti sull’ambiente come l’ALCOA nel Sulcis /Iglesiente e l’EURALLUMINA che si vuol far ripartire collegandola ad una CENTRALE A CARBONE progettata a 400 metri dall’abitato di Portoscuso e con il RADDOPPIO DELLE COLLINE E DEL LAGO DEI FANGHI ROSSI ed infine il grande imbroglio della CHIMICA VERDE nel Nord Sardegna a Portotorres ,un vero e proprio Mega-Inceneritore.
7. LA SARDEGNA HA URGENTE BISOGNO DI UN NUOVO PIANO DI RINASCITA SULLA BASE DELL’ART.13 DEL SUO STATUTO SPECIALE per progettare ed attuare UN NUOVO PIANO DI SVILUPPO che deve essere un piano ecocompatibile e sostenibile, rispettoso del territorio e del paesaggio. Esso deve prevedere UN PIANO GENERALE DI BONIFICHE col vincolo europeo di “chi inquina, paga” con cantieri aperti in tutta l’isola ormai devastata in gran parte dalla vecchia industrializzazione e dalla speculazione. Esso deve attuare grandi investimenti sulla Rete Ferroviaria in gran parte da ridisegnare e rifare per consentire ai sardi di uscire dall’isolamento interno. Un PIANO che punta alla modernizzazione e rilancio del Comparto Agroalimentare e Pastorale con industrie di trasformazione e conservazione dei prodotti. Un PIANO che favorisca l’industria turistica diffusa nel territorio e per tutto l’anno e punti su Industrie ad alta innovazione tecnologica e ricerca con investimenti consistenti nell’industria aerospaziale.
8.LA SARDEGNA NON PUO’ ESSERE LA PIATTAFORMA ENERGETICA NAZIONALE perché come isola non ha bisogno di surplus di energia da fonti fossili che già inquinano ( LA SARAS BASTA E AVANZA ) né ha necessità di reti di Gas/Metano che ci vengono imposte tecnologicamente superate e fortemente inaffidabili né tantomeno ha bisogno di RIGASSIFICATORI incredibilmente progettati nelle vicinanze dei centri abitati, come quello a 300 metri dal Villaggio dei Pescatori e a 500 metri dal centro della città di Cagliari. E’ necessario, invece, investire maggiormente sulle fonti energetiche alternative e pulite quali il sole ed il vento, di cui la Sardegna abbonda in tutto l’anno.
9.IN SARDEGNA A 70 ANNI DALLA SUA APPROVAZIONE (26 FEBBRAIO 1948 ) ABBIAMO BISOGNO DI RISCRIVERE LO STATUTO SPECIALE, adeguandolo alla visione europea ed internazionale e alle nuove esigenze delle società moderne, allargando le sue competenze primarie in primo luogo per quanto riguarda le potestà in materia fiscale ,sui beni archeologici, museali e artistici, sulla scuola e sull’insegnamento come materia curriculare della lingua storia e cultura sarda.
10.LA SARDEGNA HA DIRITTO DI ESSERE COLLEGATA E RAGGIUNGIBILE DALL’EUROPA E DAL TUTTO IL MONDO, RICONOSCIUTA E RISPETTATA COME ISOLA TOTALMENTE IN REGIME DI ZONA FRANCA NEI SUOI PORTI, AEROPORTI E TERRITORI.
LA SALUTIAMO DA SARDI CON IL NOSTRO AUGURIO “SALUDI E TRIGU”, SALUTE E ABBONDANZA DI RACCOLTO OVVERO FELICITA’ E BENESSERE ,“FORZA PARIS”, FORZA INSIEME.
Cagliari, 26/02/2018

GIACOMO MELONI SEGRETARIO NAZ. LE CONFEDERAZIONE SINDACALE SARDA-CSS
MARCO MAMELI PRESIDENTE ASSOTZIUS CONSUMADORIS SARDIGNA ONLUS
ANGELO CREMONE – ENNIO CABIDDU COORDINATORI DI SARDEGNA PULITA
RICCARDO PIRAS SEGRETARIO REGIONALE DI ALTRA AGRICOLTURA
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lampada aladin micromicrodi Aladin
Giovanni Maria Angioy Memoriale 2«Malgrado la cattiva amministrazione, l’insufficienza della popolazione e tutti gli intralci che ostacolano l’agricoltura, il commercio e l’industria, la Sardegna abbonda di tutto ciò che è necessario per il nutrimento e la sussistenza dei suoi abitanti. Se la Sardegna in uno stato di languore, senza governo, senza industria, dopo diversi secoli di disastri, possiede così grandi risorse, bisogna concludere che ben amministrata sarebbe uno degli stati più ricchi d’Europa, e che gli antichi non hanno avuto torto a rappresentarcela come un paese celebre per la sua grandezza, per la sua popolazione e per l’abbondanza della sua produzione.»

Che succede all’Università di Sassari?

img_4842Documentazione su una questione delicata e rilevante su cui ritorneremo
L’Unione Sarda venerdì 23 febbraio 2018 – Provincia di Sassari (Pagina 40 – Edizione CA)
SASSARI. Bufera all’Università. Il Rettore: tutto falso, ci tuteleremo
Assunti senza requisiti:
«La Commissione sapeva»

«Pensavamo di tirare un filo ed è venuto giù tutto il maglione». Così l’avvocato Gianni Loy, che descrive un sistema «fatto di arroganza e di potere», dove tutto sembra permesso, anche non rispondere alla domanda di accesso agli atti.
L’ipotesi, sostenuta dai ricercatori esclusi, è che cinque candidati su sette non avessero i requisiti: avrebbero solo «intrattenuto saltuarie relazioni scientifiche di collaborazione con istituti stranieri» o svolgevano dottorati di ricerca nell’Isola.
Un tira e molla che si è concluso con il ritiro dell’ultima tranche dei denari stanziati dalla Regione a favore dell’Università di Sassari (circa 500mila euro), per il rientro dei cervelli, procedura avviata nel 2008 per favorire il rientro in Sardegna delle sue forze migliori.
(segue)

Per onorare il Grande Sardo Giovanni Maria Angioy, morto esule a Parigi il 22 febbraio 1808.

Quale classe dirigente per la Sardegna che vorremo
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lampada aladin micromicrodi Aladin, 8/5/2016.
Giovanni Maria Angioy Memoriale 2«Malgrado la cattiva amministrazione, l’insufficienza della popolazione e tutti gli intralci che ostacolano l’agricoltura, il commercio e l’industria, la Sardegna abbonda di tutto ciò che è necessario per il nutrimento e la sussistenza dei suoi abitanti. Se la Sardegna in uno stato di languore, senza governo, senza industria, dopo diversi secoli di disastri, possiede così grandi risorse, bisogna concludere che ben amministrata sarebbe uno degli stati più ricchi d’Europa, e che gli antichi non hanno avuto torto a rappresentarcela come un paese celebre per la sua grandezza, per la sua popolazione e per l’abbondanza della sua produzione.»
In un recente convegno sulle tematiche dello sviluppo della Sardegna, un relatore, al termine del suo intervento, ha proiettato una slide con la frase sopra riportata, chiedendo al pubblico (oltre duecento persone, età media intorno ai 40/50 anni, appartenente al modo delle professioni e dell’economia urbana) chi ne fosse l’autore, svelandone solo la qualificazione: “Si tratta di un personaggio politico”. Silenzio dei presenti, rotto solo da una voce: “Mario Melis?”. No, risponde il relatore. Ulteriore silenzio. Poi un’altra voce, forse della sola persona tra i presenti in grado di rispondere con esattezza: “Giovanni Maria Angioy“. Ebbene sì, proprio lui, il patriota sardo vissuto tra la fine del Settecento e gli inizi dell’Ottocento, (morto esule e in miseria a Parigi, precisamente il 22 febbraio 1808), nella fase della sua vita in cui inutilmente chiese alla Francia di occupare militarmente la Sardegna, che, secondo i suoi auspici, avrebbe dovuto godere dell’indipendenza, sia pur sotto il protettorato francese (1). [segue]

Cagliari antifascista

Torri municipio CagliariCagliari antifascista: approvata mozione in Consiglio comunale
14 Febbraio 2018
Su Democraziaoggi.
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Questione sarda. Serve un nuovo Piano di Rinascita. Dibattito.

sardegna-dibattito-si-fa-carico-181x300Come avevamo preannunciato, pubblichiamo l’intervento di Paolo Fadda, storico ed economista (traendolo dalla sua pagina fb) su L’Unione Sarda di domenica 11 febbraio, dal titolo: “Incrementare il Pil dell’Isola. SERVE UN NUOVO PIANO DI RINASCITA”.
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La questione sarda va rilanciata. Serve un nuovo Piano di Rinascita. Dibattito.

sardegna-dibattito-si-fa-carico-181x300Pubblichiamo l’intervento di Paolo Fadda, storico ed economista, su L’Unione Sarda del 3 febbraio. Oggi, domenica 11 febbraio 2018, Paolo Fadda è intervenuto nuovamente con un pezzo intitolato “Incrementare il Pil dell’Isola. SERVE UN NUOVO PIANO DI RINASCITA”, che contiamo di pubblicare anche su Aladinews nei prossimi giorni.
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Sardegna

sardegna-dibattito-si-fa-carico-181x300Dibattito——————-
Lo spopolamento, la crisi della politica e il futuro della Sardegna, di Pietro Soddu
Il sito web della Fondazione Sardinia pubblica un saggio dell’autorevole uomo politico sardo, contando di intervenire prossimamente sul tema e sul saggio medesimo.
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Quando è finita la prima autonomia della Sardegna? di Salvatore Cubeddu. Sul sito web della Fondazione Sardinia.
Nel 1978-1979. Ma nascono anche le idee per un nuovo futuro: la nuova autonomia, la lingua e l’identità etnica e storica della Nazione Sarda, il nuovo modello di sviluppo industriale, la riscrittura dello Statuto, il Senato delle Regioni, il diritto di rappresentanza dei Sardi a Bruxelles, l’Assemblea Costituente del Popolo sardo.
(Segue)