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Oggi mercoledì 24 maggio 2017

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sedia di Vannitola“Oltre ogni muro”. Guardiamo con ottimismo della volontà alle buone pratiche: Milano e Villamassargia esemplari.
La sedia di Vanni Tola.

Cavalcata Sarda 2017

cavalcata-sarda2017-vannitola- Sassari 21 maggio 2017 Alcuni scatti di Vanni Tola.

“Oltre ogni muro”. Guardiamo con ottimismo della volontà alle buone pratiche: Milano e Villamassargia esemplari

aac-diffusa-vannitsedia di VannitolaLa sedia
di Vanni Tola
Superare la logica dei grandi centri di raccolta e smistamento dei migranti con la pratica dell’accoglienza diffusa. Grande manifestazione a Milano per l’accoglienza diffusa.
La straordinaria manifestazione di Milano, contro il razzismo e l’accoglienza dei migranti ha rappresentato, innanzitutto, una ferma risposta democratica, pacifica e di massa alle provocazioni delle destre e di coloro che cavalcano la questione del respingimento dei migranti esclusivamente per scopi elettorali. Che poi tutto ciò sia avvenuto nella città di Milano, nel fulcro della propaganda leghista, non fa che accrescere il valore dell’iniziativa. Con lo slogan “Oltre ogni muro” oltre 100mila persone hanno dato gambe all’unica proposta alternativa per la questione dei migranti che comincia a farsi strada nell’opinione pubblica e in una parte sempre più vasta di politici e amministratori nel paese. E’ necessario riuscire a coniugare una giusta accoglienza di migranti con l’esigenza di non creare impatti problematici e devastanti con le comunità accoglienti. La proposta che si va concretizzando è quella di rifiutare fermamente la costituzione di grandi centri di accoglienza dei profughi e di contrapporre a tale procedura quella della accoglienza diffusa nel territorio di piccoli gruppi per i quali le comunità ospitanti predisporranno adeguati progetti per l’inserimento e l’integrazione reale degli ospiti. Una risposta intelligente contro i razzismi, i seminatori di odio, di diffidenza e di paure che operano in direzione contraria a qualsiasi ipotesi di accoglienza e integrazione che la Storia e le vicende internazionali ci impongono. Alle centinaia di associazioni di volontariato che curano la prima accoglienza dei migranti e dei richiedenti asili si affiancano gruppi di cittadini, associazioni e amministrazioni villamassargiacomunali che sperimentano nel concreto buone pratiche di accoglienza diffusa. Mi limito a segnalare soltanto due esempi tra i tanti possibili. In Sardegna, il Comune di Villamassargia, aderendo ufficialmente al sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati si è candidato a entrare nella rete dei centri di seconda accoglienza destinata ai richiedenti asilo e ai titolari di protezione internazionale. Con il progetto “Tutti giù per terra” i cittadini di Villamassargia intendono operare per accogliere e integrare (con servizi e professionalità specifiche per tale compito) una ventina di minori non accompagnati in famiglie affidatarie residenti nel comune e nei centri limitrofi. L’amministrazione ha già realizzato l’anagrafe delle famiglie affidatarie (20 nuclei di accoglienza e 3 di supporto). “Tutti giù per terra” è un progetto triennale per il quale è stato richiesta un finanziamento di 936mila euro sulla base di una spesa giornaliera per minore pari a 128 euro. Un progetto seguito con interesse anche dall’Anci Sardegna e da numerosi altri comuni che intendono operare nella medesima direzione. Esiste già un “Fronte comune” di amministrazioni locali che ha manifestato una ferma opposizione alla realizzazione di grandi centri di raccolta dei profughi proponendo in alternativa la pratica dell’accoglienza diffusa per piccoli gruppi nei Comuni della Sardegna. Notizie altrettanto confortanti giungono dall’area metropolitana di Milano. Una parte del paese che i media continuano a dipingere schierata contro l’immigrazione e sostanzialmente intollerante anche in conseguenza della martellante propaganda di organizzazioni xenofobe e razziste, si rivela essere la fucina di un nuovo modello di accoglienza e integrazione diffusa che viene proposta al Paese e all’Europa come modello vincente per confrontarsi con una problematica, quella dei grandi flussi migratori che rappresenterà una costante nel futuro prossimo. Risale a pochi giorni fa la notizia che a Milano Prefettura, Città Metropolitana e Sindaci, hanno sottoscritto un accordo che ridefinisce i ruoli dello Stato e degli Enti locali nella gestione delle migrazioni. Una alleanza strategica tra Stato e Amministrazioni comunali dalla quale è scaturito un protocollo per l’accoglienza diffusa dei migranti richiedenti asilo che impegna Prefettura, Città metropolitana e Comuni delle zone omogenee dell’area di Milano. L’obiettivo principale è quello di coniugare l’accoglienza e l’integrazione con le esigenze di sicurezza delle comunità ospitanti. I sindaci dell’area interessata dall’accordo diventano «protagonisti di una nuova idea strategica di sicurezza nazionale» con la pratica dell’accoglienza diffusa che diventa «la chiave dell’integrazione» e sarà attuata garantendo la massima trasparenza degli atti pubblici. E’ opinione diffusa tra i promotori del protocollo che «Integrare mentre si accoglie permette di creare politiche di sicurezza per il presente e il futuro, perché chi è integrato difficilmente diventa un punto di rottura della società». Il ruolo degli attori dell’intesa è codificato fin nei minimi particolari. I sindaci si impegneranno a trovare insieme alle associazioni di settore gli immobili, a dialogare con la cittadinanza e a mobilitare il volontariato per quanto riguarda i percorsi di integrazione. La prefettura «farà da stazione appaltante e organizzerà un tavolo mensile di monitoraggio», operando affinché l’ampliamento dell’accoglienza sia una priorità da estendere nel territorio. Un importante passo avanti nella giusta direzione.
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Più lotti più inaugurazioni e poca strada: così si governa!

imagesedia di VannitolaLa sedia
di Vanni Tola
Il ministro delle infrastrutture Del Rio deve essere stato chiaro quando è stato invitato a venire in Sardegna per parlare di trasporti nell’Isola. “Vengo soltanto se mi fatte inaugurare qualcosa, altrimenti rinuncio”. Prontamente la Regione Sardegna si è attivata per esaudire i desideri dell’illustre visitatore. Il pensiero è andato subito alla strada Sassari-Olbia, da sempre in fase di realizzazione. Ottantaquattro chilometri divisi in otto lotti che, da tempo, la Regione ha fatto inaugurare dal politico di turno con l’escamotage di inaugurarla non tutta intera bensì per lotti. Lo stesso Ministro Del Rio aveva già inaugurato nel mese di giugno dello scorso anno ben quattro lotti, due vicino a Sassari e due vicino ad Olbia. In totale sono già stati inaugurati ben 24 Km sugli ottanta previsti a completamento dell’opera. Non avendo altri lotti pronti da fargli inaugurare, questa volta, hanno fatto inaugurare al Ministro soltanto una parte di un lotto, tre Km, portando cosi i Km della costruenda strada già inaugurati da 24 a 27. Restano ancora da inaugurare in un futuro che speriamo prossimo ben 53 Km. Per cosi pochi Km non è stato neppure necessario accompagnare il Ministro sul luogo dell’inaugurazione, gliela hanno fatta inaugurare per videoconferenza. In cambio, per ricambiare la cortesia, il Ministro con il Presidente della Regione, ha promesso di tutto. Il completamento della Sassari-Olbia entro il 2018, la manutenzione straordinaria della Carlo Felice da Oristano a Sassari, la conclusione dei lavori della Sassari-Alghero, un robusto finanziamento per il rilancio della vetusta rete ferroviaria. Insomma aspettatevi per i prossimi decenni tante altre inaugurazioni.

Dov’è finita la ragione? La follia della guerra

siria
E’ indispensabile recuperare le ragioni della pace contro le pseudo ragioni della guerra. E’ fondamentale che torni a farsi sentire la voce del movimento pacifista mondiale in tutte le sedi e in tutte le occasioni per arrestare la barbarie dei conflitti, delle persecuzioni e dei massacri di individui inermi. Non basta più limitarsi a pensare la pace, occorre mobilitarsi per imporla, per farla diventare il tema principale nell’agenda dei rappresentanti politici. La guerra deve tornare ad essere, o essere finalmente, un tabù per i popoli del mondo.

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di Vanni Tola

Sgomento nel mondo per l’impiego di armi chimiche in Siria. Le Cancellerie di tutto il mondo si affrettano a dichiarare il proprio dolore per l’accaduto, ad esprimere solidarietà al popolo siriano, ad auspicare la pace per quell’area del pianeta. Da tempo Papa Francesco afferma che è ormai in corso la terza guerra mondiale, che i conflitti in atto aumentano e non fanno presagire niente di buono per l’Umanità. Il nostro desiderio di pace ci porta a pensare che non sia vero ma la realtà, sotto forma di strazianti immagini di bambini e di povera gente perseguitata, mortificata, annientata, ci riporta alla realtà. L’ipocrisia dei politici di tutto le nazioni è sempre più evidente. Tutti a piangere manifestando dolore e fingendo di non sapere che da quasi sette anni è in atto in Siria una drammatica guerra civile e che nessun intervento internazionale è stato capace di porre fine a tale orrore. L’Unicef denunciava qualche anno fa che in Siria sono morti 11 milioni di bambini, poi ha smesso di contarli, ormai è quasi impossibile farlo. Nessuna delle potenze militari impegnate nel conflitto si assume la responsabilità di aver condotto contro civili inermi, bambini e perfino ospedali gli attacchi di questi giorni utilizzando le micidiali armi chimiche. Non è stato nessuno, anzi, sono stati gli altri. Il bombardamento degli ospedali nei quali si prestava soccorso a civili e bambini investiti da nuvole di gas nervino saranno giustificati con la negazione totale dell’accaduto o con il solito tragico errore di uno dei tanti bombardamenti “intelligenti”. Oggi si riunirà con urgenza il Consiglio di sicurezza dell’Onu. Possiamo stare certi che, al di là delle immancabili condanne per l’accaduto, non accadrà assolutamente niente di concreto. La guerra civile Siriana, come gli altri conflitti, proseguirà. Il Consiglio di sicurezza, al massimo, partorirà la decisione di realizzare, tra qualche mese, l’ennesima conferenza per negoziare una tregua umanitaria e avviare future trattative di pace. Non si parlerà certamente dell’embargo di armi contro i paesi belligeranti, dell’istituzione di aree di non sorvolo aereo garantite da forze armate neutrali, del divieto assoluto per la produzione di armi chimiche e della distruzione dei depositi esistenti, dell’apertura di canali umanitari per consentire la fuga ai civili. Come pure non si discuterà di sanzioni economiche e di limitazioni commerciali contro gli Stati che alimentano conflitti in diverse parti del mondo. Tutte inutili idee di idealisti pacifisti che con i loro slogan mostrano totale assenza di realismo politico. Quel realismo che, pur non dichiarandolo esplicitamente, mette in conto anche la guerra come strumento per regolare i rapporti tra gli Stati. E’ indispensabile invece recuperare le ragioni della pace contro le pseudo ragioni della guerra. E’ fondamentale che torni a farsi sentire la voce del movimento pacifista mondiale in tutte le sedi e in tutte le occasioni per arrestare la barbarie dei conflitti, delle persecuzioni e dei massacri di individui inermi. Non basta più limitarsi a pensare la pace, occorre mobilitarsi per imporla, per farla diventare il tema principale nell’agenda dei rappresentanti politici. La guerra deve tornare ad essere, o essere finalmente, un tabù per i popoli del mondo.

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La sedia
di Vanni Tola

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Illustrazione tratta dal sito di Pax Christi.

Settimana Santa

giovedi-santo-liciaGesù lava i piedi ai discepoli.
Ford Madox Brown, 1851 (Pittore preraffaellita).
@Aladinpensiero.

Dov’è finita la ragione? La follia della guerra.

sedia di VannitolaLa sedia
di Vanni Tola.

Goya il sonno della ragioneDov’è finita la ragione? La follia della guerra.

Sgomento nel mondo per l’impiego di armi chimiche in Siria. Le Cancellerie di tutto il mondo si affrettano a dichiarare il proprio dolore per l’accaduto, ad esprimere solidarietà al popolo siriano, ad auspicare la pace per quell’area del pianeta. Da tempo Papa Francesco afferma che è ormai in corso la terza guerra mondiale, che i conflitti in atto aumentano e non fanno presagire niente di buono per l’Umanità. Il nostro desiderio di pace ci porta a pensare che non sia vero ma la realtà, sotto forma di strazianti immagini di bambini e di povera gente perseguitata, mortificata, annientata, ci riporta alla realtà. L’ipocrisia dei politici di tutto le nazioni è sempre più evidente. Tutti a piangere manifestando dolore e fingendo di non sapere che da quasi sette anni è in atto in Siria una drammatica guerra civile e che nessun intervento internazionale è stato capace di porre fine a tale orrore. L’Unicef denunciava qualche anno fa che in Siria sono morti 11 milioni di bambini, poi ha smesso di contarli, ormai è quasi impossibile farlo. Nessuna delle potenze militari impegnate nel conflitto si assume la responsabilità di aver condotto contro civili inermi, bambini e perfino ospedali gli attacchi di questi giorni utilizzando le micidiali armi chimiche. Non è stato nessuno, anzi, sono stati gli altri. Il bombardamento degli ospedali nei quali si prestava soccorso a civili e bambini investiti da nuvole di gas nervino saranno giustificati con la negazione totale dell’accaduto o con il solito tragico errore di uno dei tanti bombardamenti “intelligenti”. Oggi si riunirà con urgenza il Consiglio di sicurezza dell’Onu. Possiamo stare certi che, al di là delle immancabili condanne per l’accaduto, non accadrà assolutamente niente di concreto. La guerra civile Siriana, come gli altri conflitti, proseguirà. Il Consiglio di sicurezza, al massimo, partorirà la decisione di realizzare, tra qualche mese, l’ennesima conferenza per negoziare una tregua umanitaria e avviare future trattative di pace. Non si parlerà certamente dell’embargo di armi contro i paesi belligeranti, dell’istituzione di aree di non sorvolo aereo garantite da forze armate neutrali, del divieto assoluto per la produzione di armi chimiche e della distruzione dei depositi esistenti, dell’apertura di canali umanitari per consentire la fuga ai civili. Come pure non si discuterà di sanzioni economiche e di limitazioni commerciali contro gli Stati che alimentano conflitti in diverse parti del mondo. Tutte inutili idee di idealisti pacifisti che con i loro slogan mostrano totale assenza di realismo politico. Quel realismo che, pur non dichiarandolo esplicitamente, mette in conto anche la guerra come strumento per regolare i rapporti tra gli Stati. E’ indispensabile invece recuperare le ragioni della pace contro le pseudo ragioni della guerra. E’ fondamentale che torni a farsi sentire la voce del movimento pacifista mondiale in tutte le sedi e in tutte le occasioni per arrestare la barbarie dei conflitti, delle persecuzioni e dei massacri di individui inermi. Non basta più limitarsi a pensare la pace, occorre mobilitarsi per imporla, per farla diventare il tema principale nell’agenda dei rappresentanti politici. La guerra deve tornare ad essere, o essere finalmente, un tabù per i popoli del mondo.

OGGI domenica 19 marzo 2017 – La Chiesa Cattolica festeggia San Giuseppe

Giuseppe il falegname. (Aladinews 19 marzo 2015)
Oggi si ricorda S.Giuseppe. Grande simbolica figura.
Un uomo, falegname, che interpreta e mette in azione i messaggi dei suoi sogni. Prima sposa la fidanzata incinta di un figlio non suo, e la mette così al riparo dal disprezzo e da una pena spietata; poi, Piero Marcialis il vecchio e il maresecondo sogno, emigra in terra straniera per fuggire il dominio di un tiranno, e salva così il futuro del figlio. Infine, dopo averlo cresciuto e avergli dato un mestiere, si accorge che quel figlio, a dodici anni (!) è capace di confrontarsi coi presunti sapienti del paese. E si toglie di scena, perchè il suo compito è finito.
Rappresenta l’umanità più vera: quella che parla poco e fa, che lavora, che rispetta la donna, che si sottrae all’oppressione, che cresce i figli e pensa al loro futuro, che si ritira in disparte senza onori e ricompense. Ricordiamoci di loro, sono i migliori.
http://it.wikipedia.org/wiki/Riposo_durante_la_fuga_in_Egitto_(Caravaggio)
Il dipinto: Riposo durante la fuga in Egitto, di Caravaggio
GLI-OCCHIALI-DI-PIERO1-150x1501419
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san Giuseppe GuidoReniBabbi “speciali” molto anziani con Bambini piccolini : San Giuseppe col piccolo Gesù, di Guido Reni, 1635.
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Giuseppe di Bomeluzo
San Giuseppe Bomeluzo
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Davigo 21 3 2017 correz
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eddyburgCITTÀ E TERRITORIO » SOS » BENI CULTURALI
L’armata degli alberi di Roosevelt che serve al Mezzogiorno
di Battista Sanguineto
«Il problema principale dello sviluppo, e del turismo, non è l’assenza di musei, di centri storici o di parchi archeologici, ma è la scomparsa del paesaggio, la distruzione di un sapere collettivo». il manifesto, 18 marzo 2017 (c.m.c.)
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LocandinaSettimanaSociale2017Papa Francesco: “peccato gravissimo” togliere il lavoro
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democraziaoggiL’idea di “socialismo” fra crisi e rilancio
Gianfranco Sabattini su Democraziaoggi.
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APPUNTI PER UNA DEFINIZIONE DI WELFARE CULTURALE
Pier Luigi Sacco sul Giornale delle Fondazioni.

Oggi martedì 14 marzo 2017 in giro sulla rete con Aladin

Caravaggio Madonna pellegrini“La rappresentazione della maternità nelle arti figurative”. Licia Lisei e Clara Murtas all’Università. Promuove Sucania.
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labsusCC Search: open access grazie a Creative Commons
Enrica Rocca su LabSus.
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democraziaoggiPetizione popolare per una nuova legge elettorale regionale
Red su Democraziaoggi.
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Chidecideraperlasardegna1lampada aladin micromicroSardegnaCheFare? Innovazione tecnologica e sviluppo
Editoriale su Aladinews di Fernando Codonesu.
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beni-comuniOsservatorio Beni Comuni Sardegna
Pubblicato da Paolo Erasmo un report sulla visita conoscitiva presso l’ex Deposito dell’Aeronautica dismesso dal 2007, che per volontà della Regione Sardegna è destinato a diventare “Cittadella del Volontariato e del Terzo settore”. Su fb.
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[Documentazione del Gruppo di Lavoro per il Lavoro (Lavoro al quadrato) del Comitato d’iniziativa Costituzionale e Statutaria, coordinato da Roberto Mirasola].
Jp Morgan, il robot sostituisce 360 mila ore di lavoro l’anno degli avvocati
Il colosso finanziario ha lanciato COIN, sistema basato sulla tecnologia del Machine Learning, in grado di leggere e interpretare accordi commerciali e contratti di prestito in pochi secondiJp Morgan, il robot sostituisce 360 mila ore di lavoro l’anno degli avvocati.
di Nicola Di Turi si Corriere della Sera/Innovazione online.
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Mondo Antonio Memoli BC conoscenzaLa conoscenza bene comune
di Antonio Memoli su I confronti.

“La rappresentazione della maternità nelle arti figurative”. Licia Lisei e Clara Murtas all’Università. Promuove Sucania

Caravaggio Madonna pellegriniIX CORSO DI EDUCAZIONE ALLA SOLIDARIETÀ INTERNAZIONALE
Essere madri nel mondo globalizzato
Una prospettiva interculturale ed interdisciplinare

Domani martedì 14 marzo 2017, alle ore 16, nell’aula Capitini Facoltà di Studi umanistici a Sa Duchessa, avrà inizio il 6° seminario del IX Corso di educazione alla solidarietà internazionale, organizzato dall’associazione Sucania in collaborazione con la Fondazione di Sardegna, l’Università di Cagliari e la Fondazione Anna Ruggiu.
Nella prima parte del seminario la prof. Licia Lisei tratterà il tema: “La rappresentazione della maternità nelle arti figurative”, successivamente, Clara Murtas, accompagnata dalla chitarra, si esibirà in una rappresentazione del tema attraverso la musica ispirandosi ad un lavoro di Giovanna Marini.
Il seminario sarà coordinato da Franco Meloni,
La partecipazione è libera

“Punta de billete” per martedì 14 marzo 2017

sucaniaMartedì 14 marzo ore 16-19
ACERLA RAPPRESENTAZIONE DELLA MATERNITÀ NELLE ARTI FIGURATIVE
Licia Lisei.
Approfondimenti.

Pubblica amministrazione: al di là del bene e del codice penale

cattivo governo Lorenzetti_ambrogio_bad_govern._detsedia di VannitolaLa sedia
di Vanni Tola

Una settimana particolare, le notizie scorrono veloci, si fa fatica a rincorrerle tutte. Ma è importante non dimenticare.

La settimana appena trascorsa è stata caratterizzata da due vicende particolari, la scissione del Pd e la vicenda del M5S alle prese col progetto del nuovo stadio di Roma. Inevitabilmente altre notizie, pure importanti, sono passate in secondo piano, vicende da cronaca locale lette frettolosamente e poco commentate. Una di queste merita di essere ripresa e approfondita, ha per protagonista la Corte dei Conti e la Sardegna. Come ogni anno, l’inaugurazione dell’anno giudiziario è stata accompagnata dalla relazione della Corte. Che cosa è emerso? In Sardegna si sono verificati sprechi di ogni genere e natura, assunzioni senza concorso, posti assegnati e carriere regalate per vicinanza politica, nascita di società miste pubbliche-private costituite appositamente per operare al di fuori dei controlli, appropriazione di denaro e incarichi. Insomma, riassume la Corte “una sostanziale inadeguatezza dell’amministrazione a prevenire e reprimere tempestivamente condotte antigiuridiche che producono pregiudizi anche ingenti, dei quali gli organi amministrativi vengono a conoscenza soltanto al momento dell’avvio delle indagini”. Basterebbero queste poche frasi contenute nella relazione della Corte dei Conti per autorizzare chiunque a invocare provvedimenti urgenti e incisivi per mandare a casa l’intera classe politica e dirigenziale dell’isola. A parere della Corte dei Conti i casi di cattiva amministrazione hanno quasi sempre carattere diffuso e sistemico che si traducono in ingenti danni erariali. Scendendo nel dettaglio la Corte precisa e definisce meglio alcuni aspetti parlando di inaudita gravità dei fenomeni rilevati, di raffinate tecniche elusive utilizzate da politici e amministratori pubblici e ne elenca alcuni. Opere pubbliche incompiute, costose apparecchiature diagnostiche acquistate e mai utilizzate nel comparto sanitario, acquisti e affitti di immobili a prezzi superiori al valore reale e spesso inutilizzati. Ci sono poi le assunzioni clientelari e senza concorso pubblico realizzate su criteri di spartizione partitica dei posti disponibili con ciò ne consegue in termini progressiva dequalificazione delle prestazioni erogate ai cittadini. Ma ciò su cui sarebbe fondamentale riflettere è il fatto che “si registra ormai tra la gente una certa tendenza a considerare mere leggerezze e a tollerare le deviazioni del sistema fatte di legami, di reti di connivenze, di commistioni tra pubblico e privato, di fedeltà in cambio di favori, che costituiscono il substrato sul quale si regge la manifestazione del potere”. A scanso di equivoci e sottovalutazioni i giudici della Corte precisano ulteriormente: “Siamo in presenza di condotte indirettamente elusive del fine pubblico, attuate con comportamenti apparentemente legittimi ma sostanzialmente indirizzati a realizzare interessi illeciti o ingiusti, se non anche di natura personale e comunque divergenti da quelli individuati dalla norma”. Fin qui il quadro, non certo rassicurante, tracciato dalla relazione magistrati della Corte dei Conti. I politici, a caldo, si limitano a prendere atto. Non potendo smentire i fatti denunciati si trincerano dietro una dichiarazione del vice presidente della Regione Paci, il trionfo dell’ovvio. “Il ruolo di controllo della Corte dei Conti è importante per il costante controllo del rigore dell’utilizzo delle risorse pubbliche, i soldi che arrivano dalle tasse dei cittadini devono essere spesi con correttezza”. Purtroppo cosi non avviene. I servizi di cronaca giornalistica che accompagna il racconto della relazione della Corte, lo documentano ampiamente e con dovizia di particolari. Il cattivo impiego delle risorse pubbliche è sotto gli occhi di tutti. La Corte dei Conti la sua parte l’ha fatta ma occorrerebbe ben altro, una presa di coscienza collettiva. Nel 2016 sono stati recuperati 20 milioni per danni erariali arrecati alla collettività, sono state emesse 50 sentenze di responsabilità (delle quali 42 di condanna) e 41 giudizi ancora pendenti. Ricordiamole alcune delle vicende che hanno caratterizzato la devastazione della pubblica amministrazione, non sono episodi da archiviare facilmente. Utilizzo non corretto dei fondi destinati ai gruppi politici regionali. Venti condanne penali eseguite e più di ottanta consiglieri ed ex consiglieri regionali tra imputati e indagati, alcuni già condannati a risarcire la pubblica amministrazione. Casi di assenteismo, illecita fruizione di permessi sindacali, alterazione dei cartellini di presenza, dirigenti medici che hanno esercitato abusivamente attività professionali private. Ed ancora indennizzi a finti pescatori nelle zone gravate da servitù militari, le sovvenzioni agricole ottenute con la fraudolenta attestazione di possesso di terreni per ottenere sovvenzioni. E l’elenco potrebbe continuare. Richiamerei però l’affermazione emersa nell’analisi dei giudici. Il cittadino si indigna quando apprende l’esistenza di comportamenti a dir poco illegali ma tutto finisce sepolto da quella: “certa tendenza a considerare mere leggerezze e a tollerare le deviazioni” come fatto ineluttabile. Le considerazioni più ricorrenti vanno dal “lo fanno dappertutto” al rassegnato: ”è sempre stato cosi”, fino al consolatorio: “si sa, siamo in Italia”. Ci sono poi le difese d’ufficio dei diretti interessati, degli appartenenti ai diversi gruppi di potere che gestiscono o hanno gestito in un passato recente la cosa pubblica che, come è naturale, tendono a minimizzare l’entità dei fenomeni denunciati dalla Corte. Originale una dichiarazione del Presidente del Consiglio regionale Ganau. Secondo l’esponente politico, nonostante le tredici condanne inflitte ad altrettanti politici regionali per la gestione “disinvolta” dei fondi destinati ai gruppi politici, “ la fiducia dei cittadini nelle istituzioni è salda”. Se lo dice lui! Magari se ci dicesse pure da quali elementi concreti trae tale convinzione gliene saremmo grati. Il dato di fatto è che, dopo una indagine che va avanti da oltre sette anni, i consiglieri regionali indagati potrebbero raggiungere il centinaio con rappresentanti di tutte le forze politiche presenti in Consiglio. L’accusa è di peculato. Gli atti giudiziari documentano una serie di spese pazze realizzate con i fondi per i gruppi consiliari al limite della decenza. Si documentano pranzi e cene in ristoranti di lusso, permanenze in albergo, gite, spese di lavanderia, acquisti di oggetti vari, acquisto di 4795 francobolli, presenze contemporanee del politico in due alberghi diversi e distanti nella medesima giornata e tanto altro ancora. Recentemente sono stati condannati per peculato, con pene dai due anni ai cinque anni e mezzo 13 consiglieri regionali di diverse formazioni politiche. Tre di loro dovranno lasciare il Consiglio regionale. Un primo risultato, attendiamo gli altri atti. Come non ricordare, per concludere, la “giustificazione“ dell’operato di molti politici fornita al procuratore capo Mauro Mura da Giacomo Spissu (presidente del Consiglio negli anni dell’inizio dell’inchiesta). Spissu ha affermato che la specialità dello statuto sarda avrebbe dato agli onorevoli regionali l’autonomia più totale nell’uso di quei fondi, al di là del codice penale. Quale conclusione trarre? E’ evidente che è in crisi il principio della legalità nella gestione della pubblica amministrazione. E’ urgente e necessario richiamare le condotte individuali e collettive e i valori etici essenziali per ricostruire un nuovo rapporto di fiducia tra i corpi sociali e i rappresentanti nelle istituzioni.
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Nelle illustrazioni: Allegoria degli effetti del buono e del cattivo governo di Ambrogio Lorenzetti (particolare degli affreschi, Palazzo pubblico di Siena)

Cagliari domenica di Carnevale

Discuss cagliari SPIGOLATURE DOMENICALI
“Fortitudo totius insulae”(Coraggio di tutta l’isola)
“Cagliari insulae decor” (Cagliari bellezza dell’isola)
“Insulae clavis et portus” (Chiave e porto dell’isola)*.

Fonte: Ufficio Stampa del Comune di Cagliari http://www.ufficiostampacagliari.it/reportage.php?pagina=36&sottopagina=160
Queste scritte celebrative sui frontoni del palazzo civico di Cagliari sono molto belle, a prescindere dai momenti nella storia dell’isola che vogliono rievocare. Sono motti che ben esprimono la nostra Cagliari Città Capitale per il suo ruolo in Sardegna e per la Sardegna.

Clavis et Robur Cagliari*Per la precisione: l’ultimo motto è CLAVIS et ROBUR (chiave e fortezza). Abbiamo segnalato da tempo l’errore nelle pubblicazioni del Comune, per una opportuna correzione, ma fino ad ora senza esito.
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Ca 26 feb 17

Segnaliamo un antico libro dove sono riportate tutte le felici definizione di Cagliari:
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https://books.google.it/books?id=0qBXAAAAcAAJ&printsec=frontcover&hl=it#v=onepage&q&f=false

A ottant’anni dalla morte di Antonio Gramsci. Antonio Gramsci ci appartiene, teniamocelo stretto

A-GramsciIO e GRAMSCI

di Piero Marcialis

Il titolo di questo contributo suggerisce già che non è mia intenzione di intrattenervi con un discorso di tipo teorico-politico, ma semplicemente di illustrare come nella vita di ciascuno di noi, nella mia vita in questo caso, si insinua e si intreccia la storia, la parola, la biografia di un grande personaggio come Gramsci.

Gramsci sardo, gobbo, comunista, assassinato per le sue idee.
Ucciso dal fascismo, ma anche a lungo oscurato in epoca democratica e repubblicana.

Oscurato della sua origine sarda, chissà perchè, e ancora troverete qualcuno che si meraviglia che un così grande pensatore sia nato in Sardegna;

oscurato, per educazione, della sua disgrazia di aver sofferto una malattia che lo rese gobbo;

oscurato, per convenienza politica, del suo essersi fatto comunista.

Perchè dico oscurato? Di un uomo che, con Dante Alighieri, è l’autore in lingua italiana più letto nel mondo?
- segue -

Trump: attenti alle esche avvelenate. Frenetica attività del neo Presidente

USA E GETTAsedia di VannitolaLa sedia
di Vanni Tola

Trump: attenti alle esche avvelenate. Frenetica attività del neo Presidente.

Il presidente americano, dopo il giuramento non ha perduto tempo. Si è insediato alla Casa Bianca, ha salutato Obama che partiva in elicottero e si è tuffato a capofitto nell’attività ordinaria per dare attuazione al proprio programma elettorale. In pochissimi giorni ha adottato una serie di provvedimenti decisamente in discontinuità con quelli della precedente amministrazione. Ha eliminato la riforma sanitaria (Obamacare) che ha rappresentato uno dei punti di forza del programma di Obama. Ha stabilito un robusto giro di vite contro l’immigrazione “economica” e contro quella proveniente dalla Siria e dai paesi mussulmani . Ha minacciato di pesanti rappresaglie economiche gli industriali che avevano in atto o pensavano di trasferire le produzioni al di fuori dell’America. Ha messo in discussione le linee fondamentali della politica per limitare il riscaldamento del pianeta affermando semplicemente che tale fenomeno non esiste, con buona pace del mondo scientifico internazionale e del noto accordo di Parigi recentemente sottoscritto anche dagli Usa. E non si è fermato qui. Dopo aver più volte attaccato il movimento delle donne durante la campagna elettorale ha ordinato al proprio esecutivo di sospendere i finanziamenti pubblici federali per le associazioni che favoriscono la pratica della interruzione di gravidanza. Ma le ciliegine sulla torta del funambolo della Casa Bianca sono state certamente la sospensione della partecipazione americana ai grandi trattati commerciali per il libero scambio e l’avvio della costruzione del muro ai confini con il Messico. Da oggi l’America ritira la propria partecipazione al trattato di libero scambio nell’area del pacifico TPP ( Parternariato Trans Pacifico ) che mirava a favorire le multinazionali degli scambi di merci e a contenere il crescente potere commerciale di Cina e India. Trump ha pure promesso di fare carta straccia anche di tutti gli altri trattati internazionali per il commercio ancora in discussione, a partire dal TTIP (Transatlantic Trade and Investiment Pertnership). Panico tra le multinazionali che su tali trattati contavano per estendere il loro potere economico e commerciale in vaste aree del mondo con il superamento dei vincoli doganali e delle norme nazionali sui commerci dei paesi contraenti, in nome della libertà pressoché assoluta del libero scambio.
Come interpretare la frenetica attività del Presidente? Direi che per comprendere il disegno strategico di Trump sia necessario sgombrare il campo da alcuni pregiudizi che potrebbero rivelarsi fuorvianti. Al di là dell’aspetto fisico, delle smargiassate plateali, degli attacchi forsennati contro i “nemici” di turno (la stampa, i servizi di intelligence, il movimento delle donne, i migranti e i mussulmani), giova ricordare che Trump non è il senatore Razzi un po’ più grande. Non è uno stupido, anche se certi suoi atteggiamenti potrebbero autorizzare a pensarlo. E non è neppure un populista poco preparato alla Salvini. Trump in realtà conosce perfettamente il sistema economico americano, il mondo degli affari, il modo di pensare e la psicologia dei ampi strati della società americana che per questo lo hanno sostenuto. Vanta poi una formidabile conoscenza dei mezzi di comunicazione di massa che ha mostrato di sapere influenzare a suo favore nonostante il fuoco di sbarramento predisposto in campagna elettorale dai suoi oppositori e perfino da una parte consistente del suo stesso partito. Trump, come tutti gli uomini soli al governo di un paese, è pure consapevole di avere un consenso non sufficientemente ampio per poter realizzare il suo programma. Ed è per tale motivo che sta adottando una spregiudicata ma efficace strategia politica per aumentare il suo personale livello di consenso del quale ha oggettivamente bisogno. Per lui è indispensabile sbaragliare movimenti e gruppi di potere che gli sono ostili, rimescolare le carte della battaglia politica, trovare nuovi alleati, disseminare lungo il suo percorso politico “bocconi avvelenati” per tutti e contro tutti. Pensiamoci un attimo. Abolisce i trattati sul libero scambio internazionale e si mette contro le grandi multinazionali del commercio, ma potrebbe anche ricavare consensi all’interno del vasto movimento che tali Trattati ha duramente contestato. Elimina il piano di assistenza sanitaria di Obama creando un prevedibile malcontento tra gli strati meno abbienti della popolazione ma si presenta come paladino della vita agli occhi dei movimenti integralisti e cattolici da sempre antiabortisti. Minaccia gli industriali che vorrebbero investire in altri paesi ma promette loro incentivi e meno vincoli ambientali per le produzioni in loco. Autorizza la ripresa dei lavori per la realizzazione di due giganteschi oleodotti (Keystone XL e quello del Dakota) che tante proteste aveva suscitato soprattutto tra gli Indiani e promette il ritorno alle fonti energetiche fossili ormai messe ai margini dalle scelte ambientaliste della precedente amministrazione. Direi che è più che fondata l’ipotesi che il neo presidente Trump non sia un improvvisatore, un pazzoide scatenato che tira fuori conigli dal cilindro magico sperando di imbambolare il pubblico. Trump ha una sua idea ben precisa e chiara, un piano strategico molto raffinato per la gestione del potere e il governo della più grande potenza mondiale. Un piano nel quale la democrazia, i diritti di tutti, l’uguaglianza degli individui diventano degli optional e i riferimenti politici, culturali, economici e sociali sono altri. E questo non è che l’inizio. Attendiamo di scoprire che cosa ha in mente Trump per la politica estera del suo paese, dai rapporti con l’Europa a quelli con Putin e con la Gran Bretagna del dopo brexit. Si preannuncia una quadriennio presidenziale molto originale e movimentato.