SOCIETÀ

Accadde 2 luglio di 38 anni fa. Per non dimenticare Aldo Scardella

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patrizio-rovelli-ft2di Patrizio Rovelli

Il 2 luglio del 1986 nel carcere di Buoncammino moriva Aldo SCARDELLA vittima di un evidente errore giudiziario. Aveva 26 anni ed era accusato di un omicidio che non aveva commesso.
Dopo la sua morte la Procura di Cagliari arrestò gli autori di quel crimine che vennero poi condannati dalla giustizia italiana.
Di lui parlò Enzo Tortora che volle visitare la sua tomba e deporvi dei fiori.
L’Osservatorio per la Giustizia ha deciso di raccogliere le firme per intitolare ad ALDO l’aula più importante del palazzo di giustizia di Cagliari.
Perché nessuno dimentichi mai, varcando l’ingresso del tribunale della nostra città, il sacrificio della vita di questo giovane condannato a diventare un drammatico e dolorosissimo esempio di errore giudiziario.
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aldo-scardella-272024jpgQuesta mattina mi sono sentito sinceramente onorato di accompagnare Cristiano Scardella, fratello di Aldo e l’avv. Patrizio Rovelli, amico di sempre, a rendere omaggio ai Aldo Scardella morto suicida il 2 luglio del 1986 nel carcere di Buoncammino, vittima innocente di un clamoroso errore giudiziario. Con commozione abbiamo accarezzato la foto del giovane Aldo e deposto un mazzo di garofani rossi sulla sua tomba. Aldo merita molto di più dei nostri omaggi e della nostra commozione, seppure importanti perchè sinceri e per lui impegnati, merita di essere ricordato da tutti, compresi gli operatori della giustizia, quella giustizia che a lui è stata barbaramente negata. Ecco perchè la proposta dell’Osservatorio per la Giustizia di intitolare ad ALDO l’aula più importante del palazzo di giustizia di Cagliari, va appoggiata e portata avanti con convinzione e impegno corale fino alla sua accoglienza [fm].
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Papa Francesco: “Spera e agisci con il creato”

img_7793
img_7794“Spera e agisci con il creato”: è il tema della Giornata di preghiera per la cura del creato, il prossimo 1° settembre. È riferito alla Lettera di San Paolo ai Romani 8,19-25: l’Apostolo sta chiarendo cosa significhi vivere secondo lo Spirito e si concentra sulla speranza certa della salvezza per mezzo della fede, che è vita nuova in Cristo.

1. Partiamo allora da una domanda semplice, ma che potrebbe non avere una risposta ovvia: quando siamo davvero credenti, com’è che abbiamo fede? Non è tanto perché “noi crediamo” in qualcosa di trascendente che la nostra ragione non riesce a capire, il mistero irraggiungibile di un Dio distante e lontano, invisibile e innominabile. Piuttosto, direbbe San Paolo, è perché in noi abita lo Spirito Santo. Sì, siamo credenti perché l’Amore stesso di Dio è stato «riversato nei nostri cuori» ( Rm 5,5). Perciò lo Spirito è ora, realmente, «la caparra della nostra eredità» ( Ef 1,14), come pro-vocazione a vivere sempre protesi verso i beni eterni, secondo la pienezza dell’umanità bella e buona di Gesù. Lo Spirito rende i credenti creativi, pro-attivi nella carità. Li immette in un grande cammino di libertà spirituale, non esente tuttavia dalla lotta tra la logica del mondo e la logica dello Spirito, che hanno frutti tra loro contrapposti ( Gal 5,16-17). Lo sappiamo, il primo frutto dello Spirito, compendio di tutti gli altri , è l’amore. Condotti, dunque, dallo Spirito Santo, i credenti sono figli di Dio e possono rivolgersi a Lui chiamandolo «Abbà, Padre» ( Rm 8,15), proprio come Gesù, nella libertà di chi non ricade più nella paura della morte, perché Gesù è risorto dai morti. Ecco la grande speranza: l’amore di Dio ha vinto, vince sempre e ancora vincerà. Il destino di gloria è già sicuro, nonostante la prospettiva della morte fisica, per l’uomo nuovo che vive nello Spirito. Questa speranza non delude, come ricorda anche la Bolla di indizione del prossimo Giubileo. [1]

2. L’esistenza del cristiano è vita di fede, operosa nella carità e traboccante di speranza, nell’attesa del ritorno del Signore nella sua gloria. Non fa problema il “ritardo” della parusia, della sua seconda venuta. La questione è un’altra: «il Figlio dell’uomo, quando verrà, troverà la fede sulla terra?» (Lc 18,8). Sì, la fede è dono, frutto della presenza dello Spirito in noi, ma è anche compito, da eseguire in libertà, nell’obbedienza al comandamento dell’amore di Gesù. Ecco la beata speranza da testimoniare: dove? quando? come? Dentro i drammi della carne umana sofferente. Se pur si sogna, ora si deve sognare a occhi aperti, animati da visioni di amore, di fratellanza, di amicizia e di giustizia per tutti. La salvezza cristiana entra nello spessore del dolore del mondo, che non coglie solo gli umani, ma l’intero universo, la stessa natura, oikos dell’uomo, suo ambiente vitale; coglie la creazione come “paradiso terrestre”, la madre terra, che dovrebbe essere luogo di gioia e promessa di felicità per tutti. L’ottimismo cristiano si fonda su una speranza viva: sa che tutto tende alla gloria di Dio, alla consumazione finale nella sua pace, alla risurrezione corporea nella giustizia, “di gloria in gloria”. Nel tempo che passa, però, condividiamo dolore e sofferenza: la creazione intera geme (cfr Rm 8,19-22), i cristiani gemono (cfr vv. 23-25) e geme lo Spirito stesso (cfr vv. 26-27). Il gemere manifesta inquietudine e sofferenza, insieme ad anelito e desiderio. Il gemito esprime fiducia in Dio e affidamento alla sua compagnia affettuosa ed esigente, in vista della realizzazione del suo disegno, che è gioia, amore e pace nello Spirito Santo.

3. Tutta la creazione è coinvolta in questo processo di una nuova nascita e, gemendo, attende la liberazione: si tratta di una crescita nascosta che matura, quasi “granello di senape che diventa albero grande” o “lievito nella pasta” (cfr Mt 13,31-33). Gli inizi sono minuscoli, ma i risultati attesi possono essere di una bellezza infinita. In quanto attesa di una nascita – la rivelazione dei figli di Dio – la speranza è la possibilità di rimanere saldi in mezzo alle avversità, di non scoraggiarsi nel tempo delle tribolazioni o davanti alla barbarie umana. La speranza cristiana non delude, ma anche non illude: se il gemito della creazione, dei cristiani e dello Spirito è anticipazione e attesa della salvezza già in azione, ora siamo immersi in tante sofferenze che San Paolo descrive come “tribolazione, angoscia, persecuzione, fame, nudità, pericolo, spada” (cfr Rm 8,35). Allora la speranza è una lettura alternativa della storia e delle vicende umane: non illusoria, ma realista, del realismo della fede che vede l’invisibile. Questa speranza è l’attesa paziente, come il non-vedere di Abramo. Mi piace ricordare quel grande visionario credente che fu Gioacchino da Fiore, l’abate calabrese “di spirito profetico dotato”, secondo Dante Alighieri [2]: in un tempo di lotte sanguinose, di conflitti tra Papato e Impero, di Crociate, di eresie e di mondanizzazione della Chiesa, seppe indicare l’ideale di un nuovo spirito di convivenza tra gli uomini, improntata alla fraternità universale e alla pace cristiana, frutto di Vangelo vissuto. Questo spirito di amicizia sociale e di fratellanza universale ho proposto in Fratelli tutti. E questa armonia tra umani deve estendersi anche al creato, in un “antropocentrismo situato” (cfr Laudate Deum, 67), nella responsabilità per un’ecologia umana e integrale, via di salvezza della nostra casa comune e di noi che vi abitiamo.

4. Perché tanto male nel mondo? Perché tanta ingiustizia, tante guerre fratricide che fanno morire i bambini, distruggono le città, inquinano l’ambiente vitale dell’uomo, la madre terra, violentata e devastata? Riferendosi implicitamente al peccato di Adamo, San Paolo afferma: «Sappiamo infatti che tutta insieme la creazione geme e soffre le doglie del parto fino ad oggi» (Rm 8,22). La lotta morale dei cristiani è connessa al “gemito” della creazione, perché essa «è stata sottoposta alla caducità» (v. 20). Tutto il cosmo ed ogni creatura gemono e anelano “impazientemente”, perché possa essere superata la condizione presente e ristabilita quella originaria: infatti la liberazione dell’uomo comporta anche quella di tutte le altre creature che, solidali con la condizione umana, sono state poste sotto il giogo della schiavitù. Come l’umanità, il creato – senza sua colpa – è schiavo, e si ritrova incapace di fare ciò per cui è progettato, cioè di avere un significato e uno scopo duraturi; è soggetto alla dissoluzione e alla morte, aggravate dagli abusi umani sulla natura. Ma, in senso contrario, la salvezza dell’uomo in Cristo è sicura speranza anche per il creato: infatti «anche la stessa creazione sarà liberata dalla schiavitù della corruzione per entrare nella libertà della gloria dei figli di Dio» (Rm 8,21). Sicché, nella redenzione di Cristo è possibile contemplare in speranza il legame di solidarietà tra gli esseri uomini e tutte le altre creature.

5. Nell’attesa speranzosa e perseverante del ritorno glorioso di Gesù, lo Spirito Santo tiene vigile la comunità credente e la istruisce continuamente, la chiama a conversione negli stili di vita, per resistere al degrado umano dell’ambiente e manifestare quella critica sociale che è anzitutto testimonianza della possibilità di cambiare. Questa conversione consiste nel passare dall’arroganza di chi vuole dominare sugli altri e sulla natura – ridotta a oggetto da manipolare –, all’umiltà di chi si prende cura degli altri e del creato. «Un essere umano che pretende di sostituirsi a Dio diventa il peggior pericolo per sé stesso» (Laudate Deum, 73), perché il peccato di Adamo ha distrutto le relazioni fondamentali di cui l’uomo vive: quella con Dio, con sé stesso e gli altri esseri umani e quella con il cosmo. Tutte queste relazioni devono essere, sinergicamente, ristabilite, salvate, “rese giuste”. Nessuna può mancare. Se ne manca una, tutto fallisce.

6. Sperare e agire con il creato significa anzitutto unire le forze e, camminando insieme a tutti gli uomini e le donne di buona volontà, contribuire a «ripensare alla questione del potere umano, al suo significato e ai suoi limiti.Il nostro potere, infatti, è aumentato freneticamente in pochi decenni. Abbiamo compiuto progressi tecnologici impressionanti e sorprendenti, e non ci rendiamo conto che allo stesso tempo siamo diventati altamente pericolosi, capaci di mettere a repentaglio la vita di molti esseri e la nostra stessa sopravvivenza» (Laudate Deum, 28). Un potere incontrollato genera mostri e si ritorce contro noi stessi. Perciò oggi è urgente porre limiti etici allo sviluppo dell’Intelligenza artificiale, che con la sua capacità di calcolo e di simulazione potrebbe essere utilizzata per il dominio sull’uomo e sulla natura, piuttosto che messa servizio della pace e dello sviluppo integrale (cfr Messaggio per la Giornata Mondiale della Pace 2024).

7. «Lo Spirito Santo ci accompagna nella vita»: l’hanno capito bene i bambini e le bambine riuniti in Piazza San Pietro per la loro prima Giornata Mondiale, che ha coinciso con la domenica della Santissima Trinità. Dio non è un’idea astratta di infinito, ma è Padre amorevole, Figlio amico e redentore di ogni uomo e Spirito Santo che guida i nostri passi sulla via della carità. L’obbedienza allo Spirito d’amore cambia radicalmente l’atteggiamento dell’uomo: da “predatore” a “coltivatore” del giardino. La terra è affidata all’uomo, ma resta di Dio (cfr Lv 25,23). Questo è l’antropocentrismo teologale della tradizione ebraico-cristiana. Pertanto, pretendere di possedere e dominare la natura, manipolandola a proprio piacimento, è una forma di idolatria. È l’uomo prometeico, ubriaco del proprio potere tecnocratico che con arroganza mette la terra in una condizione “dis-graziata”, cioè priva della grazia di Dio. Ora, se la grazia di Dio è Gesù, morto e risorto, è vero quanto ha affermato Benedetto XVI: «Non è la scienza che redime l’uomo. L’uomo viene redento mediante l’amore» (Lett. enc. Spe salvi, 26), l’amore di Dio in Cristo, da cui niente e nessuno potrà mai separarci (cfr Rm 8,38-39).Continuamente attratta dal suo futuro, la creazione non è statica o chiusa in sé stessa. Oggi, anche grazie alle scoperte della fisica contemporanea, il legame tra materia e spirito si presenta in maniera sempre più affascinante alla nostra conoscenza.

8. La salvaguardia del creato è dunque una questione, oltre che etica, eminentemente teologica: riguarda, infatti, l’intreccio tra il mistero dell’uomo e quello di Dio. Questo intreccio si può dire “generativo”, in quanto risale all’atto d’amore con cui Dio crea l’essere umano in Cristo. Questo atto creatore di Dio dona e fonda l’agire libero dell’uomo e tutta la sua eticità: libero proprio nel suo essere creato nell’immagine di Dio che è Gesù Cristo, e per questo “rappresentante” della creazione in Cristo stesso. C’è una motivazione trascendente (teologico-etica) che impegna il cristiano a promuovere la giustizia e la pace nel mondo, anche attraversola destinazione universale dei beni: si tratta della rivelazione dei figli di Dio che il creato attende, gemendo come nelle doglie di un parto. In gioco non c’è solo la vita terrena dell’uomo in questa storia, c’è soprattutto il suo destino nell’eternità, l’eschaton della nostra beatitudine, il Paradiso della nostra pace, in Cristo Signore del cosmo, il Crocifisso-Risorto per amore.

9.Sperare e agire con il creato significa allora vivere una fede incarnata, che sa entrare nella carne sofferente e speranzosa della gente, condividendo l’attesa della risurrezione corporea a cui i credenti sono predestinati in Cristo Signore. In Gesù, il Figlio eterno nella carne umana, siamo realmente figli del Padre. Mediante la fede e il battesimo inizia per il credente la vita secondo lo Spirito (cfr Rm 8,2), una vita santa, un’esistenza da figli del Padre, come Gesù (cfr Rm 8,14-17), poiché, per la potenza dello Spirito Santo, Cristo vive in noi (cfr Gal 2,20). Una vita che diventa canto d’amore per Dio, per l’umanità, con e per il creato, e che trova la sua pienezza nella santità. [3]

Roma, San Giovanni in Laterano, 27 giugno 2024

FRANCESCO

[1] Spes non confundit, Bolla di indizione del Giubileo Ordinario dell’Anno 2025 (9 maggio 2024).
[2] Divina Commedia, Paradiso, XII, 141.

[3] Lo ha espresso poeticamente il sacerdote rosminiano Clemente Rebora: «Mentre il creato ascende in Cristo al Padre, / nell’arcana sorte / tutto è doglia del parto: / quanto morir perché la vita nasca! / pur da una Madre sola, che è divina, / alla luce si vien felicemente: / vita che l’amore produce in pianto, / e, se anela, quaggiù è poesia; / ma santità soltanto compie il canto» ( Curriculum vitae, “Poesia e santità”: Poesie, prose e traduzioni, Milano 2015, p. 297).

Ricordando padre Agostino Pirri, frate francescano OFM

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Per Agostino
di Franco Meloni

Ci saranno anche due commendatori al merito della Repubblica italiana, padre Salvatore Morittu e don Ettore Cannavera, a omaggiare padre Agostino Pirri, frate francescano minore, sacerdote – morto un anno fa a 93 anni – in un “evento laico”, venerdì 28 giugno alle 17,30, alla Fondazione di Sardegna, organizzato dagli Amici di padre Agostino in collaborazione con la Comunità La Collina. Se lo merita, eccome Agostino! Nonostante non amasse troppo le cerimonie, perché solo l’umiltà si addice ai frati e lui di maestosità riconosceva solo img_7742quella delle montagne, ovunque situate e la magnificenza delle città d’arte; in entrambi i luoghi, a costo di sacrifici personali, trascinava i suoi giovani e perfino i suoi confratelli.
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img_7745 Però, prima di tutto e tutti lui amava i suoi allievi, sempre giovani a prescindere dall’età. Sì perché Agostino, come don Milani, li amava, forse più di quanto amasse Dio (e Francesco d’Assisi). Ma Dio, come sosteneva don Lorenzo, non tiene questa contabilità perché sta scritto “tutto quello che avete fatto al vostro prossimo lo avete fatto a me”. E frate Agostino di bene ai fratelli e sorelle che ha incontrato nella sua lunga vita terrena ne ha sparso a piene mani. Tanto è che tutti lo ricordano con gratitudine e affetto, e un gruppo di suoi allievi del Movimento Studenti, del tempo a cavallo degli 60-70, lo ha fedelmente seguito, sempre, seppure con diversa gradazione di intensità:
– massima in quegli anni d’oro della giovinezza, quando la bellezza del crescere insieme si unisce alla solidarietà per i più poveri;
- ridotta, più tardi, quando i legami si allentano e gli anni con i suoi giovani diventati adulti, diventano soprattutto un bel ricordo, con sporadici incontri, magari per celebrare qualche matrimonio o, purtroppo, funerali;
- forte, bella e carica d’affetto, negli anni della sua anzianità e poi vecchiaia.
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Ed è proprio quest’ultimo tempo, non breve (oltre vent’anni ) che vogliamo qui ricordare: lo cercammo e ritrovammo nei Conventi francescani del nord Sardegna (Sassari, Bonorva, Fonni) e finalmente riallacciamo forti rapporti quando ci fu riportato a Cagliari nel img_7735Convento di Santa Rosalia-Santuario di San Salvatore da Horta. Da allora i pomeriggi di quasi ogni mercoledì quando si leggeva insieme un brano del Vangelo che lui commentava con poche sagge parole e poi: “raccontatemi di voi, della vostra vita, delle vostre famiglie, di cose tristi o divertenti… e, vi raccomando, state più vicini al Signore. Ora facciamo una preghiera, vi do la benedizione e andate via… perché ho altri impegni, o… perché voglio vedermi in santa pace una partita di calcio in Tv”. Con nostalgia ricordiamo i festeggiamenti per i compleanni, nei conventi di Santa Rosalia o, img_7739negli ultimi anni, di Sant’Antonio a Quartu. E, ancora, le “andate ad Assisi”:
nel 2014, img_7736 con la storica messa alla Porziuncola, in Santa Maria degli Angeli, dove è nato l’Ordine francescano; nel 2015, con la visita a La Verna, in cui img_7737Francesco ricevette le stimmate e Agostino benché con difficoltà di deambulazione, incurante del pericolo scese, in solitaria, allo img_7741Spicco, luogo assai impervio, per pregare laddove lo faceva Francesco, lui sfuggendo alle attenzioni dei confratelli e Agostino alle nostre. E’ evidente img_7740 come fosse sorretto dallo Spirito! Quanti altri ricordi, in tutti i luoghi dove visse San Francesco: img_7755 San Damiano, Santa Chiara, l’eremo delle carceri… fino img_7738all’ultima trasferta senza spostarci dalla terra sarda, a San Pietro di Sorres.
E così per altro tempo benedetto, fino agli ultimi anni della sua vita, allorché le gambe non lo reggevano più e tuttavia continuava a riceverci in quel di Quartu, in sedia a rotelle.
img_7748Come stai Agostino? Era la prima domanda che ti facevamo. E tu: “Bbene!”. Si, marcando quella B iniziale. “Ah, se non fosse per queste gambe che non mi reggono…”.
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Il 14 maggio dello scorso anno i confratelli ci avvisarono che era stato ricoverato all’ospedale Binaghi per Covid, ma che non era questo male a preoccupare i medici, quanto il fatto che il Covid aveva scatenato tutte le vecchie patologie fino ad allora in progressivo ma lento decorso. Alcuni di noi amici andammo a trovarlo: il Covid era stato domato ma non il resto e aveva inesorabilmente perso conoscenza. Dopo pochi giorni veniva riportato in Convento, come aveva chiesto quand’era lucido, e li serenamente morire il 21 giugno 2023.
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Caro Agostino,
nostro padre Agostino, ti credevamo eterno, anche per la tua missione spirituale così sempre vicina a Nostro Signore. Ma le nostre preghiere e, più sinceramente, il nostro egoismo non sono serviti a trattenerti ancora tra noi, dopo 93 anni di vita in parte preponderante come frate dell’ordine francescano dei minori, in missione permanente. Sei andato in pace con un sorriso, quello che ci accoglieva sempre, anche in questi ultimi anni nel Convento di Sant’Antonio, a Quartu Sant’Elena. Agostino sei stato sempre nel nostro cuore e scusaci se continuando sempre ad amarti, non abbiamo seguito tutti i tuoi consigli. Per colpa nostra, ti dicevo scherzando, non ti hanno fatto Vescovo. Si, perché la Santa Sede che fa i Vescovi aveva così ragionato: “Ma questo Agostino, frate benedetto, quanti seguaci “buoni cristiani” ha formato e quanti infedeli ha convertito? Molti, forse moltissimi, ma pochi, pochissimi, rispetto alle aspettative”. Ma ha formato tanti buon cittadini, rispettosi del bene comune! “Non basta. E poi ha allevato perfino qualche comunista e non tutti i suoi giovani sono rimasti credenti: resti frate minore, semplicemente padre!”. Sospettiamo che il Vaticano abbia indagato anche sulle nostre storie, campeggi e messe comunitarie… E così niente promozioni! Agostino ridiamo insieme, come sempre hai fatto, del resto delle cariche e dell’esteriorità non ti importava un fico secco! E così, severo con te stesso e, seppure non docile di carattere, ma sempre disponibile e immancabilmente sorridente ti pensiamo, ti vediamo, ancora, dacché che sei nella casa del Padre. Piangiamo di nascosto. Ciao Agostino. Sei e sarai una presenza importante tra tutte e tutti noi!

(Franco Meloni)
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Amici di Padre Agostino – La Collina

     Amici di Padre Agostino  -   Comunità  La Collina

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“Quattordici voti sicuri”

di Gianni Loy

con: Anna Cristina Serra

e con: Alberto Melis

musiche: Gianni Cardia

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“Ricordando Padre Agostino”

a cura di Franco Meloni

con: Padre Salvatore Morittu

Suor Assunta Corona, FdC

Don Ettore Cannavera

Paolo Zedda, primo delegato diocesano del Mov.Studenti

Gabriella Marras, medico di padre Agostino

Amici di padre Agostino.

Interventi liberi

Cagliari – Venerdì 28 giugno 2024 – ore 17,30 

Fondazione di Sardegna

Via San Salvatore da Horta

Venerdì 28 celebriamo padre Agostino

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Spes contra Spem

Spes contra Spem
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Ringraziamo il nostro amico direttore di Rocca Mariano Borgognoni per l’autorizzazione a pubblicare il suo Editoriale, che condividiamo in toto, sul quindicinale del primo luglio.
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Guilcer: dalla nostra inviata (in bicicletta) Carla Deplano

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Non solo mare: in bicicletta tra i novenari del Guilcer
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di Carla Deplano

Metti un itinerario alternativo al mare, nel cuore della Sardegna selvaggia. Come una delle ciclo-escursioni organizzate dal CAI Club Alpino Italiano della sezione di Oristano. 40 chilometri di sterrata, carrareccia e asfalto tra ulivi millenari e il lago Omodeo come quinta scenografica alla scoperta di architetture preistoriche (nuraghi e domus de janas) e medievali del Comune di Ghilarza.
Le tappe: nuraghe Oschini, novenari della Madonna di Trempu, di San Serafino, di San Giovanni Battista, di San Michele arcangelo.
Il territorio: Guilcièr, distretto amministrativo del regno giudicale d’Arborea con capoluogo la bidda di Guilcièr,
poi img_7721Abbasanta e Sédilo nel Trecento. Accanto all’area comunale di Abbasanta, la curadoria era costituita dal territorio che attualmente comprende i Comuni di Aidomaggiore, Bidonì, Boroneddu, Ghilarza, Norbello, Paulilatino, Sedilo, Soddì, Sorradile, Tadasuni. Nel Medioevo le originarie ville (bidde) surviventi e scomparse rientravano nella Diocesi di Santa Giusta, aggregata all’Archidiocesi di Oristano dal 1503.
I luoghi: cumbessias o muristenes.

Padre Agostino del Movimento Studenti

img_7666img_7665img_7664Partecipazione e pathos per la Messa – a Santa Rosalia – Santuario San Salvatore da Horta – in suffragio del nostro amato amico padre Agostino Pirri ad un anno dalla sua morte, presenti anche suoi famigliari più stretti. Grazie a tutte e tutti e tra questi ai celebranti padre Simone Farci, custode, e padre Pietro Marini.
Si rammenta che il prossimo venerdì, 28 giugno, ricorderemo Agostino con una manifestazione laica, di cui pubblichiamo il programma in progress.
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Quattordici voti sicuri”
di Gianni Loy
con: …
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“Ricordando Padre Agostino”
a cura di Franco Meloni

con: Padre Salvatore Morittu
Suor Assunta Corona, FdC
Paolo Zedda, primo delegato diocesano del Mov.Studenti
Gabriella Marras, medico di padre Agostino
Gli Amici di padre Agostino.
Interventi liberi

Cagliari – Venerdì 28 giugno 2024 – ore 17,30
Fondazione di Sardegna
Via San Salvatore da Horta, 1
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Oggi lunedì 17 giugno 2024

img_3099 La manifestazione di Saccargia è solo l’inizio
17 Giugno 2024
A.P. Su Democraziaoggi
La grande mobilitazione di Saccargia non è che un momento del risveglio dei sardi contro una nuova forma di colonizzazione, quella energetica con le pale eoliche e i panelli solari. Importante anche la composizione della manifestazione. Tanto popolo, comitati, associazionj, aministrazioni locali, esperti, artisti. Le forze portanti di un movimento progressista e liberatorio.
La transizione energetica, […]
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Ecco il nuovo Consiglio comunale di Cagliari con Massimo Zedda Sindaco

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[in progress]
I 34 eletti
Secondo i dati provvisori (diventeranno definitivi dopo la proclamazione), il più votato è stato il presidente del consiglio comunale uscente, Edoardo Tocco (FI), già consigliere regionale, rieletto con 1.278 voti. Le donne, al momento sono 13, di cui 10 elette nel Campo largo.

img_7643Ecco la possibile composizione del nuovo Consiglio comunale, che potrebbe variare sia perché alcuni candidati hanno pochissimi voti di scarto tra loro, sia perché qualcuno potrebbe entrare nella nuova giunta di Massimo Zedda, lasciando il posto ai compagni di lista più votati.

Cagliari amore mio. Alla scoperta della città (IV)

img_7531Il ferro e le parole: i muri raccontano.
Scoperta a Cagliari una scritta del ventennio in un edificio abbandonato

di Carla Deplano

3daf0c89-d196-4a7c-b179-6f14c3caf0a3Sarà capitato un po’ a tutti di notare la scritta – seppur parziale e molto deteriorata – che campeggia a caratteri cubitali sul lato del Palazzo Onnis Bellegrandi (ex Chapelle) prospettante sulla piazzetta Mafalda di Savoia in Castello. Si tratta di un frammento del discorso tenuto dal balcone di Palazzo Venezia di fronte alla folla riunita per l’occasione con cui Mussolini il 9 maggio 1936 proclamò la nascita dell’impero italiano all’indomani dell’entrata ad Addis Abeba delle truppe di Badoglio. Il testo recita “IL POPOLO ITALIANO HA CREATO IL SUO SANGUE L’IMPERO, LO FECONDERÀ COL SUO LAVORO, LO DIFENDERÀ CONTRO CHIUNQUE CON LE SUE ARMI. MUSSOLINI”.
L’altra scritta d’epoca fascista, meno popolare ma in perfetto stato di conservazione, appare in via Sassari sulla parete di un’unità condominiale sovvenzionata edificata tra il 1925 e 1928 per i lavoratori dipendenti delle Ferrovie dello Stato. Nonostante la destinazione residenziale per una categoria sociale ed economica di medio livello, l’immobile si distingue per l’equilibrio compositivo e il pregio architettonico affidato ai dettagli, come i rivestimenti a punta di diamante, i mascheroni, le semicolonne che incorniciano le luci sormontate da una porzione di paramento murario che nell’insieme richiamano l’architrave del tempio greco e al contempo i bastoni scomposti del fascio littorio. È qui che si legge a chiare lettere profilate in basso rilievo il motto “SAVIEZZA GOVERNA, LAVORO OPERA, GIOIA RICOMPENSA, FEDELTÀ CONSERVA”.
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Elettorando. Oggi e domani si vota.

elettorando-img_3442Aladinpensiero ha ospitato gratuitamente materiali elettorali dei candidati alle elezioni europee e amministrative (soprattutto) appartenenti alla sinistra, al campo largo e ad altre formazioni che si ispirano alla Costituzione democratica ed antifascista. Da oggi e fino a domenica li riproponiamo.——————————————-
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Ecco le dieci liste che sostengono Massimo Zedda sindaco di Cagliari alle elezioni dell’8 e 9 giugno (dalle 15 alle 23 e domenica 9 giugno, dalle 7 alle 23). L’eventuale turno di ballottaggio è previsto domenica 23 e lunedì 24 giugno. Di seguito le liste con tutti i nomi dei candidati. Partito democratico: Alessandra Burgio, Marco Benucci, Elena Fontanarossa, Emanuele Boi, Paoletta Garau, Alessandro Cau, Ombretta Ladu, Davide Carta, Marta Mereu, Franco Carucci, Rita Piludu, Sergio Cassanello, Rita Polo, Stefano Deidda, Elsa Girolama Ranno, Carlo Floris, Barba Serra (nota Bibi), Andrea Locci, Laura Soma, Giuseppe Macciotta, Federica Trudu, Massimo Alberto (noto Massimo) Mattana, Desdemona (nota Daisy) Vargiu, Davide Medda, Carlo Augusto Melis Costa, Daniele Melis, Filippo Petrucci, Fabio Pireddu, Mauro Pistis, Marcello Sollai, Vincenzo (noto Enzo) Strazzera, Riccardo Vacca, Sergio Vacca. Sinistra Futura: Lucia Baiocchi, Michele Boero, Valter Alberto (noto Valter) Campana, Antonello Carai, Emanuele Cioglia, Massimo Delrio, Milena Falqui, Maria Grazia Frailis, Stefano Incani, Roberta Laconi, Sebastiana (nota Tania) Lai, Marianna Ligas, Cesira Loi, Francesca Loriga, Pierpaolo Marras, Donatella Masala, Consolata (nota Consuelo) Melis, Valtere (noto Valter) Merella, Roberto Mirasola, Patrizia Mocci, Asim Vaveed, Francesco Nonnis, Federico (noto Kikko) Orrù, Maria Germana Antonia (nota Germana) Orrù, Giovanni Giulio (noto Giangi) Pala, Maria Silvia Petricci, Maurizio Piludu, Antonella Pinna, Laura Pinna, Simone Piredda, Francesco Pisano, Carlo Serra, Laura Stochino, Silvia Usai. Progressisti: Matteo Massa, Anna Puddu, Alessio Alias, Alessandra Bertocchi, Fabio Accalai, Lucia Casu, Jacopo Arrais, Chiara Cocco, Ciro Auriemma, Maria Francesca Chiappe, Mauro Cadoni, Antonella De Montis, Alessandro Cao, Federica Diana, Pierluigi Locci, Martina Dotta, Enrico Mele, Susanna Fortunata Fornera, Valerio Piga, Daniela Latti, Michele Pipia (noto Pippia), Federica Laura Maggio, Dietrich Steinmetz, Rosario Mayores Magmanlac, Mariano Strazzeri, Maria Francesca Marrocu, Roberto Tramaloni, Valentina Mereu, Carlo Usai, Flora Missoni, Donatella Mulas, Paola Mura, Anna Rughinis, Anna Rosa Zedda. Orizzonte Comune: Marzia Cilloccu, Gianluca Aresu, Giada Atzei, Angelica Baldus, Martina Benoni, Donatella Carboni, Isabella Carta, Carla Cuccu, Bruno Demuru, Carla Deplano, Maurizio Fuccaro, Elena Garau, Antonio Gaudino, Marco Ghiani, Sonia Lai, Giovanna Liccardi, Luigi Loi, Raimondo Mandis, Paolo Masala, Simone (noto Canepa) Mereu, Marco Milia, Fabio (noto Mulliri) Mulleri, Monica Mureddu, Alessandro Olisterno, Alberto Perla, Kety Piras, Emiliano Pisano, Marcello Polastri, Alberto Tosini. Cagliari che vorrei: Adolfo Costa noto Ciccio, Andrea Cardia, Vasco Cogotti noto Vasco, Roberto Zorcolo, Mauro Toffolon, Valentina Pischedda, Antonio Gregorini noto Antonello, Fabio Peara, Maria Grazia Loddo, Roberto Lilliu, Alessia Ibba, Stefania Donaera, Antonio Camboli, Alessandro Pedroni noto Pedro, Stefania Mercurio, Katia Coccoi, Maria Cristina Guarino, Stefania Sanna, Carla Cardia, Francesca Lai, Ilaria Licheri, Giovanni Piano, Cristina Maria Soriga, Silvia Tinti, Rosa Casella nota Rossella, Valter Gerina. Cagliari Europea (Psi-Pri-Fortza Paris): Gianfranco Accocci, Giuseppe Aquila noto Pino, Federica Avagnano, Roberto Bertone, Raffaele Bistrussu noto Lino, Carla Caffarena, Luciano Caboni, Manuela Chia, Pierpaolo Congiu noto Paoletto, Gianfranco Damiani, Gianluca Deidda, Francesco Delussu, Sara Dessì, Ottavio Di Grezia, Daniele Figus, Giovanni Fois, Pierpaolo Frau, Enrico Edoardo Gavassino, Michela Ibba, Francesco Loi, Elisabetta Macis, Roberto Marras, Valentina Orgiana, Rosa Putzu, Elisabeth Rijo, Giuseppe Serpionano noto Serpi, Antonio Serra noto Nuccio. Alleanza Verdi Sinistra: Giulia Andreozzi, Mania Brundu, Dario Cabboi, Valter Canavese, Marco Cocco Norfo, Roberta Colizzi, Luisa Colomo, Anna Luisa De Giorgio nota Lula, Sara Didaci, Michela Garofalo, Alessandra Geddo Lehmann nota Sandra, Rita Guglielmo, Leonello Lai noto Lello, Giampaolo Graziano Ledda, Maurizio Loi, Rossano Mameli, Silvana Meloni, Andrea Moi, Francesca Mulas, Alessandro Murgia, Giacomo Angelo Pala, Helena Pes, Enrico Piano, Amalia Picinelli, Giambattista Piga, Marianna Piras, Carlo Quesada, Andrea Scano, Marta Scanu, Pietro Scanu, Corrado Sorrentino, Guido Spano, Lucia Testagrossa, Emanuela Vigo. Movimento 5 stelle: Peppino Calledda noto Pino, Luisa Giua Marassi, Luciano Congiu, Juliana Vivian Carone nota Giuliana, Cristian Verderame, Giuseppa Alessandra Piras, Michele Bardino, Serena Racis, Walter Zedda, Emanuele Addari, Gabriele Caredda, Laura Bruni, Carlo Poerio, Pierpaola Collu, Mario Spina noto Gemello, Stefano Spina, Simone Barrago, Graziella Pisu, Patrizia Serra, Michelangelo Serra, Margherita Falqui, Francesca Dettori, Amelia Monni, Michele Ortu, Elisabetta Manella, Giovanni Vargiu noto Gianni, Antonio Sandro Friargiu noto Sandro, Monica Masala, Luca Vadilonga, Andrea Murgia, Antonio Farina. Cagliari Avanti: Carlo Acquas , Patrizio Anedda, Luca Atzori noto Bebeto, Maurizio Battelli, Giampiero Buttafuoco, Paolo Casu, Simonetta Concas, Elio Curreli, Alessandro Di Martino, Simona Fontanarosa, Mohammed Hosfer, Barbara Masala, Francesca Melis, Debora Monteverde, Roberto Mucelli, Claudia Nossardi, Silvia Orefice, Francesca Orrù, Giuseppe Ortu, Oscar Palmas, Fabio Carlo Pinna, Emanuela Piredda, Gianfrancesco Piscitelli noto Gianfranco, Emanuele Piseddu, Giovanni Porrà, Giuseppe Raffone, Claudia Rizzo, Matteo Rocca, Gianluigi Santoni, Elisabetta Serra, Sandeep Singh, Francesco Spanu, CarlaVacca. A Innantis: Simone Anedda, Stefano Arca, Maurizio Bonetti, Massimo Calabrese, Federico Cincotti, Orietta Corrias, Franco Cuccu, Luisa Demelas, Ornella Demuru, Alessandro Desogus, Moreno Floris, Francesco Ledda, Luca Salvatore Loddo, Paola Manca, Massimo Marini, Maria Carmen Masala, Andrea Mereu, Alessio Mura, Marco Murgia, Dante Olianas, Rossana Sassu, Cristiana Velluti, Martina Melas, Marco Vargiu, Francesco Sedda noto Franciscu.

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Elezioni, elezioni

elezioniRiflessioni sulle scadenze elettorali e sul ruolo delle autonomie territoriali e della “capitale” della Sardegna.

di Franco Meloni

Le elezioni, come gli esami, non finiscono mai. Abbiamo votato il 25 febbraio per il rinnovo del Consiglio regionale e eletto Alessandra Todde prima presidente donna della storia dell’Autonomia Sarda, mentre nella scadenza unificata dell’8 e 9 giugno siamo chiamati alle urne per il rinnovo dei rappresentanti italiani nel Parlamento europeo, nonché in 27 Comuni sardi per le elezioni amministrative (374.412 elettori). Le elezioni europee sono cruciali per il futuro dell’Unione Europea, che vorremo sempre più entità politica dei popoli e delle persone, non solo comunità economica. Le elezioni amministrative sono importanti per il rinnovo gestionale di tutti i paesi interessati, ma è evidente come l’attenzione dei media e del mondo politico sia puntata soprattutto su Cagliari e Sassari, le due principali città sarde (Cagliari con 133.499 elettori, Sassari con 107.073 elettori), che potrebbero andare ciascuna al ballottaggio tra i due candidati più votati, il 23 e 24 giugno. Così come per le città più piccole con più di 15000 abitanti: Alghero, Monserrato e Sinnai. Il grosso degli elettori si concentra dunque nelle Città metropolitane di Cagliari e di Sassari, che hanno soppiantato sostanzialmente le due vecchie Province, affiancandosi alle restanti sei, con la ridefinizione dei relativi confini. Gli statuti di queste entità intermedie tra Regione e Comuni non prevedono attualmente l’elezione diretta degli organi di governo da parte dei cittadini, nonostante le leggi istitutive lo consentano, limitandosi alla nomina dei rappresentanti da parte dei Comuni: un sistema francamente anti democratico da superare quanto prima.
Una riflessione sembra opportuna sulla recente istituzione della Città metropolitana di Sassari, dopo quella di Cagliari: questo nuovo assetto territoriale contribuisce a togliere ogni ragione di rivalità tra le due più grandi città sarde, frutto di antiche vicende che appartengono al passato, piuttosto che problema reale dei rispettivi abitanti. Certo è che per Cagliari le elezioni ripropongono il dibattito sul suo ruolo rispetto alla Sardegna. Noi sardi nell’intimo serbiamo un sentimento nazionalitario e a prescindere dalle appartenenze politiche, ci sentiamo sardi prima che Italiani ed Europei. Consideriamo la nostra regione quasi uno stato indipendente, non per niente godiamo di un’Autonomia Speciale nell’ambito dello Stato Italiano. Ecco perché nonostante l’attribuzione amministrativa di Cagliari sia “capoluogo” regionale, preferiamo definirla come “capitale” della Sardegna. img_6679E’ un titolo prestigioso, che merita nella misura in cui realizza una missione di servizio nei confronti della Sardegna intera,img_6656 che ritroviamo declinata nelle iscrizioni sulle facciate laterali del Palazzo municipale di Cagliari: “Fortitudo totius insulae” (Coraggio di tutta l’isola), “Insulae decor” (Bellezza dell’isola), “Insulae clavis et robur” (Chiave e forza dell’isola). Ne deriva un impegno programmatico di ampio respiro per il Sindaco metropolitano e gli amministratori comunali di Cagliari, nonché per gli altri Sindaci e amministratori sardi, tra i quali quelli espressi dalle prossime elezioni amministrative.
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Elezioni

di Giorgio Gaber
Generalmente mi ricordo
una domenica di sole
una mattina molto bella
un’aria già primaverile
in cui ti senti più pulito

Anche la strada è più pulita
senza schiamazzi e senza suoni
chissà perché non piove mai
quando ci sono le elezioni

Una curiosa sensazione
che rassomiglia un po’ a un esame
di cui non senti la paura
ma una dolcissima emozione

E poi la gente per la strada
li vedo tutti più educati
sembrano anche un po’ più buoni
ed è più bella anche la scuola
quando ci sono le elezioni

Persino nei carabinieri
c’è un’aria più rassicurante
ma mi ci vuole un certo sforzo
per presentarmi con coraggio

C’è un gran silenzio nel mio seggio
un senso d’ordine e di pulizia
democrazia

Mi danno in mano un paio di schede
e una bellissima matita
lunga sottile marroncina
perfettamente temperata

E vado verso la cabina
volutamente disinvolto
per non tradire le emozioni

E faccio un segno
sul mio segno
come son giuste le elezioni

E’ proprio vero che fa bene
un po’ di partecipazione
con cura piego le due schede

e guardo ancora la matita
così perfetta e temperata
io quasi quasi me la porto via
democrazia.
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https://www.google.com/url?q=https://m.youtube.com/watch%3Fv%3DV5vQTVYFl9E&sa=U&ved=2ahUKEwjVgLSt9ciGAxWdhv0HHUSCJjoQwqsBegQIFBAG&usg=AOvVaw0tfIFu1blUugdxip5SHMnp
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Oggi giovedì 6 giugno 2024

img_3099Il Tar Sardegna e le pale eoliche ovvero il diritto contro la ragionevolezza
6 Giugno 2024
Andrea Pubusa su Democraziaoggi.
Nella sentenza del Tar Sardegna sul ricorso del Comune di Barumini contro l’installazione di pale eoliche vicino al nuraghe Turriga la questione centrale, il thema decidendum, come dicono i giuristi, è questo: è illegittimo un provvedimento autorizzatorio adottato prima dell’apposizione del vincolo paesaggistico e può essere annullato in autotutela dall’amministrazione? Del nuraghe non si parla. […]
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Ricordiamo padre Agostino Pirri

img_6778Agostino, uomo di Dio, frate francescano al servizio delle donne e degli uomini della nostra Terra.

Gli amici di padre Agostino Pirri, OFM (17/4/1930 – 21/6/2023), propongono una serata in suo ricordo, venerdì 28 giugno 2024, alle ore 17 – 19,30 presso la sala convegni della Fondazione di Sardegna a Cagliari. in via San Salvatore da Horta 1.

Organizzazione: Fondazione di Sardegna – Amici di padre Agostino – Amici sardi della Cittadella Laudato si’ di Assisi – Aladinpensiero News online – Gulp Cagliari.
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