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Nucleare: un dibattito mal (ripro)posto che ci riporta indietro. Ma oltre alla Fissione esiste la Fusione: di questa dobbiamo parlare.

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di Vanni Tola
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Dibattito sul nucleare? No grazie. Non caschiamo nella trappola, l’argomento non è all’ordine del giorno. Per lo meno nei termini nei quali la questione è proposta.
Il dibattito sul nucleare che sembra accendere l’attenzione delle forze politiche e della popolazione è un dibattito virtuale, fasullo, figlio di una fake news abilmente manipolata per scopi elettorali. Tutto nasce dalla notizia fasulla e infondata che il ministro della transizione ecologica Cingolani avrebbe manifestato interesse per il nucleare. Il ministro ha spiegato più volte e con tutti i mezzi di non aver mai manifestato alcun proposito di un ritorno alla produzione di energia con la tecnologia nucleare.
Mentre esponeva i propri programmi sulla transizione energetica il ministro ha semplicemente indicato, elencando gli studi in corso, la possibilità che da tali ricerche potessero emergere nuove tecnologie utili e convenienti per la produzione pulita di energia affermando, mi pare legittimamente, che, ove ciò fosse accaduto, se ne sarebbe dovuto tenere conto in un futuro neppure tanto immediato. Questo è bastato per scatenare un acceso e violento dibattito oltre che tra i cittadini sempre pronti a partecipare a nuove battaglie, anche tra i partiti e perfino le associazioni per l’ambiente che, da qualche tempo non vanno oltre le vecchie analisi che ruotavano intorno allo slogan “No al nucleare” e “Nucleare? No grazie”. [segue]

Energia per la Sardegna. Verrà il tempo delle scelte? È questo!

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sedia-van-gogh4La sedia
di Vanni Tola
Sardegna: energia elettrica soltanto da rinnovabili e con l’impiego di batterie di accumulo, accantonata o almeno ridimensionata l’ipotesi metanizzazione.
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Con due interviste in contemporanea sul quotidiano La Nuova Sardegna, il governo Draghi presenta il progetto definitivo per la trasformazione del sistema energetico sardo. Parla il ministro della Transizione ecologica Cingolani e il presidente dell’Enel Starace che, congiuntamente, illustrano il piano particolareggiato della cosiddetta rivoluzione energetica per realizzare la decarbonizzazione della produzione di energia elettrica e la sua sostituzione con un uso massiccio dell’elettrico prodotto da energia rinnovabile, in particolare solare ed eolico, e con l’impiego di grandi accumulatori di energia. Entrambi gli intervistati precisano con determinazione che quella illustrata non è un’ipotesi di lavoro o la proposta di un piano da discutere e integrare bensì il piano definitivo presentato dall’Italia all’Unione Europea in sintonia con gli accordi prestabiliti. [segue]

Scelte energetiche per la Sardegna. Che succede?

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Che accade nel mondo delle energie rinnovabili? Il ruolo di Terna e le scelte del PNRR.
Nei giorni scorsi, un sindacalista Cgil, con un’intervista a la “La Nuova Sardegna”, ha chiesto al Presidente Solinas di intervenire direttamente sulla partita energetica, pretendendo chiarezza, e invitandolo a sollecitare il Governo Draghi affinché sciolga (a favore della dorsale) i dubbi ancora presenti sull’infrastrutturazione del metano e per impedire che il Tyrrhenian Link produca danni alla Sardegna a vantaggio di altri? Che sta accadendo? Vediamo di comprendere meglio alcuni aspetti della questione energetica isolana che, come vedremo, sono anche parte di un più vasto programma di rilancio del piano energetico nazionale. E’ in atto un confronto a distanza tra due colossi della produzione e del trasporto di energia, la società Snam e la società Terna. Del progetto Snam per la rete di distribuzione del metano (dorsale sarda) abbiamo scritto in precedenti articoli ai quali rimandiamo.
I programmi di Terna
Terna – Rete Elettrica Nazionale è il primo operatore di rete indipendente d’Europa e tra i principali al mondo per chilometri di linee gestite. Attraverso Terna Rete Italia, gestisce la Rete di Trasmissione Nazionale con 74669 km di linee elettriche in alta tensione. In Sardegna Terna persegue l’obiettivo di migliorare la rete di infrastrutture in vista della decarbonizzazione del sistema energetico italiano con un intervento finanziario certamente significativo. Il piano industriale 2021-2025 prevede, infatti, un investimento societario di un miliardo, più dell’11% dell’intera somma destinata all’intero territorio nazionale (8,9 miliardi).
Nella provincia di Sassari la società di infrastrutture elettriche ha investito 65 milioni di euro nella linea Santa Teresa-Tempio-Buddusò che consentirà di ammodernare la rete dell’isola in funzione dell’atteso sviluppo delle fonti rinnovabili, in particolare dell’eolico e del fotovoltaico migliorando la trasmissione elettrica nell’area orientale della regione, che è penalizzata dalla ridotta infrastrutturazione e dall’elevata richiesta di elettricità da parte del settore turistico, nei mesi estivi. Inizialmente l’intervento mirerà a garantire una maggiore efficienza del servizio di trasmissione dell’energia e favorire una maggiore continuità di immissione in rete dell’energia prodotta dagli impianti idroelettrici presenti nell’area. Gli sviluppi futuri invece trasformeranno questa iniziativa in un’opera considerata “strategica” anche per il sistema elettrico italiano in quanto “consentirà di ammodernare la rete dell’isola in funzione dell’atteso sviluppo delle fonti rinnovabili, in particolare eolico e fotovoltaico”.
Alcuni ragguagli tecnici.
Il nuovo elettrodotto a 150 kilovolt (kV) si snoda per circa novanta chilometri, in parte con cavo interrato, che passa attraverso otto Comuni nella Sardegna settentrionale. Nasce dopo una serie di confronti tra Terna e le amministrazioni locali e, come dichiara Terna, è “finalizzato alla condivisione degli interventi in ottica di sostenibilità”. Prevede la realizzazione di due stazioni elettriche, una a Tempio e una a Buddusò, che “permetteranno di collegare direttamente i tre snodi principali della rete elettrica locale, creando una nuova direttrice che garantirà più resilienza, sostenibilità, efficienza e affidabilità per la trasmissione elettrica regionale“. Questo progetto si aggiunge ai due progetti che già vedevano protagonista l’Isola: il Sa.Co.I 3, che mira all’interconnessione tra Sardegna, Corsica e penisola italiana, e il Tyrrhenian Link, un elettrodo sottomarino da 3,7 miliardi che unirà Sardegna, Sicilia e Campania.
L’interconnessione Sardegna, Corsica, Italia e la nascita dell’hub energetico nell’isola.
Un’altra grande opera prevista da Terna si chiama Tyrrhenian Link, l’opera che preoccupava il sindacalista della CGIL di cui si parlava in apertura dell’articolo. “Con l’interconnessione tra Sardegna, Corsica e penisola italiana (Sa.Co.I 3) e il Tyrrhenian Link, il nuovo elettrodotto sottomarino da 3,7 miliardi di euro che unirà la Sardegna con la Sicilia e quest’ultima con la Campania, la Sardegna si vedrà assegnare un ruolo strategico a livello internazionale: sia in ottica di phase-out (eliminazione graduale ndr) delle centrali a combustibili fossili e quindi per la decarbonizzazione del sistema energetico italiano grazie allo sviluppo delle fonti rinnovabili, “sia come hub elettrico dell’Europa e dell’area del Mediterraneo per l’integrazione dei mercati”. I documenti concernenti l’iter legislativo e il progetto sono consultabili al ministero della Transizione ecologica e nei comuni interessati. Il progetto, che prende il nome di Driving Energy, fa capo al gruppo presieduto da Valentina Bosetti, che gestisce la rete elettrica nazionale di trasmissione. Un piano centrato sull’Italia ma con uno sguardo rivolto al suo sviluppo come hub del Mediterraneo, attraverso il potenziamento delle interconnessioni con l’Africa da un lato e l’Europa dall’altro. L’obiettivo finale è quello di consegnare alle prossime generazioni un sistema elettrico sempre più affidabile, efficiente e decarbonizzato”, che mette al centro la sostenibilità.
Un mega investimento di Terna, il Driving Energy
Assi portanti del progetto sono: la sicurezza della rete, l’abilitazione delle fonti di energia rinnovabili, il raggiungimento degli obiettivi del Green New Deal europeo e del Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima (PNIEC) e la creazione di valore economico e occupazionale. Per arrivare a questo, sono previsti investimenti da record, mai realizzati prima: 9,2 miliardi complessivi, di cui 8,9 miliardi (+22% rispetto al precedente piano) per lo sviluppo delle infrastrutture in Italia di cui 1,4 miliardi già nel 2021. Sull’estero Terna investirà 300 milioni in nuovi progetti, soprattutto in Sud America.
Lo sviluppo della grande rete
Sulle attività avviate in Italia, l’impegno di Terna dei prossimi cinque anni sarà indirizzato verso lo sviluppo, l’ammodernare e il rafforzamento della rete di trasmissione e la messa in sicurezza del sistema, in vista dei 30 GW aggiuntivi di potenza rinnovabile previsti al 2030, per centrare gli obiettivi green fissati dal governo. I benefici attesi saranno molto superiori rispetto al costo dell’investimento. Recenti studi stabiliscono che ogni miliardo di investimenti in infrastrutture ne genera tra due e tre in termini di PIL e circa mille nuovi posti di lavoro. Degli 8,9 miliardi che saranno investiti complessivamente, ne saranno spesi 5,4 per incrementare la capacità di trasporto superando le congestioni ora presenti in alcune aree di mercato, facilitare il transito Nord-Sud (e viceversa) e aumentare le interconnessioni con l’estero.
I progetti attualmente inseriti nel perimetro del Piano sono:
– il Tyrrhenian Link – l’interconnessione tra Campania, Sicilia e Sardegna che contribuirà alla decarbonizzazione della Sardegna, integrando appunto diverse zone di mercato con importanti benefici in termini di efficienza;
– l’elettrodotto che unirà la zona di Colunga (provincia di Bologna) a quella di Calenzano (provincia di Firenze), assicurando così un notevole aumento della capacità di scambio fra Centro-Sud e Centro-Nord;
– l’elettrodotto che collegherà le due sponde della Sicilia da Chiaramonte Gulfi (provincia di Ragusa) a Ciminna (provincia di Palermo) migliorando la qualità e la continuità della fornitura elettrica nella Regione;
– il SA.CO.I.3, con il rafforzamento del collegamento tra Sardegna, Corsica e Penisola Italiana.

Si prevede che il SA.CO.I3 entrerà in esercizio entro il 2025, mentre già nel 2021 dovrebbe essere operativa l’interconnessione Italia – Francia. “Nella prima parte del prossimo anno – ha dichiarato l’amministratore delegato di Terna, Donnarumma – auspichiamo anche il via libera al progetto di collegamento con la Tunisia, che creerà un corridoio tra l’Africa e l’Europa, i cui lavori dovrebbero completarsi entro il 2027, ma forse anche prima” con la naturale intermittenza delle fonti rinnovabili. Quanto all’estero, Terna è oggi attiva in alcuni Paesi dell’America Latina, dove punta a mantenere la sua presenza: oltre ai progetti in essere in Brasile, Perù e Uruguay, il piano 2021-2025 prevede di cogliere nuove opportunità, con investimenti fino a 300 milioni di euro.
Innovazione e digitalizzazione.
Nuove tecnologie e digitalizzazione richiederanno uno sforzo consistente e acquisiranno sempre maggiore importanza, perché ormai questi elementi sono imprescindibili per abilitare la transizione energetica a beneficio di tutto il sistema energetico. Terna dedicherà circa 900 milioni di euro, degli 8,9 complessivi, alla digitalizzazione e all’innovazione, proseguendo nelle attività di controllo da remoto delle stazioni elettriche e delle principali infrastrutture attraverso l’installazione di sistemi di sensoristica, monitoraggio e diagnostica, anche di tipo predittivo, a beneficio della sicurezza della rete e del territorio.
Sostenibilità e tutela del territorio al centro del piano.
Per quanto concerne la sostenibilità, la presidente Bosetti (gestione rete elettrica nazionale) ha ricordatoche “gli investimenti sono disegnati per rispondere a uno scopo di lungo periodo che è quello della decarbonizzazione”. Il 95% degli impieghi di Terna sono per loro natura sostenibili. A tutela dell’ambiente Terna si impegna a minimizzare l’impatto visivo e paesaggistico delle infrastrutture elettriche, anche rimuovendo, nell’arco temporale del Piano, circa 500 chilometri di linee rese obsolete dai nuovi investimenti di sviluppo della rete.
Energia per il futuro. Eccellenza Italia, tecnologia e soluzioni hi-tech. In Sardegna rete elettrica all’avanguardia nel mondo.
Molti non sanno che la Sardegna è già oggi leader per know how e soluzioni di ingegneria: sistemi di accumulo, compensatori sincroni, cavi sottomarini da record e il polo innovativo del Sulcis, Hi-tech e innovazione. L’isola si conferma un importante esempio virtuoso in Italia e nel mondo per la tecnologia e le avanzate soluzioni tecniche e ingegneristiche utilizzate da Terna negli interventi di sviluppo e ammodernamento della rete elettrica. Grazie a una serie di impianti e strumentazioni d’avanguardia, in alcuni casi unici a livello internazionale, la Sardegna è quindi diventata un laboratorio delle high performance tecnologies per le ‘smart grid’, una rete intelligente capace di integrare e bilanciare in sicurezza la produzione crescente di energia da fonti rinnovabili.
Una superficie di oltre 250 mila metri quadrati ospita il polo multi tecnologico di Codrongianos (in provincia di Sassari), un impianto di rilevanza mondiale, il più grande della Sardegna. E’ qui che Terna ha realizzato lo Storage Lab per la sperimentazione dei sistemi di accumulo dell’energia, i compensatori sincroni per stabilizzare la rete elettrica e il terminale sardo del Sa.co.i., lo storico collegamento ad alta tensione in corrente continua (HVDC) su cui transita l’elettricità scambiata con la penisola italiana e con la Corsica.
Quella dell’accumulo di energia è una tecnologia in cui l’Italia è all’avanguardia nel mondo. In particolare, il progetto Storage Lab rappresenta il più grande sito multi tecnologico di batterie d’Europa, e il primo progetto di storage a supporto e protezione delle reti elettriche, che rende Codrongianos il polo elettrico con il maggior numero di tecnologie al mondo. Nella medesima area geografica sorge anche la stazione terminale del moderno elettrodotto in alta tensione in corrente continua, SA.PE.I. che collega direttamente la Sardegna con la penisola italiana grazie a un impianto sottomarino avanzatissimo.
I sistemi di accumulo di energia fondamentali per l’impiego delle rinnovabili.
Nel Sulcis è attivo un laboratorio a cielo aperto per testare le caratteristiche di funzionamento degli isolatori di corrente elettrica. Si chiama Lanpris ed è un campo prove sperimentale che Terna ha realizzato all’interno della stazione elettrica del Sulcis: è uno dei pochi impianti al mondo di questo genere per lo studio degli isolatori e servirà a individuare soluzioni tecnologiche innovative per migliorare la sicurezza sia degli elettrodotti che delle stazioni elettriche.
Terna da anni ha ritenuto necessaria la realizzazione di sistemi di accumulo a batterie, soprattutto al Sud e nelle isole maggiori, per stabilizzare ed equilibrare l’intermittenza tipica delle fonti rinnovabili, che in Sardegna coprono oltre il 40% del consumo energetico.
Le principali soluzioni tecnologiche di accumulo disponibili, richiedono un’adeguata sperimentazione prima di essere giudicate idonee. La sperimentazione dei sistemi di accumulo dello Storage Lab ha l’obiettivo di individuare il giusto mix di tecnologie in grado di ottimizzare il rapporto costi/benefici nonché le caratteristiche di ognuna delle tecnologie come ad esempio vita utile, tempi realizzativi, efficienza, prestazioni, oltre alle possibili soluzioni ‘smart grid’ associabili a ciascuna tecnologia.
Terna possiede il più grande know-how in materia di grid scale energy storage a livello mondiale con circa dodici tecnologie sperimentate, . A Codrongianos, ne stanno sperimentando sette, la società ha già completato l’installazione e la messa in esercizio dei primi 7,4 MW di sistemi di accumulo e altri 0,4 MW di capacità sono in costruzione, come previsto dalla società nel Piano di Difesa della rete elettrica.
Compensatori sincroni, più sicurezza e risparmi per il sistema elettrico.
La Sardegna ha anche il primato di ospitare i primi due compensatori sincroni di Terna specificamente studiati per una migliore gestione delle fonti rinnovabili. Il sito di Codrongianos è stato scelto per la sua posizione strategica rispetto all’obiettivo di regolazione e stabilizzazione della rete sarda che queste complesse apparecchiature sono chiamate a svolgere. Si tratta di macchine di grandi dimensioni, da 320 tonnellate ciascuna, prodotte da Ansaldo Energia collegate alla rete che consentono di migliorare la stabilità e la sicurezza della rete elettrica nella regione.
Come nel resto dell’Italia, anche in Sardegna lo sviluppo delle fonti rinnovabili – che per loro natura sono intermittenti, e quindi non programmabili, e creano sbalzi di tensione – sta interessando in modo sempre più significativo la rete elettrica locale: questo può comportare, soprattutto in reti poco interconnesse tra loro o poco estese (ed è il caso della Sardegna) difficoltà nella loro gestione e nella regolazione della tensione. I compensatori rappresentano così una valida soluzione per ovviare a queste problematiche garantendo maggiore capacità di regolazione e migliore flessibilità di esercizio, e quindi aumentare la funzionalità della rete, evitando sbalzi di tensione e assicurando minori perdite di energia e situazioni critiche.
Alcune considerazioni finali
La Sardegna svolge attualmente e continuerà a svolgere un ruolo importante nella rivoluzione energetica in atto. Concorrono naturalmente diversi fattori, la posizione geografica al centro del Mediterraneo, le condizioni climatiche con grande disponibilità di fonti energetiche rinnovabili (solare ed eolico in particolare). C’è una grande disponibilità di progetti e una mole notevole di finanziamenti disponibili per realizzarli. Alcuni fattori potenzialmente limitanti sono rappresentati da una insufficiente attenzione della classe politica regionale, sostanzialmente poco presente nel governare dei processi in atto. Anche l’attenzione dell’opinione pubblica è poco evidente e molto influenzata dalla diffusione di opinioni molto critiche soprattutto quando si parla di produzione di energia, opinioni che risentono evidentemente di lacune comunicative. Alcuni esempi sui quali approfondiremo l’analisi con successivi interventi.
Si contrappongono strumenti di intervento molto efficaci quali la costituzione delle Comunità Energetiche con i processi di produzione di energia elettrica da utilizzare e diffondere nei mercati. Pare un’ipotesi strategica poco razionale. L’autosufficienza energetica dei nostri comuni (con Comunità Energetica) non è in contrasto con il fatto che la Sardegna possa produrre e distribuire energia elettrica al di fuori del perimetro isolano diventando un hub internazionale. Altro discorso è quello che riguarda la doverosa vigilanza e il contrasto contro le speculazioni malavitose condotte da organizzazioni affaristiche senza scrupoli nell’ambito della valorizzazione delle risorse energetiche alternative.
Analogamente appare contraddittoria la giusta critica all’eccessiva diffusione delle pale eoliche nel territorio alla quale si accompagna il rifiuto aprioristico dell’installazione di impianti eolici nel mare, sostenendo il luogo comune che imbruttirebbero le spiagge. E’ notorio che normalmente tali impianti sono installati a una distanza dalle coste che va dai venti ai quaranta chilometri, una distanza tale da renderli invisibili dalla terraferma. Taccio volutamente su alcune interpretazioni fantapolitiche degli investimenti in atto in ambito energetico fatte proprie da pseudo inchieste televisive che leggono quanto accade in termini di ulteriore “colonizzazione” del territorio da parte di “poteri finanziari occulti” che sarebbero portatori di fantasiosi disegni politici segreti per rubarci il vento e il sole di Sardegna.
(Vanni Tola)

PNRR in Sardegna. Per essere informati e preparati.

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sedia di VannitolaLa sedia di Vanni Tola.
Recovery Fund e transizione verso l’idrogeno verde. Problematica complessa che riguarda tutti.
Nei prossimi giorni sentiremo parlare di PNRR (Piano Nazionale Ripresa e Resilienza), decarbonizzazione dell’Isola, piano di metanizzazione, produzione di Idrogeno come fonte energetica alternativa ed ecologica. Perché se ne parlerà? Principalmente perché il 17 Maggio, il Ministro della Transizione Ecologica incontrerà in video conferenza le forze politiche regionali, i sindacati confederali, le organizzazioni di categoria e le forze sociali, per esaminare con loro le linee guida per la riforma del sistema energetico dell’Isola. Lo prevede il progetto PNRR predisposto dal Ministero. Saremo chiamati, in misura differente, a intervenire sull’argomento, a esprimere le nostre opinioni e scegliere tra diverse ipotesi di sviluppo energetico. Dobbiamo sapere che queste scelte saranno fondamentali per lo sviluppo della Sardegna. Proviamo quindi a capirci qualcosa di più. [segue]

Deposito nazionale dei rifiuti radioattivi. Una questione mal posta

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di Vanni Tola
Deposito nazionale dei rifiuti radioattivi. Una questione mal posta. I fatti in breve. La Sogin (Società pubblica responsabile del decommissioning degli impianti nucleari italiani e della gestione dei rifiuti radioattivi), ha pubblicato la “Carta nazionale delle aree potenzialmente idonee” ad ospitare il deposito dei rifiuti radioattivi prodotti nel nostro Paese. Nell’elenco sono indicate sette regioni (compresa la Sardegna) e 67 comuni, 14 dei quali distribuiti tra l’Oristanese e il medio Campidano. La “Carta nazionale delle aree potenzialmente idonee”, ufficializzata in questi giorni è solo il frutto di un lungo lavoro di studio – esclusivamente tecnico – basato su criteri geologici e logistici che hanno scremato le aree ritenute utilizzabili, fino ad arrivare alle 62 indicate nel documento finale. [segue]

Sarà un Natale diverso, ma pur sempre Natale

sedia di VannitolaCarissimi amici, mi permetto di suggerire una attenta lettura dell’intervista del virologo prof Pregliasco sul giornale “La Nuova Sardegna”. L’argomento, in estrema sintesi, é come desideriamo vivere il Natale o meglio quali condizioni di vita pensiamo di poterci permettere in condizione di pandemia, con gli ospedali stracolmi e una infinita sequela di morti quotidiana. E’ ovvio e scontato che ciascuno di noi avrebbe piacere di riconquistare, durante le feste di fine anno, una maggiore libertà di movimento, un ritorno alle tradizioni del passato. Purtroppo tutto ciò non sarà possibile realizzarlo se si avrà l’onesta intellettuale e l’intelligenza per comprendere che non possiamo permetterci, almeno per ora, comportamenti e condizioni di vita che potrebbero mettere a rischio la vita degli altri e la nostra. [segue]

Oggi domenica 22 novembre 2020

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————–Opinioni, Commenti e Riflessioni, Appuntamenti——-
Carbonia. Agitazioni e scioperi durante gli ultimi mesi del 1945
22 Novembre 2020
Gianna Lai su Democraziaoggi.
Oggi è domenica e riparliamo della storia di Carbonia, come dal 1° settembre 2019.
I lavoratori condividono le scelte e i programmi definiti dalle Commissioni interne, sostenedone in particolare i membri che, per il loro assiduo impegno, sarebbero sempre stati i più esposti alle offensive e ai ricatti della direzione. Primo fra tutti, impedire […]
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Per una volta che un politico dice il vero, tutti (o quasi) gli saltano addosso!
22 Novembre 2020 su Democraziaoggi.
Ma cosa ha mai detto Morra sulla situazione politica calabra che sia eccessiva? Niente. Tutto ciò che si dice sul tema, se è errato, lo è per difetto.
Dopo l’arresto del presidente del Consiglio viene alla luce una vicinanza di Forza Italia con le cosche, che certo attende un giudizio dei giudici, ma che sul piano […]
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Buone pratiche da imitare

Premi

cf9b3493-d5a4-4cd9-bb8d-253771937e91sedia-van-gogh4Premiazione del Concorso Letterario Nazionale “Paninabella – C’é sempre una chiave”. Un concorso dedicato alla sofferenza psichica dei giovani che ha visto la partecipazione di circa 190 autori di racconti sull’argomento. Tra i dieci premiati, selezionati dalla Giuria del premio, anche la nostra cara amica Linda Capitta. (la potrete ascoltare intorno al 50° minuto del video che, naturalmente, vi consigliamo di visionare integralmente). La direzione del Premio Letterario ha realizzato un libro con i testi dei finalisti che può essere richiesto on line. Il ricavato della vendita del libro sarà utilizzato per nuove iniziative per una migliore conoscenza del disagio psichico giovanile. (V.T.)

cf9b3493-d5a4-4cd9-bb8d-253771937e91Il libro può essere acquistato contattando l’associazione AntoPaninaBella [associazione.anto@paninabella.org – (www.paninabella.org], i fondi ricavati verranno utilizzati per la realizzazione di nuovi progetti, per continuare a parlare, raccontare, ascoltare quel dolore che troppo spesso viene dimenticato, troppo spesso rimane inascoltato.(L. C,)
il video della premiazione – https://youtu.be/crfYueWj9Ek

Cari sardi vi scrivo.

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di Vanni Tola
Ipotetica lettera del Presidente Solinas ai Sardi.
Cari corregionali, come ben sapete io di questioni epidemiologiche non capisco quasi nulla, fortuna che ho Nieddu, un bravo Assessore alla sanità, che ci pensa lui a organizzare tutto. Io l’11 agosto, prima di andare in ferie, ho emanato una ordinanza con la quale prorogavo fino al 7 settembre i balli nei locali notturni, le feste e le sagre quando il governo nazionale aveva già manifestato l’intenzione di limitarli drasticamente. Chi mi conosce sa che io sono per Autonomia quindi, come mi consiglia spesso Salvini, faccio l’autonomo fino in fondo. Mi sono però arrivati subito molti vostri messaggi in limba con i quali mi domandavate, con educazione e cortesia: “ ma ite cazzu sese fatende, mira chi su contagiu este aumentende”. Allora ho riflettuto e ho subito emesso una nuova ordinanza dove dispongo lo stop ai balli in discoteca anche in Sardegna, come indicato dal governo e la revoca della mia precedente ordinanza di pochi giorni fa (11 Agosto) con la quale disponevo esattamente il contrario di quanto dispongo ora. Lo stop riguarda non solo le discoteche e sale da ballo, ma anche i locali assimilati destinati all’intrattenimento, e gli eventi che ” si svolgono in lidi, stabilimenti balneari, spiagge attrezzate, spiagge libere, spazi comuni delle strutture ricettive o in altri luoghi aperti al pubblico”. Ho pure stabilito l’utilizzo obbligatorio della mascherina (per tutti tranne che per Salvini) recependo le norme nazionali. Da oggi, se non cambierò ancora idea, su tutto il territorio regionale è obbligatorio dalle 18 alle 6 l’uso di mascherine “anche all’aperto, negli spazi di pertinenza dei luoghi e locali aperti al pubblico nonché negli spazi pubblici – come piazze, slarghi, vie, lungomari e ovunque per le caratteristiche fisiche sia più agevole il formarsi di assembramenti anche di natura spontanea o occasionale”. [segue]

Bisogno di Umanesimo. Il messaggio del Papa a credenti e non credenti

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Due immagini forti, insieme a molte altre, ricorderanno per sempre questo momento drammatico per l’Umanità, la pandemia. Due immagini di forte impatto comunicativo che parlano molto più dei pur importanti commenti degli osservatori di avvenimenti che riempiono i canali mediatici dell’informazione. Due vicende particolari e inusuali che tutti hanno visto, credenti e non credenti, praticanti di una qualche fede e laici. Il Papa di Roma che esce dal Vaticano e si reca a piedi, in silenzioso pellegrinaggio, in una chiesa di Roma per pregare il Signore affinché aiuti gli uomini a superare questo gravissimo momento. Pochi giorni dopo, durante la Quaresima, in un periodo nel quale si svolgevano solitamente grandi cerimonie religiose, il Papa decide di pregare in una piazza San Pietro desolatamente vuota. Tutti gli osservatori, i cronisti, i titolisti della carta stampata e dei telegiornali hanno sostanzialmente titolato i loro articoli sottolineando la novità rappresentata dalla piazza San Pietro vuota. Comprensibile, ma proviamo a riflettere meglio. Veramente quel pellegrinaggio nelle strade di Roma e la preghiera in piazza San Pietro si sono svolte in luoghi vuoti? Vi è sembrata davvero vuota quella piazza cosi famosa per le numerose adunate di folla? Senza scomodare analisti dell’immagine e esperti in comunicazione mediatica direi che mai come in questa occasione un messaggio comunicativo così forte è arrivato efficacemente ai destinatari. Ai credenti e ai non credenti, a chi auspica pace e solidarietà a prescindere dal credo religioso e politico, a chi vuole esprimere solidarietà reale e concreta verso il prossimo.[segue]

Che succede? Che pensare? Che fare?

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Vanni Tola
su Lettori, pagina fb.
Un altro giorno a casa. Sono appena le sette del mattino, molti amici in chat, magari comunicano o attendono messaggi. Chissà quanti non hanno dormito per niente stanotte o hanno dormito poco e male, come accade a me da tempo, soprattutto queste settimane. Svegli fino all’una di notte per sentire in televisione le ultimissime sul virus. Molti recupereranno un po’ di sonno perduto al mattino, altri nel primo pomeriggio. Attesa frenetica del nuovo giorno. Con la luce e il sole si ha la sensazione di stare meglio. [segue]

Genitori brava gente!

scuolaUna vera riforma della Scuola non è mai stata realizzata, e sappiamo quanto sarebbe necessaria
sedia di Vannitoladi Vanni Tola.

Comprendo assai poco l’indignazione per l’atteggiamento sostanzialmente classista della scuola romana che sembra voler distinguere e selezionare gli alunni nei plessi con riferimento al ceto sociale di appartenenza. Ma dove avete vissuto finora? Pensavate che questi comportamenti nella scuola non esistessero più? Che la distribuzione degli alunni nei diversi corsi (leggi fra gli insegnanti considerati bravi e impegnati e gli altri) fossero finora regolati da criteri oggettivi e democratici e non di selezione basata su censo, area culturale di provenienza, desiderio di creare le classi dei bravi per far ben figurare la scuola in fase di valutazione del proprio operato? Se avete pensato cosi probabilmente avete saltato qualche passaggio. Fin dalla scuola primaria si verifica ogni anno una feroce lotta tra genitori per far accogliere i propri figli nelle classi e nei corsi ritenuti, a torto o con ragione, i migliori. C’è poi la lotta per scegliere “buone e giuste compagnie” ai propri pargoli e via dicendo fino alla vergognosa richiesta, talvolta esplicita e senza pudori, di non inserire il proprio figlio/a in classi con alunni disabili o problematici, con alunni stranieri, ecc. Naturalmente tali richieste, indirizzate ai dirigenti scolastici, sono precedute dalle solite frasi di circostanza: “non ho niente contro i disabili, non ho niente contro gli stranieri e le persone con pelle scura, neppure contro i bambini rom che vanno a scuola, però non vorrei che mio figlio subisse un “ritardo” di apprendimento durante lo studio”. In realtà l’unico ritardo è quello mentale dei genitori che non colgono l’importanza formativa di ambienti classe eterogenei e il valore altamente formativo del confronto con gli altri, con i “diversi”. E’ cosi da sempre e dappertutto, soprattutto da quando si sono affievolite le speranze generate dai grandi movimenti studenteschi di diversi decenni fa. Un serio e reale processo di riforma della scuola non è mai stato attuato e sappiamo tutti quanto ce ne sarebbe bisogno.

Che succede?

c3dem_banner_04IL PREMIER. LA SINISTRA. IL CENTRO. LA CLASSE DIRIGENTE. LA POVERTÀ. IL LAVORO
31 Dicembre 2019 by Forcesi | Su C3dem.
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Punta de billete. Save the date. Prendi nota. Arregordarì

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Dibattito

divano-rossoCiò che la sinistra non ha fatto
LA VERA NATURA DEL REDDITO DI CITTADINANZA

Il suo scopo non è di far sopravvivere una platea più o meno ristretta di persone che cercano e non trovano lavoro, ma di garantire il diritto all’esistenza di tutti, e la loro autodeterminazione, come prima responsabilità di uno Stato sociale, quando milioni di persone sono in povertà assoluta.
di Giuseppe Bronzini
(da “Volere la luna”)

Finalmente ha visto la luce il decreto legge istitutivo di un “reddito di cittadinanza” voluto dal Movimento 5Stelle come elemento “identitario” della sua partecipazione all’attuale governo.
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