In giro per il quartiere di Is Mirrionis, tra le rovine della cultura

ape-innovativadi Franco Meloni

SP 3 dic 14 i relatoriMercoledì 3 dicembre per me e per gli altri due relatori dell’assemblea su “Riprendiamoci la Scuola Popolare. 40 anni dopo tra storia e futuro” (Marco Mameli e Terenzio Calledda) è stata una giornata interamente dedicata al quartiere di Is Mirrionis.
Dell’assemblea svoltasi di pomeriggio sapete tutto o quasi. Il nostro sito e quello dell’associazione Antonio Gramsci ne hanno dato ampio risalto, riportando anche i collegamenti con altri siti, blog e pagine fb che hanno ripreso l’evento con scritti e servizi fotografici. Ora, invece, vi racconto della mattinata in giro per il quartiere con una giornalista Rai, Chiara Pottini, accompagnata da un cine operatore (di cui non ricordo il nome). - segue - Chiara sta realizzando una serie di reportage sulle problematiche delle periferie urbane, tra le quali Is Mirrionis, e ci ha chiesto di parlare delle nostre esperienze. Ci siamo dati appuntamento nella piazzetta dove si affaccia l’ex centro sociale, già sede della nostra Scuola Popolare, per le 9.30. Qui il primo problema: Chiara e l’amico operatore hanno marcato una mezz’ora di ritardo perché non hanno trovato subito il posto, privo di precisa identificazione stradale (si denomina “prolungamento via Is Mirrionis). Una ragione di più per dare un nome alla piazza, che noi abbiamo proposto si chiami scuola-popolare-is-mirrionis-“piazza della Scuola popolare dei lavoratori”. Ho raccontato io di quella bellissima esperienza e della storia dell’edificio, dalla sua prima funzione di centro sociale, asilo nido e dal 1972 sede della Scuola popolare (fino al 1976) e del Comitato e Circolo culturale di Is Mirrionis, fino al 1979, quando fu occupato da alcune famiglie di senzatetto. Sistemate le quali a cura del Comune, dopo alcuni anni, venne reso inagibile con la muratura di ingressi e finestre e con parziali scoperchiature del tetto.
L’attività del Circolo culturale proseguì fino alla fine degli anni 90, in locali vicini già in uso da parte della Scuola e del Comitato di quartiere.
Partiamo proprio dalla contrapposizione che si verificò tra diritto alla casa e diritto ai servizi sociali e culturali di quartiere – che le Amministrazioni comunali di allora (si trattava di amministrazioni di centro-sinistra) non seppero e non vollero sanare – per riprendere la riflessione su cosa fare per perseguire l’equilibrio che deve sussistere tra le diverse funzioni del territorio e sulla necessità, vecchia e attuale, del ricupero qualitativo del patrimonio immobiliare, pubblico e privato. Una sana pianificazione territoriale prevede che i cittadini possano disporre di civili abitazioni e di servizi collettivi privati e pubblici, tra questi ultimi anche i centri di aggregazione sociale e culturale, dei quali si ha uguale necessità. In generale e particolarmente per la situazione della nostra città è da contrastare ogni scelta politica che non persegua tale equilibrio e pertanto va combattuta la politica dell’utilizzo di scuole e altre strutture di carattere culturale per la realizzazione di abitazioni. Le abitazioni devono essere realizzate prioritariamente con il ricupero, risanamento e riqualificazione del patrimonio edilizio abitativo esistente e solo in subordine con la costruzione di nuove abitazioni.
. scuole via flumentepido cagliariLasciata la Scuola Popolare ci siamo recati in via Flumentepido laddove abbiamo visto il complesso scolastico che fino a poco tempo fa ospitava le scuole elementari. Attualmente l’edificio – che non abbiamo potuto visitare, ma che dall’esterno ci è parso in buon stato di conservazione – è occupato abusivamente da alcune famiglie di senzatetto, che saranno presto sgombrate in quanto stanno per iniziare da parte del Comune i lavori per la demolizione dell’esistente e la realizzazione di 32 appartamenti di edilizia sovvenzionata, scelta effettuata dalla precedente Amministrazione comunale e confermata dall’attuale (1). Scelta evidentemente sbagliata in quanto mette in contrapposizione i due diritti, probabilmente sottovalutando totalmente quello sacrificato (il diritto agli spazi di aggregazione socio-culturale) per le quali le strutture esistenti avrebbero necessità di risanamento e adeguamenti a moderni standard rispetto alle funzioni di utilizzo, piuttosto che costruzioni ex novo. Ma, si obietterà: si nega la necessità di nuovi alloggi per i meno abbienti? La risposta è: niente affatto. Anzi, critichiamo i colpevoli ritardi e la dimostrata insensibilità delle Amministrazioni pubbliche verso i ceti popolari, ma le case vanno recuperate innanzitutto nel patrimonio esistente, a partire da quello pubblico (Comune, Area ex Iacp, altri Enti) e in subordine e nella misura necessaria con nuove costruzioni nelle aree di espansione reperite nell’area vasta metropolitana. Al riguardo occorre davvero dotarsi di una strategia politica che sostituisca l’attuale vuoto e la “navigazione a vista”.
. via-cinquini2-csocialeLasciata via Flumentepido ci siamo recati nella via Cinquini, dove abbiamo potuto vedere la disastrata struttura dell’ex sede della Circoscrizione n. 6 di Is Mirrionis-Bingia Matta. Murata e inibita all’uso dall’azienda pubblica Area-ex Iacp, che ne è proprietaria, potrebbe essere rasa al suolo e ricostruita con moderna tipologia e ovviamente destinata ad attività socio-culturali. Su questo manufatto non risultano progetti del Comune o di Area. Marco Mameli ha parlato delle attività di carattere politico e sociale che si svolgevano in questa sede quando ospitava la Circoscrizione, della quale per molti anni è stato consigliere ricoprendo anche la carica di presidente.
. Ci siamo poi recati a visitare la Scuola Lussu, attualmente destinata provvisoriamente a sede di associazioni di volontariato. Su questa struttura vi sono precise scelte dell’Amministrazione Comunale che ne prevedono la demolizione per la realizzazione di case popolari (2). Scelta sbagliata con identiche argomentazioni già espresse per le scuole di via Flumentepido.
.ex circoscrizione 3 cagliari Nei pressi della Scuola Lussu di via Piovella, in via Montevecchio, è stata realizzata una sede circoscrizionale ex novo (ex circoscrizione n. 3 ora solo uffici comunali) al posto del vecchio mercatino. Occasione perché Terenzio Calledda e Giorgio Polo (nel mentre sopraggiunto) ricordassero una serie di importanti e interessanti attività culturali, soprattutto di carattere artistico, che impegnarono il Circolo culturale di Is Mirrionis per diversi anni fino al 1998.
. Il tour si è concluso al Mercato comunale di via Quirra, dove abbiamo visto la mostra fotografica recentemente inaugurata dall’assessore alla Cultura del Comune e attualmente ancora in corso.
Hangar Is Mirrionis
. Per ragioni di tempo abbiamo saltato la visita all’hangar situato nell’area dell’Agenzia regionale del Lavoro, con accesso dalla via Fontana Raminosa. Ci torneremo quanto prima, anche perché l’utilizzo di tale struttura sarebbe previsto dalla stessa Agenzia, dalla Regione e dal Comune che lo avrebbero inserito in un progetto europeo destinato ad interventi di risanamento delle periferie delle città europee, in prosecuzione di analogo progetto già concluso.
Concludo questo primo “rendiconto” della mattinata del 3 dicembre, a cui seguiranno approfondimenti di singoli e collettivi, anche in relazione agli sviluppi delle iniziative su Scuola popolare e dintorni a cura del Circolo Gramsci e di altri organismi. Attendiamo con vivo interesse anche il servizio televisivo di Chiara Pottini, su Rai Tre, del quale daremo notizia prima della messa in onda, non appena Chiara ci farà sapere data e orario.
(Parte I)

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(1) Da CagliariComuneNews.it del 22 agosto 2012. “(…) In via Flumentepido a febbraio la Giunta aveva destinato quasi 5 milioni al recupero dell’ex complesso scolastico, per edilizia a canone sociale. Il progetto preliminare, approvato su proposta dell’assessore Luisa Anna Marras, prevede la demolizione dell’edificio esistente e la costruzione di due stabili di quattro piani da sedici appartamenti ciascuno, per un massimo di 142 residenti (…)”.
(2) Da CagliariComuneNews.it del 22 agosto 2012 “(…) Il progetto presentato alla Regione per via Monsignor Piovella prevede la demolizione dell’edificio della scuola Lussu e la costruzione di tre palazzine di sette piani per un totale di 42 alloggi. Il tentativo è quello di utilizzare 4,3 milioni di euro del bando regionale per interventi di edilizia a “canone sostenibile” (…)”.
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- Documentazione correlata. Relazione generale al piano urbanistico comunale in adeguamento al P.T.P..
- Badas, Milesi, Sanna, Cagliari: la questione delle abitazioni.
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- Derive delle periferie urbane e responsabilità della politica. Antonietta Mazzette.

3 Responses to In giro per il quartiere di Is Mirrionis, tra le rovine della cultura

  1. admin scrive:

    Dall’intervento di Antonietta Mazzette su SardegnaSoprattutto, ripreso da Aladinews ( http://www.aladinpensiero.it/?p=34060 )
    (…) Uno degli effetti di questa assenza di governo, o se si vuole, di cattiva politica, è stato che gli interessi comuni che costituivano la base del legame sociale di una comunità urbana sono stati smantellati, in campo è rimasta in forma esasperata la necessità di difendere gli interessi individuali: l’esasperazione è tanto più grande quanto più si è fragili e marginali. Tutto ciò è accaduto anche perché si è abbandonato lo strumento della pianificazione (che significa visione del futuro e regole condivise), mentre sono state adottate pratiche politiche suscettibili di modifiche a seconda degli interessi particolari in campo. È questo il disastro urbano che abbiamo oggi di fronte, e i segni di violenza – sia che si tratti di occupazione abusiva e di espulsione violenta degli abitanti regolari dalle case ALER di Milano, sia che si tratti di assalto al centro di accoglienza di Tor Sapienza a Roma – sono i manifesti avvisi di un degrado umano e sociale diffuso, grazie per l’appunto a decenni di cattiva politica e di sguardi rivolti altrove. Che fare? Certamente bisogna riportare alla legalità le parti della città coinvolte nei fatti di violenza, ma ciò non può avvenire senza interventi pubblici volti a risanare le periferie, partendo dai bisogni primari delle persone (casa, lavoro e istruzione) e interloquendo con loro.

  2. […] In verità dell’argomento cominciò ad occuparsi Aladinews un anno prima, precisamente il 7 dicembre 2014, con un articolo che riportava i contenuti del dibattito sulla Scuola Popolare di Is Mirrionis, […]

  3. […] Scrivevamo su Aladinews il 7 dicembre 2014. In generale e particolarmente per la situazione della nostra città è da contrastare ogni scelta politica che non persegua tale equilibrio [tra diritto alla casa e diritto ai servizi sociali e culturali] e pertanto va combattuta la politica dell’utilizzo di scuole e altre strutture di carattere culturale per la realizzazione di abitazioni. Le abitazioni devono essere realizzate prioritariamente con il ricupero, risanamento e riqualificazione del patrimonio edilizio abitativo esistente e solo in subordine con la costruzione di nuove abitazioni. . Lasciata la Scuola Popolare ci siamo recati in via Flumentepido laddove abbiamo visto il complesso scolastico che fino a poco tempo fa ospitava le scuole elementari. Attualmente l’edificio – che non abbiamo potuto visitare, ma che dall’esterno ci è parso in buon stato di conservazione – è occupato abusivamente da alcune famiglie di senzatetto, che saranno presto sgombrate in quanto stanno per iniziare da parte del Comune i lavori per la demolizione dell’esistente e la realizzazione di 32 appartamenti di edilizia sovvenzionata, scelta effettuata dalla precedente Amministrazione comunale e confermata dall’attuale (1). Scelta evidentemente sbagliata in quanto mette in contrapposizione i due diritti, probabilmente sottovalutando totalmente quello sacrificato (il diritto agli spazi di aggregazione socio-culturale) per le quali le strutture esistenti avrebbero necessità di risanamento e adeguamenti a moderni standard rispetto alle funzioni di utilizzo, piuttosto che costruzioni ex novo. Ma, si obietterà: si nega la necessità di nuovi alloggi per i meno abbienti? La risposta è: niente affatto. Anzi, critichiamo i colpevoli ritardi e la dimostrata insensibilità delle Amministrazioni pubbliche verso i ceti popolari, ma le case vanno recuperate innanzitutto nel patrimonio esistente, a partire da quello pubblico (Comune, Area ex Iacp, altri Enti) e in subordine e nella misura necessaria con nuove costruzioni nelle aree di espansione reperite nell’area vasta metropolitana. Al riguardo occorre davvero dotarsi di una strategia politica che sostituisca l’attuale vuoto e la “navigazione a vista”. . Lasciata via Flumentepido ci siamo recati nella via Cinquini, dove abbiamo potuto vedere la disastrata struttura dell’ex sede della Circoscrizione n. 6 di Is Mirrionis-Bingia Matta. Murata e inibita all’uso dall’azienda pubblica Area-ex Iacp, che ne è proprietaria, potrebbe essere rasa al suolo e ricostruita con moderna tipologia e ovviamente destinata ad attività socio-culturali. Su questo manufatto non risultano progetti del Comune o di Area. Marco Mameli ha parlato delle attività di carattere politico e sociale che si svolgevano in questa sede quando ospitava la Circoscrizione, della quale per molti anni è stato consigliere ricoprendo anche la carica di presidente. . Ci siamo poi recati a visitare la Scuola Lussu, attualmente destinata provvisoriamente a sede di associazioni di volontariato. Su questa struttura vi sono precise scelte dell’Amministrazione Comunale che ne prevedono la demolizione per la realizzazione di case popolari (2). Scelta sbagliata con identiche argomentazioni già espresse per le scuole di via Flumentepido. . Nei pressi della Scuola Lussu di via Piovella, in via Montevecchio, è stata realizzata una sede circoscrizionale ex novo (ex circoscrizione n. 3 ora solo uffici comunali) al posto del vecchio mercatino. Occasione perché Terenzio Calledda e Giorgio Polo (nel mentre sopraggiunto) ricordassero una serie di importanti e interessanti attività culturali, soprattutto di carattere artistico, che impegnarono il Circolo culturale di Is Mirrionis per diversi anni fino al 1998 (…). […]

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