Editoriale

Democrazia vo cercando…

0c233ea4-b17f-4b9f-9eb6-64f402d5f7b0Democrazia illiberali e Unione Europea
24 Settembre 2022 by Giampiero Forcesi | Su C3dem.

Quanto ancora deve imparare Giorgia Meloni su quello che è la democrazia! Altrimenti non direbbe che il regime di Orbàn è del tutto democratico solo perché ha vinto le elezioni… L’autrice prova a spiegarlo, rinviando anche ad alcuni testi dell’Unione europea

Com’è noto, dopo il voto del Parlamento europeo che ha condannato l’Ungheria retta da Vicktor Orban per i suoi interventi sistematici contro i valori dell’Unione, la coalizione di centro destra si è spaccata. Lega e Fratelli d’Italia hanno infatti votato a sostegno del regime ungherese contro il documento proposto dall’organo dell’Unione mentre Forza Italia lo ha approvato in modo coerente con la posizione assunta dal Partito Popolare Europeo.
Quello che desta più interesse, nella vicenda, è la motivazione addotta dalla leader di Fratelli d’Italia sul suo sostegno al governo Ungherese. Interrogata infatti sulle ragioni del suo dissenso sul documento del Parlamento europeo, Giorgia Meloni ha asserito: «Orbán ha vinto le elezioni, più volte anche con ampio margine, con tutto il resto dell’arco costituzionale schierato contro di lui: è un sistema democratico». Per il Parlamento europeo, viceversa, la prolungata inazione dell’Unione contro il deterioramento dei valori europei prodotta dal regime di Orban, ha progressivamente dato vita ad un ibrido rappresentato da un’autocrazia elettorale
Dunque per la leader di Fratelli d’Italia la democrazia si esaurisce nel perimetro dell’esercizio del diritto di voto e non vi sono altri indicatori per decretarne la vitalità e la sussistenza. Per l’Unione invece la vitalità della democrazia si nutre e salda con il rispetto dei diritti fondamentali di cui all’art. 2 del Trattato UE e la fedeltà alle tradizioni costituzionali comuni dei Paesi europei.
Per comprendere quanto poco sia condivisibile l’identificazione assoluta ed esclusiva della forma democratica con il momento elettorale è utile partire dai precedenti della posizione assunta di recente dal Parlamento europeo. Già nel 2018, infatti, l’organo aveva adottato una relazione per delineare 12 aree di preoccupazione sulla tenuta democratica del regime ungherese e avviare la procedura di attivazione dell’articolo 7 del Trattato sull’Unione europea. Si trattava infatti di determinare l’esistenza o meno di un chiaro rischio di grave violazione dei valori dell’UE in Ungheria.
L’inazione del Consiglio d’Europa ha prodotto in quattro anni un ulteriore deterioramento degli standard democratici del governo ungherese e molti segnali di violazione dello Stato di diritto destano forte preoccupazione: il funzionamento del sistema costituzionale ed elettorale, l’indipendenza della magistratura, la corruzione e i conflitti di interesse e la libertà di espressione, compreso il pluralismo dei media. Altri ambiti che suscitano allarme sono la libertà accademica, la libertà di religione, la libertà di associazione, il diritto alla parità di trattamento, i diritti delle persone LGBTIQ, i diritti delle minoranze, dei migranti, dei richiedenti asilo e dei rifugiati.
La relatrice del documento Gwendoline Delbos-Corfield (Verdi/ALE, Fr) ha asserito che «le conclusioni di questa relazione sono chiare e irrevocabili: l’Ungheria non è una democrazia». La posizione del Parlamento europeo è stata dunque salda nel collocare l’autenticità della democrazia nel fondamento e nel rispetto delle tradizioni costituzionali comuni dei Paesi europei.
L’elevata percentuale di voti con cui tale posizione è stata assunta dovrebbe inoltre costituire un serio campanello d’allarme per il Consiglio e la Commissione nel determinarli ad avviare la procedura di cui all’art. 7 del Trattato ed escludere l’Ungheria dall’erogazione dei finanziamenti del Recovery Found fino a che non abbia ottemperato alle Raccomandazioni contenute nel documento del Parlamento.
Anche il nostro Paese dovrebbe restare saldo nell’alleanza con il nucleo dei Paesi fondatori della Comunità europea e coeso nel decretare una ferma condanna dei regimi che violino i valori fondamentali dello Stato di diritto e si allontanino dalle tradizioni
———-
Un commento
Rodolfo Vialba
25 Settembre 2022 at 09:34
Oggi, per noi italiani, è il giorno in cui si vota (…). E’ un momento importante per il nostro Paese, ci ricorda che siamo in una democrazia vera, che la partecipazione delle cittadine e dei cittadini è essenziale per custodirla e per evitare derive rischiose in un’Europa e in un mondo che sembra tornino a perdere equilibrio come cent’anni fa.
In questo mondo sempre più piccolo, nel quale la contrapposizione tra le democrazie e le autocrazie è da molti considerata la linea di frattura fondamentale dei prossimi anni, i governi democratici sono chiamati a mostrare quella saggezza che dicono di incarnare, affermando, nella realtà, il principio che la democrazia si diffonde per contagio e per attrazione, non per intimazione e presunzione.
Questa idea della “contagiosità” della democrazia, di cui ne parla anche Mauro Magatti nel suo editoriale su Avvenire di oggi, non contraddice la decisione assunta dal Parlamento europeo di condanna dell’Ungheria di Vicktor Orban per le continue violazioni dei valori e dei principi dello stato di diritto e la sistematica contrapposizione alle regole dell’Unione Europea.
Il fatto che Fratelli d’Italia della Meloni e la Lega di Salvini, abbiano votato contro il documento di condanna dell’Unione Europea e che la Meloni ritenga “democratico” il sistema di Orban, rende evidente e preoccupante la divaricazione che esiste, e che investe pesantemente la politica italiana, sul principio di “democrazia”.
Vero è che la democrazia è sicuramente un sistema politico estremamente complesso che si afferma solo in presenza di ben precise basi culturali (partecipazione, libertà di espressione, libertà di voto, separazione dei poteri, ecc.), ma è anche vero che, nonostante i molti suoi limiti resta ancora il miglior sistema di governo: “È stato detto che la democrazia è la peggior forma di governo, eccezion fatta per tutte quelle altre forme che si sono sperimentate finora.” (Winston Churchill),
Convenire che la democrazia “si diffonde per contagio e per attrazione, non per intimazione e presunzione”, significa certo guardare a ciò che avviene fuori dal nostro Paese, ma anzitutto ad avere grande attenzione a ciò che avviene al suo interno e rischia di metterla in discussione.
E’ questo il compito fondamentale a cui sono chiamate tutte le forze politiche e sociali che si richiamano alla democrazia indicata dalla nostra Costituzione.

—————————————————
c3dem_banner_04
PD, ANALISI DI UNA RINCORSA. ANGELA E IL LUPO.
24 Settembre 2022 su C3dem.
Gianfranco Brunelli, “I cattolici ripartano da Dio” (intervista all’Avvenire). RUSSIA/UCRAINA: Il consigliere di Putin, Suslov: “Preparatevi al 2023. Altre armi dall’Ovest dopo i referendum e sarà guerra mondiale” (intervista al Corriere della sera). Francesco Battistini, “I soldati alle spalle, la scheda aperta, le lavatrici in premio: l’imbroglio del voto per divenire ‘russi’” (Corriere). Rosalba Castelletti, “Putin sempre più solo, il suo vicerè gli dice no, silenzio ostile dal premier” (Repubblica). “Il dossier dell’Onu sulle atrocità del conflitto” (Messaggero). Ferdinando Nelli Feroci, “Né a Kiev né a Mosca conviene più trattare” (intervista a Il Riformista). ELEZIONI: Antonio Polito, “La forza del partito o il carisma del capo” (Corriere). Francesco Verderami, “La campagna elettorale e i tanti errori da matita blu” (Corriere). Giovanni Orsina, “L’Italia apatica che non voterà” (La Stampa). Claudio Cerasa, “Il guaio di un’Italia guidata dai complottasti” (Foglio). Emanuele Felice, “Lo stile Orban delle destre minaccia la democrazia” (Domani). Andrea Bonanni, “Ursula e il lupo” (Repubblica). Marcello Sorgi, “Pd, analisi di una rincorsa” (La Stampa). Federico Geremicca, “La fine del campo largo e l’identità da ritrovare” (La Stampa). Carlo Carbone, “Capire meglio l’astensionismo per cercare di ridurlo” (Sole 24 ore). INOLTRE: Marco Bentivogli, “Che pena vedere la povertà ridotta a bacino elettorale” (intervista a Il Dubbio). Francesco Giavazzi, “Quali modifiche per il Pnrr” (Repubblica). Aurelio Miracolo, “Dov’è finita la democrazia nei partiti?” (Rivista il Mulino).
—————————-
ELEZIONI, LA CEI: “IMPEGNO DI CIASCUNO”. LE SCELTE DI PUTIN
22 Settembre 2022 su C3dem
Il messaggio della Cei per il voto, “L’impegno di ciascuno per il Paese” (Avvenire). LE SCELTE DI PUTIN: Stefano Silvestri, “Lo Zar le prova tutte. Combatte la battaglia della sua vita” (intervista a Il Riformista). Vittorio E. Parsi, “Non cedere al ricatto può fermarlo prima del baratro” (Messaggero). Nathalie Tocci, “L’ultimo azzardo di un dittatore” (La Stampa). Ugo Tramballi, “Il mondo a un passo dal conflitto nucleare” (Sole 24 ore). Monica Guerzoni, “Draghi e l’intesa con il leader: ‘Russia indebolirà, faticherà a reagire’” (Corriere della sera). David Carretta, “La calma della Ue” (Foglio). Francis Fukuyama intervistato da Federico Fubini: “E’ la rivincita delle democrazie liberali. Con Putin perde il modello autoritario” (Corriere). Danilo Taino, “Come si fa sentire l’influenza della Cina” (Corriere). Guido Santevecchi, “L’appello di Pechino: serve una tregua e il ritorno al dialogo” (Corriere). Giuliano Ferrara, “In difesa del miracolo ucraino contro l’autocrate borioso di Mosca” (Foglio). Ampi stralci del discorso di Putin del 21 settembre: “Il mondo capovolto di Putin” (Foglio). Ampi stralci del discorso di Biden del 21 settembre: “Abbiamo scelto la libertà” (Foglio). Mario Giro, “Non basta dire ‘Non lo fare’. Dobbiamo fermare la guerra” (Domani). Francesco Vignarca, “Regna la guerra e la società civile traccia strade di pace” (Manifesto). ELEZIONI: Marcello Sorgi, “Se il Cremlino manda in crisi i nostri partiti” (La Stampa). Stefano Folli, “Dipende dal Sud il destino di Pd e 5s” (Repubblica). Fabrizio Mastrofini, “Meloni cerca sponde nella Santa Sede ma citofona all’indirizzo sbagliato” (Il Riformista). “Mezzogiorno. Pro memoria per il governo che verrà” (Fondazione Merita). ——————-
PUTIN IN TRINCEA. LEGA E FDI ALZANO IL TIRO. CATTOLICI E POLITICA
21 Settembre 2022 su C3dem.
Rosalba Castelletti, “Mosca prepara l’annessione: referendum in quattro regioni” (Repubblica). Gianluca De Feo, “Lo Zar sotto scacco e lo spettro nucleare” (Repubblica). Lorenzo Cremonesi, “Russificazione e minaccia nucleare. Cosa può succedere” (Corriere della sera). La lucida analisi di Stefano Stefanini, “Il Cremlino in trincea” (La Stampa). Il discorso di Mario Draghi all’Assemblea generale dell’Onu: “Da Putin un’altra violazione del diritto internazionale. Restiamo uniti al fianco dell’Ucraina” (La Stampa). Giuseppe Sarcina, “La condanna di Onu, Usa e Ue: Referendum farsa, non lo riconosceremo” (Corriere). David Carretta, “L’iniziativa europea all’Onu” (Foglio). L’analisi di Diego Fabbri, intervistato dall’Osservatore Romano: “Equilibri destinati a cambiare“. Ivan Yakovina, “Lo Zar è più isolato e teme di perdere sul campo. Adesso prova a chiudere” (intervista al Corriere). Giovanni Pigni, “E in Russia ora i giovani cercano di fuggire” (La Stampa). Intanto Stefano Zamagni prova a ragionare di pace: “Sette passi per una pace giusta e duratura (non solo) in Ucraina” (Avvenire). AVERE “VISIONE”: Henry Kissinger, “Il mondo ha bisogno di leader con la visione del premier italiano” (Repubblica). ELEZIONI: Roberto D’Alimonte, “M5S al Sud, la variabile che potrebbe frenare la corsa del centrodestra” (Sole 24 ore). Enrico Letta, “Governa chi vince, anche se è la Meloni” (intervista a Il Giornale). Francesco Bei, “Due estremismi in competizione” (Repubblica). Gianfranco Pasquino, “Il modello Orbàn sarà la bussola del futuro governo di centrodestra” (Domani). Salvatore Bragantini, “Sull’Europa Giorgia Meloni non può dare rassicurazioni” (Domani). Luca Ricolfi, “La posta in gioco per il Pd” (Repubblica). Mattia Feltri, “Generazione di fenomeni” (Domani). Claudio Cerasa, “I consigli elettorali di Draghi” (Foglio). Ignazio Cipolletta, “L’elettore povero che vota a destra va contro i suoi interessi” (Domani). CATTOLICI E POLITICA: Angelo Picariello, “Cattolici irrilevanti? La lunga marcia inizia dopo il 25 settembre” (Avvenire). Renato Balduzzi, “Cattolicesimo democratico. Il ‘documento dei 50’ base di un nuovo impegno” (lettera a Avvenire).
——————————–

Che succede? Elezioni e oltre.

ad6dabfa-8360-4a98-bba6-5c4de400d9fcc3dem_banner_04
PD, ANALISI DI UNA RINCORSA. ANGELA E IL LUPO.
24 Settembre 2022 su C3dem.
Gianfranco Brunelli, “I cattolici ripartano da Dio” (intervista all’Avvenire). RUSSIA/UCRAINA: Il consigliere di Putin, Suslov: “Preparatevi al 2023. Altre armi dall’Ovest dopo i referendum e sarà guerra mondiale” (intervista al Corriere della sera). Francesco Battistini, “I soldati alle spalle, la scheda aperta, le lavatrici in premio: l’imbroglio del voto per divenire ‘russi’” (Corriere). Rosalba Castelletti, “Putin sempre più solo, il suo vicerè gli dice no, silenzio ostile dal premier” (Repubblica). “Il dossier dell’Onu sulle atrocità del conflitto” (Messaggero). Ferdinando Nelli Feroci, “Né a Kiev né a Mosca conviene più trattare” (intervista a Il Riformista). ELEZIONI: Antonio Polito, “La forza del partito o il carisma del capo” (Corriere). Francesco Verderami, “La campagna elettorale e i tanti errori da matita blu” (Corriere). Giovanni Orsina, “L’Italia apatica che non voterà” (La Stampa). Claudio Cerasa, “Il guaio di un’Italia guidata dai complottasti” (Foglio). Emanuele Felice, “Lo stile Orban delle destre minaccia la democrazia” (Domani). Andrea Bonanni, “Ursula e il lupo” (Repubblica). Marcello Sorgi, “Pd, analisi di una rincorsa” (La Stampa). Federico Geremicca, “La fine del campo largo e l’identità da ritrovare” (La Stampa). Carlo Carbone, “Capire meglio l’astensionismo per cercare di ridurlo” (Sole 24 ore). INOLTRE: Marco Bentivogli, “Che pena vedere la povertà ridotta a bacino elettorale” (intervista a Il Dubbio). Francesco Giavazzi, “Quali modifiche per il Pnrr” (Repubblica). Aurelio Miracolo, “Dov’è finita la democrazia nei partiti?” (Rivista il Mulino).
—————————-
ELEZIONI, LA CEI: “IMPEGNO DI CIASCUNO”. LE SCELTE DI PUTIN
22 Settembre 2022 su C3dem
Il messaggio della Cei per il voto, “L’impegno di ciascuno per il Paese” (Avvenire). LE SCELTE DI PUTIN: Stefano Silvestri, “Lo Zar le prova tutte. Combatte la battaglia della sua vita” (intervista a Il Riformista). Vittorio E. Parsi, “Non cedere al ricatto può fermarlo prima del baratro” (Messaggero). Nathalie Tocci, “L’ultimo azzardo di un dittatore” (La Stampa). Ugo Tramballi, “Il mondo a un passo dal conflitto nucleare” (Sole 24 ore). Monica Guerzoni, “Draghi e l’intesa con il leader: ‘Russia indebolirà, faticherà a reagire’” (Corriere della sera). David Carretta, “La calma della Ue” (Foglio). Francis Fukuyama intervistato da Federico Fubini: “E’ la rivincita delle democrazie liberali. Con Putin perde il modello autoritario” (Corriere). Danilo Taino, “Come si fa sentire l’influenza della Cina” (Corriere). Guido Santevecchi, “L’appello di Pechino: serve una tregua e il ritorno al dialogo” (Corriere). Giuliano Ferrara, “In difesa del miracolo ucraino contro l’autocrate borioso di Mosca” (Foglio). Ampi stralci del discorso di Putin del 21 settembre: “Il mondo capovolto di Putin” (Foglio). Ampi stralci del discorso di Biden del 21 settembre: “Abbiamo scelto la libertà” (Foglio). Mario Giro, “Non basta dire ‘Non lo fare’. Dobbiamo fermare la guerra” (Domani). Francesco Vignarca, “Regna la guerra e la società civile traccia strade di pace” (Manifesto). ELEZIONI: Marcello Sorgi, “Se il Cremlino manda in crisi i nostri partiti” (La Stampa). Stefano Folli, “Dipende dal Sud il destino di Pd e 5s” (Repubblica). Fabrizio Mastrofini, “Meloni cerca sponde nella Santa Sede ma citofona all’indirizzo sbagliato” (Il Riformista). “Mezzogiorno. Pro memoria per il governo che verrà” (Fondazione Merita). ——————-
PUTIN IN TRINCEA. LEGA E FDI ALZANO IL TIRO. CATTOLICI E POLITICA
21 Settembre 2022 su C3dem.
Rosalba Castelletti, “Mosca prepara l’annessione: referendum in quattro regioni” (Repubblica). Gianluca De Feo, “Lo Zar sotto scacco e lo spettro nucleare” (Repubblica). Lorenzo Cremonesi, “Russificazione e minaccia nucleare. Cosa può succedere” (Corriere della sera). La lucida analisi di Stefano Stefanini, “Il Cremlino in trincea” (La Stampa). Il discorso di Mario Draghi all’Assemblea generale dell’Onu: “Da Putin un’altra violazione del diritto internazionale. Restiamo uniti al fianco dell’Ucraina” (La Stampa). Giuseppe Sarcina, “La condanna di Onu, Usa e Ue: Referendum farsa, non lo riconosceremo” (Corriere). David Carretta, “L’iniziativa europea all’Onu” (Foglio). L’analisi di Diego Fabbri, intervistato dall’Osservatore Romano: “Equilibri destinati a cambiare“. Ivan Yakovina, “Lo Zar è più isolato e teme di perdere sul campo. Adesso prova a chiudere” (intervista al Corriere). Giovanni Pigni, “E in Russia ora i giovani cercano di fuggire” (La Stampa). Intanto Stefano Zamagni prova a ragionare di pace: “Sette passi per una pace giusta e duratura (non solo) in Ucraina” (Avvenire). AVERE “VISIONE”: Henry Kissinger, “Il mondo ha bisogno di leader con la visione del premier italiano” (Repubblica). ELEZIONI: Roberto D’Alimonte, “M5S al Sud, la variabile che potrebbe frenare la corsa del centrodestra” (Sole 24 ore). Enrico Letta, “Governa chi vince, anche se è la Meloni” (intervista a Il Giornale). Francesco Bei, “Due estremismi in competizione” (Repubblica). Gianfranco Pasquino, “Il modello Orbàn sarà la bussola del futuro governo di centrodestra” (Domani). Salvatore Bragantini, “Sull’Europa Giorgia Meloni non può dare rassicurazioni” (Domani). Luca Ricolfi, “La posta in gioco per il Pd” (Repubblica). Mattia Feltri, “Generazione di fenomeni” (Domani). Claudio Cerasa, “I consigli elettorali di Draghi” (Foglio). Ignazio Cipolletta, “L’elettore povero che vota a destra va contro i suoi interessi” (Domani). CATTOLICI E POLITICA: Angelo Picariello, “Cattolici irrilevanti? La lunga marcia inizia dopo il 25 settembre” (Avvenire). Renato Balduzzi, “Cattolicesimo democratico. Il ‘documento dei 50’ base di un nuovo impegno” (lettera a Avvenire).
——————————–
EVAPORAZIONE DELLA POLITICA E BISOGNO DI RICOSTRUIRE I LEGAMI SOCIALI
20 Settembre 2022 su C3dem.
Matteo Zuppi, “Seguiamo l’esempio dei padri costituenti, distanti ma uniti nel ricostruire il Paese” (La Stampa). Andrea Riccardi, “I cattolici e la politica: la che ‘crea cultura’” (Corriere della sera). Gennaro Di Biase, “Dal vescovo di Napoli, Battaglia, monito ai politici: ’Umiltà al servizio di tutti’” (Mattino). Massimo Recalcati, “L’evaporazione della politica” (Repubblica). Marco Damilano, “I cinquant’anni in cui si è svuotata l’Italia” (Domani). Marco Tarchi, “L’onda nera non è solo il frutto di nostalgie autoritarie” (Domani). Piero Ignazi, “La vera sfida resta quella tra il rosso e il nero” (Domani). Gaetano Azzariti, “Presidenzialismo, è in pericolo il futuro della Costituzione” (Manifesto). Maurizio Ferrera, “Il valore della via europea” (Corriere della sera). Francesco M. Cataluccio, “Le parole dei nazionalisti” (Foglio). INOLTRE: Giuliano Ferrara, “I funerali della regina, l’esclusione di Putin e la potenza di un gesto” (Foglio). Michele Salvati, “Premesse per una riforma del sistema politico italiano” (rivista il Mulino). Stefano Allievi, Guido Barbujanni, Silvia Ferrari, “La lunga marcia dell’umanità. Con le migrazioni spiegano chi siamo diventati” (La Stampa).
—————
L’ORRORE DI IZYUM. NOTE DI GEOPOLITICA
20 Settembre 2022 su C3dem.
Sabato Angeri, “Nell’orrore a cielo aperto di Izyum” (Manifesto). Antonella Scott, “La Russia prepara il ritorno a un’economia primitiva” (Sole 24 ore). Marta Ottaviani, “Il post che fa tremare il Cremlino” (Avvenire). Greta Previtera, “Noi 70 deputati contro lo Zar. Vogliamo le sue dimissioni” (Corriere). Vittorio E. Parsi, “Le mosse di Putin e il momento della fermezza” (Messaggero). Tommaso Ciriaco, “La bussola di Draghi: sostegno all’Ucraina fino al ritiro dei Russi” (Repubblica). GEOPOLITICA: Rosalba Castelletti, “Separatismi e scontri sui confini. L’ex URSS è di nuovo una polveriera” (Repubblica). Stefano Stefanini, “A Samarcanda vince la Cina” (La Stampa). Romano Prodi, “La sponda cinese che manca alla Russia” (Messaggero). Francesca Sforza, “L’avvertimento di Modi a Putin: troppe crisi, stop alla guerra” (La Stampa) Alessandro Penati, “Stati Uniti, Europa, Cina: tre spettri aleggiano sull’economia del mondo” (Domani). Rita Fatiguso, “Cina alla conquista dell’America latina” (Sole 24 ore). L’ONU: Luca Sebastiani, “Il ruolo dell’Onu nei teatri di crisi negli ultimi trent’anni” (Scenari). Pasquale Annicchino, “L’Anticristo al Palazzo di vetro e l’Apocalisse dei diritti umani” (Scenari). Marco Pedrazzi, “Tutti i peccati originali del Consiglio di sicurezza” (Scenari).
—————————–
PRODI: SE L’ITALIA SEGUIRA’ ORBAN, L’EUROPA CI EMARGINERA’
19 Settembre 2022 su C3dem.
Mauro Magatti, “Amore, famiglia, sesso: sfide anche per la politica” (Corriere). Paolo Di Paolo, “Come parlare di politica tra i banchi di scuola” (La Stampa). Mario Delpini, arcivescovo di Milano, “Cittadini, non clienti. Contro la crisi è inutile la beneficienza” (intervista a Il Giornale). ELEZIONI: Romano Prodi, “Se l’Italia seguirà Orban l’Europa ci emarginerà” (intervista a Repubblica). Vladimiro Zagrebelsky, “L’Ungheria di Orban: voto, democrazia e diritti violati” (La Stampa). Carmelo Caruso, “Letta: ‘E’ la nostra Brexit. Vinciamo noi’” (Foglio). Ezio Mauro, “Cosa ci aspetta se vince la destra” (Repubblica). Roberto Gressi, “La corsa dei leader. I punti di forza e di debolezza” (Corriere della sera). Cesare Zapperi, “Il patto in sei punti firmato dalla Lega a Pontida” (Corriere). Stefano Folli, “La rissa Conte-Renzi è un segnale al Pd” (Repubblica). Raffaella Marino, “Dodici domande (e risposte) a Carlo Calenda” (Qn). Roberto Napoletano, “La grande coalizione che può salvare l’Italia” (Il Quotidiano). Paolo Griseri, “Meglio morire democristiani” (Repubblica). ELEZIONI E MEZZOGIORNO: Dario Di Vico, “Toh, le autonomie e le alleanze ballano” (Corriere della sera). Mauro Calise, “Tre modelli di leadership al Sud” (Mattino). Enrico Letta, “Lavoro al Mezzogiorno. Basta assistenzialismo” (intervista al Mattino). DOPO L’INTERVISTA DEL PAPA AL “MATTINO” (vedi qui): Gaetano Manfredi, sindaco di Napoli: “Da Francesco un monito: serve la politica dei fatti” (intervista al Mattino). Massimo Adinolfi, “Il senso da recuperare della ‘misura umana’” (Mattino). QUESTIONI: Daniele Checchi, “Se i partiti nascondono la loro idea di scuola” (lavoce.info). Tommaso Monacelli, “Abbiamo proprio bisogno della flat tax?” (lavoce.info).
————————————-
ITALIA, RISCHIO AUTORITARISMO.
18 Settembre 2022
Francesco, intervistato dal Mattino di Napoli: “Sud e Napoli: qui la storia può cambiare rotta”. Marzio Breda, “Mattarella: un patto nazionale per la scuola” (Corriere). Sabino Cassese, “Governo e Camere, l’equilibrio perduto dei poteri” (Corriere della sera). MARCHE: Luca Mercalli, “La tragedia marchigiana è solo l’inizio di una fase” (Il Fatto). Enzo Pranzini, “Viviamo in pianure alluvionate, dobbiamo arretrare” (Manifesto). Giovanni Legnini, “L’Italia è paralizzata, serve un vero piano contro i rischi” (intervista a Repubblica). IL PERICOLO DELLE AUTOCRAZIE: Rino Formica, “Autoritarismo: la bolletta più cara per l’Italia del dopo voto” (Domani). Sergio Fabbrini, “Centrodestra al test della lotta alle autocrazie” (Sole 24 ore). Massimo Giannini, “Le strane idee dei ‘patrioti’ sulle democrazie occidentali” (La Stampa). Andrea Bonanni, “La Ue e le bugie di Meloni” (Repubblica). Marta Dassù, “Il vero interesse nazionale” (Repubblica). MARIO DRAGHI E IL VOTO: Lina Palmerini, “Le sfide che Draghi lascia ai prossimi vincitori” (Sole 24 ore). Marcello Sorgi, “L’ultimo affondo di Supermario” (La Stampa). Giovanna Faggionato, “Draghi mette in sicurezza l’autunno di Giorgia Meloni” (Domani). Simone Canettieri, “Il premier e il voto” (Foglio). Stefano Feltri, “L’agenda Draghi è limitare i danni di Salvini e la Lega” (Domani). Federico Capurso, “La destra all’attacco di Draghi” (La Stampa). Marco Travaglio, “Draghi non esiste” (Il Fatto). PD-M5S: Daniela Preziosi, “Il film sul divorzio Pd-M5s, tratto da una storia tragicamente vera” (Domani). Andrea Orlando, “Il campo largo tornerà” (intervista al Corriere del Mezzogiorno). PD: Carlo Trigilia, “La lezione della Svezia che il Pd non ha capito” (Domani). MELONI, LA CHIESA E LA 194: Iacopo Scaramuzzi, “Meloni incontra il card. Sarah, e cerca sponda tra i tradizionalisti” (Repubblica). Eugenia Roccella, “C’è una benevola aspettativa della chiesa per Giorgia” (intervista a Repubblica). Maria Novella De Luca, “FdI all’attacco della 194, ma in Italia aborti crollati” (Repubblica). Luigi Manconi, “Orban, Meloni e la democrazia dei sensi di colpa” (La Stampa).
—————————————-
coordinamento-dcostCondividiamo il documento dell’Anpi, occorre convincere a partecipare al voto, come del resto chiedono anche altri appelli. Non votare è un errore che consegna a chi partecipa un potere maggiore. Questo non va dimenticato ora che le destre si sentono forti, puntano a vincere e cercheranno in ogni modo di mobilitare i loro elettori.
Queste elezioni decideranno della qualità futura della democrazia del nostro paese.
Purtroppo la pessima legge elettorale in vigore non è stata cambiata, malgrado sia stata giudicata la peggiore.
Chi dichiara di avere come primo obiettivo il contrastare le destre, a partire dal PD, non è riuscito o non ha voluto utilizzare al meglio i meccanismi elettorali in vigore per evitare di fare regali alle destre. Al punto che un fronte compatto delle destre, che punta a conquistare il potere per decidere sul futuro dell’Italia, si confronta con una divaricazione tra i soggetti politici che dovrebbero contrastarlo.
A nulla sono serviti gli appelli a contrastare le destre.
Dopo il 25 settembre le destre punteranno a modificare la Costituzione cambiando la sostanza della democrazia italiana. Presidenzialismo, autonomia regionale differenziata, minacce all’indipendenza della magistratura dalla politica sono i punti essenziali di questo attacco all’assetto istituzionale definito dalla nostra Costituzione, nata dalla Resistenza.
Preoccupa in particolare che i grandi problemi sociali e del lavoro, aggravati dalle conseguenze della crisi energetica e dell’ambiente, della guerra in corso e in peggioramento, dai rischi per il futuro dell’occupazione e della qualità del lavoro e delle retribuzioni, dalla crescita della povertà, anziché essere affrontati e risolti possano precipitare per politiche del tutto sbagliate e socialmente divaricanti, che finirebbero con lo spaccare ancora di più il paese tra settori sociali, tra aree territoriali, tra generazioni.
Tutto questo è aggravato dai rischi di un serio pericolo per la pace nel mondo, provocato dalla crisi Ucraina, e da una ripresa della rincorsa agli armamenti, mentre la crisi climatica è relegata in secondo piano malgrado tutto ne confermi la sua drammaticità, a partire dall’alluvione nelle Marche. Il risultato elettorale deciderà le scelte politiche future e questo nell’immediato richiede di contribuire a fermare le destre.
Dopo il voto sarà necessario prendere nuove iniziative forti e unitarie per una legge elettorale, scegliendo una rappresentanza su base proporzionale e consegnando agli elettori la decisione reale su chi deve essere eletto, per cambiare il titolo V della Costituzione contro la rottura dell’unità nazionale, per garantire l’indipendenza della magistratura dai nuovi attacchi alla sua autonomia, per attuare pienamente la Costituzione sul piano sociale e dei diritti delle persone, per garantire il rispetto dell’articolo 11 della Costituzione costruendo un movimento unitario per fermare la guerra in Ucraina puntando ad una conferenza internazionale per la pace e scongiurare l’olocausto nucleare.
La Presidenza nazionale del Cdc

21 /9 /2022
——————————

Ripudiamo la guerra!

4c38ee82-df4f-4188-9c28-97eb3c93fba0Newsletter n. 91 del 18 settembre 2022.

QUALE DIFESA

Cari Amici,
mentre la Natura insorge con la sua violenza e questa volta sono le Marche a pagarne le spese, giunge il momento della scelta elettorale in Italia. Rispetto ad essa non possiamo fare altro che esortare di andare alle urne e votare nel modo più corrispondente al fine di bloccare la guerra e contrastare chi la alimenta procurando l’invio di sempre nuove armi a una delle due parti in conflitto. Mettere il mondo fuori della guerra, ed escluderne il ripetersi nel futuro, oltre che servire alla vita è la precondizione essenziale perché torni ad essere storicamente e politicamente plausibile il nostro obiettivo di un costituzionalismo mondiale e di una Costituzione della Terra.
Ci corre anche l’obbligo di un chiarimento sulla portata di quanto ha detto papa Francesco parlando coi giornalisti sull’aereo nel viaggio di ritorno dal Kazakhstan. Oggi La sua frase sul diritto di difesa (che da tutti del resto è stato sempre considerato un “diritto naturale”) ha fatto dire che egli avesse abbandonato la sua posizione alternativa rispetto alla guerra in Ucraina, fino a legittimare l’invio di armi a Zelensky. Ciò che egli ha detto in effetti è che dare le armi è una “decisione politica”, che deve essere valutata in sede morale: è immorale se le intenzioni sono quelle di “provocare più guerra o di vendere le armi o di scartare quelle armi che a me non servono più…”, morale invece se essa è finalizzata alla difesa, quando “difendersi è non solo lecito, ma anche una espressione di amore alla Patria. Chi non si difende, chi non difende qualcosa, non la ama, invece chi difende, ama”.
Per valutare questa dichiarazione occorre osservare varie cose. Anzitutto essa è fatta in uno scambio informale con i giornalisti, nel quale è inevitabile una certa improvvisazione e un minore controllo di ogni parola. In secondo luogo essa è fatta nel contesto, confermato, di una radicale opposizione alla guerra e alle armi di qualsiasi tipo e per qualunque uso: “ La guerra in se stessa è un errore, è un errore! E noi in questo momento stiamo respirando quest’aria: se non c’è guerra sembra che non c’è vita”. E ancora: “in questo momento quante guerre sono in corso? Ucraina-Russia, adesso Azerbaijan e Armenia; poi c’è la Siria, dieci anni di guerra: che cosa succede lì, perché non si ferma? Quali interessi muovono queste cose? Poi c’è il Corno d’Africa; poi il nord del Mozambico; e l’Eritrea che è accanto all’Etiopia; poi il Myanmar, con questo popolo sofferente che amo tanto, il popolo Rohingya, che gira, gira e gira come uno zingaro e non trova pace. Ma siamo in guerra mondiale, per favore…”
In ogni caso potremmo aggiungere che non c’è solo la difesa con le armi, ma molte forme di difesa non violenta, a cominciare dalla politica e dalla prudenza dei governanti che non dovrebbero esporre i loro popoli a inutili e colpevoli rischi.
Nello stesso contesto il papa ha portato ad esempio quello che hanno fatto i portuali di Genova che si sono rifiutati di caricare armi per una delle guerre in corso: «Poi c’è l’industria delle armi. Questo è un commercio assassino. Qualcuno mi diceva – ha spiegato il Papa – che se si smettesse per un anno di fare le armi si risolverebbe tutta la fame nel mondo… Fame, educazione… niente, non si può perché si devono fare le armi. A Genova, alcuni anni fa, è arrivata una nave carica di armi che doveva passarle a una nave più grande che andava in Africa, vicino al Sudan, credo al Sud Sudan… Gli operai del porto non hanno voluto farlo. Gli è costato, ma è un fatto che dice: “No, io non collaboro con questo, con la morte”». Inoltre il papa ha risposto a una giornalista polacca che voleva indurlo a rifiutare ogni dialogo con la Russia con l’argomento che “c’è una linea rossa oltre la quale non si dovrebbe dire: siamo aperti al dialogo con Mosca”; a questa provocazione il papa ha risposto che il dialogo si deve fare sempre, anche “con gli Stati che hanno incominciato la guerra” come “sembra”, perché “sempre c’è la possibilità che nel dialogo si possano cambiare le cose, anche offrire un altro punto di vista, un altro punto di considerazione… Il dialogo si deve fare, anche se “puzza” ma si deve fare. Sempre un passo avanti, la mano tesa, sempre! Perché altrimenti chiudiamo l’unica porta ragionevole per la pace”.
Inoltre c’è da osservare che questo dialogo è avvenuto nel contesto delle imminenti elezioni politiche in Italia, nelle quali il Papa, rovesciando tante indebite interferenze del passato, ha preso la giustissima decisione di non intervenire in alcun modo, anche col motivo che la politica italiana non la capisce; se avesse dichiarato immorale l’invio delle armi all’Ucraina da parte dell’Italia e di Draghi, avrebbe di fatto invitato a votare per Unione Popolare o i Cinque Stelle, che ne sono gli unici oppositori, cosa che ovviamente non voleva fare.
Infine, interrogato sull’Occidente, il papa non ha fatto nessuno sconto sugli errori e i peccati dell’Occidente. A cominciare dal Mediterraneo, che “oggi è il cimitero più grande, non dell’Europa, ma dell’umanità”.
In riferimento alle citate prossime elezioni, pubblichiamo sul sito un articolo di Domenico Gallo che mette in guardia dal rischio di “sfasciare la democrazia”, e l’elenco dei candidati che hanno firmato l’impegno, proposto da “Costituente Terra”, e da molti elettori di “Chiesa di tutti Chiesa dei poveri”, “Laudato sì” e altre associazioni ugualmente ispirate, per un Protocollo sul ripudio della guerra da far varare dal prossimo Parlamento e far adottare da tutti gli Stati.
Con i più cordiali saluti

www.costituenteterra.it

———————-
Le prossime elezioni
SFASCIARE LA DEMOCRAZIA?

18 SETTEMBRE 2022 / EDMINXTRATOR / DICE LA STORIA /
di Domenico Gallo
Vi sono forze politiche che manifestano il proposito di sfasciare l’edificio istituzionale per sostituirlo con un altro che si potrebbe definire di “democrazia illiberale”

Domenico Gallo

Il dibattito elettorale diviene ogni giorno più acceso in vista del voto del 25 settembre, è rimasta però una sorta di self-restraint che vieta di invocare l’antifascismo come dimensione di senso che dovrebbe orientare le scelte di voto del popolo italiano. Oggi si dà per acquisita la democrazia dell’alternanza, per mettere in evidenza che tutte le forze politiche sono legittimate a governare e che l’alternanza fra le diverse proposte e forze politiche è elemento fisiologico della democrazia. Non c’è dubbio che sia così. Tuttavia la democrazia dell’alternanza può funzionare e svolgere un ruolo positivo solo se le forze politiche che assumono la responsabilità del governo mantengono fermo il rispetto per le istituzioni democratiche e non cercano di demolirle. Occorre cioè che le forze politiche contrapposte nella competizione per il Governo, condividano il medesimo spirito repubblicano, cosa che in Italia non si verifica. Il paradosso dell’Italia è di avere una Costituzione scritta, partorita nel fuoco della Storia, che da oltre trent’anni è vissuta con insofferenza da molti settori dell’arco politico. Fino al punto che si è sviluppata quella che Giuseppe Dossetti ebbe a definire una “mitologia sostitutiva”. Vale a dire si imputano alla Costituzione quei problemi che la politica non riesce a risolvere, in questo modo si crea un mito che nasconde l’incapacità delle forze politiche di governo o di opposizione di indicare una prospettiva di sviluppo per la società italiana nel suo complesso e si scaricano i fallimenti della politica sulle istituzioni. Le Istituzioni nelle quali si incarna l’Ordinamento della Repubblica (Parlamento, Governo, Presidenza della Repubblica, magistratura indipendente, Corte Costituzionale, ordinamento delle Regioni e degli Enti locali) rappresentano la casa comune del popolo italiano. Le forze politiche incaricate della responsabilità del Governo del paese, sono gli inquilini di questa casa comune, hanno il dovere di amministrarla, possono abbellirla, ma alla fine la devono consegnare intatta a chi verrà dopo di loro. Questo non significa che non si possono fare delle riforme costituzionali e realizzare dei ritocchi alle mura dell’edificio comune. Tuttavia le modifiche della casa comune dovrebbero essere estremamente rispettose delle esigenze di tutti gli abitanti della casa, e quando imposte da una maggioranza politica, dovrebbe sempre essere consentito al popolo italiano di scegliere se approvarle o meno. Chi invoca la democrazia dell’alternanza, e se ne vuole avvalere, dovrebbe garantire che non demolirà la casa comune. Invece noi vediamo che nei programmi dei partiti politici gioca ancora un ruolo il tiro a bersaglio contro le Istituzioni democratiche. Non è venuta meno la spinta a cambiare i connotati della democrazia italiana. Anche in questa campagna elettorale vi sono forze politiche importanti (nello specifico il blocco di destra) che manifestano il proposito di sfasciare l’edificio istituzionale che ci ha consegnato la Costituzione per sostituirlo con un altro ispirato ad una differente concezione, che si potrebbe definire di “democrazia illiberale”, di cui in Europa vediamo degli esempi nel modello ungherese ed in quello polacco. Tre sono le principali direttive di attacco, l’introduzione del “presidenzialismo, la “riforma della giustizia” e l’attuazione dell’Autonomia differenziata. Quando nel programma della destra si parla di introdurre il “Presidenzialismo” evidentemente si fa riferimento al modello del c.d. semipresidenzialismo vigente in Francia a cui si ispirava la riforma costituzionale proposta da Fratelli d’Italia. Introdurre un Presidente della Repubblica elettivo che diventa anche dominus del Governo, modifica profondamente in senso autoritario la forma di Governo perché elimina la più importante delle garanzie politiche che tengono in equilibrio il sistema dei pesi e contrappesi su cui si regge la democrazia politica. In Italia il ruolo del Presidente non è solo notarile, basti pensare al potere di emanare (o rifiutare) i decreti legge. Con un decreto legge si possono cancellare delle libertà costituzionali con effetto immediato, salvo l’intervento successivo ed eventuale della Corte costituzionale. La sorveglianza di un organo esterno al Governo e da questo indipendente è indispensabile per impedire abusi. Si tratta di un freno d’emergenza che acquista grande valore nelle situazioni di crisi. La seconda direttiva di attacco al nostro modello istituzionale di democrazia è quella che attiene alle varie proposte di “riforma della giustizia”. Qui in realtà il programma della destra, più che illustrare le proprie proposte, le nasconde. L’interpretazione autentica di questo programma è quella che ci fornisce il candidato Ministro della Giustizia in pectore, l’ex magistrato Carlo Nordio, nel corso di varie interviste. Essa prevede la separazione delle carriere, la discrezionalità dell`azione penale, la riformulazione dei rapporti tra pubblico ministero e polizia giudiziaria, e non ultima la nomina governativa dei giudici e quella elettiva dei pubblici ministeri. Queste proposte comportano un sovvertimento totale delle norme della Costituzione che garantiscono la divisione dei poteri, assicurando l’indipendenza del controllo di legalità esercitato dalla magistratura nei confronti del potere politico ed economico. Infine l’attuazione dell’Autonomia differenziata secondo le proposte avanzate dalle Regioni leghiste, spezzerebbe l’unità della Repubblica e, creando una serie di repubblichette, aprirebbe una breccia nel principio supremo di eguaglianza di tutti i cittadini. Quando delle forze politiche ci propongono modifiche di questa portata, in sostanza ci propongono di fare la pelle alla Costituzione e di demolire quelle Istituzioni che la Costituzione ha concepito per garantire le generazioni future dal ritorno di un passato autoritario che all’epoca tutti ripudiavano ed oggi alcuni vorrebbero far ritornare sotto mutate spoglie.

Domenico Gallo

———————————————-

Alla ricerca del bene comune

2af84313-868b-4e83-98fb-7b56c09422ef
—————————————
Il bene comune e la politica
Perché chi vuole guidare il Paese deve pensare all’interesse collettivo

La Repubblica – 12 Settembre 2022

di Enzo Bianchi (dal suo blog).
Siamo in piena campagna elettorale e proprio in quanto monaco non posso esimermi dall’osservare e dall’ascoltare le voci – soprattutto urla – che si levano numerose da tutte le parti in causa. Non entro nell’agone politico, ma dopo aver ascoltato o letto i protagonisti costantemente mi pongo una domanda: “Dov’è finito, che fine ha fatto il concetto di bene comune? Come mai è così assente?”. La stessa domanda è stata posta da François Flahault, direttore del Centro di ricerca sulle arti e il linguaggio di Parigi, in un libro che significativamente è intitolato: Où est passé le bien commun?

Quello di “bene comune” è un concetto essenziale per la convivenza, per la qualità della vita nella pólis. L’espressione è composta da due parole: “bene” e “comune”. “Bene” è ciò che noi vorremmo per noi stessi e che auguriamo alle persone alle quali siamo legati, ciò che permette di vivere in pienezza. “Comune” deriva dal latino communis che indica un compito da svolgersi insieme e nello stesso tempo un dono condiviso. “Bene comune” non è dunque semplicemente un patrimonio che si ha in comune, qualcosa di materiale o immateriale posseduto e condiviso, ma l’insieme delle condizioni di vita che favoriscono il benessere, l’umanizzazione di tutti: anche la democrazia, la cultura, la bellezza sono bene comune. Come ha affermato Stefano Rodotà, “ci sono beni che esprimono i diritti inalienabili dei cittadini. Questi sono i ‘beni comuni’: dal diritto alla vita, al bene primario dell’acqua, fino alla conoscenza in rete”.

Naturale destinatario del bene comune non è più l’individuo ma la persona. “Bene comune”, va ricordato, è un concetto formulato nel xiii secolo, nell’ora dell’emergenza dell’occidente, quando sulla scia dell’eredità greca si è arrivati a comprendere che come la rete delle relazioni è antecedente all’individuo-persona così l’unità del corpo è antecedente alle membra che lo compongono. Sicché il bene di ciascuno implica una nozione di bene comune che lo preceda e nel quale possa definirsi.

Questo concetto di bene comune purtroppo è stato accantonato a favore di una concezione individualistica e utilitaristica della società e si è progressivamente imposta l’idea secondo la quale l’organizzazione politica si giustifica per il fatto che garantisce ai membri di una collettività i diritti individuali di cui sarebbero dotati anteriormente alla loro esistenza sociale.

Così il bene comune ha ceduto il posto all’interesse generale, concepito come la somma degli interessi individuali. Ha scritto Marcel Gauchet: “Nell’attuale società si afferma che all’inizio della storia c’erano solo individui, e per questo non si può immaginare una loro coesistenza solidale. È dunque urgente pensare invece a ciò che li unisce e a ciò che devono fare insieme!”.

La prima forma di bene comune che gli esseri umani hanno conosciuto è la relazione, lo stare insieme, il pensare insieme a ciò che è bene comune e non solo bene individuale. Senza ecosistema relazionale non c’è cammino di umanizzazione, e senza passare per il bene comune non c’è politica che sia un bene per tutta la pólis.
————–——————-
c3dem_banner_04
UNIONE EUROPEA: LA TRAPPOLA CONFEDERALE. PRODI: RIPENSARE IL LAVORO

11 Settembre 2022 su C3dem
Gianfranco Ravasi, “La zattera” (Sole 24 ore). MONDO: Maurizio Molinari, “Xi disegna una Cina globale per isolare l’Occidente” (Repubblica). EUROPA: Sergio Fabbrini, “Le decisioni europee nella trappola confederale” (Sole 24 ore). Francesco Saraceno, “L’incomprensibile svolta rigorista della BCE di fronte all’inflazione” (Domani). UCRAINA: Lorenzo Cremonesi, “Quegli errori del Cremlino che credeva di vincere facile” (Corriere della sera). Gianluca De Feo, “Così Kiev ha ripreso la porta del Donbass” (Repubblica). Cliff Kupchan, “Putin ha pochi margini. Se penetrano in Donbass può succedere di tutto” (intervista al Corriere). Luca Kocci, “Papa Francesco: ‘guerra totale’, a rischio escalation atomica” (Manifesto). Mauro Magatti, “Se nemmeno si dice pace” (Avvenire). Mikhail Lobanov, oppositore russo: “Al Cremlino hanno paura di queste elezioni amministrative. Rischio brogli elettronici” (intervista a Repubblica). SANITA’: Silvio Garattini, “Tre domande a tutti i partiti” (Avvenire). LAVORO: Romano Prodi, “Ripensare il lavoro. Se la vita privata viene prima viene prima della carriera” (Messaggero). Rosaria Amato, “Lavoro, Vicenza. Le dimissioni in cerca di un lavoro migliore” (Repubblica). ELEZIONI 25 SETTEMBRE: Enzo Risso, “Perché in Italia cresce la disillusione verso le elezioni” (Domani). Ferruccio De Bortoli, “Politica e futuro. Chi spinge (davvero) il Paese” (Corriere della sera). Emanuele Felice, “Meglio parlare soltanto di diritti e disuguaglianze” (Domani). Anna Maria Furlan, “Questa destra mi fa tremare i polsi. Il Pd in campo contro la precarietà” (intervista ad Avvenire). Massimo Giannini, “Il draghismo in purezza della sorella d’Italia” (La Stampa). Giorgia Meloni, “Non faremo governi arcobaleno. La priorità del Paese è la denatalità” (intervista ad Avvenire). Giovanna Casadio, “Letta: ‘No a larghe intese con il Centrodestra, ma sulla crisi energetica non ci tireremo indietro” (Repubblica). Adolfo Urso, “Racconto agli Usa il programma di FdI. In politica estera continuità con Draghi” (intervista al Corriere della sera). Federico Capurso, “La vendetta di Conte” (La Stampa). Stefano De Martis, “Presidenzialismo? Niente fumo, prego” (Avvenire).
————-
L’IRONIA DEL VESCOVO. LA RIMONTA UCRAINA. LA POVERTA’ DEI GIOVANI IN ITALIA. IL RE PROGRESSISTA

10 Settembre 2022 su C3dem
Mario Delpini (arcivescovo di Milano), “Criticato per la mia ironia. Vogliono una chiesa noiosa” (intervista al Corriere). Francesco Piccolo, “Noi, il Paese e l’eterno ritorno dell’affaire Moro” (Repubblica). EUROPA/ENERGIA: Marco Bresolin, “Gas, Roma rilancia il tetto, ma la Commissione frena: ‘Un rischio per le forniture’” (La Stampa). Andrea Bonanni, “L’occasione mancata” (Repubblica). Ugo Magri, “L’affondo di Mattarella” (La Stampa). Raffaele Romanelli, “Il ricatto del gas di Putin e il complicato nesso fra energia e democrazia” (Domani). UCRAINA: Daniele Raineri, “Il doppio contrattacco ucraino. Russi in fuga nell’Est del paese” (Repubblica). Giampiero Massolo, “Le sanzioni mordono eccome. Il tempo non gioca a favore dello Zar” (intervista a Il Riformista). Giuseppe Spadafora, “A che punto è la guerra in Ucraina” (rivista il Mulino). Dmitrij Muratov, “Chiudendo ‘Notaya’ Putin ha ucciso anche la nostra libertà” (La Stampa). Raniero La Valle, “Per un’alternativa reale” (chiesa dei poveri). ELEZIONI: Roberto D’Alimonte, “La gente vuole votare per il cambiamento” (intervista a Qn). Valentina Conte, “Mai così tanti giovani a rischio povertà” (Repubblica). Linda Laura Sabbadini, “Diminuire la diseguaglianza per chiudere la porta alla rabbia sociale” (Repubblica). Goffredo Bettini, “Per rimontare il Pd deve stare vicino alla gente in difficoltà” (intervista al Manifesto). Ettore Maria Colombo, “Acque agitate nel Pd. Il congresso è iniziato. Bonaccini e Provenzano scaldano i motori” (Qn). Maurizio Tropeano, “La sfida a sinistra” (La Stampa). Giuliano Santoro, “Conte lancia l’allarme larghe intese. E alle urne tallona il Pd” (Manifesto). Massimo D’Antoni, “La svolta del Pd centrista sul Jobs Act non è credibile” (intervista a Il Fatto). Damiano Tommasi, “Il centrosinistra alla fine dovrà riunirsi” (intervista a Domani). Francesco Verderami, “L’assenza del campo largo preoccupa anche FdI. Così niente bipolarismo” (Corriere). CARLO III: Bill Emmott, “L’agenda politica di un re insolitamente progressista” (La Stampa). Carlo Petrini, “Carlo sarà un grande alleato dei giovani. Il suo impegno per il clima è sincero” (La Stampa).
—————————
EQUITÀ UOMO-DONNA, L’ITALIA NON CE LA STA FACENDO. LA DISPUTA SUL PRESIDENZIALISMO
9 Settembre 2022 su C3dem.
Maurizio Ferrera e Barbara Stefanelli, “Il lavoro, le relazioni, perché l’equità uomo-donna conviene e perché l’Italia non ce la sta facendo” (Corriere della sera). Juan Luis Cebrian, “Venti di destra europei” (Repubblica). CAMPAGNA ELETTORALE: Ugo Magri, “Le spine di Mattarella” (La Stampa). Stefano Folli, “La disputa sul presidenzialismo” (Repubblica). Claudia Mancina, “Un errore respingere l’offerta della Bicamerale. Meloni apre al confronto” (intervista a Qn). Carlo Bastasin, “Perché il presidenzialismo in Italia sarebbe un problema” (Repubblica). Giovanni Guzzetta, “Presidenzialismo o parlamentarismo, interpelliamo i cittadini” (Il Riformista). Claudio Cerasa, “Perché passa dall’America il futuro di Meloni” (Foglio). Maurizio Molinari, “Tasse e presidenzialismo, così Meloni lancia la spallata finale” (Repubblica). Ilvo Diamanti, “FdI cresce ancora, il Pd insegue, M5S risale e stacca la Lega” (Repubblica). Federico Geremicca, “I Dem e la ricerca di un’identità a sinistra” (La Stampa). Valerio Valentini, “Letta nella morsa di Conte e Calenda. Il voto utile non basta” (Foglio). Stefano Cappellini, “Pd contro Pd, la campagna dei ripensamenti” (Repubblica). Andrea Fabozzi, “La paura di Letta, Terze forze in salita. I sondaggi non premiano il frontismo” (Manifesto). REGNO UNITO: Bill Emmott, “Il secolo lungo di Elisabetta II” (La Stampa). Giuseppe Lupo, “Con Elisabetta II si chiude il Novecento” (Sole 24 ore). IDEE: Salvatore Natoli intervistato da Ilario Bartoletti, “Oltre l’antropocene. Un nuovo modo di abitare la Terra” (sito della Cooperativa Cattolico-democratica di Cultura CCdC).
———————
LETTA CREDE ALLA RIMONTA, MA TROPPI ITALIANI SONO INDIFFERENTI ALLA POLITICA
8 Settembre 2022 su C3dem.
Francesco Peloso, “Cl interviene sul voto. Altri segnali di vita nel mondo cattolico” (Domani). Noi Siamo Chiesa, “Elezioni difficili. I cattolici esprimano il meglio della loro cultura democratica” .Agnese Palmucci, “Lo spartito della società civile per tornare alla buona politica” (Avvenire). Vanesse Pallucchi, “Ecco le priorità per un paese che soffre” (Avvenire). Renato Mannheimer, “Cari politici, sapete che solo a 2 persone su 10 interessano le elezioni?” (Il Riformista). Luca Diotallevi, “La logica di comunità che divide il Paese” (Messaggero). PARTITO DEMOCRATICO: Gianfranco Pasquino, “Soltanto il Pd si oppone davvero alle destre” (Domani). Daniela Preziosi, “Il disperato appello di letta per salvare il Pd e la democrazia” (Domani). Carlo Bertini, “La strategia della rimonta” (La Stampa). Antonio Polito, “Il voto utile e la coperta corta del Pd” (Corriere). Paolo Pombeni, “La sfida al centrodestra come una lotta tra angeli e demoni. La rappresentazione di Letta fa male alla democrazia” (Il Quotidiano). Stefano Folli, “La posta in gioco tra Pd e 5 Stelle” (Repubblica). Arturo Parisi, “Il Pd deve correggere il tiro” (lettera al Foglio). Marcello Sorgi, “L’errore fatale sui collegi” (La Stampa). Mario Ricciardi (il Mulino), “Letta è di centro. Difficile che aprisse a sinistra e 5Stelle” (intervista a Il Fatto). Andrea Fabozzi, “Letta, il Rosatellum e il Pd. Storia di un suicidio perfetto” (Manifesto). GIORGIA MELONI: Virginia Piccolillo, “Meloni spinge per il presidenzialismo. ‘La Bicamerale è una soluzione’” (Corriere). Giovanni Orsina, “Giorgia e quel conservatorismo che fa presa sugli elettori disperati” (La Stampa). Frans Timmermans, “L’agenda sociale di questa destra mette paura” (interista a Repubblica). Claudio Cerasa, “Perché Meloni non fa così paura ai suoi nemici” (Foglio). GLI ALTRI: Elisa Calessi, “Salvini: ‘la nostra prima legge è l’autonomia per il Nord’” (Libero). Giuseppe Conte, “Il reddito, scelta epocale. Caccia ai poveri vergognosa” (intervista al Corriere). Maurizio Tropeano, “L’avvocato dei poveri” (La Stampa). Giampiero Calapà, “La scelta di Melénchon: ‘De Magistris unica speranza” (Il Fatto).
———————
GIORGIA MELONI E IL FRENO ALL’UNIONE EUROPEA
13 Settembre 2022 by Giampiero Forcesi | su C3dem

Umberto De Giovannangeli, “Strage di migranti: morti di sete altri tre bambini” (Il Riformista). PAPA E CONFINDUSTRIA: Domenico Agasso, “Il papa chiede lavoro per giovani e donne. Bonomi: è la politica che non ha fatto nulla” (La Stampa). Carlo Marroni, “Il papa: create lavoro, priorità ai giovani, fare figli è patriottico” (Sole 24 ore). SFIDA MELONI-LETTA: Stefano Folli, “FdI-Pd, finti duelli e veri obiettivi” (Repubblica). Marcello Sorgi, “Il vero scontro è dentro le coalizioni” (La Stampa). Lina Palmerini, “Letta-Meloni, il tabù del dialogo, ma non su gas e guerra” (Sole 24 ore). Stefano Feltri, “Perché il segretario Pd ha perso il confronto” (Domani). ELEZIONI: Filippo Andreatta, “Per fermare la Russia non basta essere atlantisti come Meloni. Oggi ci serve anche più Europa” (intervista a Domani). Francesco Olivo, “Giorgia a due facce sulla Ue” (La Stampa). Giovanna Casadio, “Letta serra i ranghi e dà la sveglia su Zoom” (Repubblica). Gianni Cuperlo, “La storia ci ha insegnato che i sondaggi all’ultimo possono essere smentiti” (Domani). Graziano Delrio, “Nessun destino è già scritto. Italia isolata se vince la destra” (intervista al Riformista). Piero Ignazi, “L’abitudine a governare ha reso impopolare il Pd” (Domani). Matteo Renzi, “Se vince Meloni saremo all’opposizione. Letta ha sbagliato tutto” (intervista a Repubblica). Ezio Mauro, “Il silenzio di Salvini” (Repubblica). QUESTIONI APERTE: Michele Ainis, “I problemi del presidenzialismo” (Repubblica). Matteo Calise, “Il silenzio sul voto giovanile” (Mattino). Marco Ruffolo, “Le promesse elettorali non sacrifichino la Sanità” (Repubblica). Luca Zaia, “I nostri alleati chiariscano la linea dell’autonomia prima del voto” (intervista al Corriere). Massimo Villone, “Amnesia del Pd. La Carta di Taranto tace sull’autonomia” (Manifesto). Paolo Ferratini, “Sull’obbligo scolastico” (rivista il Mulino).
————————————

Verrà il tempo… ed è questo!

costituente-terra-logouna Terra
un popolo
una Costituzione
una scuola

Newsletter n. 89 dell’8 settembre 2022

PER UN’ALTERNATIVA REALE

Cari Amici,
mentre l’Italia sta rotolando verso le elezioni del 25 settembre i maggiori protagonisti della vita internazionale stanno prendendo le loro posizioni in vista del grande confronto planetario che stanno predisponendo per i prossimi decenni. E mentre Putin enuncia a Vladivostok la banale regola dell’economia di mercato secondo la quale senza pagarne il prezzo non si può acquistare un prodotto, e perciò se l’Occidente non vuole pagare il gas russo, di quel gas deve fare a meno, l’ineffabile Ursula Von Der Leyen Presidente della Commissione Europea grida al ricatto e dice che Putin ci ha abituato alle sue sfide e quindi non bisogna neanche starlo a sentire, come se Putin non fosse il capo di un Paese che si estende dalle frontiere occidentali a Vladivostok, ma un capitano reggente della repubblica di San Marino. Intanto la Russia perfeziona le sue alleanze con la Cina e le potenze asiatiche, gli Stati Uniti stringono i legami atlantici con l’Europa e il Giappone, e la Turchia rivendica un’improbabile funzione demiurgica di arbitro tra le due orripilanti fazioni.
Dovremo impiegare le migliori energie per capire il senso di tutto ciò, per estrarne la residua eventuale razionalità, per capire la logica rovesciata di chi programma una lunga guerra mondiale con l’idea insensata secondo cui le armi nucleari rimarranno chiuse nei loro arsenali e non verranno a inquinare le carneficine diversamente prodotte in tutto il mondo per dominare sulle superstiti rovine.
Sembrano anni luce da quando la guerra fredda finì, e dobbiamo perfino rimpiangerla guardando i geni da cui oggi il mondo è governato. Ha il sapore di una nemesi doverlo fare nel momento in cui muore Michail Gorbaciov, che fu l’ultimo Capo dell’Unione Sovietica, la grande antagonista di allora. Si temeva l’apocalisse nucleare che avrebbe concluso quel conflitto, e invece venne fuori la proposta da lui formulata insieme al premier indiano Rajiv Gandhi a Nuova Delhi, di “un mondo libero dalle armi nucleari e nonviolento”. Era il 27 novembre 1986 e i due leader rivendicando di rappresentare oltre un miliardo di uomini, donne e bambini dei loro due Paesi, “che insieme fanno un quinto dell’umanità intera”, scrissero che “la vita umana è il valore supremo”, che “il mondo è uno e la sua sicurezza indivisibile” e che “Est ed Ovest, Nord e Sud, indipendentemente dai sistemi sociali, dalle ideologie, dalle religioni e dalle razze” dovevano “essere uniti nella fedeltà al disarmo e allo sviluppo”, garantire giustizia economica e rinunciare agli stereotipi “di chi vede un nemico in altri Paesi e popoli”.: una proposta politica di una lungimiranza senza precedenti, che però non fu degnata nemmeno di una informazione dai grandi giornali d’Occidente (fu pubblicata invece dalla rivista “Bozze 87”).
Tre anni dopo, a conferma di questa dichiarazione, Gorbaciov fece aprire il muro di Berlino, che non cadde per nessuna insurrezione popolare ma per una decisione politica che il leader sovietico, interpellato dai dirigenti tedeschi, comunicò loro per telefono, mentre Andreotti salutava l’evento con la celebre battuta secondo cui amava tanto la Germania da preferire che ce ne fossero due invece di una sola felicemente riunificata.
Inutilmente Gorbaciov tentò di negoziare con l’Occidente una transizione pacifica a un mondo ricostruito sulle basi di un’altra etica e di un’opposta cultura politica. I grandi principi di democrazia, di libertà, di rispetto di tutti i Paesi, “grandi e piccoli” in nome dei quali si era giocata la grande partita ideologica della guerra fredda furono traditi, e Gorbaciov commise l’errore di fidarsi dell’Occidente che gli aveva anche assicurato che, sciolto il Patto di Varsavia, la NATO non si sarebbe allargata ad Est “neanche di un pollice” per tener conto degli interessi di sicurezza russi. Tutte le delegazioni occidentali reduci dai negoziati con Gorbaciov registrarono nei loro resoconti questo impegno di cui però si trascurò di dare atto per iscritto in un documento formale.
Gorbaciov pagò il suo errore con la sua sconfitta personale e con la dissoluzione dell’URSS, la quale non fu l’inizio di un mondo nuovo dove trionfasse il bene. Papa Giovanni Paolo II ne fu molto deluso, mentre l’Occidente (in Italia toccò al ministro degli esteri De Michelis) gridò ai quattro venti che la guerra fredda era finita e che l’Occidente l’aveva vinta.
Per questo siamo oggi qui a contemplare le rovine di questo mondo nuovo, e non possiamo che tornare alla lotta politica per un’alternativa reale. Perciò abbiamo lanciato l’iniziativa di un Protocollo da allegare ai trattati internazionali esistenti e allo Statuto dell’ONU perché il ripudio italiano della guerra e la difesa dell’integrità della Terra siano fatti propri da tutti i Paesi, cominciando dal superamento delle alleanze militari e dalla riduzione delle spese per gli armamenti.
Siamo grati a tutti gli elettori, Associazioni e gruppi che hanno sottoscritto questo appello e ai candidati che si sono impegnati, se eletti, a promuovere questa iniziativa nel futuro Parlamento (se ne vedano a questo link le relative firme); siamo grati in particolare a Luigi de Magistris e ai maggiori esponenti della lista “Unione Popolare con De Magistris”, a partire da Maurizio Acerbo, segretario di Rifondazione Comunista e a molti candidati dell’Alleanza Sinistra-Verdi per avere tra i primi preso questo impegno, ed esortiamo tutti gli altri a farlo, in vista di ulteriori azioni popolari da compiere.
Nella sezione “Le Frontiere del Diritto” del sito pubblichiamo un articolo di Luigi Ferrajoli sul “futuro del costituzionalismo”.
Con i più cordiali saluti,

www.costituenteterra.it
————————————————-
—————————————-——-
49cee581-2cab-4150-98e7-222f5d7fe89a
—————————————————-
50bc8c84-754e-4fe5-a86d-4586554cae51

Elezioni difficili. I cattolici esprimano il meglio della loro cultura democratica

Pressenza 08.09.22 – Redazione Italia

Una brutta campagna elettorale

L’imprevista campagna elettorale ha creato vasto sconcerto in relazione alla situazione del Paese. Una pandemia ancora strisciante che lascia tutti col fiato sospeso, una riduzione del potere d’acquisto che non si verifica negli altri paesi d’Europa ed una occupazione più di prima precaria, è quanto abbiamo di fronte. A ciò si aggiunga la questione dei migranti che, per quanto riguarda il soccorso e un’accoglienza degna di questo nome non è per nulla soddisfacente anche se non così pesante come tre anni fa.

La questione ambientale, che sembrava essere oggetto di interventi concreti e di una nuova consapevolezza dell’opinione pubblica dopo le decisioni del circuito internazionale, sta tornando all’indietro mentre tutti vedono e molti patiscono le conseguenze dirette del riscaldamento climatico (uragani, frane, alluvioni, ondata generale di calore, ecc.). Permangono poi (e si aggravano) fatti negativi di lungo periodo come quello della violenza nei confronti delle donne, quello degli infortuni sul lavoro e quello della denatalità. La guerra in Ucraina ha messo in crisi molti rapporti internazionali ben aldilà dell’area direttamente interessata privando di risorse alimentari, soprattutto in Africa, molti paesi.

Poi c’è la scarsità di risorse energetiche in tanti paesi. Il multilateralismo viene fortemente messo in difficoltà. I tanti tentativi di mediazione e di proposte di pace cadono nel nulla. E una nuova frontiera si sta irrigidendo con un nuovo fronte occidentale sotto l’egemonia degli USA. La logica di armi più potenti e diffuse sullo scenario di guerra non trova freni ed è fallita in questi giorni la Conferenza degli Stati che, in base al Trattato di non Proliferazione (TNP), deve discutere (“in buona fede”, art. 6) ogni cinque anni di riarmo. Ugualmente si è conclusa senza passi avanti la Conferenza, tenutasi a Vienna, degli Stati firmatari del Trattato di Proibizione delle Armi Nucleari (TPNW), a cui il governo italiano non ha partecipato.

Di tutto ciò c’è silenzio completo nella campagna elettorale del nostro paese. In questa situazione Noi Siamo Chiesa, insieme a altre voci del movimento pacifista, ritiene che la vera prospettiva per la quale impegnarsi a fondo sia la costituzione di un potere sovranazionale che vada oltre l’ONU, una “Costituente Terra”, che rappresenti i popoli del mondo e che intervenga con autorità e potere sui mali dell’umanità e, in particolare, riesca ad eliminare il rischio della catastrofe nucleare. Questa proposta tanto appare utopica tanto è densa di realismo. Osservando più da vicino la situazione non vediamo come l’Europa possa e riesca ad essere protagonista del tentativo di una politica di escalation di dimensioni planetarie, assorbita com’è dalla situazione in Ucraina andando aldilà della condanna dell’intervento sovietico.

Un sistema politico in difficoltà

Nel nostro paese questo insieme di gravi questioni, in buona parte nuove, mettono a nudo – ci sembra – la mancanza di solidità del sistema politico nei cui confronti cresce, in generale, la disaffezione, il disimpegno anche elettorale, la scarsa convinzione su quanto pure si cerca di fare per affrontare i problemi più urgenti (pandemia e crisi energetica). Il c.d. sovranismo privo di comprensione generale di dove va il mondo, è chiuso nella sua logica identitaria ed è la conseguenza della chiusura nel proprio ego di milioni di italiani. La debolezza del consenso e della partecipazione alla vita dei partiti, necessari per una democrazia attiva vengono a ruota. La personalizzazione della politica portata all’eccesso, lo scarso e mediocre ricambio del personale politico sono tutti elementi compresenti che destano forti preoccupazioni in chi ha uno sguardo dall’alto sulla nostra convivenza e sulle nostre istituzioni.

Non c’è solo il buio

Ma non c’è solo il buio; tanti remano contro questa deriva e alimentano la nostra speranza. Anzitutto dalla cattedra di Pietro il nostro papa Francesco che dice quello che bisogna dire sulle disuguaglianze crescenti nel mondo, sulla corsa al riarmo, sulla crisi ambientale che egli ha così ben definito nella “Laudato Si’”. Nell’udienza del 23 agosto ha usato parole “violente”: “La guerra una follia, la guerra è folle, il suo piano di sviluppo è la distruzione… coloro che guadagnano con il commercio delle armi sono delinquenti che ammazzano l’umanità”. E altro di altrettanto pesante. Giudizi che la grande stampa ha boicottato.

Nel nostro paese esiste una società civile con movimenti di solidarietà consolidati (spesso interni alle strutture della Chiesa), esiste un movimento pacifista (di cui Noi Siamo Chiesa fa pienamente parte) che in modo permanente denuncia la guerra e propone le politiche della pace, esiste la vita politica nelle amministrazioni locali, a volte con caratteristiche preziose di diversità o addirittura di controtendenza rispetto alla politica nazionale, esistono associazioni ambientaliste che contribuiscono a creare un’opinione pubblica attenta e attiva; esiste un movimento antimafia che cerca di contrastare i poteri criminali che non sparano più ma che sono facilitati nei momenti di crisi (nessuno parla della mafia in campagna elettorale). Nell’eccessivo conformismo dei media il quotidiano cattolico “Avvenire” ha ora un orientamento più positivo, che lo differenzia abbastanza dalle gestioni passate.

È questo il tessuto sano e attivo del nostro Paese insieme ai tanti che ovunque, senza essere attivi, partecipano con onestà e passione (e spesso con sofferenza) perché il Paese ce la faccia, non sentono alcuna necessità di modificare la nostra Costituzione repubblicana, contrastando, in particolare, ogni tentativo di superare le regole del governo parlamentare attraverso l’introduzione di forme di presidenzialismo e di minare l’unità del paese attraverso la c.d. autonomia differenziata.

Noi Siamo Chiesa ovviamente non dà indicazioni di voto, ma conferma la sua piena appartenenza al filone dei cattolici democratici che dopo essere stati emarginati pesantemente dall’antimodernismo dell’inizio del secolo scorso e dal fascismo, hanno poi saputo contribuire alla vita della nazione partecipando alla Resistenza, facendo tesoro della lezione del Concilio, tenendo una posizione critica anche nei confronti dei vescovi, deplorando i loro interventi a gamba tesa e a senso unico nella politica e le campagne a difesa dei “principi non negoziabili” rispetto a cui Noi Siamo Chiesa ha sempre preso posizioni molto nette.

Punti di Noi Siamo Chiesa

NSC ricorda infine questioni che, senza esser ora di attualità, fanno parte del proprio DNA e rispetto alle quali ha dato da tempo il proprio contribuito per una purificazione della credibilità del Vangelo. Esse interessano da vicino il ruolo e le posizioni dei vescovi. Esse sono:

– Libertà religiosa. Non esiste una legge che accetti e tuteli tutte le “nuove religioni” presenti nel nostro paese. Un testo stava per passare nel 2005 ma fu stoppato dalla CEI.

– Concordato. Lo si ritiene immutabile per i prossimi decenni, anche se stabilisce una oggettiva condizione di previlegio per la Chiesa Cattolica. Bisognerebbe almeno modificare l’art. 4 che prevede che il vescovo non sia obbligato a denunciare il prete pedofilo alla magistratura. Ciò ha facilitato enormemente la posizione della CEI di arroccamento a difesa dei membri della propria struttura colpevoli di questo reato.

– Insegnamento della religione cattolica nelle scuole. L’ipotesi di trasformarlo in un corso di storia delle religioni, sollecitato da tanto tempo da noi e da altri, non è mai stata presa in considerazione dalla Chiesa, non facilitando in tal modo il rispetto del pluralismo religioso.

– Fine vita. Il passaggio parlamentare che dia attuazione alla sentenza della Corte Costituzionale dopo il caso dj Fabo è fortemente ostacolato in modo indiretto dalla CEI.

– Legge contro l’omofobia. La posizione dei vescovi è priva di qualsiasi giustificazione razionale ed è l’espressione di una posizione viscerale presente in alcune situazioni del mondo cattolico.

– 8 per mille. Noi Siamo Chiesa ha fatto presente che sarebbe opportuna una modifica, lenta nel tempo, di questa condizione di favore della Chiesa cattolica che parta da una riflessione sulla povertà della Chiesa e nella Chiesa e che si accompagni alla responsabilizzazione del popolo cristiano sul problema delle risorse unita alla trasparenza sulla loro gestione, che attualmente è ben scarsa.

Zuppi

Molto ci aspettiamo dal nuovo Presidente della CEI Card. Matteo Zuppi per il superamento della gestione opaca, immobilista ed autoritaria delle precedenti presidenze. Al Meeting di Rimini Zuppi ha parlato, in termini vicini al magistero di papa Francesco, delle “periferie”, contro l’individualismo (che poi sbocca nel nazionalismo, una specie di “io collettivo”). Ha parlato di “carità sociale”, di “amicizia sociale” e di altro sulla stessa lunghezza d’onda. Non si faccia Zuppi coinvolgere in troppe mediazioni ed attendismi. In occasione di questa campagna elettorale NSC si aspetta una svolta nell’orientamento generale dei vescovi, lontana da messaggi in una sola direzione come avveniva in passato ma proiettati a farsi portavoce delle difficoltà nuove e diffuse nel nostro paese, della volontà di pace e di consolidamento dei diritti.

Ufficio stampa Noi Siamo Chiesa
—————————

b10f0e2b-c278-44c3-aebb-c7f93d5a73e0

Subito la “Costituente Terra”. Un impegno che può caratterizzare una nuova politica internazionale dell’Italia e dell’Europa

d3ab93e6-6aff-4fc8-ad0b-32aa51d7aed4UN PROTOCOLLO SULLA SCIA DELLA DICHIARAZIONE DI NUOVA DELHI
di Raniero La Valle

Ci sono due notizie pubblicate dal “Fatto quotidiano” di cui non si può dire: “se fossero vere”, perché sono vere, ma di cui si può dire che se avessero un seguito fino all’ultimo loro possibile sviluppo potrebbero gioiosamente rovesciare, come altre volte è accaduto, le previsioni deprimenti dei sondaggi preelettorali.
La prima delle due notizie è quella rievocata da Barbara Spinelli di un grave errore compiuto da Michail Gorbaciov, di cui peraltro in questi giorni si è ricordato il valore della visione storica e politica. La seconda notizia è quella riferita da Stefano Fassina, uno dei leaders più prestigiosi che lasciarono il PD, secondo il quale “Conte attrae consensi dall’area progressista e da quella cattolico-sociale, attenta alle conseguenze economiche e umanitarie del conflitto (ucraino) oltre a portare avanti i temi del lavoro che il PD trascura da anni”, e lo fa con un programma “chiaramente di sinistra” che “intercetterà tanti elettori indecisi o delusi da un PD troppo appiattito su Draghi”.
L’errore di Gorbaciov è stato quello di fidarsi dell’Occidente che alla fine della guerra fredda gli aveva assicurato che la NATO non si sarebbe allargata ad Est “neanche di un pollice” per tener conto degli interessi di sicurezza russi. Tutte le delegazioni occidentali reduci dai negoziati con Gorbaciov registrarono nei loro resoconti questo impegno di cui però si trascurò di dare atto per iscritto in un documento formale.
Gorbaciov dimostrò invece una ben altra attenzione agli interessi comuni e di amare la Germania più dei suoi alleati atlantici quando fece aprire il muro di Berlino che non cadde per nessuna insurrezione popolare ma per una decisione politica che il leader sovietico, interpellato dai dirigenti tedeschi, comunicò loro per telefono, mentre Andreotti salutava l’evento con la celebre battuta secondo cui amava tanto la Germania da preferire che ce ne fossero due invece di una sola felicemente riunificata.
Tanto Gorbaciov faceva credito ai suoi interlocutori nella politica mondiale che giunse a proporre da Nuova Delhi insieme al premier indiano Rajiv Gandhi “un mondo libero dalle armi nucleari e nonviolento”. In una solenne dichiarazione del 27 novembre 1986, rivendicando di rappresentare oltre un miliardo di uomini, donne e bambini dei loro due Paesi, “che insieme fanno un quinto dell’umanità intera”, essi affermavano che “la vita umana è il valore supremo”, che “il mondo è uno e la sua sicurezza indivisibile. Est ed Ovest, Nord e Sud, indipendentemente dai sistemi sociali, dalle ideologie, dalle religioni e dalle razze, devono essere uniti nella fedeltà al disarmo e allo sviluppo”, garantire giustizia economica e rinunciare agli stereotipi “di chi vede un nemico in altri paesi e popoli”.: una proposta politica di una lungimiranza senza precedenti, che non fu degnata nemmeno di una informazione dai grandi giornali d’Occidente (fu pubblicata invece dalla rivista “Bozze 87”).
L’Italia potrebbe ora, di fronte allo scempio dell’aggressione russa e della rovinosa reazione occidentale, raccogliere quella eredità e farsi promotrice, ma con maggiori affidamenti, di un analogo impegno da parte di tutti gli Stati: ciò che infatti è stato concepibile una volta può essere concepito e realizzato ancora.
Lo strumento che, nero su bianco, essa potrebbe proporre alla comunità internazionale è un Protocollo che estendesse il ripudio italiano della guerra a tutti i partner della comunità mondiale e ne esigesse l’impegno alla difesa dell’integrità della Terra. Tale Protocollo, da allegare al Trattato sull’Unione europea e alla Carta dell’ONU, è già pronto, formulato e proposto, come riferito dal “Fatto” del 25 agosto, dall’Istituzione italiana “Costituente Terra”, firmato da illustri costituzionalisti, da centinaia di elettori e fatto proprio da numerosi candidati di diversi partiti alle elezioni del 25 settembre. Si tratta di un’iniziativa internazionale dell’Italia che gli eletti dovrebbero promuovere nel prossimo Parlamento per una uscita definitiva dalle politiche e dalle culture di guerra, ormai incompatibili con la decisione del “first use” (primo uso) dell’arma nucleare adottata dalle maggiori Potenze atomiche e per una loro sostituzione con politiche e garanzie di solidarietà economica e sociale veramente globale. Anche il candidato Giuseppe Conte che viene non solo da una tradizione democratica e di movimento popolare ma anche dall’alta lezione etica del cardinale Silvestrini, potrebbe fare proprio questo impegno e “contagiarlo” per un’azione comune alle altre forze politiche.

(Dal Fatto Quotidiano del 6 settembre 2022)
—————————————————————-
9d9992eb-1ecd-4e4d-bfe7-1cb609040dd3Divagazioni. Una possibile spiegazione dell’atteggiamento dei media di destra (e non solo) sulla presunta ineludibilità dell’esito elettorale in favore della destra sta in quella che gli psicologi chiamano “profezia che si auto-avvera, o che si auto-adempie”. Si tratta di “una sorta di magia fattibile da tutti e attuabile con una serie azioni che portano inevitabilmente a farla avverare”.
E’ un meccanismo che funziona nei comportamenti individuali e anche quando praticato nei gruppi e nelle collettività, che qui ci interessano particolarmente per i sondaggi preelettorali: si dà per vincente o in crescita un partito, questo fatto incoraggia alla preferenza e i voti crescono (crescerebbero) fino a poter raggiungere l’agognata vittoria della parte politica prescelta.
Si deve ammettere che questo è un comportamento comunemente praticato, ma è evidente il suo possibile successo soprattutto quando si dispone di ingenti risorse comunicative, come nel caso delle grandi organizzazioni politiche. Comunque non facciamoci catturare da questi meccanismi. Bisogna però conoscerli anche per smascherare troppi sedicenti di sinistra che in realtà non vedono l’ora di salire sul carro dei possibili e in cuor loro auspicati vincitori.
Per chi è interessato alla tematica segnalo un articolo divulgativo della psicologa Francesca Fiore su una rivista online di Scienze Psicologiche (https://www.stateofmind.it/2015/04/profezia-che-siautoavvera/).
——————————-———————-
zuppi-sett-22Zuppi: la Chiesa sia accogliente non giudicante, comunichi l’Amore
L’Osservatore Romano del 3 settembre ospita una lunga intervista al nuovo presidente della CEI. E’ insieme uno sguardo ragionato sui rapidi e profondi cambiamenti in corso nel mondo, una lucida disamina dello stato della Chiesa italiana oggi, e anche l’indicazione di alcuni lineamenti di orientamento pastorale. Al centro del pensiero di Zuppi la necessità di una Chiesa capace di conversare con gli uomini e le donne di questo tempo
di Andrea Monda e Roberto Cetera

«La Chiesa italiana attraversa diversi e non semplici problemi ma credo anche che vanti una prerogativa importante: è una Chiesa ricca di spiritualità e di carità per i poveri. E penso che è da qui che dobbiamo ripartire». In questo esordio di una lunga chiacchierata, che in un pomeriggio di fine estate ci ha concesso il neo presidente della Conferenza episcopale italiana, c’è non solo la sintesi estrema del suo programma di lavoro ma anche i tratti principali della personalità del cardinale arcivescovo di Bologna, Matteo Maria Zuppi: una decisa positività che è figlia della sua curiosità intellettuale e della speranza cristiana.
[segue su L'Osservatore romano]

Che succede? Che fare?

elezionic3dem_banner_04Destra, sinistra e il sistema elettorale
.
by c3dem_admin | su C3dem
Nella situazione italiana servirebbe una legge proporzionale: le alleanze, viste le difficoltà, si farebbero a posteriori, in una forma non obbligata dalla ricerca dei voti, ma per un accordo a governare in base a un patto esplicito

Tanto i sondaggi, quanto i pareri degli esperti e le analisi dedicate ai singoli seggi, danno per certa la vittoria delle destre nelle prossime elezioni politiche.
Del resto, non occorre un particolare acume, né calcoli troppo complicati, per prendere atto che un’ampia parte dei seggi uninominali sarà appannaggio della destra, che si presenta unita e compatta a differenza della sinistra.
D’altronde che poteva fare il PD? Letta ha disperatamente cercato di mettere insieme il più ampio schieramento possibile, cioè le diverse forze presenti, ad esclusione dei 5Stelle (dopo il loro comportamento inaccettabile) e Renzi (uscito dal partito in passato).
L’operazione non è riuscita ed in effetti era difficile, anche se tutt’altro che sbagliata: certo che se se ipoteticamente si dovesse scegliere tra Calenda e la sinistra, sarebbe meglio un’alleanza politica con Calenda rispetto a un accordo elettorale con una sinistra del no.
Così si esprime anche Arturo Parisi che, in un’intervista sull’Avvenire, sostiene che il PD doveva allearsi solo coi partiti favorevoli a Draghi, ma poi lui stesso dice che il sistema (elettorale) è bipolare. Ma questo non obbliga a fare alleanze con tutti se si vuole concorrere?
Se contassimo i voti degli elettori, probabilmente destra e sinistra si troverebbero pressappoco alla pari, ma, ciononostante, la destra sembra destinata a vincere nettamente.
E’ facile desumere che ci sia qualcosa che non funziona in questa legge elettorale: legge ibrida – la cui responsabilità è tanto della destra che della sinistra – che risponde a varie spinte in senso maggioritario, bipolare e a favore della governabilità.
Il risultato finale è un pasticcio: poiché il sistema “reale” non è bipolare (come mettere insieme PD, Calenda, Renzi, 5Stelle, Sinistra Italiana, Impegno Civico, Europa+), il sistema elettorale risulta sbilanciato.
E’ necessaria una precedente realtà bipolare dei partiti perché si possa applicare una legge elettorale bipolare, altrimenti si genera uno sconquasso ed è ciò che sta per accadere.
Fra parentesi: il sistema bipolare è un’idea molto bella, ma di difficile realizzazione e va sparendo di fatto nei paesi europei.
Dunque, nella situazione italiana, sarebbe meglio pensare a una legge proporzionale (con una quota minima di accesso): le alleanze, viste le difficoltà, si farebbero a posteriori, in una forma non obbligata dalla ricerca dei voti, ma per un accordo a governare in base a un patto esplicito.
L’ansia per il maggioritario e la governabilità ha portato ad altri provvedimenti elettorali tanto esagerati quanto chiaramente antidemocratici: tutte le liste e i candidati sono decisi a Roma e l’elettore può solo esprimere un sì o un no, ma non esprimere preferenze per i candidati.
Si tratta di vere e proprie prevaricazioni che non hanno alcuna giustificazione: occorre ritornare a liste di candidati decise a livello locale e mettere i cittadini in grado di scegliere i candidati che preferiscono.
Questo è anche un modo – certamente non l’unico, ma efficace – di rivitalizzare i partiti: se i candidati vogliono essere scelti e votati devono impegnarsi a livello locale, farsi conoscere, meritare il consenso, ciò che rende l’intero partito più vivo e la partecipazione più attiva.
Possono certamente manifestarsi consorterie locali (sono sempre esistite) e verificarsi operazioni non limpide: su questo deve vigilare il centro, che ha compiti di controllo e di orientamento.
Se avvengono fatti di questo genere significa che in quella città o provincia il partito non funziona e dunque l’intervento dovrà essere realizzato a monte per garantire un partito democratico e trasparente.
Se si andasse nella direzione qui proposta, si potrebbe forse realizzare un passo in avanti nella democrazia, tanto nel paese che nei partiti.

Sandro Antoniazzi
———————————————————————
aladin-logo-lampadaConcordo sulla necessità di una nuova legge elettorale proporzionale con uno sbarramento ragionevole. Non invece sull’individuazione delle responsabilità per la caduta del governo Draghi. Stante i vicoli della pessima (e incostituzionale) legge elettorale vigente, avrei voluto che si costruisse un’alleanza costituzionale tra diversi per contrastare e perfino battere la destra. Così è andata, diversamente purtroppo. Ne prendiamo atto. La situazione è sotto gli occhi di tutti. Cerchiamo di limitare i danni. Come? Innanzitutto votare e convincere a votare una delle liste credibili dello schieramento avverso alla destra, puntando su buoni candidati, che comunque a ben vedere ci sono!
————————-
c3dem_banner_04LA CHIESA E LE ELEZIONI. IL PAPA E LA GUERRA. MELONI DRAGHIANA?

31 Agosto 2022 su C3dem
Lorenzo Prezzi, “Il silenzio della Chiesa nella campagna elettorale è pieno di messaggi” (Domani). Eugenia Roccella, “Dopo Andrea Riccardi anche Ernesto Galli Della Loggia torna sull’irrilevanza dei cattolici in politica” (Foglio). PAPA E GUERRA: una nota del Corriere della sera: “Il Vaticano: inaccettabile la guerra iniziata da Mosca”. Franco Monaco, “La pietà del papa per le vittime e la resa politica alla guerra” (Avvenire). PARTITI / FRATELLI D’ITALIA: Marcello Sorgi, “Se Meloni si riscopre draghiana” (La Stampa). Francesco Bei, “L’ambiguità di Meloni e l’eredità di Draghi” (Repubblica). Claudio Cerasa, “La forza del non essere” (Foglio). Flavia Perina, “Il bisogno di essere mamma e premier” (La Stampa). Gianluca Passarelli, “Giorgia Meloni potrebbe vincere le elezioni e perdere Palazzo Chigi” (Domani). Karima Moual, “I ‘patrioti’ contro i migranti” (La Stampa). Roberto Napoletano, “E’ Salvini la spina nel fianco di Meloni” (Il Quotidiano). Claudio Tito, “Il Ppe sdogana Meloni ma punta a sostituire Salvini con Calenda” (Repubblica). 5 STELLE: Simone Canettieri, “Ecco il nuovo format del Conte rosso” (Foglio). DEM: Giuseppe Provenzano, “Destra unita soltanto contro i più poveri” (intervista a La Stampa). Elsa Fornero, “Sinistra incapace di un messaggio forte” (intervista a La Stampa). Gianfranco Pasquino, “Letta, il Pd e gli elettori indecisi da conquistare” (Domani). SINISTRA: Walter Siti e Luciana Castellini, “La sinistra e l’identità, un dialogo” (Domani). GOVERNO: Daniele Manca, “L’illusione di ricette semplici” (Corriere della sera). Stefano Folli, “Partiti, gas e Ue, un banco di prova” (Repubblica). Fausta Chiesa, “Chi decide la quotazione del gas e perché serve legarla alle rinnovabili” (Corriere). Paolo Romani, “Capire una crisi” (Foglio). IDEE: Angelo Panebianco, “Il mondo multipolare e il valore della linea atlantica” (Corriere). Giuliano Ferrara, “Quanti danni ha fatto l’ambientalismo. Una provocazione” (Foglio). Mauro Magatti, “Addio al sonno della ragione, fine dell’abbondanza, illusioni e iniquità” (Avvenire).
————————————

ELEZIONI IN TEMPO DI CAMBIAMENTO, È L’ORA DI DARE DI PIÙ – DI LUCIA FRONZA CREPAZ
Set 2, 2022 – 05:35:52 – CEST su Politicainsieme.
Siamo in una fase di grande trasformazione dove le crisi ricorrenti sono l’indice di un cambiamento in atto che stenta a trovare soluzioni. Il ruolo indispensabile della partecipazione politica nel segnare strade nuove a partire dall’affrontare ogni questione da una prospettiva sovranazionale.

Le frasi scritte e dette per descrivere il desolante panorama politico in atto in Italia che hanno portato a queste elezioni sono ormai tutte esaurite. Una su tutte: «È tutto solo un circo, perché parteciparvi con il mio voto?». Eppure, mi sento di dire che oggi la prospettiva giusta sia, invece, quella di dare di più, non di meno! A cominciare proprio dal voto.

Quello che vediamo e che giustamente ci dà la nausea è l’ennesima prova che cercare di capire da dove è partita la valanga risulterebbe poco più che una perdita di tempo. Qui occorre mettere mano al sistema, poiché le crisi subentranti sono indice di un cambiamento in atto che stenta a trovare soluzioni. Chi è sovrano, il popolo, ovvero tutti noi, dobbiamo metterci alla stanga.

Quali i punti chiave su cui occorre aumentare l’impegno per capire e agire di conseguenza?
[segue]

1 settembre Giornata mondiale di preghiera per la cura del Creato

b1c9843a-7a54-499b-bc84-a190605ffaf9Giornata mondiale di preghiera per la cura del Creato: il Messaggio del Papa
Pubblichiamo di seguito il Messaggio di Papa Francesco in occasione della Giornata Mondiale di Preghiera per la cura del Creato (1° settembre 2022).

Cari fratelli e sorelle!

“Ascolta la voce del creato” è il tema e l’invito del Tempo del Creato di quest’anno. Il periodo ecumenico inizia il 1° settembre con la Giornata Mondiale di Preghiera per la Cura del Creato e si conclude il 4 ottobre con la festa di San Francesco. È un momento speciale per tutti i cristiani per pregare e prendersi cura insieme della nostra casa comune. Originariamente ispirato dal Patriarcato Ecumenico di Costantinopoli, questo tempo è un’opportunità per coltivare la nostra “conversione ecologica”, una conversione incoraggiata da San Giovanni Paolo II come risposta alla “catastrofe ecologica” preannunciata da San Paolo VI già nel 1970.

Se impariamo ad ascoltarla, notiamo nella voce del creato una sorta di dissonanza. Da un lato, è un dolce canto che loda il nostro amato Creatore; dall’altro, è un grido amaro che si lamenta dei nostri maltrattamenti umani. Il dolce canto del creato ci invita a praticare una «spiritualità ecologica» (Lett. enc. Laudato si’, 216), attenta alla presenza di Dio nel mondo naturale. È un invito a fondare la nostra spiritualità sull’«amorevole consapevolezza di non essere separati dalle altre creature, ma di formare con gli altri esseri dell’universo una stupenda comunione universale» ( ibid., 220). Per i discepoli di Cristo, in particolare, tale luminosa esperienza rafforza la consapevolezza che «tutto è stato fatto per mezzo di lui e senza di lui nulla è stato fatto di ciò che esiste» ( Gv 1,3). In questo Tempo del Creato, riprendiamo a pregare nella grande cattedrale del creato, godendo del «grandioso coro cosmico» di innumerevoli creature che cantano le lodi a Dio. Uniamoci a San Francesco d’Assisi nel cantare: “Sii lodato, mio Signore, con tutte le tue creature” (cfr Cantico di frate sole). Uniamoci al Salmista nel cantare: «Ogni vivente dia lode al Signore!» ( Sal 150,6).

Purtroppo, quella dolce canzone è accompagnata da un grido amaro. O meglio, da un coro di grida amare. Per prima, è la sorella madre terra che grida. In balia dei nostri eccessi consumistici, essa geme e ci implora di fermare i nostri abusi e la sua distruzione. Poi, sono le diverse creature a gridare. Alla mercé di un «antropocentrismo dispotico» (Laudato si’, 68), agli antipodi della centralità di Cristo nell’opera della creazione, innumerevoli specie si stanno estinguendo, cessando per sempre i loro inni di lode a Dio. Ma sono anche i più poveri tra noi a gridare. Esposti alla crisi climatica, i poveri soffrono più fortemente l’impatto di siccità, inondazioni, uragani e ondate di caldo che continuano a diventare sempre più intensi e frequenti. Ancora, gridano i nostri fratelli e sorelle di popoli nativi. A causa di interessi economici predatori, i loro territori ancestrali vengono invasi e devastati da ogni parte, lanciando «un grido che sale al cielo» (Esort. Ap. postsin. Querida Amazonia, 9). Infine, gridano i nostri figli. Minacciati da un miope egoismo, gli adolescenti chiedono ansiosi a noi adulti di fare tutto il possibile per prevenire o almeno limitare il collasso degli ecosistemi del nostro pianeta.

Ascoltando queste grida amare, dobbiamo pentirci e modificare gli stili di vita e i sistemi dannosi. Sin dall’inizio, l’appello evangelico «Convertitevi, perché il Regno dei cieli è vicino!» (Mt 3,2), invitando a un nuovo rapporto con Dio, implica anche un rapporto diverso con gli altri e con il creato. Lo stato di degrado della nostra casa comune merita la stessa attenzione di altre sfide globali quali le gravi crisi sanitarie e i conflitti bellici. «Vivere la vocazione di essere custodi dell’opera di Dio è parte essenziale di un’esistenza virtuosa, non costituisce qualcosa di opzionale e nemmeno un aspetto secondario dell’esperienza cristiana» (Laudato si’, 217).

Come persone di fede, ci sentiamo ulteriormente responsabili di agire, nei comportamenti quotidiani, in consonanza con tale esigenza di conversione. Ma essa non è solo individuale: «La conversione ecologica che si richiede per creare un dinamismo di cambiamento duraturo è anche una conversione comunitaria» (ibid., 219). In questa prospettiva, anche la comunità delle nazioni è chiamata a impegnarsi, specialmente negli incontri delle Nazioni Unite dedicati alla questione ambientale, con spirito di massima cooperazione.

Il vertice COP27 sul clima, che si terrà in Egitto a novembre 2022, rappresenta la prossima opportunità per favorire tutti insieme una efficace attuazione dell’Accordo di Parigi. È anche per questo motivo che ho recentemente disposto che la Santa Sede, a nome e per conto dello Stato della Città del Vaticano, aderisca alla Convenzione-Quadro dell’ONU sui Cambiamenti Climatici e all’Accordo di Parigi, con l’auspicio che l’umanità del XXI secolo «possa essere ricordata per aver assunto con generosità le proprie gravi responsabilità» ( ibid., 165). Raggiungere l’obiettivo di Parigi di limitare l’aumento della temperatura a 1,5°C è alquanto impegnativo e richiede la responsabile collaborazione tra tutte le nazioni a presentare piani climatici, o Contributi Determinati a livello Nazionale, più ambiziosi, per ridurre a zero le emissioni nette di gas serra il più urgentemente possibile. Si tratta di “convertire” i modelli di consumo e di produzione, nonché gli stili di vita, in una direzione più rispettosa nei confronti del creato e dello sviluppo umano integrale di tutti i popoli presenti e futuri, uno sviluppo fondato sulla responsabilità, sulla prudenza/precauzione, sulla solidarietà e sull’attenzione ai poveri e alle generazioni future. Alla base di tutto dev’esserci l’alleanza tra l’essere umano e l’ambiente che, per noi credenti, è specchio dell’«amore creatore di Dio, dal quale proveniamo e verso il quale siamo in cammino». La transizione operata da questa conversione non può trascurare le esigenze della giustizia, specialmente per i lavoratori maggiormente colpiti dall’impatto del cambiamento climatico.

A sua volta, il vertice COP15 sulla biodiversità, che si terrà in Canada a dicembre, offrirà alla buona volontà dei governi l’importante opportunità di adottare un nuovo accordo multilaterale per fermare la distruzione degli ecosistemi e l’estinzione delle specie. Secondo l’antica saggezza dei Giubilei, abbiamo bisogno di «ricordare, tornare, riposare e ripristinare». Per fermare l’ulteriore collasso della “rete della vita” – la biodiversità – che Dio ci ha donato, preghiamo e invitiamo le nazioni ad accordarsi su quattro principi chiave: 1. costruire una chiara base etica per la trasformazione di cui abbiamo bisogno al fine di salvare la biodiversità; 2. lottare contro la perdita di biodiversità, sostenerne la conservazione e il recupero e soddisfare i bisogni delle persone in modo sostenibile; 3. promuovere la solidarietà globale, alla luce del fatto che la biodiversità è un bene comune globale che richiede un impegno condiviso; 4. mettere al centro le persone in situazioni di vulnerabilità, comprese quelle più colpite dalla perdita di biodiversità, come le popolazioni indigene, gli anziani e i giovani.

Lo ripeto: «Voglio chiedere, in nome di Dio, alle grandi compagnie estrattive – minerarie, petrolifere, forestali, immobiliari, agroalimentari – di smettere di distruggere i boschi, le aree umide e le montagne, di smettere d’inquinare i fiumi e i mari, di smettere d’intossicare i popoli e gli alimenti».

Non si può non riconoscere l’esistenza di un «debito ecologico» (Laudato si’, 51) delle nazioni economicamente più ricche, che hanno inquinato di più negli ultimi due secoli; esso richiede loro di compiere passi più ambiziosi sia alla COP27 che alla COP15. Ciò comporta, oltre a un’azione determinata all’interno dei loro confini, di mantenere le loro promesse di sostegno finanziario e tecnico per le nazioni economicamente più povere, che stanno già subendo il peso maggiore della crisi climatica. Inoltre, sarebbe opportuno pensare urgentemente anche a un ulteriore sostegno finanziario per la conservazione della biodiversità. Anche i Paesi economicamente meno ricchi hanno responsabilità significative ma “diversificate” (cfr ibid., 52); i ritardi degli altri non possono mai giustificare la propria inazione. È necessario agire, tutti, con decisione. Stiamo raggiungendo “un punto di rottura” (cfr ibid., 61).

Durante questo Tempo del Creato, preghiamo affinché i vertici COP27 e COP15 possano unire la famiglia umana (cfr ibid., 13) per affrontare decisamente la doppia crisi del clima e della riduzione della biodiversità. Ricordando l’esortazione di San Paolo a rallegrarsi con chi gioisce e a piangere con chi piange (cfr Rm 12,15), piangiamo con il grido amaro del creato, ascoltiamolo e rispondiamo con i fatti, perché noi e le generazioni future possiamo ancora gioire con il dolce canto di vita e di speranza delle creature.

Roma, San Giovanni in Laterano, 16 luglio 2022, Memoria della B.V. Maria del Monte Carmelo

21 Luglio 2022
——————————————————
050713-006

Che succede? Che fare?

c3dem_banner_04LA CHIESA E LE ELEZIONI. IL PAPA E LA GUERRA. MELONI DRAGHIANA?

31 Agosto 2022 su C3dem
Lorenzo Prezzi, “Il silenzio della Chiesa nella campagna elettorale è pieno di messaggi” (Domani). Eugenia Roccella, “Dopo Andrea Riccardi anche Ernesto Galli Della Loggia torna sull’irrilevanza dei cattolici in politica” (Foglio). PAPA E GUERRA: una nota del Corriere della sera: “Il Vaticano: inaccettabile la guerra iniziata da Mosca”. Franco Monaco, “La pietà del papa per le vittime e la resa politica alla guerra” (Avvenire). PARTITI / FRATELLI D’ITALIA: Marcello Sorgi, “Se Meloni si riscopre draghiana” (La Stampa). Francesco Bei, “L’ambiguità di Meloni e l’eredità di Draghi” (Repubblica). Claudio Cerasa, “La forza del non essere” (Foglio). Flavia Perina, “Il bisogno di essere mamma e premier” (La Stampa). Gianluca Passarelli, “Giorgia Meloni potrebbe vincere le elezioni e perdere Palazzo Chigi” (Domani). Karima Moual, “I ‘patrioti’ contro i migranti” (La Stampa). Roberto Napoletano, “E’ Salvini la spina nel fianco di Meloni” (Il Quotidiano). Claudio Tito, “Il Ppe sdogana Meloni ma punta a sostituire Salvini con Calenda” (Repubblica). 5 STELLE: Simone Canettieri, “Ecco il nuovo format del Conte rosso” (Foglio). DEM: Giuseppe Provenzano, “Destra unita soltanto contro i più poveri” (intervista a La Stampa). Elsa Fornero, “Sinistra incapace di un messaggio forte” (intervista a La Stampa). Gianfranco Pasquino, “Letta, il Pd e gli elettori indecisi da conquistare” (Domani). SINISTRA: Walter Siti e Luciana Castellini, “La sinistra e l’identità, un dialogo” (Domani). GOVERNO: Daniele Manca, “L’illusione di ricette semplici” (Corriere della sera). Stefano Folli, “Partiti, gas e Ue, un banco di prova” (Repubblica). Fausta Chiesa, “Chi decide la quotazione del gas e perché serve legarla alle rinnovabili” (Corriere). Paolo Romani, “Capire una crisi” (Foglio). IDEE: Angelo Panebianco, “Il mondo multipolare e il valore della linea atlantica” (Corriere). Giuliano Ferrara, “Quanti danni ha fatto l’ambientalismo. Una provocazione” (Foglio). Mauro Magatti, “Addio al sonno della ragione, fine dell’abbondanza, illusioni e iniquità” (Avvenire).

C’è ancora spazio per il pensiero?

cost-terra-logologo76Newsletter n.272 del 23 agosto 2022

GUERRA STRUTTURALE

Cari Amici,
in TV ci si domanda perché la guerra in Ucraina è sparita dalla campagna elettorale, che peraltro si sta facendo nella stessa TV. Già, perché è sparita? Chi sa un po’ di giornalismo sa che a “fare notizia” è ciò che è nuovo e fuori dell’ordinario, per esempio un padrone che morde il cane, non un cane che morde il padrone. La guerra in Ucraina non fa più notizia perché è diventata di routine, dura da sei mesi, e non accenna a finire. E perché non finisce? È una guerra bizzarra e insensata: essa non era affatto necessaria: platealmente annunciata (dall’armata russa sul confine) non ci voleva niente ad evitarla. Bastava smettere di dire che l’Ucraina doveva entrare nella NATO (come aveva osato fare il cancelliere tedesco Scholz), bastava per il Donbass rispettare gli accordi di Minsk, e l’aggressione non ci sarebbe stata; poi sarebbe bastato un negoziato in cui si stabilisse la neutralità dell’Ucraina e un’autodeterminazione per il Donbass, come ventilato subito nell’incontro tra i belligeranti ad Ankara, e la guerra sarebbe immediatamente cessata. Invece Biden e la NATO si sono affrettati a dire che sarebbe stata una guerra di lunga durata, Zelensky è andato su tutti i teleschermi del mondo a chiedere armi, gli “Alleati” e Draghi gliene hanno fornito sempre di più, e la guerra è diventata perenne, né Putin ha scatenato l’Armata ex Rossa o ha voluto rischiare i 26 milioni di morti della II guerra mondiale per occupare Kiev e farla finire in fretta. Così la guerra d’Ucraina è diventata una guerra strutturale, non più tra Russia e Ucraina, ma per il nuovo “ordine” del mondo, mettendo ai margini la Russia e la Cina. La guerra mondiale “a pezzi”, lamentata dal Papa, è diventata così una guerra mondiale intera, con un solo “pezzo” votato al sacrificio dai suoi amici, dai suoi nemici e dai suoi cattivi governanti, l’Ucraina. È questa la ragione per cui prendiamo il lutto per l’Ucraina, partecipiamo al suo immenso dolore, vittima com’è di un gioco che la supera.
Ma come mai, evitata la terza guerra mondiale per tutto il Novecento, si è preso spensieratamente il rischio di farla nel 2000? La ragione è che tutti sono convinti, o sperano, che non sia una guerra nucleare; Putin ha del resto assicurato che non userà l’atomica se non nel caso che la Russia sia al limite di scomparire come Stato. D’altra parte la dottrina sulla guerra non è più quella virtuosa millantata fino a ieri, solo “di difesa” (come si chiamano ora i ministeri che prima erano “della guerra”) o di reazione a un’aggressione; dopo la catastrofe imprevista delle Due Torri la “Strategia della sicurezza nazionale americana” ha stabilito che non si può lasciare “che i nemici sparino per primi”, la deterrenza non funziona, la miglior difesa è l’attacco, gli Stati Uniti agiranno, se necessario, preventivamente: tutto testuale. Così, esorcizzata l’atomica, Il recupero della guerra, deciso subito dopo la rimozione del muro di Berlino con la guerra del Golfo, si è reso effettivo, ed ecco che ora la guerra è diventata strutturale, fondativa, è stata ripristinata cioè come strutturante delle relazioni internazionali e dell’ordine del mondo, come è sempre stata dall’inizio della storia fino ad ora, indissolubile dalla politica degli Stati; la guerra non solo come continuazione, ma come sostituzione della politica con altri mezzi.
Questa è la ragione per farne il ripudio. Nella Costituzione italiana esso già c’è, ma la guerra non si fa mai da soli, se non è ripudiata anche dagli altri il ripudio non funziona. E neanche ci permettono di praticarlo: durante l’equilibrio del terrore, nella divisione internazionale (atlantica) del lavoro a noi era assegnato il compito di distruggere l’Ungheria con i missili da Comiso; chissà perché dovevamo prendercela con l’Ungheria. Poi abbiamo fatto anche noi la guerra all’Iraq, poi da Aviano sono partiti gli aerei che bombardavano Belgrado, ed ora abbiamo riempito di armi l’Ucraina e facciamo anche quella guerra là. Perciò abbiamo preso l’iniziativa di proporre ai candidati al futuro Parlamento di promuovere un Protocollo ai Trattati internazionali esistenti per un ripudio generalizzato della guerra e la difesa dell’integrità della Terra; e in pochi giorni da quando l’abbiamo annunciata, nell’ultima newsletter, le adesioni sono state molte centinaia: un successo, ma soprattutto un impegno e una speranza. E il ripudio deve essere “sovrano”: cioè deve stare sopra a tutto, ed essere propugnato non solo dai governi, ma dai parlamentari e dagli abitanti del pianeta come sovrani.
Sul Corriere della Sera si sono domandati poi “dove stanno i cattolici in questa campagna elettorale”, dato che non si preoccupano nemmeno del Credo proclamato da Salvini (ma quale, il credo niceno-costantinopolitano?). Bene, se li cercassero li troverebbero, insieme agli altri, tra i sostenitori di questa iniziativa, tra quelli che vanno a portare gli aiuti all’Ucraina invasa, tra quelli che con la Mediterranea Savings Humans e le altre navi umanitarie tirano fuori i naufraghi dal Mediterraneo e li fanno scampare ai flutti e alla Guardia costiera dei lager libici, finanziata e patrocinata da noi, e in chi ogni domenica chiede la pace dalla finestra di piazza san Pietro.
Nel sito pubblichiamo l’appello e il Protocollo da promuovere “per il ripudio sovrano della guerra e la difesa dell’integrità della Terra” con le firme che finora siamo riusciti a registrare; e ai firmatari chiediamo ora di rivolgersi ai candidati alle elezioni, di cui ieri sono state pubblicate le liste, per sapere se vogliono assumerne il relativo impegno.
Con i più cari saluti,

www.chiesadituttichiesadeipoveri.it

—————————-
Un appello ai candidati alle elezioni
UN PROTOCOLLO SUL RIPUDIO DELLA GUERRA
11 AGOSTO 2022 / EDITORE / COSTITUENTE TERRA /
PER UN PROTOCOLLO SUL RIPUDIO SOVRANO DELLA GUERRA E LA DIFESA DELL’INTEGRITÀ DELLA TERRA

UN APPELLO AI CANDITATI DEL 25 SETTEMBRE

NOI ELETTORI, SOVRANI E SOVRANE, SENSIBILI AI PRINCIPI COSTITUZIONALI E AGLI IDEALI PERSEGUITI DA “COSTITUENTE TERRA”, “ LAUDATO S Ì”, “ CHIESADITUTTICHIESADEIPOVERI”, “RETE PACE E DISARMO”, “SBILANCIAMOCI”,“NOI SIAMO CHIESA”, “FONDAZIONE BASSO ISSOCO”,” CENTRO DI RICERCA PER LA PACE DI VITERBO”, “FONDAZIONE INTERNAZIONALE PER IL DIRITTO E LA LIBERAZIONE DEI POPOLI””, “COORDINAMENTO PER LA DEMOCRAZIA COSTITUZIONALE”, “ PAX CHRISTI”,” CENACOLO IN ASCOLTO DI PAPA FRANCESCO”,”COMITATI DOSSETTI E PER LA COSTITUZIONE”, “ACI” E DA ALTRE ASSOCIAZIONI ANALOGAMENTE ISPIRATE,

RIVOLGIAMO AI CANDIDATI DI TUTTE LE LISTE ALLE ELEZIONI DEL 25 SETTEMBRE 2022 UN FERVIDO APPELLO IN FAVORE DELLA PACE.

LO FACCIAMO SPINTI DALL’URGENZA DI USCIRE DA UNA GUERRA INCONTROLLATA E FATTA SPETTACOLO, MEMORI DELLE TRAGEDIE PASSATE, COMUNICANDO NEL DOLORE DELLE VITTIME, DEI NAUFRAGHI, DEI PROFUGHI, DELLE DONNE UMILIATE E OFFESE, CONFIDANDO NELL’ASCOLTO DI QUELLI CHE SARANNO I NOSTRI RAPPRESENTANTI.

La guerra, maturata nella sfida e nei sospetti reciproci, cominciata sciaguratamente come guerra tra la Russia e l’Ucraina, divenuta inopinatamente guerra tra la NATO e la Russia, pronosticata come guerra tra l’Occidente e la Cina e incombente come guerra mondiale, non si fermerà da sola e senza una straordinaria iniziativa politica che la intercetti precipiterà verso un esito infausto per l’umanità tutta. Questa Iniziativa politica resiliente però sarebbe vana se limitata a sospendere la guerra in atto e non invece a estromettere la guerra dal diritto e da ogni eventualità futura.

Chiunque può prendere questa iniziativa. Sappiamo dalla storia che la salvezza può venire dal forte come dal debole, da più Stati insieme ma anche da un solo Paese, dal concorso di molti ma anche dal personale operato di una sola o di un solo.

Noi pensiamo che possa essere l’Italia a prendere questa iniziativa e che la grande opportunità offerta da queste elezioni possa far sì che a condurla siano il prossimo governo e il prossimo Parlamento.

La richiesta ai candidati al prossimo Parlamento è pertanto di impegnarsi con gli elettori a far sì che l’Italia, governo e popolo, promuova un generale ripudio della guerra quale scritto nella sua Costituzione e già fatto proprio dalla Carta dell’ONU. Questa iniziativa politica dovrebbe prendere la forma della proposta alle altre Parti contraenti dei Trattati europei e dello Statuto delle Nazioni Unite di un Protocollo sul ripudio della guerra e la difesa dell’integrità della Terra. (Quarantatre, compresi quelli soppressi, sono i Protocolli già allegati ai Trattati europei, da quello sul ruolo dei Parlamenti nazionali a quello sui privilegi dell’Unione Europea).

IL PROTOCOLLO SUL RIPUDIO DELLA GUERRA

Il Protocollo sul Ripudio Sovrano della Guerra da discutere in Parlamento dovrebbe avere i seguenti contenuti.

Le Alte Parti Contraenti hanno convenuto le Disposizioni seguenti, che vengono allegate al Trattato che istituisce l’Unione Europea e allo Statuto delle Nazioni Unite

La guerra è ripudiata in tutte le sue forme, comprese le sanzioni indiscriminate e ogni altra modalità di genocidio, a cominciare dalla definitiva abolizione e interdizione delle armi nucleari e delle altre armi di distruzione di massa, biologiche, chimiche, radiologiche, come delle mine antiuomo.

Un nuovo sistema di sicurezza collettivo, garantito dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, adempierà alle funzioni di mutuo aiuto e di difesa già esercitate dalle alleanze militari di parte e comporterà una riduzione graduale e condivisa delle spese militari nonché della fabbricazione e del commercio di tutti gli armamenti.

Dovere di tutti i popoli e Stati è la difesa della Terra, patria e madre di tutti. Compito e obiettivo comune è arginare un uso delle risorse lesivo dell’ambiente naturale, ripristinare l’equilibrio ecologico e salvaguardare le specie viventi.

La coesistenza fraterna degli Stati in ogni circostanza, favorevole o avversa, la rinunzia a modificarne con la forza i confini, la liberazione e il riconoscimento del diritto e dell’autodeterminazione dei popoli sono norma comune e bene fondamentale dell’intera Comunità della Terra.

A partire dalle tradizioni costituzionali degli Stati membri, dalle culture e valori dei popoli e dalle esperienze di convivenza pacifica già in atto nella famiglia umana assumiamo l’impegno di predisporre con un’ampia consultazione e promulgare una Costituzione della Terra che garantisca giusti ordinamenti, la dignità del lavoro e il godimento universale dei diritti e dei beni fondamentali a tutti gli uomini e le donne del Pianeta nessuno escluso.

Nel chiedere questo impegno legislativo e politico ai nostri futuri rappresentanti in Parlamento noi sappiamo che il ripudio della guerra nella sua piena effettività comporta il rovesciamento di una cultura millenaria e il passaggio a un nuovo corso storico che è compito della politica assecondare e governare. Le candidate e i candidati che condivideranno e manterranno l’ impegno che qui viene loro richiesto si segnaleranno in tal modo agli elettori per affidabilità e lungimiranza.

Chi intende aderire a questo documento può comunicare la sua firma scrivendo all’indirizzo mail:

ripudiosovrano@gmail.com

I candidati possono aggiungere la loro firma allo stesso indirizzo specificando la lista in cui si presentano.

Seguono le firme:

Raniero La Valle, Tecla Mazzarese, Domenico Gallo, Grazia Tuzi, mons. Domenico Mogavero, già vescovo di Mazara del Vallo, Moni Ovadia, Paola Paesano, Luigi Ferrajoli, Agata Cancelliere, Nino Mantineo, Felice Scalia, Enrico Peyretti, Claudio Ciancio, Francesco Di Matteo, Angelo Cifatte, Giangiacomo Migone, Francesco Comina, Sergio Tanzarella, Maurizio Serofilli, Raul Mordenti, Il presidente e il Direttivo di “LAUDATO SI’, un’alleanza per il clima, la cura della terra, la giustizia sociale” (Mario Agostinelli, Virginio Colmegna, Emilio Molinari. Daniela Padoan, Emanuela Vicentini, Guido Viale, Marco Cavedon, Oreste Magni, Simona Sambati), Marilù Fantini, don Renato Sacco, Giovanna Carotti, Paolo Bertagnolli, Rosemarie Bertagnolli, Christian Troger, Rita Dé Chilovi, Luigi Bertagnolli, Rita Rauch, Trebo Hermann, Martha Verdorfer, Gianni Ventura, Donatella D’Ecclesiis, Patrizia Scaini, Elisabetta Maetzke, Michelangelo Bovero (università di Torino), Guglielmo Fransoni (Università di Foggia), Silvio Mazzarese (Università di Palermo), Francesco Pallante (Università di Torino), Paola Parolari (università di Brescia),Valentina Pazè (Università di Torino), Persio Tincani (università di Bergamo), Franco Valenti (membro Centro Studi Immigrazione Verona), UDIPALERMO (presidente Mariella Pasinati), Aid for Education (presidente Simona Lavo), Carolina Gorni, Domenica Sottini, Stefania Chiaf, Irma Avi. Antonio Marotta (direzione nazionale di Rifondazione comunista), Rosario Nicchitta (architetto), Luisa Capitummino, Valentina Chinnici (Consigliera comunale Palermo), Domenica Coratti, Anna Maria De Filippi, Pina Mandolfo (regista), Anna Staropoli (sociologa). Fondazione Calzari Trebeschi, Brescia (Presidente Fulvio Bertoletti), Associazione Sostenibiltà Equità Solidarietà (Presidente Maurizio Pallante), Le rose bianche, Palermo, Emily Palermo, Circolo Laudato sì Palermo, Associazione Governo di Lei, Associazione Erripa Achille Grandi, Adel Jabbar (sociologo), Michele Negro, Sergio Paronetto, Attilio Pisanò (università del Salento), Carla Padovan, Giovanni Benzoni, Maria Chiara Zoffoli, Domenico Basile, Carlo Fiocchi, Leopoldo Cassibba, Antonio Gorgellino, don Marco Tenderini (Lecco), don Achille Rossi, Antonio Guerrini, “L’altrapagina”, Marco Romani, Anna Sabatini Scalmati, psicoterapeuta, Giacomo Cortesi, il Centro Ernesto Balducci di Zugliano (Udine): Davide Almacolle, Roberta Guarnotta, Gianluigi Bettoli, Valentina Degano, Alessandro Capuzzo, Paolo Tubaro. Bruno Fini; Carmen Barro e Enzo Marcolin (Pordenone), Raffaele Luise, don Giovanni Cereti, Vittorio Bellavite, Marco Romani, “Pane pace e lavoro”, Amici della Cittadella / Memoria e profezia (Assisi): Renzo Salvi (presidente), Silvano Balestra, Gabriella Cappiello, Rosaria Carbone, Maria Gabriella Mansi; Redazione di “Rocca”, quindicinale della PCC (Assisi): Mariano Borgognoni (direttore), Franca Cicoria, Riccardo Valeriani, Maria Luisa Arena, Gianfranco Schiavone (presidente del Consorzio Italiano di Solidarietà), Maria Angela Bertoni, Vincenzo Cesarano, Annalisa Comuzzi, Anna Pitotti, Battista Villa, Renata Zille, Antonio Peratoner, Grazia Santin, Antonello Lestani, Tina Zani, Marco Lombardo, Giorgio Scichilone (Università di Palermo), Vittoria Scotto di Vettimo, RETEDASI FVG (Rete Diritti Accoglienza Solidarietà Internazionale del Friuli Venezia Giulia), Angelo Capitummino, Gianni Giardi, Elena Lanzoni “TONALESTATE”, Pierangelo Monti, Presidente del MIR, Eli Colombo, Paolo Italo Enrico Pazzi, Enzo Fiorani, Anna Santoro, Maria Angelini, Eva Maio, Rosina Rondelli, Stefania Tuzi, Leopoldo Peratoner, “Camminare insieme” di Trieste, Moreno Biagioni, Piergiorgio Scoffone, Giuseppe Natale presidente ANPI Milano Crescenzago, Giovanni Colombo, Anna Viacava, Bianca de Matthaeis, Pito Maisano, Sergio Vercelli, Giovanni Zarcone, Enrico Leoncini, Massimo Zucconi, Pierluigi Bagini, Liliana Rota, Giampaolo Sigolo, Roberto Pasqualetti, Francesco Bottegal, Rita Puccetti, Paolo Baroni, Gabriella Trucchi, Guido Cristini, Giuseppe Antonio Panunzio, Antonio Giglio, Rosamaria, Rossi, Patrizia Casari, Roberto Rossi, Giuseppe Trippanera, Giuseppina Cucinotta, Anna Perina, Enzo Scandurra, Andrea Piantoni, Ugo Fornagiari, Giuseppe Borrelli, Guido Magoga, Fabio Federici, Stella Pongracz, Bianca Riva, Michela Pieri, Giuliano Rugani, Giovanna Colombi, Maria Forgioli, Gerardo Garzone, Alfredo Castagnetti, Silvana Vallerga, Maria Teresa Grazzini, Maurizio Candito, Raffaele Bortone, Annalisa Tosi, Franco Cini, Cinzia Niccolai, Alessandra Sala, Enrico Cardinali, Rosa Murgolo, Enrico Frascoli, Rosanno Zavatta, Maria Ricciardi Giannoni “LiberaCittadinanza”, Guglielmo Forges Davanzati, Enzo Carpentieri, Francesco Marsciani, Marcello Rossi, Linda Natalini, Lelia Della Torre, Luciana Rotter Butera, Renzo Benassù, Sandra Del Fabro, Marco Martini, Rosanna Salvadori, Massimo Boscagli, Franco Bifulco, Renzo Urrata, Piero Santoni “Ingegneria del Buon Sollazzo”, Emilio Vercellini, Giuseppe Gallelli, Lucy Mitchell Pole, Vincenzo Paudice, Gabriella Taddeo, Giulio Maria Marsaglia, Letizia Grossi, Giovanna Monina, Aldo Sebastiani, Antonella Panzino, Maria Cristina Stanzani, Flavia Trivella, Annalisa Miglioranzi, Anna Maria Ruda, Antonio Pioletti, Rosa Sorda, Francesco Baicchi, Mario Rosario Celotto, Remo Quadalti, Raffaele Pancani, Angelo Di Stefano, Mariella Bogliacino, Emanuele Messeni, Alessandro Monti, Maria Elisa Tittoni, Mario Rinaldi, Irene Mancusi, Maria Luisa Serazzi, Aldo Gardi, Prima Gardi, Monica Gardi, Angela Querzè, Umberto Bovo, Angelo Palmieri, Stefano De Marco, Nori Franca Facco, Alessandro Moro, Federico Moro, Giovanni Consoletti, Mario Sgobbi, Piergiorgio Bortolotti, Francesco Scotillo, Tiziano Lorenzon, Andrea Gusmini, Anna Maria Barbone, Antonio Mammi, Sergio Todesco, Ninetta D’Aurizio, Anna Maria Piacentini, Mario Casini, Manuela Moschi, Rita Maddaloni, Marcello Campomori, Maurizio Minghi, Luciano Sguotti, Adolfo Bonturi, Aldo Sartori, Laura Santoro, Eleonora Stillitani, Maria La Mattina, “Reti Di Pace”, Mimmo De Simone, Giovanna Nigi, Flavio Pajer, Paola Mancinelli, Moreno Biagioni, Eleonora Bellini, Rosalba D’Adamo, Simonetta Giovannini, Giannetto Nisi, Ugo Milella, Elisabetta Rossi, Fiorenza Cavicchioli, Anna Arienti, Giorgio Ardito, Silvia Bagni, Mario Giunta, Eugenio Longoni, Pierina Folci, Rita Gamberini “Collettivo Studiare Studiare Studiare”, Maria Enrica Castiglioni, Roberto Briolotti, Adriana Valente, Anna Santoro, Sara Modigliani, Maddalena Martini, Graziella Merlatti, Fabio Ragaini “Gruppo Solidarietà”, Maria Teresa Ferrari Lehnus, Fabia Bossi, Carla Gentili, Loris Nobili, Franca Bellucci, Adriana Giusti, Giovanna Murru, Elio Rocco Romano, Claudia Mineide, Giorgio Rinaldelli, Marina Lazzati, Elena Giuliani, Gianandrea Piccioli, Giovanna Caggia, Giovanni Ciavarella, Donatella Ruiu, don Marco Bassani, Giovanna Marelli, Nicoletta Pannocchia, Cecilia De Bartholomaeis, Giovanna Tobruk, Piero Cappelli, Francesco Maisto, Gaspare Galante, Stefano Girotti, Rosella Salvetti, Maria Nella Abbassetti, Ivano Pioli, Antonia Basti, Roberta Nicoletti, Calogero Bellanti, Teresa Isenburg, Emilio Vanoni, Anna Capuani, Fernando Cancedda, Marina Romani, Maurizio Portaluri, Mario Dallasta, Patrizia Rossetti, Alberto Cacopardo, Maria Cecilia Rellini, Anna Pizzati, Silvia Pozzi, Mario Dabbicco, Laura Giuffrida, Raffaella Piloni, Paolo Benassi, Emanuela Petrolati, Elisabetta Tofful, Mauro Carlo Zanella, Alice Ranzani, Angela Bellagamba, Renata Simonotti, Paolo Berdini, Ennio Cabiddu, Antonia Sani, Simonetta Bernardi, Paola Torricini, Luigi Colavincenzo, Pietro De Luca, Lucy Pole “Cittadini del Mondo”, Roberto Sisti, Giorgio Rivolta, Elisabetta Porro, Vittorio Mattiuzzi, Evelina Mazzeo, Liviana Gazzetta, Elide Taviani, Laura Bennici, Anna Rosa Franzoni, Antonio Lucci, Dina Rosa, Vittorio Pallotti “Centro di Documentazione del Movimento Pacifista Internazionale”, Sergio Genini “Le Veglie contro le Morti in Mare”, Valentino Ballabio, Antonio Pellegrino Forte, Francesco Zanchini, Miris Baldi, Angelo Ballardini, Donata Coppi, Antonella Visintin, Pietro De Carli, Letizia Gozzini, Ugo Biggeri, Gigi Massini, Milena Mottalini, Celeste Liverini, Chiara Boschini, Nadia Benni, Roberto Liuzzi, Fernanda Mole, Luisa Casarella, Enrico Andreoni, Giulio Raffaele, Paola Punzo, Aurelio Chià, Daniela Nesi, Gabriella Dogliani, Giuseppe Staccia, Fulvia Mosconi, Luigi Trezzi, Fiorenza Minervini, Graziella Caterino, “Comitato Pace e Cooperazione Internazionale” del Comune di Chieri, Mariateresa Morretta, Mariapia Lessi, Vincenzo Zambello, Mauro Spallucci, Maria Giovannozzi, Lidia Parma, Milco Maccaferri, Franco Meloni, Giovanni Acampora, Serenella Gubellini, Rita Podda, Vito Capano, Edgardo Olimpo, Dora Marucco, Sergio Flotta, Sergio Flotta, Patrizia Di Caccamo, Marco Fallabrini, Daniela Serroni, Gabriella Pagani, Gabriella Pagani, Elio Pagani, Raffaele Di Paolo, Barbara Cirasella, Olimpia Gobbi, Marzia Masoni, Piergiorgio Scoffone, don Maurizio Mazzetto, Lorenzo Neri, Tati Sgarlata, Alessandra Trigilia, Alessandra Trigilia, Paola Mazzotti, Daniela Barraco, Luigi Cattani, Piergiorgio Maiardi, Enzo Portalupi, Roberto Ongaro, Camilla Rubino, Claudio Monge, Silvia Galiano, Ornella Budetta, Valeria Pilone, Angela Dogliotti, Franca Maria Zapponi, Paola Rovelli, Andrea Fedeli, Paola Stefanini, Rita Baderna, Massimo Mabilia, Stefano Sacco, Maria Chiara Pievatolo, Maria Angela Arrigoni, Ireo Bono, Vanda Bouché, Carmelo Picciotto, Adelia Tiscali, Mariano Cattrini, Maria Caterina Cifatte, Vittorio Pontello, Andrea Bellin, Gabriella Tonelli, Sara Marsico, Sergio Caserta “Il Manifesto In Rete”, Mario Ghidoni, Vincenzo Guanci, Rosa Spera, Piero Cattaneo, Flavio Luigi Raimondi, Norberto Julini, Roberto Bosi, Carla Spreafico, Stefania Zara, Andrea Trentini “Centro Pace, Ecologia e Diritti Umani di Rovereto”, Giulio Boschi, Marco Pirovano, Piera Barberis, Antonella Marras, Rodolfo Vialba, Danilo Zannoni, Mauro Scaroni, Vincenzo Sigillo, Roberta Piazzi, Rossana Lignano, Pinuccia Caracchi, Simonetta Astigiano, Serenella Mastroianni, Enrico Cirri, Laura Tonelli, Emiliana Magliano, Irene Kajon, Giorgio Cingolani, Angela Ermini, Guido Marzaro, Clotilde Masina, Paola Agnello Modica, Marilisa Brussato, Luisa Casu, Giampaolo Carboniero, Marco Baroni, Silvano Righi, Francesco Spinozzi, Giovanni Rossetti, Silvano Verderio, Ivano Mariconti, Maria Girard, Giuseppe Rolandi, Daniela Musumeci, Chiara Antonietta Luigia Casella, Kofi Richard, Francesca Cerocchi, Livio Taverna, Cosima Ladogana, Bruno Sozzi, Annamaria Pazzi, Irma Filice, Maria Luisa Conti, Luisa Chiavelli, Federico Anselmi, Gabriele Attilio Turci, Eugenio Lorenzi, Carlo Sansonetti, Pietro Pertici “Tavola della Pace e della Cooperazione Onlus”, Ornella Trespidi, Filippo Sivelli, Gianfranco Bosoni, Pietro Domenico Giovannoni, Giovanni Esposito, Rosa D’Amato, Luciano Sguotti, Francesca Avitabile, Lidia Leonelli, Lucia Rudelli, Rita Mazzieri Associazione Laicale “Seguimi”, Cinzia Picchioni, Mauro Gobbi, Fabio Alberti, Antonio Broccardo, Giorgio Parise, Aldo Bifulco “Progetto Pangea”, Angelica Romano “Un Ponte Per”, Domenico Lamorte, Daniela Bezzi, Roberto Cocciolo, Marco Castellani, Elisabetta Piccini, Rocco Altieri “Centro Gandhi”, Flora Cometto, Vincenzo Guanci, Rosa Franchini, Marisa Angilletta, Francesco Mizzau, Fabrizio Valletti, Cristina Vercellone, Rosaria Lombardi, Martina Pignataro “GRIDAS”, Emilio Vanoni, Rete “Umanità Lodigiana”, Luigi Galmozzi, Giuseppe Giacobbo Scavo, Pierangelo Monti, Giorgio Daccò, Marialuisa Malaspina, Elena Caprio, Fiammetta Acquarone, Luana Bertarelli, Maria Paola Ranalletti, Bruno Tonolo “ANPI” di Mirano, Angelo Mario Fontanella, Roberta De Monticelli, Flavia Bottanelli, “Comitato per la Pace” di Potenza, Stefania Galeazzi, Luigi de Magistris “Unione Popolare”, Maria Lippiello, Marco Cetini, Piergiorgio Scoffone, Nichelino Albalustro Isa, Francesca Biondi, Marisa Capello, Flora Cometto, Anna Fissolo, Maria Luisa Giacomello, Gian Paolo Gusella, Maria Menin, Mariaflora Sartor, Gabriella Zuccolin, Simona Suriano, Pino Lena, Elena Ottarini, Rossella Guadagnini, Bianca Lena, Maria Laura Gelmini, Diego Giuseppe Pelizzari, Bruno Marchesi, Enrico Giovannetti, Lori Serboli, Vanessa Cirillo, Eleonora Barbieri, Rossella Guadagnini, Angela Dogliotti Marasso, Beppe Marasso, Giuseppe Giacobbo Scavo, Domenico Matarozzo, Margherita Coscia, Alberto Vitale, Alessandro Bellavite Pellegrini, Marco Tenderini, Stefano Celotto, Francesco Castelli, Andreina Giovanna Clerici, Manlio Schiavo, Matilde Consoli, Adelia Veneroni, Claudio Michelotti, Giuseppe Milani, Adriana Percivalle, Agostina Melucci, Emanuele Maffi.

Candidati:

Enrico Calamai (Unione Popolare);

Maurizio Acerbo (Rifondazione Comunista);

Gregorio Piccin (Rifondazione Comunista);

Simona Suriano (Unione Popolare);

Antonella Marras (Unione Popolare);

Laura Tonelli (Unione Popolare).

————

Che succede?

c3dem_banner_04UCRAINA E MIGRAZIONI, TEMI SCOMODI
21 Agosto 2022 su C3dem.
Franco Monaco prova a fare il punto: “Verso le elezioni: il quadro della situazione” (Settimana news). Paolo Gentiloni, “L’Italia acceleri sul Recovery. Diremo sì solo a lievi ritocchi” (intervista a La Stampa). Sergio Fabbrini formula una dura critica a tutti i partiti sul tema del sostegno all’Ucraina: “Le elezioni e la guerra dimenticata” (Sole 24 ore). Maurizio Ambrosini fa altrettanto sul tema delle migrazioni: “Stranieri, migranti e cittadinanza. Slalom fra accoglienza e chiusure nei programmi dei partiti” (Avvenire). Tito Boeri e Roberto Perotti, “Flat tax, gli errori delle destre” (Repubblica). Davide Tabarelli, “Inutile illudersi, sul gas serve il razionamento” (La Stampa). Gruppo di ricercatori “Energia per l’Italia”: “Elezioni. Un decalogo dal mondo della scienza” (Settimana news). Marcello Sorgi, “Il bivio del Pd fra stabilità e radicalismo” (La Stampa). Carlo Calenda, “Basta con il bipopulismo. Dopo il voto l’Italia nel caos” (intervista al Corriere). USA: Maurizio Molinari, “La doppia sfida dell’America” (Repubblica). UCRAINA: Vittorio Da Rold, “La guerra in Ucraina sta cambiando. Kiev colpisce anche la flotta russa” (Domani). Anna Zafesova, “Quei soldati che si ribellano stanchi di morire per Putin” (La Stampa). IDEE: Edgar Morin, “Questa è una crisi del pensiero” (intervista a La Lettura). Dacia Maraini, “Il passato è una terra da coltivare. Critica della cancel culture” (Corriere della sera). Mauro Magatti, “E’ il pluralismo l’eredità dell’Occidente” (Corriere).
———————————–
NICARAGUA, LA RIVOLUZIONE CHE FU
20 Agosto 2022 su C3dem
Com’è finito il Nicaragua della “rivoluzione sandinista”! Gianni Beretta, “Ora Ortega arresta anche i vescovi” (Manifesto). Matteo Zuppi, “La vicinanza della Cei alla Chiesa del Nicaragua” (e il papa?). UCRAINA: Anna Zafesova, “Così il Cremlino brucia il dissenso” (La Stampa). Sabato Angeri, “Zaporizhzhia mon amour” (Manifesto). Nello Scavo, “Le strane ‘purghe’ di Zelensky” (Avvenire). MEETING DI CL: Il messaggio di Sergio Mattarella: “Questa guerra d’invasione scuote l’intera umanità nei suoi valori fondanti e l’Europa nella sua stessa identità”. IL PD ROMANO: Fabio Martini, “La grande bruttezza” (La Stampa). Carlo Bonini, “La questione Capitale del Pd” (Repubblica). Simone Canettieri, “‘In ginocchio o vi sparo’ è la cosa meno grave” (Foglio). DIFESA DELLA DC: Marco Follini, “Altro che furbi i democristiani avevano idee e intelligenze” (Domani). Elena Loewnthal, “La memoria offesa nel giardino di Tina” (La Stampa). 25 SETTEMBRE / TEMI DI PROGRAMMA: Daniele Manca, “Conti pubblici. Paradossi e amnesie” (Corriere della sera). Il presidente dell’Autorità per l’energia Stefano Besseghini: “L’autunno sarà difficile per attività e famiglie. Sensato ridurre i consumi.” (intervista al Corriere). Fabrizio Onida, “Industria. Autonomia strategica e protezionismo miope” (Sole 24 ore). Filippo Belloc e Fabio Landini, “Democrazia industriale e rappresentanza” (Manifesto). Stefano Folli, “Meloni e l’Europa, le scelte da fare” (Repubblica). Valerio Valentini, “L’agenda Draghi di FdI secondo Adolfo Urso” (Foglio).
———————————
QUESTIONE CATTOLICA. VERSO IL MEETING DI RIMINI. LO SCACCO MATTO DI MELONI. E ALTRO
19 Agosto 2022 su C3dem.
Andrea Riccardi, “Questione cattolica, una centralità da ritrovare” (Corriere della sera). Romolo Guasco (presidente Comunità di vita cristiana), “Nove punti per misurare le proposte politiche” (Avvenire). Bernhard Scholz, “Dopo la pandemia una nuova ricerca di senso” (intervista ad Avvenire). Domenico Agasso, “La crociata del capitano: ‘La mia è una fede laica per rilanciare il Paese’” (La Stampa). Edoardo Novelli, “Il ‘credo’ e la messa la bando degli infedeli: ecco la propaganda della santa inquisizione leghista” (Domani.it). PARTITO DEMOCRATICO: Goffredo Bettini, “Questo Pd ha mille difetti ma non chiamateci populisti” (La Stampa). Gianni Cuperlo, “Caro Enrico, solo così possiamo farcela” (The Post International). TERZO POLO: Stefano Folli, “Terzo polo in bilico, rischi e opportunità” (Repubblica). FRATELLI D’ITALIA: Claudio Cerasa, “Lo scacco matto di Meloni” (Foglio). Roberto Ciccarelli, “La destra sociale” (Manifesto). Stefano Lepri, “La ricetta della destra che ignora la concorrenza e rischia di costarci caro” (La Stampa). Renato Mannheimer, “Meloni e il ruolo reputazionale nelle urne” (Il Riformista). Francesco Merloni, “Perché autonomia, flat tax e presidenzialismo sono una miscela esplosiva” (Domani). LEGA: Dario Di Vico, “Con chi sta il Nord. Meloni avanza, Giorgetti e Zaia chiedono conto a Salvini” (Foglio). FORZA ITALIA: Silvio Berlusconi intervistato da Claudio Cerasa, “Ai sovranisti ghe pensi mi” (Foglio). M5S: Massimo Franchi, “Conte lancia le 36 ore a parità di salario” (Manifesto). A SINISTRA: Andrea Carugati, “Sinistra italiana e Verdi: patrimoniale per i super ricchi, stop al precariato, salario minimo a 10 euro” (Manifesto). Mario De Vito “Unione Popolare e le sue 129 proposte” (Manifesto). Marco Bascetta, “Se la destra-destra vince non tutto è perduto, ma c’è un rischio vero” (Manifesto).INOLTRE: Federico Rampini, “Lezioni da Kabul” (Corriere della sera).

———————
IL 25 SETTEMBRE E LE OMBRE DEL PASSATO
19 Agosto 2022 su C3dem
Gianluca De Feo, “Mosca punta sul 25 settembre” (Repubblica). Anna Zafesova, “Il ricatto: il gas o la democrazia” (La Stampa). 25 SETTEMBRE / FASCISMO E ANTIFASCISMO: Francesco Piccolo, “Più etica che politica, il paradosso del Pd, partito vittima del fuoco amico” (Repubblica). Giovanni Orsina, “Quei ripetuti allarmi contro le dittature che rischiano di uccidere l’antifascismo” (La Stampa). Ernesto Galli Della Loggia, “Le ombre del passato” (Corriere). Giovanni De Luna, “Il passato ritorna, l’antifascismo vive” (La Stampa). 25 SETTEMBRE / ALCUNI NODI POLITICI: Francesco Guerrera, “Energia, i nostri politici hanno scelto la politica dello struzzo” (Repubblica). Paolo Pombeni, “Il passaggio obbligato della riforma fiscale” (Messaggero). Due opinioni sulla flat tax raccolte da Repubblica: Arthur Laffer, “Una sola aliquota semplifica il fisco”; Vincenzo Visco, “Inaccettabile che i più ricchi paghino meno”. Gherardo Colombo, “La cannabis va depenalizzata, così miglioriamo il sistema carcerario” (Domani). Roberta De Monticelli, “Quel nichilismo politico che non vede l’agonia del pianeta” (Domani). 25 SETTEMBRE / FATTORE DONNA: Flavia Amabile, “Fattore D” (La Stampa). Mirella Serri, “La donna del ventennio” (Repubblica). Giorgia Serughetti, “Non basta che sia donna, le femministe contro Meloni” (Domani). Linda Laura Sabbadini, “Disoccupate, precarie, penalizzate, l’emergenza donne riguarda il Paese” (La Stampa). Marina Terragni, “Un manifesto per ogni donna” (Repubblica). MIGRANTI: Mattia Insolia intervista Caterina Bonvicini, “La scrittrice che si è imbarcata con le Ong per capire la vera umanità” (Domani). Daniela Fassini, “Migranti, arrivi e respingimenti” (Avvenire). UCRAINA: Oleksiy Bondarenko, “Ucraina: cancellare la memoria per cancellare la resistenza” (valigia blu).

——————–
LISTE PD, I RIFORMISTI ALL’ANGOLO
17 Agosto 2022 su C3dem
Virginia Piccolillo, “Scontro sui candidati del Pd” (Corriere). Stefano Folli, “Pd, il sacrificio dei riformatori” (Repubblica). Marcello Sorgi, “La bussola anti-renziana dei dem” (La Stampa). Michele Salvati, “Come non affogare il riformismo nelle beghe delle candidature” (Foglio). Andrea Fabozzi, “Mistero napoletano” (Manifesto). Mauro Calise, “Limiti (e attese) di un partito che non cambia” (Mattino). Giuseppe Provenzano, “Non è stato un repulisti. Ribalteremo i pronostici” (intervista al Corriere). Luca Ricolfi, “Chi sono i massimalisti” (Repubblica). Massimo Recalcati, “La trappola fatale dei due populismi” (La Stampa). “CREDO”: Ieri Giuseppe Lorizio (teologo), “Si fa presto a dire ‘credo’, ma non senza conseguenze” (Avvenire); oggi Matteo Salvini, “E’ un ‘credo’ laico, anche se dirlo in Italia pesa” (Avvenire, e replica di M. Tarquinio). ELEZIONI E POLITICA: Sabino Cassese, “La transizione italiana” (Foglio). Roberto Napoletano, “Il peccato originale della politica italiana” (Il Quotidiano). Veronica De Romanis, “Le promesse scoperte che aumentano il disagio” (La Stampa). Agostino Giovagnoli, “Crisi della democrazia. La cura non è presidenzialista” (Avvenire). Francesco Carloni, “Il presidenzialismo è il Sacro Graal del populismo illiberale” (Domani). Roberto Esposito, “Il Sud è scomparso e vince il familismo” (Repubblica – Napoli). Giovanni Di Lorenzo, “Con la destra al governo in Italia è a rischio l’unità dell’Europa” (intervista a La Stampa). PROPOSTE DA DISCUTERE: il quotidiano Domani avvia la presentazione di proposte politiche da discutere: Edoardo Zanchini, “Case popolari e ‘verdi’ al posto del Superbonus”. Bruno Simili, “Cambiare la politica per cambiare il clima” (rivista il mulino). INOLTRE: Ilario Lombardo, “Da Ita al Meeting di Cl. Così l’agenda Draghi può influenzare il voto” (La Stampa). Giuseppe Conte, “Letta, Di Maio e Draghi hanno agito per farmi fuori” (intervista a La Stampa). Francesco Grillo, “Il mondo che cambia e il Pnrr da rivedere” (Messaggero). Giorgio Vittadini, “Meeting di Rimini. Le domande sociali alla politica” (Corriere).

———————–
SULLA MATURITA’ DEMOCRATICA DEL PAESE ITALIA
14 Agosto 2022 su C3dem
Una riflessione di Matteo Zuppi a partire dalla festa dell’Assunzione di Maria: “Riaprire ora vita e speranza” (Avvenire). ELEZIONI. I CASI SERI DEI GIOVABNI E DELLE DONNE: Vincenzo Galasso, “Un fisco che sostenga i giovani” (Corriere della sera); Linda Laura Sabbadini, “Perché le donne non votano” (Repubblica). ELEZIONI. VERSO UNA DEMOCRAZIA ILLIBERALE? Sabino Cassese non è del tutto pessimista: “La prova di maturità della nostra democrazia” (Corriere), e anche “Non demonizziamo il presidenzialismo, ma il timore del tiranno in Italia è vivo” (intervista a La Stampa). Paolo Mastrolilli racconta come “L’internazionale dei sovranisti vuole un’Italia modello Orban” (Repubblica); e colpisce la lettera di Vittorio Sgarbi e il sovranista Francesco Giubilei sul Corriere: “La cultura non è del Pd. Il centrodestra ci punti“. Salvatore Bragantini, “I moderati non temono abbastanza la svolta autoritaria” (Domani). Andrea Orlando, “Da questa destra tentazione democratura” (intervista al Corriere). Yascha Mounk, “Il rischio è tornare indietro su immigrazione e diritti” (intervista a La Stampa). ELEZIONI. IL NODO DELL’EUROPA: Sergio Fabbrini, “La lezione di De Gasperi, l’Europa unita e il ritorno della guerra” (stralcio della lectio degasperiana- Sole 24 ore). Enrico Morando sottolinea che “Sull’ordinamento europeo FdI è ambigua e in cortocircuito” (Foglio). Salvatore Rossi, “L’Italia del post-pandemia non può fare a meno della ‘fortezza Europa’ (Gazzetta del Mezzogiorno). PARTITO DEMOCRATICO: Tre letture critiche (in crescendo): Arturo Parisi, “Pd, troppi errori” (intervista a Avvenire); Carlo Trigilia, “Così la sinistra e il Pd si sono illusi di poter attrarre il ceto medio” (Domani); Piergiorgio Ardeni, “La responsabilità storica del Pd” (Manifesto). Il programma elettorale: Emilia Patta, “Letta: priorità taglio cuneo, ambiente e tutela dei diritti” (Sole 24 ore). PREVISIONI DI VOTO: Roberto D’Alimonte: “Due terzi dei seggi al centrodestra? Ipotesi irrealistica” (Sole 24 ore).
…………………………………..
sinodouni-e1635243557682-1-664x37325 SETTEMBRE, LA CHIESA NEUTRALE? SINODO ITALIANO, LA PRIMA SINTESI
21 Agosto 2022 su C3dem
Giorni fa di Andrea Riccardi avevamo segnalato sul Corriere: “Questione cattolica, una centralità da ritrovare“, oggi Claudio Tito, su Repubblica, titola così il suo articolo: “Voto, il silenzio della Chiesa. Valori, non politica: quella neutralità della Chiesa voluta dal papa“. Mons. Vincenzo Paglia, “Schieramenti ripiegati su se stessi. Manca la visione del futuro del Paese” (intervista a Repubblica). Sulle elezioni interviene il presidente dell’Azione cattolica Giuseppe Notarstefano: “Aperti al futuro e alla speranza. Una nuova visione dalle comunità” (Avvenire). Il giornalista e regista Gilberto Squizzato scrive a proposito de “I cattolici non anti-fascisti” (facebook). Intanto ha preso il via il Meeting di Rimini di Cl: Conchita Sannino, “A Rimini la voce dei cattolici: ‘Offerta confusa e misera, nessun partito ci rispecchia” (Repubblica) e Paolo Viana, “Cristiani, cioè artigiani di pace” (Avvenire). Al Meeting è intervenuto Mattarella: Massimiliano Panarari, “Mattarella ecologista, ispirato da Francesco” (La Stampa). Sul Corriere fiorentino il deputato di IV Gabriele Toccafondi scrive: “Ai cattolici non serve un partito ma testimoni di impegno”. SINODO: Conferenza episcopale italiana: “Sinodo 2021-2023. La sintesi nazionale della fase diocesana”. Mimmo Muolo, “Richiesti più ascolto e accoglienza” (Avvenire). Giovanni Panettiere, “Sinodo, pressing della base cattolica italiana: più spazio per donne e gay” (quotidiano.net). Andrea Galli, “Sinodo sulla sinodalità: report anche da Germania, Svizzera e Irlanda” (Avvenire). Franco Ferrari, “Forse, verso una Chiesa a struttura sinodale” (Viandanti). INOLTRE: Antonio Greco, “L’obiezione alla guerra come ‘forza più potente’” (Manifesto 4 ottobre). Dea Santonico, “Ricordo di Giovanni Franzoni, a 5 anni dalla morte” (Manifesto 4 ottobre). Antonio Spadaro, “Porta stretta. Gesù: ‘Molti tenteranno di entrare, però non ci riusciranno…’” (Il Fatto). Andrea Riccardi, “Martini, l’unità con Wojtyla” (Corriere della sera
——————–
SINODO: Conferenza episcopale italiana: “Sinodo 2021-2023. La sintesi nazionale della fase diocesana”
Su sito web dedicato: https://www.chiesacattolica.it/sinodo-2021-2023-la-sintesi-nazionale-della-fase-diocesana/

Vogliamo la Pace nel mondo non la guerra diffusa

costituente-terra-logoRESISTENZA E RESA
di Raniero La Valle

La guerra in corso in Ucraina e una campagna elettorale infelice, tra le più drammatiche nella storia della Repubblica, costituiscono l’intreccio perverso nel quale è implicata oggi la nostra vita e la nostra azione pubblica. Anche il nostro obiettivo di una Costituzione della Terra ne è duramente messo alla prova.

Dinanzi a queste due emergenze dobbiamo registrare purtroppo una risposta di rassegnazione e una doppia resa.

La prima nei confronti di questa guerra, che viene identificata con la “fine della pace” e il ritorno a un mondo diviso da un conflitto permanente tra il blocco occidentale e quello opposto. Tale conflitto, passando per la neutralizzazione della Russia, dovrebbe concludersi (ammesso che sfugga all’olocausto atomico) con la partita finale tra l’America (o la NATO) e la Cina. Questa visione comporta la fine della globalizzazione, il ritorno al mercato selvaggio in cui irretire anche il nuovo protagonismo cinese, l’abbandono delle politiche ecologiche, la rinunzia alla prospettiva di un’umana unità del mondo.

Qui la resa consiste nel dare tutto ciò per scontato, nel dedurne un unico allineamento possibile dell’Italia, quello con la NATO e l’Europa a lei fedele, e nel considerare ogni infrazione di questa ortodossia un attentato alla sicurezza dell’Italia: lo dice il coro mediatico ed è quanto sostiene il ministro Di Maio, che invoca una Commissione parlamentare d’inchiesta per snidare quanti abbiano intrattenuto rapporti amichevoli con la Russia, dimenticando che la cura dell’amicizia con la Russia e con ogni altro Paese faceva parte fino a ieri dei suoi doveri come ministro degli Esteri, e ignorando che l’ostinazione dei governanti nel voler dare la propria sicurezza in ostaggio alla NATO è quella che ha gettato l’Ucraina nell’attuale tragedia.

La seconda rassegnazione è quella all’incubo di una vittoria elettorale della Destra, che darebbe l’Italia alla Meloni, la “mujer” che non giudica il fascismo ma, imparziale, lo “consegna alla storia”. Di più, obbedendo ai sondaggi e miracolando la Destra, l’ingegnosa legge elettorale vigente riporterebbe al ministero degli Interni Salvini, che chiuderebbe in faccia ai naufraghi il chiavistello dei porti e, con appositi accordi, sulle orme di Minniti, provvederebbe a far loro riaprire le porte delle carceri e dei lager libici. Per non dire della festosa ascesa di Berlusconi alla presidenza del Senato, e magari al Quirinale.

Qui la resa consiste nel considerare questi risultati come già acquisiti, abbandonandosi alla sindrome della sconfitta, e cercando di salvare il salvabile o almeno se stessi, “perdendo con onore”.

L’iniziativa, di cui vi do qui l’annuncio, è un tentativo di resistere ad ambedue queste rassegnazioni e di reagire a questa doppia resa. Essa infatti incrocia sia la guerra che le elezioni, ed è sottoscritta da un gran numero di elettori, “sovrani e sovrane”, ispirati ai valori costituzionali e agli ideali di una vasta rete associativa del mondo laico e di quello cristiano. Si tratta di un invito ai candidati di tutti i partiti a guardare più in alto e a prendere l’impegno di promuovere, nel futuro Parlamento, un Protocollo da sottoporre a tutti gli Stati e da allegare sia al Trattato sull’Unione europea che allo Statuto delle Nazioni Unite: un “PROTOCOLLO SUL RIPUDIO SOVRANO DELLA GUERRA E LA DIFESA DELL’INTEGRITÀ DELLA TERRA”.

Il ripudio è quello già sancito dalla Costituzione italiana e previsto dalla Carta dell’ONU, e comprende ogni forma di genocidio, come quella consistente in sanzioni indiscriminate. Questo ripudio è detto sovrano (come è “sovrano” il debito!) perché è richiesto agli Stati, e intende rovesciare la guerra sovrana e il suo dominio come criterio del politico e arbitra del rapporto tra i popoli. Esso intende infine deporre ogni altro sovrano, economico, culturale o religioso, che si pretenda tale non riconoscendo alcun altro “al di sopra di sé”.

L’adozione di questo Protocollo come integrazione e sviluppo dei Trattati esistenti, sarebbe in linea di continuità con altri grandi momenti della vita internazionale: con la Carta Atlantica del 1941 (14 agosto 1941), con la dichiarazione di Nuova Delhi del 1986 per un mondo libero dalle armi nucleari e non violento (27 novembre 1986), con il Trattato INF Reagan-Gorbaciov per l’eliminazione dei missili a raggio intermedio del 1987 (8 dicembre 1987), con il Trattato dell’ONU per la proibizione delle armi nucleari (TPNW, 20 settembre 2017).

Il Protocollo proposto comporterebbe la definitiva abolizione e interdizione delle armi nucleari e delle altre armi di distruzione di massa. Esso segnerebbe anche il superamento della NATO e di ogni altra alleanza difensiva di parte, che sarebbero sostituite da un nuovo sistema di sicurezza collettivo, garantito dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, e dovrebbe cominciare da una riduzione graduale e condivisa delle spese militari nonché della fabbricazione e del commercio di tutti gli armamenti.

Il Protocollo sancirebbe anche il dovere della difesa della Terra, patria e madre di tutti, nonché la rinunzia a modificare con la forza i confini degli Stati , la liberazione e il riconoscimento del diritto e dell’autodeterminazione dei popoli, e si concluderebbe con l’indicazione dell’obiettivo finale, che è quello di una Costituzione della Terra che assicuri giusti ordinamenti e la garanzia dei diritti e dei beni fondamentali per tutti gli uomini e le donne del Pianeta nessuno escluso.

Il testo del Protocollo si trova a questo link: http://www.costituenteterra.it/un-protocollo-sul-ripudio-della-guerra/ Oggi lo riproduciamo anche sotto.

All’appello rivolto ai candidati si può aderire con la firma da inviare all’indirizzo mail:

ripudiosovrano@gmail.com.
—————————-
IL PROTOCOLLO SUL RIPUDIO DELLA GUERRA

Il Protocollo sul Ripudio Sovrano della Guerra da discutere in Parlamento dovrebbe avere i seguenti contenuti.

Le Alte Parti Contraenti hanno convenuto le Disposizioni seguenti, che vengono allegate al Trattato che istituisce l’Unione Europea e allo Statuto delle Nazioni Unite

La guerra è ripudiata in tutte le sue forme, comprese le sanzioni indiscriminate e ogni altra modalità di genocidio, a cominciare dalla definitiva abolizione e interdizione delle armi nucleari e delle altre armi di distruzione di massa, biologiche, chimiche, radiologiche, come delle mine antiuomo.

Un nuovo sistema di sicurezza collettivo, garantito dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, adempierà alle funzioni di mutuo aiuto e di difesa già esercitate dalle alleanze militari di parte e comporterà una riduzione graduale e condivisa delle spese militari nonché della fabbricazione e del commercio di tutti gli armamenti.

Dovere di tutti i popoli e Stati è la difesa della Terra, patria e madre di tutti. Compito e obiettivo comune è arginare un uso delle risorse lesivo dell’ambiente naturale, ripristinare l’equilibrio ecologico e salvaguardare le specie viventi.

La coesistenza fraterna degli Stati in ogni circostanza, favorevole o avversa, la rinunzia a modificarne con la forza i confini, la liberazione e il riconoscimento del diritto e dell’autodeterminazione dei popoli sono norma comune e bene fondamentale dell’intera Comunità della Terra.

A partire dalle tradizioni costituzionali degli Stati membri, dalle culture e valori dei popoli e dalle esperienze di convivenza pacifica già in atto nella famiglia umana assumiamo l’impegno di predisporre con un’ampia consultazione e promulgare una Costituzione della Terra che garantisca giusti ordinamenti, la dignità del lavoro e il godimento universale dei diritti e dei beni fondamentali a tutti gli uomini e le donne del Pianeta nessuno escluso.

Nel chiedere questo impegno legislativo e politico ai nostri futuri rappresentanti in Parlamento noi sappiamo che il ripudio della guerra nella sua piena effettività comporta il rovesciamento di una cultura millenaria e il passaggio a un nuovo corso storico che è compito della politica assecondare e governare. Le candidate e i candidati che condivideranno e manterranno l’ impegno che qui viene loro richiesto sj segnaleranno in tal modo agli elettori per affidabilità e lungimiranza.

Seguono le prime firme:

Raniero La Valle, Tecla Mazzarese, Domenico Gallo, Grazia Tuzi, mons. Domenico Mogavero, già vescovo di Mazara del Vallo, Moni Ovadia, Paola Paesano, Luigi Ferrajoli, Agata Cancelliere, Nino Mantineo, Felice Scalia, Enrico Peyretti, Claudio Ciancio, Francesco Di Matteo, Angelo Cifatte, Giangiacomo Migone, Francesco Comina, Sergio Tanzarella, Maurizio Serofilli, Raul Mordenti, Il presidente e il Direttivo di “LAUDATO SI’, un’alleanza per il clima, la cura della terra, la giustizia sociale” (Mario Agostinelli, Virginio Colmegna, Emilio Molinari. Daniela Padoan, Emanuela Vicentini, Guido Viale, Marco Cavedon, Oreste Magni, Simona Sambati), Marilù Fantini, don Renato Sacco, Giovanna Carotti, Paolo Bertagnolli, Rosemarie Bertagnolli, Christian Troger, Rita Dé Chilovi, Luigi Bertagnolli, Rita Rauch, Trebo Hermann, Martha Verdorfer, Gianni Ventura, Donatella D’Ecclesiis, Patrizia Scaini, Elisabetta Maetzke, Michelangelo Bovero (università di Torino), Guglielmo Fransoni (Università di Foggia), Silvio Mazzarese (Università di Palermo), Francesco Pallante (Università di Torino), Paola Parolari (università di Brescia),Valentina Pazè (Università di Torino), Persio Tincani (università di Bergamo), Franco Valenti (membro Centro Studi Immigrazione Verona), UDIPALERMO (presidente Mariella Pasinati), Aid for Education (presidente Simona Lavo), Carolina Gorni, Domenica Sottini, Stefania Chiaf, Irma Avi. Antonio Marotta (direzione nazionale di Rifondazione comunista), Rosario Nicchitta (architetto), Luisa Capitummino, Valentina Chinnici (Consigliera comunale Palermo), Domenica Coratti, Anna Maria De Filippi, Pina Mandolfo (regista), Anna Staropoli (sociologa). Fondazione Calzari Trebeschi, Brescia (Presidente Fulvio Bertoletti), Associazione Sostenibiltà Equità Solidarietà (Presidente Maurizio Pallante), Le rose bianche, Palermo, Emily Palermo, Circolo Laudato sì Palermo, Associazione Governo di Lei, Associazione Erripa Achille Grandi, Adel Jabbar (sociologo), Michele Negro, Sergio Paronetto, Attilio Pisanò (università del Salento), Carla Padovan, Giovanni Benzoni, Maria Chiara Zoffoli, Domenico Basile, Carlo Fiocchi, Leopoldo Cassibba, Antonio Gorgellino, don Marco Tenderini (Lecco), don Achille Rossi, Antonio Guerrini, “L’altrapagina”, Marco Romani, Anna Sabatini Scalmati, psicoterapeuta, Giacomo Cortesi, il Centro Ernesto Balducci di Zugliano (Udine): Davide Almacolle, Roberta Guarnotta, Gianluigi Bettoli, Valentina Degano, Alessandro Capuzzo, Paolo Tubaro. Bruno Fini; Carmen Barro e Enzo Marcolin (Pordenone), Raffaele Luise, don Giovanni Cereti, Vittorio Bellavite, Marco Romani, “Pane pace e lavoro”, Amici della Cittadella / Memoria e profezia (Assisi): Renzo Salvi (presidente), Silvano Balestra, Gabriella Cappiello, Rosaria Carbone, Maria Gabriella Mansi; Redazione di “Rocca”, quindicinale della PCC (Assisi): Mariano Borgognoni (direttore), Franca Cicoria, Riccardo Valeriani, Maria Luisa Arena, Gianfranco Schiavone (presidente del Consorzio Italiano di Solidarietà), Maria Angela Bertoni, Vincenzo Cesarano, Annalisa Comuzzi, Anna Pitotti, Battista Villa, Renata Zille, Antonio Peratoner, Grazia Santin, Antonello Lestani, Tina Zani, Marco Lombardo, Giorgio Scichilone (Università di Palermo), Vittoria Scotto di Vettimo, RETEDASI FVG (Rete Diritti Accoglienza Solidarietà Internazionale del Friuli Venezia Giulia), Angelo Capitummino, Gianni Giardi, Elena Lanzoni “TONALESTATE”, Franco Meloni (Aladinpensiero), Andrea Pubusa (Università di Cagliari, Democraziaoggi), Giacomo Meloni (segretario generale CSS), Marco Mameli (assotziu consumadores Sardigna).

Chi intende aderire a questo documento può aggiungere la sua firma scrivendo all’indirizzo mail:

ripudiosovrano@gmail.com

Che succede. Che fare?

c3dem_banner_04
LA “GUERRA GRANDE”

8 Agosto 2022 su C3dem

La cupa analisi di Lucio Caracciolo: “Siamo in piena Guerra Grande. Sfida a tre per il primato mondiale” (La Stampa). Gianluca Micalessin, “Taiwan, la sfida di Xi Jinping a Usa e storia” (Il Giornale). Guido Santevecchi, “Pechino svela la nuova strategia” (Corriere della sera). L’ambasciatore di Taiwan in Italia, Andrea Sing-Ying Lee: “La Cina ci teme, siamo il suo opposto” (intervista a Repubblica). Adriana Castagnoli, “Perché al di là della retorica alla Cina conviene avere buoni rapporti con gli Usa” (Sole 24 ore). Vittorio E. Parsi, “Il filo sottile che sostiene la pace a Taiwan” (Messaggero). UCRAINA/RUSSIA: Nello Scavo, “Volontari cercasi per le truppe russe. Il reclutamento illegale in Transnistria” (Avvenire). Luigi Accattoli, “Il papa deciso ad andare a Kiev” (Corriere). Angelo Scelzo, “I margini di speranza con il papa in Ucraina” (Mattino). Giacomo Gambassi, “Basta bombe, è tempo di dialogo. Chi cerca ancora una via per la pace” (Avvenire). INOLTRE: Mario Giro, “Per contrastare Cina e Russia serve un nuovo multilateralismo” e “La guerra torna ad essere un’abitudine contagiosa” (Domani). Riccardo Barlaam, “Africa al centro della nuova guerra fredda” (Sole 24 ore). Stefano Stefanini, “Israele/Palestina, il conflitto permanente che ora rischia di esplodere” (La Stampa). Cecilia Sala, “Perché il disastro di Kabul parla all’Italia” (Foglio). Maurizio Stefanini, “In Nicaragua Ortega e la moglie stanno silenziando i cattolici” (Foglio). Paolo Lepri, “Myanmar. Il coraggio e il dolore nelle lotte di Nilar Thein” (Corriere).
Leggi tutto →

IN MEZZO AL GUADO

8 Agosto 2022 su C3dem
Così spiega Carlo Calenda: “Hanno voluto l’ammucchiata contro e perderanno” (intervista al Corriere). Così reagisce Enrico Letta: “Da Calenda un regalo alla destra. Ora scateniamo la campagna Pd” (intervista a Repubblica). Commento comprensivo verso Calenda di Marcello Sorgi: “Così il Pd resta in mezzo al guado” (La Stampa). Più neutrale Stefano Folli: “L’anno zero del centrosinistra” (Repubblica). Critico sull’insieme Antonio Polito: “Quando il gusto dell’ideologia prevale su tutto” (Corriere). Per Stefano Feltri, “Senza Calenda al Pd non resta che fare la sinistra” (Domani). Marco Damilano è sulla stessa linea e fa un’ampia biografia politica di Enrico Letta: “Ora Letta è costretto a essere di sinistra” (Domani). Fabio Martini, “La delusione di Prodi” (La Stampa). Ezio Mauro torna sulle simpatie fasciste persistenti nel partito di Giorgia Meloni: “La vera sfida di Letta e Meloni”. Duri i giudizi di Antonio Floridia, “Un gioco delle tre carte” (rivista il mulino) e Gad Lerner, “Un suicidio assistito per seguire il centrismo” (Il Fatto). La scelta di Federico Pizzarotti: “Correremo con Italia Viva perché ci lascia liberi” (intervista al Corriere). AL VOTO. LE LISTE E I COLLEGI: Roberto Gressi, “Liste, nuovi accordi, nomi. Come cambieranno i giochi” (Corriere). Carlo Melzi d’Eril, “Partiti, regole e strategie nella sfida dei collegi” (Sole 24 ore). SCENARI POLITICI: Giovanni Orsina, “La legislatura dell’ambiguità” (La Stampa). Claudio Cerasa, “L’improbabile ritorno di Salvini al Quirinale” (Foglio). Gianpaolo Galli, “Che fare per la crescita e il debito? Un test in vista del voto” (Foglio). PRESIDENZIALISMO: Paolo Armaroli, “In polemica con Zagrebelsky. Semipresidenzialismo, perché sì” (Il Giornale). Sabino Cassese, “Presidenzialismo? La Carta si cambia solo con cautela” (intervista a Repubblica).
Leggi tutto →

LA SINISTRA. SUI TRAVAGLIATI ACCORDI RAGGIUNTI

7 Agosto 2022 su C3dem
Giovanna Vitale, “’Più di così non potevo’. Letta e la strategia del doppio schema” (Repubblica). Il realismo di Romano Prodi, “Il compromesso inevitabile e le distanze da superare” (Messaggero). Roberto Gressi, “La preoccupazione del leader Pd che non vuole perdere a tavolino” (Corriere). Claudio Tito, “Una sinistra responsabile” (Repubblica). Stefano Folli, “Un fronte costruito fra contraddizioni” (Repubblica). Marcello Sorgi, “Senza chimica, ma capaci di dar fastidio” (la Stampa). Ilario Lombardo, “Calenda è tentato dallo strappo. ‘Gli accordi non erano questi” (La Stampa). Stefano Cappellini, “Il piano B di Letta. Se salta l’accordo andiamo al voto da soli” (Repubblica). Due (ben diversi) commenti illustri: Angelo Panebianco, “Coalizioni poco affiatate, tra dubbi e scenari post-voto” (Corriere); Barbara Spinelli, “Perdere le elezioni. L’operazione Letta” (Il Fatto). Antonio Polito spiega cos’è l’agenda Draghi: “I partiti e la credibilità dell’Italia” (Corriere); ma per il romanzieri Maurizio Maggiani le cose non stanno così: “Caro Letta, venga nelle spiagge a vedere che effetto fa l’agenda Draghi” (Secolo XIX). E ancora: Stefano Lepri, “L’agenda Draghi per il dopo Draghi” (La Stampa). Altri punti di vista: Mario Tronti (vecchio intellettuale comunista), “Un dovere repubblicano stare uniti per battere la destra” (intervista a Repubblica). Gian Enrico Carofiglio, “Un patto solo anti-destra ha già perso. Senza contenuti è un minestrone” (intervista a La Stampa). Roberto Napoletano, “Le elezioni si vincono se c’è un progetto Paese” (Il Quotidiano). Arturo Parisi, “Questo centrosinistra non è l’Ulivo. L’unità politica premia sempre. Letta stia attento agli anti-Draghi” (intervista a Domani). Giuliano Ferrara, “Moralismo e bullismo, il Papeete strisciante della sinistra” (Foglio). Alfio Mastropaolo, “Il colpo grosso contro l’unità del Paese e la democrazia” (Manifesto). Sergio Fabbrini, “Le due coalizioni e la Ue: le percezioni sbagliate e gli effetti sul voto” (Sole 24 ore).
Leggi tutto →

LA DESTRA, GLI ALTRI, E LA CRISI DELLA POLITICA

7 Agosto 2022 su C3dem
Marco Esposito, “Centrodestra. Europa, Nato, fisco e presidenzialismo. Il progetto in 15 punti” (Corriere della sera). Gustavo Zagrebelsky, “Presidenzialismo, un pericolo per questa Italia” (intervista a Repubblica). Claudio Cerasa, “Un duello con Crosetto” (Foglio). GLI ALTRI: Matteo Renzi, “Il veto del Pd ci apre uno spazio politico” (intervista a Repubblica). Giuseppe Conte, “Al governo con il Pd? Improbabile” (intervista a Repubblica). Emilia Patta, “Conte e Renzi in solitaria per il terzo polo” (Sole 24 ore). LA CRISI DELLA POLITICA: Roberto Gressi, “Il labirinto di una legge in cui non sai chi ti rappresenta” (Corriere della sera). Carlo Carboni, “Se le élite politiche non sono classe dirigente” (Sole 24 ore). Francesco Ricciardi, “Elezioni. Restituiteci la vera scelta” (Avvenire). Francesco Seghezzi, “Tra Stato e individuo i partiti dimenticano la società” (Domani). Marco Follini, “I partiti trattano come se gli elettori non ci fossero” (La Stampa). Aldo Schiavone, “A questa politica senza anima diamo una bussola morale” (La Stampa). Raffaele Alberto Ventura, “La rivoluzione di cui abbiamo bisogno non passerà dalle urne elettorali” (Domani). Enzo Risso, “Tutte le identità politiche di un’Italia diventata sempre più frammentata” (Domani). Eugenio Mazzarella, “Se l’astensione dei poveri riporta al voto censuario” (Avvenire). Alessandro Penati, “L’Italia al voto tra decrescita infelice e redistribuzioni impossibili” (Domani).
————————————————————-
Dall’editoriale precedente
—————————————————————
c3dem_banner_04

LA POLITICA, LE ELEZIONI E LE NUOVE ÉLITE. ZAMAGNI SU CATTOLICI E POLITICA

4 Agosto 2022 su C3dem
Con un articolo di notevole spessore Stefano Zamagni interviene nel dibattito su “Cattolici e politica” aperto su Settimana news, dopo l’intervento di Marco Damilano. Mauro Zampini (già segretario generale della Camera) torna sulla scelta di Draghi: “Draghi, la scelta dello statista” (Alto Adige). Vitalba Azzollini, “Abbiamo un Parlamento cui piace modificare di continuo la Costituzione” (Domani).
———————————————————-
8ec0e011-471c-42ae-bae5-e5adea026dea
—————
trump-di-marino2Trump Le ruote della giustizia si muovono.
di Marino de Medici sul sito marinodemedici.com

Che succede? Che fare?

c3dem_banner_04

LA POLITICA, LE ELEZIONI E LE NUOVE ÉLITE. ZAMAGNI SU CATTOLICI E POLITICA

4 Agosto 2022 su C3dem
Con un articolo di notevole spessore Stefano Zamagni interviene nel dibattito su “Cattolici e politica” aperto su Settimana news, dopo l’intervento di Marco Damilano. Mauro Zampini (già segretario generale della Camera) torna sulla scelta di Draghi: “Draghi, la scelta dello statista” (Alto Adige). Vitalba Azzollini, “Abbiamo un Parlamento cui piace modificare di continuo la Costituzione” (Domani). VERSO LE ELEZIONI: Tonia Mastrobuoni, “Migranti, diritti e riforme. Ecco perché l’Europa teme la vittoria di Meloni” (Repubblica). Giuseppe Pisauro, “Sulle tasse è meglio dire qualche verità scomoda che rimanere in silenzio” (Domani). Dario Di Vico, “La politica alla prova delle nuove élite di cui non può fare a meno” (Foglio). Gerardo Villanacci, “La crisi della rappresentanza” (Corriere della sera). Linda Laura Sabbadini, “Vincere la povertà davvero” (Repubblica). Alessandra Arachi, “Marco Bentivogli: serve un’alleanza che mobiliti” (Corriere). Graziano Delrio, “Europeismo e bene comune, dalla società civile l’agenda giusta” (intervista a Avvenire). Giulia Merlo, “5 milioni di studenti fuori sede saranno costretti all’astensione” (Domani). LA DIFFICILE ALLEANZA A SINISTRA: Daniela Preziosi, “Il prezzo di Calenda per Letta è la rivolta di Sinistra, Verdi e Di Maio” (Domani). Stefano Folli, “Il magnete Calenda e le sue contraddizioni” (Repubblica). Marcello Sorgi, “Quei seri problemi a sinistra” (La Stampa). Antonio Floridia, “Il patto con Calenda, un lucido suicidio politico” (Manifesto). “ELENA” E IL FINE VITA: Luigi Manconi, “Di chi è la vita” (Repubblica). Lucetta Scaraffia (in risposta a M. A. Coscioni): “Due casi diversi e le risposte da dare” (Qn). Viviana Daloiso, “Diritto alle cure, non alla morte. Le richieste dei malati di tumore” (Avvenire). INOLTRE: Vladimiro Zagrebelsky, “La sentenza Ue: in mare non basta la legge dello Stato, per salvare vite servono le Ong” (La Stampa). Carlo Petrini e Luciana Castellina, “Il mondo riparato dai ragazzini” (La Stampa).
———————
TAIWAN, UNA NUOVA GUERRA? ITALIA, IL RAPPORTO SVIMEZ

4 Agosto 2022 su C3dem
Alla vigilia della visita di Nancy Pelosi a Taipei (Taiwan): Danilo Taino, “I troppi fronti e il rischio di fare il gioco di Xi e Putin” (Corriere della sera) e Ian Bremmer, “Pechino reagirà. Rischio certo di escalation” (intervista a Repubblica). Poi la visita: Nancy Pelosi, “La liberta di Taiwan e delle democrazie è la nostra libertà” (Il Dubbio, dal Washington Post). I commenti, di segno diverso, di Lucio Caracciolo, “Nel futuro di Taipei c’è una nuova guerra” (La Stampa), Agostino Giovagnoli, “Per fermare la tempesta” (Avvenire) e Gianni Vernetti, “Pelosi, uno scudo per Taipei” (Repubblica). L’interrogativo riproposto da Paola Peduzzi: “Ha fatto bene la Pelosi?” (Foglio). Andrea Goldstein spiega “I quattro pilastri del boom di Taiwan” (Sole 24 ore). UCRAINA: Tatiana Stanovaja, ‘Tutto sta andando secondo i piani’. Nella testa di Putin” (Foglio). Anna Zafesova, “Veleni e sospetti” (La Stampa). Daniel Gros, “Il prezzo del grano è già sceso. Kiev canta vittoria più di Mosca” (intervista a Repubblica). Alfonso Barbarisi, “Russia-Ucraina, serve una politica inclusiva” (Mattino). Gad Lerner, “Dio, Maria e terra, il nazionalismo ucraino è atavico” (Il Fatto). RUSSIA/OCCIDENTE: Anna Bono, “Lavrov vuole convincere l’Africa” (Italia Oggi). Giuseppe Lorizio, teologo, replica all’accusa russa che l’Occidente non abbia più un’anima: “Risposta ai russi: lo spirito dell’Occidente è anche razionalità e democrazia” (Avvenire). ITALIA / RAPPORTO SVIMEZ: Luca Bianchi, “A scuola la vera frattura fra Nord e Sud” (Gazzetta del Mezzogiorno”) e “Serve un ruolo più forte dello Stato per distribuire le risorse” (intervista al Messaggero). Nando Santonastaso, “Svimez: Sud in ritardo per i progetti del Pnrr. Ripresa a rischio” (Mattino). Giovanni Vasso, “L’Italia è malata, il Sud può essere la medicina” (L’identità).
—————————
ACCORDO LETTA-CALENDA, PUO’ RIAPRISI UNA PARTITA GIA’ PERSA

3 Agosto 2022 su C3dem
Un invito del politologo Carlo Galli alle coalizioni a non delegittimarsi reciprocamente: “La nuova vecchia destra” (Repubblica). Un appello: “Liberi di scegliere, il manifesto dei costituzionalisti per il pluralismo” (Il Dubbio). Giorgio Parisi, “Non c’è più tempo. Gli elettori diano il loro voto a chi si batte per l’ambiente” (intervista a Repubblica). Gianfranco Pasquino, “I candidati devono essere il volto della coalizione” (Domani). L’ACCORDO LETTA-CALENDA: Enrico Letta, “A destra pensavano di avere ghià vinto. Ora la partita è aperta” (intervista al Corriere). Carlo Calenda, “Ho scelto la responsabilità. Il rischio è l’Italia come il Venezuela” (intervista a Repubblica). Paolo Pombeni, “Gli estremisti che i partiti dovranno controllare” (Messaggero). Antonio Polito, “Vantaggi (e press) dell’alleanza Letta-Calenda” (Corriere della sera). Marcello Sorgi, “Può riaprirsi una partita già persa” (La Stampa). Stefano Feltri, “Il centrosinistra ha evitato il suicidio, ora deve superare l’agenda Draghi” (Domani). Stefano Folli, “Vincitori e vinti nell’Ulivo di Letta” (Repubblica). C’è poi Marco Travaglio, “Il campo lardo” (Il Fatto). Antonio Bravetti, “La solitudine di Renzi” (La Stampa). Federico Capurso, “Conte: Noi contro tutto e tutti” (la Stampa). QUESTIONI DEL PAESE: Sabino Cassese dice che il primo investimento deve essere sulla scuola: Simone Canettieri, “Cassese: Viminale? Non decise Salvini. Draghi al Colle? Possibile” (Foglio). Marco Lodoli, “Se io fossi il ministro dell’Istruzione. Dialogo per una riforma della scuola” (Foglio). Alessandro Rosina, “Perché i giovani rischiano di perdere fiducia nella nostra democrazia” (Sole 24 ore). Innocenzo Cipolletta, “Con la destra il vero pericolo è l’autonomia differenziata” (Domani). Mario Baldassarri, “Scostamenti di deficit addio, è il momento di interventi strutturali” (Sole 24 ore). INOLTRE: Carlo Revelli, “Un nuovo soggetto politico: l’umanità” (Corriere della sera). Andrea Bonanni, “Razza e diritti negati. Dove porta la strategia di Orban” (Repubblica). Gilles Kepel e Marco Minniti discutono su “Mediterraneo, il futuro d’Europa” (Repubblica).

————————
Precedente spazio editoriale
d702396a-b379-4aca-bb7b-61d09f599bdfÈ IN GIOCO LA NOSTRA DEMOCRAZIA

Norma Rangeri su il manifesto
———————————

Impegnati perché il centro sinistra vinca le elezioni. È in gioco la nostra democrazia

d702396a-b379-4aca-bb7b-61d09f599bdfÈ IN GIOCO LA NOSTRA DEMOCRAZIA

Norma Rangeri su il manifesto

Siamo di fronte a una svolta storica nella vita repubblicana. Il 25 settembre le destre italiane, fascistoidi e reazionarie, grazie a una nefasta legge elettorale che non consente il voto disgiunto, potrebbero vincere le elezioni e mettere sotto ipoteca la nostra democrazia costituzionale.

Dopo la tragedia della pandemia, dopo la criminale invasione russa dell’Ucraina, dopo l’aumento drammatico della povertà, dopo gli allarmi inascoltati per l’ambiente, ecco un’altra emergenza, la più importante di tutte: quella democratica.

Un’emergenza che chiama tutte le persone antifasciste, progressiste e di sinistra ad assumersi le proprie responsabilità.

Dovremmo vivere sotto un governo nero di cui farebbero le spese milioni di persone senza lavoro e senza futuro; i diritti civili sarebbero via via ridotti; i programmi scolastici rivisti in ossequio alla trinità dio-patria e famiglia; gli immigrati per ottenere la cittadinanza costretti a imparare a memoria (è nel programma leghista) i nomi e le date delle sagre padane; l’autonomia differenziata messa tra i primi provvedimenti operativi con la sanità e i servizi sociali ridotti al rango di beneficenza per i poveri; il reddito di cittadinanza cancellato perché chi non trova lavoro vuol dire che non lo merita.

Che tutto questo accadrà se vinceranno le destre mi sembra inconfutabile.

E che, secondo ogni sondaggio, le destre vinceranno a mani basse mi pare altrettanto scontato.

Una simile prospettiva potrebbe già essere sufficiente per convincersi del fatto che la partita dei collegi uninominali si vince solo se non si disperde il voto con candidature improbabili.

Lo hanno ben spiegato sul manifesto le analisi di Antonio Floridia e Gaetano Azzariti. Preoccupati delle conseguenze sulla nostra Costituzione di un cappotto elettorale: il cambiamento della Carta in senso presidenzialista e il probabile inizio di un altro ventennio.

In fondo una parte di noi forse non sosteneva che Berlusconi sarebbe durato poco perché aveva un partito di plastica? Quell’errore è stato devastante, ma ancora oggi c’è chi stenta a riconoscerlo.

Del resto abbiamo di fronte un esempio ancora più recente, quello del Papeete, quando Salvini fece saltare l’alleanza con i 5Stelle reclamando i pieni poteri.

Anche allora c’era chi diceva andiamo alle elezioni, se il popolo vuole Salvini lasciamo il paese a Salvini. Poi, per fortuna, il Parlamento decise di dar vita a un governo giallorosso (o giallorosa) e abbiamo affrontato la tragedia della pandemia seguendo la scienza anziché la vandea antivaccinista, così come abbiamo combattuto nelle sedi europee riuscendo a conquistare la fetta più grande della torta degli aiuti.

Governo perfetto il Conte2? Tutt’altro, ma senza dubbio garantiva uno spazio politico democratico.

Oggi, dopo la forzatura del governo del presidente (Mattarella-Draghi), e l’accozzaglia di unità nazionale, siamo dentro una crisi politico istituzionale. Una crisi drammatica. Un regalo enorme alle destre, che ci portano alle elezioni in piena estate, inaugurando un altro inedito della storia italiana.

Dobbiamo tenere i nervi saldi e usare la testa, allontanando vie di fuga verso il rassicurante lido della terra promessa che non c’è e che non sarà più facile raggiungere in una società fascistizzata e sovranista.

La tentazione di non giocare la partita contro un avversario forte e agguerrito, capace di contare su un vasto consenso popolare (annoverando tra le sue fila addirittura il 40 per cento di iscritti alla Cgil, di fede leghista), pronto a prendersi il paese e le sue istituzioni, è molto diffusa nel frastagliato mondo della sinistra.

Fortissimo poi è il richiamo della foresta: lasciamo che le destre si impadroniscano del paese (tanto anche Letta e compagnia sono di destra) e finalmente mettiamoci insieme, uniamo le nostre debolezze e cerchiamo di costruire una coalizione per una lunga marcia all’opposizione dentro un’Italia fascista e reazionaria.

È un ragionamento che fila se si è convinti che tra Meloni e Letta in fondo non ci sia poi una grande differenza.

Io invece penso che siano ragionamenti totalmente sbagliati e pericolosi. Per varie ragioni.

Innanzitutto ritengo che la differenza tra Letta e Meloni c’è, ed è netta, sia dal punto di vista politico che culturale.

Il Pd è un partito centrista, governativo, in buona parte neodemocristiano, con sparute e minoritarie figure di cultura comunista. E comunque progressista.

Meloni e Salvini, al contrario, sono espressione delle peggiori destre europee, e contano tra i propri sostenitori tutte le organizzazioni fasciste e parafasciste (prima di andare al seggio bisognerebbe prendere la pillola Vox: il torvo, pauroso discorso della leader di FdI alla tribuna del partito franchista: sono una donna, sono una madre, sono cristiana… Tutt’altro che un esempio di libertà femminile).

Il segretario del Pd, purtroppo, sta dando una mano all’esito di svolta autoritaria, grazie alla scelta di una coalizione che esclude il M5Stelle per imbarcare personaggi e personagge di un mondo confindustrial-berlusconiano, con la pazza idea di conquistare l’elettore di una destra liberale moderata, non considerando che sulla bilancia potrebbe pesare di più il piatto della perdita dei voti di sinistra.

Questo futuro nero – in tutti i sensi – per l’Italia ha soltanto una barriera che può fermarlo: l’unità elettorale di tutte le forze democratiche, progressiste, di sinistra.

Nelle simulazioni sul voto realizzate dall’istituto Cattaneo, il trio Berlusconi-Meloni-Salvini vince a mani basse sempre. Tranne che in un caso: l’alleanza che va dal Pd al M5Stelle. Una possibilità, reale, concreta, perché sono proprio i numeri a dire che un fronte di centro-sinistra potrebbe raggiungere il 40-45 per cento necessario per competere sia nel maggioritario che nel proporzionale, sia alla Camera che al Senato.

Una alleanza democratica che dovrebbe inglobare Letta, Renzi, Calenda, Di Maio, Conte, Fratoianni, Bonino, Bonelli, Bersani sembra davvero una “mission impossible”.

Come si possono mettere sotto un’unica sigla persone che non sarebbero disposte neanche a prendere un caffè insieme? Quali punti programmatici potrebbero tenere su un fronte comune forze e partiti diversamente orientati?

So bene che si tratta di un’impresa ardua. Ma si deve almeno tentare. Oltretutto la legge elettorale non prevede l’obbligo di programmi comuni, né l’indicazione del premier, ma solo alleanze elettorali.

In ballo è il nostro domani, il futuro democratico del paese che, da un giorno all’altro, potrebbe ritrovarsi a fianco di Orban e di Le Pen sulle tematiche più divisive, razziste, patriarcali e sovraniste.

E non ha davvero senso giocare una partita sapendo di perdere in partenza. Non porta a nulla una sconfitta con onore.

Queste destre non fanno prigionieri. Si tratta della battaglia più dura che deve affrontare il nostro mondo democratico e progressista.

Per ulteriore chiarezza: non ci piace per niente il tanto peggio tanto meglio.

Per chi ha memoria, una volta dicevamo “moriremo democristiani”. Adesso c’è il pericolo di morire governati dai fascisti e dai reazionari.

Per questo dovremo scendere, tutte e tutti, insieme in campo per sventarlo. Noi, comunque, ci siamo e ci saremo.
https://ilmanifesto.it/e-in-gioco-la-nostra-democrazia
———————————-
d8073722-db1b-4d56-b111-7c2cdddd0e11
- Ultimo editoriale
—————————————————
c3dem_banner_04
J. CERCAS: “I POPULISTI SI BATTONO CON LA VERITÀ”. MATTARELLA: “RIGENERARE LA DEMOCRAZIA”

30 Luglio 2022 su C3dem
Mauro Magatti, “Progressisti e sovranisti al voto. Il vero ‘dopo’ da decidere” (Avvenire). Maurizio Ferrera, “L’Europa e la posta in gioco” (Corriere della sera). Javier Cercas, “I populisti si battono con la verità” (intervista a La Stampa). Angelo Picariello, “Mattarella: democrazia da rigenerare” (Avvenire). ITALIA/ LA CRESCITA SORPRENDENTE: Marco Fortis, “Il Pil cresce oltre ogni attesa. L’ultimo regalo di Draghi” (Qn). Federico Fubini, “Il Paese a due volti che sa anche sorprendere (se ha un piano)” (Corriere della sera). Roberto Napoletano, “I numeri del miracolo italiano che la politica non ha voluto vedere” (Il Quotidiano). Dario Di Vico, “Industria, turismo, consumi. Le ragioni di una crescita sorprendente” (Foglio). Linda Laura Sabbadini, “La vera eredità di SuperMario” (La Stampa). Claudio Cerasa, “Perché il dopo Draghi non fa paura” (Foglio). Carmelo Caruso, “’Benedetti affari correnti’, il dolce intermezzo di Draghi” (Foglio). Alberto Mingardi, “Il Paese degli aiuti, ma il vero rebus è la crescita” (Corriere della sera). VERSO IL 25 SETTEMBRE: Salvatore Vassallo, “Anche con Conte la sfida del centrosinistra è titanica” (Domani). Stefano Ceccanti, “Lo svantaggio è recuperabile” (intervista a La vita del popolo). Francesco Merloni, “Che cos’è e perché serve un vero patto repubblicano” (Domani). Lina Palmerini, “La sfida delle candidature. Chi parte in vantaggio” (Sole 24 ore). Roberto D’Alimonte, “Il dilemma elettorale di Calenda: entrare o non entrare?” (Sole 24 ore). Federico Capurso, “Cinque stelle, mandati a casa” (La Stampa). Giuseppe Conte, “Io non farò il Mélenchon. Alleanze? Con i cittadini” (intervista a Il Fatto). Michele Santoro, “Ho deciso, fondo il partito che non c’è e mi alleo con Conte. Il Pd non è più a sinistra” (intervista a Repubblica). Salvatore Cingari, “Gli effetti negativi (per la sinistra) di allearsi col partito di Letta” (Manifesto). Federico Pizzarotti, “Il centrosinistra ha bisogno del civismo dei sindaci” (intervista a Rep. Bologna). Argomenti 2000: “L’ora di una proposte politica coraggiosa”. Comitato delle Settimane sociali, “Un colpo d’ala verso le urne. La società civilE si faccia sentire” (Avvenire). INGERENZE RUSSE: Enrico Borghi (Pd), “Le ingerenze russe non sono uno scherzo” (Foglio). Lucia Annunziata, “Salvini e la Russia, tre anni vissuti pericolosamente” (la Stampa). Luigi Zanda, “Le pressioni russe sono davanti ai nostri occhi” (intervista a Repubblica). Ilario Lombardo, “Lega da Mosca a Pechino” (La Stampa). PROPOSTE: Maurizio Franzini, “Serve una pensione di tutela per le generazioni che non hanno tutele” (Domani).
——————————————-
LETTA PEDALA IN SALITA. CONTE ROSSOVERDE

28 Luglio 2022 su C3dem.
Elena Stancanelli, “Giorgia e il potere, lezione per la sinistra” (Corriere della sera). PD E CENTRISTI: Giovanna Vitale, “Letta: irreversibile il no ai 5 stelle. Arriva il nuovo centrosinistra” (Repubblica). Roberta D’Angelo, “Letta pedala in salita. L’addio al M5s divide ancora i dem” (Avvenire). Fabrizio D’Esposito, “I Democratici sono morti democristiani, anzi dorotei” (Il Fatto). Eugenio Fatigante, “Un progetto minimale buono per partire, ma serve uno scatto” (Avvenire). Carmelo Caruso, “Letta non ha ancora la coalizione e mezzo Pd detesta Calenda” (Foglio). Maria Teresa Meli, “Con Calenda la trattativa più difficile” (Corriere della sera). Alessandra Arachi, “Letta: non ci sono veti su Renzi” (Corriere). Stefano Baldolini, “Orlando esorta Letta: bisogna recuperare i valori degli albori della sinistra” (Repubblica). Marianna Rizzini, “I consiglieri del principe /1: Enrico Letta” (Foglio). FDI: Marcello Sorgi, “Gli alleati spiazzati dal ciclone FdI” (La Stampa). Bill Emmot, “Il problema di Giorgia non è il fascismo ma la politica economia anti-europea” (La Stampa). CINQUE STELLE: Giuseppe Conte, “Non è un diktat il tetto dei due mandati” (intervista al Corriere). Simone Canettieri, “Conte rossoverde” (Foglio). SINISTRA: Alfonso Gianni, “Un cartello elettorale contro la destra per salvare la Costituzione ma anche contro la guerra” (Manifesto). Nicola Fratoianni, “Altro che agende Draghi. Su ambiente e sociale servono scelte radicali” (intervista a La Notizia).
———————————————