in giro nella rete con la lampada di aladin…

aladin-lampada-di-aladinews312I programmi elettorali sull’istruzione e formazione

La Nuova Sardegna, LUNEDÌ, 03 FEBBRAIO 2014
Pianeta istruzione, Sos per la svolta.
Il leader dei precari: «Impegni sulla nuova legge per la didattica, rivoluzione digitale, legami più stretti scuola-atenei»

di Pier Giorgio Pinna
SASSARI Non ha mai avuto peli sulla lingua e oggi non fatica a parlare chiaro: «Il primo punto che un candidato governatore deve avere presente per il pianeta istruzione? Senz’altro il varo immediato della legge sulla scuola, progetto che funzionerà solo con l’apporto d’idee di tutti gli addetti ai lavori». Ma secondo Fabio Madau, uno dei leader storici della protesta dei professori precari, ci sono anche tante altre riforme da approvare al più presto. E lui, diventato docente di ruolo dopo 14 anni da pendolare in attesa di cattedra stabile, sa davvero quanto sia importante il fattore-tempo. Perché il nuovo governatore dovrebbe considerare prioritaria questa normativa di riordino e riassetto? «È semplice: quella legge è stata a lungo promessa, eppure mai predisposta. Occorre un’offerta didattica complessiva, adatta alla realtà dell’isola. Capace di garantire ai nostri ragazzi un’”uscita” certificata e spendibile per il lavoro». Altre difficoltà da superare tempestivamente? «La dispersione scolastica. Non è possibile tollerare tassi d’abbandono degli studi come quelli dell’isola». Già, però: che cosa fare in concreto? «Per esempio studiare meglio i flussi urbanizzazione-spopolamento. Migliorare l’edilizia scolastica in modo da garantire a tutti sicurezza e serenità. Ancora: accogliere le famiglie straniere che chiedono asilo e valutare come possano aiutarci a ripopolare centri sempre più abbandonati». Quali misure sarebbero necessarie per le elementari? «Il recupero di risorse sicure da destinare agli enti locali per rendere affidabili gli impianti interni delle diverse sedi. Le scuole, poi, vanno aperte, soprattutto al mondo dei deboli e dei disagiati: contribuirebbero a dare un’opportunità a chi crede in una società migliore». Per le medie quali interventi? «Attraverso nuove norme c’è bisogno di un collegamento con le superiori: oggi i ragazzi non hanno alcun tipo di orientamento su ciò che li attende dopo quei tre anni. E le classi non dovrebbero mai superare i 20 alunni, da ridurre a 17-18 nel caso ci sia qualche handicappato da assistere». E per le superiori? «I recenti crolli all’Azuni di Sassari e al Dettori di Cagliari confermano il degrado nel quale si trova più del 50% degli istituti. Si dovrebbe ripartire da lì, con tempi certi nell’esecuzione dei lavori. I politici non possono continuare a riempirsi la bocca di scuola e università non facendo seguire provvedimenti effettivi». Più in generale, che cosa si dovrebbe fare di più per la formazione giovanile? «Una vera rivoluzione digitale. Non basta annunciare che in qualche aula ci sono le lavagne elettroniche o che alcuni prof possono contare sul registro informatizzato quando ci sono paesi dove non c’è l’Adsl, ossia l’accesso a internet attraverso le reti telefoniche». Che cosa potrebbe fare il governatore eletto dopo il 16 febbraio per dare una mano all’università sarda? «L’accademia nell’isola ha purtroppo una scarsa attrativa. Migliaia di studenti sardi scelgono d’iscriversi in atenei sulla penisola o all’estero. La Regione può operare per rendere più stretto il collegamento fra le scuole e le due università nell’ottica di un’unica filiera dell’istruzione che ampli l’offerta e renda i corsi più rispondenti alle moderne esigenze dei ragazzi di oggi». Al lato pratico: come? «La nuova giunta regionale ha il dovere di creare le condizioni per dare vita a un Laboratorio Sardegna dove tutti i livelli d’istruzione siano raccordati in maniera organica. Basta con i campanilismi tra Sassari e Cagliari… Anche attraverso i Master & Back e altre formule di collaborazione aziende-studio-ricerca, è indipensabile uno sforzo per rilanciare l’università nel suo complesso». Come modificare il “dimensionamento” scolastico evitando che i 44 istituti ora a rischio possano mantenere la loro autonomia? «Con il rifiuto di sottostare in maniera acritica ai tagli lineari imposti dal ministero e accettati con più realismo del re dalla sovrintendenza regionale. Una moderna impostazione delle cose dovrebbe rovesciare il discorso partendo dalle singole realtà dei diversi territori». Quali interventi sarebbero necessari per arginare il precariato? «Questa è una piaga che conosco bene. Interessa tanto la scuola quanto l’università. Non avere la possibilità di programmare la propria vita significa evitare che ogni singolo investa nel sociale. Ma equivale anche a essere schiavi di Stato, sfruttati e umiliati». Come reagire, allora? «Il nuovo governatore deve alzare la testa. Imporre la nostra autonomia speciale. Battersi davvero, e sino in fondo, per ridare qualità al nostro insegnamento valorizzando tutte le professionalità e le risorse che da anni attendono certezze»
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DEVIAS

1 la limba come lingua ufficiale FAR APPLICARE LE LEGGI PERCHÈ IL SARDO SIA USATO IN OGNI ENTE E UFFICIO PUBBLICO. CORSI GRATUITI PER IL PERFEZIONAMENTO DEI DOCENTI 2 ISTITUZIONE DI DUE CORSI DI LAUREA MAGISTRALE PER LA FORMAZIONE DEI FUTURI MAESTRI E PROF DI SARDO. GRADUATORIA INSEGNAMENTO BILINGUE E CONOSCENZA OBBLIGATORIA DELLA LIMBA. ESAME SULLA CONOSCENZA DEL SARDO NEI PIANI DI TUTTI I CORSI DI LAUREA 3 COMPETENZA LEGISLATIVA E GESTIONE DELLA CULTURA SUE ASSUNZIONI DA PARTE DELLA REGIONE IN MATERIA DI ORDINAMENTO SCOLASTICO E UNIVERSITARIO 4 UN PROVVEDITORATO AUTONOMO ISTITUZIONE DI UNA DIREZIONE SCOLASTICA SARDA DIPENDENTE DALL’ASSESSORATO REGIONALE ALLA PUBBLICA ISTRUZIONE 5 ENTE PER LA RICERCA SCIENTIFICA RAPPRESENTERÀ IN MODO PARITARIO LE DUE UNIVERSITÀ E LA REGIONE COL COMPITO DI STABILIRE I CAMPI DI STUDIO PRIORITARI PER LO SVILUPPO ECONOMICO E CULTURALE
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MURGIA

1 LA RICONQUISTA DELL’AUTONOMIA È UNO DEGLI OBIETTIVI PRIORITARI, CON RETI TRA SCUOLE E CONFERENZE TERRITORIALI CONVOLGENTI 2 LE MISURE DI RAFFORZAMENTO ARGINARE LA CHIUSURA DI SCUOLE NEL CASO IN CUI QUESTA COMPORTI LA PERDITA DI UN PRESIDIO CULTURALE E SOCIALE E POTENZIARE IL SOSTEGNO FINANZIARIO ALLE UNIVERSITÀ SARDE CON UNA VERIFICA PUNTUALE DELLE MODALITÀ DI SPESA E DEI RISULTATI 3 BORSE DI STUDIO E ALTRI STRUMENTI RISERVATI ALLE ECCELLENZE E SUPPORTO PER STUDENTI A RISCHIO DI ABBANDONO, ISTITUZIONE DI SPORTELLI DI ORIENTAMENTO A PERCORSI FORMATIVI E ASSISTENZA 4 LE SEDI TERRITORIALI DEI DUE ATENEI SARDI RIORGANIZZARLE PER MIGLIORARNE L’EFFICACIA E L’EFFICIENZA, NELL’OTTICA DELLA RIDUZIONE DELLA DISPERSIONE DI RISORSE 5 CONTRO LA DISPERSIONE E IL DISAGIO GIOVANILE SI RIDUCONO PREVEDENDO SIN DALL’INFANZIA SPAZI FISICI E TEMPI ADEGUATI DI SOCIALIZZAZIONE E APPRENDIMENTO MIRATO
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PIGLIARU

1 INVESTIMENTO SULLE PERSONE UN’ISOLA PIU’ ISTRUITA, EQUA E INNOVATIVA CON UN’AMPIA PARTECIPAZIONE AL MERCATO DEL LAVORO 2 ECCELLENZA E QUALITà IN SARDEGNA 1 RAGAZZO SU 4 NON COMPLETA LA SCUOLA DELL’OBBLIGO, 5 SU 6 NON RAGGIUNGONO LA LAUREA. DOBBIAMO TORNARE A ESSERE COMPETITIVI IN EUROPA 3 RICOMINCIARE DAI NOSTRI BENI IL PATRIMONIO PAESAGGISTICO, AMBIENTALE, ARCHEOLOGICO VA CONSIDERATO LA MATERIA PRIMA DI UNA ECONOMIA DELLA CONOSCENZA BASATA SULLA QUALITÀ E SULLA RICERCA DELL’ECCELLENZA 4 L’INIZIO DEL DOMANI DARE AI TEMI DELL’ISTRUZIONE INCLUSIVA E DI ALTA QUALITÀ L’IMPORTANZA CHE NON HA MAI AVUTO 5 UN’ATTENZIONE SEMPRE PIù ELEVATA LE CONDIZIONI ECONOMICHE MONDIALI E IL MERCATO IN CUI ANCHE L’ISOLA SI TROVA RICHIEDONO UN IMPEGNO CRESCENTE NELLE POLITICHE PER L’ISTRUZIONE
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PILI

1 La spina dorsale dello sviluppo UNIVERSITA’, SCUOLA E CULTURA: APRIREMO GLI ATENEI FACENDOLI DIVENTARE LA SPINA DORSALE DELLA RICERCA E DELLA CRESCITA. PUNTEREMO AD UN’AZIONE FORMATIVA CHE RIPORTI DALLE GRANDI CITTÀ SINO AI PICCOLI PAESI LA RINASCITA CULTURALE SARDA, ATTIVANDO IN OGNI REALTÀ AGENZIE-LABORATORI 2 PROMOZIONE DEL SARDO RIVITALIZZARE LA LINGUA E LA CULTURA SARDA NELLA SCUOLA PRIMARIA (CON CORSI AD HOC) E ALLO STESSO TEMPO AVVIARE UNA CAMPAGNA DI INTERNAZIONALIZZAZIONE 3 LA REGIONE DEI GIOVANI COINVOLGERE IL MONDO STUDENTESCO CON UN FORUM PERMANENTE 4 IL SUPERAMENTO DELLA SOLA DIDATTICA LA SCUOLA DEVE PROIETTARSI IN UNA DIMENSIONE DI SVILUPPO DELLA SOCIALITA’ CANCELLANDO LE DISTANZE CON LAVORO E POLITICA 5 RECUPERO DELLA COMPETITIVITà AFFIANCHEREMO A SCUOLE E UNIVERSITA’ IL MONDO DELLA ECONOMIA
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CAPPELLACCI

1 IL FUTURO DELLE TRADIZIONI VALORIZZARE CULTURA E IDENTITÀ CON INCISIVE MISURE D’INSEGNAMENTO E DIFFUSIONE DELLA LINGUA 2 INNOVAZIONE E RICERCA ASSICURARE CONTINUITÀ ALLE MISURE PER LA RICERCA UNIVERSITARIA. ORIENTARE I CENTRI VERSO LA RISOLUZIONE DEI PROBLEMI DELLE IMPRESE. FAVORIRE UN “ECOSISTEMA DELL’INNOVAZIONE” 3 COMPLETAMENTO DELLA SCUOLA DIGITALE POTENZIARE QUESTO PROGRAMMA INNOVATIVO, PROMUOVERE ATTITUDINI VERSO CONOSCENZA, CREATIVITÀ E IMPRENDITORIALITÀ. INCENTIVARE CHI OTTIENE I RISULTATI MIGLIORI ALLE PROVE INVALSI. FAVORIRE POLI UNIVERSITARI DI QUALITÀ 4 OPPORTUNITà IN VISTA DI UN LAVORO UN FONDO DI ROTAZIONE PER FINANZIARE I GIOVANI CHE SEGUONO PERCORSI DI ALTA FORMAZIONE FINALIZZATI ALL’INSERIMENTO LAVORATIVO 5 ALTRI INTERVENTI CULTURALI POTENZIAMENTO E MIGLIORAMENTO DEL MASTER AND BACK E APERTURA DI “CANTIERI CULTURALI” PER I GIOVANI

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