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I Cattolici e l’impegno in Politica – Incontro-dibattito il primo aprile 2019

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Le ragioni dell’incontro.
L’incontro ha la finalità di suscitare una riflessione a tutto tondo sull’impegno dei cattolici in Politica nel nostro tempo. Lo facciamo partecipando – anche con questa iniziativa – al grande dibattito che si sta sviluppando nel Paese, che non può essere ridotto alla proposta di riedizione di un “partito cattolico”, che peraltro non condividiamo (1). Ma qui non vogliamo parlare solo in termini generali, perché intendiamo misurarci con la nostra realtà di primo riferimento, cioè con l’impegno che caratterizza o dovrebbe caratterizzare i cattolici nella società sarda e nella città metropolitana di Cagliari. Non vogliamo soffermarci sulle diverse esperienze positive (che pur è importante tenere presenti, riconoscendone i meriti anche nell’intento di rafforzare collegamenti e sinergie), vogliamo invece riflettere sulle carenze dell’intervento dei cattolici nel tradurre i valori evangelici nell’impegno sociale, con particolare riguardo all’intervento politico, che ne è un aspetto fondamentale. In questo ambito ci chiediamo il perché le politiche sociali a tutti i livelli (ma qui prendiamo in esame quelli a noi più vicini) siano sempre meno efficaci nel perseguire i principi: eguaglianza, pace, solidarietà, partecipazione, diritto al lavoro, diritto alla salute, diritto a vivere in un ambiente salubre, diritto alla casa, diritto all’istruzione e alla formazione.
[segue]

NewsLetter

logo76Sceglietene oggi chi volete servire (Gs 24,15)

Notizie da
Chiesa di tutti Chiesa dei poveri
Newsletter n. 99 del 23 giugno 2018 .
SE È UNA RIVOLUZIONE
Care amiche ed amici,
(Segue)

Pensiero forte e coinvolgimento popolare

Il pensatore di RodinM5S, come uscire dall’angolo stretto dell’alleanza
Le proposte. Riscrivere il Jobs Act, rovesciare la logica aziendalistica della “buona scuola”, assumere l’iniziativa su corruzione e conflitto di interessi, avviare una politica sul Mezzogiorno

Massimo Villone su il manifesto
EDIZIONE DEL 21.06.2018 [segue]

Quanto valgono i sondaggi lo sappiamo, ma l’impatto del sorpasso della Lega su M5S è innegabile. Inoltre, la crescita della Lega non sembra essere a spese degli alleati del centrodestra, e la coalizione avanza.

Se il trend si consolidasse, il centrodestra potrebbe trovare conveniente tornare alle urne. Dunque, l’arretramento di M5S non interessa solo all’oligarchia che ne tiene il timone.

Forse era scritto. Potrebbe aver pesato l’incidente ultimo sul palcoscenico romano, ma la tendenza si mostra ben altrimenti fondata. L’insostenibile leggerezza di M5S ha ceduto di fronte alla Lega, partito strutturato, radicato, già egemone in parti decisive del paese, e con lunga consuetudine di governo.

La parola chiave è: paura. In un paese frastornato, appesantito da milioni di poveri, segnato dalla peste della precarietà, diviso nei territori e nella distribuzione sempre più diseguale delle ricchezze, il rozzo messaggio di Salvini ha fatto breccia: uniti contro lo straniero, meno tasse, più sicurezza. Incide ancor più laddove si avverte l’aggressione di organizzazioni criminali, come mostra da ultimo la bomba di camorra a Napoli. E peserà anche l’uscita sui Rom, in specie nelle periferie urbane degradate. Sapevamo che l’esperimento gialloverde era sbilanciato a destra. Ma preoccupa che il paese segua il governo e scivoli a destra a sua volta. Bisogna fermare la deriva. Le opposizioni – il Pd e la sinistra – non sembrano al momento in partita. Il Pd è in un cono d’ombra dal quale non uscirà prima di aver fatto i conti con gli anni del renzismo, e l’ostacolo maggiore è proprio Renzi. Ma è una via obbligata. L’alternativa è ritirarsi nei bunker familistici e clientelari dei cacicchi locali. E deve cercare nuove strade anche la sinistra. Afona e impegnata in una battaglia navale di ceto politico che interessa solo chi ne è partecipe.

M5S è nell’angolo. Di Maio sui Rom ha ragione. Ma alla paura non si risponde con il diritto costituzionale. Si risponde con una nuova speranza, una idea di futuro. Anche la posizione sui riders è apprezzabile. Ma è solo una goccia nel mare della precarietà. Le proposte M5S rischiano di sfumare nella nebbia. Il ministro Tria, con il Def gialloverde, in parlamento si è posto in sostanziale continuità con il predecessore Padoan. Risorse poche, i vincoli di sempre, e con la Ue si tratta. Attenzione piena ai mercati. Sul reddito di cittadinanza avanti pianissimo. E intanto? Come si bilancia Salvini?

Qualcosa si può fare. Riscrivere il Jobs Act per ritrovare il lavoro buono e stabile, e uscire dall’ultimo posto nella classifica europea dei Neet, giovani che non studiano e non lavorano. Rovesciare la logica aziendalistica della “buona scuola”. Ridare centralità a ricerca e università. Assumere l’iniziativa su corruzione e conflitto di interessi. Avviare una politica sul Mezzogiorno. Il ministro Toninelli elenca interventi per contrastare il deficit infrastrutturale che schiaccia il Sud. Bene.

Con quali risorse, quali tempi?

Non si illuda M5S che la battaglia decisiva si combatta sulla rete e sulla piattaforma Rousseau. A parte ogni considerazione sull’affidabilità, non si può sequestrare il consenso di quasi undici milioni di elettori ed elettrici nelle decisioni di poche decine di migliaia di militanti. M5S e i suoi parlamentari devono fare i conti con una vastissima platea che non prende ordini dalla rete. Piuttosto, sarebbe utile guardare alla parte del contratto sulla democrazia diretta. Un intervento di semplificazione su referendum abrogativi e leggi di iniziativa popolare, anche limitato alla sola legge ordinaria 352/1970, sarebbe facile e rapido. E sarebbe apprezzato anche da chi può temere attacchi a diritti faticosamente conquistati, come il fine vita, le unioni civili, l’aborto.

Incertezze, immobilismi, vuoto di idee esaltano il messaggio rozzo e iper-securitario di Salvini. Non saranno le esortazioni, i richiami alla Costituzione a sconfiggere le paure, ma solo le nuove speranze. E certo non serve censire i raccomandati. Anzi, meglio una moratoria. A qualcuno potrebbe venire in mente di proporlo sui politici incapaci.
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Ricordando Salvatore Loi, con una sua riflessione, datata 1971, ma sempre attuale

img_4707La fatica e il coraggio di essere uomini.
di Salvatore Loi, Guamaggiore agosto 1971.

Mi hanno sempre colpito due frasi del Vangelo: una è di San Luca “ma il Figlio dell’uomo, alla sua venuta, troverà forse la Fede sulla terra?” (Lc. 18,8) e l’altra è di San Matteo “per il moltiplicarsi dell’iniquità si raffredderà la carità di molti” (Mt. 24,12).
A pensar bene sono due frasi drammatiche: sembra che Gesù veda con amarezza tempi in cui fede e amore entreranno in agonia. E l’agonia della fede e dell’amore coincide con l’agonia di Dio nel mondo, ma anche con l’agonia dell’uomo.
Forse oggi essere uomini significa vivere accettando la terrificante condizione umana senza lasciarsene vincere.
Se abituassimo i nostri occhi a superare le barriere dell’apparenza e il nostro cuore ad avere il coraggio di guardare fino in fondo anche ciò che non vorremmo vedere, ci accorgeremmo che siamo povera gente presa dalla paura di tutto.
Il peggio è che questo tutto te lo senti di fronte e di spalle e di fianco e non riesci ad afferrarlo, te lo senti in fondo al cuore e non sai che sia.
Siamo spesso come il povero ebreo errante che sente su di sè il peso di una vita che non riesce a portare, come il pellegrino in viaggio verso una terra che desidera e teme. Gente seduta alla porta di casa a sognare e mentre sogna si accorge che arriva la fine e che il sogno finisce.
La nostra esperienza non è stata voluta per uscire dalla condizione di ogni uomo: guai a coloro che per essere cristiani dimenticano di essere uomini.
È stata voluta come un momento in cui insieme potessimo ricuperare dal fondo del nostro essere quella nostalgia di fede e di amore che ci facessero sperare che è ancora possibile essere uomini veri, con Dio e in Dio.
Il mistero dell’uomo, ha scritto il Concilio Vaticano II, trova spiegazione alla luce del mistero di Cristo. Perciò abbiamo cercato di porre Cristo al centro della nostra esperienza: la sua Parola, il suo Sacrificio e la sua Carità.
Non è che la sua presenza abbia reso la nostra vita più superficialmente tranquilla.
Io non mi so dire perché Dio preferisca piangere con l’uomo piuttosto che dargli una gioia che l’uomo non ha la felicità di costruirsi, ma so, voglio sapere che Dio non è tanto occupato da non ascoltare il pianto di chi non sa ricevere, come di chi non sa dare.
La presenza di Dio: ora consolante e ora sconvolgente, però tale che non ci toglierà la fatica di essere uomini.
Ci darà solo il coraggio di esserlo fino in fondo, se noi vorremo.
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Ce n’è per tutti!

Cri2 Uno scatto e un altro ancora” di Macrì Sanna.
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Aladin

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STATUTO DELL’ASSOCIAZIONE SOCIO-CULTURALE ALADIN

art. 1 - COSTITUZIONE
Con la denominazione “ALADIN” viene costituita una associazione ai sensi dell’art. 36 del Codice Civile. Fini e metodi dell’associazione sono quelli enunciati nel presente Statuto. (…)

art. 2 – FINALITA’
L’Associazione, senza finalità speculative, si propone i seguenti scopi:

a) promuovere e gestire, direttamente e anche indirettamente, iniziative editoriali  e di informazione in generale, di diffusione delle notizie e delle informazioni, di comunicazione privata e/o istituzionale, sia di pubblico e generale interesse, che di interesse settoriale o specialistico, attraverso la stampa e ogni altro mezzo di diffusione delle idee, compresi i mezzi tecnologicamente più avanzati;

b) promuovere e gestire iniziative complementari, studi, seminari, convegni, attività culturali e in genere, sia in connessione con le attività previste al punto a), sia con valenza propria, sui temi attinenti direttamente e indirettamente gli scopi sociali;

c) favorire e gestire anche direttamente corsi di formazione professionale, di aggiornamento, di perfezionamento, di specializzazione degli operatori comunque impegnati nelle attività di cui al punto a) o altre attività, anche con modalità e metodologie e-learning;

d) promuovere e gestire circoli culturali, centri sociali o di aggregazione sociale, librerie, centri di studio e documentazione, centri di informazione per i giovani, per le categorie sociali svantaggiate, per la promozione della cultura imprenditoriale, per la promozione e per la gestione di fondi comunitari,

e) produrre, acquistare, vendere, distribuire e diffondere pubblicazioni e audiovisivi (libri, riviste, giornali, film, documentari, cinegiornali, etc.), di interesse sociale;

f) svolgere qualunque altra attività connessa ed affine a quelle sopra elencate, nonché compiere tutti gli atti e concludere tutte le operazioni contrattuali, anche di carattere immobiliare, necessarie o attinenti, direttamente o indirettamente, agli stessi.

Con riferimento a tutte le attività sopra elencate la missione dell’associazione si indirizzerà particolarmente:

1) all’impegno per lo sviluppo sociale, culturale ed economico della Sardegna, specie per il suo ruolo attuale e rafforzato nell’ambito dell’Unione Europea e della cooperazione internazionale con specifico riferimento ai paesi del Mediterraneo;
2) a favorire le relazioni di pace e cooperazione tra i popoli, con riferimento particolare anche se non esclusivo, a quelli dei paesi mediterranei.
L’associazione curerà la promozione e l’attuazione dei programmi dell’Unione Europea, con specifico riferimento a quelli sostenuti dai fondi strutturali gestiti dalla Regione Autonoma della Sardegna e dalle altre Regioni e Amministrazioni pubbliche o da quelli di diretta gestione comunitaria. A questo scopo potrà effettuare attività di consulenza a organismi pubblici e privati e gestire direttamente e/o collaborare alla progettazione e/o gestione di programmi comunitari. Tali possibili interventi potranno riguardare anche programmi di altre Amministrazioni pubbliche e/o entità private.

Per il raggiungimento degli scopi suesposti e per la pratica realizzazione delle attività necessarie, la società potrà avvalersi della collaborazione di enti pubblici e di privati e a tali fini stipulare apposite convenzioni.
———————–
- Lo Statuto integrale

Un po’ di autoreferenzialità: Aladin è anche un’associazione a cui poter liberamente aderire. Aderite!

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STATUTO DELL’ASSOCIAZIONE SOCIO-CULTURALE ALADIN

art. 1 - COSTITUZIONE

Con la denominazione “ALADIN” viene costituita una associazione ai sensi dell’art. 36 del Codice Civile. Fini e metodi dell’associazione sono quelli enunciati nel presente Statuto. (…)

art. 2 – FINALITA’

L’Associazione, senza finalità speculative, si propone i seguenti scopi:

a) promuovere e gestire, direttamente e anche indirettamente, iniziative editoriali  e di informazione in generale, di diffusione delle notizie e delle informazioni, di comunicazione privata e/o istituzionale, sia di pubblico e generale interesse, che di interesse settoriale o specialistico, attraverso la stampa e ogni altro mezzo di diffusione delle idee, compresi i mezzi tecnologicamente più avanzati;

b) promuovere e gestire iniziative complementari, studi, seminari, convegni, attività culturali e in genere, sia in connessione con le attività previste al punto a), sia con valenza propria, sui temi attinenti direttamente e indirettamente gli scopi sociali;

c) favorire e gestire anche direttamente corsi di formazione professionale, di aggiornamento, di perfezionamento, di specializzazione degli operatori comunque impegnati nelle attività di cui al punto a) o altre attività, anche con modalità e metodologie e-learning;

d) promuovere e gestire circoli culturali, centri sociali o di aggregazione sociale, librerie, centri di studio e documentazione, centri di informazione per i giovani, per le categorie sociali svantaggiate, per la promozione della cultura imprenditoriale, per la promozione e per la gestione di fondi comunitari,

e) produrre, acquistare, vendere, distribuire e diffondere pubblicazioni e audiovisivi (libri, riviste, giornali, film, documentari, cinegiornali, etc.), di interesse sociale;

f) svolgere qualunque altra attività connessa ed affine a quelle sopra elencate, nonché compiere tutti gli atti e concludere tutte le operazioni contrattuali, anche di carattere immobiliare, necessarie o attinenti, direttamente o indirettamente, agli stessi.

Con riferimento a tutte le attività sopra elencate la missione dell’associazione si indirizzerà particolarmente:

1) all’impegno per lo sviluppo sociale, culturale ed economico della Sardegna, specie per il suo ruolo attuale e rafforzato nell’ambito dell’Unione Europea e della cooperazione internazionale con specifico riferimento ai paesi del Mediterraneo;
2) a favorire le relazioni di pace e cooperazione tra i popoli, con riferimento particolare anche se non esclusivo, a quelli dei paesi mediterranei.
L’associazione curerà la promozione e l’attuazione dei programmi dell’Unione Europea, con specifico riferimento a quelli sostenuti dai fondi strutturali gestiti dalla Regione Autonoma della Sardegna e dalle altre Regioni e Amministrazioni pubbliche o da quelli di diretta gestione comunitaria. A questo scopo potrà effettuare attività di consulenza a organismi pubblici e privati e gestire direttamente e/o collaborare alla progettazione e/o gestione di programmi comunitari. Tali possibili interventi potranno riguardare anche programmi di altre Amministrazioni pubbliche e/o entità private.

Per il raggiungimento degli scopi suesposti e per la pratica realizzazione delle attività necessarie, la società potrà avvalersi della collaborazione di enti pubblici e di privati e a tali fini stipulare apposite convenzioni.
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- Lo Statuto integrale

giovedì 20 febbraio, in giro con la lampada di aladin su aladinews e dintorni

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- Vanni Tola
- Salvatore Cubeddu
- Nicolò Migheli
- Bustianu Cumpostu

- Elezioni regionali: chi ha vinto che cosa?
- Gonario Francesco Sedda su Democraziaoggi

Oggi San Mauro, Elettorando…

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Bomeluzo san Mauro
Si racconta di San Mauro che i pagani lo posero nell’acqua bollente ed egli si lamentò che il bagno fosse troppo
freddo; il governatore pagano mise stoltamente la mano nell’acqua per controllare, e si ustionò
(Umberto Eco)
by Bomeluzo
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… la speranza di un futuro dei sardi “liberos, rispettados e uguales”

kandiscky mogolfieraPiero Marcialis fotoOK, PARLO DELLE ELEZIONI REGIONALI

MI DISPIACEREBBE
- se la sinistra non vincesse
- se dentro la coalizione di sinistra non avessero buoni risultati quelli che rappresentano l’area sardista sovranista indipendentista
- se tra questi non avesse ottimi risultati il Partito dei Rossomori
- se Michela Murgia non avesse un significativo risultato

MI PIACEREBBE
un risultato complessivo che facesse emergere la speranza di un futuro dei sardi “liberos, rispettados e uguales”.
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GLI-OCCHIALI-DI-PIERO1-150x1501413EDGAR ALLAN POE
A Boston il 19 gennaio 1809, da una coppia di attori (Elizabeth e David Poe), nasce Edgar Poe, che aggiungerà Allan al cognome perchè, persi i genitori a due anni, fu adottato dal ricco commerciante John Allan, che lo fece studiare in Inghilterra.
Dai genitori ereditò intelligenza e memoria straordinarie con analogo temperamento nervoso ed eccitabile. In soli 40 anni di vita è stato capace di divenire uno dei nomi più notevoli della letteratura mondiale.
Morì a Baltimora il 7 ottobre 1849 (vedi Aladin pensiero, 7 ottobre 2013).
All that we see or seem
is but a dream within a dream.
Tutto ciò che vediamo o sembriamo
non è che un sogno dentro un altro sogno.

Proudhon-childrenPIERRE-JOSEPH PROUDHON
Il 19 gennaio 1865, alle due di notte, muore Proudhon. Alla domanda “che cos’è la proprietà?” rispose “la proprietà è un furto”, meno lapidariamente che la proprietà è un privilegio che viola il principio di eguaglianza che sta alla base della democrazia. Pubblica l’opera con questo titolo nel 1840 e, pur non contenendo affermazioni assolutamente originali – altri autori, dai tempi di Pascal, fino a Rousseau e oltre, hanno espresso di tali concetti -, ha subito un successo straordinario.
Proudhon era nato a Besançon il 15 gennaio 1809, figlio di un artigiano e di una contadina: “sono nobile! i miei antenati paterni e materni furono tutti lavoratori liberi… celebri per la loro audacia nel resistere alle pretese dei signori”.
Personaggio contradditorio, disse di sè stesso: “d’avere un qualche talento, ma un talento incompleto, sconnesso, ineguale, pieno di soluzioni, di negligenze, di intemperanze… ma sono stato, credo, un uomo onesto”.
Primo intellettuale a definirsi anarchico, ma anche padre del socialismo francese, antesignano dell’astensionismo elettorale, partecipò nel ’48 ai moti rivoluzionari, ricavò tre anni di carcere dall’aver contrastato nel ’49 Luigi Napoleone: “un infame avventuriero, eletto da un’illusione popolare per presiedere ai destini della Repubblica, osa chiederci la tirannide”, ma esitò di fronte all’ascesa di Luigi Napoleone, complice l’apatia popolare.
Il suo nome ogni tanto ritorna alla ribalta: tra i comunardi del 1871, e nel ’900 nel contrasto tra Jugoslavia e Russia, e nell’epoca di Craxi, che lo preferiva a Marx, riconoscendo come Ghino di Tacco (noto ladrone di strada) la fondatezza della tesi che il furto è alla base della ricchezza.
- nel riquadro Pierre Joseph Proudhon e i suoi figli. Dipinto di Gustave Courbet, 1865.
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CHI PAGA LA BONIFICA?
Figuratevi se non sono d’accordo per i lavori di bonifica di territori inquinati in Sardegna da industrie e insediamenti militari… ma si fa a spese di chi?
Saggezza antica vuole che chi rompe paga e chi sporca pulisca. No?
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NADIA GALLICO SPANO
Una delle 21 donne della Costituente, il 19 gennaio 2006 muore a Roma.
Nadia Gallico nasce a Tunisi, figlia di emigrati, il 2 giugno 1916, aggiunge il cognome Spano nel 1939, quando sposa Velio, dirigente comunista sardo, inviato dal partito a Tunisi per animare la resistenza degli emigrati italiani.
Da comunista oltre che costituente, fu parlamentare e presidente dell’Unione donne sarde fino al 1958. L’abbiamo ricordata anche il 2 giugno 2013 (vedi Aladin pensiero), anniversario della nascita.

elettorando… in giro nella rete con la lampada di aladin

aladin-lampada-di-aladinews312- Attilio Mastino appoggia Pigliaru e gli da qualche consiglio “…auguro a Francesco Pigliaru di saper ascoltare, di riuscire a suscitare passioni profonde, di raccogliere idee nuove, proposte non convenzionali, disponibilità non interessate, generosità vere. Di uscire dal Palazzo e di vivere tra la gente.(…)”. Su SardegnaSoprattutto
- Scoop: il Times fa propaganda elettorale occulta per Michela Murgia!Cabras foto -sardgnapossibile Sardegna Possibile: i primi candidati delle tre liste che propongono Michela Murgia (su SardiniaPost)
(segue)

Indipendentisti e Sovranisti divisi e inesorabilmente destinati all’insuccesso?

Vox clamantis in desertoIndipendentisti e Sovranisti divisi e inesorabilmente destinati all’insuccesso. Le considerazioni di tre indipendentisti (seppur su diverse posizioni) con un appello destinato in tutta evidenza a cadere nel vuoto (“Vox clamantis in deserto”).

Francesco Casula
Gli Indipendentisti verso la disfatta elettorale?
Temo che il variegato mondo indipendentista, diviso e frantumato in mille rivoli, rischi di precipitare, rovinosamente, in un baratro. Ha già deciso e proposto ben 4 candidati-Presidenti. Con una decina di liste. E mancano ancora Sardigna libera, IRS, Sardigna Natzione, Rossomori, Il Partito dei Sardi e altri. Che proporranno altre liste e altri candidati-Presidenti. Un delirio immane. Un regalo ai Partiti italioti. Che continueranno a vincere e “macellare” la nostra Terra.

Gavinu Dettori
Sembrava che il momento storico, per l’unione dei SARDI fosse arrivato! Credo che se i sardi avessero visto, nella seppur variegata rosa di partiti o movimenti di ispirazione “SARDISTA”, una strategia unitaria con una prospettiva di governo ” inter nos “, queste elezioni avrebbero potuto rivelarsi una sorpresa in positivo, per vedere finalmente un popolo unito nel credere nell’autogoverno. Ma se neanche i capi che guidano questa miriade di movimenti riescono a trovare l’accordo, su quali basi e argomentazioni cercano consenso nella popolazione? Dimostriamo di essere veramente ridicoli. Ma quali saranno le differenze fra di loro! io credo che non ce ne siano, o meglio: il programma di uno potrebbe completarsi con il programma degli altri, pur anche con qualche rinuncia da parte di ognuno. Se i programmi fossero tanto incompatibili, vuol dire che che sarebbero da buttare tutti a mare. Anche la Murgia è comparsa come una meteora! e può essere giustificata solo pensando in termini elettoralistici in quanto conosciuta, ma non mi sembra sia stato il modo migliore di proporsi, per giunta “escludente”… poi qualche programma che si adatti ai nostri problemi si imbastisce sempre.

Giacomo Meloni
La decisione di Grillo di non rendere disponibile il simbolo del Movimento 5 Stelle per la prossima regionali del 16 febbraio 2014 apre un grande spazio e una grande opportunità che dovrebbero saper cogliere intelligentemente i movimenti INDIPENDENTISTI E SOVRANISTI, che, invece di correre ognuno per sé, dovrebbero trovare un terreno comune ed un candidato condiviso.
Faccio appello all’intelligenza di BUSTIANU CUMPOSTU ( SNI ), di GAVINO SALE ( IRS ), di CLAUDIA ZUNCHEDDU ( SARDIGNA LIBERA ), di PAOLO MANINCHEDDA e di FRANCISCU SEDDA ( PARTITO DEI SARDI ), di EFISIO ARBAU ( LA BASE ), di GIGI SANNA (ZONA FRANCA ), dello stesso CRISTIANO SABINO e PIETRO DEVIAS (‘A MANCA ), di FRANCO BRANCA e PAOLO BIANCU (CASA SARDEGNA), di GIOVANNI COLLI e GIANNI RUGGERI (PSD’AZ ), LABORATORIO GALLURA, e della stessa MICHELA MURGIA (PROGRESS-SARDEGNA POSSIBILE )
Farei lo stesso appello a DODDORE MELONI, ma penso che non sarei ascoltato anche se dubito che abbia la capacità di raccogliere le firme necessarie per presentare la lista…

Cagliari tra le sei città selezionate per la candidatura a Città Europea della Cultura 2019

CagliaRI CAP CULTURA 2019CAPITALE EUROPEA DELLA CULTURA 2019: LA PRESELEZIONE DELLA GIURIA
Comunicato del MIBAC, pubblicato il 15 novembre 2013
La giuria europea, presieduta da Steve Green e composta da membri italiani e stranieri, scelti e concordati con la Commissione Europea, al termine delle audizioni, quale momento conclusivo della valutazione intrapresa dopo il 20 settembre 2013, data ultima di consegna dei dossier di candidatura, ha annunciato la redazione di un testo di preselezione delle città che concorreranno all’ultima fase dell’Azione comunitaria “Capitale Europea della Cultura”.
Le città sono Cagliari, Lecce, Matera, Perugia-Assisi, Ravenna e Siena.
La giuria tornerà a riunirsi nell’ultimo trimestre del 2014, per valutare i progetti modificati delle città preselezionate, sulla base delle raccomandazioni che saranno formulate dalla giuria stessa.
Roma, 15 novembre 2013
Ulteriori informazioni: www.capitalicultura.beniculturali.it
microlamapadaaladinComplimenti a tutti coloro che hanno contribuito a questo eccezionale risultato, in primis all’assessore alla Cultura Enrica Puggioni e al sindaco Massimo Zedda. Dopo un momento di meritato compiacimento: al lavoro!
(segue)

La storia siamo noi (i cittadini). Nessuno si senta offeso (compresi Grillo e Bersani)


La storia siamo noi
Bersani parli rivolgendosi innanzitutto agli italiani
di Aladin
Attenzione Bersani, mentre Grillo parla e parlerà verso tutti, ma fondamentalmente ai suoi (soprattutto ai parlamentari M5S), tu parla rivolgendoti a tutti (ai tuoi come agli altri e, tra questi i M5S), ma parla rivolgendoti innanzitutto agli italiani. E’ evidente che Beppe Grillo ha necessità di tenere compatta una squadra, allo stato di poca omogenità, ma sicuramente orientata maggioritariamente a sinistra e, come tale, molto probabilmente sensibile alle proposte del Pd e di Sel. Abbiamo detto che siamo in una situazione del tutto inedita. Questo non vale solo per Bersani and Co, ma anche per Grillo and Co e per tutti. Intendo dire che la proposta di dare al paese il miglior governo possibile (in questa situazione) per fortuna non dipende solo da Grillo e neppure solo da Bersani. Facciamo valere il più possibile la partecipazione dei cittadini, anche con l’utilizzo della rete e di tutte le occasioni di partecipazione in presenza. I cittadini e soprattutto i militanti (naturalmente e comprensibilmente portati alla partigianeria e spesso al settarismo) devono sempre far prevalere le ragioni dei dialogo, dei ragionamenti, del perseguire le possibili soluzioni migliori… piuttosto che le contrapposizioni di principio o, peggio, gli insulti. Solo il popolo (quello consapevole) salva il popolo (anche quello inconsapevole).
—-
La storia siamo noi (F. De Gregori)

Dedicato a… soprattutto a Bersani. Codesto solo oggi possiamo dirti, ciò che non siamo, ciò che non vogliamo. Nessun accordo con Berlusconi!

Non domandarci la formula che mondi possa aprirti,
sì qualche storta sillaba e secca come un ramo.
Codesto solo oggi possiamo dirti,
ciò che non siamo, ciò che non vogliamo
.

(Eugenio Montale)
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Tutta la poesia
Non Chiederci La Parola

di Eugenio Montale

Non chiederci la parola che squadri da ogni lato
l’animo nostro informe, e a lettere di fuoco
lo dichiari e risplenda come un croco
perduto in mezzo a un polveroso prato.

Ah l’uomo che se ne va sicuro,
agli altri ed a se stesso amico,
e l’ombra sua non cura che la canicola
stampa sopra uno scalcinato muro!

Non domandarci la formula che mondi possa aprirti,
sì qualche storta sillaba e secca come un ramo.
Codesto solo oggi possiamo dirti,
ciò che non siamo, ciò che non vogliamo.
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La poesia declamata da Gassman

XI Conferenza Internazionale su Distrofia Muscolare Duchenne e Becker

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Segui la diretta web su http://stelnet.com/parentproject/
Fermare La Duchenne
Mentre continuano i lavori della conferenza, la campagna sms è ancora in corso. C’è tempo fino a domani per sostenere la ricerca contro la distrofia di Duchenne con un SMS al 45503!