Addio Pietro Ingrao

Pietro IngraoAddio Pietro Ingrao – Oggi è una giornata triste per la Sinistra e l’Italia. Ci lascia Pietro Ingrao, un esempio di vita per diverse generazione, un raro esempio di coerenza e degnità, un eroe della Resistenza. Ho avuto il sedia di Vannitolapiacere di salutarlo a Sassari, in piazza d’Italia, al termine di un comizio e nel Centro di Formazione CGIL di Ariccia. Un grande uomo.
- Notizie di stampa.
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Dalla pagina fb di Enrico Rossi Presidente

È morto il compagno Pietro Ingrao.
Ho avuto la fortuna di ascoltarlo e di seguirlo anche quando non lo condividevo, e riusciva comunque a toccarti il cuore, a farti pensare, a insinuarti il dubbio.
Due cose ricordo di lui.
Il suo rifiuto nel 1989 ad abbandonare l’orizzonte del comunismo.
Nonostante la catastrofe del comunismo realizzato, Ingrao non rinuncia all’ideale della sua vita:
“Per questo scendere in campo dei popoli- dice riferendosi proprio alla situazione internazionale e al crollo del muro di Berlino- c’è bisogno non della scomparsa del comunismo, ma di una tensione più ampia verso il comunismo ed è questo l’altro orizzonte per cui dobbiamo lavorare”.
Ingrao non mi convinse. Pensavo che il PCI avrebbe dovuto entrare nell’alveo del socialismo europeo, e prendere atto dell’infamia che aveva segnato in modo irreversibile la storia del comunismo dittatoriale. Resto ancora della stessa idea, ma la necessità di un orizzonte di liberazione umana è oggi forte più di allora.
La seconda cosa che non scorderò del grande dirigente comunista sono i sui comizi nei quali ti pareva riuscisse a sollevare la tua anima e a metterla in sintonia con gli altri e con il mondo. Così li descrive lo stesso Ingrao: “Tu sali sul palco, hai dinnanzi, come ce le ho avute, piazze piene di gente. È un po’ una sceneggiata, un atto teatrale: i saluti, la presentazione, gli evviva, le bandiere. Tutto questo, però, è come l’involucro. Poi comincia una cosa molto più difficile e profonda: tu che stai là sopra riuscirai a comunicare veramente? Lo scopri solo se c’è un momento, del comizio, del tuo discorso, in cui senti che ti puoi fermare, senza nemmeno finire la frase. Ti fermi e ti accorgi che la piazza non si muove perché aspetta il seguito della tua frase. Se in quel momento ti accorgi che ti puoi fermare, bere un bicchiere d’acqua, soffiarti il naso o non fare nulla, e la piazza sta ferma a sentire, allora vuol dire che si è creato un filo, una comunicazione, un legame, tanto forte quanto impalpabile, tra te e le persone”.
Grazie compagno Ingrao per tutto ciò che ci hai dato.

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